giovedì 29 dicembre 2016

Come nasce un terremoto. Nikola Tesla ci spiega come

“L’uomo può riuscire a dividere in due i continenti, 
senza esplosioni o guerre”.
Nikola Tesla
È quello che disse Nikola Tesla, elaborando la teoria dellla “telegeodinamica” dopo aver scoperto le onde terrestri stazionarie.
Nel 1896, infatti, Tesla accidentalmente provocò un terremoto nella Città di New York usando un piccolo oscillatore meccanico, dal suo laboratorio di Houston Street.
Quando l’oscillatore ricevette il segnale di ritorno di un sisma longitudinale o un’onda di energia sonora, aggiunse nuova forza al ritorno, e dopo alcuni minuti questa onda era cresciuta ad livello tale che le forze oscillatorie crearono dei piccoli terremoti locali.
In quell’occasione il più grande scienziato al mondo dichiarò:
“Stavo sperimentando con le vibrazioni. 
Avevo con me una delle mie macchine e volevo vedere 
se riuscivo a farla sintonizzare con le vibrazioni della materia 
del palazzo in cui mi trovavo. 
Ho aumentato la potenza dell’oscillatore tacca per tacca. 
Ci fu un suono peculiare ad un certo punto, così chiesi ai miei collaboratori la provenienza di quel suono, ma non sapevano. 
Ho aumentato di un paio di tacche ancora la potenza della mia macchina. Ci fu uno scricchiolio più forte, a quel punto sapevo che mi stavo avvicinando alla vibrazione dell’acciaio 
utilizzato per la costruzione del palazzo. 
Spinsi la macchina ancora un pò’ più in alto. 
Improvvisamente tutti i macchinari pesanti che si trovavano 
nelle vicinanze hanno iniziato a muoversi pericolosamente. 
Ho afferrato un martello e ho rotto la macchina. 
L’edificio sarebbe crollato sulle nostre teste in un paio di minuti. 
Fuori, in strada c’era un pandemonio. 
La polizia e le ambulanze sono arrivate.arrivarono di tutta corsa. Abbiamo detto alla polizia che dev’essere stato un terremoto… “
La Terra poteva essere dunque usata come un conduttore che risponde avibrazioni elettriche, e questa scoperta può essere applicata nello studio della prevenzione dei terremoti e maremoti, o per provocarli e dunque come un’arma catastrofica.
«La guerra ambientale è già in atto. 
Il sistema per provocare terremoti e tsunami 
non è una novità per la ricerca militare»
Generale Fabio Mini
Infatti nel 2002 il Segretario americano alla difesa ammise che esistono tecnologie per alterare il clima e scatenare terremoti e eruzioni vulcaniche utilizzando delle onde elettromagnetiche.
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Il messaggio che volle dare era chiaro, ossia che i mezzi tecnologici per far questoesistonoe si servono dell’energia nucleare, mediante la quale poter creare la sufficiente energia per l’onda d’urto.

