venerdì 5 giugno 2015

Veronesi convalida il Metodo Di Bella: Il tumore regredisce

di-Bella (1)

Ci sono voluti parecchi anni, ma alla fine il metodo Di Bella, la cura anti-tumori a base di farmaci biologici, creata dal medico fisiologo scomparso nel 2003, è stata riconoscita valida da Umberto Veronesi.
Uno studio scientifico dell’Università di Firenze e approvatodall’Istituto europeo per l’Oncologia, ha confermato, infatti, la validità del metodo.
E viene da sorridere, perchè lo stesso, identico metodo fu bocciato dalministero della Salute nel lontano 1998. Lo studio dell’Università di Firenze è stato pubblicato sulla celebre rivista European Journal of Pharmacology ed ha avuto il benestare scientifico dell’Istituto europeo di Oncologia, capitanata dal professor UmbertoVeronesi.
A quindici anni dalla fine della sperimentazione il Metodo Di Bella sta tornando a far parlare. Migliaia di pazienti si stanno rivolgendo a Giuseppe Di Bella, che sta portando avanti la terapia inventata dal padre Luigi, per essere curati. Ci sono, inoltre, migliaia di casi di guarigione e i tribunali di diverse città hanno imposto alle ASL locali di rimborsare le cure ad alcuni malati. La sperimentazione di questa terapia alternativa era stata bocciata a fine anni ’90, ma da un’indagine del PM Raffaele Guariniello era emerso che c’erano stati gravi errori nella sperimentazione. È significativo un articolo di Marco Travaglio pubblicato su Repubblica nel settembre del 2000, in cui il giornalista raccontava i lati oscuri della vicenda. Dosi sballate e farmaci scaduti, così la sperimentazione della cura Di Bella è stata corrotta da gravi irregolarità che volevano farla bocciare! Troppi interessi economici delle case farmaceutiche che non potevano guadagnare con questo metodo come invece continuano a fare con le chemioterapie e farmaci dannosissimi.
Lo spiraglio di luce arriva dall’ Università di Firenze, là dove uno studio scientifico ha confermato la veridicità scientifica della cura del dottor Luigi di Bella. Spiraglio ancor più importante è stato conferito dal fatto che lo stesso illustre medico: Umberto Veronesi  ha mostrato la sua approvazione nei confronti di un metodo diffuso già da moltissimi anni.
«Effetti combinati di melatonina, acido trans retinoico e somatostatina sulla proliferazione e la morte delle cellule di cancro al seno».
È il titolo della ricerca condotta dall’università di Firenze e appena pubblicata su European Journal of Pharmacology. La prova che l’insieme di queste sostanze arresti il tumore al seno è avvenuta in un laboratorio del dipartimento di anatomia umana, su cellule in vitro. Le tre sostanze, prese singolarmente, hanno alle spalle ampia letteratura scientifica come farmaci anti-cancro. Ma gli stessi principi attivi, adoperati insieme, l’uno a rafforzare l’altro, fanno parte del metodo Di Bella.
Per far pubblicare lo studio i ricercatori hanno dovuto però eliminare il riferimento a Di Bella: “Non avrebbero mai accettato un lavoro che portasse il nome Di Bella”,ha dichiarato uno dei conduttori.
Arriva anche dal tribunale di Foggia una sentenza importante a favore del metodo Di Bella. Due donne, entrambe alle prese con una recidiva da tumore al seno, sono riuscite a fermare il cancro grazie alla terapia biologica messa a punto dal professor Luigi Di Bella.
