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lunedì 29 febbraio 2016

Danni da Vaccino? Obbligo di indennizzo e non solo

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Articolo di “Il Sole 24 ore”.
Ma i vaccini non erano totalmente sicuri? Come mai l’esistenza della 210/92?
In caso di danno da vaccino lo stato è costretto a risarcire?
Ricordiamo il contenuto della legge 210/92:
“Chiunque abbia riportato, a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di un’autorità sanitaria italiana, lesioni o infermità, dalle quali sia derivata una menomazione permanente dell’integrità psico-fisica ha diritto a un indennizzo da parte dello Stato, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla presente legge”. 

La patologia contratta dal bambino a seguito di vaccinazione obbligatoria costringe il ministero della Salute al risarcimento.
La Corte di cassazione con l’ordinanza n. 3545/2016 , oltre a chiarire il principio generale ha voluto fornire una serie di chiarimenti utili anche da un punto di vista pratico.

Chi si accolla la responsabilità ?

È stato precisato che il soggetto responsabile a erogare la somma a titolo di risarcimento è il dicastero e non la Regione.
Questo perché sulla base dell’articolo 123 del Dlgs 112/1998 è previsto che siano conservate dallo Stato le funzioni in materia di ricorsi per la corresponsione degli indennizzi a favore di soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati.
E il contenuto della norma vale anche a seguito del trasferimento alle Regioni di compiti e funzioni in tema di indennizzo (a opera dei Dpcm 8 gennaio 2002 e 24 luglio 2003) e di attribuzione a queste della competenza residuale in materia di assistenza pubblica.
Quindi “così come il ministro della Salute decide in sede amministrativa pronunciandosi sul ricorso di chi chiede la prestazione assistenziale in esame, analogamente è nei suoi confronti che va proposta l’azione giudiziaria con cui il danneggiato rivendica  l’indennizzo”.

Quantificazione della somma

I Supremi giudici – dopo aver chiarito chi fosse il soggetto responsabile – hanno affrontato l’aspetto più spinoso del risarcimento, dalla quantificazione alle modalità di corresponsione. A tal proposito la Cassazione ha richiamato l’articolo 1 della legge 210/1992 secondo cui “Chiunque abbia riportato, a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di un’autorità sanitaria italiana, lesioni o infermità, dalle quali sia derivata una menomazione permanente dell’integrità psico-fisica ha diritto a un indennizzo da parte dello Stato, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla presente legge”.
L’indennizzo previsto dalla norma consiste in un assegno, reversibile per quindici anni (determinato nella misura di cui alla tabella B allegata alla legge 29 aprile 1976 n. 177, così come modificata dall’articolo 8 della legge 111/1984). Si tratta di un emolumento cumulabile con ogni altra somma corrisposta a qualsiasi titolo. E’ stato, inoltre chiarito che al soggetto cui l’indennizzo sia stato già concesso è corrisposto, a domanda, per il periodo ricompreso tra il manifestarsi dell’evento dannoso e l’ottenimento dell’indennizzo un assegno una tantum nella misura pari, per ciascun anno, al 30 per cento dell’indennizzo complessivo dovuto con esclusione di interessi legali e rivalutazione monetaria.

Conclusioni

Nel caso concreto pertanto è stata seccamente bocciata la tesi della Corte territoriale che non solo non aveva riconosciuto l’indennizzo espressamente previsto dalla legge 210/1992 ma aveva negato anche l’indennizzo una tantum del 30 per cento dovuto per il periodo ricompreso tra l’evento dannoso e l’ottenimento dell’indennizzo stesso.
Fonte. www.sanita24.ilsole24ore.  tratto da http://www.vacciniinforma.it/?p=4092
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venerdì 26 febbraio 2016

Infiammazione: 5 rimedi naturali

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 L’infiammazione acuta è la naturale risposta immunitaria del nostro organismo al danneggiamento dei tessuti. Quando cadiamo dalla bici per esempio la ferita si gonfia, si arrossa e la senti infiammata. Questo è segno che il tuo sistema immunitario sta lavorando sulla ferita inviando globuli bianchi per riparare il tessuto. In questo caso l’infiammazione è positiva. Senza di essa non riusciremmo a guarire la ferita e rischieremo di morire.
– L’infiammazione cronica invece è la risposta immunitaria del nostro organismo ad una raffica di fattori inquinanti ambientali, fisici e mentali che si presentano come cattiva alimentazione, prodotti chimici, tossici e stress che attaccano e avvelenano il nostro corpo. Quando il nostro corpo viene colpito da tutto questo il nostro sistema immunitario e’ sovraccarico di lavoro e confuso e non riesce piu’ a fare la differenza tra noi e le tossine che inquinano il nostro corpo. Cosi nell’intento di eliminarle ci priva di energia e distrugge ed elimina anche le nostre cellule sane insieme a quelle danneggiate.


