mercoledì 8 giugno 2016

Proprietà della moringa nella prevenzione del cancro

La moringa, chiamata anche “albero dei miracoli”, è una pianta il cui consumo si sta diffondendo in tutto il mondo grazie alle sue proprietà curative.
Nativa dell’India, la moringa viene oggi piantata in tutte le aree subtropicali di Asia, Africa e America Latina.
moringa cancroAbbiamo già parlato delle proprietà e dei benefici della moringa, in questo articolo approfondiremo le sue proprietà nella prevenzione del cancro.
La moringa contiene isocianato di benzile, una sostanza chimica associata da molti studi scientifici a benefici chemio-protettivi contro il cancro. Le persone in trattamento chemioterapico hanno bisogno di questi benefici per rinforzare le cellule ed aumentare la capacità di resistenza.
Oltre a questa proprietà, che è la principale, la moringa ha molti altri benefici per la prevenzione del cancro. E’ ricca di sostanza nutritive, vitamine, minerali ed amminoacidi, tutte essenziali per mantenere un buono stato di salute.
Calcio, ferro, potassio, proteine, vitamine A, B e C sono solo alcune delle sostanze presenti nella moringa, che ci aiutano ad avere un organismo più sano e resistente, e quindi aumentando le difese anche contro il cancro. La moringa ha proprietà antinfiammatorie, antivirali, antiossidanti e calmanti. Fonte: http://www.rimedio-naturale.it/proprieta-della-moringa-nella-prevenzione-del-cancro.html

giovedì 2 giugno 2016

«Qualcuno vuol darcela a bere»

di Giuseppe Altamore

«E’ molto chiaro che fare affidamento sull’acqua in bottiglia, pensando che solo perché non viene dal rubinetto sia più pura e immune dall’inquinamento, non risolverà affatto i problemi di sicurezza e approvigionamento», afferma Gianfranco Bologna, portavoce del WWF Italia.
«Ma la migliore acqua da bere non si trova necessariamente in una bottiglia», chiarisce Bologna. «Se vogliamo bere acqua pura dobbiamo porre maggiori sforzi nel proteggere fiumi, laghi e falde idriche, e poi investire in modo che tale acqua arrivi in modo sicuro al consumatore attraverso i rubinetti».
Per queste ragioni, l’acqua minerale è stata inclusa tra gli otto mali che affliggono l’acqua in Italia nel controforum organizzato a Firenze negli stessi giorni del Terzo forum mondiale dell’acqua che si è tenuto a Kyoto nel marzo 2003.
Non solo, il consumo di acqua minerale è stato incluso fra i mali del «Pozzo di Antonio», il rapporto sullo stato dell'acqua in Italia, a cura di Riccardo Petrella, presidente del Comitato italiano del contratto dell'acqua, che delinea un quadro dello stato delle risorse idriche nel nostro paese e delle loro gestione. E dove starebbe il male? L'acqua minerale non è forse più pura e più sana e, dunque, migliore per la salute di quella potabile?
Si chiede Petrella?

«La prima ragione del 'male', sta per l'appunto nell'ingiustificata credenza che l'acqua minerale sia più pura e più sicura dell'acqua potabile. L'acqua minerale non è né per definizione né in pratica necessariamente più pura e più sana dell'acqua potabile, si legge nella relazione. Anzitutto l'acqua minerale non è considerata dal legislatore un'acqua potabile, ma come un'acqua terapeutica in ragione di certe caratteristiche fisico-chimiche che ne suggeriscono un uso per fini specifici. Per queste ragioni è consentito alle acque minerali di contenere sostanze come l'arsenico, il sodio, il cadmio in quantità superiori a quelle invece interdette per l'acqua potabile. Mentre non è permesso all'acqua potabile di avere più di 10µg/l (microgrammi per litro) di arsenico, è frequente che la maggior parte delle acque minerali siano contenute 40/50µg/l di arsenico senza l'obbligo di dichiararlo sulle etichette. Lo stesso vale per altre sostanze.