L’International Journal of Molecular Sciences, nota e prestigiosa rivista medico-scientifica internazionale, ieri ha pubblicato e documentato i molteplici meccanismi d’azione antitumorali della melatonina, la sua determinante e insostituibile funzione nella prevenzione e nel trattamento dei tumori, delle malattie degenerative e di malattie del sangue, riconoscendo espressamente al professor Luigi Di Bella la priorità assoluta in queste innovative e determinanti acquisizioni scientifiche.
Che la melatonina avesse delle incredibili proprietà non deve sorprende se pensiamo che è prodotta dalla ghiandola pineale, che in fin dalle tradizioni antiche, è ritenuta essere custodi di grandi poteri, vedi l’articolo EPIFISI O PINEALE, GHIANDOLA MAGICA DEL CORPO UMANO.
TESTIMONIANZA: ENZO - 18 anni – Diagnosi: Linfoma n.H. tipo Burkitt stadio IV. Ecografia addominale Ospedale di zona 25/2/96: “..notevolissimo aumento volumetrico del fegato che presenta disomogeneità strutturali-aree ipoecogene del diametro max di 11 cm e presenza all`ilo di aree ipoecogene sfumate di 3 cm. Area di ipoecogenicità anche al III inferiore del rene destro a livello parenchimale`. . Indagini Clinica Pediatrica S. Orsola Bologna 29/2/96: Gl. Bianchi 22.380, piastrine 172.000. Aspirato midollare in 3 sedi: `Sangue di aspirato midollare a cellularità discreta e monomorfa. Il parenchima midollare è interamente sostituito da un tappeto di elementi a carattere linfoblastico di medie dimensioni, citoplasma abbondante, basofilo e vacuolato, nucleo a contorni irregolari, cromatina fine. Conclusioni: midollo sostituito da parte di elementi Burkitt-like (L3)`. Biopsia del midollo osseo: `Fenotipo immunologico compatibile con disordine linfoproliferativo monoclonale di tipo B`. Diagnosi conclusiva (lettera di dimissioni 2/4/96): `Linfoma n.H. tipo Burkitt addominale IV stadio`. Tutto inizia nel gennaio 1996 con febbre e tosse, attribuite a semplice influenza. Dopo l`apparente ristabilimento, la febbre si ripresenta una seconda e poi una terza volta. A questo punto viene eseguita una radiografia del torace e, nuovamente, viene confermata l`errata diagnosi: broncopolmonite post-influenzale. Inesorabile terapia antibiotica e successiva RX il 14 febbraio: tutto a posto, viene sentenziato. E` il terzo errore. Una settimana dopo compaiono dolori addominali, nausea e stipsi. Ricovero all`ospedale di zona e quarto errore diagnostico: “microascessualizzazione interessante fegato, milza e rene destro”. Al di là della terminologia ridondante che sembra voler surrogare l`evidente incapacità professionale, il processo viene attribuito a un fatto…..micotico. Finalmente le indagini di rito danno il responso che i camici bianchi si sono dimostrati incapaci di dare (“Linfoma n.H. tipo Burkitt IV stadio”), un responso terribile perché non lascia alcuna speranza, sia per la tipologia patologica che, soprattutto, per lo stadio rilevato, e il piccolo Enzo parte con i suoi per Bologna. Dopo gli ulteriori esami descritti in apertura, inizia la chemioterapia, “`Protocollo LMB 89 gruppo C”. Ma già il secondo giorno occorre sospendere, a causa dell`insorgenza di insufficienza renale acuta, trattata con sette sedute di emodialisi. L`otto marzo sopraggiungono crisi convulsive. Dopo una settimana riprendono le sedute di chemio. Un mese dopo inizia il terzo ciclo, a seguito del quale si presentano “micosi del cavo orale, blocco intestinale, alopecia, cefalea e un calo drammatico delle piastrine”.
“Io e mio marito” ricorda la mamma di Enzo “vivevamo praticamente in ospedale. C`era persino una cucina per i genitori dei bambini, dove si poteva preparare da mangiare. Un giorno venne trovarci un amico, che ci portò ritagli di giornale dove si parlava della cura praticata dal Professor Di Bella”.
