lunedì 2 gennaio 2017

MENINGITE E IL FUORVIANTE GIORNALETTISMO: È PSICOSI E PROCURATO ALLARME


Meningite e il fuorviante giornalettismo: è psicosi e procurato allarme
Dati falsi,notizie non veritiere, informazioni incomplete perfino dalle ANSA.
NON ESISTE ALCUNA EPIDEMIA, è bene ricordarlo.
Omissioni rilevanti al fine della comprensione. A questo punto ci chiediamo fino a quando saremo costretti a tollerare un atteggiamento simile.
PROCURATO ALLARME, e questo non è tollerabile. La maggior parte dei giornali e tv dovrebbero essere sottoposti a controlli minuziosi poichè non è accettabile leggere delle notizie contrastanti perfino tra loro. Un esempio?
“Uomo ricoverato per SOSPETTA MENINGITE“, questo per il titolone (ovvio, bisogna catturare l’attenzione dei lettori) per poi rettificare, scrivendo  di una “forma di SINUSITEsenza alcun rischio di contagio“.
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Bastano pochi minuti per seminare il panico e la paura. Centinaia di condivisioni di un articolo accattivante. Un titolo (uno dei tanti ultimamente) che contribuisce alla nascita di diatribe e guerre senza fine basate sull’ignoranza. Sui social è guerra. Una guerra basata sull’ignoranza.
I genitori nel panico, i medici presi d’assalto per le più banali domande.
Questo modus operandi non può essere tollerato . Le notizie andrebbero date con tutti gli specifici riferimenti, comprensibili a tutti e con dati alla mano. A tal proposito invitiamo i lettori a segnalare tutte le notizie non veritiere.
Questo procurato allarme, deve finire.
PSICOSI MENINGITE
All’improvviso quindi, ecco i diversi casi di meningite con esortazioni continue a vaccinarsi da parte dei media.
Peccato che ci si dimentichi altrettanto di dire che l’Italia, è “oltre 100 volte sotto i livelli di definizione di epidemia” e che ha avuto incidenze ben superiori a quelle di quest’anno (ma sempre basse, a livello statistico-epidemiologico) senza che nessuno dicesse nulla.
Però,quest’anno c’è l’epidemia di meningite. Nulla ha a ache fare con gli investimenti in Toscana da parte della nostra NOVARTIS?
Nulla ha a che fare il “nuovo fantomatico test” che test non è (lo stesso KARY MULLIS,Premio nobel nonchè inventore della PCR ha dichiarato che la medesima non può essere utilizzata come test diagnostico) ?
Ricordiamo che l’Italia si conferma quindi tra i Paesi a PIU’ BASSA INCIDENZA DI MENINGITE meningococcica in Europa. Negli altri Paesi europei, con incidenze ben maggiori delle nostre, non c’è nessuna emergenza meningite.
Nel 2008 (tabelle sottostanti) notiamo incidenze quasi identiche di meningococco in Italia; addirittura allora ci furono più casi di meningococco C tra i bambini da 0 a 4 anni (0,32 nel 2008 contro 0,26 nel 2015) e nessuno ha dato alcun allarme meningite.
Non è forse perchè quel periodo a farla da padrona doveva essere l’INFLUENZA SUINA ?*!
2005
Dal 1998 al 2005 abbiamo avuto molte più meningiti da meningococco all’anno e dal 2006 al 2009 gli stessi casi, circa, del 2015. 196 casi nel 2015 contro ben 343 nel 2004 (quasi il doppio!) e anche allora, NESSUNA PSICOSI MENINGITE.
1998
Quello a cui assistiamo è un allarme sociale, creato ad hoc da chi invece dovrebbe tutelarci e aiutarci a comprendere.
La realtà è che siamo CONSUMATORI,fine. La gente dovrà rendersi conto di tale assurda e amara realtà.

Di seguito la risposta del dr.Tancredi Ascani a cui abbiamo chiesto delucidazioni in merito a tale tematica.
“Qui si dovrebbero prendere seri provvedimenti verso un SISTEMA MEDIATICO SCRITERIATO e totalmente di parte che sta creando allarme sociale spingendo a trattamenti medico sanitari di massa senza che vi sia alcuna reale emergenza sanitaria o indicazione da parte di LINEE GUIDA INTERNAZIONALI (l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda la vaccinazione su larga scala solo nei Paesi con tassi endemici alti: >10 casi/100.000 abitanti/anno o intermedi: 2-10 casi/100.000 abitanti/anno di malattia invasiva meningococcica, NOI SIAMO a 0,3 casi\100.000 abitanti nel 2015-2016).
Invito i cittadini, prima di farsi prendere dal panico, ad informarsi in maniera SERIA e a non seguire in maniera acritica gli scoop giornalistici; informatevi sempre con i dati di sorveglianza REALI dell’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA’, facilmente reperibili nel web.
Solo allora prendete pure la decisione che ritenete più opportuna, che certamente spetta solo a voi”.
Dr.Tancredi Ascani


