giovedì 17 marzo 2016

Come curare e prevenire la tosse rafforzando il proprio sistema immunitario con degli sciroppi naturali.

                             
Esistono dei rimedi naturali per combattere la tosse e le infezioni respiratorie e nel contempo permetterci di rafforzare il nostro sistema immunitario,quindi non servono medicine nocive per l'organismo,ma ottimi rimedi naturali.Un ottimo rimedio ad esempio consiste nel bere un bel bicchiere di timo,sì, perché proprio l’infuso a base di questa erba mediterranea è utilissimo a combattere mal di gola e tosse. Ma non è il solo. Con dei rimedi naturali possiamo ottenere vari sciroppi benefici che aiutino a rinforzare il nostro sistema immunitario,sciroppi che si possono fare con molta semplicità in casa,rimedi antichi quindi,rimedi che sono stati sempre molto utili ed efficaci nel combattere i vari malanni del tempo,rimedi assolutamente privi di metalli pesanti,additivi e conservanti.
1)SCIROPPO AL MIELE: l’ideale sia contro la tosse grassa che contro la tosse secca. Si prepara mescolando mezzo bicchiere di miele, un cucchiaio di olio di semi di girasole e il succo di un limone. Prima di tutto si intiepidisce il succo, poi lo si versa in una ciotola insieme all’olio e al miele. Si amalgama il tutto fino a quando non si ottiene un composto omogeneo. E il nostro sciroppo è fatto. Da conservare in frigorifero. Ne bastano due cucchiaini al giorno.
Ocimum basilicum var. pilosumOcimum basilicum var. pilosum2)INFUSO DI BASILICO: si tritano le foglie essiccate di basilico, le si fanno bollire in un pentolino con 250 ml di acqua, poi si filtra e si beve l’infuso così ottenuto.
3)INFUSO DI TIMO: come per quello di basilico, si tritano le foglie di timo, le si fanno bollire, si filtra il tutto e lo si beve.
Risultati immagini per aglio4)SCIROPPO ALL’AGLIO: se non avete appuntamenti galanti, è lo sciroppo perfetto. Bastano tre teste d’aglio, un bicchiere di aceto di mele e 40 grammi di miele. Si taglia l’aglio fine, lo si fa bollire, si unisce all’aceto e al miele. 
Risultati immagini per cipolleRisultati immagini per cipolle5)SCIROPPO DI CIPOLLE: è la variante di quello all’aglio. Anche in questo caso, meglio farlo se non avete appuntamenti galanti.                                                                Ananas6)SCIROPPO AL MIELE E ANANAS: Miele 200 gr.Ananas 300 ml.Petali di rose 100 ml.Barattolo di vetro o bottiglia.L'ananas è un frutto tropicale ed ha numerose proprietà benefiche, è un ottimo antidolorifico e un ottimo calmante per la tosse, poiché contiene degli zuccheri naturali che riducono lo stimolo causato da questa patologia. Se mescolato al miele, ci consente quindi di ottenere uno sciroppo altamente efficace, e gran parte dei meriti sono attribuiti ai suoi contenuti di zucchero, ossia destrosio al 34%, levulosio al 39% saccarosio al 10% e piccole quantità di acido formico.Procedimento; far bollire del succo di ananas facendo raggiungere il punto di ebollizione. A questo punto, si uniscono un certo quantitativo di petali di rose fresche e del miele grezzo, mescolare bene fino a sciogliere il tutto. Il composto bisogna farlo poi raffreddare, e dopo circa una mezz'ora, si filtra con un colino in un altro bollitore, dopodichè si rimette sul fuoco e si riscalda, servendolo poi bollente la sera prima di andare a dormire.  Lo sciroppo una volta realizzato può essere anche conservato, aggiungendo (se è necessario) qualche cucchiaio di zucchero, da conservare in un barattolo di vetro,ed ogni volta se ne può bere una tazzina o comunque utilizzarlo come terapia vera e propria, bevendone senza alcun problema una la mattina ed un'altra la sera. Da tenere presente infine che l'assunzione dello sciroppo appena elencato, potrebbe avere un effetto diuretico, per cui è sconsigliato a chi soffre di pressione bassa o altre patologie legate alle vie urinarie. Nei bambini è consigliabile darne periodicamente un bicchierino durante l'inverno, poiché l'azione antinfiammatoria si rivela preventiva non solo per la tosse, ma anche per le infezioni dell'apparato respiratorio.                                         Citrus × sinensisCitrus × sinensis7)SCIROPPO AL MIELE E LIMONE: l miele è un toccasana sia in caso di tosse secca che in caso di tosse grassa dove l’obiettivo sarà quello di sciogliere il catarro. Per preparare questo sciroppo ci serviranno:

il succo di 1 limone;
1 cucchiaio di olio di semi di girasole;
1/2 bicchiere di miele (di acacia o agrumi se la tosse è secca, di eucalipto se la tosse è grassa).
Scaldiamo tutti gli ingredienti in un  pentolino, mescolandoli fino a che non si sono amalgamati perfettamente, poi versiamo lo sciroppo in un barattolo di vetro sterilizzato.

