The November Man

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martedì 21 febbraio 2017

mercoledì 15 febbraio 2017

Bin Laden è un agente della Cia, e non è morto

WASHINGTON - L'amministrazione Obama ha confermato che Osama Bin Laden era al servizio della CIA.
La clamorosa indiscrezione è stata confermata anche da Fidel Castro il quale aveva sostenuto in passato che Bin Laden fosse al soldo dell’intelligence Usa e che il presidente George Bush se ne serviva ogni volta che l’America aveva interesse di aumentare il quoziente di paura nello scacchiere mondiale. Castro ha sostenuto che i documenti pubblicati su Internet da Wikileaks possono finalmente dimostrarlo.  “Ogni volta che Bush aveva bisogno di suscitare paura e di fare un grande discorso, Bin Laden lanciava minacce dirette proprio a persone, luoghi o situazioni coinvolte o pertinenti a ciò a cui si riferiva Bush“. Castro ha aggiunto “Bush ha sempre avuto il sostegno di Bin Laden. Era un suo dipendente“. http://italian.irib.ir/featured/item/123536-bin-laden-era-un-agente-della-cia http://italian.irib.ir/featured/item/123536-bin-laden-era-un-agente-della-cia  Figlio di un magnate delle costruzioni di origine yemenita (Mohammed Awad Bin Laden) e di una donna di origine siriana, Osama nasce il 10 marzo 1957 a Riyadh, capitale dell'Arabia Saudita. All'età di 13 anni perde il padre. A 17 si sposa con la prima delle tre mogli, una ragazza siriana, sua parente. 
Il matrimonio a una così giovane età fa parte - per il suo carattere di protezione dalla corruzione e dall'immoralità - della rigida educazione religiosa che gli viene impartita. Compie tutti i suoi studi nelle scuole della città di Gedda, fino a conseguire la laurea in Management ed Economia all'università Re Abdul Aziz.
In questo periodo si accosta al movimento della "Fratellanza musulmana" e, negli anni che seguono, inizia a stringere sempre più stretti contatti con numerosi gruppi di integralisti islamici. Oltre che ad accumulare una discreta fortuna occupandosi della gestione dell'impresa paterna. Abbandonerà tale attività nel 1979 quando, a seguito dell'invasione dell'Afghanistan da parte di truppe sovietiche, si dedicherà ad aiutare i fratelli musulmani contro i "senzadio" comunisti. Inizia infatti ad investire le proprie ricchezze per reclutare volontari, e, in seguito, per addestrarli e per fornirgli le armi necessarie per combattere al fianco dei mujaheddin afgani. Crea così il gruppo del "Fronte di salvezza islamico", potendo tra l'altro contare, oltre che sui propri fondi, anche sull'aiuto economico proveniente dagli Stati Uniti e sul appoggio della Cia (vedi sotto "Blowback").
Vinta la battaglia contro l'Unione Sovietica, nel 1991 fa ritorno in Arabia Saudita. Vi trova stanziate le forze armate statunitensi impiegate nella prima guerra contro l'Iraq. Questo fatto lo colpisce profondamente, ritenendo un'ingiustizia la presenza di truppe infedeli sul sacro suolo del Profeta Maometto. Si convince così che è arrivato il momento di combattere l'altra superpotenza infedele, quegli stessi Stati Uniti che lo avevano in precedenza sostenuto e finanziato. Fonda così Al Qaeda (la Base), un'organizzazione del terrorismo integralista islamico che compirà attentati tanto all'interno quanto all'esterno dei confini statunitensi.
Fra gli altri si ritiene siano opera di tale organizzazione l'attentato dell'ottobre 2000 contro l'incrociatore statunitense Cole, nei mari dello Yemen (in cui persero la vita 17 marinai americani) e i due attentati dell'agosto 1998 contro le ambasciate Usa di Nairobi, in Kenya, e di Dar-es Salaam, in Tanzania, che provocarono la morte di 224 persone. Cacciato dal Sudan nel 1996, dov'era stato ospitato per alcuni anni, trova rifugio nell'Afghanistan del talebani, dove rimane fino all'attacco americano successivo alle stragi dell'11 settembre, di cui è ritenuto il mandante.