Il risultato? Stanchezza cronica ed un corpo fertile per ogni genere di malattie. 

Alcune cause dell’infiammazione cronica

L’infiammazione cronica è la conseguenza di numerosi fattori e abitudini, tuttavia la maggior parte di essi sono sotto il nostro controllo e possiamo evitarli o sostituirli. Dai un’occhiata a questa lista. Qualcosa ti suona familiare?
  • Cattive scelte alimentari come: alimenti raffinati, troppi prodotti di origine animale (quelli prodotti negli allevamenti sono i peggiori) bevande ricche di zucchero, grassi trans e l’eccesso di alcol.
  • Problemi di salute intestinale
  • Allergie alimentari
  • Infezioni croniche (batteri, virus, lieviti, parassiti)
  • Stress e stanchezza
  • Stile di vita sedentario
Ci sono numerose altre cause, tuttavia queste sono le maggiori. Tutte queste cose, a lungo termine, mettono a rischio la tua salute.

Le conseguenze dell’infiammazione cronica

Con l’andare del tempo l’infiammazione cronica logora il sistema immunitario, il che porta a malattie croniche e altri problemi di salute, tra cui cancro, asma, malattie autoimmuni, allergie, sindrome del colon irritabile, l’artrite, l’osteoporosi ecc. Il tuo corpo inoltre appare molto più vecchio dei tuoi anni effettivi.
Purtroppo, questo tipo di problemi vengono spesso trattati solo con farmaci e chirurgia, pratiche che possono dare un sollievo temporaneo dai sintomi, ma che non vanno a trattare la radice del problema.
Inoltre, questi farmaci (ed i loro effetti collaterali) a volte sono in grado solo di aggiungere altri problemi di salute.


I seguenti suggerimenti ti aiuteranno a ridurre l’infiammazione naturalmente. Prova questi suggerimenti per alcuni giorni e nota come ti senti. Come sempre, la cosa più importante da ricordare per ottenere risultati soddisfacenti è la costanza.

Come ridurre l’infiammazione cronica

1. Mangia più cibi, interi, nutrienti e a base vegetale
Sostituisci gli alimenti infiammatori di cui ti ho parlato (zucchero raffinato e farina, cibi spazzatura – raffinati, i prodotti animali, etc.) e aggiungi una varietà di cibi integrali a base vegetale nella tua dieta. Assicurati che prima di arrivare nel tuo piatto il cibo non abbia fatto più di 2 o 3 passaggi.
Questi alimenti invaderanno il vostro corpo con le vitamine, i minerali, gli antiossidanti e le fibre di cui ha bisogno per nutrire la tue cellule e ridurre l’infiammazione cronica.

2.Focalizzati sulla salute dell’intestino
Se il tuo intestino è in cattive condizioni il sistema immunitario anche si trova in guai seri.
Un ottimo modo naturale per iniziare a prenderti cura di esso è consumando un cibo probiotico al giorno.
3. Individua e affronta le intolleranze, le allergie alimentari e le infezioni croniche (o nascoste).
Ignorare intolleranze alimentari e infezioni può essere controproducente. Se il tuo corpo combatte per eliminare questi fattori sicuramente questa battaglia alimenta l’infiammazione su base regolare.
Glutine, soia, latticini, uova e lievito sono tra i più comuni allergeni che potrebbero allertare il sistema immunitario ogni volta che ci si siede a tavola, questo perché sono alimenti di cui spesso e volentieri si abusa il consumo. Queste allergie possono essere identificate con un esame del sangue.
Ascolta il tuo corpo e tieni conto dei tuoi sintomi quando sei a tavola. Puoi scoprire eventuali cibi che ti danneggiano facendo attenzione alle reazioni del tuo corpo dopo ogni pasto.
Potrebbe essere necessario eliminare per un determinato periodo un cibo del quale hai abusato per poi reinserirlo in seguito come piccola parte di una dieta varia. A seconda dello stato di intolleranza tuttavia potresti anche dover non mangiare mai più i cibi ai quali risulti intollerante o allergico. Approfondisci questo discorso con il tuo medico.
Un’altro fattore di cui tenere conto è l’infezione cronica (batteri dannosi, virus, lieviti, parassiti).
Questi esseri potrebbero essere nascosti nel tuo corpo appena “sotto il radar” e potrebbero trascinare il sistema immunitario verso il basso.
Ci sono diversi test per individuarli, uno di questo è analizzando le proprie feci. Un controllo del genere ti aiuterà a creare un piano per eliminare l’infezione e ridurre cosi anche l’infiammazione.
4. Rilassati e riposa di più