Foto: (Il cielo visto dal satellite il 23 agosto 2016, poche ore prima del terremoto di Amatrice)
Un colpo ben assestato ad una regione terrestre geologicamente predisposta, può generare un cataclisma. I terremoti sono legati allo scivolamento delleplacche tettoniche che di trovano lungo faglie, per cui un’onda di energia che colpisce strati profondi del suolo, potrebbe sortire lo stesso effetto, creando, come fece un secolo fa Tesla, dei terremoti artificiali.
“Violentano il pianeta Terra nell’indifferenza generale. 
Un’arma elettromagnetica a stelle e strisce (U.S.A)- tecnologicamente obsoleta rispetto ai sistemi di dominio e morte già inventati – capace comunque di scuotere la crosta terrestre 
in punti vulnerabili ed alterare a piacimento il clima.”
Ex giornalista Rai Gianni Lannes
Sono stati costruiti a tal fine negli anni settanta degli enormi generatori a compressione di flusso, cd. “Pamir”, che potevano essere installati su un grosso camion.
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Questo sistema “permetteva di trasmettere delle forti correnti elettriche nel suolo“, e ufficialmente è stato presentato come un sistema di analisi, su grandi distanze ed a grande profondità, della conduttività elettrica del suolo. Considerando che una variazione di questa conduttività segnala l’imminenza di un terremoto, poteva essere un valido strumento per poterli provocare i terremoti. (Foto: Il cielo attraversato da onde elettromagnetiche in Veneto, il giorno dopo si avvertirono scosse di terremoto ovunque, per fortuna di lieve entità.)
I Pamir permettono di trasportare delle onde elettromagnetiche a grande profondità; viene azionato al suo centro un esplosivo chimico che interagisce con un potente solenoide ad alto potenziale magnetico. L’energia sprigionata dall’esplosione di partenza alimenta il generatore Pamir. Alcuni militare-geofisici possono così localizzare nel mondo, nei territori potenzialmente “ostili” o indisciplinati, delle “regioni sensibili” in cui un intervento mirato olosa potrebbe scatenare un sisma devastatore. (Foto: geometrie “innaturali”)
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Per scatenare il sisma basta allora modificare per riscaldamento la natura delcampo magnetico nel punto trattiene la faglia e ne impedisce lo scivolamento.È composto da quattro elementi identici, cd. Camere di combustione, affiancati per formare una batteria, da dei dispositivi circolari, che sono dei solenoidi, e da quattro razzi a combustibile solido, che formano il cd. “generatore di plasma.” (Foto: apparecchi militari)
In meno di cinque secondi si raggiungono temperature di combustione elevatissime, superiori ai 3000°-3900°, e le camere di combustione lanciano un flusso non visibile direttamente nell’atmosfera.
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I solenoidi sono dei veri e propri generatori elettrici, hanno delle resistenze circolari che prendono l’energia creata dall’esplosione, e producono un campo magnetico.
Vengono scavati , con sistemi di trivellamento installati sugli stessi camion, dei pozzi verticali sulle cui pareti vengono applicate dei cavi in ferro che faranno da elettrodi per scaricare la tensione elettrica.
La scarica viene trasmessa su una falda orizzontale in corrispondenza di uno strato di acqua. Il passaggio della corrente vaporizza l’acqua e produce un effetto di sollevamento dello strato, che va a sbloccare le placche unite da una fessura verticale.
Lo scivolamento delle placche 
può allora propagarsi su grandi distanze, 
con un’onda di taglio, e scatenare un sisma.
Lo stesso sistema viene utilizzato per smuovere il fondale marino, considerando che i razzi utilizzati a propellente solido funzionano molto bene nell’acqua e sotto pressione. Viene portata ad ebollizione l’acqua di un bacino acquifero, situato o sotto la superficie terrestre, o sotto il fondale oceanico, azionando un effetto “cric” , per poi far detonare al di sotto della faglia un ordigno nucleare.
Tali interventi sono molti ricorrenti nei pressi delle piattaforme petrolifere off shore o delel zone costiere, e vanno a creare una nuova forma di guerra in cui per indebolire un avversario vengono ricreati dei “fenomeni naturali” .
Infine, bersaglio di queste operazioni sono anche i vulcani attivi, che hanno un meccanismo interno analogo a quello di una geiser: raggiunta una temperatura soglia tale da innalzare la pressione, avviene l’esplosione e la colata di magma. Le microondeinviate su basse frequenze, capaci di portare dell’energia termica a grande profondità, scaldare il magma e di rendere il sistema instabile, se è vicino al suo punto critico.
Gravi tragedie hanno colpito l’umanità, eventi naturali che si traducono in catastrofe soprattutto perchè spesso i più colpiti sono i paesi in via di sviluppo, o i poveri della Terra: tsumani, terremoto in Iran, eruzioni inquietanto, potremmo nascondare qualcosa, ben più terribile del cambiamento climatico e dell’influsso della luna.
Tratto da Il Nuovo Mondo

Come nasce il signoraggio bancario, gli interessi e cosa fare


Ictus: conosciamolo meglio


In questo post analizziamo gli aspetti principali della patologia per conoscerla meglio e imparare a prevenire l’ictus.

Cosa è l’ictus?

Infarto cerebrale, stroke o colpo apoplettico: comunque lo si chiami, l’ictus è la perdita – o il rallentamento – delle normali funzioni cerebrali a causa dell’improvvisa interruzione di apporto di sangue al cervello. Il mancato nutrimento del cervello, anche solo per pochi secondi, può compromettere funzionalità importanti fino a provocare disabilità gravi: intervenire subito e nel minor tempo possibile è il solo modo per limitare i danni.
L’ictus si può manifestare in tutta la popolazione, ma la maggiore percentuale si riscontra tra gli anziani e gli uomini.

Sintomi dell’ictus

Le prime avvisaglie di ictus variano in base alla gravità, alla zona del cervello colpita e alle cause, ma i sintomi generali che si possono riconoscere sono: formicolio al braccio, difficoltà a parlare o a compiere determinati gesti, alterazione della vista, capogiri, perdita di equilibrio.

Cause dell’ictus

L’ictus è provocato dalla mancanza di sangue diretto al cervello, e a sua volta questa condizione può essere determinata da un’embolia, una trombosi o un’emorragia cerebrale che, sebbene rara, è la più pericolosa perché mortale. Queste tre patologie sono accumunate dalla formazione di un impedimento che ostacola il flusso sanguigno verso il cervello: con la trombosi c’è un coagulo di sangue, con l’embolia si ha il distaccamento di un frammento dell’arteria in cui il coagulo si è formato, e con l’emorragia c’è la completa rottura di una parte arteriosa.

Tipi di Ictus

In base alle cause scatenanti, si distinguono tre forme di ictus:
  • Ictus ischemico: si suddivide in ictus trombotico se è provocato da una trombosi, e ictus embolico se è dovuto a un’embolia;
  • Ictus emorragico: si suddivide in ictus emorragico intracerebrale, quando la rottura del vaso sanguigno avviene dentro il cervello, e ictus emorragico subaracnoideo se si rompe un vaso arterioso situato sulla superficie tra il cervello e il cranio;
  • Attacco ischemico transitorio: è una forma di ictus particolare perché tutti i sintomi fanno pensare a un ictus ischemico ma, a differenza di quest’ultimo, sono passeggeri e non permanenti.

Fattori di rischio ictus

I fattori di rischio di un ictus sono numerosi, e si possono dividere in due gruppi: modificabili e non modificabili.
Fattori di rischio ictus modificabili:
  • Ipertensione arteriosa cronica;
  • Fumo e fumo passivo;
  • Colesterolo alto;
  • Diabete;
  • Obesità e sovrappeso;
  • Sedentarietà;
  • Malattie cardiovascolari;
  • Pillola anticoncezionale e ormonoterapia;
  • Abuso di droghe e alcol.
 
Fattori di rischio ictus non modificabili:
  • Età superiore ai 55-60 anni;
  • Sesso: colpisce più gli uomini che le donne;
  • Razza: africani, asiatici e caraibici sono i più predisposti;
  • Familiarità con l’ictus;
  • Attacco di cuore.

Prevenire l’ictus

Se è vero che non si può avere alcun controllo sui fattori di rischio non modificabili, è altrettanto vero che lo si può avere su quelli modificabili: l’ictus si previene con comportamenti virtuosi e l’adozione di terapie mediche. Per esempio, il pericolo di ipertensione cronica si allontana con una dieta povera di sodio, un allenamento costante ed eventualmente con l’uso di farmaci ipotensivi prescritti dal proprio medico.

Ictus: i sintomi da non sottovalutare


    “Ictus“: una parola tanto temuta, almeno quanto “infarto“. Si verifica l’ictus quando un vaso arterioso cerebrale o viene ostruito o si rompe dando vita ad un’emorragia. Il blackout genera lesioni e danni gravissimi a livello sensitivo o motorio, dal momento che il sangue non riesce più a veicolare l’ossigeno nelle zone interessate. Anche se non sempre si annuncia, l’ictus può essere preceduto da particolari avvisaglie che dovrebbero metterci in guardia sul pericolo che corriamo. Secondo un rapporto della Heart and Stroke Foundation of Canada, risalente al 2011, l’ignoranza sull’ictus è ancora molto elevata, soprattutto nella popolazione femminile, “nonostante in Canada si verifichi un episodio di questo tipo, ogni 10 minuti“, dice l’istituto.
    L’ICTUS 
    L’ictus può essere emorragico (quando si verifica una vera e propria rottura dell’arteria cerebrale) ed ischemico (dovuto all’ostruzione dell’arteria, a causa di un embolo o di un deposito di placca). Quali sono i fattori di rischio? In genere, la pressione alta o l’ipercolesterolemia predispongono maggiormente al rischio di ictus, così come il diabete e l’utilizzo di pillole anticoncezionali. Anche chi soffre di problemi di coagulazione, ad esempio, rischia di sviluppare l’ ictus. Le donne che hanno avuto un aborto spontaneo hanno maggiori probabilità di soffrire di coaguli di sangue, così come quelle che soffrono di grvai forme di trombosi venosa. Lo stesso discorso vale per le persone che soffrono di livedo reticolare, una patologia caratterizzata dalla comparsa di chiazze cianotiche o rosse sulla pelle. Avete mai sentito parlare di emicrania con aura? Si tratta della condizione (fatta di disturbi visivi, visioni luminose nel proprio campo visivo) che precede o accompagna il vero e proprio mal di testa. Spesso questa fase si manifesta anche con l’indebolimento degli arti, formicolii e difficoltà nel parlare. Una ricerca scientifica pubblicata sul Journal of the American Medical Association, ha stabilito una relazione tra cefalea con aura ed un incremento del rischio di infarto e di ictus Altri fattori di rischio sono legati all’uso del contraccettivo orale, all’obesità (che favorisce la formazione di placche arteriose con conseguente ostruzione) ed al fumo che priva le cellule cerebrali del giusto apporto di ossigeno.Non esistono categorie di persone particolarmente a rischio di ictus cerebrale. Possono essere colpiti indistintamente giovani, anziani, uomini e donne anche se, con l’avanzare dell’età, le probabilità aumentano notevolmente. I SINTOMI DA NON SOTTOVALUTAREPrendere in tempo l’ictus è possibile, anche se difficile. Cogliere i cosiddetti campanelli d’allarme è, quindi, necessario per prevenire eventuali criticità. Tra le avvisaglie, ci sono l’ intorpidimento, il formicolio o la debolezza degli arti (braccio o gamba), afasia (difficoltà nel parlare), stato di confusione, problemi di vista, mal di testa lancinanti e vertigini. ICTUS E DEPRESSIONEIl dottor Adam C. Urado, professore di medicina al Tufts, ha parlato del rapporto tra ictus e farmaci antidepressivi dicendo che chi assume queste medicine, sviluppa maggiori possibilità di andare incontro ad un ictus. Dello stesso tenore è lo studio Women’s Health Initiative pubblicato online su Archives of Internal Medicine che ha seguito più di 160.000 donne in postmenopausa negli Stati Uniti per 15anni, esaminando i fattori di rischio e le possibili misure di prevenzione contro le malattie cardiovascolari, il cancro e l’osteoporosi. A distanza di uno o tre anni dall’inizio dello studio, circa 5.500 di queste donne ha assunto un antidepressivo con conseguente aumento del rischio di morte per ictus emorragico. “Ci sono altre forme efficaci di terapia per i pazienti ad alto rischio cardiovascolare che hanno anche la depressione“, sentenzia il dottor Jordan Smoller professore associato di psichiatria alla Harvard Medical School, “la depressione è un fattore di rischio noto per lo sviluppo delle malattie cardiovascolari; uno dei motivi per cui gli antidepressivi triciclici sono utilizzati meno frequentemente è il loro potenziale effetto negativo sulla funzione cardiaca“. 

    Come curare la cervicale

    Il dolore cervicale (o cervicalgia) si configura come un dolore localizzato in corrispondenza del collo, che spesso si irradia verso braccia e spalle.
     Può dipendere da colpi di freddo o posture sbagliate, ma anche da stress eccessivo. Scopriamo meglio come curare naturalmente i disturbi della cervicale.
    >  Sintomi del dolore cervicale
    >  Cause
    >  Diagnosi
    >  Cure per il dolore cervicale

    Nervi e muscolatura del collo
    Nervi e muscoli del collo

    Sintomi del dolore cervicale

    Il dolore cervicale causa problemi alla vista, formicolii e intorpidimento, rigidità del collo, tachicardia, vertigini, rigidità, specie al mattino. I sintomi possono avere variabile entità: si va dal semplice torcicollo ad un dolore che si può estendere fino alle braccia rendendo difficoltosi i movimenti, dal senso di nausea, di vertigine ai giramenti di testa, alla perdita di equilibrio o ronzii alle orecchie, ai problemi all’udito (nella zona cervicale passano le radici nervose).

    Cause

    Le cause della cervicalgia possono essere di diversa natura. Le più comuni sono;
    • Cattiva postura
    • Poca attività fisica e vita sedentaria
    • Colpi di freddo
    • Posizioni errate durante il sonno (cuscino non idonei)
    • Stress e tensioni emotive
    • Difetti occlusali delle arcate dentali
    In molti casi però, il dolore della cervicale può dipendere da lesioni ai muscoli e alle articolazioni del collo, dovuti ad esempio a fattori traumatici o sforzi eccessivi.

    Quando i dolori cervicali hanno origini psicosomatiche

    Cause psicosomatiche della cervicale

    Diagnosi 

    La diagnosi rivela un alterato assetto meccanico della regione cervicale, spesso dovuto a colpi di freddo, movimenti bruschi, postura inadeguata, stress esagerato e prolungato. Rispetto agli eventi traumatici, sono più diffusi i casi di cervicalgia causata da tensioni muscolari che si apprezzano alla palpazione sotto forma di “noduli” o “corde”. Altre valutazioni diagnostiche possono avere come esito: la degenerazione dei dischi intervertebrali, l'alterazione dei corpi vertebrali adiacenti, la stenosi del canale vertebrale. La compressione nervosa può essere confermata da esarni di imaging mediante risonanza magnetica, o da una mielografia con tomografia computerizzata.

    CURE PER IL DOLORE CERVICALE


    Alimentazione in caso di dolore cervicale 

    Il dolore cervicale è correlato spesso agli organi fegato e cistifellea. E’ necessario quindi un sostegno ad entrambi con verdure dal gusto amaro (cicoria, cime di rapa, radicchio, indivia belga) ripassate in padella con aglio e olio extravergine di oliva.
    Andrebbero consumati più di frequente alimenti quali carciofi e ortica. Utile anche una tisana di cardo o di carciofo, ottenuta mettendo a bollire una foglia della pianta per 15/20 minuti, da prendere prima di colazione e cena.
    A volte il dolore cervicale può essere conseguente a una stasi del sistema linfatico, soprattutto nelle persone predisposte a mal di gola e sinusiti. Per evitare la stasi del sistema linfatico, ma anche per supportare fegato e cistifellea, è necessario ridurre latte e derivati, grassi di origine animale contenuti in carne e insaccati, farine raffinate e cibi industrializzati.

    Rimedi fitoterapici per il dolore cervicale

    Le piante che agiscono come antinfiammatori del sistema osteoarticolari inibiscono la sintesi delle prostaglandine (PGE2), responsabili del dolore e del processo infiammatorio dei tessuti, senza danneggiare lo strato protettivo dell’apparato gastrointestinale.
    Questi rimedi possono essere assunti in forma di tinture madri o estratti secchi; oppure, come ingredienti di pomate e unguenti da spalmare sulle articolazioni doloranti.
    • Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens): la radice si è dimostrata particolarmente attiva, soprattutto, nelle situazioni che causano dolore e infiammazione come tendiniti, osteoatrite, artrite reumatoide, mal di schiena, mal di testa, cervicale, contusioni, sciatica, artrite, artrosi;
    • Boswellia: (Boswellia serrata) dal tronco e dai rametti si estrae una gommoresina, in grado di svolgere una potente azione antinfiammatoria e analgesica su diverse patologie del sistema osteo- articolare. Il suo utilizzo è consigliato nel trattamento di infiammazioni locali, disturbi degenerativi delle articolazioni, ridotte capacità motorie mattutine, dolori muscolari, reumatismi, artrosi, infiammazione dei tessuti molli come tendiniti, miositi e fibromialgia;
    • Spirea(Spirea ulmaria) i fiori e le sommità fiorite sono considerate, insieme alla corteccia del Salice (Salix alba), i “salicilati vege- tali”, e per questa ragione, sono impiegati per alleviare gli stati dolorosi causati da reumatismi articolari acuti e affezioni reumatiche in genere, artrosi, artrite reumatoide, mal di denti, mal di schiena e dolore cervicale;
    • Curcuma (Curcuma longa) la radice è tradizionalmente impiegata sia nella medicina ayurvedica, che nella medicina tradizionale cinese, per la capacità di contrastare i processi infiammatori all’inter- no dell’organismo, per questo motivo è consigliata nel trattamento di infiammazioni, dolori articolari, artrite e artrosi, cervicale.

    Fiori di Bach

    La zona cervicale della nostra colonna non si infiamma solo per fattori fisici che intervengono sul sistema osteoarticolare, ma anche per squilibri emotivi e atteggiamenti caratteriali che portano a eccessiva rigidità. 
    A volte, tale disturbo si verifica in un periodo caratterizzato da troppi impegni da gestire, così lo stress che si accumula, si scarica completamente sulla zona cervicale, portando a dolori lancinanti e contratture. 
    Per questi motivi, nella cura delle cervicalgia, i fiori di Bach possono rivelarsi un ottimo rimedio naturale. I più utili sono:


    • Rock Water: aiuta chi soffre di dolori articolari, contratture e rigidità fisica agli arti e al collo, per una concezione troppo controllata della vita, privata del lato giocoso. Indicato per chi s'impone (e impone ad altri) alti ideali di perfezione, regole fisse e inattaccabili. Chiuso in sé, è un pessimo interlocutore, non si mette in discussione; evita il confronto, pensando di avere sempre ragione, negandosi così la possibilità di crescere. Questo fiore dona flessibilità mentale, apertura, ed elasticità caratteriale. Aiuta ad aprirsi ai piaceri della vita, a sciogliere la rigidità morale, e, di conseguenza, anche quella fisica. 
    • Oak: è il rimedio per chi soffre di dolori cervicali, contratture di spalle e collo a causa di un eccessivo senso del dovere che non permette riposo. L'individuo non si sottrae mai agli impegni e lotta ogni giorno con tutta l’energia possibile, senza concedersi un attimo di tregua. Ha un senso del dovere talmente sviluppato, eccessivo, da non permettersi mai un cedimento, una malattia. Inflessibile con se stesso, auto-esigente, è un lavoratore accanito. Il rimedio aiuta a capire l’importanza di rilassarsi, di riposare; permette di prendersi le meritate pause, addolcendo il senso del dovere.

    Medicina tradizionale cinese

    Per sciogliere la contrazione dei muscoli in Medicina tradizionale cinese (MTC) si vanno a curare Vento freddo e stasi di Xue, in modo da disperdere Freddo e Umidità.
    Punti importanti sono:
    • HOU XI (a livello dell’articolazione del mignolo), elimina le sindromi da Vento-Calore, rilassa muscoli e tendini;
    • JI QUAN (al centro della fossa ascellare), elimina il Calore nel Fegato;
    • JIAN LIAO (nella fossetta posteriore della spalla), espelle il Vento; 
    • NAO SHU (sotto il bordo inferiore della spina scapolare), elimina le sindromi da Vento e dissolve l’Umidità.

    Aromaterapia per il dolore cervicale

    Gli oli essenziali impiegati contro il dolore dovuto ad artrosi cervicale, sono quelli con una spiccata attività rubefacente, cioè determinano il richiamo di sangue negli strati più superficiali della pelle, scaldando la zona e alleggerendo l'infiammazione agli strati sottostanti, proprio grazie alla sottrazione ematica. Queste essenze vanno utilizzate in uso esterno diluendole 3 gocce in un cucchiaio di olio di arnica o aggiunte a una crema neutra per massaggi. 
    • Olio essenziale di abete biancoanalgesico e antinfiammatorio, svolge un'azione antinfiammatoria, aumenta la vasodilatazione e la circolazione sanguigna locale, alleviando i dolori dell’artrosi, dell'artrite, sciatalgia, dolore cervicale e dei reumatismi.
    •  Olio essenziale gineproviene usato con beneficio contro artrosi, artrite, gotta, dolori reumatici e altre infiammazioni del sistema osteoarticolare. Se massaggiato sulla parte dolorante, stimola la produzione corporea di cortisone, con uno spiccato effetto analgesico.
    • Olio essenziale di zenzero: ha effetto antidolorifico contro rigidità muscolari e stati dolorosi dovuti a traumi, strappi, stiramenti, mal di schiena, mal di testa e dolore cervicale.