Da allora è scomparso nel nulla, anche se i servizi segreti Usa ritengono si nasconda sulle montagne al confine tra Afghanistan e Pakistan assieme al suo braccio destro, il medico egiziano Ayman al-Zawahiri. Vivrebbe protetto dai talebani in caverne naturali attrezzate però con le più moderne e sofisticate apparecchiature tecnologiche. le sue condizioni di salute sembra siano tutt'altro che buone.
"E' difficile immaginare che la Cia corra per reclamare il suo credito per un Frankenstein come questo" scriveva circa tre anni prima del disastro di New York e Washington, Michael Moran, direttore dell'Informazione Internazionale della catena giornalistica americana Msnbc in merito al più "illustre" alunno della Cia, Osama Bin Laden. In questo articolo premonitore pubblicato il 24 agosto 1998 con il titolo "Bin Laden and his Cia Connections Come Home to Roost" il giornalista spiegava perché e come il dirigente fondamentalista arrivò ad essere il più "fidato" discepolo della Cia in Afganistan e anche perché e come sfuggì al controllo dell'Agenzia di spionaggio trasformandosi nel suo più temibile nemico.
Nella Cia questo capita abbastanza frequentemente tanto da avere un nome in codice: blowback. In poche parole questo è il termine che descrive un agente o un'operazione che si è rivoltata contro il suo creatore. Osama, il nemico pubblico numero uno, è la personificazione di un blowback. Se Bin Laden si è trasformato in un blowback è proprio colpa della Cia crive Moran: "Armare una coalizione multinazionale di estremisti islamici in Afganistan negli anni 80 - molto dopo della distruzione delle caserme dei marines a Beirut o del dirottamento del volo 847 della Twa - fu un errore storico".
Il giornalista prosegue con la biografia di Bin Laden come risulta in vari documenti che ha potuto ottenere dalla Cia o da altre fonti. Così si apprende che ereditò un'immensa fortuna ma nel '79 lasciò la sua terra natale, l'Arabia Saudita, per andare a combattere i sovietici in Afganistan. Nel '84 Bin Laden dirigeva un'organizzazione di facciata, Maktab al-Khidamar (Mak) che raccoglieva denaro, armi e combattenti per il conflitto afgano. Ciò che la Cia non rileva, scrive il giornalista di Msnbc, è che la Mak fu "creata dai servizi segreti del Pakistan (Isi) il canale per eccellenza usato dalla Cia per la guerra nascosta contro i sovietici in territorio afgano".
Secondo Moran, la Cia, preoccupata per il tradizionale frazionismo degli afgani era giunta alla conclusione che i combattenti fondamentalisti arabi che accorrevano in Afganistan erano più facilmente manovrabili che gli afgani immersi nelle loro complesse rivalità tribali. Così Bin Laden, con un gruppo di militanti islamici proveniente da Egitto, Pakistan, Libano, Siria e dai campi profughi palestinesi, diventò il socio di "fiducia" della Cia nella guerra nascosta contro l'URSS.
Con la conclusione della guerra, nel 1989, Bin Laden era "considerato per la Cia come una specie di dilettante -un ricco ragazzotto saudita che era andato alla guerra ed era stato accolto come un eroe dalla monarchia saudita che lui odiava-. Nel mentre aveva abbandonato il Mak per fondare un nuovo gruppo, al-Qaeda (La Base), che raccoglieva i membri più estremisti del Mak conosciuti in Afganistan. Il giornalista aggiunge:"Chi ha preso la decisione di dare ai ribelli afgani una fortuna in finanziamenti coperti e armi del migliore livello giustifica la decisione con le esigenze della guerra fredda".
Scrive Moran che il senatore Orrin Hatch, un repubblicano del Comitato di Sicurezza e uno dei responsabili di questa decisione, ha confidato ad un giornalista che avrebbe adottato la stessa decisione oggi pur sapendo ciò che Bin Laden avrebbe fatto in seguito. "Ne valeva la pena" ha detto l'uomo politico che si giustifica dicendo: "la guerra in Afganistan ha giocato un ruolo importante nel crollo dell'URSS".
26. 2. 2004
Enrico Piovesana
http://it.peacereporter.net/articolo/2961/Osama+Bin+Laden 
Georgia-Guida-Stones-Fukushima-11 https://tatoott1009.com/2015/09/22/st-germain-drops-911-bombshell-proof-that-osama-bin-laden-was-cia-and-died-in-2001-osama-bush-cia-connections/

