venerdì 5 febbraio 2016

MICROCEFALIA: VIRUS ZIKA, IL CONDANNATO …SENZA GIUDIZIO

 a cura della Dr.ssa Alessia Zurlini e del Dr. Fabio Franchi

Introduzione 

“Il virus Zika (ZIKV) si sta diffondendo in modo esplosivo, favorito dai cambiamenti climatici”, ecco la nuova preoccupazione dell’OMS. In verità il direttore generale Margaret Chan[1] afferma che è elevato anche“il livello d’incertezza. Non è stata ancora stabilita una relazione tra l’infezione da virus Zika e i casi di malformazioni alla nascita nei bambini, ma il sospetto è molto forte”. Nonostante questa riserva sia condivisa anche dal ECDC[2], tale forte sospetto si è trasformato per quasi tutti gli organi d’informazione in una certezza consolidata[3], [4].
Esamineremo perciò le prove pro e contro questa ipotesi.
  1. Il fenomeno da spiegare
  2. Ipotesi virale per la microcefalia in Brasile
  3. Difficoltà dell’ipotesi virale all’origine della microcefalia
  4. Altre ipotesi causali
  5. Discussione
  6. Conclusioni
  7. Bibliografia


1. Il fenomeno da spiegare
Dall’ottobre 2015 al 23 gennaio 2016 è sato segnalato un eccesso di aborti e gravi malformazioni infantili in Brasile. I casi segnalati di microcefalia sono stati 4.180 negli ultimi 4 mesi, mentre nel 2014 i casi furono solo 150[5]. In verità questi numeri sono in fase di più attenta verifica ed una parte riclassificati come non microcefalie. Tuttavia l’incidenza sarebbe comunque aumentata, oltre 20 volte rispetto all’atteso.
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2. Ipotesi virale come causa di microcefalia
E’ la prima ad essere stata proposta.
In favore dell’ipotesi di associazione tra Zika e malformazioni fetali sta il fatto che che alcune infezioni durante lo sviluppo fetale possano portare ad aborto o a gravi sindromi nei bimbi che riescono a sopravvivere. Ne è un esempio la rosolia, che è temuta in gravidanza, pur essendo malattia solitamente lieve nell’adulto.
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Il virus Zika,prima del 2015 aveva fatto poco parlare di sè. E’ stato identificato per la prima volta in Ugandanel 1947[6]. Trasmesso dalla znzara Aedes aegypti, è’ responsabile di malattie lievi, ma il più delle volte è asintomatico[7]. In una recente epidemia nelle Polinesia Francese avrebbe anche causato sindromi neurologiche, come quella di Guillame Barré[8], tuttavia tale associazione è stata messa fortemente in discussione da un panel di esperti che se ne è occupato[9]. Zika, dopo essersi diffuso in Micronesia[10], più recentemente ha raggiunto l’America meridionale e soprattutto il Brasile[11], dove si è verificata una diffusione epidemica nel 2014-2015. Questa è  stata immediatamente messa in relazione al grande aumento di malformazioni fetali (4.180 in 4 mesi) in Brasile. Del totale, 732 casi sospetti sono stati analizzati più a fondo e solo 270 confermati come microcefali, ma solo in 6 (sei!) è stato riscontrato il virus Zika[12].
Vi è perciò attenzione massima da parte delle Autorità Sanitarie, perché ZIKV potrebbe attecchire nelle regioni in cui prolifera la zanzara vettrice. In Italia è presente la Aedes albopictus, che, secondo alcuni, potrebbe veicolare ZIKV [13].
Diffusione attuale dell’infezione nel mondo:
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Tratto da: Gatherer D and Kohl A. Zika virus: a previously slow pandemic spreads rapidly through the Americas. Journal of General Virology, 2016 (ahead of print).

3. Difficoltà a sostenere l’ipotesi virale come origine del gran numero di casi di microcefalia
Sebbene vi sia una plausibilità dell’ipotesi virale è evidente la difficoltà di effettuare una diagnosi retrospettiva di infezione in gravidanze pregresse. Le ragioni sono molteplici:
  1. nell’80% circa dei casi di infezione non ci sono sintomi[14];
  2. il test con IgM non è molto affidabile per la cross reattività con IgM da infezione di altri flavivirus (in particolare il Dengue), ugualmente presenti in Brasile[15];
  3. il test con PCR dimostra un’eventuale presenza attuale del virus, ma se negativo non esclude che il virus sia stato presente mesi prima, abbia provocato il danno e poi sia stato eliminato,
  4. l’anamnesi positiva è quanto di più inaffidabile possa esserci eppure è proprio quella più utilizzata. Infatti nel Bollettino dei CDC si legge: “[…] il resoconto da parte di una madre di una malattia cutanea durante la gravidanza è stato utilizzato come un indicatore proxy di una potenziale infezione da ZIKV” [16],[17]. In un lavoro pubblicato sul NEJM nel 2009 si osservava come il 19% di coloro che denunciava di aver avuto un rash, non aveva segni di infezione pregressa[18].
Le difficoltà diagnostiche sopra menzionate sono state confermate dal panel di esperti che ha stilato una importante realzione sul fenomeno: la “Latin American Collaborative Study of Congenital Malformations (ECLAMC)”[19]. In essa si dimostra tra l’altro la impossibilità di collegare la maggior parte dei casi di microcefalia all’infezione con ZIKV, anche nell’ipotesi fossero state colpite tutte le gravide.

