lunedì 6 febbraio 2017
“Vi spiego perché i vaccini sono inquinati”
Non solo antibiotici, cellule di scimmia o di feti abortiti. (Cliccate qui da pag 9 a 12 per consultare l’elenco degli adiuvanti presenti nei vaccini dichiarati dai produttori). I vaccini sono anche sporchi. Contengono una grande varietà di particelle solide e minuscoli accumuli di detriti. Si va dai composti di piombo, stronzio e zirconio dell’antimeningite a concentrazioni di tungsteno e alluminio nell’esavalente. E poi cerio, bismuto, silicio, oro, argento, fosforo, azoto sparsi fra l’anti papilloma e l’anti morbillo. Metalli, semi-metalli, leghe. E tracce di mercurio ovunque. Tutto nei vaccini destinati ai bambini.
Lo hanno scoperto due scienziati di Modena, Stefano Montanari e Antonietta Gatti, grazie al loro microscopio elettronico. Hanno analizzato 44 campioni di 30 vaccini. Ne hanno fotografato il contenuto, lo hanno raccolto, misurato e divulgato. È risultato pulito soltanto un vaccino per i gatti.
“Non si tratta di sostanze disciolte ma di nanoparticelle di varie dimensioni (da 100 nanometri a oltre 10 micron) non biocompatibili e non biodegradabili. Sono biopersistenti, vuol dire che restano per sempre nel corpo”, spiegano.
Sono quindici anni (15!) che i due ricercatori modenesi denunciano che i vaccini sono contaminati. Ma soltanto pochi giorni fa è uscita la pubblicazione sull’International Journal of Vaccines and Vaccination. La trovate qui.
Come mai i produttori non dichiarano la presenza di microparticelle nei vaccini?
“Lo hanno sempre ignorato. Quando, nel 2012, abbiamo interpellato la Sanofi Pasteur, il direttore medico Roberto Biasio ha detto che ‘a loro non è stata richiesta un’analisi del genere, per questo non sono tenuti a farla“. Leggete l’intervista rilasciata a Il Salvagente (nella foto sopra) con le dichiarazioni del direttore Sanofi. Biasio dichiara che questo tipo di analisi “non è pertinente agli standard di qualità richiesti dalle procedure di produzione“. E che sicuramente tracce di queste particelle “si trovano anche negli alimenti che consumiamo”.
Come ci finiscono metalli e leghe nei vaccini?
“Supponiamo che non sia intenzionale, che il processo di produzione e di filtraggio di questi farmaci sia inquinato. Sappiamo che vi sono laboratori farmaceutici che non fanno manutenzione da anni”.
Chi controlla le procedure?
“Le stesse aziende produttrici e gli istituti di Sanità. Dicono che i vaccini sono sicuri senza tener conto dell’evidenza ed è probabile che non la vedano neppure. Da qui la perplessità sul grado di affidabilità di queste procedure…”
È riproducibile il vostro lavoro? Un altro ricercatore può verificare al microscopio che i vaccini sono così sporchi?”
“Eccome. Lo chiediamo da anni. Non lo ha fatto nessuno. Pensi che mi hanno pure accusato di essere come un motociclista che dichiara di correre più veloce di Valentino Rossi ma non vuole farsi cronometrare. È il modo di comunicare alla Goebbels, il gerarca nazista che sosteneva che una bugia ripetuta finisce per diventare verità”.
La reazione dell’Istituto superiore di Sanità?
“Stefania Salmaso direttrice dell’Epidemiologia ha detto ‘che il mio lavoro non fa testo, è estemporaneo e non riproducibile”.
Ma lei è stato interrogato dai Nas…
“Sono stato interrogato due volte dai carabinieri del Nas e ho consegnato le prove. Di recente la Procura di Catanzaro mi ha chiesto di analizzare un vaccino che si è rivelato sporco. Ho realizzato servizi televisivi con bravi giornalisti che però non sono mai usciti.
Vi sono interi fascicoli sui vaccini sporchi ma vi siete mai accorti di qualcosa? Nulla di nulla. Si rimuove il problema. È lo stesso atteggiamento che osserviamo davanti alle denunce sui danni da vaccino. Si negano, dunque non esistono”.