martedì 14 febbraio 2017

Operazione Bluemoon: fu la CIA ad inondare il mondo con l’ eroina. IL VIDEO da non perdere!

eroina cia

Il mercato delle droghe è gestito dall’elite mondiali,che mediante i servizi segreti(CIA) hanno inondato di eroina gli ambienti giovanili tra gli anni 60 e70.

Il mercato delle droghe è gestito dall’elite mondiali, che mediante i servizi segreti hanno inondato di droga gli ambienti giovanili a cavallo tra la fine degli anni 60′ e l’inizio degli anni 70′, conducendo milioni di giovani verso la tossicodipendenza e la morte per overdose.
NON si tratta di una teoria complottista come i dementi potrebbero supporre: ma di un’operazione ormai emersa ufficialmente, seppure con 40 anni di ritardo. Alla cosiddettaoperazione Bluemoon è dedicata una ben dettagliata scheda su wikipedia e numerosa documentazione, tra cui un documentario edito dalla Rai proposto di seguito.

Vi consiglio assolutamente la visione del video, prima che sia completamente censurato e sparisca. Il documentario di Rai Storia è davvero ben fatto, roba di altri tempi, certamente oggi servizi come questo o come quello sulla “strage nascosta” di Falluja denunciato al mondo grazie ai giornalisti di Rainews24 non verranno più fatti. Ormai la Tv di stato è controllata da uomini delle banche e del Bilderberg, che certo non useranno soldi pubblici per documentari come quello sopra.                Guardate il documentario, focalizzando l’attenzione sui seguenti punti:

Paragone sfida Renzi: “Vieni in tv e spiegaci perché il tuo Pd (assieme a FI e Ncd e altri) ha respinto la proposta M5s di sospendere l’indennità ai parlamentari arrestati. SPIEGACI PERCHÈ GLI ONOREVOLI IN GALERA DEVONO GUADAGNARE 18MILA EURO AL MESE” !!


Paragone
“Ora Matteo Renzi spieghi perché il suo Pd (assieme a Forza Italia, Nuovo centrodestra e altri) ha respinto la proposta del Movimento 5 stelle di sospendere temporaneamente l’indennità ai parlamentari arrestati. Si trattava di una sospensione temporanea. Tra l’altro giustificata dal fatto che se uno non lavora in aula (se è agli arresti…) non è giustificata l’indennità. Non solo.°.°
Bisogna smetterla col fatto che i politici abbiano una busta paga sempre ballerina quando si tratta di rispondere alla domanda: ma quanto guadagni? Perché non basta la remunerazione in senso stretto, ci sono altre voci allegati che compongono l’emolumento totale che vengono sempre sottaciute o balbettate. Basta, no? Nel caso specifico dei parlamentari arrestati già siamo in presenza di un “tradimento politico”, ora si aggiunge la beffa delle indennità corrisposte. Ma corrisposte per fare cosa? Per fare gli interessi della collettività o per fare interessi particolari?
Perché allora questa proposta di buon senso etico – non è una parolaccia, cari politici… – è stata bocciata? Spiegatelo guardando in faccia i vostri elettori. Poteva essere un segnale di rottura rispetto all’idea di casta. Questo non è un pessimo esempio. Un pessimo andazzo.”
Gianluigi Paragone
tratto da http://attivistam5snews.blogspot.it/2016/08/paragone-sfida-renzi-vai-in-tv-e.html