Viene sentenziata la remissione completa, ma il 18 aprile si rende indispensabile un ricovero d`urgenza presso l`ospedale di zona per una grave trombocitopenia ed anemia. A questo punto i genitori rifiutano di continuare e decidono di rivolgersi al Prof. Luigi Di Bella, proprio mentre i medici del S. Orsola propongono, quale `ultima ratio`, un trapianto di midollo con la sorellina donatrice.
E` sempre la mamma a parlare: “Se per il professore la malattia di mio figlio era stupida, perché bastava trovare i farmaci, per noi riuscire a trovare il professore è stata l`impresa più complicata di tutta la vicenda. Il resto è stato facilissimo”.
In quel periodo lo 059/333.904 era il telefono più caldo di Modena ed era quasi impossibile -non è un`iperbole – riagganciare la cornetta senza che immediatamente la suoneria squillasse nuovamente.
“Ma una bella mattina, alle sei, mio marito riesce finalmente a trovare la linea libera. E` il professore in persona che risponde”.
Un primo trauma deriva dalla risposta alla richiesta di appuntamento: “venga quando vuole”.
Partono per Modena. “Non ho mai assistito a una visita medica simile a quella che fa il professore. Non si fida delle carte, per cui esegue un controllo di tutte le parti del corpo come non ho mai visto fare da nessun altro. C`è un gran silenzio e, per ascoltare i battiti cardiaci, addirittura s`inginocchia”: così la signora rievoca quel primo incontro.
Iniziano il Mdb, non senza disturbi psicologici: “Per gli altri, noi eravamo gli assassini di nostro figlio. Non c`è stata persona che non ci abbia detto che con quella avremmo ammazzato Enzo. Ma non ne potevamo più di vederlo consumarsi ogni giorno di più”.
I risultati si fanno evidenti in tempi rapidi: “Nel giro di un mese, il bambino sta ogni giorno meglio. Tant`è vero che d`estate riusciamo anche ad andare in vacanza in montagna, ed io me lo trovo aggrappato sulle rocce, oppure a correre e saltare attorno a casa, mentre solo qualche mese prima non riusciva quasi più ad alzarsi dal letto”.
Nell`ottobre successivo si rileva una recidiva. Corsi a Modena, il fisiologo passa in rassegna terapia e modalità di somministrazione, ritenendo impossibile il decorso sfavorevole se la prescrizione è stata fedelmente seguìta, e rileva un errore di interpretazione dei dosaggi di somatostatina da parte del padre di Enzo, che gliene somministrava 1/15 di quanto prescritto. Rimediato all`equivoco, si assiste ad una graduale scomparsa del tumore, confermata da diverse ecografie e dagli esami ematochimici, e divenuta totale nella primavera del 1997.
Oggi Enzo è un giovanottone pieno di salute e con una statura da pallavolista. Tante, troppe persone, si sono ripresa la vita allontanandosi dal loro salvatore con la salute riconquistata sotto braccio e senza neanche ringraziare; qualcuno ha addirittura contraccambiato vita e affetto con indicibili bassezze nei confronti dello scienziato e di quanto più gli era caro nella vita, i suoi figli; ma il papà di Enzo ha conservato in cuore non solo la venerazione per chi gli consente oggi di guardare con gioia e fierezza quel ragazzone, ma la determinazione di impegnarsi perché la tragedia che si avvicinava inesorabile non colpisca più nessuna famiglia.
Nessuno dei bambini ricoverati con Enzo è oggi di questo mondo.
Tuttavia per avere la prova del fatto che MOLTISSIME PERSONE sono riuscite a guarire grazie a queste stesse cure, date un’ occhiata QUI    FONTE http://www.dionidream.com/veronesi-convalida-il-metodo-di-bella-il-tumore-regredisce/