Vi sono interi fascicoli sui vaccini sporchi ma vi siete mai accorti di qualcosa? Nulla di nulla. Si rimuove il problema. È lo stesso atteggiamento che osserviamo davanti alle denunce sui danni da vaccino. Si negano, dunque non esistono”.
Che cosa provoca il particolato inorganico inoculato sotto cute?
“Va detto che si tratta di particelle con le dimensioni elencate ufficialmente come cancerogeni di prima classe. Nessuno può smentire che siano sostanze tossiche. Va precisato anche che il danno non è sempre proporzionale alla quantità: per raggiungere il nucleo di una cellula bastano poche particelle e il danno è certo. Vi sono svariati esiti. Può non succedere nulla e sono i casi fortunati. Può accadere che si formino rigonfiamenti e granulomi vicino al sito di iniezione ma le particelle possono anche confluire nel sangue, come ipotizzato dai ricercatori, distribuendosi in modo del tutto casuale senza alcun effetto visibile.
Una volta raggiunti certi organi (come l’intestino o il cervello) si possono verificare fenomeni di bio-accumulo che, come tutte le particelle estranee all’organismo, danno il via a una reazione infiammatoria cronica, perché queste particelle non possono essere degradate. Il danno può manifestarsi subito o a distanza di mesi”.
C’è da aggiungere che la qualità dei composti chimici individuata nei vaccini somiglia a quella trovata dai due ricercatori nei pressi di inceneritori e impianti industriali.
Non solo. “Anche nei campioni istologici dei malati di leucemia acuta mieloide“.
Non solo. “Anche nei campioni istologici dei malati di leucemia acuta mieloide“.
Se dipendesse da lei, scarterebbe tutti i vaccini inseriti nel nuovo piano vaccinale (27 il primo anno di vita fino ad arrivare a 59 nell’adolescenza)?
“Questi vaccini inquinati sì. Mi impegnerei a far produrre vaccini puliti, pochi e buoni. E non racconterei mai che vaccinandosi si è sicuramente protetti da una malattia, perché non è così. Questo almeno i produttori lo riconoscono. Sul foglietto illustrativo del vaccino contro il meningococco è scritto letteralmente che “non sono stati eseguiti studi prospettici sull’efficacia.” Questo significa che non vi è la certezza che il vaccino funzioni’. Vuol dire che non c’è differenza per noi, tra girare con un quadrifoglio in tasca e fare un antimeningococco. Anzi, stando le cose come abbiamo visto al microscopio, con il quadrifoglio in tasca si rischia meno”.
VACCINI SPORCHI, L’ALLARME INASCOLTATO DI DUE RICERCATORI
Vaccini sporchi, l’allarme inascoltato di due ricercatori
E’ Gioia Locati, nel suo blog sul Giornale, a informare chi vuole essere informato che esistono vaccini sporchi. “Non solo antibiotici, cellule di scimmia o di feti abortiti, riferisce la giornalista. I vaccini sono anche sporchi. Contengono una grande varietà di particelle solide e minuscoli accumuli di detriti. Si va dai composti di piombo, stronzio e zirconio dell’antimeningite a concentrazioni di tungsteno e alluminio nell’esavalente. E poi cerio, bismuto, silicio, oro, argento, fosforo, azoto sparsi fra l’anti papilloma e l’anti morbillo. Metalli, semi-metalli, leghe. E tracce di mercurio ovunque. Tutto nei vaccini destinati ai bambini.“Lo hanno scoperto due scienziati di Modena, Stefano Montanari e Antonietta Gatti, grazie al loro microscopio elettronico. Hanno analizzato 44 campioni di 30 vaccini. Ne hanno fotografato il contenuto, lo hanno raccolto, misurato e divulgato. È risultato pulito soltanto un vaccino per i gatti.
“Non si tratta di sostanze disciolte ma di nanoparticelle di varie dimensioni (da 100 nanometri a oltre 10 micron) non biocompatibili e non biodegradabili. Sono biopersistenti, vuol dire che restano per sempre nel corpo”, spiegano.
“Sono quindici anni (15!) che i due ricercatori modenesi denunciano che i vaccini sono contaminati. Ma soltanto pochi giorni fa è uscita la pubblicazione sull’International Journal of Vaccines and Vaccination”.