lunedì 13 febbraio 2017

ECCO CHI HA DECISO LA FAME NEL MONDO: CONTROLLA IL NOSTRO CIBO E CI TRATTA COME POLLI D’ALLEVAMENTO


Articolo estratto dal libro “Liberi dal Sistema – La Guida per Cambiare il Mondo Partendo da Sè” di Enrico Caldari.

Che ci crediate o meno, il cibo è uno degli strumenti di controllo più potenti del Sistema, a livello economico e politico. C’è quindi qualcuno che ha interesse a decidere «se», «come» e «quanto» cibo farci arrivare.
È attraverso la scarsità di una risorsa che è possibile controllare chi quella risorsa fa fatica a procurarsela. E così il nostro sistema si basa sulla scarsità. Scarsità di denaro, scarsità di cibo. Il controllo della società attraverso la scarsità è un modello socio-economico-politico teorizzato da Henry Kissinger, ex consigliere del Consiglio di Sicurezza degli Stati Uniti (carica che ha ricoperto dal 1969 al 1977) e premio Nobel per la Pace nel 1973 (e bisognerebbe aprire una parentesi sui legami tra le commissioni per i premi Nobel e il Sistema stesso, dato che oltre a Kissinger, anche Obama pare ne abbia vinto uno sempre per la pace…).
Una delle frasi più celebri di Kissinger è: «Control oil, and you control nations».
Controlla il petrolio e controllerai le nazioni.
Vi dice nulla questa frase, alla luce della politica estera adottata dagli Stati Uniti?
Ma c’è una frase meno celebre, ma ancora più scioccante dello stesso Kissinger, che dice: «Control food, and you control the people».
Controlla il cibo, e controllerai le persone.
E come si può controllare il cibo? La risposta è duplice: controllando la terra e controllando i semi. Vediamo come.
Land Grabbing è il titolo di un libro scritto dal giornalista d’inchiesta Stefano Liberti che espone uno dei fenomeni più recenti della nostra economia: l’accaparramento di terre. Cosa significa accaparrarsi le terre? Vuol dire impossessarsi fisicamente di un’estensione più o meno grande di terreno, al fine di sfruttarlo per la coltivazione. Questo mercato ha cominciato a svilupparsi e crescere in modo impressionante negli ultimi anni, proprio quando il mercato finanziario stava subendo un momento di crisi e aveva bisogno di nuovi business. Il «landgrabbing» sta coinvolgendo molti investitori privati (le banche in primis!) ma anche istituzionali, tra cui addirittura alcuni Stati che hanno insufficienti terre coltivabili all’interno dei propri confini nazionali per garantire approvvigionamento alimentare a tutta la propria popolazione.
Quali terre sono soggette all’accaparramento? Di certo non quelle europee né quelle degli altri paesi già industrializzati. Le terre oggetto di questo fenomeno sono quelle dei paesi del Terzo Mondo, come quelli africani. Lì è pieno di campi da coltivare, magari attualmente occupati da qualche tribù di contadini che non hanno nemmeno un atto di proprietà per rivendicarne il possesso o il diritto a occuparli. E allora per il rappresentante istituzionale di uno stato occidentale che si presenta in giacca e cravatta diventa facile stringere un accordo commerciale con i politici dello stato africano in questione: con cifre irrisorie e in poco tempo ci si accaparra letteralmente l’esclusiva di sfruttamento di un terreno per la durata di decenni.
Volete qualche esempio?
Guardiamo il caso della Daewoo. La Daewoo è una multinazionale coreana impegnata in attività di diverso genere, tra le quali, ad esempio, la produzione di automobili e di navi e la realizzazione di prodotti elettronici e di precisione per l’industria. Nel 2008 l’azienda coreana firmò un accordo con il governo del Madagascar secondo il quale la stessa Daewoo avrebbe acquisito l’esclusiva di sfruttamento di 1,3 milioni di ettari di terra presenti nell’isola africana per i successivi 99 anni. Considerando che in Madagascar il totale delle terre coltivabili ammonta a 2,5 milioni di ettari, significa che la Daewoo si era aggiudicata la gestione di più della metà della terra coltivabile sull’isola! 