Valore limite di alcune sostanze contenute nell’acqua potabile e nell’acqua minerale
 
Valori limite acque potabili
Decreto L. 31/2001
Valori limite acque minerali
Decreto 542/92 – Dm 31/05/2001
Arsenico totale (µg/l)1050
Bario (µg/l)-1
Cromo (µg/l)5050
Piombo (µg/l)10-2510
Nitrati (mg/l)5045-10*
Alluminio (µg/l)200Nessun limite
Ferro (µg/l)200Nessun limite
Manganese (µg/l)502000
Fluoruro (mg/l)1,50Nessun limite
* Valore relativo ad acque destinate all’infanzia
Una clamorosa omissione che può essere pericolosa per la salute di chi beve sistematicamente la stessa acqua minerale per anni senza controllo medico. Ricordiamo, inoltre, che nel febbraio 2000, l'Italia ha ricevuto un ammonimento da parte della Commissione dell'Unione europea, perché i valori massimi previsti per alcune sostanze tossiche e indesiderabili nelle acqua minerali italiane erano superiori alle norme imposte a livello comunitario» 
«La seconda ragione del 'male' risiede nel fatto che se - come abbiamo visto - l'acqua minerale non è né più pura né più sana della potabile è certamente molto più cara: dalle 300 alle 600 e persino 1000 volte più cara», aggiunge Petrella. 
Secondo gli ultimi dati, derivati da un'inchiesta della Federconsumatori, il costo medio in Italia di 200 metri cubi d'acqua potabile, corrisponde al consumo medio di una famiglia, è pari, nel 2000, a 361.269 lire annue, cioè 1806 lire al metrocubo (0.93 euro). 
Un litro di Perrier costa più di 1000 litri di acqua di rubinetto, la più cara d'Italia (quella di Forlì) e quasi 3000 volte di più dell'acqua potabile di Milano. 
«Il successo di mercato delle acque minerali è chiaramente uno scandalo», continua Petrella. 
«Ci troviamo di fronte a un fenomeno di sfruttamento a fine di lucro di un bene demaniale che secondo quanto ha riconfermato la legge sull'acqua del 1994 (la legge Galli) fa parte del patrimonio inalienabile delle regioni. Lo sfruttamento avviene con il beneplacito formale ed esplicito delle autorità pubbliche. Le regioni hanno ceduto il diritto di gestione delle acque minerali a delle tariffe ridicolmente basse. Il caso della Lombardia, una delle regioni a più alta densità di fonti minerali illustra bene la situazione. Su più di 2000 miliardi di lire che rappresentano il business delle acque minerali in Lombardia per 8 miliardi di litri di acqua estratti di cui solo 2 miliardi e mezzo sono stati imbottigliati e venduti (che fine hanno fatto gli altri 5,5 miliardi di litri estratti?), la regione Lombardia ha visto arrivare nelle sue casse meno di 300 milioni di lire, una miseria rispetto agli incassi delle imprese private. 
Quel che è grave è che più dell’80% delle acque minerali sono imbottigliate in contenitori di plastica (in Pet), il cui costo si aggira sui 1° cent contro i 25 cent per la bottiglia di vetro. I costi dello smaltimento ricadono sulle regioni che spendono di più di quanto incassino dai canoni delle concessioni di sfruttamento delle fonti. 
«Non è difficile capire, ora, perché il business dell’acqua minerale sia così lucroso e le ragioni che hanno spinto il capitale privato a influenzare, tramite la pubblicità e la potenza della grande distribuzione, il comportamento delle popolazioni occidentali a diventare dei grossi consumatori d’acqua minerale», precisa Petrella. «Aneddoto che aggiunge il 'comico' a una situazione inquietante: nel febbraio 2002 un decreto del Ministero della Sanità ingiungeva agli esercizi di vendere al consumatore l’acqua minerale naturale originariamente preconfezionata in confezione integra o aperta soltanto al momento della consumazione. Una tale misura, se fosse entrata in vigore, avrebbe comportato uno sperpero inimmaginabile di bottiglie. Fortunatamente, di fronte alla numerose critiche, il Ministero ha ritirato il decreto alcuni giorni dopo averlo adottato». 
