lunedì 15 agosto 2016

Prostata: lo zenzero sopprime le cellule tumorali

Lo zenzero sopprime le cellule tumoraliSpesso ci è capitato di parlare di altri rimedi naturali che possono essere una valida alternativa alla cura dei Tumori.
La nostra non è un’ossessione, ma semplicemente volgiamo divulgare e far conoscere altri aspetti, che vanno al di là della medicina ma che sono ritenuti validi. E OVVIAMENTE NESSUNO VI DICE.
Di scoperte in merito alle cure alternative, ne sono state fatte molte, il più delle volte tenute nascoste o addirittura censurate.
Be, noi anche oggi vogliamo proporvi un rimedio valido ed efficace per aiutare a curare un particolare tipo di Tumore: IL TUMORE ALLA PROSTATA.Che colpisce uomini di diverse età, sempre più frequentemente. Sapete quale alimento può aiutarci nella sua cura???
LO ZENZERO… Le sue doti terapeutiche sono riportate anche dal quotidiano nazionale LA STAMPA ma mai un tg si permetterà di divulgare una notizia del genere che nuocerebbe alle tasche delle lobbie del farmaco…
Risultati importanti che riguardano questo studio sono stati pubblicati sulBritish Journal of Nutrition. La sostanza ha in realtà ucciso cellule umane di cancro alla prostata, mentre le cellule sane della prostata non sono state attaccate.
I risultati sono stati verificati con una di estratto di zenzero per kg di peso corporeo. In otto settimane, l’estratto di zenzero ha ridotto la crescita del tumore della prostata della metà. I ricercatori hanno stimato che 100 grammi di zenzero fresco, mangiato tutti i giorni può offrire gli stessi risultati.
Lo zenzero ha proprietà anti-infiammatorie, antiossidanti ed effetti antiproliferativi sul tumore. Tutto questo rende lo zenzero un promettente agente chemio preventivo.
Estratto di zenzero intero induce la morte ed effetti di inibizione in un ampio spettro di cellule tumorali interrompendo la progressione del ciclo cellulare del cancro e la sua riproduzione, modulando l’apoptosi.
Ma la cosa più importante è che lo zenzero non ha alcuna tossicità in condizioni normali. Assunto per via orale può prevenire o alleviare la nausea derivante da chemioterapia o cinetosi. Non solo la radice di zenzero può curare il cancro, ma è un rimedio naturale per mal d’auto, nausea, indigestione, flatulenza, coliche, sindrome del colon irritabile, perdita di appetito, brividi, cattiva circolazione, crampi mestruali, dispepsia, bruciore di stomaco, indigestione e molti altri problemi gastrointestinali.
Lo zenzero è anche un potente antinfiammatorio per problemi alle articolazioni ed è indicato per l’artrite, febbre, mal di testa, mal di denti, tosse, bronchite, artrosi, artrite reumatoide, tendiniti, colesterolo alto e la pressione sanguigna e può anche prevenire la formazione di coaguli di sangue interni. Lo zenzero è anche anti-virale e ottimo rimedio contro l’influenza.
La ricerca che riguarda lo studio e le scoperte fatte in merito a tale alimento, è stata pubblicata sulla rivista Journal del National Cancer a Gennaio 2008, grazie ad un ricercatore e che si occupa di cancro e specialista di nutrizione. Secondo studi approfonditi, si è visto che la radice di zenzero è una cura miracolosa per il cancro alla prostata che rappresenta uno dei tumori più diffusi.
Secondo i dati, si stima che circa il 40% di tutti gli uomini con un’età pari a 50 anni può sviluppare il cancro alla prostata molto più facilmente, spesso senza nemmeno sapere di essere affetto dalla malattia.
Sempre secondo lo scienziato il cancro alla prostata non uccide fino a quando non si è sottoposti a screening per poi essere trattati con Big Pharma protocolli.
I numeri per il cancro alla prostata sono destinati a raddoppiare se prendiamo in esame uomini di età pari ad 80 anni, in queste circostanze, l’incidenza è maggiore. Ciò è dovuto principalmente a diete altamente infiammatorie ricche di glutine che causano il cancro, ad OGM, zuccheri e additivi chimici in combinazione con i nostri stili di vita sedentari.
Ci sono studi che dimostrano che gli uomini che consumano grandi quantità di acido folico sintetico e ossido di zinco, hanno più probabilità di sviluppare il cancro alla prostata. Anche gli uomini che assumono grandi quantità di multi-vitamine possono sviluppare il cancro alla prostata con maggiore frequenza.
Articolo originale: naturalnews.com / Fonte: notizieonweb.altervista.org Tratto da  ecplanet.com

