giovedì 29 dicembre 2016

Ictus: conosciamolo meglio


In questo post analizziamo gli aspetti principali della patologia per conoscerla meglio e imparare a prevenire l’ictus.

Cosa è l’ictus?

Infarto cerebrale, stroke o colpo apoplettico: comunque lo si chiami, l’ictus è la perdita – o il rallentamento – delle normali funzioni cerebrali a causa dell’improvvisa interruzione di apporto di sangue al cervello. Il mancato nutrimento del cervello, anche solo per pochi secondi, può compromettere funzionalità importanti fino a provocare disabilità gravi: intervenire subito e nel minor tempo possibile è il solo modo per limitare i danni.
L’ictus si può manifestare in tutta la popolazione, ma la maggiore percentuale si riscontra tra gli anziani e gli uomini.

Sintomi dell’ictus

Le prime avvisaglie di ictus variano in base alla gravità, alla zona del cervello colpita e alle cause, ma i sintomi generali che si possono riconoscere sono: formicolio al braccio, difficoltà a parlare o a compiere determinati gesti, alterazione della vista, capogiri, perdita di equilibrio.

Cause dell’ictus

L’ictus è provocato dalla mancanza di sangue diretto al cervello, e a sua volta questa condizione può essere determinata da un’embolia, una trombosi o un’emorragia cerebrale che, sebbene rara, è la più pericolosa perché mortale. Queste tre patologie sono accumunate dalla formazione di un impedimento che ostacola il flusso sanguigno verso il cervello: con la trombosi c’è un coagulo di sangue, con l’embolia si ha il distaccamento di un frammento dell’arteria in cui il coagulo si è formato, e con l’emorragia c’è la completa rottura di una parte arteriosa.

Tipi di Ictus

In base alle cause scatenanti, si distinguono tre forme di ictus:
  • Ictus ischemico: si suddivide in ictus trombotico se è provocato da una trombosi, e ictus embolico se è dovuto a un’embolia;
  • Ictus emorragico: si suddivide in ictus emorragico intracerebrale, quando la rottura del vaso sanguigno avviene dentro il cervello, e ictus emorragico subaracnoideo se si rompe un vaso arterioso situato sulla superficie tra il cervello e il cranio;
  • Attacco ischemico transitorio: è una forma di ictus particolare perché tutti i sintomi fanno pensare a un ictus ischemico ma, a differenza di quest’ultimo, sono passeggeri e non permanenti.

Fattori di rischio ictus

I fattori di rischio di un ictus sono numerosi, e si possono dividere in due gruppi: modificabili e non modificabili.
Fattori di rischio ictus modificabili:
  • Ipertensione arteriosa cronica;
  • Fumo e fumo passivo;
  • Colesterolo alto;
  • Diabete;
  • Obesità e sovrappeso;
  • Sedentarietà;
  • Malattie cardiovascolari;
  • Pillola anticoncezionale e ormonoterapia;
  • Abuso di droghe e alcol.
 
Fattori di rischio ictus non modificabili:
  • Età superiore ai 55-60 anni;
  • Sesso: colpisce più gli uomini che le donne;
  • Razza: africani, asiatici e caraibici sono i più predisposti;
  • Familiarità con l’ictus;
  • Attacco di cuore.

Prevenire l’ictus

Se è vero che non si può avere alcun controllo sui fattori di rischio non modificabili, è altrettanto vero che lo si può avere su quelli modificabili: l’ictus si previene con comportamenti virtuosi e l’adozione di terapie mediche. Per esempio, il pericolo di ipertensione cronica si allontana con una dieta povera di sodio, un allenamento costante ed eventualmente con l’uso di farmaci ipotensivi prescritti dal proprio medico.