Questo sciroppo va conservato in frigo e possiamo prenderne 1 o 2 cucchiaini per calmare la tosse quando si fa eccessiva.                                                                                     Risultati immagini per aniceRisultati immagini per anice8)SCIROPPO ALL'ANICE:Quando la tosse è particolarmente secca e stizzosa ci può essere d’aiuto uno sciroppo a base di anice, che ha un ottimo effetto calmante. Per prepararlo avremo bisogno di:

1 tazza di zucchero di canna integrale o stevia
1 cucchiaino di semi di anice.
Facciamo sciogliere lo zucchero in circa 100 ml di acqua portando il composto a ebollizione: aggiungiamo poi i semi di anice e facciamo cuocere a fuoco molto basso finché il non otteniamo la densità dello sciroppo.

Possiamo utilizzare questo sciroppo 2 o 3 volte al giorno e per potenziarne l’effetto possiamo scioglierne un cucchiaio in una bevanda calda (per esempio un infuso alla menta oppure all’eucalipto).       Letture e prodotti consigliati:         
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domenica 13 marzo 2016

Cos'è l'Haarp Mobile?

Cos'è il Cicap? Se li conosci li eviti!

"CICAP: se li conosci li eviti!"


È ormai da qualche anno (diciamo da quando mi occupo di controinformazione, che poi in tanti casi è l’unica informazione possibile) che non appena tocco un qualsiasi argomento “interessante” perché ancora da esplorare e da interpretare, mi imbatto in qualche “esperto” del CICAP. Sto parlando di tematiche comunemente (e spesso erroneamente) chiamate come “teorie del complotto”. Comincio dicendo che secondo me, l’utilizzo stesso dell’espressione “teorie del complotto” è fuorviante. Non ho mai avuto una chiara idea di come mai teorie e tesi alternative a quelle “ufficiali” vengano messe tutte insieme nello stesso calderone: insomma, uno che crede che la versione ufficiale degli attentati delle Torri Gemelle presenti molte incongruenze, per quale motivo deve essere messo dentro lo stesso gruppo di un “ufologo”? Che nesso hanno le due cose? Ecco per quale motivo mi fa storcere il naso l’espressione vaga “teorie del complotto”: ci sono le teorie valide e poi ci sono le panzane. Non bisogna buttare entrambe le categorie in un solo pentolone, il rischio è quello di non ragionare più con la propria testa, ma con quella degli altri. Per chi vuole, ho già scritto su questo blog sull'argomento "debunkers".

Cos’è il CICAP? Il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) è un’organizzazione italiana no-profit fondata nel 1989, che si pone come obiettivi la divulgazione del metodo scientifico e la spiegazione razionale dei cosiddetti fenomeni paranormali. Tra i soci fondatori spicca Piero Angela, il famosissimo divulgatore televisivo italiano.

Cominciamo dai meriti (innegabili) de CICAP: i loro interventi e le loro inchieste hanno sicuramente salvato delle persone che rischiavano di cadere vittime ditruffe (ad esempio sedicenti maghi, indovini, etc.) portando avanti campagne socialmente utili per evitare che questi raggiri potessero perpetrarsi ancora. Fin qui tutto bene. Ma veniamo ora alle critiche (altrettanto innegabili) che dobbiamo fare a questi signori.

Il metodo: mi dispiace, ma l’atteggiamentoultra-conservatore (quasi integralista) contro qualsiasi novità non è un atteggiamento scientifico. Esempio? L’omeopatia. Proprio sull’omeopatia sembra arenarsi oggi il CICAP, non a caso: pare che il drammatico calo di consensi e di soci (e quindi di entrate) siano in gran parte dovuti a questo atteggiamento dirifiuto anacronistico di ogni teoria alternativa (culminato con una brutta copia del “suicidio omeopatico” promosso dagli scettici inglesi). Queste posizioni medievali non sono certo ben viste,neanche dalle comunità scientifiche. Non a caso, quando il CICAP ha promossouna campagna per raccogliere 500 nuove associazioni per salvarsi dalla chiusura (quasi inevitabile) quanti “grandi scienziati” hanno sentito il bisogno di soccorrere questi prodi guerrieri della scienza? Zero. Neanche uno. E non riusciranno neanche a fare 500 soci in un anno. Il che è tutto dire. Questo atteggiamento di rifiuto èdiametralmente opposto all’atteggiamento che dovrebbe tenere uno scienziato. La scienza avanza, non conserva. Non si ferma, ma procede. Si evolve. Ergo, fatti e fenomeni che oggi parrebbero assurdi e inspiegabili, in futuro potrebbero essere accompagnati da nuove scoperte scientifiche. Certo, non con l’atteggiamento chiuso e retrogrado del CICAP. Lo scienziato deve sempre avere la mente aperta a nuove scoperte, anche se dovesse significare mettere in dubbio le passate certezze. Insomma, questi del CICAP sembrano più talebani della scienza, che scienziati o ricercatori. Se tutti gli scienziati avessero avuto le posizioni di Piero Angela (un "uomo di scienza" nuclearista contro l'energia eolica?) e del CICAP, saremmo ancora all'età della pietra.

