giovedì 14 aprile 2016

BENESSERE ECCO PERCHE’ BISOGNEREBBE SMETTERE DI USARE PRODOTTI A FARINA BIANCA: QUELLO CHE DOVRESTI CONOSCERE MA NESSUNO TI SPIEGA

Ecco perché bisognerebbe smettere di usare prodotti a base di farina bianca
La colla si attacca alle pareti intestinali, rallentano il flusso del cibo, generando fermentazioni (degli zuccheri) e putrefazioni (delle proteine) e quindi un aumento delle tossine nel corpo che provoca stanchezza, nervosismo, mal di testa, malassorbimento dei nutrienti, predisposizione alle malattie e nel lungo tempo può essere causa di problemi davvero seri.
Che la farina bianca formi una colla è facile da scoprire: basta mescolarla con un po d’acqua e vedere come rimane appiccicata alle mani e si indurisca. Viene chiamata Colla di Farina ed è usata per la produzione di cartapesta e lavori fai da te.
IL NOSTRO ORGANISMO E’ COME UN SISTEMA IDRAULICO
Se osserviamo il corpo umano noteremo che ospita un complicatissimo apparato idraulico, con una grande quantità di tubi e tubicini in cui circolano i liquidi del corpo: principalmente sangue e linfa. Vi sono alcuni alimenti che, durante la digestione,diventano una specie di colla, detta muco, capace di attaccarsi alle pareti intestinali ed altre condutture organiche, e ricoprirle con uno strato sempre più spesso.
Il muco intestinale, sostanzialmente, è il risultato di anni ed anni di accumulo di sostante organiche collose sulle pareti dell’intestino. Si pensi che, mediante autopsia, si è riscontrata in certe persone unapresenza di muco ammontante fino a 7-8 kg.” Prof. Arnold Ehret, autore di best-seller mondiali sull’alimentazione.
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L’INTESTINO E’ LA CHIAVE DELLA SALUTE
In questa sorta di colla trovano riparo e proliferano i parassiti e la Candida (un lievito molto pericoloso per la nostra salute).  Questi prodotti a base di farina e zucchero alimentano e fanno sviluppare la flora batterica nociva con conseguenze enormi.
Questo squilibrio intestinale genera moltissimi problemi. Il famoso medico americanoNorman Walkeraffermava che tutte le malattie hanno inizio dall’intestino. Infatti in esso troviamo la maggior parte delsistema immunitario, è l’apparato che ci fornisce di energia e che digerisce e produce lo scarto a partire dal cibo. Se l’apparato gastro-intestinale smette di funzionare tutta la nostra vita fisica e mentale ne sarà enormemente danneggiata.
Infatti è stato dimostrato che il nostro umore dipende dalla flora batterica e la serotonina, l’ormone del benessere, è prodotta per il 95% proprio a livello intestinale.





LA FARINA CHE CONOSCIAMO E’ UNA INVENZIONE MODERNA
La farina che riteniamo essere normale in realtà non ha più di 60 anni, prima la farina normale era quella integrale!
La farina bianca è privata della crusca e del germe di grano e inoltre per renderla bianca in modo omogeneo,  viene trattata con sbiancanti chimici come l’ossido di azoto, di cloro e il perossido di benzoile miscelato con sali chimici vari, addirittura l’ossido di cloro combinandosi con le proteine, ancora presenti nel chicco può dare origine alla allossana, sostanza utilizzata per provocare il diabetein animali da laboratorio. Cosa che spiega anche l’esplosione di malati di diabete negli ultimi anni.
Vengono aggiunti anche additivi chimici per impedire che si formino dei grumi e che si sviluppino larve di insetto. Il Prof. Berrino ha detto bene definendola il più grande veleno della storia.
PERCHE’ E’ STATA INTRODOTTA LA FARINA BIANCA
La farina integrale ha dei tempi diversi, più lunghi, è più delicata nella lievitazione,non consente di produrre determinati prodotti, come quelle ricette che richiedono sottilissimi strati di pasta (come la pastasfoglia, i borlenghi, i bignè). Uno dei motivi principali è che si può conservare a lungo perché è molto difficile che gli insetti si riproducano, come mai? Perché è quasi priva di qualunque valore nutritivo come vitamine, minerali, enzimi.
Secondo alcuni autori il problema della colla intestinale riguarda, in maniera maggiore o minore, tutti i cibi contenenti glutine. Il mio consiglio è di mangiarne una quantità moderata accompagnata da verdure e del buon olio di oliva lubrificante.
CONCLUSIONE
La frutta, la verdura e i semi sono alimenti che sciolgono e scrostano questa colla. Il nostro corpo è un tempio e quindi non dobbiamo metterci quello che meriterebbe solo la spazzatura. Il nostro corpo merita il cibo migliore, il cibo che da forza e non che appesantisce e fa abbioccare dopo mangiato. Il nostro corpo merita di fare attività fisica, che riattiva tutto il sistema immunitario, linfatico e digerente, ed è l’attività che ha permesso all’uomo di procurarsi il cibo e scappare dai pericoli durante la sua evoluzione.
Tornando all’alimentazione originali, tornando ai cibi autentici il tuo corpo starà meglio, e con te anche il pianeta. FONTE