Il business dell’acqua minerale è un business a forte concentrazione industriale e finanziaria. Nestlé (multinazione svizzera) e Danone (francese) sono rispettivamente la numero uno e la numero due delle imprese mondiale d’acqua imbottigliata. Da sole rappresentano più del 30% del mercato mondiale. Nestlé possiede più di 260 marche d’acqua minerale in tutto il mondo, fra cui Vittel, Contrex, Terrier (la più importante del mondo) e le italiane San Pellegrino, Lievissima, Panna. Fanno parte invece della Danone: Ferrarelle, San Benedetto (Guizza)… Il grande business delle minerali in Italia è, dunque, fonte di benefici soprattutto per gli azionisti della Nestlé e della Danone.
«La terza ragione del 'male' risiede nella mercificazione dell’acqua e nella privatizzazione dei servizi d’acqua. Questi hanno trovato nel business delle acque minerali uno strumento potente di stimolo e di 'legittimazione'. Perché non mercificare anche l’acqua potabile, si sono detti gli operatori privati? Che differenza c’è – domandano – tra l’acqua potabile e l’acqua minerale? Se la mercificazione di quest’ultima non solleva nessun problema economico, politico, sociale, etico, perché – si chiedono il consumatore e il finanziere – si deve impedire di vendere e acquistare l’acqua potabile come ogni altra merce? Perché le imprese private non dovrebbero prendersi cura anche dei relativi servizi idrici? Il mondo commerciale dell’acqua minerale sta scombussolando l’intero settore dell’acqua. Attirate dagli alti livelli di profitto e dalla allettanti promesse future del business acqua, potenti imprese come la Coca Cola sono entrate anch’esse nel settore introducendo un nuovo tipo di 'acqua da bere', l’acqua purificata. L’acqua 'purificata' non è altro che acqua d’acquedotto sottoposta ad alcune operazioni di demineralizzazione e di declorizzazione. Piano piano, il legislatore ha autorizzato anche in Italia la vendita in bottiglia dell’acqua di rubinetto. Una grande confusione caratterizza sempre più il 'business dell’acqua' composto da un numero crescente di tipi d’acqua: acqua potabile di rubinetto, 'acqua da tavolaa (si tratta di acque da potabili in bottiglia), acqua potabile in bottiglia in bottiglia 'naturale' con 'aggiunta di anidride carbonica', acqua 'purificata', acqua naturale minerale (acqua minimamente mineralizzata, acqua oligominerale, acqua minerale terapeutica), acqua di sorgente (cioè acqua potabile prelevata alla fonte ma che non può essere clorata. Tutte le acque minerali sono di sorgente ma non tutte le acque di sorgente sono minerali), acqua di sorgente 'naturale', acqua di falda. 
L’espansione del 'mercato dell’acqua' ha condotto a un rimescolamento delle carte a livello delle imprese: le imprese tradizionali d’acqua minerali sono entrate nel settore dell’acqua potabile in bottiglia e, viceversa, le imprese d’acqua potabile cominciano a intervenire nel settore delle acque in bottiglia (minerali comprese). Lo stesso dicasi delle imprese di soft drinks (limonate, cola, bevande gassate…) e del latte (la Parmalat, per esempio, ha messo sul mercato una sua acqua in bottiglia, l’'Aqua Parlamat'. 
«Tutto ciò in una logica commerciale e di profitto. La mercificazione dell’acqua, facilitata dal boom delle acque minerali, rappresenta uno dei mali più gravi e insidiosi», accusa Petrella. Fonte: http://www.disinformazione.it/acqua2.htm
 