Vacciniinforma ringrazia il dr.Tancredi Ascani per aver dato risposta ai leciti dubbi genitoriali.
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venerdì 30 dicembre 2016

MENINGITE? GRAVISSIMA DISINFORMAZIONE E PROCURATO ALLARME


Meningite? Gravissima disinformazione e procurato allarme
acciniinforma condivide le affermazioni del Dr. Tancredi Ascani 
MENINGITE, QUELLO CHE I MEDIA NON DICONO
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_ Si definisce a “bassa incidenza” un Paese che ha “meno di 2 casi di meningite meningococcica ogni 100 mila abitanti” in un anno.
Nel 2015 in Italia sono stati segnalati 196 casi di malattia invasiva da meningococco con un’incidenza pari a 0,32 casi per 100.000 (dati Epicentro). L’Italia si conferma quindi tra i Paesi a PIU’ BASSA INCIDENZA DI MENINGITE meningococcica in Europa.

NEGLI ALTRI PAESI EUROPEI, CON INCIDENZE BEN MAGGIORI DELLE NOSTRE, NON C’È NESSUNA EMERGENZA MENINGITE.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.
DAL SITO EPICENTRO: “IN ITALIA, L’INCIDENZA DELLA MENINGITE DA MENINGOCOCCO È MINORE RISPETTO AL RESTO D’EUROPA: OGNI ANNO VENGONO SEGNALATI CIRCA 200 CASI, PARI A 3 CASI OGNI 1.000.000 ABITANTI RISPETTO AD UNA MEDIA EUROPEA DI 14/1.000.000”.
E’ da sempre stato così con lievi oscillazioni che sembrano non seguire le vaccinazioni anti meningite: da notare infatti che i casi di meningite meningococcica risultano numericamente simili tra il 1998 (epoca pre-vaccinale) e il 2013. Solo dal 2009-2010 il vaccino è offerto gratuitamente a tutti i nuovi nati e solo dal 2012 è stato inserito nel Piano Nazionale Vaccinazioni. Addirittura proprio dal 2012 si nota un nuovo aumento di casi da sierogruppo C che risultano superiori ai casi della fine degli anni 90.
Da notare che negli anni 2003-2005 abbiamo avuto molti più casi di meningite da meningococco rispetto a quest’anno ma, non andando di moda conteggiare e mettere in prima pagina ogni caso con titoli allarmanti, nessuna psicosi di massa da meningite si è verificata.
«La meningite può essere determinata da diversi agenti batterici e virali, ha una bassa contagiosità, ossia solo una piccola parte di chi viene a contatto con l’infetto o il portatore si ammala a sua volta e quindi l’allarmismo delle ultime settimane non è giustificato dal punto di vista sanitario». Carlo Signorelli, presidente uscente della Società italiana di igiene (Siti) (5 Dicembre 2016);
_ Si definisce EPIDEMIA di meningite un’incidenza “superiore ai 100 casi ogni 100 mila” in un anno. Noi, come precedentemente scritto, siamo intorno a 0,3. Chiunque vada a dire in giro che vi è una qualche epidemia di meningite in Italia sta facendo una GRAVISSIMA DISINFORMAZIONE e PROCURATO ALLARME.
_ in Toscana negli anni 2015-2016, su una popolazione di 3 milioni e 750 mila persone, è stato riportato un lieve aumento di casi, portando l’incidenza a 0,83 casi nel 2015 e ancor meno nel 2016. Siamo sempre quindi ad un’incidenza BASSA (sempre ben al di sotto i 2 casi per 100 mila abitanti che caratterizzano i paesi a bassa incidenza di meningite).
Ma non solo, IN TOSCANA DAL 2015, A DIFFERENZA DI TUTTE LE ALTRE REGIONI, SI E’ INIZIATO AD USARE UN TEST MOLECOLARE CHE DIAGNOSTICA IL TRIPLO DEI CASI RISPETTO AI NORMALI ESAMI COLTURALI USATI NELLE ALTRE REGIONI. “E’ per questo che la regione Toscana sembra avere 3 volte più casi rispetto alle altre regioni”. Queste sono le inequivocabili parole di Chiara Azzari, responsabile centro di immunologia pediatrica ospedale Meyer.
Lo dicono loro quindi, l’aumento dei casi riportati, SOLO IN TOSCANA, è dovuto in gran parte, se non totalmente, al test usato! E questo nessuno lo specifica nei nostri media, tutti presi a far solo allarmismo e a spingere al vaccino come se fossimo in piena epidemia di meningite e come se il vaccino fosse innocuo come bere un bicchier d’acqua.
_ Cosa dicono le linee guida internazionali? 
L’ American Academy of Pediatrics così si è espressa nel 2014: “la vaccinazione di routine nei bambini in buona salute dai 2 mesi ai 10 anni non è raccomandata in assenza di un incrementato e persistente rischio di malattia meningococcica.”
L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda la vaccinazione su larga scala solo nei Paesi con tassi endemici alti (>10 casi/100.000 abitanti/anno) o intermedi (2-10 casi/100.000 abitanti/anno) di malattia invasiva meningococcica.
Noi, ricordo ancora una volta, siamo un Paese a BASSA incidenza di malattia meningococcica.
_ Chi sono i più colpiti? “L’incidenza maggiore del virus si è registrata nella fascia di età 20-29 anni… L’età media delle persone decedute è invece di 52 anni” Assessore regionale alla Sanità, Stefania Saccardi.
_ Il vaccino è efficace?
I dati parlano da soli. Nel 2016 in Toscana ci son stati 29 casi (e 6 decessi), 13 erano vaccinati, il 45% quindi. La vaccinazione può offrire una protezione individuale, può ridurre il rischio di contrarre la malattia, ma non funziona per tutti e l’efficacia pare essere di breve durata.
Il vaccino coniugato contro il meningococco C ha mostrato un’efficacia nei bambini del 97% entro un anno dalla vaccinazione, che diminuisce già al 68 % dopo 1 anno.
Uno studio inglese afferma solo l’8-12% dei bambini che avevano completato il ciclo vaccinale con 3 dosi avevano anticorpi protettivi a 4 anni
(Borrow R et al. Antibody persistence and immunological memory at age 4 years after meningococcal group C conjugate vaccination in children in the United Kingdom. Journal of Infectious Diseases, 2002, 186: 1353–1357).
In un altro studio solo il 25% dei bambini vaccinati in età compresa tra 2 mesi e 6 anni aveva anticorpi protettivi dopo 6 anni dall’inoculazione (Perrett K P et al. Antibody persistence after serogroup C meningococcal conjugate immunization of United Kingdom primary-school children in 1999–2000 and responseto a booster: A phase 4 clinical trial. Clinical and Vaccine Immunology, 2010,50:1601–1610).
Per il vaccino antimeningite quadrivalente “Menveo” (valido per i gruppi A, C, W135 e Y), l’ immunogenicità verso il siero gruppo C è risultata essere del 73% dopo un mese per ridursi al 53% 12 mesi dopo la vaccinazione nei bambini di 2-10 anni.
E anche il vaccino contro il meningococco B sembra essere poco efficace.
_ Per quanto riguarda gli effetti collaterali di questi vaccini si rimanda alla visione degli stessi bugiardini.
_ Come è la situazione in UMBRIA?
Si vorrebbe raccomandare il vaccino Men C anche in Umbria  ma i dati (vedi tabella sotto) parlano chiaro: l’umbria è tra le regioni in Italia con minor casi di meningite in assoluto. Pare proprio che da noi la meningite sia veramente un evento eccezionale.
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Fonte: http://www.vacciniinforma.it/2016/12/30/meningite-gravissima-disinformazione-e-procurato-allarme/4913