I temi: le tematiche che toccano spesso, al contrario di quello che il loro nome lascerebbe intendere, non sono affatto paranormali. I cerchi nel grano sono fenomeni paranormali? No. L’assassinio di J.F. Kennedy a Dallas è un fenomeno paranormale? No. Il crollo delle Twin Towers l’11 settembre è un fenomeno paranormale?No. La morte di Lady Diana è un fenomeno paranormale? No. Cos’è un fenomeno paranormale, innanzitutto? Un fenomeno paranormale è un evento che risulta contrario alle leggi della fisica e agli assunti scientifici. Cosa dovrebbe fare a questo punto il CICAP, se fosse composto da persone serieIndagare! Spiegare cosa c’è di strano e, se il fenomeno è spiegabile scientificamente, dire perché. Se non lo fosse, la scienza deve saper ammettere che non riesce a trovare spiegazione a questo dato fenomeno. Cosa fa invece il CICAP? A priori, dice “questo non è possibile”. Ed ecco che il gioco riesce. Ma le cose non stanno così, la realtà è molto più graveinvece: il CICAP, “smascherando” maghi e impostori, assume una credibilità “a basso costo” (“Avete visto? Hanno scoperto il mago che ingannava la gente?”) per poi sfruttare strumentalmente questa credibilità per mettere dentro un unico calderone assieme a maghi, nani e buffoni ambulanti, anche questioni che il Sistema non vuole che vengano messe in discussione: 11 settembre, Dallas e così via. Quello che il CICAP sembra fare non è smascherare bufale paranormali: l’obiettivo è sbufalare (in malo modo e in malafede) tematiche molto più delicate (come l’11 Settembre) per indurre la gente a credere (senza porsi domande) alle cosiddette “versioni ufficiali”. Certo, ci vuole una bella faccia tosta. Specialmente in Italia, il paese delle stragi di StatoUstica, le trattative Stato-Mafia, eccetera, eccetera, eccetera.

I membri: anche i membri che compongono questo gruppo di “scienziati” (a questo punto le virgolette diventano obbligatorie) rappresentano un problema sulla credibilità di questi personaggi. Tra i membri più attivi nell’arte dello “sbufalare” troviamo Paolo Attivissimo. Ecco alcune profonde convinzioni di Paolo Attivissimo (che non si sa per quale motivo stia nel CICAP, dato che si occupa di tutto, tranne che del paranormale): l’11 Settembre due aerei che hanno causato incendi minori hanno buttato giù i grattacieli più alti degli Stati Uniti; i telefoni cellulari funzionano alla grande su aerei a oltre 10000 metri di altezza; dietro agli attentati delle Torri Gemelle non c’era nessuno nel governo americano che sapeva qualcosa (Michael Moore quindi? Tutte puttanate?); Osama Bin Laden è l’organizzatore dell’attentato, pur non avendolo mai rivendicato, ed è morto per mano dei soldati americani che hanno pensato bene di mettere una foto falsa sui giornali, buttando le ceneri del corpo in mare; non è mai successo che un governo abbia causato la morte di suoi concittadini (memorabile la smerdata che Paolo Attivissimo si è preso davanti ad un testimone oculare di Ustica); Kennedy è stato ucciso dal magazzino di libri da cui non si vedeva manco la strada; il signoraggio bancario non esiste, e va benissimo che un ente privato stampi moneta al posto dello Stato; il Papa ha ragione sempre e comunqueguai a chi mette in dubbio l’esistenza di Dio (questo tipico atteggiamento scientifico, vero?); attenti a quei cattivoni in stile Alex Zanotelli che vi terrorizzano sul tema dell'acqua pubblica; non esistono cosmetici e rossetti contenenti sostanze nocive; il Papa non ha mai detto niente di maschilista, casomai sbagliano le agenzie di stampa a riportare frasi contro le donne a lui attribuite; la verità la so solo io. Potrei andare avanti, ma tanto per dare un’idea, questo è Paolo Attivissimo, questo è il vero volto del CICAP, questo è il vero volto di Piero Angela (come dimenticarsi la sua scandalosa puntata sul “complottismo” el'altrettanto scandalosa puntata sull'energia nucleare?). Tra gli altri membri troviamo un elemento che molti di noi conoscono bene, brillante medico, ma ancor più brillante imprenditore, scaltro politico e furbo uomo d’affari: Umberto VeronesiVeronesi, pur essendo un grande scienziato (peraltro in attrito con molti dei temi del CICAP stesso, come l’abolizione della sperimentazione animale e lalegalizzazione della canapa) è anche quello della triste affermazione “Quanti danni provocano gli inceneritori alla salute umana? ZERO.” Veronesi è quello che si dice a favore delle centrali nucleari. Veronesi è quello che è senatore nelle file del Partito (anti)Democratico. Se sugli interessi economici personali viene menol’onestà intellettuale e l’evidenza scientifica, è un brutta cosa. Poi, altri membri del CICAP? Sim Sala Bim: Aldo Savoldello, alias Mago Silvan (non ho parole).