4. Altre ipotesi causali
I CDC[20], nel sito dedicato alla microcefalia, citano, tra altre cause: “Grave malnutrizione; esposizione a sostanze nocive, come l’alcol, alcuni farmaci, o sostanze chimiche tossiche”.
Nel documento della Commissione di esperti prima menzionato[21] si rileva che “Questo alto tasso [di microcefalia] durante qualsiasi trimestre di gravidanza non è mai stato verificato nei confronti dell’esposizione di qualsiasi sostanza chimica, fisica, o agente biologico”. Eppure avrebbe dovuto essere parte essenziale dell’indagine.
La considerazione di cause diverse è stata effettuata da osservatori[22] i quali hanno notato come, a partire dalla fine del 2014, sia stata implementata in Brasile una estensiva vaccinazione contro la pertosse, tetano e difterite (dT e dTPa) nelle gravide, fin dai primi mesi, con sollecitazioni da parte dell’OMS[23].  Ecco le indicazioni precise del Ministero della Salute brasiliano che, tra l’altro, prevede la ripetizione del dTpa a tutte e dello schema completo (tre dosi) per chi non avesse avuto con sé la propria scheda vaccinale[24].
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La ipotesi causale iatrogena (vaccinale) della microcefalia si basa sulla sequesna temporale compatibile, sulla plausibilità biologica e tossica riconosciuta. Persino le istruzioni disponibili[25],[26] sul sito dell’FDA riguardo quei vaccini precisano che per essi “non è conosciuto se possono causare danno fetale quando somministrati a una donna gravida”. Inoltre sono contemplati tra gli effetti collaterali in bambini ed adulti “disordini del sistema nervoso” (relativamente modesti quelli più frequenti, gravi quelli più rari).
La composizione del vaccino è precisata nel documento messo a disposizione del Ministero della Salute Brasiliano con gli adiuvanti noti (che si sommano nei casi di somministrazioni multiple):
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5. Discussione
Dalle notizie disponibili non risulta che le Autorità Sanitarie abbiano considerato né scartato l’ipotesi iatrogena nelle loro indagini, sebbene sia facile da verificare e verosimile. E’ una carenza che dovrebbe essere al più presto colmata.
L’ipotesi virale è quanto mai fragile: solo 6 riscontri certi di ZIKV in 270 casi di microcefalia non costituiscono un buon inizio. Infatti inevitabilemente deve aver agito un’altra causa laddove il virus non c’era. E l’ipotesi che sia sia solo un innocuo “osservatore di passaggio” non può essere sottaciuta, a questo punto.
Inoltre, a causa delle menzionate difficoltà ad indagare ed ottenere risultati certi riguardo le pregresse infezione virali con Zika, sarebbe necessario ricorrere a studi prospettici ben disegnati. Lo afferma a chiare lettere il rapporto stilato dalla ECLAMC: “Pertanto, la determinazione degli studi epidemiologici per analizzare l’effetto della infezione prenatale con il ZIKA sarebbe fattibile solo prospetticamente a causa della difficoltà retrospettiva di determinare l’esposizione di un caso con certezza”[27].
La stessa posizione, sulla necessità di studi epidemiologici adeguati, è tenuta sulla rivista scientifica Scientific American[28]. Il Principale Vice Direttore dei CDC, Anne Schuchat, ha detto che il Brasile ed altre nazioni pianificano di esaminare i documenti degli individui sospetti per essere certi che siano veri casi di microcefalia. Inoltre  bisogna ”seguire le donne in gravidanza documentando quello a cui sono esposte”.
“Infine, per provare questi legami sarebbero necessari studi caso-controllo che comparino bambini microcefalici con altri nati nello stesso periodo e nelle stesse aree”.
Nonostante le perplessità sulla effettiva relazione causale siano espresse dall’OMS, dai CDC americani e dall’ECDC europeo, si sta già lavorando ad un vaccino risolutivo[29] contro il ZIKV. Se risultasse vera l’ipotesi iatrogena, si creerebbe perciò una situazione paradossale: l’offerta di un nuovo vaccino contro un virus che non è la causa, al fine di evitare le conseguenze di danni da un altro vaccino.
Nel frattempo si sono concentrati gli sforzi per eliminare con insetticidi le larve e le zanzare. A vedere le foto diffuse degli operatori, dalle loro tute non si deduce che possano considerarsi innocui per l’uomo e tanto meno per le donne in gravidanza.
Alcuni autori hanno evidenziato le possibili tossicità anche degli insetticidi, mettendoli pure in relazione con danni fetali[30].
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6. Conclusione
L’indagine epidemiologica guidata dall’OMS e dai CDC è partita con il piede sbagliato. Nella fretta di accusare il virus Zika, in base ad indizi esigui, si sono colpevolmente trascurate e non indagate altre possibilità più verosimili. Si sono adottate misure preventive, alcune potenzialemente dannose per le gravide – nei confronti di una zanzara che trasmette un virus che probablimente non ne è la causa -. Inoltre sono state destinate strutture e risorse per la ricerca di un vaccino prima di capire se possa essere utile. Il tutto alimentando una sarabanda mediatica che sembra avere più la funzione di confondere le idee che di arrivare ad un corretto chiarimento scientifico. Solo da questa potranno derivare vera comprensione e soluzioni razionali.
Margaret Chan e l’OMS vorranno perseguire un altro flop come quello della “pandemia suina” del 2009?
Dr.ssa Alessia Zurlini
Dr. Fabio Franchi
Trieste, 1 febbraio 2016

7. Bibliografia
[1] http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/artico…
[2] “Alla luce della corrente supposizione riguardo un collegamento non ancora stabilito tra ZIKA e microcefalia, …” in: http://ecdc.europa.eu/en/publications/Publications/zika-microcephaly-Brazil….
[3] http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Sport/Rio-2016-Zika-misure-siti-olimpici…
[4] https://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/salute/2016/01/27/…
[5] http://www.nature.com/news/zika-virus-brazil-s-surge…
[6] Hayes EB. Zika virus outside Africa.Emerg Infect Dis 2009;15:1347–50. http://dx.doi.org/10.3201/eid1509.090442
[7] Duffy MR, Chen TH, Hancock WT, et al. Zika virus outbreak on Yap Island, Federated States of Micronesia. N Engl J Med 2009;360:2536–43.
[8] Oehler E, Watrin L, Leparc-Goffart I et al. Zika virus infectioncomplicated by Guillain–Barre syndrome—case report, French Polynesia,December 2013. Euro Surveill 2014;
[9] ECLAMC (Latin American Collaborative Study of Congenital Malformations) FINAL DOCUMENTDecember 30th, 2015 – V.3
[10] Duffy MR, Chen TH, Hancock WT, et al. Zika virus outbreak on Yap Island, Federated States of Micronesia. N Engl J Med 2009;360:2536–43.
[11] MMWR. January 2016;65(3):55-8.
[12] Ministério da Saúde Brasil. BOLETIM 27 gennaio 2016 http://portalsaude.saude.gov.br/index.php/cidadao/principal/agencia-saude/….
[13] Hennessey M et al. Zika virus spreads to new areas – Region of the Americas, May 2015 – January 2016. MMWR 2016;65(3):55. http://www.repubblica.it/salute/2016/01/24/…
[14]Duffy MR, Chen TH, Hancock WT, et al. Zika virus outbreak on Yap Island, Federated States of Micronesia. N Engl J Med 2009;360:2536–43.
[15] MMWR / US Department of Health and Human Services/CDC January 29, 2016 / Vol. 65 / No. 3:59-62.
[16]MMWR / US Department of Health and Human Services/CDC January 29, 2016 / Vol. 65 / No. 3:59-62.
[17] http://www.theguardian.com/world/2016/jan/20/…
[18] Duffy MR, Chen TH, Hancock WT, et al. Zika virus outbreak on Yap Island, Federated States of Micronesia. N Engl J Med 2009;360:2536–43.
[19] ECLAMC (Latin American Collaborative Study of Congenital Malformations) FINAL DOCUMENTDecember 30th, 2015 – V.3
[20] http://www.cdc.gov/ncbddd/birthdefects/microcephaly.html
[21] ECLAMC (Latin American Collaborative Study of Congenital Malformations) FINAL DOCUMENTDecember 30th, 2015 – V.3
[22] https://brazilianshrunkenheadbabies.wordpress.com/about/ ,  http://yournewswire.com/is-zika-virus-or-the-dtap-vaccine-causing-birth-defects-in-brazil/
[23] WHO SAGE pertussis working group Background paper SAGE April 2014  http://www.who.int/immunization/sage….
[24] SECRETARIA DE ESTADO DA SAÚDE INFORME TÉCNICO – VACINA DIFTERIA, TÉTANO E COQUELUCHE (dTpa) -outubro de 2014. http://www.cve.saude.sp.gov.br/htm/imuni/pdf/IF14_VAC_DTpa.pdf
[25] http://www.fda.gov/BiologicsBloodVaccines/…
[26] Sanofi PasteurAdacel(Tetanus Toxoid, Reduced Diphtheria Toxoid andAcellular Pertussis Vaccine Adsorbed ) Suspension for Intramuscular InjectionHIGHLIGHTS OF PRESCRIBING INFORMATIONrevision 3/2014.
[27] ECLAMC (Latin American Collaborative Study of Congenital Malformations) FINAL DOCUMENT December 30th, 2015 – V.3
[28] Dina Fine Maron.What Would It Take to Prove the Zika–Microcephaly Link. January 28, 2016. Public health officials are not yet ready to say the connection is causal. Scientific American. http://www.scientificamerican.com/article/…
[29] http://www.dailymail.co.uk/health/article-3422951/Z… , http://www.fiercevaccines.com/story/zika-outbreak-triggers…
[30] Marília Teixeira de Siqueira et al. Correlation Between Pesticide Use in Agriculture and Adverse Birth Outcomes in Brazil: An Ecological Study Bulletin of Environmental Contamination and Toxicology. 2010; Volume 84, Issue 6, pp 647-651. Marco Cáceres. Hello? Pesticides can cause congenital  abnormalities…https://vaccinesbytheoutliers.wordpress.com/2016/01/28/…

