mercoledì 6 aprile 2016
Elena, 33 anni, vive bene senza fare la spesa. (Video)
Un antidolorifico naturale a base di olio e sale
Il rimedio che descriviamo in questo articolo può essere usato come antidolorifico, ed è a base di olio d’oliva non raffinato e sale. Facile da preparare, il rimedio è molto efficace se usato con costanza.
Per prepararlo devi mescolare 20 cucchiai di olio d’oliva e 10 di sale in una bottiglia di vetro. Fai riposare la soluzione per 3 giorni.
Questo rimedio è molto utile nello stimolare la circolazione del sangue e migliorare la rigenerazione di cartilagini e tessuti delle ossa.
martedì 5 aprile 2016
Magnesio per trattare un disturbo genetico della coagulazione

Un team internazionale di scienziati è stato in grado di dimostrare in studi sui topi e pazienti che il magnesio influenza la produzione di piastrine del sangue e che la funzione del canale TRPM7 gioca un ruolo chiave in questo processo. TRPM7 è una proteina insolita in quanto consiste di un canale ionico fuso ad una chinasi proteica, un tipo di enzima che chimicamente modifica altre proteine. Essa ha un ruolo chiave nel mantenimento dell’ omeostasi del magnesio (bilanciamento all’interno dell’organismo) ed è essenziale per proliferazione delle cellule staminali embrionali
Gli scienziati del Rudolf Virchow Center e dell’ Hospital of the University of Würzburg Centro Rudolf Virchow sono gli autori di questa ricerca.
I loro risultati sono stati pubblicati dalla rivista Nature Communications .
Per piastrinopenia (o trombocitopenia o ipopiastrinemia) si intende una quantità di piastrine (o trombociti) circolanti inferiore a 150.000/mm3 (valori di riferimento 150.000 – 400.000/mm3).
Le cause della piastrinopenia sono numerose e possono essere classificate in base alla fase della vita piastrinica in cui interviene l’alterazione (“classificazione cinetica”).
Le piastrine sono i più piccoli elementi del sangue. Contribuiscono alla coagulazione e aggregandosi in particolari situazioni come traumi, ferite, emorragie, bloccano le emorragie. La diminuzione delle piastrine causa alterazioni dell’emostasi con allungamento del tempo di emorragia. Sono prodotte a livello del midollo osseo e si originano dalla frammentazione di precursori midollari chiamati megacariociti .
La regolazione biologica molecolare di questo processo non è stata ancora completamente analizzata. In questa pubblicazione, i ricercatori hanno fornito per la prima volta diverse linee indipendenti di prova che TRPM7 (transient receptor potential melastatin-like 7) regola l’equilibrio del magnesio nei megacariociti e che il magnesio stesso è coinvolto in molti processi metabolici essenziali per il corpo.
I ricercatori hanno manipolato la funzione del canale TRPM7 nei megacariociti dei topi e hanno osservato gravi danni alla struttura delle piastrine, il cosiddetto citoscheletro. I campioni dei pazienti con disfunzione del canale TRPM7 presentavano una bassa concentrazione di magnesio (Mg2 +) nelle loro piastrine che mostravano un formato insolita, una struttura anomala con vacuoli eccessivi. È interessante notare che la supplementazione di magnesio nei topi o pazienti che presentavano questo difetto, ha ripristinato completamente in provetta, la funzionalità delle piastrine.
Lo studio indica che una particolare attenzione al numero e dimensioni delle piastrine è importante durante la diagnosi di una condizione squilibrata di magnesio. “Se c’è un difetto genetico in TRPM7, la somministrazione di magnesio potrebbe essere utilizzata come un intervento terapeutico sicuro,” dice il leader dello studio, il Dr. Attila Braun. Il trattamento ha inoltre, pochi effetti collaterali. Sono stati avviati ulteriori studi su modelli animali e pazienti con funzione del canale TRPM7 alterata, al fine di valutare l’efficacia e la sicurezza del magnesio come trattamento terapeutico per questa malattia.
I ricercatori sono particolarmente soddisfatti della correlazione diretta dei dati derivanti da topi e pazienti. Il Prof. Bernhard Nieswandt ha gestito il progetto insieme con il Dr. Attila Braun.
Fonte: Medicalxpress da www.medimagazine.it
Stage e esperienze all'estero per i giovani,ma sembra quasi che siano costretti a traslocare in un'altra nazione.La loro Italia offre ben poco.
Sembra veramente che i giovani siano costretti a traslocare all'estero, all'estero le opportunità sono tante,ma come mai l'Italia offre cosi poco da indurre i giovani a questo trasloco forzoso? Se andiamo a vedere un po con la lente d’ingrandimento, i numeri diffusi dall’istituto di statistica, vediamo che l’Italia non è un Paese per i giovani, giovani che per vari motivi partono in fretta e furia per andare a traslocare in una città straniera, la cosa è certamente triste, per la prima volta dal 2007 la disoccupazione giovanile tra i 15 e i 24 anni era scesa di due punti percentuali e per la fascia tra i 25 e i 34 anni si registrava un -0,8% ma per i primi restava al 40,3% e per i secondi al 17,8%. Peggio di noi solo Grecia e Spagna. Troppo alta. Tra i diplomati ad un anno dal titolo che lavorano esclusivamente e a tempo pieno, le cifre sono ripartite ai tempi nostri così:Il 30% dei tecnici lavora con contratti a tempo determinato e altre forme di lavoro non standard; altrettanti con contratti formativi.
Il lavoro stabile riguarda 28 tecnici su cento, in particolare 24 impegnati in contratti a tempo indeterminato, la restante quota in attività autonome.
– Il 7% non ha un contratto regolare.
– Il 33% dei professionali lavora con contratti formativi,
– Il 27% ha contratti a tempo determinato e altre forme di lavoro non standard.
– Un 22% conta poi su contratti stabili, in particolare a tempo indeterminato (19%).
– L’8% non ha un contratto regolare.
Non è compito dei giornalisti fornire soluzioni che aiutino i giovani a non traslocare in un'altro paese,ma possono fare delle valide osservazioni tramite “Alma Diploma” aiutandoli ancora una volta a capire quali potrebbero essere le strade da percorrere: secondo la ricerca, infatti, “svolgere esperienze lavorative e internazionali durante gli studi accresce le chance occupazionali dei diplomati” così le esperienze di stage “svolte dopo il conseguimento del titolo giocano un ruolo determinante: accrescono infatti addirittura del 90% la probabilità di lavorare già ad un anno dal conseguimento del titolo”.
Iscriviti a:
Post (Atom)