E come avrebbe dovuto utilizzare quelle terre, la Daewoo? Secondo l’accordo siglato dalle due parti, quelle terre sarebbero dovute diventare monocolture intensive di cibo e di biocarburante.
«A quale prezzo?», vi chiederete voi ora.
A meno di 3 dollari all’ettaro all’anno. Per un periodo di 99 anni!
E con quali garanzie? Solo una: quella di costruirvi anche delle infrastrutture che contribuissero al progresso tecnologico dell’isola: costruzione di porti, autostrade, impianti di irrigazione, linee elettriche, scuole, ospedali (oltre a quella di fornire chissà quali vantaggi o favori ai politici locali…).
C’è poi un secondo modo per controllare la produzione di cibo.
Infatti, se io non posso acquistare la terra di un contadino, come posso fare per controllarlo ugualmente?Controllo quello che lui coltiva!
Ogni anno il contadino deve piantare le sementi da cui far crescere cereali, verdure e ortaggi. Nell’immaginario comune, quando le sue piante avranno dato i propri frutti, l’agricoltore conserverà alcuni dei semi per poterli ripiantare l’anno successivo.
Ma come funziona oggi il mercato dei semi?
Rispecchia ancora questo schema naturale vecchio di millenni? Non più.
Oggi le aziende produttrici di sementi hanno creato piante in grado di fruttificare una sola volta. Tali piantine daranno sì frutti o verdure buone, ma i cui semi non sono fertili, perciò inutilizzabili ai fini di una nuova semina. L’anno successivo, perciò, il contadino che aveva acquistato quella determinata pianta sarà costretto a ritornare a comprare altre piantine.
E se al posto della piantina il contadino comprasse semi, la situazione sarebbe sempre di dipendenza. Quei semi produrranno per un solo anno, e poi saranno sterili.
Oggi il mercato dei semi a livello mondiale è dominato da tre società, che insieme detengono il 53% del totale del mercato: Monsanto (che da sola detiene circa il 27% del mercato), Dupont e Syngenta (quest’ultima è uno spin-off di Novartis, la multinazionale svizzera produttrice di farmaci…).
Ma da dove nasce tutto questo? Come hanno fatto queste aziende ad affermarsi e a imporre il loro mercato di semi brevettati e sterili?
Nel 1994, durante un incontro del WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio, su pressione degli Stati Uniti venne fatta approvare una norma per la quale si sarebbero potuti brevettare anche gli organismi viventi. Cosa significa? Significa che, da quella data in poi, le aziende avrebbero potuto creare semi ibridi o geneticamente modificati e poi brevettarli: i loro semi, coperti da brevetto, non si sarebbero più potuti piantare senza l’autorizzazione della stessa azienda proprietaria del seme.
Da quel momento, quindi, i contadini sono stati costretti a comprare annualmente i semi da piantare. Ma c’è di più. Per ogni seme brevettato, le aziende vendono in abbinamento i propri fertilizzanti o pesticidi, senza l’uso dei quali i loro semi difficilmente potranno essere produttivi. Per intenderci, un agricoltore che decide di piantare un seme Monsanto non può usare un fertilizzante Dupont: rischia di uccidere il seme. Dovrà usare il fertilizzante Monsanto, e per farlo deve firmare un contratto assai vincolante, che lo sottopone a diversi controlli e lo obbliga a ricomprare i semi di anno in anno.
L’idea di abbinare i fertilizzanti e i pesticidi ai semi brevettati trae origine dall’azienda Monsanto. Prima degli anni 1970 la multinazionale statunitense faceva tutt’altro che sementi: produceva prodotti chimici, tra cui il famoso Agente Arancio che, durante la guerra in Vietnam, serviva a distruggere tutta la vegetazione dietro la quale i vietcong si mimetizzavano per infliggere dolorose imboscate all’esercito statunitense.
Quando poi la guerra in Vietnam giunse al termine, con la delusione di tutto il popolo statunitense per le grandi energie impiegate e le perdite subite, la Monsanto capì che il mercato bellico si era di molto ridimensionato e dovette cercarsi un altro settore per creare un nuovo business. Lo trovò nel mercato agricolo, dapprima con i fertilizzanti, e successivamente con le sementi ibride e geneticamente modificate.