giovedì 4 febbraio 2016

C’È UNA GIGANTESCA TORRE SULLA SUPERFICIE DELLA LUNA?

I cacciatori di anomalie spaziali colpiscono ancora. Questa volta l'interesse degli UFO-hunters è stato catturato da una immagine di Google Moon che mostrerebbe una misteriosa torre alta più di cinque chilometri. E il dibattito è sempre lo stesso: una straordinaria scoperta o una semplice illusione ottica?

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Ai cacciatori di alieni non è sfuggita una misteriosa immagine nella quale si mostrerebbe una gigantesca “torre” o “antenna” lunga più di cinque chilometri.
L’immagine è stata trovata su Google Moon e prontamente montata in un video postato daMexicogeek il 23 gennaio 2016.
La scoperta è stata ripresa da Scott C. Waring sul suo blog, come conferma di ciò che la comunità ufologica già sapeva dalle immagini scattate dalle sonde inviate in orbita attorno alla Luna sin dagli anni ’60.
Una delle fotografie più intriganti fu scattata nel 1964 dalla sonda sovieticaZond-3, nella quale si vede una enigmatica struttura innalzarsi sull’orizzonte lunare.
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«Si tratta di una struttura altamente anomala, una forma verticale che sfida tutti i modelli geologici conosciuti», scrive enterprisemission.com, un altro sito web dedicato alle anomalie spaziali. «È semplicemente sconcertante, a meno che non si tratti di un antico artefatto lasciato da una civiltà che in passato ha colonizzato la Luna».
Gli scettici sono convinti che si tratti di una semplice illusione ottica causata dal modo in cui Google “cuce” insieme le immagini. L’illusione della tridimensionalità si trova proprio nel punto in cui si affiancano due immagini, dando l’impressione della profondità.
Dunque, un semplice caso di illusione ottica, oppure una torre di controllo destinata a monitorare la Terra? http://www.ilnavigatorecurioso.it/

ZIKA VIRUS: LA SCIMMIA “RHESUS 766” E ROCKEFELLER. QUELLO CHE NON VI STANNO DICENDO! ECCO LA STORIA!

La recente comparsa di un focolaio del virus Zika in Brasile viene attualmente ricollegata alle zanzare geneticamente modificate sviluppate dalla società di biotecnologie britannica Oxitec, che è finanziata dalla fondazione dei coniugi Bill e Melinda Gates.
L’Oxitec introduce zanzare Aedes geneticamente modificate nelle foreste brasiliane dal 2011 per far fronte alla febbre dengue. La società produce ben due milioni di zanzare GM a settimana nella propria sede di Campinas, in Brasile.
La zanzara Aedes è la varietà di zanzara più diffusa al mondo e gli unici due Paesi americani in cui non è presente questa specie sono Cile e Canada. Il virus Zika, che è stato rilevato in 18 dei 26 stati brasiliani, è trasmesso dalla zanzara Aedes.

Dal 1° novembre 2015 in Brasile sono nati oltre 4.000 bambini microcefali. Il Brasile, normalmente, registra circa 150 casi all’anno di questa malformazione congenita, il che significa che il numero di nati con tale malformazione è aumentato di circa il 13.000%.
Mentre le autorità brasiliane si affrettano a incolpare il virus Zika per questo enorme aumento nel tasso di malformazioni congenite, i fatti restano chiari. Solo un numero ridotto di neonati con malformazioni congenite deceduti ospitavano nel cervello il virus. Ciò significa che una buona parte dei neonati deceduti non aveva il virus. Difficile dare la colpa allo Zika quindi, che è in circolazione da prima del 1948 e che non ha mai provocato malformazioni congenite. Anzi, il virus Zika fa ammalare in modo “lieve” solo una persona su cinque, con sintomi parainfluenzali o, in 4 casi su 5, addirittura senza alcun sintomo. Ma allora perché tanta fretta a dare la colpa ad un virus generalmente benigno come lo Zika?
Verso la fine del 2014, il Ministro brasiliano della Salute annunciò che un nuovo vaccino Tdap sarebbe diventato obbligatorio per le gestanti a partire dal 2015. Ora, i dati a disposizione tdap-ryan-gossling-mememostrano che tutte le mamme che hanno dato alla luce neonati con malformazioni congenite avevano ricevuto questo vaccino di nuova formulazione durante la gravidanza. La tempestività del vaccino Tdap e l’aumento dei casi di anomalie congenite sono più di una semplice coincidenza. Le conseguenze di questo vaccino non testato sono ciò che oggi si cerca di insabbiare. Il che ci riporta ancora una volta a Bill Gates, il Re dell’eugenetica e dei vaccini.
Nel 2011, il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie statunitense (CDC) emise la raccomandazione di somministrare il vaccino Tdap alle gestanti alla 20a settimana di gravidanza. Il vaccino Tdap combina in un’unica iniezione i vaccini per tetano, difterite e pertosse. E non ne è mai stata dimostrata la sicurezza per l’utilizzo in gravidanza. Anzi, viene classificato dall’FDA come farmaco di classe C, ovvero NON SICURO in gravidanzaFATTO: le case farmaceutiche non hanno testato la sicurezza e l’efficacia della somministrazione del vaccino antinfluenzale o del Tdap alle gestanti prima della loro approvazione negli Stati Uniti e praticamente sono quasi inesistenti i dati relativi alle risposte infiammatorie o, in generale biologiche, a questi vaccini che potrebbero influire sugli esiti della gravidanza o del parto. Ci sono sostanze nei vaccini Tdap contenenti i virus dell’influenza e della pertosse di cui non è stata valutata completamente la potenziale genotossicità o gli effetti avversi sul feto umano in via di sviluppo nel grembo materno che potrebbero incidere negativamente sugli esiti della nascita, tra cui l’alluminio utilizzato come adiuvante, i conservanti a base di mercurio (Thimerosal) e molte altre sostanze bioattive e potenzialmente tossiche.
C’è forse da stupirsi della fretta con cui si cerca di dare la colpa dell’epidemia di malformazioni congenite a qualcos’altro? Il fatto che il Brasile abbia sottoposto le proprie gestanti a un tale vaccino obbligatorio non testato è un atto di genocidio e ora si sa. Hanno comprato la medicina senza fare prime le dovute ricerche. O forse hanno ricevuto abbastanza denaro per chiudere gli occhi. Di conseguenza,ora gli Stati Uniti premono per sviluppare un vaccino per il virus Zika. Non abbiamo forse già visto un copione simile con i timori per il virus Ebola e la prevedibile corsa per sfruttare un vaccino redditizio destinato a tutte le persone preoccupate di morire (che qualcuno già aspettava a braccia aperte)?