Come capire e guarire i disturbi psicosomatici

Per poter parlare di disturbo psicosomatico è bene escludere l’esistenza di cause organiche, quindi è sempre bene, in caso di malessere prolungato, consultare un medico e fare degli accertamenti. Qualora non emergessero cause certe o il malessere proseguisse nonostante i tentativi di cura tradizionale, occorre interrogarsi in modo onesto e profondo su quali possono essere eventuali situazioni della nostra vita che in qualche modo ci infastidiscono, ci fanno soffrire, ci fanno stare male al punto da cercare, attraverso la malattia, di evitarle.

Il caso clinico

Per analizzare in maniera più esaustiva l’argomento, farò riferimento ad un ipotetico paziente che qui chiamerò Anna. La storia di Anna ci fa comprendere come l’incapacità di accettare e di reagire a un disagio emotivo possa implodere sul suo organismo a tal punto da canalizzare seri disturbi psicosomatici.
Anna, tutte le mattine si sveglia con un forte mal di testa, la sera difficilmente si addormenta subito, anzi, prima di addormentarsi è un continuo torturarsi. Spesso ha problemi gastrointestinali, tali da invalidarle l’esistenza. Ma i suoi malesseri non finiscono qua, anche il prurito, la stanchezza, il mal di schiena sono suoi compagni di vita.
Per comprendere al meglio il suo quadro clinico le pongo diverse domande, come:
“Anna quando si acutizzano i disturbi intestinali?”
La paziente risponde: “Non saprei, sto sempre male, pensi che spesso evito di uscire con gli amici per evitare brutte figure”.
Allora le chiedo ancora: “Quindi non esci mai?”
Anna risponde: “Beh, a volte mi lascio convincere dagli amici ed esco”
Le chiedo: “E quando sei con gli amici come ti senti?”
Anna mi risponde: “Strano dottoressa, quando sono con loro non accuso nessun tipo di malessere”
Adesso, la domanda che pongo a voi, al fine di farvi riflettere, è: perché quando Anna è con gli amici non si ammala mai, invece quando è a casa o lavoro….. ne ha sempre una?