mercoledì 1 giugno 2016

LA NASCITA DELL’INDUSTRIA ZIKA


Marco Caceres, 14 maggio 2016
Non ci vuole molto a creare una nuova industria. Essenzialmente, quello che serve è creare terrore. Create un pericolo, un nemico, e poi offrite una soluzione per eliminare il pericolo e neutralizzare il nemico e … voilà, avrete l’inizio di una nuova industria. Se il pericolo o il nemico siano veri o no, poco importa. Ciò che conta è avere la base per creare una nuova industria, ed eventualmente un mercato.
Alcune industrie vengono create quando uno inventa un prodotto di cui la gente pensa di aver bisogno. Pensate all’iPhone o agli smartphones in generale. Altre industrie vengono create quando uno inventa un bisogno per soddisfare il quale alla gente serve un prodotto pronto all’uso. Pensate alla sfida del presidente Kennedy di mandare l’uomo sulla Luna entro la fine degli anni ’60.
Adesso pensate a Zika. Prima di quest’anno pochissima gente aveva sentito parlare del virus Zika. Oggi praticamente tutti nel mondo conoscono Zika e credono che la causa primaria della microcefalia nei neonati brasiliani sia che le loro madri erano state punte da zanzare portatrici del virus durante la gravidanza.
Perché tutti credono a questo? Perché le autorità sanitarie ufficiali dicono questo1. Dimenticatevi che non hanno mai fornito prove scientifiche consistenti di una relazione causale. Questo è il punto: sono le autorità sanitarie ufficiali.
Ci viene chiesto di sorvolare sul fatto che la teoria che Zika causi la microcefalia fa acqua da tutte le parti 2e sul fatto che esistano almeno tre reports e studi di organizzazioni latino americane che hanno sollevato seri dubbi sul collegamento tra Zika e microcefalia. Queste (e molte altre, ndt) fonti indipendenti hanno dimostrato sia l’esistenza di altre cause che l’assenza di una relazione causale tra Zika e problemi neurologici 3 4 5.
Ma dal momento che le autorità sanitarie ufficiali lo hanno definito così, il virus Zika è diventato uno dei più grandi pericoli per l’umanità degli ultimi tempi. L’anno scorso era un virus sconosciuto relativamente innocuo, noto per passare inosservato nella maggior parte delle persone che lo contraevano e per provocare sintomi molto modesti in quelli che sviluppavano l’infezione, avevano anche detto le autorità sanitarie.
“La maggior parte degli individui infettati dal virus Zika nemmeno se ne accorge perché non sviluppano alcun sintomo. I sintomi più comuni sono febbre, eruzione cutanea, stanchezza muscolare, dolori articolari o congiuntivite (occhi rossi). Altri sintomi comuni sono dolore muscolare e mal di testa”
“L’infezione è spesso benigna con sintomi che durano da qualche giorno a una settimana. Le ospedalizzazioni sono molto rare e la morte da Zika ancora di più. Per questa ragione la maggior parte degli individui infetti non se ne accorge nemmeno6.”
In pochi mesi tuttavia Zika è stato trasformato in una celebre causa – un motivo di paura e angoscia nella gente. Perciò naturalmente oggi Zika è un’industria e presto sarà un mercato. Il prodotto chiave di questa nascente industria saranno vaccini.
Anzitutto ci sono gli attori in campo, le aziende che svilupperanno, produrranno, commercializzeranno e venderanno questi vaccini. Poi vengono i finanziatori, che oltre alle stesse industrie farmaceutiche, sono i governi, investitori privati ed organizzazioni internazionali che anticiperanno il denaro necessario per il lavoro di sviluppo nella speranza tanto di guadagnare profitti spettacolari quanto di fornire una soluzione miracolosa per la minaccia sanitaria percepita.
E non c’è carenza di attori. Perché? Perché Zika è una nuova industria e le nuove industrie rappresentano nuove opportunità commerciali. Denaro. Il governo americano ha offerto di sostenere l’avvio dell’industria Zika con 1,9 miliardi di dollari per la ricerca 7.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha istituito un fondo fiduciario multi-partner (MPTF, Multi-Partner Trust Fund) anti Zika delle Nazioni Unite per “finanziare priorità critiche non ancora finanziate in risposta all’epidemia Zika”8. Il 17 febbraio 2016 l’OMS ha annunciato che verranno reperiti 56 milioni di dollari tra i Paesi membri per combattere Zika. Questi fondi comprendono anche finanziamenti per il rapido sviluppo di vaccini.9
Anche ricchi filantropici come il co-fondatore di Microsoft Paul Allen stanno facendo la loro parte per spronare l’avvio di questa nuova industria. Il 19 febbraio 2016 il signor Allen ha annunciato due nuove borse di studio del valore di oltre 2 milioni di dollari con lo scopo di combattere Zika. Del totale, 1,5 milioni di dollari andranno alla Croce Rossa americana a supporto dello sforzo di “controllare la diffusione delle zanzare che diffondono il virus ed educare il pubblico brasiliano e di altre nazioni latino americane”. I 550.000 dollari rimanenti andranno alla Chembio Diagnostics System, Inc. di Medford, NY, per “sviluppare una suite di tests rapidi per la diagnosi differenziata di infezioni da Zika o da altri virus con sintomi simili.”10