domenica 14 agosto 2016

OLIMPIADI 2016: La cruda verità



Fonte: Vento ribelle


OLIMPIADI 2016: 
La cruda verità


 La cerimonia d’apertura dei giochi olimpici si è celebrata questa notte a Rio de Jainero. Un evento che coinvolge l’intero pianeta, che racchiude cultura, determinazione e sogni ad un passo dal diventare obbiettivi raggiunti, insomma, una manifestazione unica!
Sfortunatamente si nasconde un lato oscuro, avete mai sentito parlare dei “meninos de rua”?

Mi piange il cuore a parlarne ma non posso chiudere gli occhi e far finta di non sapere niente. meninos de rua sono i bambini di strada delle città brasiliane, bambini orfani, provenienti da famiglie povere o semplicemente abbandonati.

Per mangiare qualcosa non possono dire: ” Mamma ho fame! Cosa cucini per pranzo/cena?”, loro per mangiare elemosinano, frugano tra la spazzatura e compiono attività illegali. 

Un letto comodo profumato non lo hanno ma un cartone, una penna tra le mani non la hanno ma un’arma, un bicchiere di succo non lo hanno ma la bottiglietta contenente la colla, la annusano e si sentono meglio.

Credete sia normale? La vostra risposta è sì? 
Beh signori miei, vi informo che a questi bambini la vita viene tolta, sapete il perché? Perché non sono consoni all’ambiente, rovinano la città e non sono utili!


In vista dei giochi olimpici le forze dell’ordine hanno fatto piazza pulita.


ONU denuncia esecuzioni di bambini a Rio in vista delle OlimpiadiFonte: La Repubblica - Il comitato di Ginevra Comitato con sede a Ginevra ha pubblicato un allarmante rapporto sulla condizione della gioventù nel Paese sudamericano, all'indomani della divulgazione del nono Annuario brasiliano di pubblica sicurezza, che pure ha mostrato un consistenteaumento degli omicidi nel 2014: 58.559 contro i 55.878 registrati nel 2013.

Non punto il dito contro il popolo brasiliano, contro le sue tradizioni e il paesaggio mozzafiato, punto il dito contro i potenti che permettono ciò. Sarebbe stato meglio chiudere le favelas ed aprire nuove case, no?

Buona fortuna agli atleti, bambini scappate lontano, buona
fortuna…

Approfondimenti:



sabato 13 agosto 2016

I lupini, la “carne” dei vegetariani dalle mille proprietà

Ricchi di proteine e privi di glutine, i lupini sono legumi di antica origine dalle numerose proprietà, oggi poco valorizzati nonostante una recente riscoperta.
Noti sin dall’antichità nell’area mediterranea e del Medio Oriente, per i Greci avevano funzioni propiziatorie, gli Egiziani erano soliti porli perfino nelle tombe dei Faraoni, mentre anche i Romani li coltivavano e consumavano in gran quantità, spesso al posto delle carne, sfruttando il loro alto valore energetico e proteico.
A queste piante erbacee annuali, diffuse in aree a clima caldo-temperato, appartengono un gran numero di specie (dalle 100 alle 300), ascritte alla famiglia delle Papilionacee. In Italia quelle coltivate sono tre: lupino bianco (Lupinus albus), lupino giallo (Lupinus luteus) e lupino blu o azzurro (Lupinus angustifolius). La più interessante e adatta alle nostre condizioni climatiche e morfologiche è sicuramente la prima, che si presenta come una pianta annuale eretta (altezza fino a 1,5 metri), poco ramificata e pubescente, con radice robusta e fittonante, foglie alterne palmato-composte (alla sommità del lungo picciolo si trovano 5-10 foglioline ovato-lanceolate, spesso vellutate sulla pagina inferiore e glabre su quella superiore), e infine grandi fiori bianchi, vistosi ed eleganti, in infiorescenze terminali racemose. Dopo la fecondazione si formano lunghi legumi eretti, schiacciati e contenenti numerosi semi (bianchi, lenticolari e con diametro fino a 15 millimetri), che prima di esser destinati all’alimentazione umana devono esser lavati a lungo in modo accurato e quindi bolliti, al fine di eliminare gli alcaloidi tossici e amari.