Se non fosse già abbastanza, il Brasile ha anche dichiarato di voler mobilitare 220.000 soldati per combattere il virus Zika. Ai soldati è stato ordinato di andare porta a porta e spruzzare insetticidi per riuscire a uccidere le zanzare. Spruzzare insetticidi tossici in presenza di donne gravide e bambini? Ma sono matti? E se la follia non fosse già tanta… Le autorità hanno dichiarato che distribuiranno repellente anti-zanzare a circa 400.000 donne in attesa che ricevono sussidi. Le autorità di El Salvador, Colombia e Brasile hanno inoltre suggerito di non intraprendere nuove gravidanze fino a quando la crisi sarà passata. Insomma, una vittoria a tutti gli effetti per il programma di controllo della popolazione di Bill Gates. Basta incutere nelle persone la paura di avere rapporti e intraprendere una gravidanza. Anzi, di recente qualcuno ha insinuato che il virus Zika “potrebbe essere” trasmesso sessualmente, solo perché ritrovato nello sperma di un uomo colpito dal virus. Proveranno a piantare il seme della paura ancora una volta, ma non credete a simili sciocchezze.
Aumentano le pressioni sull’OMS perché il virus Zika venga dichiarato emergenza internazionale. In base al Regolamento Sanitario Internazionale, la Dott.ssa Margaret Chan, Direttore Generale dell’OMS, può stabilire una commissione di emergenza, con il potere di dare il via libera a campagne di vaccinazione globali con vaccini sperimentali. E’ chiaro il quadro della situazione?
Ma c’è dell’altro… Ora, i ricercatori brasiliani sono impegnati nello studio delle sequenze genetiche delle zanzare sospettateBill-Gates-vaccine di trasmettere il virus Zika e altre malattie per verificare se vi siano stati dei cambiamenti che potrebbero aver generato zanzare mutanti. La zanzara messa in libertà da Gates era forse uno degli obiettivi a lungo termine sognati per arrivare al controllo forzato delle nascite e alle vaccinazioni forzate, a cui il magnate lavora dal 2003.
Nello scenario delle vaccinazioni forzate, le zanzare sono geneticamente programmate per produrre il “vaccino” in modo permanente una volta introdotte nell’ambiente, così da non dover immettere in circolazione MAI più nuove zanzare. I loro effetti diventerebbero semplicemente parte della natura.
Questo significa che a un certo punto, noi e chiunque altro dovremo essere punti da una delle zanzare create da Bill Gates. Che Dio ci aiuti!
Kathy J Forti. – 28 gennaio 2016
Traduzione di Angelica Perrini. Fonte
Fonte: www.quival.it  

ZIKA VIRUS, LA SCIMMIA “RHESUS 766” E ROCKEFELLER. ECCO LA STORIA.

Lo Zika virus è uscito dal suo inferno a distanza di decenni, da quando per la prima volta venne studiato dal dott. Jordi Casals Ariet. L’OMS,Organizzazione Mondiale della Sanità, afferma che “si propaga in maniera esplosiva” e sono attesi circa 4 milioni di casi, ma le modalità con cui il virus si è evoluto e si è propagato sembrano uscite da una pellicola di serie B sui disastri naturali. Una storia di ricombinazioni genetiche che parte da molto, molto lontano e che ha tra i suoi protagonisti la ...
Fondazione Rockefeller.

Lo Zika virus: Uganda, 1947.

La scimmia Rhesus 766, una macaca mulatta, fu oggetto di esperimenti da parte della Fondazione Rockefeller nell’ambito della ricerca sulla febbre gialla nella giungla. Collocata in una gabbia in cima a un albero nella foresta ZikaRhesus 766 il 18 aprile si ammala e sviluppa la febbre. Ancora viva, ma debilitata, l’animale viene portato nei laboratori della fondazione e il suo siero viene inoculato intracerebralmente nei topi, che dopo 10 giorni manifestano i sintomi. Lo Zika virus viene così isolato. L’agente di trasmissione prende il nome di Zika virus solo successivamente ma, all’inizio del 1948, le zanzare Aedes africanus, insetti tipici di quella foresta, iniziano a diffonderlo. Questo genere di zanzare hanno generalmente un raggio d’azione di 400 metri, ma l’uomo può accidentalmente trasportarle nei suoi viaggi, creando nuovi focolai.
Dal sito di Atcc e LGC Standards, leader nel campo dei controlli all’interno dei laboratori e nel settore degli strumenti di ricerca per le case farmaceutiche, lo Zika virus può essere liberamente acquistato per la modica cifra di 600€. Non solo, vi  si legge che “un’ infezione accidentale è occorsa al personale di laboratorio“, in non meglio specificati data e luogo, e che a depositare il virus (ATCC® VR-84™) sono in due: il dottor Jordi Casals Ariet e la Rockefeller Foundation.