Il tuo corpo lavora per ripristinarsi e riparare le tue cellule durante il sonno. La maggior parte degli esperti consiglia sette-otto ore di sonno a notte. Se dormi poco danneggi considerevolmente il tuo sistema immunitario e l’infiammazione lo mette a dura prova.
Lo stress va di pari passo con la mancanza di sonno e un’altra lunga lista di cose presenti nella nostra vita quotidiana. Purtroppo, quando sei stressato spesso, produci anche grandi quantità di cortisolo, ormone che favorisce infiammazione.
L’infiammazione cronica, si può ridurre notevolmente concentrandosi sulla riduzione dello stress, sia attraverso un buon sonno che grazie a pratiche come lo yoga, la meditazione, le lunghe passeggiate, meno tecnologia, una vacanza o un ritiro anche di soli 2 giorni soli con se stessi.
5. Riduci le tossine nei tuoi prodotti: alimentari, per la casa e per la cura personale
E’ molto dannoso per il nostro organismo assorbire sostanze chimiche, tossiche e pesticidi attraverso il tubo digerente e la pelle.
Riduci l’esposizione a queste sostanze mangiando cibi biologici, quando possibile e scegliendo prodotti per la cura della persona e per la pulizia non-tossici. 
Ci sono molti altri modi per ridurre l’infiammazione cronica, ma questi cinque suggerimenti sono un ottimo punto di partenza.
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La Ghiandola Pineale: come decalcificarla e disintossicarla.