Per tirare le conclusioni, vorrei proporre un mio personale punto di vista sulCICAP: il modo in cui provano a guadagnarsi una credibilità, pur facendo del bene, è profondamente disonesto. Non ci vogliono scienziati per dire alla gente di non fidarsi di maghi e truffatori, basta un comitato di persone oneste e una corretta informazione. Il tentativo di guadagnarsi con poco sforzo una credibilità a livello pubblico è riprovevole. Utilizzare poi la credibilità ottenuta per affermare lapropria visione di un argomento spacciandola per certezza scientifica (un conto è parlare di scienza, ma questi pretendono di affermare la “verità assoluta” parlando di questioni politiche internazionali) è ancora peggio11 Settembre: ci sono oltre 2000 architetti nel mondo che affermano che il crollo delle torri e altri episodi riportati nella versione “ufficiale” non quadrano; ci sono i familiari delle vittime che chiedono verità perché non si bevono la versione “ufficiale” dei fatti: un atteggiamento scientifico dice “rifacciamo un'indagine, che siarealmente indipendente, e poi rivalutiamo la faccenda.” Le follie di Paolo Attivissimo sull’attentato delle Torri Gemelle sono un'offesa all’intelligenza umana, nonché una tematica fortemente al di fuori del reparto “paranormale” a cui dovrebbero attenersi questi signori del CICAP, stando al nome che loro stessisi sono dati.

Che dire, tutta questa storia, oltre all'avermi fatto conoscere meglio questi disinformatori di professione, mi ha anche dato una percezione più esatta di ciò che è il Sig. Piero Angela: unultra-conservatore dalla dubbia onestà intellettuale, un buon divulgatore (buono, maniente di più: evitiamo di divinizzarlo solo perché ci tocca avere Giacobbo alla Rai), una persona che dovrebbe avere il buon gusto di tacere su quello che non gli compete. Beh, tanto vale non scaldarsi: questi talebani della scienza vedranno presto la loro fine, ormai non li ascolta più nessuno. Falliranno e potranno essere felici digingillarsi con i loro dogmi, mentre la Scienza (quella vera) va avanti. 

"L'immaginazione è più importante della conoscenza" (A. Einstein) http://www.peggiopalaiablog.it/2013/08/cicap-se-li-conosci-li-eviti.html

Cos'è un Troll?

Un troll, nel gergo di internet e in particolare delle comunità virtuali, è un soggetto che interagisce con gli altri tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente senza senso, con l'obiettivo di disturbare la comunicazione e fomentare gli animi. I primi riferimenti all'uso del termine "troll" sono presenti nell'archivio Usenet e risalgono agli anni ottanta.Non è tuttavia chiaro se il significato attribuito al termine fosse quello successivamente attribuitogli o se fosse un semplice epiteto utilizzato fra i vari possibili.
L'origine più probabile del termine troll è nella frase "trolling for newbies", che divenne popolare nei primi anni 1990 nel gruppo Usenet alt.folklore.urban: un detto scherzoso fra utenti di lunga data che presentavano domande o argomenti tanto ripetuti e dibattuti che solamente un nuovo utente poteva perder tempo a rispondervi. Altri estesero il significato per includere il comportamento di utenti disinformati; tuttavia i troll erano ancora considerati nell'accezione ironica, più che provocatrice.
Nella letteratura la pratica venne documentata da Judith Donath nel 1999, che citò molti esempi aneddotici provenienti da vari gruppi Usenet. Secondo Donath:
« Nel mondo fisico c'è una intrinseca unità fra identità e individuo, perché il corpo fornisce di per sé una adeguata e inappellabile definizione di identità: la regola è "un corpo, una identità". (...) In questo il mondo virtuale è diverso, perché è composto di informazione invece che di materia. »
Donath fornì una sintetica panoramica dei comportamenti che si basano sulla confusione fra comunità fisica e virtuale:
« Agire come troll è un gioco di false identità, compiuto senza il consenso degli altri partecipanti. Il troll cerca di farsi passare per un legittimo utente che condivide gli stessi interessi e argomenti degli altri; i membri del gruppo, se riconoscono un troll o altri impostori, cercano sia di distinguere i messaggi reali da quelli degli impostori, sia di fare in modo che l'impostore abbandoni il gruppo. Il successo o meno di questi tentativi dipende da quanto sono bravi (sia gli utenti sia i troll) a individuare le rispettive identità; alla fine, il successo o meno di questa strategia dipende da quanto diminuisce il divertimento che il troll ricava da questo gioco a causa del "prezzo" imposto dal gruppo. »
« D'altro canto i troll possono danneggiare il gruppo in molti modi. Possono interrompere le discussioni, dare cattivi consigli, minare la fiducia reciproca della comunità degli utenti. Inoltre un gruppo di discussione che sia stato oggetto di attacco di un troll può "sensibilizzarsi" e rifiutare di discutere o rispondere a domande oneste ma ingenue, scambiandole per ulteriori messaggi del troll: questo può portare a osteggiare un nuovo venuto, che non sa nulla di tutta la vicenda e si ritrova rabbiosamente "accusato". Anche se l'accusa è infondata, essere considerati dei troll è molto dannoso per la propria reputazione online. »

Uso e significato del termine.