AIUTIAMO MAMMA RITA,CON QUESTA SCUSA STANNO CERCANDO DI FERMARE TANKER ENEMY,NON PERMETTIAMOLO!!!

I giudici civili sono ancora protagonisti di un'aberrante sentenza che vede condannata in appello la mamma di Antonio e Rosario Marcianò. Infatti i giudici della Corte d'appello di Genova hanno incredibilmente ribaltato la sentenza di primo grado, verdetto che vedeva vincitori gli allora coniugi Pasquale Marcianò (deceduto nel 2011) e Ciniglio Rita.

La sentenza, subito esecutiva, condanna al pagamento immediato delle spese processuali di primo e secondo grado, per una somma di poco inferiore ai19.000 euro. Dissanguati a causa delle vicende penali che ci vedono protagonisti, grazie alle connivenze tra Ministero della Giustizia e disinformazione di Stato, non siamo nelle condizioni di affrontare questo ulteriore esborso. Chiediamo quindi il Vostro aiuto al fine di evitare di incorrere nel pignoramento dei beni intestati a mamma Rita. Grazie infinite.

Clicca qui per accedere alla pagina di Paypal. La donazione è comunque libera.
    Share 

domenica 17 maggio 2015

“Ho bevuto succo di carota ogni giorno per 8 mesi. Il risultato è stato incredibile!”

“Ho bevuto succo di carota ogni giorno per 8 mesi. Il risultato è stato incredibile!”

Ann Cameron è autrice di molti libri per bambini, ma in questa storia lei è la protagonista. Infatti, è diventata ancora più famosa dopo la diagnosi di cancro al colon…
Ha subìto un’operazione nel giugno del 2012, quando la malattia era già entrata nella terza fase. Non era però il suo primo incontro con questa malattia… Suo marito, infatti, morì di cancro ai polmoni malgrado le sedute di chemioterapia avvenute nel 2005.
Ann ha negato a sé stessa di andare incontro alla stessa sorte del marito e ha rifiutato la chemioterapia.
carote
Decide, quindi, di raccontare la sua storia sul blog Chris beats cancer (tradotto in italiano: “Chris batte il cancro”), dove trova persone che hanno cercato e trovato modi alternativi per agire e avviare dei trattamenti di cura per il loro cancro.
“Nel giugno del 2012, sono stata sottoposta ad un’operazione chirurgia per il tumore al colon, ma dopo ho rifiutato il trattamento chemioterapico. Ogni giorno che passava mi sentivo meglio, ma dopo sei mesi, durante il controllo medico, mi hanno diagnosticato un cancro ai polmoni e il cancro al colon era entrato nella quarta fase”, ha spiegato Ann.
Ha dedicato il suo tempo alla ricerca e si è imbattuta nella storia di Ralph Cole, alla quale era stato diagnosticato un cancro della pelle all’età di 26 anni. Secondo il suo racconto, Ralph curò sé stessa attraverso il consumo quotidiano di succo di 2,5 kg. di carota. Ann ha deciso quindi di seguire le sue orme ed ha incominciato a bere succo di carota ogni giorno prendendo la giusta quantità ogni giorno.
Come lei sostiene, dopo 8 settimane gli studi medici hanno rivelato che il cancro aveva arrestato la sua crescita, i tumori hanno cominciato a ridursi, così come il gonfiore alle ghiandole linfatiche.
Dopo 4 mesi le ghiandole sono tornate alla normalità ed il cancro ha continuato a ritirarsi.
Dopo 8 mesi, la tomografia computerizzata ha mostrato che il cancro era sparito!
Il segreto, a quanto pare, è che il succo di carota è ricco di acidi grassi naturali, è un antiparassitario naturale con proprietà antitumorali e il carotene contenuto nelle carote ha un’azione preventiva sulla creazione di cellule tumorali.
Ann Cameron dopo la sua esperienza ha scritto un libro su come curare il cancro con le carote, intitolato Curing Cancer with Carrots, che può essere acquistato su Amazon.

QUI PUOI TROVARE IL SUO LIBRO

curing-cancer-with-carrots

martedì 12 maggio 2015

Bilderberg 2015, scoperta la location dove si terrà la riunione dei Potenti: ecco il luogo segreto

Bilderberg 2015, scoperta la location dove si terrà la riunione dei Potenti: ecco il luogo segreto


È Steve Watson di Infowars.com ad accendere l’attenzione dei rivoluzionari globali sulla riunione Bilderberg 2015. E viene fuori che, ancora una volta, sarà la disastrata Europa (sarà solo un caso) ad ospitare l’élite del Nuovo Ordine Mondiale, guidata dal fantomatico Rockfeller.
1715
1715STEVE WATSON DI INFOWARS.COM HA SCOPERTO DOVE SI TERRÀ LA RIUNIONE DEL BILDERBERG 2015: ECCO I DETTAGLI SUL LUOGO SEGRETO.
Molto probabilmente sarà l’Interalpen-Hotel Tyrol, struttura a 5 stelle sita tra le montagne dell’Austria, la sede dove verranno decise le future strategie geopolitiche del mondo occidentale. Russia e Cina, infatti, sono fuori – e come non potrebbe essere altrimenti – da questo Risiko guidato dall’imperialismo americano.