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L’obiettivo principale è l’attivazione della Ghiandola Pineale. Dobbiamo risvegliare il nostro Terzo Occhio. Come fare?
Ci sono due processi da seguire per decalcificare la Ghiandola Pineale. Il primo è quello di fermare qualsiasi calcificazione posteriore della ghiandola pineale causata da fattori come lo stile di vita o ambientali, per esempio, il fluoruro, ecc.
Il secondo è quello di lavorare sulla riduzione e l’eliminazione delle calcificazioni esistenti.
pineale 1
La chiave per fermare la calcificazione della ghiandola pineale è, primo, identificare la causa della calcificazione e, secondo, fermare queste fonti.
FASE 1
In generale, sono la dieta di una persona (cibo/bevande) e lo stile di vita le cause della calcificazione. Di seguito è riportato un elenco delle principali cause di calcificazione
  • Alogenuri: sono sostanze chimiche come il fluoro, il cloruro e il bromuro. Tutti sembrano avere effetti simili sulla ghiandola pineale, quindi è importante eliminare questi elementi dalla nostra dieta. Il fluoro è il più comune e diffuso nella nostra dieta ed è magneticamente attratto dalla pineale più che da qualsiasi altra ghiandola del nostro corpo. Nella pineale, i cristalli di fosfato di calcio formati, si accumulano. Il fluoro è presente nei dentifrici e nell’acqua di rubinetto. Si tratta di un veleno ad alta resistenza e deve essere evitato a tutti i costi. Passate ad un dentifricio libero da fluoro e bevete acqua di sorgente o acqua filtrata
  • Calcio: è una delle principali cause di calcificazione. Se si sta assumendo del calcio, è consigliabile fermarsi immediatamente. Quasi tutti gli alimenti trasformati contengono una qualche forma di calcio. L’acqua del rubinetto contiene molte sostanze calcificanti (compreso il fluoruro come detto sopra). La scelta più sana e più sicura è bere acqua di sorgente. L’acqua distillata può essere dannosa nel lungo periodo. Tuttavia, l’acqua distillata è sempre meglio di quella del rubinetto.
  • Mercurio: è dannosissimo per la ghiandola pineale a causa della sua natura tossica. Evitatelo a tutti i costi. Le otturazioni dentali  di mercurio sono tossine per la pineale e devono essere rimosse, inoltre, tutti i vaccini medici sono contaminati con il mercurio, per esempio il Thimersal (un conservante per vaccini a base di mercurio metilico) è molto difficile da smaltire una volta che è nel nostro cervello. Evitare di mangiare pesce come i gamberi e gamberetti. La carne di tonni e delfini (non capisco come si possa mangiare carne di delfino) è particolarmente dannosa in quanto contiene alte dosi di mercurio. In generale, quanto più grande è il pesce, maggiore è la concentrazione di mercurio nei loro tessuti. La buona notizia è che il mercurio può essere rimosso dal corpo con l’uso quotidiano di clorella e spirulina, ci vuole solo del tempo. Prese ogni giorno contribuiscono a rimuovere il mercurio anche dal tessuto cerebrale.
  • Pesticidi: sono dannosissimi per la pineale quindi andrebbero evitati. Sono raccomandati gli alimenti biologici freschi.
  • Altre tossine: se il nome della sostanza è difficile da pronunciare, è probabile che sia nociva. Altre tossine sono i dolcificanti artificiali (aspartame K), zucchero raffinato, phylenanine (in spremute di frutta), i numeri E, deodoranti, prodotti chimici per la pulizia, colluttori dentali e deodoranti. In generale, una dieta priva di zucchero, caffeina, alcol e tabacco non serve solo per lavare il sistema, ma anche a portare il cosidetto “kundalini”.
La dieta deve essere mantenuta per almeno 2 mesi. Se seguirete la giusta dieta, insieme con l’esercizio fisico, vi accorgerete che il vostro livello di energia aumenterà e il peso in eccesso si sciogliera lasciando chiaramente il vostro cervello dalle tossine. Questo vi darà la possibilità di concentrarvi sull’attivazione della ghiandola pineale.
FASE 2
Rimuovere la calcificazione esistente all’interno della ghiandola pineale.
La rimozione di anni di accumulo di sostanze tossiche nella vostra ghiandola pineale può essere raggiunta con un po’ di dedizione e impegno. Di seguito è presente una lista dei modi per decalcificare la vostra ghiandola pineale, insieme a quello che si dovrebbe fare:
  • Ice Skate blu Biologico Olio di pesce: Una delle più potenti sostanze naturali che si possano adottare per disincrostare la ghiandola pineale. Contiene una potente sostanza chiamata “Attivatore X”, scoperta da Weston Price.
  • Metilsulfonilmetano – MSM: sostanza molto potente per la disintossicazione generale. E’ un bene anche per i capelli, pelle, unghie e ossa.
  • Cioccolato grezzo: il cacao grezzo è fantastica per la ghiandola pineale a causa dell’elevato contenuto di antiossidanti.
