martedì 15 aprile 2014

Scie chimiche: la disinformazione di ClassMeteo e di Simone Angioni (C.I.C.A.P.)(Negazionista di Fracking, Muos,Chemtrails,vaccini,ecc..)

 Nella foto il disinformatore Simone Angioni 
Tanker Enemy
                       ::::::::::::::   Documenti ufficiali   |   Brevetti    |   Articoli e ricerche   |   Analisi e resoconti   |  Video    |   HOME    |   Blog   ::::::::::::::   
Scie chimiche: la disinformazione di ClassMeteo e di Simone Angioni (C.I.C.A.P.)
     Bookmark and Share
     Download this video Download and share   Related Video     Related Post    
 Url     
     
                            :::::::::::::::::::::::::::::::: Important Videos :::::::::::::::::::::::::::::::::::





 Scie chimiche: la disinformazione di ClassMeteo e di Simone Angioni (C.I.C.A.P.)
Scie chimiche: la disinformazione di ClassMeteo e di Simone Angioni (C.I.C.A.P.)ll potente C.I.C.A.P., noto per essere il principale "addestratore" dei cosiddetti "informers" (agenti finanziati dall'Unione europea), si cimenta questa volta nel disinformare via digitale terrestre, con la stretta collaborazione di Class Meteo, il canale video definito "The weather channel". Ovviamente la scelta di intervistare il "volto presentabile", il chimico Simone Angioni, non è casuale, giacché costui è già avvezzo a queste iniziative organizzate dal Comitato suddetto. Fatto è che il teatrino costruito con la sodale, Serena Giacomin, presentatrice del format di Class Meteo, pur risultando ridicolo per chi conosce l'argomento "geoingegneria clandestina", è da ritenersi un'altra iniziativa pericolosa ad opera del regime che, in tutti i modi, cerca disperatamente di tranquillizzare i cittadini preoccupati. Un breve nostro contributo, con il quale abbiamo enucleato solo alcune delle facezie e falsità mandate in onda da Class Meteo e dal C.I.C.A.P., non è evidentemente piaciuto e così, in men che non si dica, il nostro video è stato rimosso dal portale You-Tube. Peraltro questo è il ventunesimo contenuto che attacca il C.I.C.A.P. ad essere stato oscurato. Ebbene, se questi figuri pensano di avere ragione, per quale motivo si adoperano affinché spariscano le prove che attestano il contrario?
The Memphis Belle case Il caso Memphis Belle (The Menphis Belle case) - The specialty of misinformation is often represented by this shot from the documentary entitled: "The Memphis Belle: a story of a flying fortress". The document dates back to 1944. At the 15th minute about is shown what, if we dont' pay attention, seems a series of condensation trails and indeed even in the film are defined as such...
Il progetto R.F.M.P. e le scie chimiche Il progetto R.F.M.P. e le scie chimiche - Sempre più spesso vengono segnalati elicotteri neri privi di contrassegni che evoluiscono sopra i centri abitati anche a quote relativamente basse. Gli elicotteri, dotati di strani congegni, sono osservati soprattutto dopo massicce irrorazioni chimiche. Molti si chiedono quali possano essere i motivi di questi voli, in aree in cui non erano mai stati avvistati elicotteri militari. Compiendo ricerche nell'ambito della... >> SEGUE >>
Radio lupo solitarioScie chimiche su Radio lupo solitario - Intervista a Rosario Marcianò
 Il giorno 1 febbraio 2011, Rosario Marcianò (Straker), Presidente del Comitato "Tanker enemy", ha rilasciato un'intervista sulle scie chimiche ai conduttori della trasmissione "Verso il 2012", Charly GuerreroSam Pizzuto, animatori di Radio Lupo Solitario nella trasmissione, che va in onda ogni mercoledì mattina dalle 9.30 alle 11.30, frequenza 90.700 Mhz in zona MI-VA-CO nonchè in streaming suhttp://www.radiolupo.it. Ascolta qui e scarica da qui la registrazione audio del contributo.
             
            Per ordinare i tuoi libri preferiti fai clic qui
Chemtrails T-Shirt:: Chemtrails T-SHIRT  ::Scarica il volantino di Tanker Enemy


Qui il kit per le T-Shirts "fai da te". Il file zip comprende anche la versione in italiano.
Here a kit fot your chemtrails T-Shirt (english and italian version).

To make your T-Shirt is easy. Click here.

               Scarica [ QUI ] e [ QUI ] e stampa i volantini di Tanker Enemy
             Ordina e redistribuisci il DVD divulgativo prodotto da Tanker Enemy           
GRATUITAMENTE DI GRATIS
Search Engine Optimization by OnTop SEO Company
Add blog to our blog directory






:::::  by Tanker Enemy -  Copyright © 2005-114 - Tutti i diritti riservati.  ::::: 

lunedì 14 aprile 2014

L'assunzione di zucchero e le malattie mentali un legame sorprendente.