"Non alimentare i Troll"
Il termine troll deriva dalla mitologia norrena. Nell'accezione originale, indica una omonima creatura fantastica, generalmente malvagia, con carattere antropomorfo, abitante nell'Europa settentrionale, in particolare in Norvegia
Alternativamente, l'origine proverrebbe da un altro significato del verbo inglese to troll, muovere un'esca in modo tale da spingere un pesce ad abboccare. Secondo questa interpretazione, solo successivamente sarebbe nata l'identificazione con il personaggio mitologico.
Dal sostantivo troll si derivano comunemente, sia in lingua inglese sia tramite l'adattamento allalingua italiana, il verbo to troll (tradotto in trollare o trolleggiare), trolling (trolleggio), ovvero l'agire come un troll (fomentare gli animi provocatoriamente).
Nel linguaggio di internet, dare del troll a qualcuno significa postulare una congettura sul motivo per cui agisce, mentre il verbo derivato (to trolltrollare) descrive la percezione che si ha riguardo al suo comportamento. L'azione di comportarsi come un troll può però essere legata anche al contesto e alla personalità di chi scrive. È possibile, infatti, agire come un troll senza averne l'intenzione: irritando una comunità in modo non volontario e in buona fede.
Il significato di troll ha inoltre confini soggettivi e variabili a seconda del contesto: un comportamento che nella comunicazione interpersonale potrebbe venire considerato un semplice sfogo o uno scatto d'ira, potrebbe essere etichettato come "trollare" nelle discussioni su Internet. Una discussione animata per taluni interessante, potrebbe essere reputata da troll per altri.
In casi frequenti, il termine troll è utilizzato anche per screditare - con malafede o meno - un utente che porta una posizione opposta alla propria o a quella maggioritaria, generando nel gruppo forme di rigetto.
Alimentare i troll (to feed the troll) è infine una locuzione utilizzata per indicare il "dare corda" ai provocatori, rispondendo loro ripetutamente e dando loro così nuovo materiale su cui agire. "Per favore non alimentate i troll" (please don't feed the troll) è perciò un suggerimento comune che gli utenti esperti inviano ai nuovi, quando pensano di aver individuato un troll, al quale l'utente sta involontariamente dando benzina da gettare sul fuoco.

Comportamento tipo.


Rappresentazione storica e tipica in formato testuale ASCII di un troll che regge un cartello di avvertimento ("non alimentare i troll")
Di norma l'obiettivo di un troll è far perdere la pazienza agli altri utenti, spingendoli a insultare e aggredire a loro volta (generando una flame war). Una tecnica comune del troll consiste nel prendere posizione in modo plateale, superficiale e deciso su una questione vissuta come sensibile e già dibattuta dagli altri membri della comunità (per esempio una religion war). In altri casi, il troll interviene in modo apparentemente insensato o volutamente ingenuo, con lo scopo di irridere quegli utenti che, non capendone gli obiettivi, si sforzano di rispondere a tono ingenerando ulteriore discussione e senza giungere ad alcuna conclusione concreta.
Il cross posting, ovvero la pubblicazione di un messaggio in più sezioni diverse, è un sistema utilizzato dal troll per infastidire più gruppi contemporaneamente. Un troll particolarmente tenace e astuto può scoraggiare gli utenti di una comunità virtuale fino a causarne la chiusura. La figura del troll può coincidere in alcuni aspetti con quella del fake, ovvero colui che disturba una comunità fingendosi qualcun altro. Tuttavia, un fake potrebbe partecipare in modo disciplinato e costruttivo alla conversazione (diversamente dal troll), mentre un troll potrebbe non celare né falsificare la propria identità (diversamente dal fake). Sovente le due figure, però, hanno obiettivi sovrapponibili.
Alcuni tipi di messaggi e attività associati all'azione del troll:
  • L'invio di messaggi intenzionalmente sgarbati, volgari, offensivi, aggressivi o irritanti.
  • L'invio di messaggi con contenuti senza senso, detto in gergo informatico flood (come: semplici parole, lettere, emoticon, testi casuali)
  • L'invio di un numero di messaggi, anche se non particolarmente provocatori o insensati, tale da impedire il normale svolgimento delle discussioni.
  • L'invio di messaggi volutamente fuori tema (con frasi come: "come sviluppo la mia pagina web?", in un forum nel quale si parla di musica).
  • L'invio di messaggi contenenti errori portati avanti con finta convinzione (con frasi come: "Così è la vita è certamente il miglior film di Roberto Benigni, checché ne diciate!").
  • L'invio di messaggi a scopo di disinformazione e critica insensata.
  • Il perorare intenzionalmente e con tensione un'argomentazione basata su un errore difficile da dimostrare o su opinioni potenzialmente verosimili, facendosi seguire nella discussione dalla comunità.
  • Il pubblicare contenuti di disturbo come suoni, immagini o link a siti offensivi, sovente mimetizzandoli come innocui.
  • Lo svelare trame di film o libri senza avvertire (in gergo "spoilerare").
  • Lo sbagliare deliberatamente e ripetutamente i nomi (di persone o cose) o regole grammaticali per irritare gli altri utenti.
  • L'attribuire a tanti l'opinione di uno, vittimizzandosi e non rispondendo nel merito, spingendo possibilmente altri utenti a prendere le proprie difese (con frasi come: "vi siete coalizzati contro di me").
  • Il ridicolizzare o denigrare ripetutamente gli interventi di un utente "concorrente".
  • Lo scrivere deliberatamente messaggi enfatici su un dato argomento divertendosi alle spalle di chi corrobora poi la propria fasulla tesi.
  • Il portare avanti tesi opposte a quelle dichiaratamente discusse nella comunità, con argomentazioni vaghe, imprecise e pretestuose, generando quindi flame (per esempio pubblicando teorie creazioniste in un forum di evoluzionisti o viceversa).