Il dottor Jordi Casals Ariet

Il dottor Casals era un epidemiologo nato in Spagna nel 1911. Laureatosi a Barcellona nel 1934, vola a Manhattan e si unisce al Rockefeller Institute of Medical Research. Un tipo molto meticoloso: oggi, tutto il campo della tassonomia virale deriva dal suo lavoro. Nel 1952 si unisce alla Fondazione Rockefeller, che aveva finanziato il progetto nella foresta Ziku, alla ricerca del virus della febbre gialla, e diventa un pezzo grosso: fa collocare diverse stazioni in molti posti remoti del pianeta, attraverso le quali scienziati e analisti raccolgono campioni da animali ed esseri umani e glieli inviano per l’identificazione. Quando la fondazione sposta poi a Yale il suo programma di ricerca sulle infezioni che hanno origine dagli insetti, nel 1964, a lui viene affidata la cattedra di epidemiologia. Non sempre tuttavia per il dottor Casals tutto fila liscio. A parte la storia del virus Zika, egli stesso finì vittima di uno dei suoi esperimenti, nel 1969, finendo quasi per essere ucciso. Si occupa poi delle indagini su un’altra terribile epidemia scoppiata ad Atene: si tratta del virus Dengue, che tuttavia secondo gli esperti è molto simile allo Zika, tanto da poter ingenerare confusione diagnostica

Perplessità

Tutto regolare, insomma. Fino a un certo punto. Uno studio del 2014condotto in Senegal ha analizzato il codice genetico di 37 virus prelevati in Asia e in Africa, arrivando a identificare tre linee principali del virus Zika due africane e una asiatica. Tutte e tre hanno avuto origini in Uganda dopo negli anni ’20. Notando tuttavia piccole differenze nel codice, i ricercatori hanno trovato evidenze che il virus Zika ha attraversato una serie di eventi ricombinatori, che hanno coinvolto lo scambio di materiale genetico tra alcuni virus di diverso tipo. E questo è inusuale per i flavivirus come lo Zika. La ricombinazione genetica, solitamente, conferisce ai virus un vantaggio adattivo, ma quali sarebbero questi vantaggi per il virus Zika e in che modo questi impatterebbero sui sintomi degli esseri umani infetti resta un mistero. Le evidenze delle analisi suggeriscono ai ricercatori chealcune modifiche nella proteina involucro potrebbero avere contribuito alla trasmissione del virus alle zanzare. Insomma, il virus potrebbe essere stato modificato geneticamente e questa potrebbe essere la causa della sua diffusione.

Alcune domande di tipo generale, infine, sono lecite. Perché nel ‘900 molti laboratori di ricerca furono impiantati in Africa? Forse per evitare all’occidente spiacevoli conseguenze? Del resto, ancora oggi è sempre nelle zone più calde o più povere o più interessanti dal punto di vista geopolitico che vengono collocati laboratori che sperimentano virus letali, che poi trovano spesso la via della libertà, come sembra stia accadendo proprio ora nel Donbass, nel silenzio generale, dove da un laboratorio statunitense sarebbe fuoriuscito un virus che ha già ucciso 20 militari, mentre oltre 200 sono ricoverati. Perché, poi, il virus Zika si è risvegliato dall’inferno in cui era confinato, per sbucare a migliaia di chilometri di distanza, in Brasile? Cosa successe in quel laboratorio in Uganda, verso la fine degli anni ’40, e che significato ha il “deposito” del codice di un virus?
Vedremo nell’immediato futuro come procederà l’evoluzione di questa ennesima epidemia, nella speranza che, trattandosi di vite umane e di sofferenza reale, anche in questo caso (come accadde per quella gran bufala della suina) gli allarmismi siano ingiustificati.

Marines sul Pianeta Rosso?


La superficie di Marte. Secondo il Capitano Kaye l’atmosfera sarebbe respirabile
Le rivelazioni di Snowden consentono curiosamente di sdoganare le possibili teorie dietrologiche della politica mondiale. L’incredibile testimonianza del Capitano dei Marines americani. Le rivelazioni dell’hacker che ha violato gli archivi segreti della NASA 


L’immaginario del nuovo millennio
Va di moda la tendenza a fare dietrologia sugli eventi della politica mondiale, una moda che finisce per alimentare le più svariate teorie cospirazionistiche che comportano azioni contro i comuni cittadini a favore di ipotetici centri di potere.
Da una parte, a causa del tentativo di sfuggire alla noia piatta del pianeta globalizzato, e dall’altra, per cercare di comprendere eventi che non sono sufficientemente spiegati dai media ufficiali.
Tuttavia, al di là di ogni aspettativa, l’ex agente della CIA Edward Snowden sembra aver sdoganato con le sue incredibili rivelazioni ogni possibile dietrologia sviluppata dalla più fervida fantasia. Alla fine del 2012 l’ex agente della CIA si è impadronito di migliaia di documenti segreti custoditi dall’ente americano e, in nome della trasparenza morale, ha cominciato a diffondere il loro contenuto. Sfuggito alla caccia degli 007 americani, ora, dopo aver chiesto asilo politico, è riparato in Russia da dove continua la sua personale opera di lotta contro la disinformazione.
Attraverso le sue rivelazioni abbiamo saputo che le comunicazioni telefoniche delle nazioni europee erano spiate dal Governo americano e che si sta preparando un disegno globale di americanizzazione dell’intero pianeta per fermare l’avanzata dell’Islam. Ma la notizia ancora più incredibile è quella riguardante la presenza degli alieni sulla Terra, di cui gli USA non solo sarebbero al corrente, ma addirittura avrebbero costituito con loro un governo ombra.
Gli amanti delle teorie cospirazionistiche hanno sicuramente esultato. Ma personaggi come Medvedev, primo ministro della Russia, e Paul Hellyer, ex Ministro della Difesa canadese, hanno supportato questa ennesima rivelazione di Snowden confermandola. Medvedev addirittura ha chiesto in più occasioni al governo USA di rivelare i suoi segreti.
Il “Mirror “, quotidiano londinese che ha dato per primo la notizia dell’avventura dei Marines sul pianeta rosso
A fronte di una simile situazione, senza voler per forza essere dietrologi o cospirazionisti, viene da prendere in considerazione quanto è apparso recentemente sui giornali e che porta a temi addirittura da fantascienza. Temi che se anche risultassero basati su eventi infondati fanno calare comunque in una favola in linea con le prospettive scientifiche del nuovo millennio.