L'assunzione di zucchero e le malattie mentali un legame sorprendente.
Nel Medioevo le anime inquiete venivano raramente imprigionate perché uscivano di senno. Questo genere di imprigionamento iniziò nel periodo dell’Illuminismo, dopo che lo zucchero passò dalla prescrizione farmaceutica alla produzione dolciaria. "La grande reclusione degli alienati", come la definisce uno storico, cominciò alla fine del 17mo secolo, dopo che il consumo di zucchero in Gran Bretagna nell’arco di 200 anni si era impennato da un pizzico o due in un barile di birra qua e là, a più di due milioni di libbre all’anno; in quel periodo i medici di Londra avevano iniziato ad osservare e registrare i segni ed i sintomi fisici terminali dello "sugar blues".
Quando, inizialmente, a Parigi fu fondato per decreto reale l’Ospedale Generale, vi era rinchiuso l’un per cento della popolazione cittadina. Da quel tempo fino al 20mo secolo, man mano che il consumo di zucchero saliva sempre di più (specie nelle città), altrettanto accadeva per il numero delle persone rinchiuse nell’Ospedale Generale.
Oggi i pionieri della psichiatria ortomolecolare, come il Dr. Abram Hoffer, il Dr. Allan Cott, il Dr. A. Cherkin, così come il Dr. Linus Pauling, hanno confermato che i disturbi emotivi possono rappresentare semplicemente il primo sintomo dell’ovvia incapacità dell’organismo umano di gestire lo stress della dipendenza da zucchero.
Il Dr. Pauling, in Orthomolecular Psychiatry, scrive: "Il funzionamento del cervello e del tessuto nervoso è dipendente in modo più sensibile dalla velocità delle reazioni chimiche di quello di altri organi e tessuti. Ritengo che la malattia mentale sia per la maggior parte dovuta a velocità di reazione anormali, in quanto determinate dalla costituzione genetica e dalla dieta, e da anormali concentrazioni molecolari di sostanze essenziali... La scelta dei cibi (e dei farmaci) in un mondo che sta passando attraverso un rapido cambiamento scientifico e tecnologico spesso é ben lungi dall’essere la migliore".

Il Dr. Abram Hoffer, in Megavitamin B3 Therapy for Schizophrenia, nota: "Ai pazienti viene inoltre consigliato di seguire un valido programma nutrizionale con l’esclusione di saccarosio e cibi ricchi di tale sostanza".
La ricerca clinica su bambini iperattivi e psicotici, così come su quelli con danni al cervello e con difficoltà di apprendimento, ha dimostrato:
"Una storia familiare di diabete elevata in modo anormale - vale a dire genitori e nonni che non riescono a gestire lo zucchero; un’incidenza insolitamente elevata di scarsità di glucosio del sangue, o ipoglicemia funzionale nei bambini stessi, la quale indica che i loro organismi non riescono a gestire lo zucchero; dipendenza da un elevato livello di zucchero nelle diete proprio di quei bambini che non riescono a gestirlo.
"Un’indagine relativa alla storia dietetica di quei pazienti diagnosticati come schizofrenici rivela che la dieta di loro scelta è ricca di dolciumi, caramelle, torte, caffè, bevande con caffeina e alimenti preparati con lo zucchero; tali alimenti, che stimolano le surrenali, dovrebbero essere eliminati o rigidamente limitati".

Negli anni ‘40 il Dr. John Tintera riscoprì la vitale importanza del sistema endocrino, in particolare delle ghiandole surrenali, relativamente alla "condizione mentale patologica" o "sbalzo cerebrale".
In 200 casi in cura per insufficienza corticosurrenale (la mancanza di adeguata produzione degli ormoni corticosurrenali o lo squilibrio fra essi) egli scoprì che i principali disturbi dei suoi pazienti erano spesso simili a quelli riscontrati in persone i cui organismi non erano in grado di gestire gli zuccheri: stanchezza, nervosismo, depressione, apprensione, voglia di dolci, incapacità di tollerare l’alcol, incapacità di concentrazione, allergie, bassa pressione sanguigna.... Sugar blues!