Benvenuta nel mondo delle malattie psicosomatiche

L’ inconscio di Anna comunica con lei in questo modo, anche (e soprattutto) quando non lo vuole ascoltare. Perché Anna per non ascoltarlo fa di tutto: accetta passivamente le discussioni dei genitori, del marito, si lascia condizionare dal parere degli altri, si lascia gestire…insomma è un vivere in balia degli altri, e di conseguenza uno stress continuo!
Una dose di stress è sana e necessaria per poter reagire adeguatamente alla vita, ma come in tutte le situazioni di eccesso, può crearsi un sovraccarico nocivo.
Se viviamo in condizioni di ansia protratta, (quel genere di sensazioni di affaticamento estremo, di incapacità a reagire, di stanchezza anche quando non abbiamo fatto quasi niente, di disagio diffuso che non ci lascia mai), il nostro corpo dovrà utilizzare energie in dosi massicce.
Questo può esporci a maggior rischio di ammalarci, sia per un deficit di difese immunitarie, sia per una tendenza difensiva della nostra psiche di utilizzare il corpo come mezzo di evitamento del disagio psicologico (la malattia psicosomatica).
E finchè Anna non ascolterà il suo inconscio, andrà sempre dai medici; vuoi per farsi prescrivere un elettrocardiogramma, vuoi per una visita gastrointestinale, dermatologica, ecc.

Come vincere il malessere inconscio che ci fa ammalare?

Non esiste una formula magica e unica per tutti… purtroppo! Naturalmente il primo passo è accettare di avere un disagio profondo che cerca di parlarci, che vuole essere accolto, ascoltato e coccolato, una situazione che chiede a gran forza di essere risolta, al punto da fermarci, farci stare male anche fisicamente.
Ci vuole un pizzico di coraggio ed una buona dose di stanca disperazione per prendere la decisione di guardarsi dentro ed iniziare il cambiamento.
Per quanta paura faccia il cambiamento, portatore di novità ed incertezze, sarà sicuramente migliore della situazione dolorosa, pesante ed opprimente che ci ha portato a stare male, anche se la viviamo come rassicurante e conosciuta.