  • Acido citrico: il succo di limone grezzo consumato è molto buono per la disintossicazione della ghiandola pineale. L’acido citrico anche funziona, ma il crudo succo di limone è raccomandato. Si raccomanda di prendere 3 cucchiai di acido citrico e 7 limoni biologici ogni giorno a stomaco vuoto per tre settimane. È possibile scioglierlo con acqua di sorgente in quanto l’acido citrico non è così buono per i denti.
  • Aglio: L’aglio è sorprendente per la decalcificazione, dal momento che è in grado di dissolvere calcio e agisce come un antibiotico. Ulteriori vantaggi sono che dà al vostro sistema immunitario una bella spinta. Consuma circa da mezzo spicchio a due spicchi al giorno (o più se lo si desidera). Per assicurarsi che il respiro non spaventi nessuno, si può schiacciare l’aglio e imbeverlo di miele.
  • Aceto di mele: Ottimo per disintossicare la ghiandola pineale perché contiene acido malico. E’ fantastico da mettere nel vostro cibo, è davvero ottimo.
  • Olio di Neem e origano estratto: Agisce come un antibiotico naturale contro i gusci di calcio nanobacteria che si sono creati intorno alla ghiandola pineale.
  • L’Activator X (Vitamina K1/K2): Scoperto da Weston Price, è un super-potente disintossicante, soprattutto se mescolato con vitamina A e D3 ed ha molte proprietà. Si può invertire il processo di aterosclerosi, permettendo l’equilibrio enzimatico da ripristinare. Ciò consente di rimuovere il calcio dalle arterie e altrove (cioè, ghiandola pineale) E’ vitamina naturale in due forme: K1 (fillochinone) si trova in verdure a foglia verde, K2 (menaquinones composti) è stato creato dalla microflora intestinale. E’ ottenuta anche da fonti alimentari come le carni d’organo, foie gras (/ pollo sono i migliori ), tuorli d’uovo, prodotti caseari fermentati come il formaggio o il burro (dalle mucche che mangiano in rapida crescita, verde, erba), il giapponese fermentato Natto piatto di soia (la più ricca fonte di cibo K2), crauti, oli marini, uova pesci e crostacei.
  • Boro: Il boro è un altro disintossicante e purificante della ghiandola pineale. Funziona bene anche come eliminatore del fluoruro. E’ presente nelle barbabietole e il miglior consumo è mangiare barbabietole organiche o barbabietole in polvere miscelata con acqua di sorgente o con altri liquidi/alimenti. Si potrebbe provare ad aggiungere 1/4 di cucchiaino di borato di sodio (borace) nel tè verde. Il boro può essere acquistato nei supermercati come borace comune. Il borace dovrebbe essere preso in quantità molto piccole in acqua pura, da un minimo di 1/32 a 1/4 di cucchiaino di borace per un litro d’acqua. Questa miscela deve essere consumata in piccole quantità durante tutta la giornata. E’ sicuro ed efficace.
  • Melatonina: non è definitivamente dimostrato, ma molti credono che la melatonina aiuta a rimuovere il fluoruro aumentando la decalcificazione della ghiandola pineale disintegrando la calcificazione esistente. Oltre alla somministrazione di melatonina, un sacco di attività diurna fisica e/o esercizio fisico, una dieta sana, non mangiare troppo e esercizi di meditazione/rilassamento contribuiscono alla maggiore produzione di melatonina dalla ghiandola pineale.
  • Iodio: Lo iodio è stato clinicamente dimostrato di aumentare l’eliminazione del fluoruro di sodio dal corpo attraverso le urine sotto forma di fluoruro di calcio. La maggior parte delle diete sono carenti di questo minerale vitale e si raccomanda di prendere cibo e alghe iodio integranti che combinano iodio e ioduro di potassio. Tuttavia, l’eliminazione del fluoro con lo iodio esaurisce anche la fornitura di calcio. Si raccomanda pertanto di prendere un supplemento efficace di calcio/magnesio.
  • Tamarindo: La polpa, corteccia e le foglie dell’albero del tamarindo possono essere usate per fare il tè, estratti e tinture che aiuteranno ad eliminare i fluoruri attraverso l’urina. Il tamarindo è ampiamente utilizzato nella medicina ayurvedica e ha molte proprietà salutari positive.
  • Acqua distillata: C’è una ricerca che dice che l’acqua distillata può aiutare la decalcificazione della ghiandola pineale.
Per ulteriori informazioni visitate decalcifypinealgland.com, un sito nato proprio per la decalcificazione e il risveglio del terzo occhio, cioè la ghiandola pineale.
Il sito vuole essere una risorsa integrale che contiene tutte le informazioni che dovete sapere per iniziare ad aprire il terzo occhio che ci collega con l’energia di tutto ciò che E’.
A prescindere dalla paura che pongono alcuni gruppi, è davvero un momento emozionante per essere vivi. http://blog.luniversovibra.com/  Buona Vita. 
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Una spina dorsale bionica