Il Dr. Tintera alla fine insistette affinché i suoi pazienti si sottoponessero ad un test di tolleranza al glucosio (GTT) della durata di quattro ore per scoprire se fossero in grado o meno di gestire lo zucchero. I risultati furono così allarmanti che i laboratori eseguirono un controllo incrociato della loro strumentazione e quindi si scusarono per quelle che ritenevano essere delle letture errate. Ciò che li confondeva erano le basse, piatte curve dei precoci adolescenti affetti da turbe psichiche. Questo procedimento di laboratorio in precedenza era stato utilizzato solo per pazienti con riscontri fisici che presupponevano il diabete.
La definizione di schizofrenia (la dementia praecox di Bleuler) di Dorland comprende la frase, "spesso individuata durante o subito dopo l’adolescenza" e inoltre, in riferimento all’ebefrenia e alla catatonia, "si presenta subito dopo l’inizio della pubertà".
Può sembrare che queste condizioni si presentino o si aggravino nel periodo puberale, ma indagando nel passato del paziente si troveranno di frequente indicazioni rivelatrici del fatto che tali condizioni erano presenti sin dalla nascita, nell’arco del primo anno di vita e di quelli prescolastici e della scuola elementare; ciascuno di questi periodi presenta il proprio caratteristico quadro clinico.
Un test di tolleranza al glucosio eseguito in uno di questi periodi potrebbe mettere in guardia genitori e medici e risparmiare innumerevoli ore e piccole fortune impiegate nel sondare la psiche del bambino e l’ambiente familiare alla ricerca di difficoltà di adattamento di discutibile importanza nello sviluppo emotivo del bambino medio.
Negativismo, iperattività e ostinato rancore nei confronti della disciplina sono indicazioni indiscutibili almeno per i test di laboratorio basilari: analisi delle urine e completo conteggio del sangue, determinazione PBI ed il test di cinque ore di tolleranza al glucosio.
Un GTT può essere eseguito su di un bambino piccolo tramite il micro-metodo senza indebiti traumi per il paziente. In verità ho sollecitato che questi quattro test fossero di routine per tutti i pazienti, anche prima di intraprendere un esame fisico o storico.
In quasi tutte le discussioni sulla tossicodipendenza, l’alcolismo e la schizofrenia, si sostiene che non c’è un tipo costituzionalmente definito che cade preda di queste disgrazie e si afferma quasi universalmente che tutti questi individui sono emotivamente immaturi.
Nostro scopo da lungo tempo è quello di persuadere ogni medico, sia egli orientato verso la psichiatria, la genetica o la fisiologia, a riconoscere che nella maggioranza di questi casi viene coinvolto uno specifico individuo endocrino: l’ipocorticosurrenale.
Tintera ha pubblicato svariati documenti medici. Egli ha ripetuto più e più volte che il miglioramento, il lenimento, l’attenuazione o la cura "dipendevano dal ristabilimento del normale funzionamento dell’intero organismo". Il suo primo articolo di prescrizione nella cura era la dieta ed egli ripeteva sino alla nausea che "l’importanza della dieta non potrà mai essere sottolineata abbastanza". Egli predispose un’intimazione permanente e radicale contro lo zucchero in tutte le sue forme e sembianze.
Mentre il portoghese Egas Moniz riceveva un premio nobel per l’ideazione della lobotomia come cura della schizofrenia, la ricompensa di Tintera fu il tormento e la persecuzione dei baroni della medicina organizzata; e mentre la radicale concezione di Tintera relativa allo zucchero come causa di quella che era chiamata "schizofrenia" poteva essere confinata ai giornali del settore, egli fu lasciato solo e ignorato; egli avrebbe potuto essere tollerato se fosse rimasto nel suo territorio assegnato, l’endocrinologia.
Anche quando egli suggerì che l’alcolismo era collegato alle ghiandole surrenali che erano state colpite dall’abuso di zucchero, non gli diedero retta; poiché i medicastri avevano deciso che per loro l’alcolismo non era nient’altro che una seccatura, erano ben contenti di lasciare la questione agli Alcolisti Anonimi.
Tuttavia quando Tintera, su una rivista a diffusione non specialistica, osò suggerire che "è ridicolo parlare di vari tipi di allergie quando ne esiste uno solo, cioè le ghiandole surrenali menomate...dallo zucchero", allora non poté più essere ignorato.
Gli esperti di allergie disponevano di un notevole racket per sé stessi; le belle anime dell’allergia si erano divertite a vicenda per anni con racconti assurdi di allergie esotiche - di tutto, dai crini di cavallo alle code di aragoste.
Ed ecco che arriva qualcuno a dire che niente di tutto ciò ha importanza: togliete loro lo zucchero e teneteli lontani da esso.
Forse la prematura morte di Tintera nel 1969, all’età di 57 anni, rese più facile alla professione medica accettare scoperte che un tempo erano sembrate tanto bizzarre quanto la semplice tesi medica orientale della genetica e della dieta, yin e yang.
Oggi i medici di tutto il mondo ripetono ciò che Tintera aveva preannunciato anni or sono: a nessuno, ma proprio a nessuno, dovrebbe essere mai permesso di iniziare quello che viene definito "trattamento psichiatrico" in alcun luogo senza e prima di essere stato sottoposto al test di tolleranza al glucosio per scoprire se è in grado di gestire lo zucchero.
La cosiddetta medicina preventiva si spinge oltre e suggerisce che poiché noi pensiamo soltanto di poter gestire lo zucchero perché inizialmente disponiamo di ghiandole surrenali forti, perché aspettare sino al momento in cui esse ci danno dei segnali e degli avvertimenti che sono esauste?
Liberatevi del fardello adesso eliminando lo zucchero in tutte le sue forme, iniziando dalla bibita zuccherata che tenete in mano.


Zucchero e malattie mentali: un legame sorprendente



Un noto psichiatra e ricercatore britannico, Malcolm Peet, ha condotto uno studio per analizzare il rapporto fra la dieta e le malattie mentali. Già una prima parte dello studio ha dato un esito sorprendente: pare vi sia un forte legame tra il consumo di zucchero e il rischio di depressione e schizofrenia .
In effetti, ci sono due potenziali meccanismi attraverso i quali l'assunzione di zucchero raffinato è in grado di esercitare un effetto tossico sulla salute mentale.
In primo luogo, lo zucchero sopprime di fatto l'attività di un ormone della crescita chiave nel cervello denominato BDNF , attivo nell'ippocampo e nella corteccia cerebrale, regioni chiave nei processi di apprendimento, memoria e pensiero; il BDNF promuove la differenziazione di nuovi neuroni e delle loro parti costituenti, cioè assoni, dendriti e sinapsi - ndt), . Questo ormone promuove la salute ed il buon funzionamento dei neuroni nel cervello e gioca un ruolo vitale nella funzione della memoria innescando la crescita di nuove connessioni tra i neuroni. I livelli di BDNF sono criticamente bassi sia in caso di depressione che di schizofrenia, il che spiega perché entrambe le sindromi spesso portano ad un danno nelle regioni cerebrali (in effetti la depressione cronica determina un danno cerebrale).
Ci sono anche prove svolte su animali in cui una bassa quantità di BDNF può innescare la depressione .
In secondo luogo, il consumo di zucchero innesca una cascata di reazioni chimiche nel corpo che promuovono l'infiammazione cronica. In determinate circostanze, come quando il corpo umano ha bisogno di guarire da una ferita, una minima quantità di infiammazione può essere una buona cosa, dato che può aumentare l'attività immunitaria e il flusso di sangue alla ferita. Ma nel lungo periodo, l'infiammazione è un grosso problema. Si interrompe il normale funzionamento del sistema immunitario e va in collisione con il cervello.