Il significato psicologico di alcuni malesseri

Emicrania
Prova a pensare alla somiglianza tra le circonvoluzioni cerebrali e quelle dell’intestino tenue: le prime digeriscono il mondo immateriale, le seconde quello materiale. Il mal di testa denuncia un eccesso di attenzione agli aspetti della nostra vita che cerchiamo di razionalizzare e controllare a tutti i costi. L’emicrania attira l’attenzione verso l’interiorità, a questo scopo scatena dei sintomi tali da richiedere l’evitamento degli stimoli esterni (fastidio verso la luce, scintillio, dolore intenso) e costringe il corpo al riposo. E’ il chiaro messaggio della necessità di integrare nella propria vita degli aspetti piacevoli ed estatici, ridimensionando l’ansia da prestazione.
Tachicardia
Quando le emozioni sono inespresse, talvolta represse, cioè nascoste e non accettate, il cuore ne risente e può “farsi sentire” attraverso un ritmo irregolare. E’ la denuncia della tendenza a razionalizzare i sentimenti, come la rabbia e la frustrazione, oppure può indicare uno stato di allerta. Spesso la tachicardia anticipa l’attacco di panico.
Insonnia
Si tratta di un disturbo dello spirito, indica l’aver perso la capacità di entrare in contatto con la propria interiorità. E’ come se la persona non riuscisse più a concedersi la possibilità di “abbandonare il controllo”, poiché il sonno è una piccola morte (i bambini in particolare vivono il distacco in modo molto intenso) dalla quale si può riemergere a “nuova vita”, vigore e benessere.
Infiammazioni del canale respiratorio
Siamo nel regno supremo della comunicazione, dello scambio tra mondo interiore e ambiente esterno. Il conflitto interiore non si riesce ad esprimere apertamente, ma lo si camuffa, lo si cela dietro alla tosse, al muco, impedendo di fatto alle situazioni che si vivono come pericolose, o non affini a noi, entrino attraverso i condotti respiratori. In questo grande contenitore troviamo anche le allergie, che coinvolgono un numero sempre maggiore di persone e che simbolicamente sono molto interessanti.
Articolazioni
Le persone che soffrono di dolori articolari sono quasi sempre molto esigenti nei confronti di se stessi o della propria cerchia. A volte appaiono agli altri come molto flessibili, ma la loro docilità è dettata dalla paura e da una sensazione di impotenza di fronte a figure autoritarie. Sono presenti in queste persone sentimenti di collera e da un senso di rivolta, tenuti entrambi sotto silenzio, ma inevitabilmente espressi dal corpo per mezzo di questo particolare disagio.
Mal di schiena
Il nostro corpo, sotto l’effetto di una umiliazione, tende a “piegarsi” o meglio a “ripiegarsi” su noi stessi. La schiena ricurvata segue frequentemente profondi disagi affettivi: la sofferenza ci “piega” (fardelli troppo pesanti da portare).
Il ginocchio (condizione di inferiorità)
Il dolore può esprimere il grande disagio a vivere delle situazioni “umilianti”: rifiuto di sottomettersi.
Apparato respiratorio
Le vie respiratorie sono le vie di comunicazione (scambio tra l’ambiente interno e l’ambiente esterno), dove entra la vita, che verrà poi distribuita dal sangue in tutto l’organismo. Le malattie degli organi della respirazione traducono gli scambi con l’ambiente circostante per quel che riguarda il nostro bisogno di “aria”, spazio e autonomia. Ci possono segnalare un’assenza di gusto per la vita, la perdita di desiderio di continuare a vivere, o anche un senso di colpa devastante.
Laringite (infiammazione del canale respiratorio)
E’ un modo di soffocare la comunicazione quando dobbiamo parlare con qualcuno che è vissuto come l’autorità.
Gastrite
Collegata alla collera perché non ci sentiamo rispettati o apprezzati per quanto valiamo. Il nervosismo e i disagi emotivi sono spesso responsabili. Il famoso “bruciore allo stomaco” parla della presenza di un fuoco che brucia all’interno, ma che non si esprime mai sotto forma di rabbia e ribellione (rabbia inespressa).
Psoriasi (una spessa corazza per isolarsi dal mondo)
Vengono colpite, in genere, persone ipersensibili che hanno un gran bisogno dell’amore degli altri.
Candida e Herpes vaginale
Il bruciore dell’herpes richiama, a livello simbolico, il “fuoco” e al bisogno costante di purificazione. Per certi versi questa sintomatologia consente al soggetto di espiare certe esperienze peccaminose. Se invece l’herpes si associa anche alla Candida, il dualismo regola-trasgressione, santità-peccato viene rafforzato da un “imbianchimento” (fungo): manifestando tutto il suo “candore” come se si volesse mostrare la sua pulizia morale, a dispetto del comportamento particolarmente trasgressivo
Purtroppo abbiamo perso la capacità di ascoltarci, di accogliere ciò che ci accade come necessario, soprattutto se non lo comprendiamo o non corrisponde a ciò che crediamo sia valido per noi, e di fidarci di noi stessi.
E’ questa capacità che dovremmo recuperare per poter vivere davvero in armonia ed in una condizione di equilibrio psico-somatico.
Diceva Martin Luther King….”Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e i tuoi dolori”    da psicoadvisor.com/

Cose che nessuno vi dice: 145.000 bambini morti a causa dei vaccini negli ultimi 20 anni. Notizia del 2013