Il caso della “Earth Defense Force”
Mentre la NASA è intenta a sperimentare un futuro “landing” su Marte servendosi sinora di “rover” che stanno percorrendo la sua superficie, sembrerebbe che in realtà esistano già delle colonie umane sul pianeta rosso.
Al di là della possibile favola mediatica, ne hanno iniziato a parlare a fine giugno di quest’anno due giornali inglesi, il Daily News e il Mirror, seguiti poi da altri media e blog della rete.
La notizia riportata riguarda l’incredibile intervista fatta dai due quotidiani londinesi a un ufficiale dei Marines da poco ritiratosi in pensione, il quale avrebbe protetto il suo anonimato dietro un laconico “Captain Kaye”.
In sostanza, l’ex ufficiale americano ha dichiarato ai giornalisti di essere reduce da 17 anni di servizio militare in seno alla “Special Section” della U.S. Marine Corps, rivelatasi come la “Earth Defense Force”, un ente militare che collaborerebbe con una Corporation sul pianeta rosso, dove le truppe che sono lassù di stanza hanno il compito di proteggere le esistenti colonie umane dagli attacchi sporadici delle creature marziane che abiterebbero la superficie di Marte. La colonia umana principale, la prima ad essere stata installata, sarebbe denominata “Aries Prime” e sarebbe situata all’interno di un cratere dove si troverebbe la sede marziana della “Mars Colony Corporation”.
Secondo le rivelazioni del Capitano dei Marines, non ci sarebbero grandi ostacoli all’insediamento umano sul pianeta rosso, l’aria sarebbe respirabile e la temperatura dell’ambiente spesso si manifesterebbe con un dolce tepore.
Dopo 17 anni di servizio militare Captain Kye sarebbe andato finalmente in pensione. La cerimonia del suo pensionamento sarebbe avvenuta, insieme ad altri militari, in una base sulla Luna a cui avrebbe presenziato come ospite, oltre ad altri vari Vip della finanza e della politica, anche l’ex Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld.
L’ex ufficiale dei Marines ha raccontato ai giornalisti che l’operato del contingente a cui apparteneva era quello di proteggere ben cinque basi umane dagli attacchi di creature marziane che mal tolleravano la presenza dei terrestri sul loro mondo. Non creavano problemi le varietà di creature più pacifiche, né tantomeno i batteri che in un primo momento avevano portato molti coloni umani a richiedere sollecite cure mediche, né le varie forme di vegetazione non commestibili. Le creature aliene con cui si sarebbero trovati in conflitto aperto appartenevano a due principali specie indigene del pianeta, entrambe molto intelligenti e capaci di sviluppare una loro primitiva tecnologia. Le prime dalla forma rettiloide e dalla natura molto aggressiva e determinata a uccidere gli umani, le seconde dalla struttura insettoide e meno aggressive ma che tendevano a proteggere con determinazione i loro territori.
Siccome accadeva che i coloni umani tendevano a espandere l’area dei loro interessi e dei loro esperimenti, invadendo le regioni abitate dagli alieni, spesso venivano aggrediti e occorreva proteggerli. Tuttavia la Mars Colony Corporation era riuscita a mantenere una qualche forma di non belligeranza con gli alieni sino a quando il governo americano aveva chiesto al contingente della US Mars Defence Force di recuperare un manufatto alieno da una caverna ritenuta sacra dai “rettiliani”.
Secondo la testimonianza del Capitano Kaye su Marte esisterebbero varie forme di vita, dai batteri, come in questa foto ricavata dall’analisi di una meteorite marziana, sino a creature più complesse e intelligenti
Secondo il suo racconto, per rappresaglia vennero uccisi almeno 900 coloni, tra uomini e donne, e nella battaglia che ne seguì per ridurre alla apparente resa i rettiliani caddero al suolo ben 28 suoi commilitoni.
La battaglia avrebbe compromesso il progetto di colonizzazione umana della Mars Colony Corporation. Ma non si riesce ancora a capire in quale modalità di eventi.

Esistono prove del racconto di Captain Kaye?
Per quanto il racconto di Captain Kaye possa sembrare fantasioso e poco credibile, sembra che al momento egli non sia l’unico ad aver testimoniato l’esistenza di colonie umane sulla superficie di Marte realizzate in gran segreto dal governo USA.
Un militare messicano, Michael Relfe, ha dichiarato in altra occasione che anche lui era stato contattato dal governo americano e avrebbe trascorso almeno 20 anni in servizio militare sul pianeta rosso.
Anche Laura Magdalene Eisenhower, pronipote dell’ex presidente Eisenhower, chiede ragione delle motivazioni per cui a suo tempo sarebbe stata contattata segretamente da agenti governativi e spinta a raggiungere una colonia umana su Marte diretta da un fisico famoso, Hal Puthoff.
Il profilo professionale di questo scienziato americano può aprire una serie di interrogativi a favore della testimonianza di Captain Kaye. Il ricercatore in questione è stato un ufficiale della US Navy con il compito del collegamento con la NSA, la National Security Agency. In seguito ha conseguito il suo dottorato alla Stanford University. Quindi, nel 1972, si è aggregato alla "SRI International" dove, assieme a Russell Targ, ha promosso un progetto denominato "STARGATE", che risulta essere finanziato da vent’anni a questa parte dalla CIA, dalla DIA, e da altri organismi militari. Spesso Harold Puthoff ha ricevuto anche autorizzazioni di accesso a documenti di alto livello di sicurezza del governo degli Stati Uniti.
A sostegno della narrazione di Captain Kaye riguardo alla specie insettoide che secondo lui popolerebbe una parte della superficie di Marte, sembra esserci conferma in una serie di documenti riservati della NASA.
Prevenendo le sue dichiarazioni, già nel 2002 l’ex ricercatore dell’agenzia spaziale USA, Joseph Miller, poi docente di neurobiologia all’Università della California del Sud di Los Angeles, aveva affermato che le sonde Viking nel 1976 avevano raccolto le prove dell’esistenza di microbi e di insetti su Marte, ma la NASA aveva dato una interpretazione volutamente errata dei dati raccolti che poi finirono sepolti in un computer bloccato da un codice segreto.
L’immagine di un indigeno marziano realizzato secondo la descrizione del Capitano Kaye
Tuttavia Miller si era messo di impegno e dopo lunghi mesi di ricerca sistematica negli archivi disponibili della NASA era emerso un vetusto computer di fine anni settanta dove tutti i dati erano stati immagazzinati, ma era bloccato da una chiave di accesso segreta, e l’unico programmatore che ne era a conoscenza nel frattempo era morto. Miller tuttavia riuscì a rintracciare le registrazioni originali del Viking, ricavandone però solo dati parziali, che comunque confermavano la sensazionale scoperta secretata dalla NASA sulla presenza di creature insettoidi sulla superficie di Marte.