L'infiammazione è associata ad un aumentato rischio di malattie cardiache, diabete, artrite e persino alcune forme di cancro; è anche legato a un maggiore rischio di depressione e schizofrenia. E ancora, mangiare zucchero raffinato scatena l'infiammazione.

http://www.bipolari.it/Joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=605:zucchero-e-salute-mentale&catid=90:ipotesi&Itemid=197  (Visita la nostra pagina - ► Medic Bunker La Verità◄ - per ulteriori foto e notizie)

domenica 13 aprile 2014

L'alimentazione giusta per prevenire tumori e altre malattie



di Brigida Stagno

Perchè mangiare in modo scorretto quando tutte le evidenze scientifiche dimostrano ormai che una dieta equilibrata può evitare almeno un terzo della mortalità per cancro? Grazie alla presenza in alcuni alimenti degli antiossidanti, in grado di combattere i radicali liberi dell'ossigeno, le nostre scelte alimentari possono proteggerci dai tumori, ma anche da altre patologie tipiche della società del “benessere”, come diabete, ipertensione, Sindrome Metabolica e alcune malattie neurologiche degenerative. Fermo restando, va ribadito, che l'alimentazione deve essere associata a buone abitudini di vita ( come l'attività fisica costante) e all'astensione dal fumo.

La cosiddetta “chemioprevenzione alimentare”, a differenza della chemioprevenzione farmacologica, consiste proprio nel contrastare l’insorgenza, lo sviluppo e la recidiva dei tumori attraverso l'introduzione in tavola ogni giorno di sostanze naturali contenute negli alimenti, capaci di interrompere o fare regredire il processo di cancerogenesi. Come per la chemioprevenzione farmacologica (molto studiato, per esempio, è il ruolo dell’acido acetilsalicilico, la nota aspirina, nel cancro del colon retto), si tratta di una prospettiva applicabile a molti tumori, di cui sono note le cause e che hanno un lungo periodo di latenza tra l’inizio dell’esposizione alla sostanza nociva e l’insorgenza della malattia.

Uno dei bersagli ideali della chemioprevenzione è quindi proprio il cancro del colon retto, al secondo posto tra le cause di morte per tumore con 270.000 decessi l’anno, in quanto il processo di trasformazione tumorale delle cellule intestinale è lungo e reversibile. - Sostiene il professor Ercole De Masi, Primario dell’U.O. di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Ospedale San Carlo di Roma (telefono ambulatorio 06-39706235). - In futuro, la chemioprevenzione, soprattutto quella alimentare, rappresenterà la strategia principale contro le neoplasie in generale, in particolare quella intestinale, soprattutto nelle persone ad alto rischio: con familiarità per questo tumore, con pregressa neoplasia, con Poliposi Adenomatosa Familiare, una condizione ereditaria associata a un rischio elevato cancro del colon, o affette da Sindrome Metabolica.

Un'alimentazione ad alto contenuto di antiossidanti, quantificabile con il sistema ORAC (acronimo di Oxygen Radical Absorbance Capacity – capacità di assorbire i radicali dell’ossigeno), protegge perciò dal cancro, con risultati sempre più incoraggianti sul loro effetto chemiopreventivo: cinque porzioni al giorno tra frutta e verdura apportano circa 5000 unità ORAC (cento grammi di frutti di bosco ne apportano già 1500), una quantità raccomandata e sufficiente per proteggersi dai radicali liberi nocivi per il DNA cellulare. “ In pratica, - consiglia De Masi- ogni giorno e fin da piccoli bisognerebbe fare il pieno di cibi anti-cancro, ricchi di fibre e sostanze antiossidanti, come il betacarotene, la vitamina C, la vitamina E, i polifenoli, i minerali, quali il selenio, il rame e lo zinco, i flavonoidi e gli isoflavoni, sostanze simili agli estrogeni naturali. Per riuscirci, basta abbondare in frutta e verdura, olio extravergine di oliva (ricco di vitamina E, utile nella prevenzione del cancro del seno e del colon), pesce e legumi, ma anche pane, riso e pasta integrali (da limitare però se si è in sovrappeso).

Tra gli alimenti con potere antiossidante, non vanno trascurati i pomodori, ricchi di vitamina C e licopene, i broccoli, i cavoli, i cavolfiori, contenenti l’indolo-3-carbinolo, utile per prevenire il tumore del colon, della mammella, delle ovaie e della prostata”. Contengono isoflavoni i frutti di bosco (antocianine), i legumi e la soia, mentre te nero e verde sono ricchi di catechine, le carote, la barbabietola e le verdure giallo-arancione o verde scuro, di betacarotene. I cereali possiedono a loro volta vitamina E, l’uva (e quindi il vino) il resveratrolo, l’aglio gli allisolfuri e la quercetina.Dotati di attività anti-infiammatoria sono gli omega -3, in particolare l’acido eicosapentaenoico, che ha mostrato proprietà antitumorali in sperimentazioni sull'animale, ma suggerite anche nelle persone con poliposi adenomatosa familiare.