lunedì 11 aprile 2016

Il 97% delle volte, la chemioterapia non funziona e continua ad essere utilizzata per una sola ragione!


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 I medici e le aziende farmaceutiche fanno una montagna di soldi con la chemioterapia. Questa è l’unica ragione per cui viene ancora usata la chemioterapia. Non perché è efficace, o perché riduce la morbilità, la mortalità o le aliquote tumorali specifiche. Invece, fa l’esatto contrario.
La chemioterapia aumenta la crescita del cancro e la mortalità a lungo termine. La maggior parte dei pazienti che si sottopongono alla chemioterapia, o muoiono o sono afflitti di nuovo dalla malattia, che si ripresenta entro 10-15 anni dal trattamento. Distrugge il sistema immunitario, aumenta il declino neuro-cognitivo, interrompe il funzionamento del sistema endocrino e provoca organo e metaboliche tossicità. I pazienti, fondamentalmente, vivono in uno stato permanente di malattia fino alla loro morte.
L’industria del cancro emargina le cure sicure ed efficaci, promuovendo al contempo, i loro brevettati rimedi, tossici e costosi i cui rischi superano di gran lunga qualsiasi beneficio. Questo è quello che sanno fare meglio, e lo fanno perché si fanno i soldi, puro e semplice.

La ragione di un tasso di sopravvivenza relativa a 5 anni, è lo standard utilizzato per valutare i tassi di mortalità ed è riferito alla maggior parte dei malati di cancro, e si trova in discesa in questo periodo. È eccezionalmente avverso per le imprese, e l’industria del cancro questo lo sa.

Statistiche morte per cancro. Fonte: Bonadonna
Statistiche morte per cancro. Fonte: Bonadonna

Non avrebbero mai potuto mostrare al pubblico il vero tasso di fallimento statistico che è del 97%, nel trattamento metastatico dei tumori a lungo termine. Se facessero pubblicare le statistiche a lungo termine, per tutti i tumori amministrati con chemioterapia citotossica, tra cui il rapporto costo-efficacia, l’impatto sul sistema immunitario, la qualità della vita, morbilità e mortalità, sarebbe molto chiaro, al mondo, che la chemioterapia, in pratica, è un’enorme truffa.
Non è stato mai condotto uno studio, da ricercatori indipendenti, sulla storia della chemioterapia. Gli unici studi disponibili provengono dagli scienziati finanziati dalle istituzioni del settore e nessuno di loro, ha mai globalmente quantificato le variabili di cui sopra.
Perché? Perché la sanità è un industria ed una industria deve fare profitto, nient’altro che questo. Non ci sarà mai alcun profitto per loro, nello sradicare la malattia. Non vi è alcun organo di governo al mondo che tutela i consumatori dall’essere sottoposti a queste note terapie tossiche e cancerogene. È un business di proporzioni gigantesche e dev’essere trattato come tale.
I più potenti anti-cancro, come la cannabis, devono essere demonizzati e resi illegali perché sono efficaci nell’uccidere le cellule tumorali e senza effetti collaterali. I cannabinoidi sono così efficaci nel trattamento della malattia, che il governo degli Stati Uniti, nel 2003, li ha brevettati.
Il Brevetto N° US 6630507 B1, per esempio, è sui cannabinoidi come antiossidanti e neuroprotettivi: “I cannabinoidi si trovano ad avere particolare applicazione come neuroprotettivi, per esempio nel limitare il danno neurologico a seguito di insulti ischemici, come ictus o trauma, o per il trattamento di malattie neurologiche, come il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson e la demenza HIV.”
A Big Pharma sicuramente sanno che la Cannabis potrebbe curare il cancro:
Se la medicina ortodossa fosse davvero interessata a curare il cancro e guarire le persone, non credi che avrebbe cercato un modo per colpire le cellule tumorali con l’intento di ucciderle, risparmiando le cellule normali?
  1. La chemioterapia uccide molte più cellule normali che tumorali.
  2. Le cellule normali che sopravvivono, rimangono danneggiate e intossicate

Perché la chemioterapia sta uccidendo tante persone?