lupini


Avvicendamento ideale per i cereali autunno-vernini, il lupino è una coltura miglioratrice apprezzata per la sua capacità di migliorare la fertilità del terreno e ridurre la presenza di infestanti. Un fattore che limita la sua diffusione è la sensibilità al calcare, perché questa leguminosa da granella predilige terreni sub-acidi o a pH neutro (ottimi quelli di origine vulcanica diffusi dal Lazio alla Campania), sciolti e ben drenati. In generale, i lupini temono il ristagno e l’asfissia radicale e si avvantaggiano di lavorazioni profonde, richiedendo un’aratura delle stoppie a media profondità ed erpicature per la preparazione del terreno. In Italia il lupino bianco si semina nei mesi di ottobre-novembre (100-120 chili di seme a ettaro in file distanti 30-45 cm) e si raccoglie una volta giunto a maturazione, a fine giugno-inizio luglio (produzioni medie di 2,5-3,5 tonnellate ad ettaro). Non particolarmente esigente in materia di fertilizzanti (la concimazione ordinaria è quella fosfatica), è poco competitivo nei riguardi delle infestanti visto il lento accrescimento invernale, richiedendo un controllo in pre-emergenza. I suoi principali nemici sono alcuni virus e i marciumi radicali, favoriti dal terreno asfittico.
Impiegati anche come piante foraggere, da sovescio o ornamentali, in Italia i lupini sono oggi coltivati prevalentemente in Lazio, Campania, Puglia e Calabria, pur non avendo più l’importanza di una volta, quando avevano trovato spazio in ordinamenti colturali poveri, considerata la loro adattabilità ai terreni aridi e ai climi sfavorevoli. Il progressivo spopolamento delle aree svantaggiate ha comportato la crisi di questa coltura, che oggi tende ad esser rivalutata alla luce delle sue notevoli proprietà nutritive e terapeutiche, confermate dai più recenti studi scientifici. Nuove prospettive di una più ampia diffusione potrebbero sorgere dalla selezione di varietà “dolci”, a basso contenuto di alcaloidi. Intanto si registra anche un maggior interesse da parte dell’Unione europea, che sta finanziando ricerche scientifiche e ha messo in atto un regime di aiuti, volti a far tornare in auge questo antico legume “povero”, che oggi pare quanto mai prezioso.
Per quanto riguarda i valori nutrizionali, 100 grammi di prodotto secco corrispondono a 371 Kcal e contengono ben 39 grammi di proteine, 46,8 di carboidrati, 15,5 di fibre, 10,7 di acqua e 4,3 di grassi (Fonte SlowFood). Se per l’alto valore proteico ed energetico i lupini si sono imposti all’attenzione generale col meritato titolo di “carne dei vegetariani”, è anche vero che oggi sono sempre più considerati per le loro proprietà nutraceutiche, poiché privi di glutine e quindi adatti anche alla dieta dei celiaci.