Ictus: i sintomi da non sottovalutare


    “Ictus“: una parola tanto temuta, almeno quanto “infarto“. Si verifica l’ictus quando un vaso arterioso cerebrale o viene ostruito o si rompe dando vita ad un’emorragia. Il blackout genera lesioni e danni gravissimi a livello sensitivo o motorio, dal momento che il sangue non riesce più a veicolare l’ossigeno nelle zone interessate. Anche se non sempre si annuncia, l’ictus può essere preceduto da particolari avvisaglie che dovrebbero metterci in guardia sul pericolo che corriamo. Secondo un rapporto della Heart and Stroke Foundation of Canada, risalente al 2011, l’ignoranza sull’ictus è ancora molto elevata, soprattutto nella popolazione femminile, “nonostante in Canada si verifichi un episodio di questo tipo, ogni 10 minuti“, dice l’istituto.
    L’ICTUS 
    L’ictus può essere emorragico (quando si verifica una vera e propria rottura dell’arteria cerebrale) ed ischemico (dovuto all’ostruzione dell’arteria, a causa di un embolo o di un deposito di placca). Quali sono i fattori di rischio? In genere, la pressione alta o l’ipercolesterolemia predispongono maggiormente al rischio di ictus, così come il diabete e l’utilizzo di pillole anticoncezionali. Anche chi soffre di problemi di coagulazione, ad esempio, rischia di sviluppare l’ ictus. Le donne che hanno avuto un aborto spontaneo hanno maggiori probabilità di soffrire di coaguli di sangue, così come quelle che soffrono di grvai forme di trombosi venosa. Lo stesso discorso vale per le persone che soffrono di livedo reticolare, una patologia caratterizzata dalla comparsa di chiazze cianotiche o rosse sulla pelle. Avete mai sentito parlare di emicrania con aura? Si tratta della condizione (fatta di disturbi visivi, visioni luminose nel proprio campo visivo) che precede o accompagna il vero e proprio mal di testa. Spesso questa fase si manifesta anche con l’indebolimento degli arti, formicolii e difficoltà nel parlare. Una ricerca scientifica pubblicata sul Journal of the American Medical Association, ha stabilito una relazione tra cefalea con aura ed un incremento del rischio di infarto e di ictus Altri fattori di rischio sono legati all’uso del contraccettivo orale, all’obesità (che favorisce la formazione di placche arteriose con conseguente ostruzione) ed al fumo che priva le cellule cerebrali del giusto apporto di ossigeno.Non esistono categorie di persone particolarmente a rischio di ictus cerebrale. Possono essere colpiti indistintamente giovani, anziani, uomini e donne anche se, con l’avanzare dell’età, le probabilità aumentano notevolmente. I SINTOMI DA NON SOTTOVALUTAREPrendere in tempo l’ictus è possibile, anche se difficile. Cogliere i cosiddetti campanelli d’allarme è, quindi, necessario per prevenire eventuali criticità. Tra le avvisaglie, ci sono l’ intorpidimento, il formicolio o la debolezza degli arti (braccio o gamba), afasia (difficoltà nel parlare), stato di confusione, problemi di vista, mal di testa lancinanti e vertigini. ICTUS E DEPRESSIONEIl dottor Adam C. Urado, professore di medicina al Tufts, ha parlato del rapporto tra ictus e farmaci antidepressivi dicendo che chi assume queste medicine, sviluppa maggiori possibilità di andare incontro ad un ictus. Dello stesso tenore è lo studio Women’s Health Initiative pubblicato online su Archives of Internal Medicine che ha seguito più di 160.000 donne in postmenopausa negli Stati Uniti per 15anni, esaminando i fattori di rischio e le possibili misure di prevenzione contro le malattie cardiovascolari, il cancro e l’osteoporosi. A distanza di uno o tre anni dall’inizio dello studio, circa 5.500 di queste donne ha assunto un antidepressivo con conseguente aumento del rischio di morte per ictus emorragico. “Ci sono altre forme efficaci di terapia per i pazienti ad alto rischio cardiovascolare che hanno anche la depressione“, sentenzia il dottor Jordan Smoller professore associato di psichiatria alla Harvard Medical School, “la depressione è un fattore di rischio noto per lo sviluppo delle malattie cardiovascolari; uno dei motivi per cui gli antidepressivi triciclici sono utilizzati meno frequentemente è il loro potenziale effetto negativo sulla funzione cardiaca“. 