L’indiscrezione è stata confermata dalla polizia austriaca, sebbene non risultino ancora dettagli su come verrà gestita la sicurezza degli uomini più potenti e pericolosi del mondo.
Secondo quanto rivelato da Watson il Bilderberg 2015 si terrà a Giugno, quasi certamente nelle prime due settimane del mese: il fatto che l’albergo sia già al completo dal 4 al 14 lascia presagire che la pista di Infowars.com sia quella giusta.
Non resta che organizzarsi per capire quali saranno le decisioni che ci toccherà, ancora una volta, subire.

Fonte: Infiltrato
Tratto da www.informarexresistere.fr e SapereEUnDovere 

venerdì 8 maggio 2015

Digiuno terapeutico.


Il digiuno terapeutico è una pratica che viene adottata per purificare l’organismo dalle scorie e ritrovare la
vitalità. Anche se in linea di principio può essere condivisibile l’idea di voler limitare almeno per un periodo il
consumo di sostanze nocive per l’ organismo, soprattutto in una società, come quella dell’occidente
industrializzato, in cui gran parte delle patologie derivano proprio da problemi legati alla sovra alimentazione
come l’obesità, le patologie cardiovascolari ecc... non si può certo affermare che il digiuno sia la soluzione
migliore.

  1. Fa dimagrire?
  2. Quando è indicato?
  3. Effetti collaterali
  4. Controindicazioni
  5. Approfondimenti


Oltre alla forma di digiuno classica, ce ne sono altre meno restrittive, in cui è possibile mangiare frutta e verdura. I sostenitori della digiunoterapia ne vantano le proprietà depurative, disintossicanti e di prevenzione delle malattie. Può essere utile nella lotta contro la cellulite perchè favorisce l’eliminazione delle tossine e dei liquidi in eccesso. Si può dimagrire digiunando? Funziona? Per certi versi sì, ma vedremo cosa dice la medicina a riguardo. È vero che il digiuno potrebbe essere il rimedio contro l’obesità ma i rischi per la salute sono moltissimi, tant’è che sul piatto della bilancia gli svantaggi sono sicuramente molto più numerosi dei vantaggi. Leggere per credere.

Cos’è il digiuno terapeutico.

Questa pratica deriva dalle tradizioni delle discipline orientali, a cui poi si sono aggiunti studi e ricerche che hanno dimostrato che l’uomo può sopravvivere in uno stato di totale assenza di cibo per circa 24 giorni, purché naturalmente venga mantenuta costante l’idratazione. Sulla base di queste teorie si sono sviluppati molti centri che spiegano come fare e propongono digiuni terapeutici di diversa durata, sostenendo che l’astinenza dal cibo possa avere grandi benefici per l’organismo. Secondo questa teoria infatti il non impegnare il corpo nel lavoro di metabolizzazione di nuove sostanze porterebbe l’organismo a concentrare tutte le sue energie nell’eliminazione di scorie e tossine, il che contribuirebbe ad apportare una nuova forza e vitalità a tutti gli organi interni all’epidermide, ecc..
Il digiuno è dunque la rinuncia volontaria al cibo per un periodo di tempo stabilito. I cardini della digiunoterapia sono:
  • Rinunciare ai cibi solidi e introdurre solo liquidi, con l’ausilio di qualche integratore; solo in qualche caso può essere consentito mangiare piccole quantità di frutta e verdure crude.
  • Astenersi da alcol, fumo, caffè.
  • Rilassarsi: ridurre il ritmo di lavoro e allontanarsi dalla vita mondana; concentrarsi sulla propria interiorità, coltivare le proprie passioni, dormire almeno 8 – 9 ore per notte.
  • Favorire la depurazione dell’organismo attraverso la respirazione, la traspirazione, la funzione renale e quella intestinale.
In questo modo si può ristabilire l’equilibrio psicofisico, compromesso dallo stress di tutti i giorni e da una cattiva alimentazione.

Pro e contro.