Perché il cianuro uccide? L’antrace? L’arsenico? Il Zyklon B? Sono tutti veleni. Iniettate abbastanza veleno nel vostro corpo e vedrete che alla fine, morirete.
Secondo le statistiche ufficiali, una persona su due ha affermato di essere guarita dal cancro usando i metodi convenzionali. Sebbene drammatica, l’informazione contiene comunque una certa quantità di speranza, come implicitamente, fornisce qualcosa di positivo per scienziati e pazienti.
Agli scienziati dice: continuate la ricerca perché sta producendo risultati; non provate strade teoriche o terapeutiche alternative di prevenzione, né scoraggiatevi per il fatto che i pazienti continuano a morire ogni giorno. Ai pazienti, invece, fornisce un avvertimento: si ha una probabilità del 50 per cento di farcela, solo però se si seguono i protocolli terapeutici convenzionali.
Perché una società dovrebbe avere interesse a scoprire la cura per il cancro, quando la non cura genera ben oltre $100 miliardi di dollari all’anno? Nel 2011, il cancro è stata la causa numero 1 di morte nel mondo occidentale e la 2° nei paesi in via di sviluppo.

Come la chemioterapia aumenta, in realtà, la crescita del cancro

Alcuni ricercatori hanno testato gli effetti di un tipo di chemioterapia su tessuti raccolti da uomini con cancro alla prostata ed hanno trovato, dopo il trattamento, “la prova del danno al DNA” nelle cellule sane, hanno scritto gli scienziati su Nature Medicine.
La chemioterapia agisce inibendo la riproduzione delle cellule in rapida divisione come quelle presenti nei tumori.
Gli scienziati hanno scoperto che le cellule sane, danneggiate dalla chemioterapia, secretino più di una proteina chiamata WNT16B, che addirittura aumenta la sopravvivenza della cellula tumorale.
Nel trattamento del cancro, i tumori spesso rispondono bene inizialmente, ma in seguito ad un ulteriore ricrescita, aumenta la resistenza alle ulteriori sedute di chemioterapia.
Tra i trattamenti, i tempi di riproduzione delle cellule tumorali, è stato dimostrato che acceleri. I ricercatori hanno detto che hanno confermato i risultati con i tumori al seno e quelli ovarici.

Medici che parlano apertamente dell’infame industria del cancro

Il Il Dr. Robert Atkins, dell’azienda farmaceutica Atkins, una volta ha annunciato che ci sono diverse cure per il cancro, ma non c’è denaro in loro. Sono naturali, efficaci e poco costose, senza farmaci costosi coinvolti, ma richiedono solo un bel po’ di autodisciplina da parte dei pazienti.
Secondo il dottor John Diamond, MD: “Uno studio su oltre 10.000 pazienti, mostra chiaramente che, i pazienti sottoposti a chemio, hanno 14 volte in più la probabilità di sviluppare la leucemia e 6 volte in più, la probabilità di sviluppare tumori delle ossa, delle articolazioni e dei tessuti molli, di quei pazienti che non sono stati sottoposti a chemioterapia”.
Il dottor Glenn Warner, che morì nel 2000, fu uno degli specialisti oncologi più altamente qualificati negli Stati Uniti. Ha usato trattamenti alternativi sui suoi pazienti affetti da tumore con grande successo. Sul trattamento del cancro, ha detto: “Abbiamo un’industria multi-miliardaria che sta uccidendo la gente, a destra e a sinistra, solo a scopo di lucro. La loro idea di ricerca è quella di vedere se due dosi di questo veleno sono meglio di tre dosi di tale veleno“.
Il Dr. Alan C. Nixon, ex presidente della American Chemical Society scrive: “Come può, un chimico addestrato per interpretare i dati, non vedere la verità. È incomprensibile per me che i medici possano ignorare la chiara evidenza che la chemioterapia fa molto, molto più male che bene”. E secondo il dottCharles Mathe, specialista di cancro francese: ” … se avessi il cancro, non andrei mai in un centro per il trattamento standard del cancro. Solo le vittime del cancro che vivono lontane da tali centri, hanno una possibilità”.
Il dottor Allen Levin ha dichiarato: “La maggior parte dei pazienti oncologici muoiono di chemioterapia. La chemioterapia non elimina i tumori al seno, al colon o ai polmoni. Questo fatto è stato documentato da oltre un decennio, ma i medici utilizzano ancora la chemioterapia per questi tumori“.