    Come curare la cervicale

    Il dolore cervicale (o cervicalgia) si configura come un dolore localizzato in corrispondenza del collo, che spesso si irradia verso braccia e spalle.
     Può dipendere da colpi di freddo o posture sbagliate, ma anche da stress eccessivo. Scopriamo meglio come curare naturalmente i disturbi della cervicale.
    >  Sintomi del dolore cervicale
    >  Cause
    >  Diagnosi
    >  Cure per il dolore cervicale

    Nervi e muscolatura del collo
    Nervi e muscoli del collo

    Sintomi del dolore cervicale

    Il dolore cervicale causa problemi alla vista, formicolii e intorpidimento, rigidità del collo, tachicardia, vertigini, rigidità, specie al mattino. I sintomi possono avere variabile entità: si va dal semplice torcicollo ad un dolore che si può estendere fino alle braccia rendendo difficoltosi i movimenti, dal senso di nausea, di vertigine ai giramenti di testa, alla perdita di equilibrio o ronzii alle orecchie, ai problemi all’udito (nella zona cervicale passano le radici nervose).

    Cause

    Le cause della cervicalgia possono essere di diversa natura. Le più comuni sono;
    • Cattiva postura
    • Poca attività fisica e vita sedentaria
    • Colpi di freddo
    • Posizioni errate durante il sonno (cuscino non idonei)
    • Stress e tensioni emotive
    • Difetti occlusali delle arcate dentali
    In molti casi però, il dolore della cervicale può dipendere da lesioni ai muscoli e alle articolazioni del collo, dovuti ad esempio a fattori traumatici o sforzi eccessivi.

    Quando i dolori cervicali hanno origini psicosomatiche

    Cause psicosomatiche della cervicale

    Diagnosi 

    La diagnosi rivela un alterato assetto meccanico della regione cervicale, spesso dovuto a colpi di freddo, movimenti bruschi, postura inadeguata, stress esagerato e prolungato. Rispetto agli eventi traumatici, sono più diffusi i casi di cervicalgia causata da tensioni muscolari che si apprezzano alla palpazione sotto forma di “noduli” o “corde”. Altre valutazioni diagnostiche possono avere come esito: la degenerazione dei dischi intervertebrali, l'alterazione dei corpi vertebrali adiacenti, la stenosi del canale vertebrale. La compressione nervosa può essere confermata da esarni di imaging mediante risonanza magnetica, o da una mielografia con tomografia computerizzata.

    CURE PER IL DOLORE CERVICALE


    Alimentazione in caso di dolore cervicale 

    Il dolore cervicale è correlato spesso agli organi fegato e cistifellea. E’ necessario quindi un sostegno ad entrambi con verdure dal gusto amaro (cicoria, cime di rapa, radicchio, indivia belga) ripassate in padella con aglio e olio extravergine di oliva.
    Andrebbero consumati più di frequente alimenti quali carciofi e ortica. Utile anche una tisana di cardo o di carciofo, ottenuta mettendo a bollire una foglia della pianta per 15/20 minuti, da prendere prima di colazione e cena.
    A volte il dolore cervicale può essere conseguente a una stasi del sistema linfatico, soprattutto nelle persone predisposte a mal di gola e sinusiti. Per evitare la stasi del sistema linfatico, ma anche per supportare fegato e cistifellea, è necessario ridurre latte e derivati, grassi di origine animale contenuti in carne e insaccati, farine raffinate e cibi industrializzati.