145.000 bambini morti a causa dei vaccini negli ultimi 20 anni

Il programma di vaccinazione infantile raccomandato è cambiato radicalmente nel corso degli anni, arrivando ormai a toccare la media  di 30 vaccini, tra cui molteplici combinazioni, prima dell’età di sei anni.
E in molti casi, i medici e gli infermieri somministrano una mezza dozzina o più di vaccini tutti in una volta nel corso di una sola visita per risparmiare tempo. Ma secondo i dati di  Vaccine Adverse Events del governo Reporting System (VAERS), 145.000 o più bambini sono morti nel corso degli ultimi 20 anni a causa di questo approccio di vaccino multilo, e alcuni genitori sono consapevoli di questo fatto sconvolgente .
In uno studio recentemente pubblicato sulla Human & Experimental Toxicology Journal, i ricercatori hanno valutato il numero complessivo di ricoveri e decessi associati a vaccini somministrati tra il 1990 e il 2010, e confrontato questi dati al numero di vaccini somministrati in una sola volta per i singoli bambini. Ospedalizzazioni e decessi dovuti a una dose di vaccino sono stati confrontati con i decessi avvenuti con somministrazioni da due a otto dosi di vacino insieme. I ricercatori hanno anche valutato l’ospedalizzazione complessivo e tassi di mortalità associati con le dosi di vaccino combinato: 5-8 dosi di vaccino combinato, e 1-8 dosi di vaccino combinato.
Dopo l’analisi, il team ha scoperto che più vaccini un bambino riceve in una sola volta, più è probabile che lui o lei possa subire una reazione grave o addirittura possa sopraggiungere la morte.
Secondo Heidi Stevenson di Gaia Salute, per ciascun vaccino supplementare che un bambino riceve, la sua probabilità di morte aumenta del 50 per cento – e con ogni dose di vaccino supplementare, le probabilità di dover essere ricoverato in ospedale per gravi complicanze si duplicano . I genitori dei bambini che hanno controindicazioni  dopo un solo vaccino tende a cessare ulteriori vaccinazioni, suggeriscono i dati.
Il numero totale dei ricoveri e decessi segnalati per un solo vaccino era superiore al numero riportato dopo due, tre, quattro o anche vaccini. Anche se il motivo preciso di questo è sconosciuto, si ritiene che i neonati per lo più rientrano in quella categoria di vaccino, e quelli che sono vittime di un singolo vaccino tende a non avere più i vaccini. Una volta che un bambino raggiunge cinque vaccinazioni, tuttavia, il tasso di ospedalizzazione e di morte sale drammaticamente.
“I nostri risultati mostrano una correlazione positiva tra il numero di dosi di vaccino somministrate e la percentuale di ricoveri ospedalieri e di decessi segnalazioni al VAERS,” hanno scritto gli autori nella loro conclusione. “Inoltre, i bambini più piccoli hanno una probabilita’ significativamente piu’ grande rispetto ai bambini più grandi di essere ricoverati in ospedale o di morire dopo aver ricevuto vaccini. Dal momento che i vaccini vengono somministrati a milioni di bambini ogni anno, si sa’ per certo che le autorità sanitarie possiedono dati scientifici provenienti da studi di tossicità sinergica su tutte le combinazioni di vaccini che i bambini sono suscettibili di ricevere. “ Fonte: siamolagente.altervista.org

giovedì 29 dicembre 2016

Che cos'è l'HAARP? NON E' l'ossessione dei complottisti! Ma è un altro crimine mondiale made in USA, capace di scatenare “l’inferno” !!!