Le rivelazioni di McKinnon, l’hacker scozzese a spasso tra i segreti della NASA
Non era la prima volta che la NASA sembrava nascondere dati relativi a Marte. Era già accaduto che nel 1993 un gruppo di ricercatori della stessa NASA aveva denunciato la dirigenza dell’Ente aerospaziale con l’accusa di occultare dati relativi alla superficie di Marte, raccolti da Mars Observer, che avrebbero rivelato la presenza di antiche costruzioni sulla sua superficie.
La cosa non passò inosservata a Gary McKinnon, un hacker scozzese che con lo pseudonimo di “Solo” giunse a penetrare, tra il febbraio del 2001 e il marzo del 2002, in 97 computer del Pentagono americano e della NASA.
Il Governo americano dopo averlo identificato iniziò immediatamente a perseguirlo legalmente con un inspiegabile accanimento per l’effrazione subita chiedendo la sua estradizione per incarcerarlo a Guantanamo come terrorista. A nulla servirono gli appelli della madre a Obama, né tantomeno le manifestazioni del 2009 di fronte all’Ambasciata americana di Londra e le proteste della folla durante la visita di Obama a Londra per il Summit del G20 dello stesso anno. E neppure gli interventi di noti musicisti, come David Gilmour dei Pink Floyd, gruppo che aveva addirittura realizzato un CD in supporto all’azione dei legali di McKinnon.
Alla fine, nel novembre del 2012, fu solo grazie all’intervento del governo inglese che l’hacker riuscì ad avere l’immunità e vide decadere definitivamente la richiesta di estradizione presentata dagli USA.
McKinnon è sempre stato visto dai suoi sostenitori come una specie di ricercatore solitario di verità dei cosiddetti X-Files degli alti comandi americani, Pentagono incluso. Ex parrucchiere inglese, entrava nei sistemi informatici da casa sua in un quartiere a nord di Londra, usando un vecchio e lento modem da 56 kb.
In una sua intervista alla BBC del 2006 sostenne di essere entrato negli archivi del Pentagono e della NASA solamente per cercare dati nascosti sugli UFO e di non aver mai arrecato alcun danno ai sistemi informatici americani. Disse di essersi limitato solamente a sfogliare documenti riservati e raccontò minuziosamente che cosa aveva realmente fatto e che cosa aveva trovato.
La misteriosa Bio Station Alpha fotografata dalla NASA, esistente sulla superficie di Marte. L’oggetto mostra l’aspetto di una struttura inequivocabilmente artificiale. Alcuni hanno avanzato l’ipotesi che possa trattarsi di pixel fallati durante la trasmissione, ma non esiste altro possibile caso da portare a paragone
Secondo la sua testimonianza, nei file segreti del Pentagono ci sarebbe un progetto denominato "Disclosure Project", o “Progetto Rivelazione”, in cui esperti in vari campi della aeronautica avevano redatto rapporti tecnici sui reperti di astronavi aliene di cui si erano impadroniti gli USA, come avvenuto nel caso Roswell, dopo averle smontate per esaminarle.
Gli risultava che gli USA avessero sviluppato la tecnologia dell’antigravità, attraverso la cui applicazione domestica sarebbe stato possibile ottenere energia gratuita e disponibile per tutti. Negli archivi segreti della NASA McKinnon avrebbe inoltre constatato che nell'edificio numero 8 del Johnson Space Center c’era un archivio in cui si trovavano cartelle denominate “filtrate” e “non filtrate", "elaborate" e "grezze". Constatando che venivano cancellate regolarmente le foto degli UFO dalle immagini satellitari ad alta risoluzione.
In questi archivi McKinnon sarebbe riuscito ad aprire una di queste cartelle dove compariva una immagine di un oggetto sospeso al di sopra del pianeta e che appariva essere indubbiamente di natura aliena. Aveva la forma di un sigaro e aveva cupole geodesiche sopra, sotto, e a entrambe le estremità. Questa cosa era sospesa nello spazio, non aveva giunture e nessuno dei segni della normale fabbricazione umana.
Se quello che McKinnon afferma di aver visto corrisponde effettivamente a verità si comprende l’accanimento dell’amministrazione americana nel volersene impadronire per farlo tacere definitivamente.
Tra i vari documenti che l’hacker scozzese ha potuto visionare negli archivi segreti dell’Amministrazione USA ci sono anche dati che possono sostenere la testimonianza di Captain Kaye sull’esistenza di corpi militari americani operanti nello spazio.
Scorrazzando tra i file segreti, McKinnon ha dichiarato infatti di aver trovato una lista di agenti governativi classificati sotto il titolo di “Agenti Non-terrestri”, oltre a una lista di trasferimenti di militari da flotta a flotta e una lista corrispondente a nomi di navi.
Navi che però non sembrano esistere nei vari elenchi delle flotte internazionali.
McKinnon disse profeticamente all’intervistatore della BBC: “Non sono certamente neppure della Marina americana. Ho idea piuttosto che gli americani abbiano navi spaziali segrete con cui operano nel sistema solare".

La riproduzione di uno degli oggetti stazionanti sopra la Terra secondo la descrizione di McKinnon, l’hacker scozzese che ha violato gli archivi segreti della NASA e del Pentagono
Gli americani sono già sul pianeta rosso?
La NASA e i vari ricercatori internazioni del campo astronautico asseriscono da sempre che Marte non è dietro l’angolo e che per raggiungerlo ci vorrebbero circa due anni di viaggio tra andata e ritorno. In questi termini una qualsiasi missione verso Marte appare immediatamente difficile e renderebbe problematiche le forniture di materiali per impiantare una qualsiasi base sulla superficie del pianeta rosso.
Ma qui qualcosa non torna, e nonostante le voci ufficiali degli scienziati e dei media, si potrebbe pensare invece che andare su Marte sia più semplice di quanto si possa immaginare.
Nel 2000 venne avviato dalla NASA il progetto “VASIMR”, Variable Specific Impulse Magnetoplasma Rocket, che prevedeva la realizzazione di un propulsore basato sull’emissione di getti di plasma che aumentava di molto la velocità delle astronavi. Propulsore che ad oggi è già realizzato e messo in opera. Nel 2003 l’agenzia spaziale giapponese ha inviato la sonda Hayabusa nello spazio incontro all’asteroide 25143 Itokawa, rimanendo in sua prossimità per molti mesi e raccogliendo campioni e informazioni.
È più che mai evidente che con un propulsore VASIMR si potrebbe andare su Marte e ritornare sulla Terra in un periodo massimo di tre-quattro mesi in totale.
E magari la NASA lo ha già fatto, rendendo possibile la colonizzazione di Marte come testimonia Captain Kaye.
Si spiegherebbe in questo modo la misteriosa struttura fotografata della NASA e riprodotta da Google Mars che si presenta come una installazione artificiale che il suo scopritore ha battezzato “Bio Station Alpha”.
Il caso era salito all’attenzione del pubblico nel giugno del 2011 quando un astronomo dilettante, David Martines, si era messo a visionare minuziosamente la superficie di Marte a mezzo di “Google Mars” e aveva creduto di rilevare la presenza di una struttura apparentemente artificiale.
L’oggetto in questione appare come un grande cilindro, della lunghezza di almeno 200 metri, affiancato parzialmente da un altro di dimensioni più contenute, su cui si aprono varie altre costruzioni più piccole. Una struttura che per certi versi assomiglia curiosamente a quella in cui cinque volontari del progetto russo “Mars 500” hanno condotto un volo simulato su Marte. E che assomiglia anche ad altre strutture abitative situate in Antartide e sulle Dolomiti innevate ad uso rifugio per gli escursionisti.
Martines si era rivolto immediatamente ai laboratori di Pasadena per chiedere una qualsiasi spiegazione della presenza della struttura, ma non ricevette mai alcuna risposta.