I VERI PADRONI DEL MONDO- Le 4 banche e le 8 famiglie



LE QUATTRO GRANDI BANCHE DI WALL STREET E LE OTTO FAMIGLIE COLLEGATE CHE DOMINANO LA FINANZA MONDIALE. I media russi che trasmettono informazioni in forma alternativa (rispetto ai media occidentali) si sono presi la briga di sviscerare e segnalare in modo specifico quali siano gli oligopoli finanziari anglosassoni- le quattro mega banche- che hanno il controllo della finanza mondiale, come è venuto alla luce dai risultati inquietanti di una ricerca fatta da “Russia Today”: queste sono BlackRock, State Street Corp,– FMR/Fidelity,- Vanguard Group. E’ risultato fra l’altro che, anche che la “privatizzazione globale dell’acqua” viene attuata dalle stesse megabanche di Wall Street, in concomitanza con la Banca Mondiale, fatto questo che arreca benefici nel suo insieme al nepotismo dinastico della famiglia Bush (grande famiglia di petrolieri), i cui componenti stanno cercando anche di prendere il controllo delle fonti d’acqua dell’Acuífero Guaraní in Sud America, una delle maggiori riserve d’acqua dolce del pianeta. Già nel 2012 il precedente legislatore texano Ron Paul –padre del candidato presidenziale Rand, uno dei creatori del poi rinnegato “Partito del Te”, venuto poi meno, ma che è stato anche uno dei migliori esperti fiscali degli Stati Uniti- aveva segnalato che i Rothschild possiedono le azioni delle 500 principali multinazionali riportate nella rivista Fortune che sono controllate a loro volta dalle quattro grandi banche di Wall street (“the Big Four”): la BlackRock, la State Street, FMR/Fidelity e Vanguard Group (che strana coincidenza). Adesso Lisa Karpova (LK), della Pravda.ru, è riuscita a penetrare,con la sua indagine, nei dedali della finanza globale ed ha commentato che si tratta di ” sei, otto o forse 12 famiglie , che sono quelle che veramente dominano il mondo, pur sapendo che è un mistero difficile da decifrare”.
I VERI PADRONI DEL MONDO- Le 4 banche e le 8 famiglieCOME PUO’ ESSERE POSSIBILE CHE ESISTA IN PIENO SECOLO XXI, un secolo ultra tecnologico e di trasparenza democratica (secondo gli apologeti del progresso, ben controllati anche loro) tanta opacità per arrivare a conoscere coloro i quali sono i plutocrati mega banchieri oligopolisti/oligarchici che detengono le finanze del pianeta? LK arriva alla conclusione che le otto ridotte famiglie , che sono state ampiamente citate nella letteratura, non si trovano lontane dalla realtà: Goldman Sachs, Rockefellers, Loebs Kuhn e Lehmans a New York, i Rothschild di Paris/Londra, i Warburgs di Amburgo, i Lazard di París, e Israel Moses Seifs di Roma. Vada pure avanti la polemica per cui, a mio giudizio, la lista risulta incompleta e non sono tutti quelli che vi si trovano e neppure tutti sono quelli che compaiono. LK ha ha iniziato l’”inventario delle maggiori banche del mondo” e si è accertata dell’identità dei loro principali azionisti, così come di quelli che “prendono le decisioni”. Qualcuno potrà criticare, non senza ragione, che l’inventario di LK non arriva alla sofisticazione di Andy