Da non trascurare poi il ruolo delle fibre e della flora batterica intestinale: le prime (contenute nei cereali integrali, oltre che in frutta e verdura), consumate con regolarità, abbattono il rischio di tumore del colon retto del 30-40 per cento, mentre i probiotici (batteri vivi contenuti soprattutto nello yogurt) impediscono la crescita massiva di agenti patogeni, riducendo l'infiammazione e l'eventuale produzione di sostanze cancerogene. Vanno invece evitati gli alimenti ricchi di calorie, i grassi animali, la carne rossa, gli alimenti raffinati e poveri di fibre, le bevande zuccherate e quelle superalcoliche, il sale, così come alcuni metodi di cottura e di conservazione: l'affumicatura, la conservazione sotto sale, la cottura ad alte temperature e a fuoco vivo con carbonizzazione (alla brace), possono formare metaboliti cancerogeni. (Visita la nostra pagina - ► Medic Bunker La Verità◄ - per ulteriori foto e notizie)

SCIE CHIMICHE MILITARI & ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE ASSOLDATE


Vico del Gargano (estate 2013): aerosolterapia bellica - foto N. Ruggieri



di Gianni Lannes



Che silenzio assordante di verdastri e arancioni. I cosiddetti professionisti dell'ecologia in tutte le salse, al pari per altri versi dei sedicenti professionisti dell'antimafia italiota, tacciono visibilmente imbarazzati sul grave di stato di inquinamento militare mai realizzato al mondo, ben più grave di quello industriale, ed assolutamente ignorato. Ci sarà pure una ragione di tanto disinteresse.



 Vico del Gargano (estate 2013): aerosolterapia bellica - foto N. Ruggieri


In Italia e nel mondo per le maggiori associazioni "ambientaliste", tipo Legambiente, WWF e Greenpeace, le sperimentazioni belliche in ambito ecologico, in particolare di Governo degli Stati Uniti d'America, sono invisibili. Infatti, continuano a mentire spudoratamente anche sulle cause reali del buco d'ozono. 

Affidabilità e credibilità? In particolare WWF Italia e Legambiente sono state finanziate dall'Eni. Non a caso Grazia Francescato già presidente nazionale del WWF Italia, a Tricase, qualche tempo fa, in qualità di assessore ha approvato un deleterio progetto per un mega impianto industriale di turbine eoliche nel canale d'Otranto, nel bel mezzo della rotta dell'avifauna minacciata di estinzione dall'avidità umana. E prima ancora, a metà degli anni '90 la stessa Francescato allora a capo del panda italiota, aveva pubblicamente espresso il suo parere positivo alla realizzazione di una devastante superstrada nel Gargano (parco nazionale).


Vico del Gargano (estate 2013): aerosolterapia bellica - foto N. Ruggieri


Tutto torna. In questa materia gli "ecologisti" della domenica non fiatano, e si capisce. Greenpeace International è sul libro paga di David Rockefeller, il miliardario "illuminato" propugnatore del nuovo ordine mondiale, mentre i padri fondatori del panda sono a capo addirittura dell'organizzazione criminale Bilderberg Group, frequentata assiduamente dall'attuale primo ministro pro tempore Letta Enrico. Quanto al cigno verde, meglio stendere un velo pietoso: è in affari con Sorgenia del clan de Benedetti: Carlo De Benedetti è un membro attivo del Bilderberg.

Il problema non è la base in buona fede, ma gli inquietanti vertici. Allora, massima attenzione prima di appoggiare organismi così eterodiretti a caccia di consenso facile da manipolare a piacimento. Link: 

13.4.14 SCIE CHIMICHE SUI CENTRI ABITATI: RICHIESTA DI INFORMAZIONI AD ENAC ED ENAV PRIMA DELLA DENUNCIA PER TENTATA STRAGE


SCIE CHIMICHE SUI CENTRI ABITATI: RICHIESTA DI INFORMAZIONI AD ENAC ED ENAV PRIMA DELLA DENUNCIA PER TENTATA STRAGE








di GILAN


Si chiama legittima difesa, conosciuta dagli albori dell'umanità, ed è sancita dal diritto nazionale e internazionale. Dopo 12 anni di aggressione militare indiscriminata alla salute del popolo italiano, conseguente alla firma di un accordo sulla sperimentazione climatica dei governi Berlusconi (Italia) eBush (United States of America) - decolla l'offensiva per difendere concretamente il diritto alla vita sana, ad un habitat non inquinato da sperimentazioni belliche segrete della NATO, in violazione della sovranità territoriale e dello spazio aereo d'Italia. Non siamo cavie telecomandate o eterodirette. Abbiamo il dovere morale di proteggere i bambini e le future generazioni, nonché preservare la nostra patria. Si tratta di una priorità assoluta che deve spazzare via questa omertà e complicità dei vertici dello Stato tricolore.

Italia: 18 dicembre 2013


ITALIA: AERONAUTICA MILITARE ITALIANA
Sigonella (United States of America): in questa base sono depositati ordigni nucleari

Allora, tema del giorno: il sorvolo quotidiano a bassa quota - 1.500-2.000 metri di altitudine - di numerosissimi aeromobili senza livrea identificativa che stazionanop in aeroporti sul suolo nazionale ma sotto lo status NATO, con rilascio di gas, ovvero irrorazione e nebulizzazione di sostanze tossiche quali alluminio, bario, manganese, stronzio, contenuti in polimeri artificiali, previo rilascio nell’aria, e dunque copiosa ricaduta al suolo. Tali velivoli, visibili ad occhio nudo si spostano al di sotto e al di fuori di note aerovie civili. L'irrorazione chimica del cielo è accompagnata da potenti irradiazioni elettromagnetiche. Si precisa onde evitare spiacevoli malintesi che le scie di condensa secondo la scienza (in particolare, la fisica) si formano ad altitudini superiori agli 8 mila metri di quota e con determinate condizioni metereologiche.