    Rimedi fitoterapici per il dolore cervicale

    Le piante che agiscono come antinfiammatori del sistema osteoarticolari inibiscono la sintesi delle prostaglandine (PGE2), responsabili del dolore e del processo infiammatorio dei tessuti, senza danneggiare lo strato protettivo dell’apparato gastrointestinale.
    Questi rimedi possono essere assunti in forma di tinture madri o estratti secchi; oppure, come ingredienti di pomate e unguenti da spalmare sulle articolazioni doloranti.
    • Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens): la radice si è dimostrata particolarmente attiva, soprattutto, nelle situazioni che causano dolore e infiammazione come tendiniti, osteoatrite, artrite reumatoide, mal di schiena, mal di testa, cervicale, contusioni, sciatica, artrite, artrosi;
    • Boswellia: (Boswellia serrata) dal tronco e dai rametti si estrae una gommoresina, in grado di svolgere una potente azione antinfiammatoria e analgesica su diverse patologie del sistema osteo- articolare. Il suo utilizzo è consigliato nel trattamento di infiammazioni locali, disturbi degenerativi delle articolazioni, ridotte capacità motorie mattutine, dolori muscolari, reumatismi, artrosi, infiammazione dei tessuti molli come tendiniti, miositi e fibromialgia;
    • Spirea(Spirea ulmaria) i fiori e le sommità fiorite sono considerate, insieme alla corteccia del Salice (Salix alba), i “salicilati vege- tali”, e per questa ragione, sono impiegati per alleviare gli stati dolorosi causati da reumatismi articolari acuti e affezioni reumatiche in genere, artrosi, artrite reumatoide, mal di denti, mal di schiena e dolore cervicale;
    • Curcuma (Curcuma longa) la radice è tradizionalmente impiegata sia nella medicina ayurvedica, che nella medicina tradizionale cinese, per la capacità di contrastare i processi infiammatori all’inter- no dell’organismo, per questo motivo è consigliata nel trattamento di infiammazioni, dolori articolari, artrite e artrosi, cervicale.

    Fiori di Bach

    La zona cervicale della nostra colonna non si infiamma solo per fattori fisici che intervengono sul sistema osteoarticolare, ma anche per squilibri emotivi e atteggiamenti caratteriali che portano a eccessiva rigidità. 
    A volte, tale disturbo si verifica in un periodo caratterizzato da troppi impegni da gestire, così lo stress che si accumula, si scarica completamente sulla zona cervicale, portando a dolori lancinanti e contratture. 
    Per questi motivi, nella cura delle cervicalgia, i fiori di Bach possono rivelarsi un ottimo rimedio naturale. I più utili sono:


    • Rock Water: aiuta chi soffre di dolori articolari, contratture e rigidità fisica agli arti e al collo, per una concezione troppo controllata della vita, privata del lato giocoso. Indicato per chi s'impone (e impone ad altri) alti ideali di perfezione, regole fisse e inattaccabili. Chiuso in sé, è un pessimo interlocutore, non si mette in discussione; evita il confronto, pensando di avere sempre ragione, negandosi così la possibilità di crescere. Questo fiore dona flessibilità mentale, apertura, ed elasticità caratteriale. Aiuta ad aprirsi ai piaceri della vita, a sciogliere la rigidità morale, e, di conseguenza, anche quella fisica. 
    • Oak: è il rimedio per chi soffre di dolori cervicali, contratture di spalle e collo a causa di un eccessivo senso del dovere che non permette riposo. L'individuo non si sottrae mai agli impegni e lotta ogni giorno con tutta l’energia possibile, senza concedersi un attimo di tregua. Ha un senso del dovere talmente sviluppato, eccessivo, da non permettersi mai un cedimento, una malattia. Inflessibile con se stesso, auto-esigente, è un lavoratore accanito. Il rimedio aiuta a capire l’importanza di rilassarsi, di riposare; permette di prendersi le meritate pause, addolcendo il senso del dovere.

    Medicina tradizionale cinese

    Per sciogliere la contrazione dei muscoli in Medicina tradizionale cinese (MTC) si vanno a curare Vento freddo e stasi di Xue, in modo da disperdere Freddo e Umidità.
    Punti importanti sono:
    • HOU XI (a livello dell’articolazione del mignolo), elimina le sindromi da Vento-Calore, rilassa muscoli e tendini;
    • JI QUAN (al centro della fossa ascellare), elimina il Calore nel Fegato;
    • JIAN LIAO (nella fossetta posteriore della spalla), espelle il Vento; 
    • NAO SHU (sotto il bordo inferiore della spina scapolare), elimina le sindromi da Vento e dissolve l’Umidità.