Fin qui Gioia Locati, che ha intervistato i due ricercatori, il testo lo potete leggere sul Giornale online. Sono anni che quei due studiosi lo dicono a chi non ha orecchie per sentire. E non sono i soli a lanciare l’allarme. Che il thimerosal, cioè il mercurio, non era il massimo per la salute dei vaccinati, ci sono voluti anni perché fosse vietato. Che l’alluminio, e gli altri metalli, fanno danni a livello neuronale, si sa da anni, ma nei vaccini adoperano sali di alluminio sostenendo che si tratta di dosi inferiori a quelli dannosi per l’uomo. Già, ma per un bambino di due mesi? La domanda c’è, la risposta è assente.
E adesso si scopre che nei vaccini c’è di tutto. I vaccini sono strumenti essenziali per evitare malattie gravissime, come il vaiolo, la difterite, la poliomielite. Ma sono anche un grande business che spinge i fabbricanti a immetterne sempre di nuovi nel mercato, compresi quelli di cui non è dimostrata l’efficacia o l’utilità (per il vaccinato, non per chi vende il vaccino). Convincerne le autorità sanitarie nazionali e mondiali non è troppo difficile, quando si hanno i mezzi per farlo. (Ard)
Vaccini: Cassazione, bimbo invalido dopo antipolio, va risarcito
di Marina Crisafi - Va risarcito il bambino rimasto disabile dopo il vaccino antipolio. Così ha deciso la Cassazione con una "clamorosa sentenza – che ribalta – tutte le precedenti decisioni in tema di danni da vaccino, ponendo definitivamente la parola fine sul diritto delle famiglie ad essere indennizzate nel caso in cui le vaccinazioni producano reazioni avverse e danni alla salute". Ad affermarlo è il Codacons, rendendo nota una sentenza depositata in questi giorni dal Palazzaccio che ha dato ragione alla famiglia di un ragazzo divenuto invalido grave dopo la somministrazione dei vaccini obbligatori.
La vicenda
La vicenda ha inizio nel 1981 quando il bambino, oggi 37enne, viene sottoposto alla somministrazione dei vaccini contro polio, difterite, tetano e morbillo, a seguito dei quali manifesta subito le prime reazioni avverse (dalle febbre alta alla perdita della parola) sino ad arrivare alla diagnosi di "encefalopatia epilettica con grave ritardo psicomotorio e del linguaggio".
Secondo le perizie mediche, a scatenare la reazione era stato il vaccino antipolio, visto che, scrivono i consumatori, "gli effetti più gravi si manifestarono subito dopo la seconda dose di quella vaccinazione". La somministrazione degli altri vaccini, inoltre, avrebbe ulteriormente danneggiato il sistema nervoso e immunitario del bambino, ricorda l'associazione, e la stessa consulenza tecnica del Tribunale di Treviso "ha confermato senza alcun dubbio il nesso di casualità tra le patologie insorte e le vaccinazioni".
La decisione
Così, dopo oltre 35 anni, è arrivata la decisione della Suprema Corte che ha definitivamente condannato il ministero della salute a risarcire la famiglia per i danni da vaccinazione ex lege 210/1992.
La sentenza, plaudono dal Codacons, "apre ora la strada a migliaia di cause risarcitorie contro il Ministero della salute da parte di quelle famiglie che, per via delle nuove norme regionali e comunali che impongono la vaccinazione per la frequentazione di scuole e asili, dovessero riscontrare reazioni avverse ai vaccini nei propri figli".
In merito, il Codacons ribadisce la propria posizione sull'obbligo delle vaccinazioni per l'ingresso a scuola, sostenendo che si tratta di "un provvedimento illegale e incostituzionale, ancor di più alla luce di questa sentenza che accerta in modo chiaro la possibilità di danni irreparabili ai bambini causati da un eccesso di vaccini".
Da qui, l'invito, conclude il presidente Carlo Rienzi nella nota, alle famiglie "a rivolgersi all'associazione per denunciare possibili reazioni avverse legate alle vaccinazioni obbligatorie, e avviare le dovute azioni legali contro lo Stato e l'Istituto Superiore di Sanità".
Fonte: Vaccini: Cassazione, bimbo invalido dopo antipolio, va risarcito
(www.StudioCataldi.it)
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