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Scienziati australiani mettono a punto un congegno da impiantare nel cervello

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Un piccolo congegno della lunghezza di 3 cm potrebbe far tornare a camminare chi è colpito da paralisi. A metterlo a punto sono stati i ricercatori del Royal Melbourne Hospital, della University of Melbourne e del Florey Institute of Neuroscience and Mental Health, che hanno pubblicato sulla rivista Nature Biotechnology i dettagli della scoperta.
Il congegno, denominato Stentrode, ha un diametro di pochi centimetri e va impiantato in un vaso sanguigno vicino al cervello. Consente il monitoraggio dell'attività cerebrale e la traduzione dei segnali in comandi. In una sperimentazione su modello animale, la «spina dorsale bionica» ha permesso il controllo degli arti. La sperimentazione su un gruppo di pecore è durata 190 giorni, durante i quali il segnale si è via via rafforzato, man mano che il tessuto attorno allo stent prendeva forma.
L'intervento dura circa 2 ore e prevede un piccolo  un piccolo taglio nel collo del paziente per l'inserimento di un catetere contenente lo Stentrode. Il congegno va poi disposto sopra la corteccia cerebrale, l'area da cui partono gli impulsi nervosi che attivano i movimenti dei muscoli volontari, dopodiché il catetere viene rimosso. All'esterno lo stent è dotato di elettrodi che colgono i segnali della corteccia cerebrale e li trasmettono a un piccolo congegno impiantato nella spalla del paziente. 