Fonti:

CHI CONTROLLA L’ACQUA CONTROLLA IL PIANETA

L’acqua è lavoro, 3 impieghi su 4 dipendono dalla risorsa idrica

Pubblicato il World Water Development Report (WWDR 2016)

Tre posti di lavoro su quattro dipendono direttamente dall’acqua. Questo significa che la carenza d’acqua e gli ostacoli all’accesso alla risorsa idrica e ai servizi igienico-sanitari potrebbero limitare la crescita economica e la creazione di posti di lavoro nei decenni a venire. È quanto emerge dall’edizione 2016 del World Water Development Report (WWDR 2016), il Rapporto delle Nazioni Unite sullo Sviluppo delle Risorse Idriche Mondiali, dedicato al tema ‘Acqua e Lavoro’.
Stando al rapporto, metà della forza lavoro di tutto il mondo è occupata in otto settori dipendenti da acqua e risorse naturali: agricoltura, settore forestale, pesca, energia, industria manifatturiera ad alta intensità di risorse, riciclaggio di rifiuti, edilizia e trasporti. Secondo le stime presentate nel documento, sono fortemente dipendenti dall’acqua più di 1,4 miliardi di posti di lavoro, pari al 42% del totale della forza lavoro mondiale. Si stima, inoltre, che 1,2 miliardi di posti di lavoro, pari al 36%, hanno un livello medio di dipendenza dall’acqua. In pratica, il 78% dei posti di lavoro in cui è occupata la forza lavoro globale dipende dall’acqua....FONTE 

L’acqua è un arma 

I migranti dell’acqua in fuga dalla guerra  

Una storia antica ma ancora attuale. Dai fiumi gemelli Tigri ed Eufrate alla diga di Mosul: “l’oro blu” diventa arma o preda, e a pagare sono le popolazioni