Lo spammer ("link spammer troll")
Questo tipo di troll in genere posta messaggi o commenti che contengono poco o nulla se non un lungo elenco di link a video o ad articoli che tentano di dimostrare tesi generalmente create dai disinformatori di regime,la cosiddetta disinformazione di Stato. «Uno spammer pensa che solo riuscendo a postare abbastanza link a video contenenti immagini sgranate e filmati al rallentatore sarà finalmente visto come un perseguitato cercatore di verità, piuttosto che come un ossessionato.»:

Il rancoroso ("hate troll")
I troll di questo genere sfruttano ogni occasione per insultare, umiliare, minacciare, ricattare e ferire altre persone online. Per ottenere il loro scopo si dedicano alla pubblicazione di commenti odiosi e discriminatori o alla raccolta e alla diffusione di informazioni sensibili sulle persone cercando di ledere il loro diritto all'anonimato.
Il doganiere ("show me the passport troll")
In tutto e per tutto simile al rancoroso quanto a violenza verbale, se ne distingue unicamente per il fatto di utilizzare il proprio nome reale invece di un nickname. Questo gli consente di acquisire maggiore credibilità nelle minacce che proferisce o di avere un argomento in più per tentare di ledere il diritto altrui all'anonimato, facendo percepire quest'ultimo come una mancanza di trasparenza o una colpa su cui far leva per ottenere dati sensibili dal bersaglio.

Motivazioni

Secondo vari studi, sebbene comportamenti di disturbo siano riscontrabili anche nelle normali relazioni interpersonali, un ruolo chiave che spinge ad agire come troll nelle comunità virtuali è la sensazione di anonimato o di minore esposizione che molti utenti percepiscono durante la navigazione su internet.
Poiché la definizione stessa di troll non è condivisa, cosa spinga un utente ad agire come tale è oggetto di dibattito. Alcune motivazioni:
  • Ricerca di attenzione: dominare la discussione incitando l'astio e dirottando efficacemente l'attenzione verso di sé.
  • Divertimento o satira: irridere chi si infervora seriamente e perde tempo per le parole volutamente provocatorie di un totale sconosciuto, provocando grandi discussioni con poca fatica.
  • Disagio personale: reazione a situazioni di disagio familiare, scolastico, finanziario o relazionale; per esempio combattendo sentimenti di inferiorità attraverso l'esperienza di controllare un ambiente.
  • Modificare l'opinione: ostentare opinioni estreme per fare in modo che le proprie vere opinioni, poi, sembrino moderate, e convincere quindi un gruppo di utenti a seguirle.
  • Combattere il conformismo: rompere la chiusura e il conformismo del gruppo agendo con una "terapia d'urto".
  • Attaccare un utente o un gruppo: agire personalmente contro un soggetto o gruppo di soggetti per ripicca, gelosia, non condivisione di idee o altra ragione.
  • Diminuire il rapporto segnale/rumore: diluire i messaggi informativi in un fiume di messaggi inutili, per far perdere interesse e utilità al gruppo o all'argomento discusso.
  • Verificare la robustezza di un sistema: violare le regole e i termini d'uso per controllare se e come gli amministratori/moderatori prendono contromisure.
  • Ricerca sociologica: studiare il fenomeno per ragioni di ricerca sociologico/scientifica.

I soggetti coinvolti.