E’ noto che quando c’è abbondanza di denaro in palio i politici si fanno avanti per cercare di incanalare parte degli introiti nei propri collegi elettorali. Per esempio il senatore americano Charles Schumer dello stato di New York ha spinto molto perché il senato approvasse la richiesta di 1,9 miliardi di dollari per la ricerca su Zika. Il senatore Schumer spera che una parte di questi fondi venga destinata alla SUNY Upstate Medical University di Syracuse, NY.
A proposito del finanziamento, il senatore ha affermato:
Abbiamo bisogno di averlo al più presto così che istituzioni come la SUNY Upstate possano usare la propria competenza per contribuire ad arginare la diffusione di Zika .. Se avete a cuore questa nazione, se avete a cuore la sicurezza delle donne incinte, se volete fermare questa orrenda malattia, promulgate questa legge di emergenza che permetterà alle istituzioni come la SUNY Upstate Medical University di aiutarci a capire, curare e prevenire Zika.11
La corsa a sviluppare vaccini contro Zika è iniziata. Quasi quotidianamente i media parlano di una nuova azienda o istituzione che si aggrega alla corsa. Fino ad ora ci sono almeno 18 concorrenti in tutto il mondo.12 Ad esempio, c’è il rinomato Istituto Butantan di San Paolo del Brasile ed il NIH di Bethesda, MD. C’è il Bharat Biotech International Pvt. Ltd. di Hyderabad, India; Sanofi SA di Parigi; Inovio Pharmaceuticals, Inc. di Plymouth Meeting, PA; NewLink Genetics Corp. di Ames, IA e lo Scripps Research Institute di La Jolla, CA.13
C’è Johnson & Johnson, Inc. di New Brunswick, NJ; Merck & Co. di Kenilworth, NJ; Pfizer, Inc. di New York City, NY; e Takeda Pharmaceutical Company Ltd. di Osaka, Giappone.14 C’è Protein Sciences Corp.15 di Meriden, CT e GeneOne Life Science, Inc. di Seoul, Corea del Sud e possibilmente GlaxoSmithKline plc di Londra.16 E solo dal mese scorso, Immunovaccine Inc. di Halifax, Nova Scotia, Canada e la società di ingegneria della difesa Leidos, Inc. di Reston, VA hanno annunciato un accordo di collaborazione per la ricerca su Zika.17 Ce ne sono altri e probabilmente ce ne saranno ancora di più l’anno prossimo.
Sembra che tutti vogliano gettarsi nella mischia. E’ eccitante essere pionieri di una industria nuova di pacca, con un grande potenziale di crescita, particolarmente quando c’è un forte supporto governativo e quando le prospettive di uso obbligatorio del vaccino sono così favorevoli … per l’industria. Si parla già di una presenza così forte di Zika tra di noi da diventare una di quelle minacce per cui si vaccina di routine.
Quando Zika arriverà negli USA rimarrà qui. Gli esperti adesso prevedono che questa malattia trasmessa dalle zanzare diventerà una costante minaccia di fondo contro la quale gli americani dovranno essere costantemente vaccinati, come adesso facciamo per la rosolia, un virus che come Zika causa difetti alla nascita.” 18
E’ importante capire che quando nasce una nuova industria redditizia, raramente si torna indietro. Si resta dentro finché non smette di rendere.
1http://www.bmj.com/content/353/bmj.i2139
2http://www.thevaccinereaction.org/2016/02/the-zika-microcephaly-theorys-got-big-problems/
3http://www.thevaccinereaction.org/2016/02/report-raises-questions-about-microcephaly-epidemic-in-brazil-and-link-to-zika/
4http://www.thevaccinereaction.org/2016/02/pyriproxyfen-suspected-of-causing-microcephaly-in-brazil/
5http://www.thevaccinereaction.org/2016/04/brazilian-study-unable-to-determine-causal-link-between-zika-and-brain-disorders/
6http://www.cdc.gov/zika/symptoms/
7https://www.whitehouse.gov/sites/default/files/omb/assets/budget_amendments/emergency_supplemental_2-22-16_zika.pdf
8http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=53873#.Vy5OsIS4nIV
9http://www.reuters.com/article/us-health-zika-who-idUSKCN0VQ141
10http://www.seattletimes.com/seattle-news/science/paul-allen-donates-2-million-to-combat-spread-of-zika-virus/
11http://www.syracuse.com/politics/index.ssf/2016/05/schumer_suny_upstate_medical_university_deserves_aid_to_battle_zika_virus.html
12http://www.nature.com/news/the-race-is-on-to-develop-zika-vaccine-1.19634
13http://www.wsj.com/articles/drugmakers-scramble-to-find-zika-vaccine-1457309634
14http://www.ibtimes.com/there-vaccine-zika-virus-pfizer-johnson-johnson-merck-are-exploring-developing-one-2291917
15http://www.cnn.com/2016/02/09/health/zika-vaccine-years-away/
16http://www.wsj.com/articles/sanofi-to-launch-zika-vaccine-research-1454421279
17http://www.streetinsider.com/Corporate+News/Leidos+(LDOS),+Immunovaccine+Enter+Zika+Virus+Vaccine+Development+Collaboration/11483269.html
18http://phenomena.nationalgeographic.com/2016/05/04/zika-is-likely-to-become-a-permanent-peril-in-u-s/  Fonte:  http://comilva.org/la-nascita-dellindustria-zika/