HAARP

HAARP: UN CRIMINE MONDIALE USA

Estratto di una Relazione del Parlamento Europeo (14 gennaio 1999):
“HAARP – Un sistema di armamenti con effetti devastanti sul clima
Il 5 febbraio 1998 la sottocommissione “Sicurezza e disarmo” del Parlamento europeo tenne un’audizione in cui si parlò anche di HAARP. Benché invitati, i rappresentanti della NATO e degli USA preferirono non partecipare. La commissione deplora che gli USA non abbiano inviato nessuno all’audizione e non abbiano approfittato dell’occasione per commentare il materiale presentato (22).
HAARP, il programma di ricerca sulle radiazioni ad alta frequenza (High Frequency Active Auroral Research Project) è condotto congiuntamente dall’aeronautica militare e dalla marina militare americane e dall’Istituto di geofisica dell’Università dell’Alaska di Fairbanks. Progetti analoghi vengono condotti addirittura in Norvegia, probabilmente in Antartide, ma anche nell’ex Unione Sovietica (23). HAARP è un progetto di ricerca in cui, attraverso impianti basati a terra e una serie di antenne, ciascuna alimentata da un proprio trasmettitore, si riscaldano con potenti onde radio parti della ionosfera (24). L’energia così generata riscalda talune parti della ionosfera provocando buchi e lenti artificiali.
Lo HAARP può essere impiegato per molti scopi. Manipolando le proprietà elettriche dell’atmosfera si diventa in grado di porre sotto controllo forze immani. Facendovi ricorso quale arma militare, le conseguenze potrebbero essere devastanti per il nemico. Attraverso HAARP è possibile convogliare in una zona prestabilita energia milioni di volte più intensa di quella che sarebbe possibile inviare con qualsiasi altro trasmettitore tradizionale. L’energia può anche essere indirizzata verso un obiettivo mobile, per cui si potrebbe applicare anche contro i missili del nemico.
Il progetto consente anche di migliorare le comunicazioni con i sommergibili e di manipolare la situazione meteorologica globale. Ma è possibile anche il contrario, cioè disturbare le comunicazioni. Manipolando la ionosfera è possibile ostacolare le comunicazioni globali facendo però arrivare a destinazione le proprie. Un’altra applicazione del sistema è quella di scandagliare a raggi X la terra per vari chilometri di profondità (con un’apposita tomografia a effetto penetrante) per esplorare campi di petrolio e di gas, ma anche attrezzature militari sotterranee. Radar in grado di vedere oltre l’orizzonte e di definire gli oggetti a grande distanza sono un’altra delle applicazioni del sistema HAARP. Ciò consente di individuare gli oggetti in arrivo da dietro la curvatura del pianeta.
A partire dagli anni ’50 gli Stati Uniti hanno effettuato esplosioni di materiale nucleare nelle fasce di Van Allen (25) per sondare gli effetti delle esplosioni atomiche ad un’altezza così elevata sulle trasmissioni radio e le operazioni radar in virtù dell’intenso impulso elettromagnetico scatenato dalle deflagrazioni. Esse crearono nuove fasce di radiazione magnetica comprendenti quasi tutta la terra. Gli elettroni correvano lungo linee di campo magnetiche creando un’aurora boreale artificiale sopra il Polo Nord. Con questi test militari si rischia seriamente di danneggiare per molto tempo la fascia di Van Allen. Il campo magnetico terrestre può essere distrutto in vaste aree impedendo le comunicazioni via radio. Secondo scienziati americani ci vorranno probabilmente molte centinaia di anni prima che la fascia di Van Allen si stabilizzi nella sua posizione normale. Il sistema HAARP può provocare mutamenti delle costanti meteorologiche. Esso può anche influenzare tutto l’ecosistema, soprattutto nella sensibile area antartica.
Un’ulteriore seria conseguenza del sistema HAARP sono i buchi ionosferici causati dalle potenti onde radio inviate. La ionosfera ci protegge dalle radiazioni provenienti dal cosmo. Si spera che i buchi giungano a riempirsi nuovamente, ma le esperienze compiute con i mutamenti dello strato di ozono puntano in direzione contraria. Ciò significa che esistono buchi non indifferenti nella fascia protettiva della ionosfera.
A causa delle sue notevoli ripercussioni sull’ambiente, HAARP è una questione che riguarda tutto il mondo e bisogna anche chiedersi se i vantaggi di sistemi del genere controbilancino effettivamente i rischi. Le conseguenze ecologiche ed etiche vanno analizzate approfonditamente prima di qualsiasi altra ricerca e sperimentazione. HAARP è un progetto quasi totalmente sconosciuto all’opinione pubblica, ed è importante aumentare la consapevolezza di quest’ultima in proposito.
HAARP è il proseguimento di cinquant’anni di ricerca spaziale intensiva di chiaro stampo militare, portata avanti anche nel quadro delle “guerre stellari” per il controllo delle fasce più alte dell’atmosfera e delle comunicazioni. Tale ricerca va considerata seriamente nociva per l’ambiente, con conseguenze incalcolabili per la vita umana. Nessuno è oggi in grado di dire con sicurezza quali possono essere le conseguenze di HAARP. La cultura della segretezza nell’ambito della ricerca militare dev’essere combattuta. E’ necessario promuovere il diritto alla trasparenza e alla verifica democratica dei progetti di ricerca militari, come pure il controllo parlamentare.
Tutta una serie di atti normativi internazionali (“Convenzione sul divieto dell’utilizzo a scopi militari
o ad altri scopi ostili delle tecniche di modificazione dell’ambiente”, “The Antarctic Treaty”, “Trattato recante principî per il comportamento degli Stati nell’esplorazione dello spazio esterno, compresi la luna e gli altri corpi celesti” e la Convenzione dell’ONU sulle leggi del mare) fanno risultare HAARP assai dubbio non soltanto dal punto di vista umano e politico, ma anche da quello giuridico. Il trattato sull’Antartide prevede che l’Antartide possa essere utilizzata unicamente a scopi pacifici(26). Ciò potrebbe anche significare che HAARP rappresenta una violazione del diritto internazionale. Tutte le conseguenze dei nuovi sistemi di armamenti devono essere valutate da organismi internazionali indipendenti. Vanno inoltre elaborati altri accordi internazionali tesi a proteggere l’ambiente da inutili devastazioni in caso di guerra.