Coghlan e Debora MacKenzie, della rivista scientifica “New Scientist”, i quali rivelano la plutocrazia bancaria e le sue reti finanziarie- l’1% che governa il mondo-, basandosi in una ricerca di tre teorici dei “sistemi complessi”, che tuttavia alla fine dei conti, i risultati della ricerca coincidono in forma sorprendente, nonostante la sua semplicità di sistema di indagine. LK ha scoperto che le sette mega banche di Wall Street che controllano le principali multinazionali (corporations) globali sono Bank of America, JP Morgan, Citigroup/Banamex, Wells Fargo, Goldman Sachs, Bank of New York Mellon e Morgan Stanley. LK ha verioficato che le megabanche del tempo passato erano controllate a loro volta dal nucleo dei “Quattro Grandi (The Big Four)”: BlackRock, State Street Corporation, FMR/Fidelity e Vanguard Group. 
QUESTE SONO LE TRACCE DEI CONTROLLANTI DI CIASCUNA DELLE SETTE MEGABANCHE.
1.- Bank of America: State Street Corporation, Vanguard Group, BlackRock, FMR/Fidelity), Paulson, JPMorgan, T.Rowe, Capital World Investors, AXA, Bank of NY Mellon.
2.- JPMorgan: State Street Corp., Vanguard Group, FMR/Fidelity, BlackRock, T. Rowe, AXA, Capital World Investor, Capital Research Global Investor, Northern Trust Corp. e Bank of Mellon.
3.- Citigroup/Banamex: State Street Corporation, Vanguard Group, BlackRock, Paulson, FMR/Fidelity, Capital World Investor, JPMorgan, Northern Trust Corporation, Fairhome Capital Mgmt e Bank of NY Mellon.
4.-Wells Fargo: Berkshire Hathaway, FMR/Fidelity, State Street, Vanguard Group, Capital World Investors, BlackRock, Wellington Mgmt, AXA, T. Rowe y Davis Selected Advisers.
5.- Goldman Sachs: “I Quattro Grandi”, Wellington, Capital World Investors, AXA, Massachusetts Financial Service y T. Rowe.
6.- Morgan Stanley: ” I Quattro Grandi”, Mitsubishi UFJ, Franklin Resources, AXA, T.Rowe, Bank of NY Mellon e Jennison Associates.
7.- Bank of NY Mellon: Davis Selected, Massachusetts Financial Services, Capital Research Global Investor, Dodge, Cox, Southeatern Asset Mgmt… e “I Quattro Grandi”.
Dei Quattro Grandi che dominano le sette megabanche e che godono di sovrapposizioni ed incroci azionari, si evidenziano soltanto quelli che controllano State Street y BlackRock.
1.- State Street: Massachusetts Financial Services, Capital Research Global Investor, Barrow Hanley, GE, Putnam Investment e… “I Quattro Grandi(Loro stessi sono azionisti!).
2.-BlackRock: PNC, Barclays e CIC.
 JPMorgan:COME ESEMPIO DELLE SOVRAPPOSIZIONI ED INCROCI AZIONARI, si può prendere la PNC Bank, che viene controllata da tre dei “Quattro Grandi”: BlackRock, StateStreet y FMR/Fidelity. Nel suo libro “La Guerra delle Valute”, l’autore cinese, Song Hongbing , catalogava in questo ai Rothschild come la famiglia più ricca del pianeta, con un capitale accumulato di 5 milioni di milioni di US. $. Se i Rothschild fossero un paese, avrebbero avuto quindi, il quinto posto del ranking globale dietro il PIL di 7, 3 milioni di milioni di US. $ dell’India (quarto posto), e maggiore del Giappone, di 4,8 milioni di US-$, quinto posto, prima