Pulisce l’intestino, elimina le tossine e i liquidi in eccessoSi crea un deficit di tutti i nutrienti (carboidrati, grassi, proteine, vitamine, sali minerali)
Viene prescritto per la preparazione ad un intervento chirurgico, per disintossicare l’organismoIl corpo non riceve energia con gli alimenti quindi per avere glucosio deve degradare massa grassa ma anche massa magra
Indicato nel postoperatorio e nelle malattie in cui è necessario mettere a riposo l’intestinoProduce molti danni a carico dell’apparato digerente e cardiovascolare, del sistema nervoso, irregolarità del ciclo mestruale e infertilità

Come prepararsi al digiuno.

La preparazione è la fase di transizione graduale nella quale si passa da un’alimentazione solida a una liquida. È fondamentale scegliere un periodo adatto al digiuno, cioè sufficientemente lungo perchè la preparazione dovrà durare almeno gli stessi giorni del digiuno, privo di impegni improrogabili e in cui sia possibile dormire la giusta quantità di ore e condurre una vita più rilassata. Nei giorni di preparazione occorre:
  • Dormire il più possibile.
  • Cercare di allentare il ritmo lavorativo per non avere fonti di stress e preoccupazioni.
  • Di norma circa una settimana prima dell’inizio del digiuno si deve seguire una dieta vegetariana o crudista, e diminuire gradualmente l’alimentazione a base di cibi solidi e aumentare di pari passo l’assunzione di liquidi.
Man mano che il digiuno vero e proprio si avvicina, l’alimentazione dovrà essere costituita esclusivamente da frutta e verdura centrifugata. Aglio e cipolla sono particolarmente indicati per i centrifugati perché favoriscono la depurazione dell’organismo.

Come fare il digiuno terapeutico.

Ovviamente non si può intraprendere un digiuno terapeutico prolungato senza allenamento. Per la prima volta è consigliato fare una prova di 3 giorni per “imparare” a digiunare. Dopo la preparazione, nel digiuno vero e proprio bere acqua sia di giorno sia di notte, purchè sia:
  • distillata o in bottiglia, perchè in questo modo si evita di assumere tossine che invece si trovano nell’acqua di rubinetto,
  • non gassata, perchè l’anidride carbonica aumenta il gonfiore addominale,
  • con un pH compreso tra 6.4 e 6.9, in modo da introdurre sostanze acide e basiche in ugual misura,
  • con residuo fisso non superiore a 50 mg/l perchè le acque minimamente mineralizzate sono più povere di minerali che potrebbero causare ritenzione idrica.
In alcuni casi il digiunoterapeuta può proporre un digiuno attenuato, cioè un digiuno in cui sia consentito mangiare una moderata quantità di frutta e verdura, ma esclusivamente crude, oppure può essere consigliata l’assunzione di tè verde, succo di limone, di pompelmo e centrifugati di verdure miste.
Nel corso del digiuno può essere utile assumere integratori. La spirulina apporta vitamine, sali minerali, proteine e la clorofilla, che ha proprietà depurative, e se ne consigliano 5 pasticche 3 volte al giorno. Sono poi indicati integratori a base di fibre, come lo psyllium e il glucomannano, e compresse di Echinacea che rafforza il sistema immunitario. L’aglio può essere assunto sia come ingrediente dei centrifugati sia sotto forma di compresse.

La ripresa dell’alimentazione.

Alla fine del digiuno bisogna riadattare l’organismo e in particolare l’apparato digerente alla reintroduzione di cibi solidi. Il riavvicinamento al cibo solido deve essere molto graduale tenendo sotto stretto controllo gli impulsi famelici conseguenti al digiuno.
Non si può ricominciare con un’alimentazione onnivora ma si riprenderà una dieta vegetariana, con l’ausilio di integratori biologici come alghe e fermenti lattici. Se per esempio il digiuno è durato una settimana, la rialimentazione dovrà durare 3 giorni, passando gradualmente dai liquidi ai solidi.

Quando digiunare e per quanto tempo.