In virtù degli articoli 9 e 32 della Costituzione repubblicana, e ai sensi del Decreto legislativo 16 gennaio 2008, numero 4, in attuazione della Convenzione europea di Aarhus, ratificata dall’Italia con la legge 16 marzo 2001, numero 108, nonché in relazione del Decreto legislativo 19 agosto 2005, numero 195, - “chiunque senza essere tenuto a dimostrare la sussistenza di un interesse giuridicamente rilevante, può accedere alle informazioni relative allo stato delle relative allo stato dell’ambiente e del paesaggio nel territorio nazionale” -

si chiede ai responsabili legali di Enac, Enav, in ragione di un evidente pericolo per l’incolumità e la salute pubblica, di voler fornire approfondite e veritiere e informazioni sullo stato dell’arte, entro 30 giorni dal ricevimento della presente istanza. Si avverte che in caso di eventuale inadempienza si predetti funzionari dello Stato saranno denunciati all’Autorità Giudiziaria per tutti quei reati penali che la magistratura in ogni ordine e grado potrà ravvisare, compresa la tentata strage. Infatti, l’articolo 3-Ter (Principio dell’azione ambientale) ha stabilito inequivocabilmente: “1. La tutela dell’ambiente e degli ecosistemi naturali e del patrimonio culturale deve essere garantita da tutti gli enti pubblici e privati e dalle persone fisiche e giuridiche pubbliche o private, mediante una adeguata azione che sia informata ai principi della precauzione, dell’azione preventiva, della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all’ambiente, nonché al principio “chi inquina paga” che, ai sensi dell’articolo 174, comma 2, del Trattato delle unioni, europee (Legge 1203/1957: ratifica ed esecuzione dei seguenti Accordi Internazionali firmati a Roma il 25 marzo 1957, tra cui Trattato che istituisce la Comunità economica europea…). Si sottopongono, infine, all'esame delle SS.LL. i seguenti filmati girati nei cieli d'Italia, precipuamente sui centri abitati, in attesa di una doverosa spiegazione e degli urgenti provvedimenti cautelativi.



Invito chiunque abbia realmente a cuore la salute delle persone e della natura, ad inoltrare la predetta richiesta ai suddetti enti che dipendono dallo Stato italiano. Invito inoltre, i parlamentari italiani (deputati e senatori) liberi e indipendenti ad operare realmente in questa battaglia per la vita. Invito infine i gstori di siti web di controinformaizone a coordinare un'azione collettiva di denuncia del fenomeno. Ecco l’indirizzo di posta elettronica del presidente dell’Enac, Vito Riggio e i suoi recapiti telefonici di lavoro:


A questo sito - aip@enav.it – si può richiedere il documento "AIP Italia" e  quelle parti del cosidetto "Integrated Aeronautical Information Package" prodotti dal Servizio Informazioni Aeronautiche (AIS) - ENAV in accordo con la normativa nazionale e internazionale applicabile. In particolare è possibile consultare: Documento "AIP Italia" in vigore; Varianti AIP (AIP Amendments) degli ultimi 4 mesi; Varianti AIP a ciclo AIRAC (AIRACAmendments) degli ultimi 4 mesi; Supplementi AIP (AIP Supplements) in vigore e/o pubblicati recentemente; Circolari Aeronautiche (AIC) in vigore; Sommario NOTAM; (normalmente disponibili lo stesso giorno della data di pubblicazione ufficiale).

Infine, qualche delucidazione così non vi fate prendere in giro dagli esperti di turno. Come per le autostrade, le aerovie e gli spazi aerei sono riportati su mappe in scala: le carte aeronautiche. L'aerovia (in lingua inglese airwayabbreviato in AWY) è un corridoio aereo posizionato all'interno di un'area di controllo o comunque facente parte di essa, identificato da rilevamenti forniti da apposite radioassistenze che consentono agli aeromobili di volare secondo le regole del volo strumentale lungo percorsi predefiniti e controllati.


L'aerovia è un tipo particolare di rotta ATS. La quota inferiore di un aerovia, o di alcuni segmenti di essa, è studiata in funzione degli ostacoli orografici presenti al di sotto, degli spazi aerei circostanti e di eventuali limitazioni tecniche. Questa quota prende il nome, a seconda del regolaggio altimetrico previsto per il tratto di rotta, di Minimum Enroute Altitude (MEA) o di Minimum Enroute Level (MEL). Essa non può essere inferiore ai 700 ft(piedi) e comunque sufficientemente alta per consentire, al di sotto, il volo di traffico non controllato che opera secondo le regole del volo a vista. La larghezza dell'aerovia lungo i vari tratti è studiata per garantire la necessaria area di protezione agli aeromobili che volano lungo la rotta. Lungo l'aerovia sono posizionati alcuni punti significativi (fix) in prossimità dei quali può avvenire: l'applicazione di specifiche procedure di controllo; il passaggio da una minima quota di sicurezza ad un'altra. Tali punti sono comunemente chiamati punti di riporto poiché il loro sorvolo deve essere comunicato (riportato) al competente Ente di controllo del traffico aereo. I punti significativi sono posizionati:  in corrispondenza di una radioassistenza; ad una specifica distanza da una radioassistenza; all' intersezione di due o più specifiche radiali di differenti radioassistenze; in corrispondenza di definite coordinate geografiche (il fix prende il nome di way-point).