H2O è il miracolo dell’acqua. È composto di due atomi, uno di idrogeno e l’altro di ossigeno. È l’unica formula chimica che tutti impariamo a memoria. Ma alla biografia dell’acqua andrebbero associati altri due elementi: guerra e migrazioni. Una storia antichissima di idroconflitti locali, anche armati, costringe da sempre a ondate migratorie. E il guaio è che l’Atlante 2015 dei water conflict è gonfio di battaglie sanguinose e spietate per la conquista della risorsa fondamentale.
Almeno 55 conflitti hanno trasformato l’acqua in una potente arma di guerra, o in preda, ostaggio, target principale. In fondo, la parola «rivalità» deriva dal latino «rivalis» che indicava l’occupazione del fiume di un altro. (ndr e ci sono guerre non dichiarate ma in atto)
Altri tempi? Neanche per sogno. La globalizzazione degli idroconflitti mostra un notevole catalogo di orrori e fughe di popolazioni in tutte le direzioni e in tutte le epoche storiche. E la storia si ripete oggi soprattutto in una terra martire come quella mediorientale, intorno ai due fiumi gemelli che scorrono paralleli, il Tigri ed Eufrate, due culle della prima civiltà del Pianeta e teatro della prima guerra dell’acqua. Correva l’anno 2500 avanti Cristo quando la Mesopotamia fu insanguinata da un lungo e tribale conflitto durato almeno cento anni. Si fronteggiavano gli eserciti delle due città-stato sumere di Umma e Lagash, in lotta per la conquista delle acque del Tigri. Tutto ebbe inizio quando il re Eannatum di Lagash, diede ordine di scavare canali irrigui che deviarono il corso del grande fiume, assetando Umma, poco distante dall’attuale Bagdad. Bastarono però tre giorni di feroci combattimenti per celebrare la prima vittoria di Lagash con la mitica “Stele degli avvoltoi”, conservata nel Louvre di Parigi, che raffigura falange di soldati con i corpi dei nemici sconfitti sotto i loro piedi, sui quali volteggiano avvoltoi con le teste mozzate dei nemici nei becchi. La madre di tutte le guerre dell’acqua si concluse dopo un secolo con il primo trattato tra parti in conflitto per la gestione comune di un corso d’acqua. Di idroconflitti ne mette in fila ben 343 la mappa cronologica aggiornata dai ricercatori del Pacific Institute, California, e dal successo della geopolitica dell’acqua o dell’idropolitica, come viene definita dalla diplomazia internazionale, dipenderanno i destini e gli spostamenti di una fetta di popolazione mondiale in fuga da territori resi ancor più vulnerabili dalle anomalie climatiche. Autorità locali e politica internazionale devono “raffreddare” e arginare oggi almeno 55 importanti contenziosi e conflitti per l’acqua in corso, che coinvolgono negoziatori di almeno 20 Stati.
Il controllo di un fiume o un lago o di dighe e altri impianti idrici, del resto, è da sempre oggetto di strategie, tattiche e imprese belliche. Potremmo ricordare, in casa nostra, una infinità di conquiste e invasioni. Togliere acqua ai nemici è sempre stato un obiettivo militare. Lo sapeva bene il Pentagono che nel 1972 bombardò le dighe che regolavano (ndr: VIETNAM VEDI QUI l’acqua nelle risaie nord-vietnamite, o quando le truppe Usa invasero l’Iraq avendo nel mirino la diga di Haditha come primo obiettivo da tutelare. Temevano che Saddam Hussein avrebbe causato una catastrofica alluvione ed in effetti aveva già utilizzato l’acqua come arma bellica dopo la prima guerra del Golfo, quando fece costruire enormi terrapieni per deviare sia il Tigri che l’Eufrate per seccare l’area dove si nascondevano i ribelli sciiti. E lo sapevano anche gli ucraini che non a caso hanno minacciato la costruzione di unadiga al confine con la Crimea per bloccare l’acqua potabile nella penisola annessa alla Russia.
Il problema è oggi talmente serio che tutti rimpiangono di non aver fatto nulla dal 1995, l’anno in cui Ismail Serageldin, da vicepresidente della Banca Mondiale, ammonì: «Se le guerre del XX secolo sono state combattute per il petrolio, quelle del XXI secolo avranno come oggetto del contendere l’acqua». Previsione azzeccata, e rafforzata dall’analisi dell’economista indiana  che riassume Vandava Shivaun crudele elenco di guerre per l’acqua che nascondono spesso contrasti etnici, di religione, sociali, militari. L’acqua è tra le chiavi del successo di ogni trattativa di pace tra israeliani e palestinesi che si contendono il Giordano, corso d’acqua condiviso da Israele, Giordania, Siria, Libano e Cisgiordania,prevalentemente sfruttato da Israelecome le risorse idriche sulle alture del Golan. L’acqua innesca conflitti a non finire, da sempre, tra la Turchia e Siria e Iraq, oggi due campi di terrificanti battaglie. Le sorgenti del Tigri e dell’Eufrate, infatti, nascono in territorio turco e i turchi hanno sempre opposto gli stessi diritti “padronali” fatti valere per il petrolio iracheno, e progettano oggi vasti sbarramenti con dighe che avranno l’effetto di sviluppare il Paese ma riducendo il flusso a valle. Tra Egitto e Sudan è scontro aperto per il controllo delle acque del Nilo. In realtà, firmarono un trattato di gestione nel 1959 ma creando tensioni con gli altri dieci Stati africani bagnati dal fiume più lungo del mondo, a partire dall’Etiopia e dall’Uganda, aride e assetate. L’Etiopia, in particolare, può vantare sulle sue terre l’84% delle acque del grande Nilo, ma è in permanente allarme siccità e carestia e sta innalzando la “Grande diga della rinascita”, toccasana economico per il poverissimo Paese che ridurrebbe però la portata del fiume proprio verso l’Egitto.