VESTIGIA LUNARI E MARZIANE


Vi siete mai chiesti se su altri pianeti c’è vita? Sicuramente in molti lo avranno fatto ma, abbiamo mai spinto tanto in là la fantasia da pensare come fossero queste civiltà cosmiche? Il cinema e la letteratura di fantascienza ci hanno dato più volte modo di immaginare questi mondi ma, chiediamoci se sia veramente possibile che esistano altri pianeti abitati. Alcune tracce lo confermerebbero. Antiche vestigia presenti sulla Luna e sul pianeta Marte.
Nessuno al giorno d’oggi è stato ancora in grado di rispondere a questa domanda nonostante le tante ricerche e la continua osservazione dei pianeti che sono vicini alla Terra. Se ci facciamo caso nell’universo esistono miliardi di stelle e quindi è possibile che attorno ad ognuna di essa si sia potuto sviluppare un sistema planetario e, molto probabilmente, su ogni singolo pianeta forse è stato possibile che abbia preso avvio una qualche forma di vita biologica che poi col tempo, in base a precisi aspetti ambientali, si è evoluta fino a creare una vera e propria civiltà avanzata con proprie leggi e una propria tecnologia.
Per ragioni propriamente tecnologiche per l’uomo non è stato ancora possibile osservare altri pianeti simili al nostro. La ricerca di civiltà extraterrestri si è rivolta verso i pianeti a più vicini alla terra. A seguito di ripetute osservazioni della Luna e del pianeta prossimo alla conquista, cioè Marte, si sono individuate strane strutture che hanno fatto pensare che essi possano essere stati abitati da civiltà antiche.
Iniziamo dal nostro satellite. Sappiamo dell’individuazione di qualcosa che assomigliano a un insieme di strutture archeologiche. Come possiamo vedere dalle foto, esisterebbero strane aperture o strutture circolari: alcuni si sono chiesti se sia il passaggio verso un mondo sotterraneo come quello ipotizzato da noi sulla Terra. L’ultima foto ci mostra quello che sembra una specie di ziqqurat. Siamo di fronte alla contemplazione di antiche strutture archeologiche lasciate da antichi abitanti lunari oppure l’atmosfera lunare contorniata da polveri ci lascia intravede qualche altra cosa? Singolarmente, per molti popoli di tutto il mondo, in particolare per quelli asiatici, la Luna era sacra.
Ricordiamo il culto della dea Luna presso i Fenici, i stupendi megaliti della Gran Bretagna che alcuni vogliono edificati in base a posizioni lunari o addirittura per imitare, in onore di presunti alieni arrivati sulla Terra da questo satellite, presunti megaliti sorti sul suolo Lunare. Sulla Luna forse si svilupparono civiltà che poi arrivarono sulla Terra in tempi immemorabili? Forse le presunte strutture archeologiche che crediamo di vedere sono i resti di questa antica civiltà? Leggende asiatiche, in particolari tibetane ed indiane, ci raccontano di presunti viaggi o di guerre sul suolo lunare, condotte da avanzati dei-comandanti in possesso della più barbara tecnologia. Possibile che gli antichi Tibetani e gli antichi Indiani abbiano inventato un mezzo per poter viaggiare nello spazio? Si dice che questo presunto viaggio possa essere avvenuto in tre modi:
1) per via spirituale; nel senso che gli antichi monaci di questi due popoli possano aver effettuato, con la forza del pensiero, veri e propri viaggi con il loro corpo verso questi pianeti;
2) avrebbero inventato qualche mezzo capace di volare nello spazio, retaggio forse di conquiste culturali oppure di ipotetiche civiltà avanzate che avrebbero abitato la Terra;
3) extraterrestri giunti sulla Terra avrebbero potuto fornire a questi popoli i mezzi necessari per poter viaggiare nello spazio.
Forse una volta giunti sul satellite avrebbero deciso di innalzare questi megaliti misteriosi che poi abbandonarono quando tornarono sulla Terra? C’è seria probabilità di credere a queste cose visto che presso i noti Hsing Nu vi sarebbe un piccolo monolite bianco che si dice portato dalla Luna dai popoli che vi giunsero in tempi antichi. Si vuole forse alludere a un'antica colonizzazione spaziale? Ma con che mezzi avvenne e chi istruì gli antichi abitanti del Tibet e dell’India? Non sappiamo dove sta la verità dei fatti e non sappiamo se queste strutture possano essere state erette da un'antica razza poi scomparsa, rifugiatasi sulla Terra; oppure si tratta forse di opere dell’uomo che in un tempo antico, forse aiutato da altri esseri cosmici, ebbe l’ardire di innalzare. Si tratta di formazioni geologiche: Dove sta la verità?
Spostiamoci sul pianeta Marte dove, secondo, alcuni vi sarebbero dei monumenti antichi. Vedendo le foto intravediamo qualcosa come un volto, e nella seconda qualcosa che assomiglia alle tre piramidi della piana di Giza. Studiosi hanno pensato che su Marte si sviluppò un'antica civiltà che giunta sulla terra si fuse con quella egizia, la quale avrebbe riprodotto in tutto e per tutto questi monumenti marziani.
Ci sono ancora numerose foto del suolo di Marte che mostrano pezzi di mura, strane buche, qualcosa come bassorilievi e megaliti misteriosi. Possibile che queste strutture facessero parte di questo mondo perduto? Nel folklore egizio vi è un costante riferimento al pianeta rosso e si è calcolato che le piramidi di Giza e la sua sfinge occuperebbero le stesse posizioni delle presunti gemelle su Marte. La civiltà egizia potrebbe aver avuto inizio grazie a una storpe extraterrestre di uomini–felino, poiché i riferimenti nella mitologia si riferiscono a dèi dall’aspetto di leoni che in tempi antichi avrebbero dominato l’Egitto. La Sfinge non sarebbe che una stilizzazione di questi antichi dei di Marte che portarono la civiltà sulla Terra. Come nel caso della Luna, su Marte potrebbe essersi sviluppata un'antica civiltà felina che poi arrivò sulla Terra riproducendo elementi culturali che erano presenti sul loro pianeta d’origine. O furono il frutto di una civiltà a sé stante che non ebbe contatti con la Terra?
Forse, antiche civiltà della Terra, come nel caso degli antichi tibetani, si evolvettero a tal punto da imparare a viaggiare nello spazio e costruire poi le ipotetiche strutture di Marte. Non sappiamo cosa può essere successo in questo perduto passato, su questi due corpi celesti. Sicuramente, stando alle leggende e ai reperti, qualcosa di enigmatico deve essere accaduto. Forse su altri pianeti ci sono prove più marcate della presenza di antiche civiltà. Per il momento non possiamo rispondere a queste domande; le ricerche su presunte vite intelligenti extraplanetarie proseguono e forse un giorno avremo tutte le risposte che cerchiamo.
PASQUALE ARCIUOLO
FOTOGALLERY (clicca sulle immagini per ingrandirle)

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BIBLIOGRAFIA
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Max H. Flindt and Otto O. Binder, Mankind - Child of the Stars 
Alvarez Lopez J., Uomo: un naufrago nel cosmo, Hobby & Work, Milano - 1993O'Neill Gerard K., Colonie umane nello spazio, Mondadori, Milano – 1979Anderson P., Se c'è vita sugli altri pianeti, Bompiani, Milano - 196
Christopher Dunn, Giza Power Plant, The - Technologies of Ancient EgyptGuy Gruais - Guy Mouny, Giza, la porta dell'infinito, ArmeniaAlbert Ducrop, Marte pianeta rosso
Tommaso Pincio, Marte e i marziani e Silicon alien, Fazi Editore, Roma 2002Arthur David Horn, Humanity's Extraterrestrial Origins

Le foto della Luna sono state tratte da Edicolaweb
La foto del volto marziano è stata tratta da wikiepedia
La foto delle piramidi Marziane da www.fis.unipr.it    
http://www.croponline.org/