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Ad alto contenuto di vitamine (A, B1, B6, B9, B12, C, D), sali minerali (calcio, fosforo, magnesio, potassio, zinco ecc.) e aminoacidi essenziali (in particolare la lisina), questi legumi possiedono altre numerose proprietà benefiche per il nostro organismo. Una dieta ricca di lupini contribuisce infatti a ridurre i livelli di colesterolo “cattivo” (Ldl) nel sangue, favorire il senso di sazietà (la loro ricchezza in fibre e il modesto apporto calorico li rendono particolarmente adatti per coloro che vogliono dimagrire), migliorare la digestione, il transito intestinale e l’assimilazione dei nutrienti (sono ottimi in caso di stipsi), prevenire l’ipertensione e le patologie cardiovascolari, grazie alla loro capacità di rafforzare i vasi sanguigni e quindi di evitare la formazione di placche aterosclerotiche, nonché mantenere in salute i muscoli e l’apparato osteo-articolare. Come rilevato da recenti studi scientifici, i lupini sono consigliati per la dieta dei diabetici, poiché contengono in buona quantità una proteina vegetale, la conglutina gamma, che “mima” l’insulina e contribuisce a limitare l’accumulo di glucosio nel sangue, abbassando così l’indice glicemico.
Ancora molto popolari nelle tradizionali sagre e feste di paese dell’Italia meridionale, dove vengono consumati come snack, questi legumi sono impiegati anche per la produzione di pasta, farina, arrosti vegetali, caffè e perfino gelati. Ottimi per la preparazione di gustose minestre e zuppe, sono serviti tostati anche da vari chioschi e bar per gli aperitivi. L’Expo di Milano del 2015 è stato un’occasione per apprezzare l’estrema versatilità dei lupini come ingredienti per svariate preparazioni, con numerose aziende italiane e straniere impegnate a riportare l’attenzione del grande pubblico su questo prezioso alimento per ora piuttosto trascurato dalla grande distribuzione. Futuri scenari di sviluppo potrebbero delinearsi grazie alle nuove acquisizioni scientifiche, su tutte il sequenziamento del genoma, che mira a migliorare ulteriormente il seme. Al di là dell’uso alimentare i lupini sono impiegati anche in fitoterapia: se l’antica medicina popolare li utilizzava per combattere gli eczemi e la scabbia, ancora oggi si ricorre alla farina ottenuta dalla macinazione dei semi per trattare numerose malattie della pelle e come rimedio antidiabetico e vermifugo.

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Le maggiori coltivazioni di lupini si trovano oggi in Australia e Cile, mentre in Europa primeggiano Germania e Polonia, due Paesi del Vecchio Continente che insieme alla Francia hanno investito a livello industriale su questo alimento, non incline alla modificazione genetica a differenza della soia. Tra i prodotti tradizionali delle regioni italiane segnaliamo il lupino dolce di Grosseto, che si distingue per la forma tondeggiante, il colore giallo, la buona consistenza e il sapore dolciastro, nonché il gigante di Vairano (provincia di Caserta), che spicca per i suoi semi bianchi e lenticolari, di grandi dimensioni. In commercio i lupini si trovano prevalentemente cotti, conservati sottovuoto e già pronti al consumo, mentre quelli secchi, meno venduti, necessitano di un lungo tempo di ammollo prima della cottura. Nei negozi di alimenti naturali e biologici, oltre che in alcuni supermercati, sono disponibili anche varie preparazioni a base di questo ingrediente, come ad esempio i burger vegetali.
Se non li avete ancora provati, vi proponiamo una ricetta consigliata da Slow Food, il minestrone di riso e lupini. Ecco come prepararla.

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Ingredienti per sei persone: due etti di riso, due etti di lupini secchi, foglie di verza, un mazzetto di bietole, porro, una costa di sedano, due carote, due zucchine, un etto di fagiolini, due patate, un ciuffetto di basilico, due mestoli di passata di pomodori, mezzo litro di brodo vegetale, olio extravergine di oliva, sale grosso e fino, pepe nero.
Fate macerare i lupini in acqua corrente, quindi metteteli in una pentola con un litro d’acqua fredda. Fateli bollire per due ore e a cottura quasi ultimata aggiungete il sale grosso. In un tegame rosolate il porro finemente affettato, unite le verdure tagliate a piccoli pezzi e la passata di pomodoro. Dopo una mezzora aggiungete i lupini e il riso: non appena quest’ultimo sarà al dente, aggiustate di sale, spegnete il fuoco e lasciate riposare. Servite il minestrone tiepido o freddo, dopo averlo insaporito con olio crudo e pepe.
Il futuro di questo antico legume sano e nutriente è ora in mano alla scienza.
Marco Grilli
Fonte: http://www.eticamente.net/48888/i-lupini-la-carne-dei-vegetariani-dalle-mille-proprieta.html?refresh_ce