    Aromaterapia per il dolore cervicale

    Gli oli essenziali impiegati contro il dolore dovuto ad artrosi cervicale, sono quelli con una spiccata attività rubefacente, cioè determinano il richiamo di sangue negli strati più superficiali della pelle, scaldando la zona e alleggerendo l'infiammazione agli strati sottostanti, proprio grazie alla sottrazione ematica. Queste essenze vanno utilizzate in uso esterno diluendole 3 gocce in un cucchiaio di olio di arnica o aggiunte a una crema neutra per massaggi. 
    • Olio essenziale di abete biancoanalgesico e antinfiammatorio, svolge un'azione antinfiammatoria, aumenta la vasodilatazione e la circolazione sanguigna locale, alleviando i dolori dell’artrosi, dell'artrite, sciatalgia, dolore cervicale e dei reumatismi.
    •  Olio essenziale gineproviene usato con beneficio contro artrosi, artrite, gotta, dolori reumatici e altre infiammazioni del sistema osteoarticolare. Se massaggiato sulla parte dolorante, stimola la produzione corporea di cortisone, con uno spiccato effetto analgesico.
    • Olio essenziale di zenzero: ha effetto antidolorifico contro rigidità muscolari e stati dolorosi dovuti a traumi, strappi, stiramenti, mal di schiena, mal di testa e dolore cervicale.

    Omeopatia 

    Aceta racemosa e Ferrum phosphoricum 5 CH (5 granuli ogni 4 ore, alternando i due preparati), trattamento utile in caso di rigidità e dolore, da diradare in base al miglioramento; Dulcamara 9 CH (5 granuli ogni 2 ore), indicato in caso di cervicalgia da esposizione al freddo o permanenza in ambienti umidi; Bryonia 7 CH (5 granuli ogni 2 ore), specie se il dolore peggiora ad ogni movimento; Calcarea fluorica 9 CH (5 granuli, 1 volta al giorno), rimedio indicato per il trattamento dell’artrosi sintomatica.

    Esercizi

    Il collo è una vera opera d'arte della natura. In esso si concentrano vertebre, legamenti, muscoli, nervi e ghiandole (la tiroide) con funzioni e interattività sbalorditive. L’origine del dolore cervicale (o cervicalgia) può derivare dal semplice spasmo muscolare dopo raffreddamento, all’artrosi (calcificazioni intorno alle articolazioni- e corpi vertebrali ), all’anchilosi spondilartritica ( perdita dell’articolarità), dove i legamenti calcificano e rendono la colonna rigida. La cervicalgia semplice è una disfunzione che risponde pefettamente alle cure manipolative (cercate sempre professionisti seri, diffidate dei terapisti della riabilitazione improvvisati).  
    Per prevenire la cervicalgia evitate di tenere posture sbagliate per un tempo prolungato; ad esempio, la posizione del mento appoggiata a una mano quando si sta davanti allo schermo). Ricordate sempre che i muscoli si adattano alla posizione assunta, per cui, se la postura è sbagliata, il muscolo si accorcia e, contraendosi, si ritrova alle prese con un ridotto apporto di sangue e di ossigeno.
    Da ciò derivano dolore, sensazione di bruciore e rigidità, che possono sfociare in nausea, capogiri, formicolii alla mano (specie se si usa molto il mouse; in quel caso si parla di mouse arm syndrome, ovvero “cervico-brachialgia da uso del puntatore”). È utile sciogliere le tensioni profonde attraverso massaggi o leggere trazioni. Ovviamente, se la postura errata è un'abitudine, poco potranno le tecniche di palpazione. 
    Vi proponiamo un piccolo esercizio per sciogliere le tensioni a livello cervicale: in piedi, inclinate il capo a destra e poi a sinistra, molto lentamente. Sentite i muscoli allungarsi a ogni espirazione, mentre raccogliete l'energia quando inspirate. Poi alzate un braccio, e abbassate l'altro; spingete entrambi indietro e invertite.
    Imparare a rilassarsi è un lavoro indispensabile per chi soffre di questo disturbo; un imperativo che sul lungo periodo porta innumerevoli benefici. Per questo può essere utile seguire lezioni di Chi kung (Qi gong) tenute da maestri esperti che sappiano guidare l’immaginazione volta a veicolare il respiro e l’attenzione tra le diverse parti del corpo. 
    Ecco intanto semplici esercizi di ginnastica isometrica che potete svolgere ovunque:

    1. Con le mani dietro la nuca forzare in avanti ed in basso la testa, focalizzando l’attenzione sulla sensazione di tensione a livello dei muscoli posteriori del collo.
    2. Con una mano sulla testa esercitare una trazione laterale verso destra e ripetere poi a sinistra, sempre mantenendo ben ferme le spalle.
    3. Volgere molto lentamente il viso verso l'alto fino da avere la testa rovesciata all'indietro. Scritto da Elisa Cappelli,  fonte dell'articolo http://www.cure-naturali.it/

    Come curare il raffreddore: 10 rimedi veramente efficaci


    Avete il raffreddore? Vi piacerebbe conoscere i rimedi naturali per alleviare i fastidi? "Il raffreddore passa da solo in sette giorni e in una settimana con le medicine", recita un vecchio detto.
    Insomma, il comune raffreddore non è nulla di grave, ma esistono alcuni rimedi naturali che possono aiutarvi a sopportare meglio starnuti e naso chiuso. E magari vi aiuteranno a guarire prima del solito.
    Ecco 10 rimedi naturali per il raffreddore.

    1) Tisana allo zenzero

    La tisana allo zenzero aiuta ad alleviare la congestione nasale, riduce l'infiammazione delle mucose e aiuta a liberare le cavità nasali. Non solo bere la tisana ma anche respirare i vapori che sprigiona può essere utile. Vi serviranno 1 litro d'acqua da portare ad ebollizione, 6 cucchiai di zenzero fresco grattugiato, 1 pizzico di cannella, qualche goccia di succo di limone. 

    2) Suffumigi agli oli essenziali

    suffumigi sono un rimedio della nonna molto popolare, consigliato in caso di raffreddore e naso chiuso. Gli oli essenziali più consigliati sono Tea Tree Oil e olio essenziale di eucalipto. Vi serviranno 5-10 gocce di olio essenziale di Tea Tree o di eucalipto (o un mix di questi due ingredienti) per una pentola di acqua bollente. Non dimenticate l'asciugamano da posizionare sulla testa mentre respirate i vapori. 

    3) Aglio e limone

    Un rimedio per il raffreddore tramandato di generazione in generazione richiede di utilizzare quattro semplici ingredienti: uno spicchio d'aglio, il succo di un limone, dell'acqua calda e un cucchiaino di miele. Mescolate il succo del limone che avrete spremuto con lo spicchio d'aglio tritato, il miele e un pochino di acqua calda. Da bere 2 o 3 volte al giorno per tutta la durata dei sintomi. 

    4) Sciroppo alle cipolle

    Questo rimedio viene considerato adatto per il raffreddore accompagnato da tosse. Sfrutta le proprietà antibatteriche e antinfiammatorie della cipolla e la capacità del miele di calmare la tosse. Può aiutare a disciogliere ed eliminare il muco. Potrete anche sostituire il miele con lo zucchero di canna integrale. 

    5) Balsamo per il petto

    Un rimedio naturale che prevede di applicare un composto balsamico sul petto per alleviare i sintomi del raffreddore. Vi serviranno mezza tazza (cup) di olio di cocco (corrispondente a 120 ml), 15 gocce di olio essenziale di eucalipto e un contenitore a chiusura ermetica. In alternativa all'olio di cocco (che con le basse temperature si solidifica) potrete usare il burro di karitè. Dovrete sciogliere a bagnomaria l'olio di cocco o il burro di karitè per poterlo mescolare all'olio essenziale. 

    6) Borsa dell'acqua calda

    Le nonne consigliano spesso di usare la borsa dell'acqua calda quando si ha il raffreddore. Ricordate di avvolgere la borsa dell'acqua calda con un telo morbido, ad esempio in flanella. Potrete sdraiarvi con la borsa dell'acqua calda posizionata dietro la schiena, oppure appoggiarla sul petto, come suggerisce Everyday Roots.

    7) Sali da bagno per il raffreddore

    Se volete provare a preparare dei sali da bagno particolarmente adatti in caso di raffreddore vi serviranno: sali di Epsom (conosciuti anche come sali inglesi) nella quantità di una tazza (che corrisponde a 240 ml), 3 gocce di olio essenziale di eucalipto, 3 gocce di olio essenziale di lavanda, 3 gocce di olio essenziale di menta. Questo rimedio sfrutta l'aromaterapia e le proprietà degli oli essenziali per aiutarvi a respirare meglio. Qui tutte le istruzioni.