Nelle comunità virtuali, alcuni utenti agiscono come "cacciatori di troll", entrando volontariamente in conflitto con altri utenti che reputano tali e finendo per essere a loro volta dannosi per la comunità (dando, per l'appunto, "da mangiare al troll").
Durante i conflitti causati dai troll il comportamento degli utenti si può dividere in categorie:
  • Il Troll: chi attivamente fomenta gli scontri e gli attriti (volontariamente o involontariamente).
  • Dirottatori o Foraggiatori: coloro che rispondono animatamente ai messaggi provocatori del troll, "dandogli da mangiare".
  • Il Cacciatore di troll: che non inizia il conflitto, ma se coinvolto ricambia con eguale protervia, talvolta sfruttando il troll stesso per agire in modo aggressivo e accusando quindi spesso falsi positivi.
  • Il Nobile: chi cerca di ignorare il conflitto, continuando a discutere gli altri argomenti; esprimendo disapprovazione per il troll ma non sfidandolo, postando consigli semplici ed efficaci del tipo "non date da mangiare ai troll" o altre frasi volte alla pacatezza o all'ironia gentile ("suvvia, ragazzi, ignoratelo e se ne andrà da solo").
  • Moderanti o Moderatori: chi cerca di risolvere attivamente il conflitto in modo che tutte le parti in causa restino il più possibile soddisfatte, dando talvolta involontariamente "da mangiare ai troll".
  • Gli Spettatori: chi si allontana dal conflitto limitandosi a osservare o ad abbandonare la comunità.

Contromisure alle azioni di disturbo

La soluzione più comune alle azioni del troll è ignorare le provocazioni, resistendo alla tentazione di rispondere. Se il sistema lo permette, si possono inoltre applicare filtri che rendono invisibili al resto della comunità i messaggi inviati dagli utenti segnalati al sistema come disturbatori (per esempio i killfile nel caso dei newsgroup, o le "black list"). Altra soluzione, specie se la discussione sta degenerando, è sfruttare le capacità degli utenti moderatori che pacatamente cercano di riappacificare gli animi. Poiché esistono diversi motivi che portano ad assumere il comportamento tipico di un troll, alcuni non in malafede, attribuire a un utente l'etichetta di troll può generare ulteriori tensioni. La letteratura sulla risoluzione dei conflitti in sociologia, suggerisce infatti che indicare una persona come un disturbatore non sempre aiuti a far cessare i comportamenti indesiderati. Una persona allontanata da un gruppo sociale, può infatti assumere il ruolo di antagonista e cercare di disturbare o far arrabbiare ulteriormente i membri del gruppo. L'etichetta di "troll" può quindi perpetuare o aggravare il comportamento del disturbatore. Fonte  https://it.wikipedia.org/, ma state attenti,questa fonte capovolge e distorce la reale verità. Ps: Articolo modificato, sono state omesse fandonie create dal Cicap per capovolgere certe profilazione per sfruttarle a loro vantaggio e sempre a discapito dei ricercatori d'inchiesta. Ethan. ;)

Cos'è la Geoingegneria Clandestina?

Quanti di voi hanno sentito mai parlare di geoingegneria clandestina, di scie chimiche, del progetto HAARP? Non molti, ma ultimamente il dibattito sta spopolando sul web e in particolare su Facebook.

L’argomento viene immediatamente associato al “complottismo“: chiunque ne parli è un sostenitore della Teoria del Complotto. Ciò vale a dire che appena faremo una domanda a qualche ente ufficiale, ad una testata giornalistica, ad un servizio di previsioni meteo, la risposta sarà ben chiara: è tutto FALSO.
Come mai? Evidentemente hanno numerose prove, ed è certo e sicuro che non esistano la geoingegneria clandestina, le scie chimiche e tutto il resto. Oppure no? Fermiamoci un momento: cos’è la geoingegneria clandestina, cosa sono le chemtrails (termine inglese della parola scie chimiche), cos’è il progetto HAARP?  HAARP sta per High Frequency Active Auroral Research Program. Per capire meglio in cosa consiste il progetto, vi invitiamo a leggere l’articolo proposto da ScieChimiche.org qui.
Vista aerea dell'impianto HAARP geoingegneria clandestina
Vista aerea dell’impianto HAARP – Wikipedia
In poche parole la geoingegneria illegale consisterebbe nell’uso delle antenne del progetto HAARP e nell’irrorazione di sostanze chimiche dagli aerei. Secondo le fonti ufficiali e gli eroi che proteggono la società dalle bufale, si tratterebbe soltanto di vapore acqueo. Avete mai fatto caso alle scieche rilasciano gli aerei, a volte, nel cielo?
Molte persone sostengono che, fino a qualche anno fa, non si erano mai viste. Queste scie spesso si dissolvono in pochi secondi, ma alcune volte persistono nel cielo, anche per molti minuti. Allora sono scie di condensa o chimiche? Lecontrails, o scie di condensazione, sono un fenomeno raro che può avvenire solo con questi determinati parametri: quota superiore agli 8000 m, umidità relativa vicina al 70%, temperatura inferiore ai -40°C.
Foto antenne progetto HAARP geoingegneria clandestina
Foto antenne HAARP
Ma gli aerei che rilasciano scie sono ad altitudine non superiore ai 4000 m e le scie compaiono anche quando l’umidità relativa non è vicina al 70% e la temperatura non è inferiore ai -40°C. Com’è possibile? Ogni giorno sopra le nostre teste passano aerei che rilasciano scie, e quindi non sono di condensa! Allora il nostro Governo ci ha nascosto tutto questo per anni? Irrorano ogni giorno sostanze chimiche nei nostri cieli, a nostra insaputa!
 Secondo gli scienziati dell’IPCC il riscaldamento globale è infatti ormai incontrovertibile e il fattore predominante che lo sta causando è l’azione umana. Le temperature sono aumentate e continueranno a farlo a causa delle nostre emissioni di gas serra, cresciute a dismisura da quando siamo entrati nell’era industriale alimentata dalle fonti energetiche fossili.