martedì 9 agosto 2016

Oxygena – Come alcalinizzarsi e rigenerare le cellule con l’ossigeno vivo

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Il nostro corpo è composto per il 62% di ossigeno ed è il nutrimento più importante per l’organismo senza il quale non possiamo vivere. Tuttavia senza rendercene conto assorbiamo meno ossigeno di quello necessario perché è stato osservato che 
  • L’atmosfera terrestre contiene meno ossigeno a causa dell’inquinamento
  • Lo stress ha causato un aumento dei radicali liberi che consumano ossigeno
  • La mancanza di attività fisica aerobica quotidiana impedisce una profonda ossigenazione
Le conseguenze di un organismo con poco ossigeno sono sotto gli occhi di tutti e vanno da sintomi lievi che se non presi in tempo diventano cronici:
  • Stanchezza
  • Nervosismo
  • Insonnia
  • Cattiva concentrazione
  • Invecchiamento precoce
  • Calo della memoria
  • Obesità
  • Depressione
  • Problemi cardiocircolatori
  • Artrite
  • Gonfiore
  • Problemi digestivi
  • Malattie degenerative
  • Infarto
Tutti noi sappiamo quanto ci sentiamo bene dopo una passeggiata in montagna o dopo una corsa o nuotata in cui abbiamo ossigenato tutto il corpo. Questo senso di benessere dobbiamo averlo sempre con noi per avere un alto livello di energia che ci permette di essere in salute, gioiosi e avere successo nella vita quotidiana.
Per questo motivo nasce Oxygena, un integratore completamente naturale in forma colloidale che è in grado di apportare ossigeno vivo direttamente a tutte le cellule del corpo. Ha un profondo potere antiossidante e curativo in grado di purificare dalle tossine, dai radicali liberi, alcalinizzare i tessuti, rafforzare le ossa e migliorare tutte le funzionalità dell’organismo. La sua natura colloidale gli permette di essere assorbito immediatamente appena viene assunto così da apportare benefici istantanei.
Queste sue importanti proprietà sono dovute agli ingredienti che lo compongono:
Lithotamnium calcareum. E’ un’alga corallina estremamente ricca di calcio, magnesio e silicio in forma organica altamente biodisponibili. Diversi studi hanno dimostrato che è in grado di favorire la sintesi del collagene, la rigenerazione delle ossa, dei denti e mantenere l’elasticità del tessuto connettivo. Permette quindi di prevenire osteoporosi e i problemi osteoarticolari degenerativi come artrite e artrosi. Essendo un alimento altamente alcalino è utile per sciogliere le scorie acide nei tessuti e curare l’eccessiva acidità gastrica. 
Sodio Selenito. E’ una forma di selenio che è in grado di riparare i danni del DNA e permettere la formazione di molti enzimi antiossidanti. Alcuni studi hanno dimostrato che è utile per migliorare il funzionamento della ghiandola della tiroide (quindi del nostro metabolismo e dei nostri ormoni) ed ha avuto successo nei pazienti affetti da tiroidite da Hashimoto. 
Aceto di Riso. Ha una doppia azione, quella antiossidante e quella protettiva del sistema cardiovascolare dato che aiuta a mantenere sotto controllo i livelli di colesterolo e di glicemia nel sangue. Migliora la circolazione sanguigna ed il livello di energia, con un senso di benessere generale. 
Solfato di Deuterio. E’ il generatore di ossigeno vivo. Una volta entrato nell’organismo è in grado di reagire con l’acqua presente nell’organismo, allentare i legami tra gli atomi di idrogeno e di ossigeno che la compongono fino a renderli disponibili per il metabolismo cellulare. L’idrogeno agisce migliorando la digestione, favorendo l’assimilazione delle sostanze nutritive dei cibi, eliminando le tossine e le scorie e aiutando nel trasporto dei nutrienti attraverso le arterie verso il cervello e i tessuti. L’ossigeno liberato è un potentissimo antiossidante che favorisce il processo di pulizia dell’organismo e annulla i radicali liberi trasformandosi in ossigeno nascente (O2) che viene usato nel metabolismo cellulare dai mitocondri: aumenta l’energia disponibile, si correggono eventuali danni e carenze nelle cellule e si potenzia il sistema immunitario.
Diventa chiaro quindi che Oxygena è utile per
  • Bambini. Favorisce l’assimilazione dei nutrienti dal cibo riducendo il rischio di allergie ed intolleranze alimentari. Stimola la depurazione dalle tossine ambientali che possono essere pericolose per gli organi in crescita dei bambini.
  • Sportivi. La maggiore ossigenazione si traduce in più ossigeno a livello muscolare e quindi migliori prestazioni atletiche, maggiore resistenza agli sforzi e minori tempi di recupero.
  • Intellettuali. Tutti coloro che fanno un lavoro d’ufficio in cui devono pensare tutto il giorno stando seduti su una sedia posso ricevere da Oxygena un miglioramento delle prestazioni mentali e l’ossigenazione alle cellule che viene a mancare con la sedentarietà.
  • Anziani. Riduce il rischio di demenza e malattie degenerative favorendo la depurazione e la nutrizione cellulare. Gli anziani hanno molto bisogno di ossigeno che contrasta il crescente rilascio dei radicali liberi responsabili dell’invecchiamento. Riduce inoltre il rischio di osteoporosi e fratture rafforzando le ossa; allevia i sintomi dell’artrite. Per un beneficio a livello articolare può essere assunto anche in modo topico ovvero mettendo le gocce direttamente nella zona interessata: Oxygena viene assorbito in pochissimo tempo grazie alla sua natura colloidale.