    8) Gargarismi alla salvia

    Se il vostro raffreddore è accompagnato da fastidi alla gola, provate con i gargarismi. Vi serviranno: 1 tazza (240 ml) di aceto di mele 4 cucchiai di salvia essiccata o 8 cucchiai di salvia fresca, 1 cucchiaino di sale, 1 tazza (240 ml) d'acqua e 1 barattolo con coperchio almeno da 500 ml. Dovrete portare ad ebollizione l'acqua e preparare un infuso con la salvia. Scolate l'infuso separando il liquido dalla salvia. Lasciate raffreddare e mescolate l'infuso di salvia all'aceto di mele. Conservate in un barattolo ben chiuso in frigorifero fino a una settimana. Fate i gargarismi 2 o 3 volte al giorno

    9) Sciroppo allo zenzero per il raffreddore

    Bollite a fuoco lento, per circa 30 minuti, in una tazza di acqua, due cucchiaini di zenzero fresco che avrete sminuzzato. Aggiungete 120 grammi di zucchero o miele e cuocete fino a quando il composto si addensa e acquista la consistenza tipica dello sciroppo. 

    10) Rimedio naturale al limone

    Preparate un infuso a base di succo di limone, acqua tiepida, due cucchiaini di zenzero e un cucchiaio di miele: è considerato un vero e proprio toccasana che vi aiuterà a decongestionare le mucose del naso e della gola, permettendovi di tornare a respirare facilmente. Fonte https://www.greenme.it/

    Come combattere l'artrosi


    L'artiglio del diavolo è riconosciuto in tutto il mondo come un ottimo rimedio naturale contro i dolori di natura reumatoide. Per questa ragione, viene utilizzato moltissimo come rimedio della nonna e l’essenza della sua radice si può trovare anche in compresse o gocce di natura omeopatica, che vanno utilizzate diluendole in acqua. L’artiglio del diavolo si può trovare anche sotto forma di tinture, pomate o addirittura delle specie di tisane, racchiuso in una bustina, esattamente come il tè. La sua azione è potente contro il dolore e l’infiammazione, tanto che uno dei principali utilizzi è contro l’artrosi, il dolore articolare, le osteoartriti (come la periartrite), il mal di schiena, in particolare le sciatalgie.
    Certo, l’aspetto non aiuta, ed è per questo che l’artiglio del diavolo
    ha un nome tanto spaventoso: la radice di questa pianta appare come una mano mummificata, ma è un vero toccasana contro l’artrosi. Il 
    rimedio naturale rappresentato da questa pianta è quindi noto a tutti, solo che bisogna sempre stare attenti a quello che si assume, non solo per le eventuali controindicazioni, ma perché in commercio si potrebbero trovare dei derivati dell’artiglio del diavolo non esattamente di qualità. E la propria situazione, anziché migliorare, rischierebbe di peggiorare. È sempre bene quindi, prima di intraprendere una scelta, chiedere consiglio al proprio medico di base, cui sono note eventuali allergie e le cure farmacologiche in atto, e magari anche al proprio farmacista di fiducia. Per giungere in Occidente dall’Africa, come cura per l’artrosi e altri disturbi, naturalmente l’artiglio del diavolo
    ha dovuto superare dei test e delle prove che ne sancissero l’efficacia. Il risultato di uno di questi test è stato pubblicato su una rivista dal titolo Phytotheraphy Research, che come recita il nome si occupa di ricerca fitoterapica. In base allo studio pubblicato, 250 pazienti affetti da forme non troppo gravi di artrosi sono stati sottoposti per quasi due mesi a una cura a base di estratto di radice di artiglio del diavolo. Per tutti, alla fine della cura, c’era stato un miglioramento per quanto riguarda il dolore e la flessibilità delle articolazioni. Ma la cosa più importante di tutti è che il 60% delle persone che si sono sottoposte al test non hanno assunto o hanno assunto in minima parte antidolorifici chimici tradizionali. Naturalmente, per via della durata, l’esperimento non è da condurre a casa propria, tranne nel caso in cui sia un medico a chiederlo espressamente. Fonte http://www.greenstyle.it/