Impatto ambientale delle attività militari
Non sono soltanto i sistemi di armamenti, ma anche in generale tutte le attività militari ad avere una qualche forma di impatto ambientale, anche le esercitazioni realizzate in tempo di pace. Tuttavia, nel discutere del degrado ambientale, il ruolo delle forze armate in generale non è mai stato toccato, essendo stato criticato soltanto l’impatto ambientale della società civile. Vi sono almeno due spiegazioni per questo(27). Le attività militari sono più complicate da discutere a causa della loro segretezza ed è difficile controbattere con motivazioni ambientali l’interesse supremo di una nazione che è la sua sicurezza e la sua difesa. Oggidì tuttavia, visto il carattere di grave minaccia alla sicurezza delle catastrofi ambientali e naturali, queste argomentazioni risultano più dubbie.
In tempo di pace le forze armate si addestrano ad esercitare compiti tipici dei periodi di guerra in condizioni quanto più realistiche possibile. Le esercitazioni vengono pertanto realizzate in condizioni analoghe a quelle di una guerra, ciò che comporta grandi sollecitazioni sull’ambiente, come dimostrano ad esempio il ritiro delle truppe sovietiche e l’abbandono delle basi militari nell’Europa centrale e dell’Est che hanno lasciato notevoli tracce sull’ambiente locale. Le esercitazioni militari comportano notevoli danni al paesaggio e alla fauna. Le esercitazioni di truppe espongono notevoli superfici di terreno a un degrado ambientale non indifferente. I campi di tiro dell’artiglieria e i siti di lancio dei missili tattici tendono a occupare vastissime superfici a scopi militari. Anche la produzione di materiale bellico e l’industria dei prodotti militari causano notevoli problemi ambientali.
Le forze armate sono responsabili dell’emissione di svariati gas che hanno un’influenza sul clima, innanzitutto biossido di carbonio, ma anche della combustione di combustibili fossili e dell’emissione di freon, responsabile dell’assottigliamento dello strato di ozono (28). L’utilizzo di combustibili per l’aeronautica rappresenta una notevole fonte di emissioni di sostanze acidificanti, come ossidi di azoto e ossido di zolfo. Le forze armate sono responsabili di gran parte dei consumi totali dei combustibili per l’aeronautica e sono responsabili di grandissima parte delle emissioni complessive degli aerei(29). Un impatto particolarmente nocivo sull’ambiente è quello degli aeroplani d’alta quota e dei missili, tanto sotto forma di inquinamento acustico che di emissioni gassose. Tutti i missili alimentati a combustibile solido emettono enormi quantità di acido cloridrico e ogni volo di una navicella spaziale rilascia circa 75 tonnellate di cloro altamente nocivo per l’ozono. Ma anche l’inquinamento acustico provocato dalle esercitazioni militari con l’impiego di munizioni di grosso calibro può provocare disturbi all’ambiente.
Con le esercitazioni di tiro la natura viene inquinata dall’emissione di metalli. Molto spesso viene impiegato un gran numero di munizioni di piccolo calibro contenenti piombo, per cui notevoli quantitativi di questo metallo vengono dispersi nella natura. Non si dispone purtroppo di informazioni complessive circa il consumo dei metalli.
Le conseguenze del disarmo sotto forma di problemi ambientali sono state messe in risalto soltanto di recente. Ogni anno vengono distrutti grossi quantitativi di sostanze esplosive, la maggior parte dei quali per via industriale. Certe munizioni non possono per vari motivi essere distrutte in questo modo ma devono essere fatte esplodere. Questo smantellamento è certamente necessario e positivo, ma il processo andrebbe portato avanti in modo compatibile con l’ambiente. Occorre mettere a punto una tecnologia valida e compatibile con l’ambiente per la distruzione degli armamenti.
Svariati paesi hanno già iniziato a sfruttare le possibilità di utilizzare le risorse militari per ripristinare l’ambiente distrutto dalle forze armate. Come qualsiasi settore della società, anche il settore militare deve assumersi una propria precisa responsabilità nei confronti dell’ambiente. Le questioni ambientali devono, come per gli altri settori della società, formare parte integrante delle attività delle forze armate ed essere contemplate nel processo decisionale e finanziario. Nel maggio del 1993 l’organismo ambientale delle Nazioni Unite UNEP (Programma ambientale delle Nazioni Unite) decise di esortare i governi nazionali a definire norme nazionali per il settore militare (“Application of Environmental Norms to Military Establishments”). Un paese come la Finlandia ha messo a punto un “Libro verde” per disciplinare l’impatto ambientale delle attività delle forze armate. Anche la Svezia ha operato in tal senso(30). Nel giugno del 1996 la Svezia ha altresì elaborato, insieme agli USA, delle direttive ambientali per le attività militari(31). Le forze armate dovrebbero definire obiettivi ambientali e proposte di misure in modo da contribuire a un minore impatto sull’ambiente in conformità dell’Agenda 21 e della “Dichiarazione di Rio”(32). Esse dovrebbero altresì elaborare relazioni in cui si specificano i fattori che al loro interno hanno un’influenza sull’ambiente. Anteriormente all’avvio di nuovi progetti e negli appalti pubblici per l’acquisto di materiali per uso civile e militare, occorre realizzare valutazioni dell’impatto ambientale.
Ciascun governo dovrebbe repertoriare il proprio fabbisogno ambientale e definire le risorse militari disponibili per finalità ambientali, elaborare piani ambientali nazionali e riferire le proprie esperienze ad un apposito organismo in seno all’Unione europea e alle Nazioni Unite.
Tutto il personale militare e anche i soldati di leva dovrebbero ricevere una formazione di base in materia di scienze ambientali. Si ritiene che le forze armate americane abbiano compiuto notevoli progressi in materia ambientale, soprattutto per quanto riguarda i materiali, ma anche sul piano della formazione. L’Unione europea dovrebbe cooperare in più ampia misura e procedere a uno scambio di informazioni in materia con gli Stati Uniti”.