Altro giro del Pianeta, ed ecco Stati Uniti e Messico in lotta per i diritti sul Rio Grande e sul Colorado, dove gli effetti della diga Hoover che lo sfrutta per un quarto a beneficio della California (attraversato da appena l’1.6% del corso d’acqua) lo fanno giungere stremato in Messico. Ecco poil’Argentina e l’Uruguay che sono di fronte alla Corte internazionale di giustizia per la loro disputa sullo sfruttamento del Rio de la Plata. In Sudamerica altri conflitti sono in corso da sempre inEcuador, Cile, Bolivia, Colombia, Guatemala, Brasile, Perù, Venezuela, Panama, Paraguay. Non vale oggi nemmeno l’armistizio siglato Tra India e Pakistan per la gestione delle acque dell’Indo. Era il 1960 e divenne carta straccia con la costruzione della diga indiana di Wular nel 1984, il caso che ha riaperto tutte le ostilità. Così come è accaduto tra India e Bangladesh per il controllo del sacro Gange, dopo la costruzione della diga di Farakka voluta dall’India, che ha ridotto drasticamente l’apporto di acqua nell’area confinante. Cina, Nepal, India e Bangladesh litigano poi da sempre intorno a tutti i fiumi che nascono sull’Himalaya. L’Asia è un’altra terra di alluvioni e siccità, di grandi dighe e grandi migrazioni. Il Mekong che attraversa sei Paesi e decide la produzione di riso nell’Indocina, dopo la costruzione della diga cinese di Manwan nel 1996, ha ridotto il flusso e quindi le possibilità di sviluppo agricolo dei Paesi indocinesi a valle. Tutti i fiumi del Sud-est asiatico nascono in Cina, e dall’acqua dipende la vita di 1,5 miliardi di persone ai confini della Repubblica popolare. Pechino, però, ha sempre rifiutato trattative con Thailandia, Cambogia, Laos, Vietnam e Birmania che hanno istituito la «Mekong Commission». In Asia centrale, invece, Tagikistan e Turkmenistan fanno a gara nel progettare grandi dighe sui corsi d’acqua sui quali litigano con l’Uzbekistan che vedrà ridotti i flussi di acqua a valle. Ma l’elenco continua con i confitti in Nigeria, Sudan, Lesotho e Ghana, Kurdistan.
Un cerchio, abbastanza crudele per una quota di umanità, unisce l’emergenza rifugiati in Europa alla quale assistiamo oggi, alle guerre per l’acqua.
Dietro le grandi migrazioni da prima pagina e le brutali stragi dell’Is tra Iraq e Siria, c’è sangue versato per occupare sbarramenti e dighe gigantesche nella patria delle grandi dighe sumere e assire sul Tigri e l’Eufrate. E tra i migranti in fuga ci sono anche ingegneri e professionisti gestori di infrastrutture idriche terrorizzati dall’avanzata dell’Isis. Lo Stato islamico iniziò la sua avanzata provando a controllare il corso del Tigri, e conquistarono con furiose battaglie la diga di Samarra, a monte di Baghdad, per bloccare il “granaio” dell’Irak. Nei primi mesi del 2013, presero l’antica diga siriana di Tabqa, principale fonte di acqua ed energia per 5 milioni di persone compresa Aleppo, che irriga un migliaio di km² di terre agricole. Misero in fuga migliaia di contadini.
Il governo iracheno ha ripreso il controllo della diga di Haditha, aiutato dai raid aerei Usa che hanno fermato i miliziani dell’Isis alle soglie del grande sbarramento sull’Eufrate, nella provincia di Anbar. Contro i jihadisti, intorno alla gigantesca diga di Mosul che alimenta l’intero Kurdistan, nell’agosto 2014, si svolsero durissime battaglie per strappare all’Isis il sito strategico oggi sotto il controllo delle forze irachene e kurde. Altri scenari di guerra sono stati quelli per la conquista della diga di Fallujah o della grande diga di Haditha che produce anche un terzo dell’elettricità del Paese, presidiata dall’esercito iracheno dall’inizio di luglio. Lo scorso aprile, l’Isis occupò la piccola diga di Nuaimiyah, sull’Eufrate, deviando il fiume e inondando un raggio di 300 chilometri e distruggendo circa 12 mila abitazioni. Intere città, da Kerbala a Nassiriya, rimasero senz’acqua, a fare i conti con crisi sanitarie e igieniche gravissime e la fuga di migliaia di residenti. In Siria, tra Damasco, Homs, Aleppo, Deir-ez-Zor e Idleb, secondo Save the Children, un anno fa almeno tre milioni di persone, per la metà bambini, non hanno avuto per settimane accesso al cibo e hanno vissuto con il terrore di bere l’acqua perché inquinata: «Si è scatenato il panico. Alcuni hanno cominciato a bere dalle pozzanghere in strada».FONTE (Grassetto della redazione) Tratto da http://www.nogeoingegneria.com/