della Germania (sesto posto), della Russia (settimo posto), del Brasile (ottavo posto) e della Francia (nono posto). Io avrei citato un articolo delle stesso Economist- anche questo di proprietà, come il Financial Times, del gruppo Pearson- tutti controllati dalla Black Rock, uno dei “Big Four”-, in cui si dimostrava quali fossero le multinazionali controllate dalla Black Rock: essendo questa la principale azionista della Apple,di ExxonMobil, di Microsoft, GE, Chevron, JP Morgan, P&G, Shell, Nestlé, senza contare la sua proprietà del 9% delle azioni di Televisa. Secondo i risultati ottenuti dalla ricerca svolta da Lisa Karpova e dalla sua equipe, i “Big Four” controllano inoltre le maggiori multinazionali anglosassoni:
Alcoa; Altria; AIG; AT&T; Boeing; Caterpillar; Coca–Cola; DuPont; GM; H–P; Home Depot; Honeywell; Intel; IBVM; Johnson&;Johnson; McDonald’s; Merck; 3M; Pfizer; United Technologies; Verizon; Wal–Mart; Time Warner; Walt Disney; Viacom; Rupert Murdoch’s News; CBS; NBC Universal. I padroni del Mondo!
Come se quanto esposto prima fosse poco, LK commenta che la Federal Reserve USA comprende 12 Banche, rappresentate da un Consiglio di sette persone, che rappresentano i “Big Four”.
In definitiva la Federal Reserve si trova sotto il controllo dei Big Four privati: BlackRock, StateStreet, FMR/Fidelity y Vanguard Group.
A mio giudizio, è molto probabile che esistano imprecisioni che sarebbero il prodotto della stesa opacità dei mega banchieri.
Nella fase della guerra geofinanziaria, quello che conta è la percezione degli analisti finanziari di Cina e Russia che sono arrivati alla determinazione dei Quattro Grandi e delle otto famiglie, tra le quali si evidenziano i banchieri schiavisti Rothschild: controllori nel loro insieme di altrettante mega banche della Federal Reserve. I padroni dell’Universo!
* di Alfredo Jalife Rahme
>Fonte< – >Tratto da<
Redatto da Pjmanc http://ilfattaccio.org tratto da www.sapereeundovere.com

IL GOVERNO MERKEL MINACCIA: NESSUNO STATO UE S’AZZARDI A DACCORDARSI CON GLI USA


BERLINO – Il governo Merkel ha avvertito – avvertimento che somiglia molto a una minaccia – i suoi partner europei dalla tentazione di cercare accordi bilaterali con gli Stati Uniti perchè ”non sarebbe vantaggioso per nessuno nell’Unione europea”. Secondo il ministro degli Esteri tedesco, Michael Roth, ”non andrebbe a vantaggio di nessuno in Europa se qualche Paese individualmente si lanciasse in accordi speciali” con Washington.In un’intervista al Die Welt, Roth ha spiegato che le relazioni transatlantiche si basano ”meno sulla forza e molto di più sui valori che dividiamo in entrambi i lati dell’Atlantico”.Tra questi elementi comuni vi è la Nato, ha aggiunto il ministro dicendosi fiducioso che gli Stati Uniti ”continueranno a garantire come alleanza per la sicurezza mondiale” nonostante i messaggi contradditori inviati da Washington nelle ultime settimane. Ma ”l’avvertimento” non riguarda in realtà la Nato, bensì accordi finanziari e commerciali al di là di quello che impone la Ue.
Fonte: www.stopeuro.org