I periodi più adatti sarebbero prima dell’inverno, nel solstizio d’inverno e nell’equinozio di primavera. Il digiunoterapeuta stabilisce per quanti giorni digiunare: si parte da un minimo di 3 giorni, una durata media di 7 giorni, per arrivare a un massimo di 45 giorni; sono stati documentati anche casi di digiuni guidati in centri specializzati durati anche 120 giorni. Il digiuno può essere condotto per un giorno dopo un’abbuffata oppure periodicamente per un giorno una volta a settimana o per 3 giorni due volte al mese o almeno due volte l’anno per una settimana.

Depurare lo spirito e il corpo.

Secondo i digiuno-terapeuti, il digiuno è fonte di salute, purificazione, autoguarigione e sarebbe benefico per la forma fisica perché consente:
  • il riposo dell'apparato digerente,
  • l'eliminazione delle tossine accumulate e dei liquidi in eccesso,
  • il rinnovamento delle cellule invecchiate e degenerate,
  • la perdita di peso: il digiuno instaura un bilancio energetico negativo (le calorie bruciate sono più di quelle introdotte che sono praticamente pari a 0) necessario per perdere peso.
Quanti chili si perdono? Ovviamente questo dipende dal metabolismo della persona, dalla durata del digiuno e dal tipo di digiuno; in linea di massima, una persona che brucia 2500 kcalorie al giorno e che pratica un digiuno assoluto perderà:
  • In 3 giorni 1 kg;
  • In 7 giorni 2.5 kg;
  • In 45 giorni 15 kg.

Il digiuno fa ingrassare?

Il digiuno in se non fa ingrassare, il problema è che le carenze possono rallentare il metabolismo e favorire la perdita di massa magra, quindi  si può riprendere il peso perso o anche di più se nella fase di rialimentazione non ci si controlla.
Per quanto riguarda gli aspetti psicologici, il digiuno può rappresentare un momento di introspezione, in grado di far affiorare le emozioni inibite e un’occasione per prenderci cura di noi.

Cosa accade quando si digiuna.

Quando si digiuna, il corpo non riceve dall’esterno le sostanze nutritive di cui ha bisogno, per cui deve ricavarle degradando sé stesso: questo processo è denominato dai digiuno-terapeuti "autolisi". Si attivano quattro vie metaboliche che a partire da substrati diversi producono glucosio:
  • nella glicogenolisi l’organismo utilizza le riserve di glicogeno dei muscoli e del fegato;
  • la gluconeogenesi produce glucosio a partire dal glicerolo ricavato dai trigliceridi del tessuto adiposo;
  • la chetogenesi lo ricava a partire dagli acidi grassi, anch’essi prodotti a partire dal tessuto adiposo;
  • la deaminazione proteica genera glucosio a partire dalle proteine dei muscoli.
In questo modo l’organismo consuma le sue riserve sia di carboidrati sia di grassi sia di proteine.

Digiuno e dimagrimento.

Come visto fin’ora quindi la pratica del digiuno fa effettivamente perdere peso, ma può essere utile approfondire quest’aspetto per capire perchè questa perdita non può essere considerata un reale dimagrimento, e quindi perchè è del tutto sbagliato pensare di digiunare per perdere i chili in eccesso.
Infatti il digiuno aiuta a bruciare i grassi ma cosa accade alla massa magra? Il corpo per ricavare glucosio preleva dal muscolo sia le proteine sia il glicogeno e di conseguenza si verifica la perdita della massa magra. Questa diminuzione comporta naturalmente perdita di tonicità muscolare a cui va aggiunto il fatto che allertato dallo stato di privazione, l’ organismo si abituerà a bruciare meno calorie. Una volta finito il digiuno quindi si avranno meno muscoli (motivo per cui l’ago della bilancia scende) ed un metabolismo più lento, il che fa innalzare notevolmente il rischio di ingrassare appena si torna ad alimentarsi in modo normale, riprendendo molti più chili di quelli persi con il digiuno.

Quando è indicato il digiuno?