Sistema immunitario: le 11 cause che lo distruggono

733L’habitat, gli alimenti, i farmaci assunti e lo stile di vita, possono incidere negativamente sul nostrosistema immunitario. Avere un’idea delle modalità con cui ciò accade può fare una notevole differenza nella prevenzione di molte patologie.
1. Zuccheri
Il saccarosio deprime il sistema immunitario e drena minerali preziosi dall’organismo. Anche in piccole dosi lo zucchero è dannoso per la salute. Assumere 100 grammi (8 cucchiai) di zucchero, equivalenti a circa due lattine di una bibita, può ridurre del 40% l’attività germicida dei nostri globuli bianchi. L’effetto di depressione immunitaria provocato dallo zucchero ha inizio circa 30 minuti dopo l’assunzione e dura fino a cinque ore. Al contrario l’ingestione di carboidrati complessi o amidi non produce alcun effetto sul sistema immunitario. Se si assume zucchero di mattina, pomeriggio e sera, l’organismo resta cronicamente in uno stato di caos che alla lunga diventa nocivo. Inoltre, lo zucchero è un killer di nutrienti, cioè provoca la non assunzione di sostanze nutritive! Alcuni nutrienti sono neutralizzati dallo zucchero nel processo metabolico.
2. Carenza di sonno
Avrete notato che la scarsa quantità di sonno comporti un incremento delle probabilità di contrarre raffreddori o altre infezioni. La carenza di sonno può causare un incremento di produzione dell’ormone dello stress, e maggiore predisposizione alle infiammazioni. Anche se i ricercatori non sono esattamente certi di come il sonno riesca a rinsaldare il sistema immunitario, è appurato che fare almeno sette ore di sonno ogni 24 sia un grande aiuto per la conservazione di una buona salute. La carenza di sonno inoltre influisce negativamente sulla secrezione di melatonina. La melatonina è una potente barriera contro i radicali idrossili e due volte più efficace della vitamina E contro i radicali perossidici.
3. Vaccini
Contrariamente al parere di molti medici, i vaccini indeboliscono il sistema immunitario, piuttosto che fortificarlo(v. correlati). Non di rado contengono sostanze chimiche e metalli pesanti come mercurio e alluminio, cioè agenti immuno-depressivi. Il mercurio provoca cambiamenti nell’attività dei linfociti, diminuendone la vitalità. I vaccini inoltre alterano alcuni equilibri a livello di anticorpi, proprio come accade nelle patologie comprese sotto il nome di AIDS. Il nostro sistema immunitario si sovraccarica per fare fronte a sostanze estranee come i metalli pesanti, mentre i virus sono liberi di riunirsi in una comunità, crescere e moltiplicarsi. È un po’ come cercare di nuotare dopo essere stati incatenati e ammanettati.
4. Farmaci
Man mano che la ricerca progredisce, viene fuori che centinaia di farmaci accrescono la suscettibilità alle infezioni e deprimono le funzioni immunitarie. I ricercatori hanno osservato una riduzione delle citocine (ormoni messaggeri del sistema immunitario) in un numero significativo di consumatori di antibiotici. Molti farmaci ostacolano gli effetti suscitati dalla sinergia tra le cellule immunitarie ed i tessuti e gli organi deputati alla difesa dell’organismo da malattie, infezioni e virus. La maggior parte dei farmaci contengono anche un elevato livello di specifiche tossine che decimano i batteri benevoli intestinali, i quali sono una fonte primaria di protezione dell’organismo umano. Di conseguenza, l’uso a lungo termine di farmaci è associato ad una maggiore frequenza e durata delle infezioni.
5. Alcol
È ormai cosa assodata che il consumo abituale a lungo termine di alcol produca gravi conseguenze nella salute fisica e mentale delle persone. Bere un paio di bicchieri di vino al giorno è generalmente considerato un buon modo per aiutare la salute cardiovascolare e del cervello. Ma un studio della Rutgers University ha indicato che il consumo costante possa ridurre del 40% la produzione di cellule cerebrali in un adulto. L’alcol inoltre nuoce alla capacità del sistema immunitario di combattere infezioni e malattie. Il consumo eccessivo di alcol alla lunga conduce alla deficienza immunitaria in due modi: carenza nutrizionale e riduzione dei globuli bianchi. L’alcol altera la metabolizzazione dei nutrienti a causa dei danni che causa alle cellule nel tratto digestivo, e interferisce con la secrezione di alcuni enzimi necessari alla digestione. L’alcol può anche impedire l’assorbimento di importanti vitamine al livello epatico.
6. Cereali raffinati