All'interno delle aerovie è fornito il servizio di controllo del traffico aereo, solitamente erogato da un centro di controllo d'area che provvede anche all'applicazione delle procedure di separazione ATC tra gli aeromobili; in determinati casi la responsabilità di erogare tale servizio può essere assegnata a un centro di controllo di avvicinamento.
Nel caso in cui traffico aereo operativo, cioè condotto secondo regole diverse da quelle standard fissate dell'ICAO, debba interessare le aerovie o volare all'interno di esse, questo viene gestito direttamente da appositi Enti militari oppure controllato dagli stessi Enti civili aventi giurisdizione sulle aerovie interessate. Le procedure applicate in tale caso differiscono a seconda degli Stati di giurisdizione e comunque presuppongono uno stretto coordinamento tra i diversi Enti civili e militari interessati.

Per quanto riguarda la classificazione dello spazio aereo le aerovie, alcuni tratti o alcune loro fasce di livelli, possono essere classificate "A", "B", "C", "D" o "E" a seconda di quanto stabilito dal competente organismo tecnico nazionalmente competente per le singole aerovie. Ad esempio in Italia[9] le aerovie, quando scorrono all'interno di un'aerea di controllo o quando sono geograficamente ubicate all'interno di una zona di controllo, ne assumono la classificazione mentre in tutti gli altri casi: dal MEL al livello di volo 115 sono classificate "E"; dal livello di volo 115 al livello di volo 195 sono classificate "D"; dal livello di volo 195 al livello di volo 460 sono classificate "C". Secondo le convenzioni ICAO, ogni aerovia è identificata da un codice definito come segue: un prefisso costituito dalla lettera "U" per aerovie poste negli spazi aerei superiori, "K" per le rotte ad uso esclusivo degli elicotteri e "S" per le rotte dedicate alle attività supersoniche; una lettera scelta tra "A" "B" "G" "R" "L" "M" "N" "P" "H" "J" "V" "W" "Q" "T" "Y" "Z"; un numero scelto tra 1 e 999.

Le aerovie, così come tutte le rotte ATS, sono progettate secondo standard ben definiti dall'ICAO  tenendo in debita considerazione le esigenze dell'utenza. L'appropriata autorità nazionale provvede a: stabilire una rete principale di aerovie per incanalare i maggiori flussi di traffico; predisporre una rete secondaria di aerovie per consentire al traffico proveniente da varie località di incanalarsi nella rete principale; predisporre una rete supplementare di aerovie per alleggerire il traffico della rete principale: approntare una serie di rotte per agevolare determinate specifiche categorie di traffico (es. elicotteri, traffico militare, voli locali).

 La classificazione dello spazio aereo sopra ogni nazione prevede la sua suddivisione in spazi aerei più piccoli, individuati dei limiti sia territoriali sia altimetrici. In Italia si distinguono tre grandi FIR (Flight Information Regions), cioè Milano, Roma e Brindisi. Per ogni FIR è presente almeno un centro di controllo d'area (ACC). In Italia ogni FIR ne possiede uno, con l'eccezione della FIR di Milano, suddivisa fra Milano ACC (parte ovest) e Padova ACC (parte est). Lo spazio aereo verticale è poi suddiviso in spazio inferiore, fino al livello di volo 195 (19.500 ft = 5940m), e spazio aereo superiore, dal livello 200 (20.000 ft = 6000m) in su. Inoltre sopra ogni aeroporto vi sono due o tre spazi concentrici per proteggere il traffico in zona: il più piccolo è detto ATZ, che è contenuto nel CTR, e talvolta alla confluenza di più grandi aeroporti c'è la TMA. Alcune aerovie sono anche spazi aerei. A questi vanno aggiunti spazi causati da esigenze particolari, come zone pericolose. Ognuno di questi spazi è caratterizzato da regole ben determinate. Per non dover descrivere ogni spazio singolarmente, ad ognuno viene assegnata una lettera dalla A alla G, che determina le regole vigenti in quello spazio. Anche l'Italia ha adottato la classificazione dello spazio aereo secondo gli standard ICAO. Sono previste sette classi di spazio aereo; ogni classe prevede la fornitura di specifici Servizi del traffico aereo. Le classi sono nominate: A - B - C - D - E - F – G. L'Italia ha recepito tutte le classi previste dagli standard, ma nessuna porzione di spazio aereo italiano è stata finora classificata come B, e una sola rotta, per di più breve, è stata in passato classificata F. Lo spazio A è quello in cui vigono regole e controlli più severi, quello G è il più libero. Nella terminologia aeronautica vengono definiti "spazi aerei controllati" quegli spazi aerei entro cui è fornito il Servizio di controllo del traffico aereo, cioè gli spazi A, B, C, D, E,  e "spazi aerei non controllati" quelli entro cui è non fornito, cioè F e G.

A dispetto del termine quindi, spazio aereo "non controllato" non indica una fetta di cielo abbandonata e senza regole, bensì uno spazio aereo entro cui sono forniti sempre il Servizio informazioni volo e - con alcune eccezioni - il Servizio di allarme, più eventualmente il Servizio consultivo del traffico aereo.

Ergo: sono spazi aerei controllati quelli classificati come A, B, C, D o E, mentre sono spazi aerei non controllati quelli classificati come F o G.