Il fruttosio altera i geni cerebrali

Il fruttosio altera centinaia di geni cerebrali e può causare una miriade di problemi, come il diabete, patologie cardiovascolari, Alzheimer e deficit attenzione-iperattività. Uno studio sui topi ha mostrato che l’assunzione di fruttosio (pari ad una quantità presente in un soft drinks) riduce la memoria, altera la glicemia, l’insulinemia e i trigliceridi. La sequenziazione di oltre 20.000 geni del cervello dei topi nutriti con fruttosio ha portato alla identificazione di oltre 700 geni ipotalamici (centro metabolico) e oltre 200 geni dell’ippocampo (regola l’apprendimento e la memoria) alterati dal consumo di fruttosio. Precedenti studi avevano già mostrato i pessimi effetti del fruttosio sulle cellule cerebrali: alterazione della comunicazione tra cellule nervose, aumento di molecole tossiche nel cervello e riduzione delle capacità di apprendere e ricordare.
Tuttavia, i ricercatori hanno anche visto che gli effetti dannosi del fruttosio possono essere annullati se alla dieta vengono aggiunti gli omega-3, segnatamente il DHA  (acido docosaesaenoico).
Il fruttosio è molto utilizzato come dolcificante dall’industria alimentare ed è presente in molti cibi confezionati e nei soft drinks. C’è anche chi lo usa puro al posto dello zucchero, pensando di fare una cosa salutare. Negli USA dove in fatto di diete assurde e cibi spazzatura sono parecchio avanti, si stima un consumo medio di fruttosio (derivato dallo sciroppo di mais) di circa 12kg a persona nel 2014.