10/02/2016 Andrea Piccoli   Fonte italiasalute.it
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mercoledì 24 febbraio 2016

Più si beve latte e più calcio si perde dalle ossa: parola del British Medical Journal

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Marcello Pamio - 14 gennaio 2016
Non esiste alimento migliore. Il latte che sgorga dalle mammelle è da sempre raccomandato da medici e nutrizionisti per il fabbisogno proteico e soprattutto per l’apporto di calcio, minerale questo fondamentale per far crescere e mantenere in salute la struttura ossea.
Fin qui nulla da eccepire se si trattasse del latte di mamma e se le mammelle fossero di una bella madre e non di una vacca ingravidata artificialmente.
Questa premessa è obbligatoria perché ancora oggi c’è chi confonde le due cose. Si confonde il latte materno, vero e unico nutrimento basilare per il sano e corretto sviluppo del neonato d’uomo, con il latte di vacca, alimento predisposto esclusivamente per la crescita rapidissima dei vitelli.
Confusione questa assai pericolosa per la salute umana, ma ormai incarnata nell’inconscio collettivo per la gioia delle lobbies alimentari e farmaceutiche.
Per fortuna sempre più studi scientifici stanno evidenziando e sottolineando tale rischio, affermando che il latte vaccino non va bene per l’alimentazione umana.
L’ennesima ricerca arriva dalla svedese università di Uppsala è ed stata pubblicata su uno dei giornali scientifici più accreditati al mondo, il British Medical Journal.
Nello studio vengono presi in esame due grandi coorti composte da 61.433 donne (dai 39 ai 74 anni) e 45.339 uomini (dai 45 ai 79 anni), monitorati per ben 20 anni.
Durante il follow-up medio di 20 anni, 15.541 donne sono morte e 17.252 hanno avuto una frattura ossea, delle quali 4.259 all’anca. Per gli uomini in un follow-up medio di 11,2 anni, 10.112 sono morti e 5.066 hanno avuto una frattura, dei quali 1.116 all’anca.
Le conclusioni dello studio svedese non lasciano spazio a nessun dubbio: i ricercatori hanno scoperto che non solo non vi è stata alcuna riduzione delle fratture ossee nelle persone che hanno consumato latte, ma addirittura nelle donne il consumo stesso di latte è stato associato ad una maggiore probabilità di subire una frattura.
Le persone che hanno bevuto tre bicchieri o più di latte al giorno avevano il doppio delle probabilità di morire presto rispetto a chi ne aveva consumato meno di uno.
L’autore dello studio, il professor Karl Michaelsson, spiega che i loro risultati “possono mettere in dubbio la validità delle raccomandazioni su un consumo elevato di latte per prevenire le fratture da fragilità. Un maggior consumo di latte nelle donne e uomini non è accompagnato da un minor rischio di frattura. Invece può essere associato ad un più alto tasso di morte”.
Ma non ci hanno sempre detto che per prevenire l’osteoporosi bisogna bere tanto latte e mangiare tanti formaggi?
Questa cosa è risaputa da sempre in chi si occupa seriamente di nutrizione umana, mentre è ancora un’eresia da estirpare con ogni mezzo per coloro che studiano sui libri scritti dalle lobbies farmaceutiche e si basano sulle piramidi alimentari redatte dalle industrie alimentari!
A parte le sterili diatribe sul latte sì o latte no, i dati parlano chiaro: nei paesi maggiori consumatori di latte e latticini vi è il maggior numero di fratture ossee. E questo è un dato di fatto assodato.
Come si spiega? Come la mettiamo?
Semplicissimo: da una parte l’elevato contenuto del lattosio, lo zucchero del latte che crea un ambiente acidificante dato che a livello intestinale viene degradato ad acido lattico, e tale ambiente fa aumentare le infiammazioni e lo stress ossidativo. Condizioni queste alla base di un maggior rischio di mortalità e paradossalmente di fratture ossee.
Nella medesima ricerca tale associazione di rischio è stata osservata anche con l’assunzione dei derivati del latte come i formaggi, anche se in questo caso sono andati coi piedi di piombo per non andare a cozzare esageratamente contro interessi economici enormi (industria casearia).
E’ bene ricordare che il latte di un mammifero è specie-specifico quindi adatto e perfetto per il cucciolo di quella specie. Il latte di donna per esempio è perfetto per il neonato dell’uomo, la cui crescita è molto lenta, mentre il latte di vacca è perfetto per far crescere molto velocemente il vitello. Un neonato in sei mesi raggiunge il peso di circa 7/8 kg, mentre nello stesso periodo il vitello oltre 300 kg.
Quindi è normale che il latte vaccino contenga livelli spropositati di ormoni della crescita (estrogeni ma non solo), cosa che non ha il latte umano. Questo esubero di ormoni andrà a squilibrare in senso negativo la funzionalità delle ghiandole endocrine e tutto il delicatissimo asse ormonale umano (ipofisi, tiroide, seni, ovaie, testicoli, prostata, ecc.).
Altre ricerche hanno riscontrato che il latte delle vacche da allevamento intensivo (tutto il latte venduto nella grande distribuzione) contiene un ormone, l’estrone solfato, in maniera 33 volte superiore a quello delle vacche che producono latte normalmente.
L’estrone solfato è imputato di essere la causa di numerosi tumori ormono-sensibili: seno, prostata, testicoli e colon...
Un altro fattore imputato nei tumori al seno e alla prostata è l’Insulin-like Growth Factor (IGF-1). Questo ormone, isolato nel latte vaccino, è stato ritrovato a livelli plasmatici elevati nei soggetti che consumano regolarmente latticini. Altri principi nutritivi che aumenterebbero i livelli di IGF-I sono pure presenti nel latte vaccino.
La d.ssa Susan Hankinson di Harvard ha dimostrato che le donne sotto i 50 anni con i tassi di IGF-1 più elevati hanno un rischio 7 volte maggiore di contrarre il cancro al seno rispetto a donne con valori bassi. Stessa cosa per il cancro alla prostata, solo che in questo caso gli uomini con maggior IGF avevano un tasso di rischio fino a 9 volte maggiore.
Infine il latte vaccino è un alimento difficilmente digeribile e assimilabile per il nostro metabolismo in quanto sempre più spesso l’uomo è privo dei due enzimi basilari imputati a questo compito: la rennina e la lattasi.
L’intolleranza al lattosio colpisce il 95% dei soggetti asiatici, il 74% dei nativi americani, il 70% degli africani, il 53% dei messicani e il 15% dei caucasici. Non esiste al mondo una sostanza intollerante quanto il latte vaccino. Ci sarà un motivo oppure no?
Senza questi enzimi o con una loro carenza, le proteine e gli zuccheri del latte non sono correttamente digeribili e possono creare nel tempo seri problemi all’organismo (problemi gastro-intestinali, diarrea, flatulenza, morbo di crohn, ecc.).
La medicina naturale sa queste cose da sempre, mentre la medicina allopatica è ancora dell’idea che il latte vaccino sia l’alimento perfetto per l’essere umano, l’alimento che protegge le ossa dall’osteoporosi…
E questo anche se, come dice l’oncologo Franco Berrino, “non esiste un solo studio che abbia documentato che una dieta ricca di latticini in menopausa sia utile ad aumentare la densità ossea e a prevenire le fratture osteoporotiche”. Invece ciò che è risaputo è che “la frequenza di fratture in menopausa è tanto maggiore quanto è maggiore il consumo di carne e di latticini”.
Esattamente il contrario di quello che ci viene detto.
Beata ignoranza…
Lo studio è pubblicato nel sito ufficiale del British Medical Journal www.bmj.com/content/349/bmj.g6015    Ricopiato da http://www.disinformazione.it/Latte3.htm
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BUFALE UN TANTO AL CHILO. CHIESTO OSCURAMENTO SITO [Articolo un po datato,ma che rende l'idea dei personaggi con cui abbiamo a che fare]