Spazio aereo di classe A: settore controllato; volo secondo le Regole del volo strumentale (IFR - Instrumental Flight Rules): Consentito; volo secondo le Regole del volo a vista (VFR - Visual Flight Rules): Non consentito; separazione ATC: Applicata tra tutti gli aeromobili; servizi forniti: Servizio di controllo del traffico aereo, Servizio informazioni volo e Servizio di allarme; condizioni minime di visibilità e distanza dalle nubi: Applicate in accordo alla classe di spazio aereo; contatto radio: Obbligatorio; autorizzazione all'ingresso: necessaria; transponder: Obbligatorio, attivo in modalità A e C.
Spazio aereo di classe B: settore aereo controllato; volo IFR: Consentito; volo VFR: Consentito; separazione: Applicata tra tutti gli aeromobili. Servizi forniti: Servizio di controllo del traffico aereo, Servizio informazioni volo e Servizio di allarme. Condizioni minime di visibilità e distanza dalle nubi: Applicate in accordo alla classe di spazio aereo. Limite di velocità: Non previsto Contatto radio: Obbligatorio. Autorizzazione all'ingresso: Necessaria. Transponder: Attivo in modalità A e C.
Spazio aereo di classe C: presente nell'ATZ e CTR di alcuni aeroporti di media importanza, in alcune TMA e in altre aree. Spazio aereo controllato. Volo IFR: Consentito. Volo VFR: Consentito. Separazione: Applicata tra tutti i voli IFR e tra i voli IFR e i voli VFR. Informazione di traffico e Suggerimento per evitare collisioni (su richiesta del pilota) fornite tra voli VFR. Servizi forniti: Servizio di controllo del traffico aereo, Servizio informazioni volo e Servizio di allarme. Condizioni minime di visibilità e distanza dalle nubi: Applicate in accordo alla classe di spazio aereo. Limite di velocità: 250 Kias al di sotto di FL100 Contatto radio: Obbligatorio. Autorizzazione all'ingresso: Necessaria. Transponder: Attivo in modalità A e C.
Spazio aereo di classe D: presente in tutte le aerovie sopra il livello di volo 115 e nei CTR di alcuni aeroporti. Spazio aereo controllato. Volo IFR: Consentito. Volo VFR: Consentito.Separazione: Applicata tra tutti i volo IFR. Informazione di traffico e Suggerimento per evitamento collisioni (su richiesta del pilota) fornite tra i voli IFR e i voli VFR. Servizi forniti: Servizio di controllo del traffico aereo, Servizio informazioni volo e Servizio di allarme.Condizioni minime di visibilità e distanza dalle nubi: Applicate in accordo alla classe di spazio aereo. Limite di velocità: 250 nodi di velocità indicata sotto Livello di volo 100. Contatto radio: Obbligatorio. Autorizzazione all'ingresso: Necessaria. Transponder: Attivo in modalità A e C.
Spazio aereo di classe E: presente in tutte le aerovie sotto il livello di volo 115; spazio aereo controllato limitatamente ai voli IFR; volo IFR: Consentito; volo VFR: Consentito; separazione: Applicata tra tutti i volo IFR; Servizi forniti: servizio di controllo del traffico aereo, servizio informazioni volo e servizio di allarme; condizioni minime di visibilità e distanza dalle nubi: Applicate in accordo alla classe di spazio aereo; limite di velocità: 250 nodi di velocità indicata sotto Livello di volo 100; contatto radio: Obbligatorio per i voli IFR, non obbligatorio per i voli VFR; autorizzazione all'ingresso: necessaria per i voli IFR, non necessaria per i voli VFR; transponder: Attivo in modalità A e C.
Spazio aereo di classe F: presente in passato in una breve rotta a servizio consultivo in tutta l'Italiaspazio aereo non controllato; volo IFR: Consentito; volo VFR: consentito; separazione: Applicata tra tutti i volo IFR per quanto possibile; servizi forniti: Servizio consultivo del traffico aereo, Servizio informazioni volo e Servizio di allarme; condizioni minime di visibilità e distanza dalle nubi: Applicate in accordo alla classe di spazio aereo; limite di velocità: 250 nodi di velocità indicata sotto Livello di volo 100; contatto radio: obbligatorio per i voli IFR, non obbligatorio per i voli VFR; autorizzazione all'ingresso: non necessaria; transponder: Attivo in modalità A e C.
Spazio aereo di classe G: presente in tutti gli spazi aerei poco trafficati, come sulle zone montuose o poco abitate, sugli aeroporti minori e ovunque sopra il livello di volo 460 (46.000 ft = 14.000m)spazio aereo non controllato. Volo IFR: Consentito. Volo VFR: Consentito. Separazione: Non applicata. Servizi forniti: Servizio informazioni volo e Servizio di allarme.Condizioni minime di visibilità e distanza dalle nubi: Applicate in accordo alla classe di spazio aereo. Limite di velocità: 250 nodi di velocità indicata sotto Livello di volo 100. Contatto radio: Obbligatorio per i voli IFR, non obbligatorio per i voli VFR. Autorizzazione all'ingresso: Non necessaria. Transponder: Attivo in modalità A e C.


a b Doc. 8168 OPS/611 - Aircraft Operations - Volume II, ICAO, V Edizione 2006, Emendamento n.4;

a b Doc. 4444 ATM/501 - Air Traffic Management, ICAO, XV Edizione 2007, Emendamento n.3, Capitolo 4, voli militari;
Doc. 9426 AN/924 - Air Traffic Services planning manual, ICAO, I Edizione 1984, Emendamento n.4, Capitolo 2;

Aeronautical Information Pubblication AIP Italia ENR 1.4-5;
  
Annex 11 - Air Traffic Services, ICAO, XIII Edizione 2001, Emendamento n.47-B Appendice 1 Paragrafo 2.