Bibliografia
- Qingying Meng et al, Systems Nutrigenomics Reveals Brain Gene Networks Linking Metabolic and Brain Disorders. EBioMedicine, 2016;   Fonte http://www.dottorperuginibilli.it/alimentazione-dietologia/4845-il-fruttosio-altera-i-geni-cerebrali

Le forze nucleari degli USA sono gestite con floppy disk degli anni ’70


20160526_cybersec_0Un nuovo rapporto del governo dipinge un quadro inquietante dei sistemi informatici utilizzati dagli Stati Uniti. Il rapporto di 87 pagine del Government Accountability Office (GAO) seriamente intitolato “Le agenzie federali devono affrontare l’obsolescenza dei sistemi di gestione“, è stato strombazzato dal Congresso che vuole sapere come vengono spesi 80 miliardi di dollari dei contribuenti, ogni anno, per le tecnologie dell’informazione. Gli estensori del rapporto analizzano con durezza le tecnologie informatiche utilizzate dalle agenzie governative come dipartimento della Giustizia, del Tesoro, Social Security Administration e dipartimento dei Veterani, scoprendo che la maggior parte del denaro viene speso per mantenere sistemi vecchi di oltre 30 anni e che le agenzie non hanno piani per modernizzarli o sostituirli. Ma forse le informazioni più allarmanti riguardano il dipartimento della Difesa (DoD), che controlla le 7100 testate nucleari e termonucleari della nazione. Il GAO ha scoperto che il Sistema di Comando e Controllo Strategico Automatizzato (SACCS), il sistema informatico che “coordina le funzioni operative delle forze nucleari degli Stati Uniti, come ad esempio missili balistici intercontinentali, bombardieri nucleari e velivoli di supporto“, utilizza ancora floppy disk da 8 pollici. Come questo:ibm-8-inch-floppy-diskIn particolare, il DoD tirerebbe fuori uno o più di questi dischi per computer commerciali della IBM per avviare un attacco nucleare. E qui una foto tratta dal rapporto dei computer IBM impiegati dal SACCS:saccs-ibm-series-1-computers-dod-gao-strategic-automated-command-control-system.pngCosa può fare questo vecchio sistema? Secondo il rapporto del GAO: “La funzione primaria del sistema è inviare e ricevere messaggi per l’azione rapida delle forze nucleari. Secondo i funzionari della difesa, il sistema è composto da tecnologie e attrezzature che sono alla fine della vita operativa. Ad esempio, il sistema si basa sui Computer Serie-1 della IBM, con un sistema operativo degli ’70 scritto in linguaggio assembly che utilizza floppy disk da 8 pollici, sistema d’archiviazione degli anni ’70; il codice di programmazione assembly viene utilizzato per i mainframe. Le parti di ricambio del sistema sono difficili da trovare, perché ormai obsoleto. Se siete preoccupati che una tecnologia di 53 anni sia tra i comandanti e la fine del mondo o, a seconda di chi se lo chiede, la difesa del Paese, sarete felici di sapere che anche i militari lo sono. Si prevede di aggiornare tali computer entro il 2017 e sostituirli con sistemi moderni entro il 2020. Ma i sistemi di comando e controllo degli Stati Uniti non sono gli unici dell’infrastruttura d’attacco nucleare ad essere obsoleti: anche le armi nucleari non sono più così giovani. Per affrontare tale problema, 1 trilione di dollari è a disposizione (sì, 1.000.000.000.000 di dollari) per aggiornare molte armi o metterle fuori servizio nei prossimi 30 anni. Tuttavia, vi è un intenso dibattito sull’opportunità o meno di un tale tremendamente costoso programma di modernizzazione per rinnovare la temibile potenza di armi nucleari obsolete, innescando una nuova corsa agli armamenti con la Russia, tra l’altro.Aging Federal ComputersTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora