mercoledì 8 febbraio 2017

Un miliardo di malati in un colpo solo!!! (Nuovi limiti massimi per il colesterolo).

compressamente.blogspot.it
Big Pharma ha sferrato un duro attacco alla nostra integrità psico-fisica, da un giorno all’altro si è inventata che siamo quasi tutti malati e necessitiamo di cure; si tratta dell’ennesima trovata sulle malattie fittizie(vedasi malattie inventate) che mira a mantenere in un costante stato di paura la gente che purtroppo si fida ancora del sistema sanitario mondiale nonostante faccia acqua da tutte le parti, ma solo perché in effetti non gli viene mostrata nessun’altra alternativa.

Come fare? Semplice tagli a metà il valore massimo del colesterolo e tutti diventiamo malati e quindi curabili, quest'ultima è la parola chiave da tenere bene impressa.
Insomma una volta il valore era di 240 mg/dL, poi scese a 220, creando molte migliaia di malati, poi scese a 200 ed infine a 190, insomma ad ogni revisione dei valori di riferimento si creavano migliaia e migliaia di malati, inconsapevoli fino al momento delle analisi e curabili subito dopo.
Ora però non c’è più tempo da perdere l’umanità sta capendo, si sta documentando, sta dubitando, si sta svegliando è meno incline alle paure indotte quindi si è reso necessario spingere sull’acceleratore della paura e delle imposizioni quindi hanno tagliato di netto la soglia del colesterolo ritenuta salubre portandolo da 190 a 100 mg/dL, in questo modo un buon 70% di italiani si troveranno malati senza saperlo e alle prossime analisi del sangue saran dolori o meglio statine o altri farmaci molti più costosi ma efficaci come sostiene l’ANSA, qui.

Non è certo un’operazione di poco conto, ma un colpo gobbo di Big Pharma che con una sola operazione riuscirà a tenere sotto lo scacco della paura della malattia e a renderle bisognose di cure ben oltre un miliardo di persone in tutto il mondo, perché di persone che hanno stabilmente valori di colesterolemia tra 70 e 100 mg/dL ce ne sono davvero poche, tutte le altre devono sapere che stanno male, anzi a dirla tutta stavano già male prima ma i capoccioni solo adesso hanno compreso che la gente stava male con i vecchi parametri; non si capisce come abbiano fatto a vivere lo stesso, certo che hanno rischiato parecchio eh!!! Adesso però non ci sono più problemi perché praticamente siamo tutti malati e quindi ci cureranno!
Basterà questo amorevole accorgimento a farci stare bene?

Adesso voglio proprio vedere gli scettici che sostengono a piè spinto la medicina tradizionale ed il sistema in ogni sua forma cosa faranno… aha aha ah… da domani statine per tutti… evviva!!!

Ora giusto per intenderci e parlare veramente di salute volevo dire due parole sul colesterolo: come tutte le altre malattie, non è quel diavolo che dicono, ma al contrario potete iniziare vederlo come un piccolo angioletto che viene generato dal nostro organismo in risposta ad un particolare vissuto biologico.
Per farla facile sappiate che lo stile di vita odierno stracolmo com’è di stress genera colesterolo nel sangue, non quello che mangiamo, questo colesterolo essenzialmente, ma non solo, va a risanare i vasi sanguigni interessati da lisi(lacerazioni, ulcere) il cui senso biologico è quello di allargare il condotto per un maggior apporto di sangue(ossigeno) verso i tessuti interessati dal conflitto biologico; insomma quando un organo richiede molto più ossigeno della norma per far fronte ad un particolare tipo di stress il corpo risponde allargando i vasi sanguigni per dare il maggior apporto possibile di ossigeno poi, al termine dell’emergenza, ripristina la normalità utilizzando anche il colesterolo.

Conoscete qualcuno che non è affetto da una qualche forma di stress? Pochi vero? Saranno quelli che forse rientreranno nei parametri della salute imposti da mamma sanità, ma non è tutto qui, il problema maggiore è la miracolosa curache farmacologicamente andrà a bloccare la produzione di colesterolo lasciando i nostri vasi sanguigni lacerati e fragili con tutti i rischi che ne possono derivare.


Cerchiamo di comprendere che:
“la vera salute è armonia con se stessi e con ciò che ci circonda, solo questo, ma pur essendo una questione vitale l’avanzatissima medicina moderna la considera alla stregua di un semplice e blando rimedio ai mali dell’uomo e questo ha portato a risultati devastanti.
L’ignobile insensibilità della medicina moderna verso il vero benessere delle persone dovrebbe far comprendere a tutti che il suo scopo è un altro… 

Si può vivere bene senza le angherie di mamma sanità, pronta a medicalizzare ogni nostra più piccola reazione/percezione al malsano ambiente in cui viviamo basta tenersi informati sulla vera salute, ricercando quelle notizie che ci consentono di comprendere bene cosa ci accade e di non aver più a temere la malattia, tutte le altre sono strumentali al sistema basato sulla paura e sull’ignoranza.

So di averlo detto fin troppe volte, ma considerato che in giro vedo solo sofferenza e mancanza di volontà nel cambiamento mi ripeto ancora: approfittate di questo momento pieno di nuova energia per dedicare del tempo per comprendervi nel profondo e ricercare un barlume di serenità, la serenità, la gioia, l’amore, la spensieratezza sono la vera salute e la vera vita, il resto è solo una lotta per raggiungere tali stati della coscienza, una lotta per sopravvivere.
La salute dipende solo e soltanto da noi.”


Queste mie parole potrebbero apparire come un personale accanimento verso questa o quella determinata cura che nella sua funzione di base dovrebbe aiutarci a affrontare e superare la malattia, invece, potete verificare personalmente, limitandoci ora solo alla questione colesterolemia, che dal punto di vista scientifico l’alto(?) tasso non costituisce malattia né comporta altri rischi o meglio i rischi dichiarati sono stati ampiamente smentiti da innumerevoli studi e ricerche che chiaramente non vengono applicati per mere questioni di profitto(enormi profitti). Per quanto mi riguarda questi studi neanche servivano atteso che la salute bisogna percepirla individualmente non tramite esami diagnostici i quali risultano utili solo a quantificare l’entità del processo biologico in corso e aiutare a scegliere il miglior percorso di guarigione.

Per concludere è doveroso segnalare che, come da prassi del sistema, oggi si abbassano i limiti, un domani si imporranno le cure per mali naturalmente inesistenti…capito???
Questa è la nostra amata sanità, avvelenare, ops scusate volevo dire curare, tutti, indistintamente.


Per approfondimenti vi rimando a questo interessante articolo sul tema di Mauro Sartorio Nuove soglie del colesterolo in drastico abbassamento (-47%)… del quale riporto alcuni significativi stralci:

"30 anni di esortazioni ufficiali da parte delle istituzioni sanitarie, che hanno invitato le persone ad adottare diete a basso contenuto di grassi per ridurre il colesterolo, stanno avendo conseguenze disastrose", dice un rapporto del National Obesity Forum e del Public Health Collaboration britannico. Fonte: The Telegraph
E ancora: "il rapporto sostiene anche che i grassi saturi non abbiano alcuna correlazione causale con i disturbi cardiaci, anzi, addirittura sostiene che prodotti ricchi di grassi come latticini, formaggi e yogurt possono prevenirli". 

"Alimentazione ed esercizio fisico, spiegano gli esperti, sono il primo intervento per abbassare il colesterolo "cattivo". In seconda battuta le statine restano una soluzione efficace per molti, mentre per i casi più difficili, a cominciare da chi ha una ipercolesterolemia familiare, un difetto genetico cioè che alza i valori fin dalla nascita, sono in arrivo gli anticorpi anti PCSK9, farmaci molto costosi ma dalle grandi potenzialità".
D'altronde abbiamo già appurato quanto la tecnologia stia costruendo, ipso facto, "malattie" nuove che non avrebbero in effetti rilevanza clinica: "tutto ciò che è misurabile o manipolabile tende inevitabilmente a diventare malattia (es. ipertensione e colesterolemia non sarebbero rilevanti da un punto di vista clinico se non fosse possibile misurarle o manipolarle).  Di conseguenza, l’espansione della tecnologia estende enormemente, nel bene e nel male, la nostra idea di malattia." Fonte: rivista Evidence 2015;7(7): e1000116 doi: 10.4470/E1000116
MANGIARE GRASSI SATURI E COLESTEROLO NON FA MALE
È risaputo che solo il 10% del colesterolo nell'organismo viene fornito con l'alimentazione, mentre il 90% è endogeno, cioè prodotto dal corpo stesso. 
Nella prospettiva delle 5LB appare chiaro che esso sia un effetto sensato di un processo biologico, e non una causa.

Marcello Salas

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·       [Malattie inventate]

martedì 7 febbraio 2017

Gli anti bufale del governo ombra adesso lavorano ufficialmente anche per lo Stato?


Formicolio alle mani? Ecco cosa ti sta accadendo

Non bisogna allarmarsi subito, il formicolio potrebbe essere dovuto alla compressione di alcuni nervi durante il riposo notturno, ma anche indice di una problematica decisamente più seria. Ecco i motivi per cui potresti avere le mani che formicolano.


Formicolo alle mani cause (© Prince apple | Shutterstock.com)
È un disturbo che può insorgere a qualsiasi età, senza cause apparenti. Spesso l’esordio è improvviso. Ci si sveglia una mattina con una sensazione di formicolio alle mani – in alcuni casi anche ai piedi – ma se il problema tende a ripetersi nel tempo è bene rivolgersi al proprio medico curante. Non bisogna allarmarsi subito, il formicolio potrebbe essere dovuto alla compressione di alcuni nervi durante il riposo notturno, ma anche indice di una problematica decisamente più seria. Ecco i motivi per cui potresti avere le mani che formicolano.
Le cause del formicolio alle mani
I sintomi
A chi rivolgersi
Cure naturali
Una causa che non desta preoccupazioni: la postura errata
È la motivazione più classica e non c’è motivo per cui preoccuparsi. Se hai posizionato braccia, mani, gambe o piedi in maniera errata comprimendo alcuni nervi è normale che si avverta del formicolio alle mani. Questo accade semplicemente perché lo schiacciamento di un arto impedisce un regolare flusso sanguigno nella zona. Spesso si dice che la mano si è «addormentata», ma il problema svanisce nel giro di pochi minuti se ci si muove bene. Nel caso di problematiche reali, invece, il formicolio può avvenire in qualsiasi momento e si ha una limitazione dei movimenti. In questo caso è bene intervenire quanto prima recandosi da uno specialista.
Le cause del formicolio alle mani
Tra le diverse cause vi possono essere:
  • Mancanza di vitamine del gruppo B
  • Sindrome del tunnel carpale
  • Artrite reumatoide
  • Dito a scatto
  • Malattia di Quervain
  • Artrosi cervicale
  • Ernie e patologie del tratto cervicale
  • Sindrome del canale cubitale
Altre cause meno comuni sono:
  • Alcolismo
  • Gravidanza
  • Ansia, stress
  • Problemi di circolazione e alla tiroide
  • Malattia di Buerger
Mancanza di vitamine del gruppo B
La mancanza di vitamina è un problema abbastanza comune e decisamente più risolvibile di tanti altri. In particolare, sembra essere molto d’aiuto una supplementazione a base di vitamina B12 e vitamina E. Dosaggio e metodi di somministrazione devono essere discussi con il proprio medico curante in base alla gravità della carenza vitaminica.
Sindrome del tunnel carpale
Anche in questo caso si tratta di un problema abbastanza comune. È un disturbo a carattere doloroso dovuto alla compressione del nervo che risiede tra l’osso del polso e i relativi tendini. L’esordio inziale, spesso nelle ore notturne, provoca solo un leggero formicolio e limitazione di movimento. Riguarda soprattutto le persone che eseguono lavori manuali sollecitando moltissimo il polso. Secondo uno studio pubblicato su Proceeding of National Academy of Science, una supplementazione di vitamina B6 (piridossina) funziona nella quasi totalità dei casi, salvo il problema non sia dovuto a un forte trauma. A tale scopo il dott. Ellis e collaboratori consigliano l’assunzione di 50-100 mg al giorno. Altri ricercatori come Phalen consigliano addirittura 200 mg al giorno. La cura andrebbe protratta per almeno tre mesi. Va detto che secondo una ricerca condotta dallo stesso Phalen, in presenza di sindrome del tunnel carpale e relativa carenza di piridossina è stato segnalato un uso concomitante di sostanze antagoniste di vitamine del gruppo B. Tra queste ci sono la tartrazina (un colorante giallo), una dieta altamente proteica, l’albume d’uovo crudo e gli anticoncezionali orali.
Artrite reumatoide
In caso di artrite reumatoide il dolore è molto più severo. Oltre al formicolio si possono avvertire vere e proprie fitte e rigidità nei movimenti. In alcuni casi i sintomi diminuiscono con il movimento. A differenza della sindrome del tunnel carpale che nei casi più gravi si può curare con la chirurgia, l’artrite reumatoide non è un problema risolvibile totalmente. Si possono, però, alleviare i sintomi con una cura specifica per questo genere di malattia.
Dito a scatto
Oltre al formicolio e alla debolezza nei movimenti, si caratterizza anche da un dolore diffuso al palmo della mano. Ma il sintomo più inconfondibile è una flessione non fisiologica delle falangi di una o più dita che si muovono a scatto. Questo accade perché i tendini che dovrebbero aiutare le dita a flettersi correttamente sviluppano dei noduli che impediscono il normale movimento. Gli antinfiammatori sono la cura d’elezione.
Malattia di Quervain 
Alla stregua del tunnel carpale è un problema che interessa soprattutto le persone che svolgono un lavoro manuale. Oltre al classico formicolio si ha una sensazione dolorosa al polso a al pollice. Il problema è dovuto a un’infiammazione della guaina che riveste i tendini. Se il problema è grave si potrebbe dover ricorrere all’intervento chirurgico.
Artrosi cervicale
Che si tratti di vera artrosi, di discopatia o problematiche del tratto cervicale il risultato non cambia. Il formicolio alle mani e braccia si può presentare soprattutto la notte e nelle prime ore del giorno. Spesso c’è anche dolore e limitazione dei movimenti. Il problema è causato da una compressione dei nervi che partono dal tratto cervicale. Gli antinfiammatori sono utili, ma sono senz’altro più indicate delle sedute di fisioterapia, osteopatia o manipolazione eseguita da un bravo massofisioterapista.
Sindrome del canale cubitale
È seconda solo alla sindrome del tunnel carpale. Al posto di interessare i nervi del polso, però, riguarda il nervo ulnare, più precisamente la parte che risiede a livello del gomito. Luogo in cui il nervo è molto più superficiale. Tutti sappiamo il dolore che provoca una semplice botta al gomito contro lo spigolo di un mobile. Questo è dovuto al fatto che i nervi si trovano decisamente più in superficie. Il formicolio e il dolore caratterizzato dalla sindrome del canale cubitale può essere dovuto a un uso intenso del gomito o a un trauma.
Rimedi e metodi naturali
Uno dei più potenti antinfiammatori naturali è sicuramente la curcumina. Integratori a base di tale sostanza potrebbero essere una cura complementare. In alcuni casi può essere utile un integratore a base di vitamine del gruppo B o seguire delle manipolazioni da personale esperto. Se il problema si verifica in gravidanza è bene evitare il più possibile l’uso di farmaci. I massaggi linfodrenanti potrebbero aiutare in questo delicato periodo della propria vita. In alcuni casi può essere d’aiuto indossare una semplice polsiera.
A chi rivolgersi
Per prima cosa è bene andare dal proprio medico curante per una richiesta di un esame diagnostico a immagini – per esempio una TAC. In base al problema rilevato ci si può rivolgere a un neurochirurgo, a un ortopedico o a un chirurgo plastico.

10 METODI NATURALI PER DISINTOSSICARE L’ORGANISMO

Ogni tanto, soprattutto a fine stagione, è bene dedicarsi ad un periodo di disintossicazione e depurazione dell’organismo, con particolare riferimento all’alimentazione e al benessere dell’apparato digerente. In merito esistono diverse scuole di pensiero, metodi e rimedi naturali adattabili a seconda delle proprie necessità e basati prevalentemente sul consumo di pasti leggeri a base vegetale e di bevande dagli effetti benefici.
Vi presentiamo brevemente alcuni dei rimedi più utilizzati e diffusi, che potrete approfondire con il vostro medico ed a seconda delle vostre necessità.

1. Per il fegato

Per favorire il funzionamento e la depurazione del fegato bisognerebbe arricchire la propria alimentazione con erbe amare e selvatiche come il tarassaco. Altri alimenti indicati sono carote, sedano, barbabietole e rosmarino. Tra le spezie si consigliano curcuma, cumino e curry. Per quanto riguarda le bevande, si sconsiglia l’assunzione di latte, caffè e bibite gassate, da sostituire con acqua naturale e succo di mela senza conservanti e zuccheri aggiunti.

2. Per l’intestino

Tra le sostanze considerate in grado di aiutare l’intestino nell’eliminazione di scorieed eventuali batteri nocivi vi sono aceto di mele, succo d’aloe vera e fermenti probiotici. I chiodi di garofano ed alcune erbe medicinali come l’artemisia assenzio sono ritenute in grado di creare a livello intestinale un ambiente ostile nei confronti dei batteri nocivi. È possibile inoltre rivolgersi a centri specializzati nella pulizia del colon tramite idro-terapia.

3. Dieta semi-liquida

Una dieta semi-liquida opportunamente eseguita con l’intento di purificare il proprio organismo sotto controllo medico potrebbe comprendere l’assunzione di succhi e centrifugati di frutta e verdura fresca, zuppe e passati di verdura, frullati, olio di semi di lino, semi di sesamo, semi di zucca e acqua naturale.

4. Metalli pesanti

Nel caso si abbia la necessità di disintossicarsi da un eccessivo accumulo di metalli pesanti nell’organismo, tra cui alluminio, mercurio, cadmio e piombo, un importante aiuto potrebbe derivare da scelte alimentari basate sulla selezione di frutta, verdura e cereali di provenienza biologica e biodinamica, che non siano quindi stati trattati con pesticidi. Si consiglia solitamente di evitare il più possibile alimenti di provenienza industriale, con particolare riferimento agli alimenti ed alle bevande confezionate in contenitori metallici.

5. Solo crudo

Tra i vari rimedi per la purificazione dell’organismo vi è quello di assumere esclusivamente alimenti vegetali crudi per un breve periodo, in modo da favorire l’attività dell’apparato digerente. Essi possono comprendere frutta e verdura fresca, germogli, frutta secca e semi oleaginosi.

6. Digiuno breve

Si tratta di un programma di digiuno basato sull’assunzione esclusiva di succhi e centrifugati di frutta o di verdura, la cui durata può variare da uno a tre giorni. È possibile affrontare periodi di digiuno di durata maggiore, in base alle proprie necessità e sempre sotto controllo specialistico. Tra gli alimenti consigliati per la preparazione delle bevande vi possono essere: mele, carote, spinaci, pere, cavoli, zenzero e verdure a foglia verde.

7. Detox Ayurvedico

La medicina tradizionale indiana, detta Ayurveda, suggerisce di seguire periodicamente una mono-dieta a base di kitchree, un piatto unico composto da fagioli mung, riso basmati, cipolle, aglio, zenzero e curcuma. Il kitchree è considerato una pietanza perfettamente equilibrata ed in grado di aiutare l’organismo nei propri processi depurativi.

8. Candida

In caso di candida si sconsiglia generalmente di seguire una dieta che escluda il più possibile alimenti contenenti lievito ed altri cibi considerati in grado di favorirne la proliferazione come farine raffinate, zuccheri, succhi di frutta, alcolici, frutta secca, funghi, formaggi, yogurt, aceto e salsa di soia.

9. Spezie

Esistono alcune spezie ed erbe aromatiche ritenute in grado di favorire i processi di depurazione dell’organismo. Possono essere assunte quotidianamente in piccole quantità, salvo particolari controindicazioni. Tra di esse troviamo: origano, cannella, cumino, zenzero, finocchio, pepe nero, prezzemolo, rosmarino e curcuma.

10. Master Cleanse

Si tratta di un programma dettagliato di digiuno, diffuso prevalentemente negli Stati Uniti, basato sull’assunzione di succhi di frutta e di verdura, spremute di agrumi e limonate con aggiunta di sciroppo d’acero e pepe di cayenna. I giorni di digiuno sono variabili a seconda delle necessità. All’inizio ed alla fine del programma si attuano solitamente delle fasi di transizione. Una volta concluso il digiuno, si reintegrano gli alimenti solidi tramite pasti leggeri. In questo caso si sconsiglia vivamente il fai-da-te.
Marta Albè

Vaccinazioni di massa e danni da vaccino – Cosa è vero e cosa è falso

I medici americani registrano ogni anno migliaia di reazioni serie ai vaccini, incluse centinaia di morti e di menomazioni permanenti. Le popolazioni completamente vaccinate sono state investite da epidemie, e i ricercatori attribuiscono dozzine di condizioni neurologiche e immunologiche croniche ai programmi di immunizzazione di massa. Vi sono centinaia di studi medici pubblicati che documentano il fallimento dei vaccini e le reazioni avverse, e dozzine di libri scritti da medici, ricercatori e scienziati indipendenti che rivelano serie lacune nella teoria e pratica dell’immunizzazione.
Mito n°1: “..i vaccini sono completamente innocui..?” Il VERS (sistema che riporta gli effetti avversi ai vaccini) dell’ FDA (Food and Drug Administration) riceve annualmente 11.000 rapporti su serie reazioni avverse ai vaccini, di cui l’1% rappresenta le morti causate dalle reazioni al vaccino. La maggior parte delle morti sono ascrivibili al vaccino della pertosse. Studi internazionali hanno dimostrato che la vaccinazione è causa della SIDS (sindrome di morte infantile improvvisa).
Mito n°2: “..i vaccini sono molto efficaci..?” La letteratura medica possiede un numero sorprendente di ricerche che documentano il fallimento del vaccino. Epidemie di morbillo, orecchioni, vaiolo, polio si sono manifestate in popolazioni vaccinate. Nel 1989 il CDC (Center for Diesease Control and Prevention) riportò:..”nelle scuole con un livello di vaccinazioni superiore al 98% si sono avute epidemie  (morbillo)  fra i bambini di età prescolare..”  “..l’apparente paradosso è che, quando il tasso di immunizzazione al morbillo aumenta a livelli alti in una popolazione, il morbillo diventa una malattie di persone immunizzate..”.
Mito n°3: “..i vaccini sono la ragione principale del basso tasso di malattie..?” Secondo l’Associazione Britannica per il Progresso della Scienza, le malattie infantili diminuirono del 90% fra il 1850 ed il 1940, parallelamente al miglioramento delle pratiche sanitarie ed igieniche, ben prima che fossero introdotti i programmi di vaccinazione obbligatoria. A sottolineare questa conclusione è stato un recente rapporto dell’ OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità), il quale trovò che la malattia e i tassi di mortalità nei paesi del terzo mondo non hanno un legame diretto con le procedure di immunizzazione o il trattamento medico, ma sono strettamente collegate con gli standard igienici ed alimentari.
Mito n°4: “..la vaccinazione si basa su fondate teorie e pratica dell’immunizzazione..?” L’evidenza clinica sta nella loro capacità di stimolare la produzione di anticorpi. Quello che non è chiaro è se tale produzione produca immunità.  Per esempio i bambini anemici di agammaglobine sono incapaci di produrre anticorpi, tuttavia guariscono dalla malattie infettive quasi con la stessa velocità degli altri bambini. L’immunità naturale è un fenomeno complesso che coinvolge molti organi e sistemi.
Mito n°5: “..le malattie infantili sono pericolose..?” La maggior parte delle malattie infettive dell’infanzia hanno poche serie conseguenze al giorno d’oggi.  Persino le statistiche conservatrici del CDC sulla pertosse durante il 1992/1994 indicano un tasso di guarigione del 98.8%. Nella maggior parte delle volte, la malattie produce immunità per tutta la vita, mentre l’immunità del vaccino è solo temporanea.
Mito n°6: “..mio figlio non ha avuto reazioni, quindi non vi è nulla di cui preoccuparsi..?” Gli effetti negativi documentati del vaccino includono disturbi immunologici e neurologici cronici, quali autismo, iperattività, scarsità di attenzione, dislessia, allergie, cancro. I componenti del vaccino includono noti cancerogeni quali thimersol, il fosfato di alluminio e la formaldeide. Il dilemma è che gli elementi virali presenti nel vaccino possono perdurare e mutare nel corpo umano per anni, con conseguenze imprevedibili.
Mito n°7: “..esiste solo la vaccinazione..?” Storicamente l’omeopatia si è rivelata più efficace della medicina ortodossa, nel trattare e prevenire le malattie. Si è riscontrato che i rimedi omeopatici sono più efficaci quando vengono assunti durante i periodi di incremento del rischio, poiché non contengono sostanze tossiche, non danno effetti collaterali.
“Qualunque sia il vostro pensiero riguardo alle vaccinazioni, prendete una decisione informata: perché ne avete tutto il diritto. La responsabilità è molto elevata, soprattutto pensando che state giocando con la vita dei vostri figli. Non prendete una decisione basandovi su questo resoconto, ma cercate da voi.”

Articolo tratto da: NEXUS NEW TIME Edizione italiana n°15

Poliomielite: Il vaccino della poliomielite è indicato con orgoglio da ogni governo come la prova definitiva che la vaccinazione di massa funziona. Il governo statunitense fa notare che durante gli anni peggiori della polio, in America si verificarono 20000 – 30000 casi, rispetto ai 20-30 all’anno al giorno d’oggi. Tuttavia il dott. Bernard Greenberg, capo del Dipartimento di Biostatistica presso l’Università della Carolina del Nord, Scuola di Sanità Pubblica, continua ad affermare che i casi di polio aumentarono del 50% tra il 1957 e il 1958 e dell’ 80% al 1959, dopo l’introduzione dell’immunizzazione di massa. In cinque stati – New England, Massachusetts, Connecticut, New Hampshire, Rhode Island e Vermont – i casi di polio più o meno raddoppiarono nel 1954 e nel 1955 dopo l’introduzione del vaccino per la poliomielite. Malattie come la polio operano in modo ciclico. La grande epidemia di polio si verificò nel anni 1910, negli anni 1930 e negli anni 1950; poi i casi diminuirono  grandemente fino a raggiungere quasi lo zero. Nei veri casi di polio, il virus vive nell’intestino, creando quella che ordinariamente è un’infezione innocua. Il virus morto, originariamente sviluppato da Joan Salk, viene iniettato sotto la pelle e si dà per scontato che viaggi attraverso il flusso sanguigno per creare anticorpi che lo “bloccheranno” prima che raggiunga il sistema nervoso. Tuttavia, l’iniezione del virus della polio morto, non dà “un’immunità intestinale”, cioè non fa crescere gli anticorpi nell’intestino. Questo significa che, anche se non si contrarrà la polio paralizzante, il virus selvaggio continuerà a vivere nell’intestino e teoricamente potrà essere trasmesso a qualcun altro. Il vaccino originale di Salk richiedeva tre o più richiami ogni cinque anni. Quando venne somministrato per la prima volta, venne considerato un successo enorme, finché negli anni ’60 la percentuale di vittime di poliomielite salì. Il vaccino vivo orale (OVP), venne sviluppato da Sabin, e praticamente rimpiazzò il vaccino di Salk negli anni ’60, perché non solo conferiva, o così sembrava, un’immunità per tutta la vita a chi lo riceveva, ma gli impediva di divenire portatore del virus selvaggio. Gli scienziati ora si rendono conto che ci sono poche prove che il vaccino vivo permetta il raggiungimento effettivo di questa immunità tipo “porta di servizio” tra le persone vaccinate. Questa è stata la conclusione di uno studio scientifico condotto da un gruppo di ricercatori dopo un’epidemia di polio a Taiwan, dove il 98% dei bambini era stato immunizzato. Ci sono moltissime prove che il vaccino per la polio sia fallimentare. Molto delle epidemie dei nostri giorni si verificano più tra le persone immunizzate che tra quelle non immunizzate. Con il virus della polio vivo, il problema principale è che questa versione “attenuata” o indebolita del virus contenuta nel vaccino può alterarsi geneticamente negli intestini, trasformandosi in una forma virulenta e provocando una poliomielite paralizzante in chi la riceve o in coloro con i quali vieni a contatto.
Tetano Difterite e Pertosse: L’incidenza e il numero delle morti per difterite iniziarono a diminuire molto tempo prima che il vaccino venisse introdotto, come accade per il tetano, in particolare grazie all’attenzione prestata all’igiene delle ferite.  Il grande declino delle morti per pertosse (circa l’80%) si verificò prima dell’introduzione del vaccino.
Vaccino della Pertosse: E’ riconosciuto come il più pericoloso. Di tutte le reazioni avverse alle vaccinazioni che vengono ora riportate dal Sistema Americano di Registrazione di Eventi Avversi ai Vaccini, la stragrande maggioranza sono dovuti al vaccino DPT. Incredibile ma vero, la sicurezza del vaccino contro la pertosse non è mai stata provata prima che questo venisse iniettato a milioni di neonati. Essenzialmente il vaccino come lo conosciamo oggi non è differente dal primo lotto creato nel 1912. A quel tempo due batteriologi francesi fecero crescere il batterio della pertosse in grandi contenitori, lo uccisero con il calore, conservando questo brodo con la formaldeide e proseguendo iniettandolo a centinaia di bambini. A differenza di molti vaccini che vengono detossificati e purificati, il vaccino della pertosse contiene ancora la “cellula completa” del batterio della pertosse. Questo significa che contiene ancora endotossine e sostanze come pareti cellulari molto tossiche, che provocano febbre, interferenze con la crescita e morte negli animali di laboratorio. Per non parlare poi dell’aggiunta di un “adiuvante” un sale metallico (spesso un composto dell’alluminio) usato per aumentare l’effetto del vaccino, più un conservante (un derivato del mercurio). Questi ingredienti vengono usati a dispetto del fatto che la formaldeide sia cancerogena e che l’alluminio e il mercurio siano altamente tossici per gli esseri umani.
Vaccino anti-Epatite B: L’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda che il vaccino per l’epatite B (HB) venga incluso nel programma di vaccinazione per neonati o bambini in tutto il mondo. In Italia il vaccino è obbligatorio. Quello di cui nessuno parla è come è stato creato il vecchio vaccino. Nessuna produzione di vaccini è simpatica (per esempio la produzione del vaccino della pertosse utilizza il muco di bambini infetti, quella del tifo usa gli escrementi delle vittime e la rosolia viene coltivata in feti abortiti), ma questa è una delle poche che derivano direttamente dal sangue umano, in particolare, i prodotti del sangue di persone omosessuali cha avevano contratto l’epatite. Il vaccino è stato rimpiazzato negli anni’90 da una versione ottenuta tramite l’ingegneria genetica o versione a “DNA ricombinante”, che viene coltivata in cellule di funghi unicellulari. Comunque i primi vaccini derivati dal plasma non sono mai stati ritirati dal mercato. Perciò fino a poco tempo fa, chiunque si fosse vaccinato per l’epatite avrebbe potuto ricevere un vaccino derivato da sangue umano. In un rapporto della Nuova Zelanda si parla dopo una immunizzazione di massa di eventi avversi quali: letargia e malessere, diarrea, asma, svenimenti, artrite, pallore, calo della pressione.

Tratto da Ciò che i dottori non dicono: la verità sui pericoli della medicina moderna di Lynne McTaggart edizioni Macro

Il vaccino per il morbillo collegato ad autismo: I dottori britannici hanno scoperto che la vaccinazione MMR (morbillo, rosolia ed orecchioni) potrebbero innescare l’autismo. Lo studio, condotto presso il Royal Free Hospital, ad Hampstead, Londra nord, ha anche scoperto una connessione tra vaccino e infiammazione intestinale. Ha mostrato che di 12 bambini che erano stati in precedenza diagnosticati normali, tutti hanno sviluppato una malattia intestinale e nove hanno sviluppato l’autismo. Secondo i medici coinvolti nello studio, otto dei bambini hanno sviluppato cambiamenti nella salute e nel comportamento entro sei giorni dalla vaccinazione. In uno studio di un altro gruppo di bambini, 46 su 48 hanno sofferto di problemi intestinali e comportamentali entro sei giorni dalla vaccinazione.
Fonte: Herald Sun, Melbourne, 28 Febbraio 1998; Weekly Telegraph, Londra, 4-10 Marzo 1998
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Un ricercatore italiano, Antonio Procopio dell’Università di Chieti, insieme a due studiosi americani del NIH (National Institutes of Health), Michele Carbone ed Harvey Pass, hanno scoperto all’interno dei tumori (mesotelioma) un virus che ha tutti i connotati dello SV40 (agente infettivo dei macachi) e che non è presente nei tessuti circostanti. Il vaccino contro la Polio, si prepara con cellule di scimmia, da cui il virus SV40 era passato nei preparati distribuiti in tutto il mondo dagli anni ’50 fino al 1985.

Panorama e l’Espresso del 10/06/94

Un solo vaccino per sei malattie

Da settembre l’antipolio sarà usata sempre meno, perché sarà applicato il nuovo calendario vaccinale che prevede la somministrazione di sei vaccini con un’unica iniezione. Nell’esavalente, oltre alle quattro vaccinazioni obbligatorie contro polio, difterite, tetano ed epatite B, vi sono l’antiemofilo e l’antipertosse. “Un’unica iniezione -commenta Il Corriere della Sera del 18 luglio scorso- e andrà in soffitta anche il classico antipolio orale Sabin, più protettivo ma più suscettibile a reazioni drammatiche (un caso di paralisi su 750mila)”. Intanto la nuova malattia da debellare sarebbe la varicella, responsabile di aver colpito nell’ultimo anno il 50% della popolazione infantile. Tra circa un anno e mezzo, apprendiamo sempre dal Corriere, si arriverà alla messa a punto del vaccino quadrivalente antimorbillo-antiparotite-antirosolia-antivaricella. Risulta comunque che le vaccinazioni non sono particolarmente gradite dagli italiani, visto che nonostante le pressioni e le manipolazioni dell’informazione medica, meno del 60% dei bambini vengono sottoposti alle vaccinazioni raccomandate (non obbligatorie). Tratto da COMILVA www.comilva.org

Vaccini al mercurio

Un decreto del Ministero della Sanità del 15 luglio 2000 (D.M. 15 giugno 2000) prevede l’eliminazione del mercurio nei vaccini, ma tale obbligo entrerà in vigore solo tra sei anni, nel 2007. Lo stesso decreto ha prescritto nuove modalità di compilazione degli stampati e dei foglietti illustrativi dei medicinali contenenti  mercurio, nei quali vi dovrà essere l’avvertenza di possibili reazioni allergiche e di sensibilizzazione. La presenza del mercurio nei vaccini era poco nota all’opinione pubblica, ma una ricerca negli USA nel 1999 ha accertato che la quantità di questo elemento utilizzato come conservante nei vaccini superava di gran lunga i limiti di sicurezza. Sempre negli USA era stato riscontrato un aumento dei casi di autismo collegato all’assunzione di mercurio nell’organismo. Di qui la decisione di vietare la produzione di tali vaccini, con la possibilità, però, di vendere le scorte fino a esaurimento. Dopo tali notizie allarmanti sono stati presentati alcuni esposti alla Magistratura da parte di alcuni cittadini ed associazioni e, quindi sono state avviate le indagini per accertare eventuali responsabilità penali. I vaccini antidifterico ed antitetanico contengono circa 25 mcg di mercurio, il vaccino antiepatite B per uso pediatrico ne contiene 12,5 mcg, quindi sommando abbiamo 37,5 mcg di mercurio somministrati assieme, in dose settantacinque colte superiore al livello di sicurezza consigliato dall’O.M.S. (0,5 microgrammi). Nei foglietti illustrativi delle fiale, il mercurio si nasconde sotto il nome di vari composti: thiomersal, etilmercurio, mercuriotiolato, sodiomertiolato (Libero 16/03/2001 e del Corriere della Sera 18/06/2001)   Tratto da COMILVA www.comilva.org

Aumentano i casi di meningite

Crescono i casi di meningite da pneumococco in Italia, ma stranamente ciò avviene nel Nord, dove si vaccina di più. Risultano infatti 309 casi denunciati nel 1999 contro i 109 del 1994, principalmente bambini fra i 13 e i 18 mesi (24 Ore-Sanità 3-9 luglio 2001). L’allarme (udite, udite!) viene lanciato dal Moige, un’associazione di genitori. L’incidenza della malattia nel Nord è di 7.4 per milioni di abitanti, nel Centro di 5.8 e nel Sud di 2 per milione (in Molise nessun caso registrato). Poiché il tasso di mortalità per questa malattia sfiora il 60% è da escludere che tali notevoli differenze d’incidenza sulla popolazione infantile siano imputabili alla mancata  segnalazione dei pediatri del Sud e del Centro, come ci vorrebbero far credere. Inoltre sembra poco probabile che quei pediatri vogliano correre il rischio di non denunciare una malattia con decorso spesso mortale. Tratto da COMILVA www.comilva.org

Morte in culla e la vaccinazione DPT

La protezione farmacologica propinataci contro la morte in culla? Ma è proprio questa stessa protezione farmacologica, con i vaccini dati in giovanissima età, che sembra causare la moria dei nostri bambini! Citiamo dal libro della Dottoressa Viera Scheibner: Uno studio condotto negli USA su settanta casi di morte in culla selezionati a caso ha evidenziato che ben il 66% dei bambini deceduti aveva ricevuto il vaccino DTP (difteria, tetania, pertosse) poco tempo prima della morte: 6,5% entro le 12 ore, 13% entro 24 ore, 26% entro 3 giorni, 37% entro una settimana, 61% entro due settimane e 70% entro 3 settimane. E’ stato anche scoperto che i casi di morte in culla dei bambini non vaccinati si concentravano nel periodo invernale, le morti dei bambini vaccinati succedevano durante tutto l’arco dell’anno, ma comunque sempre nel periodo subito dopo la vaccinazione. Le registrazioni del respiro dei neonati prima e dopo le vaccinazioni hanno mostrato un respiro normale nei sei giorni precedenti, ed un respiro a tratti difficoltoso durante i 12 giorni seguenti. I periodi di respiro difficoltoso coincidevano con l’incidenza delle morti in culla a seguito della vaccinazione in 41 dei casi. Questa correlazione fu oggetto di uno studio separato. Quando in Giappone, nel 1974, è stata innalzata l’età minima per ricevere la vaccinazione DTP a due anni, la morte in culla a seguito delle vaccinazioni è praticamente scomparsa ed il Giappone ha avuto, da quel periodo in poi, la mortalità infantile più bassa al mondo. Forse sarebbe il caso di valutare queste statistiche e di trarre le dovute conseguenze anche in Italia, invece di proporre, come fa il nostro ministro dalla sanità, sempre nuove forme di “protezione farmacologica”. Oppure dobbiamo pensare che il nostro sistema sanitario, incluso lo stesso ministero, siano sotto l’influenza di una lobby farmaceutica così potente da considerare qualche morte “roba da poco”?

Fonti ed altre informazioni sul tema:

Il libro di Viera Scheibner – “Vaccination – A medical Assault on the Immune System”
Le citazioni da noi riportate, a cura di: ENVIRONMENT & HEALTH NEWS www.environmenthealthzone.com Alte informazioni sulla dannosità della trivalente DTP: www.vaccinetwork.org/archivio/difterite/1999  www.comilva.org/documenti/nexus/n20.htmlwww.medicinaqualita.it/salute/sidsmorteculla.htm

Si ringrazia La Leva di Archimede

Epatite B e vaccini Tratto da Vaccinazione obbligatoria antiepatite B, Maggio 2001 – Macro Edizioni

SENZA NESSUN VACCINO, IN ITALIA, L’EPATITE B STAVA SCOMPARENDO NEGLI ANNI PRIMA DELLA VACCINAZIONE

L’Epatite B era diminuita del 90% in Italia prima della vaccinazione obbligatoria, introdotta dal 1/1/1992 (Fonte Istituto Superiore di Sanità – SEIEVA) (De Lorenzo ha reso obbligatorio il vaccino; per questo ha incassato 600 milioni dalla casa farmaceutica che lo produce)
Che cos’è l’Epatite B: Si tratta di una malattia acuta con infezione sistemica, cioè diffusa, che interessa soprattutto il fegato, determinata da un virus. Vi sono vari tipi di virus in grado di determinare epatite e quello che ci interessa è quello di tipo B. L’Epatite B ha una incubazione tra i 45 e i 180 giorni e possiamo avere quattro principali forme cliniche: 1) asintomatiche senza disturbi, diagnosticate occasionalmente (65-70%). 2) anitteriche, frequenti nei bambini piccoli, con malessere generale, stanchezza, nausea, vomito, anoressia, ma senza ittero (cute giallastra). 3) itteriche, cioè con ittero e con gli altri sintomi descritti. 4) atipiche (molto rare), caratterizzate da protratto stato di malattia o da decorso fulminante (dallo 0.1 all’1% dei casi). Indipendentemente dalla gravità della forma, la presenza nel sangue dell’antigene virale persiste in genere per tre mesi; nel caso di persistenza oltre i sei mesi si parla di portatore cronico. Dei portatori cronici, la metà guarisce nell’arco dei successivi sei mesi; mentre l’altra metà resta tale per un periodo di tempo indefinito, anche per tutta la vita e nella stragrande maggioranza dei casi in modo asintomatico. Tratto da: Decisiva Ricerca su inutilità e pericoli della vaccinazione obbligatoria antiepatite B
Cosa contiene il vaccino: I preparati vaccinali vengono sintetizzati in laboratorio modificando il virus dell’Epatite B. Il vaccino antiepatite B a DNA ricombinante è un prodotto della manipolazione genetica del virus dell’Epatite B. Con cellule di lievito nel cui materiale genetico viene inserita una porzione del gene del virus dell’Epatite B; vengono poi trattate con formaldeide; adsorbite su idrossido di alluminio; conservate con un battericida a base di mercurio e acido salicilico (timerosal); addizionate di altre sostanze, come antibiotici, non dichiarate. (fonte: foglietti accompagnatori dei vaccini entiepatite B a DNA ricombinante Engerix B e Recombivax HB). Tutti a scuola senza vaccinazione: Il Presidente della Repubblica il 26 gennaio 1999 ha firmato un decreto che regolamenta definitivamente la posizione dei bambini non vaccinati a scuola. il D.P.R. n.355 dice testualmente: “La mancata certificazione (delle vaccinazioni) non comporta il rifiuto di ammissione dell’alunno alla scuola dell’obbligo o agli esami”.
Rischio di ammalarsi di Epatite B: Il rischio di ammalarsi di Epatite B in Italia, fin dal 1990 (quindi prima della vaccinazione obbligatoria) è assolutamente modesto: 5 casi ogni 100.000 abitanti. L’Epatite B è una malattia che si trasmette solo attraverso il sangue, per cui il rischio per un neonato o un bambino di ammalarsi è assolutamente insignificante. Fonte: Istituto Superiore di Sanità SEIEVA, Sistema Epidemiologico Integrato dell’Epatite Virale Acuta, Rapporto annuale 1991-1992-1993).
Il vaccino antiepatite causa la sclerosi a placche: Una sentenza del tribunale di Nanterre ha incolpato il vaccino antiepatite B come causa dell’insorgere della sclerosi multipla a placche in due donne. I giudici hanno quindi condannato l’azienda britannica SmithKline Beecham (SKB) che produce il vaccino Engerix B, con cui erano state “immunizzate” le donne, a pagare ad ognuna delle malate un indennizzo variante da 150 a 250 milioni di lire. Secondo i magistrati “un insieme di elementi permette di stabilire con sufficiente certezza che la vaccinazione con l’Engerix B è stato l’elemento scatenante dell’insorgere del male”. (Il Corriere della Sera, 09/06/1998).
Anche gli operatori sanitari non si vaccinano: Il 19% degli operatori sanitari “categoria a rischio” del Nord Italia non si vaccinano. Al Sud la percentuale sale al 39% (L’Espresso 19/07/2001). Il Ministero della Sanità ha di che preoccuparsi, ma di fronte alle notizie sui danni che questa vaccinazione può procurare sembra che anche i suoi dipendenti preferiscono non rischiare. L’ultima di queste notizie è che in Francia il laboratorio farmaceutico britannico produttore di uno dei vaccini contro l’epatite B è stato ritenuto responsabile dell’insorgere della sclerosi a placche in due donne. L’industria è stata condannata a risarcire le pazienti e la Corte d’Appello di Versailles ha confermato l’esistenza di un legame causa-effetto fra il prodotto imputato e la grave malattia, se pur solo attraverso “presunzioni gravi, precise e concordanti”. (COMILVA www.comilva.org )

Indirizzi utili:

  • Associazione Universo Bambino: viale O. Flacco 11, 70124 Bari – tel/fax 080/5042326
  • Associazione vittime dei vaccini: c/o Giorgio Tremante, via Danilo Preto 8, 37133 Verona – tel 045/8402290, e-mail: giorgiotremante@tin.it
  • CO.M.I.L.VA. (Coordinamento del Movimento Italiano per la Libertà di Vaccinazione) sez. Milano c/o R.d.B., via Ottavio Fabrizio Mossotti 1 – 20159 Milano – tel 02/683091
  • MIR (Dipartimento Salute e Ambiente) via Milano 65 – 25100 Brescia – tel 030/317474
  • VACCINETWORK  (Movimento per la Libertà di vaccinazione) viale Gramsci 279 – 41100 Modena – tel 059/310797
  • Tratto da Vaccinazione obbligatoria antiepatite B  – maggio 2001 – Macro Edizioni

Immunosoppressione da vaccini

Bisogna sapere che un aspetto assolutamente certo e riscontrabile in tutte le vaccinazioni consiste nella soppressione post-vaccinale delle difese immunitarie, con un massimo di caduta dei livelli di linfociti 10 giorni dopo l’inoculazione. Un vaccino diminuisce l’immunità mediata da linfociti del 50%, due vaccini insieme del 70%. Ormai sono una norma 3 vaccini nella stessa iniezione, il tutto ripetuto in tre dosi successive a distanza di qualche mese. I vaccini riducono il numero di globuli bianchi, la capacità fagocitante dei neutrofili polimorfonucleari, la vitalità dei linfociti, la segmentazione dei neutrofili (Robin, 1997) “Il vaccino attenuato del morbillo produce soppressione immunitaria che contribuisce ad un aumento di suscettibilità ad altre infezioni. Recentemente vaccini antimorbillo ad elevato titolo sono stati correlati a mortalità a lungo termine dei soggetti vaccinati” (Auwaeter, 1996) Nel 1989 fu creato un tipo di vaccino per il morbillo altamente concentrato e quindi potenzialmente immunizzante più a lungo o meglio. Raccomandato dalla OMS, fu sperimentato da 1500 bambini di un quartiere di Los Angeles che su bambini del Messico, Haiti ed Africa. Fu rivelato che i bambini iniettati con tale prodotto stavano morendo in gran numero. Le bambine africane, cui nell’esperimento fu somministrata una dose doppia rispetto a quella dei bambini, avevano una mortalità significativamente maggiore di quella dei bambini. Nel 1992 l’OMS ritirò tale vaccino dal mercato. Il super-vaccino creato per il morbillo nel 1989 risultò causare una super-soppressione (da 6 mesi a 3 anni) del sistema immunitario.  Lorenzo Acerra (Federazione del COMILVA)

Autismo da virus

Il meccanismo delle encefaliti virali è noto e sono noti casi di autismo prodotti da encefaliti virali. Il passaggio dell’attacco del virus latente (vaccinale) all’autismo è meno ovvio e più articolato. Infatti c’è una progressione asintomatica, clinicamente invisibile, se si eccettuano inizialmente, reazioni post-vacciniche quali febbri, pianti prolungati con strilli acuti, alterazione del ritmo del sonno, etc. La vaccinazione non fa altro che realizzare proprio quello che tutto il corpo e il sistema immunitario cercano di evitare o prevenire quando in contatto con un virus: ovvero l’iniezione immette il virus direttamente nel sangue, senza che siano state attivate le difese locali e fagocitarie, offrendogli accesso libero ed indisturbato verso alcuni target più delicati e questa volta vulnerabili (neurologico, endocrino, etc). Zecca e collaboratori (1998) segnalano che i livelli di anticorpi a rosolia e morbillo in bambini diagnosticati autistici erano del 300% superiori a quelli normali. Questi livelli elevati di anticorpi possono essere interpretati come un’attivazione cronica del sistema immunitario contro un’ infezione subclinica. Ricercatori del Royal Free Hospital di Londra (Wakefield, 1998 e 2000) hanno dimostrato, mediante ileocolonscopia, la presenza nell’intestino del virus latente del morbillo nel 100% dei bambini la cui regressione autistica aveva avuto inizio con reazioni avverse alle vaccinazioni. Un altro gruppo di ricerca, quello irlandese del prof. John O’Leary, ha confermato la presenza del virus del morbillo dello stesso ceppo del vaccino nell’intestino di 24 bambini autistici su 25. Sembra che il bambino autistico non riesca a liberarsi della presenza di tale virus vaccinale nell’organismo. Il prof. Kawashima, dell’Università di Tokio, ha trovato il virus del morbillo (del ceppo vaccinale) nel sangue di bambini che hanno avuto una regressione autistica a seguito delle vaccinazioni. Virus di ceppi vaccinali dunque sono una presenza costante (anche a distanza di anni dalla vaccinazione)  in bambini autistici ma non in bambini di controllo sani. Con il test rapido del sangue denominato “Polymerase Chain Reaction” (PCR test), cioè test sulla catena di reazione della polimerase, è possibile rilevare la presenza subclinica nell’organismo del virus dello stesso ceppo vaccinale.
Lorenzo Acerra (Federazione del COMILVA) – www.disinformazione.it tratto da pensareliberi.com