I cereali raffinati come la farina bianca, il riso istantaneo, la pasta arricchita e molti tipi di fast food contengono poche sostanze nutritive e poche fibre rispetto alle controparti integrali. Un consumo prolungato eccessivo di cereali raffinati e cibi altamente trasformati contenenti pesticidi, additivi chimici e conservanti può indebolire il sistema immunitario e predisporre ad alcune malattie croniche. Uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition ha appurato che nelle 5 ore successive l’ingestione di 100 grammi di alimenti trasformati la capacità battericida dei globuli bianchi si riduca notevolmente. La nostra dieta moderna fatta di prodotti alimentari trasformati, take away e pasti da microonde potrebbe essere concausa del forte incremento delle malattie autoimmuni come la sclerosi multipla, ma anche dell’alopecia, dell’asma e degli eczemi.
7. Stress cronico
Un lieve livello di stress può giovare all’organismo. Il modo di gestire, reagire e affrontare lo stress è un fattore importante per la salute. Molte persone ignorano che il livello di stress abbia una grande influenza sull’efficienza del nostro sistema immunitario. Lo stress cronico incrementa i livelli di cortisolo, e ciò riduce la produzione di prostaglandine ‘buona’. Lo stress cronico può rendere più soggetti a raffreddori e influenze stagionali, e può concorrere a problemi di salute più gravi, come patologie cardiache, diabete e altre malattie. Praticando attività di riduzione dello stress come lo yoga, la meditazione e le risate, è possibile evitare che l’organismo entri in uno stato di stress cronico.
8. Carenza di vitamina D
Quando la vitamina D (v. correlati) si lega ad alcuni specifici recettori, si innesca una catena di eventi in cui molti agenti patogeni, ad esempio le cellule tumorali, sono neutralizzati. La carenza di vitamina D può quindi indebolire questo sistema, con susseguente incremento delle probabilità che la malattia si sviluppi. È uno dei motivi per cui le persone che vivono nei pressi dell’equatore hanno un’incidenza molto inferiore (o assente) di molte malattie. Benché la vitamina D possa essere assunta mediante alcune limitate fonti alimentari, il miglior modo di sintetizzarla è l’esposizione diretta al sole durante i mesi primaverili ed estivi. 30 minuti di esposizione a torso nudo nei mesi più caldi equivalgono a circa 10.000 unità (UI) di vitamina D.
9. Disidratazione
La disidratazione cronica può influire in molti modi sullo sviluppo di malattie croniche. Alcune evidenze indicano che la disidratazione possa essere correlata alla suscettibilità ad alcune specifiche forme tumorali. È di vitale importanza mantenere un buon livello di idratazione per supportare la eliminazione dei sottoprodotti di qualsiasi malattia e aiutare il sistema immunitario a combattere le infezioni. La disidratazione può influenzare la vostra energia, il vostro sonno e la vostra capacità di espulsione delle tossine dal’organismo.
10. Ansia e paura
Le emozioni negative possono pregiudicare le funzioni dell’organismo. Come nel caso dello stress, se cronicizzate le emozioni negative comportano un drammatico incremento del livello di cortisolo. I rischi della vita moderna agiscono come una morsa sull’immaginazione della gente. I sociologi la chiamano Fenomenologia della Società del Rischio, descrivendola come una cultura sempre più preoccupata da minacce di ogni tipo, sia reali che percepite, ma di certo interiorizzate. La paura crea un senso di urgenza nel corpo e stimola la reazione del sistema simpatico. L’ansia e la paura influenzano l’intero stato di salute del corpo, i livelli ormonali e il modo in cui le nostre cellule immunitarie sono in grado di difenderci.
11. Additivi alimentari industriali e tossine
Additivi e coloranti usati dall’industria alimentare sono tra le principali cause diADHD, asma, cancro e molte altre malattie, in quanto responsabili della creazione un ambiente tossico per la nostra salute. Ogni anno i produttori di alimenti integrano 15.000.000 di dollari di coloranti alimentari artificiali nei cibi americani – e tale stima ha preso in considerazione appena otto diverse varietà di cibo, secondo quanto affermato dal Centro per la Scienza nell’Interesse Pubblico (CSPI). Oltre a tumori, malformazioni congenite e reazioni allergiche, le miscele di tossine alimentari industriali possono causare malattie autoimmuni.
Autore: M. Chan / Articolo originale: preventdisease.com / Fonte: anticorpi.info tratto da http://sapereeundovere.com/