mercoledì 3 agosto 2016

Glutammato monosodico: un “fertilizzante del cancro!”

Il glutammato monosodico è un esaltatore di sapidità sintetico, cioè un additivo utilizzato nel settore alimentare per migliorare le caratteristiche dei prodotti finiti.
Viene utilizzato in una miriade di prodotti alimentari come le minestre in busta, i dadi, i piatti pronti e via dicendo.
Possiede la subdola proprietà di eccitare le papille gustative e di far aumentare sempre più la voglia di mangiare quel determinato prodotto (vi è mai capitato di avere un desiderio irrefrenabile di finire all’istante un pacchetto di patatine?).
Questo additivo è molto pericoloso: può distruggere il sistema nervoso, è cancerogeno, ha favorito lo svilupparsi dell’obesità e del diabete di tipo2 (moltiplica il tasso di insulina presente nel sangue), può indurre dipendenza.
Eppure l’industria alimentare a partire dagli anni ’50 lo ha utilizzato sempre più, tendendo all’oscuro il consumatore.
Il dottor Blaylock (neuro-chirurgo e nutrizionista americano) ha dichiarato che il glutammato è un “potente stimolante dei tumori”. Egli ha studiato in dettaglio la questione ed è giunto così ad elencare gli effetti collaterali legati alla tossicità di questo additivo. La lista è davvero lunga e la potete leggere in inglese cliccando qui.

Noi ve ne elenchiamo alcuni: aumento di peso, nausee, vomito, disturbi della concentrazione, sonno agitato, emicrania, malattie neurologiche, eruzioni cutanee…
Cosa fare allora per non consumare cibi che contengono glutammato? La soluzione migliore sarebbe autoprodursi tutto in casa ma ciò non è sempre possibile per una miriade di ragioni. Cerchiamo allora di scegliere quei prodotti alimentari privi di questo pericoloso additivo.
Il problema è che il glutammato si nasconde un pò ovunque (brodo, caramelle, prodotti dietetici, proteine di frumento, sciroppo di mais, aromi artificiali, salsa di doia…) e la sua presenza non sempre è espressa con il nome di glutammato. Eccovi le denominazioni che  garantiscono la presenza di questo additivo: acido glutammico, oli o grassi vegetali idrogenati, proteine idrogenate, gelatina, caseinati di sodio o di calcio, lievito aggiunto, estratto di lievito, glutammato monopotassico, certi oli di mais, E621).
Ma anche conoscendo queste denominazioni il glutammato può nascondersi in altri composti: ecco perchè è di cruciale importanza conoscere gli ingredienti che formano il nostro cibo. Cerchiamo di consumare prodotti più naturali possibili e che contengano composti che sappiamo essere sani e non nocivi.
Il dottor Blaylock considera il glutammato monosodico “un fertilizzante del cancro”.
Leggete  cosa ha scritto Report nel lontano 2001 riguardo la tossicità o meno del glutammato cliccando qui.

Fonte: “Guida Tascabile agli Additivi Alimentari”, MacroEdizoni

http://www.eticamente.net/7694/glutammato-monosodico-un-fertilizzante-del-cancro.html?refresh_ce