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BUFALE UN TANTO AL CHILO. CHIESTO OSCURAMENTO SITO

Lorenzo Croce
Sono stati iscritti nel registro degli indagati della procura della repubblica di Bologna che passerà nei prossimi giorni la documentazione alla procura di Rimini i due responsabili del sito bufale un tanto al chilo, gli stessi sono indagati per i reati di calunnia, diffamazione mezzo stampa e falso ideologico dopo la denuncia fatta nei loro confronti dal presidente nazionale di AIDAA Lorenzo Croce che domani consegnerà alla polizia postale la richiesta di oscuramento parziale del sito. Fonte: http://aidaa-animaliambiente.blogspot.it/2015/02/bufale-un-tanto-al-chilo-chiesto.html  

Butac - Bufale un tanto al chilo. Il mercenario Bolognese Michelangelo Coltelli sporca il web di falsità DENUNCIATO!

Gioielliere di Bologna. Evidentemente il troppo oro che ha visto gli ha dato alla testa!

Gli zimbelli del web, BUTAC.IT hanno ormai raggiunto la fine del barile. Indagini in corso dalle procure di Bologna e Firenze stanno esaminando quando sia il danno economico che gli autori, uno identificato come Michelangelo Coltelli (Coltelli), hanno causato a diverse aziende – al solo scopo di fare soldi con la diffamazione.
Siamo felici che BUTAC.IT presto chiuderà i battenti e con lui anche chi ha scritto per il sito. Il soprannominato COLTELLI ha una gioielleria a Bologna e credo che avrà come pagare i danni che il comitato di risarcimento e querelante gli sta’ chiedendo.
Sono stati anni in cui internet è stata poco regolamentata. Anni in cui elementi meschini come quelli di BUTAC hanno lucrato sopra aziende, persone, fatti e un pubblico di credenti ignari. Ora è il momento di pagare per quanto grosse le hanno sparate. Cosa? Le loro Bufale ovviamente.
Chissà se Michelangelo Coltelli scriverà un libro sulle bufale da qualche cella di qualche carcere, oppure, sotto un ponte e ormai al bighellonaggio, vorrà raccontare la sua BUFALA-VITA con qualche gioiello ancora addosso.
Che dire? Gente inutile e meschina e forse prezzolata che ha solo causato confusione, danno economico e un grosso, grosso prezzo da pagare per loro stessi,
Non è una BUFALA, amici di BUTAC.IT, è solo quanto vi meritate.  http://piemonte.puscii.nl/articolo/23791/creatori-di-bufale-butac-it-michelangelo-coltelli Ricopiato da http://cicapstop.blogspot.it/2016/01/butac-bufale-un-tanto-al-chilo-il_48.html
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Meningitec: qualche chilo di bufale.

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[Scritto da Stefano Montanari]   Tra divertimento e preoccupazione, per puro caso leggo un articolo intitolato Il Ritiro del Meningitec pubblicato in un blog chiamato Bufale Un Tanto Al Chilo (http://www.butac.it/ritiro-meningitec/).
Io non ho idea di chi sia l’autore di quel testo, ma ci trovo un piccolo concentrato di ciò che rende Internet uno strumento pericoloso quando è usato senza il dovuto spirito critico. L’autore, evidentemente un tale tanto intriso di grottesca presunzione quanto privo di qualunque conoscenza scientifica oltre che di qualunque esperienza sul tema che tratta, sparacchia sciocchezze che sarebbero semplicemente ridicole se non fossero pericolose. Per rendersi conto della statura culturale del personaggio basta soffermarsi un attimo sulle disquisizioni a proposito dei corpi estranei. Secondo questo “luminare”, un corpo estraneo non è tale se non misura almeno qualche centimetro. Da dove costui desuma la nozione resta avvolto nel mistero, ma non c’è nulla di più ospitale di Internet e affermazioni deliranti come questa acquisiscono dignità di verità rivelata. In fondo – afferma il personaggio – quello che si trova nei vaccini è robetta piccina e, dunque, che male volete che faccia? Venticinque anni di ricerca spazzati via al tavolino del bar.
Naturalmente non pretendo che questo signore vada a leggersi un po’ della letteratura scientifica dell’ultimo decennio, se non altro perché temo che non ne capirebbe una parola. Né, a maggior ragione, arriverei mai a pretendere che analizzi tanto i vaccini quanto i reperti bioptici, autoptici e chirurgici di persone ammalate. Giusto per informazione, io di vaccini ne ho analizzati 28, Meningitec compreso per incarico di una procura della Repubblica, e di reperti patologici oltre 2.000.
Sono assolutamente sicuro che nessuno abbia pagato il tale per scrivere ciò che ha scritto. Nessuno, infatti, si varrebbe di stravaganze del genere buone solo a squalificare e a coprire di ridicolo chi potrebbe avere interesse a spingere l’uso dei vaccini. Né perdo tempo a criticare le tante sciocchezze che costui distribuisce ad un pubblico presumibilmente della sua statura intellettuale e culturale, limitandomi solo a consigliare chiunque di fare molta attenzione prima di prendere per oro colato tutto ciò che arriva sullo schermo del computer. A volte le bufale vengono consegnate a chili. Fonte: http://www.stefanomontanari.net/sito/blog/2735-meningitec-qualche-chilo-di-bufale.html
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