Ormai l’obiettivo dei negoziati internazionali sul clima è solo quello di limitare i danni, cercando di mantenere l’aumento della temperatura terrestre entro i 2 °C (anche se potrebbero essere già troppi).

Gli altri effetti del cambiamento climatico li abbiamo sentiti descrivere spesso: vanno dall’aumento degli eventi meteorologici estremi (alluvioni, nubifragi, tempeste, intense ondate di freddo e di caldo, siccità) all’innalzamento del livello dei mari, fino all’arrivo di nuove malattie infettive.

La soluzione è tanto semplice quanto allo stesso tempo critica: cambiare radicalmente il nostro sistema produttivo. E per farlo, probabilmente, cambiare anche il credo dominante del nostro secolo: il paradigma della crescita economica infinita e il dogma del libero mercato.

Non a caso la storia dei trattati internazionali per ridurre le emissioni di gas serra è stata finora alquanto fallimentare…

Ecco che allora si cercano vie alternative…. la geoingegneria!

Ovvero, in una frase, “business as usual”, continuare a fare affari come se nulla fosse. Bruciare quel che resta dei combustibili fossili e, magari, passare gradualmente ad altre fonti sempre pericolose e inquinanti ma che emettano teoricamente meno CO2 (metano, carbone “pulito” o nucleare!) cercando di mantenere nelle stesse mani le posizioni di potere.

Come fare però a tentare di schivare gli effetti negativi del cambiamento climatico?

La geoingegneria propone di usare metodi come lo spargimento di particelle di biossido di zolfo nell’atmosfera per riflettere la luce solare, oppure “fertilizzare” gli oceani con limatura di ferro per incoraggiare la crescita di alghe capaci di assorbire i gas serra. Oppure, ancora, spendere quantitativi enormi di energia per rimuovere la CO2 dall’atmosfera “sequestrandola” nelle profondità della terra.

Ovviamente gli effetti a lungo termine di queste tecnologie sono largamente sconosciuti e diversi esperti hanno mostrato preoccupazione sui loro rischi. Giusto un esempio: uno studio nel Journal of Geophysical Research, suggerisce che la geoingegneria ridurrebbe considerevolmente le precipitazioni, fino a impattare i raccolti e l’acqua potabile. Inoltre, queste tecnologie rimuoverebbero soltanto il sintomo della febbre climatica, senza intaccarne le cause; vale a dire la concentrazione di gas serra, che continuerebbe a crescere rendendoci sempre più dipendenti dagli interventi tecnologici di raffreddamento del pianeta.

La National Academy of Sciences ha pubblicato un rapporto dove si citano i rischi e i limiti di queste tecnologie e si arriva alla seguente conclusione: “La riduzione delle emissioni è di gran lunga il modo migliore di affrontare il problema”. E ancora: “Gli effetti collaterali sono sconosciuti. La sperimentazione di alcuni paesi potrebbe avere effetti devastanti su altri paesi e sul sistema climatico globale”.

E poi c’è un rischio ulteriore, ancora più preoccupante.

Secondo le dichiarazioni di un illustre climatologo dell’IPCC, Alan Robock, la CIA, l’agenzia di spionaggio per l’estero degli Stati Uniti, starebbe finanziando gli studi sulla geoingegneria con la prospettiva di usare questa tecnologia per fini militari.

In quale senso ce lo può dire già ora la storia. Modificare il clima per mettere in difficoltà Paesi nemici causando danni e morti con alluvioni, come si fece in Vietnam, oppure distruggere i raccolti causando estreme siccità, come successo a Cuba. Per questo, l’uso del tempo come arma è stato vietato nel 1978 in base all’ENMOD (Environmental Modification Convention).

Insomma c’è da tenere alta la guardia. Anche perché, secondo l’American Association for the Advancement of Science, sarebbe ora di superare la fase sperimentale usando modelli matematici e passare invece a testare queste tecnologie “sul campo”, quindi sulle nostre teste.
Ethan.