    Omeopatia 

    Aceta racemosa e Ferrum phosphoricum 5 CH (5 granuli ogni 4 ore, alternando i due preparati), trattamento utile in caso di rigidità e dolore, da diradare in base al miglioramento; Dulcamara 9 CH (5 granuli ogni 2 ore), indicato in caso di cervicalgia da esposizione al freddo o permanenza in ambienti umidi; Bryonia 7 CH (5 granuli ogni 2 ore), specie se il dolore peggiora ad ogni movimento; Calcarea fluorica 9 CH (5 granuli, 1 volta al giorno), rimedio indicato per il trattamento dell’artrosi sintomatica.

    Esercizi

    Il collo è una vera opera d'arte della natura. In esso si concentrano vertebre, legamenti, muscoli, nervi e ghiandole (la tiroide) con funzioni e interattività sbalorditive. L’origine del dolore cervicale (o cervicalgia) può derivare dal semplice spasmo muscolare dopo raffreddamento, all’artrosi (calcificazioni intorno alle articolazioni- e corpi vertebrali ), all’anchilosi spondilartritica ( perdita dell’articolarità), dove i legamenti calcificano e rendono la colonna rigida. La cervicalgia semplice è una disfunzione che risponde pefettamente alle cure manipolative (cercate sempre professionisti seri, diffidate dei terapisti della riabilitazione improvvisati).  
    Per prevenire la cervicalgia evitate di tenere posture sbagliate per un tempo prolungato; ad esempio, la posizione del mento appoggiata a una mano quando si sta davanti allo schermo). Ricordate sempre che i muscoli si adattano alla posizione assunta, per cui, se la postura è sbagliata, il muscolo si accorcia e, contraendosi, si ritrova alle prese con un ridotto apporto di sangue e di ossigeno.
    Da ciò derivano dolore, sensazione di bruciore e rigidità, che possono sfociare in nausea, capogiri, formicolii alla mano (specie se si usa molto il mouse; in quel caso si parla di mouse arm syndrome, ovvero “cervico-brachialgia da uso del puntatore”). È utile sciogliere le tensioni profonde attraverso massaggi o leggere trazioni. Ovviamente, se la postura errata è un'abitudine, poco potranno le tecniche di palpazione. 
    Vi proponiamo un piccolo esercizio per sciogliere le tensioni a livello cervicale: in piedi, inclinate il capo a destra e poi a sinistra, molto lentamente. Sentite i muscoli allungarsi a ogni espirazione, mentre raccogliete l'energia quando inspirate. Poi alzate un braccio, e abbassate l'altro; spingete entrambi indietro e invertite.
    Imparare a rilassarsi è un lavoro indispensabile per chi soffre di questo disturbo; un imperativo che sul lungo periodo porta innumerevoli benefici. Per questo può essere utile seguire lezioni di Chi kung (Qi gong) tenute da maestri esperti che sappiano guidare l’immaginazione volta a veicolare il respiro e l’attenzione tra le diverse parti del corpo. 
    Ecco intanto semplici esercizi di ginnastica isometrica che potete svolgere ovunque:

    1. Con le mani dietro la nuca forzare in avanti ed in basso la testa, focalizzando l’attenzione sulla sensazione di tensione a livello dei muscoli posteriori del collo.
    2. Con una mano sulla testa esercitare una trazione laterale verso destra e ripetere poi a sinistra, sempre mantenendo ben ferme le spalle.
    3. Volgere molto lentamente il viso verso l'alto fino da avere la testa rovesciata all'indietro. Scritto da Elisa Cappelli,  fonte dell'articolo http://www.cure-naturali.it/