Il digiuno è salutare? Fa bene o fa male? I medici consigliano il digiuno non certamente per la bellezza e per il dimagrimento, aspetti per cui come abbiamo visto la pratica del digiuno può essere addirittura dannosa, ma solo in rari casi in cui è necessario mettere a riposo l’intestino, come per esempio prima di un intervento all’addome, nel postoperatorio dopo un intervento di chirurgia dell’intestino o in presenza di una malattia dell’apparato gastroenterico (per esempio in caso di pancreatite acuta o di ileo paralitico). In tutti questi casi comunque è vero che l’intestino non lavora, ma l’organismo non viene lasciato senza nutrienti grazie all’applicazione delle flebo.

Effetti collaterali.

Naturalmente chi decanta le lodi del digiuno terapeutico non sottolinea mai il fatto che, soprattutto nei primi giorni di pratica, si può essere colti da giramenti di testa, apatia, debolezza muscolare, irritabilità ecc.. A questo proposito va ribadito che il digiuno terapeutico, anche se intrapreso per brevi periodi ha diversi effetti collaterali, non può mai essere improvvisato, è necessario infatti essere informati e guidati sia nella fase precedente che in quella di riavvicinamento al cibo.
Il digiuno terapeutico può causare danni:
  • A carico dell’apparato digerente: comparsa di ulcere ed erosioni nelle pareti dello stomaco, atrofia della mucosa intestinale, aumento del rischio di calcoli alla colecisti. Questo accade perchè l’apparato gastroenterico non esercita più la funzione fisiologica di digestione, i villi intestinali si appiattiscono e la mucosa perde la sua naturale capacità di assorbimento.
  • Nel sangue: aumento dei corpi chetonici (chetoacidosi) con disidratazione, ipotensione, tachicardia, nausea e vomito fino al coma; ipoglicemia; deficit delle proteine plasmatiche con rischio di malnutrizione.
  • A carico dell’apparato cardiovascolare: il digiuno influenza la frequenza cardiaca causando bradicardia, aritmia, angina instabile per carenza di potassio che è il minerale che permette la contrazione del miocardio (muscolo del cuore). I rischi sono infarto e arresto cardiaco.
  • Effetto sui muscoli: ipotrofia dei muscoli a causa della perdita di massa magra; i rischi sono flaccidità e rallentamento del metabolismo.
  • A carico del cervello: il digiuno è dannoso per il sistema nervoso perché causa giramenti di testa, vertigini ed emicrania.
  • A carico dell’apparato genitale femminile: il digiuno esercita un’influenza sugli ormoni femminili molto negativa determinando amenorrea e dismenorrea (rispettivamente assenza e irregolarità del ciclo mestruale), compromettendo quindi la fertilità della donna
  • Altri effetti: carenza di vitamine e minerali, spossatezza, pressione bassa, edema da rialimentazione (eccessivo accumulo di liquidi a livello delle articolazioni; si può manifestare quando si ricomincia un’alimentazione normale).

Controindicazioni.

Tenendo presenti i possibili effetti indesiderati, possiamo dire che il digiuno terapeutico è assolutamente da sconsigliare:
  • per il bruciore di stomaco, per l’esofagite e contro l’ileite ulcerativa,
  • per cardiopatici che soffrono di aritmie maligne o che hanno avuto un infarto del miocardio da meno di 6 mesi,
  • in presenza di malattie ad elevato catabolismo proteico come cancro, lupus e sindrome di Cushing,
  • se si assumono farmaci che aumentano la perdita di proteine come steroidi e antineoplastici,
  • per il diabete mellito e per la glicemia alta, per il rischio di ipoglicemia,
  • per il fegato grasso (steatosi epatica) perchè la brusca perdita di peso potrebbe innescare la progressione della malattia verso la cirrosi,
  • nel body building, perché si perde la massa muscolare,
  • per la depressione perché il digiuno aumenta il senso di stanchezza e peggiora ulteriormente il tono dell’umore,
  • per l’emicrania visto che il digiuno acuisce il mal di testa,
  • in gravidanza e in allattamento perché c’è una carenza assoluta di tutti i nutrienti necessari
  • dopo il parto (anche se non si allatta) perché digiunando è impossibile reintrodurre le sostanze perse con il parto, soprattutto proteine e liquidi
  • a chi ha sofferto di anoressia nervosa, per l’alto rischio di recidiva.


Supervisione:  Collaboratori: Dott.ssa Vanessa Marrone (Dietista)