mercoledì 9 marzo 2016

Donne No MUOS irriducibili in lotta 08/03/2016

NISCEMI - Sarà proprio nei tre giorni che seguiranno questa Giornata della Donna che le parabole del MUOS, il sistema di comunicazione satellitare statunitense, assieme alle 46 antenne Nrtf verranno accese in concomitanza per le misurazioni ordinate dal CGA e che dovranno essere rilevate al fine di comprenderne il grado “reale” di potenza. Nonostante più volte sia stato chiesto alle Istituzioni di far valere il principio di precauzione secondo cui, in termini spiccioli, quando qualcosa non è verificabile faccia male alla salute delle persone e l’ambiente circostante e l’unico modo sia quello di crearne una prova allora la prova non va eseguita a tutela dell’incolumità, come ne deriva dalla Comunicazione COM(2000) 1 della Commissione Europea, documento redatto contestualmente alla Convenzione sulla diversità biologica di Rio de Janeiro.
E su questo e il timore per l’incolumità dei propri figli e più in generale dei cittadini siciliani le Mamme No MUOS di Niscemi e quelle di Caltagirone hanno incentrato la propria battaglia, rivolgendo il proprio sguardo anche alle funzioni che il MUOS avrà negli scenari bellici. Per queste ragioni la lotta No MUOS non ha un valore circoscritto territoriale ma guarda a cosa avviene fuori, là dove si combattono guerre e dove tanti innocenti muoiono. E che le donne in prima persona prendano in mano le redini di lotte importanti non è una cosa nuova, oltre i movimenti storici di autodeterminazione delle donne che hanno attraversato il secolo che ci siamo lasciati alle spalle, tracce del valore delle loro azioni lo si può scorgere non andando molto lontano: Berta Ceres, attivista ambientalista delle Honduras che lottava per la comunità indigena e contro la deforestazione nel suo  Paese è stata assassinata nella notte tra il 2 e 3 marzo. Una donna e la sua lotta per tanti.
Anche in Sicilia da Niscemi alla Valle del Mela ci sono donne che hanno deciso di prendere posto in prima linea.

Concetta Gualato è una delleMamme no MUOS di Niscemi  una realtà che lei definisce ostilescettica. "Il "MUOS" – dice – è uno dei tanti problemi che attanagliano la nostra società, la scoperta della sua esistenza così vicina a noi, e che sentiamo come una minaccia per la nostra salute e quella dei nostri figli, ha portato noi donne e mamme ad affrontare il problema pur scontrandoci con le sterili critiche di un popolo già scettico".
Ed in effetti Niscemi nel corso di decenni  è stato un luogo attanagliato dagli interessi delle mafie, centro di faide e scenario di truci fatti e molti dei suoi abitanti non hanno potuto altro che vestirsi di una bolla di scetticismo e indolenza per essersi sentiti abbandonati o ingannati dalle promesse,  tranne che per quegli esempi di lotta sociale che si sono piano piano insediati nel suo contesto contro le mafie e le speculazioni. "Noi donne ci siamo riunite spontaneamente segnando un momento storico e rivoluzionario che ci ha viste protagoniste di una lotta contro uno stato chiamato "America " – racconta – e finalmente in prima linea in una società che fino ad allora sembrava non appartenerci". Concetta ci tiene a dire poi che "all’ interno di ogni famiglia coinvolta nella lotta le mamme sono diventate modello da seguire per difendere i propri diritti sviluppando nei figli una coscienza critica e combattiva,né servile né sottomessa".
A qualche chilometro da Niscemi ma sempre in prima linea sul campo in contrada Ulmo le Mamme No MUOS di Caltagirone sono conosciute per non essere di quelle che le cose le mandano a dire, tanto da scrivere in diverse occasioni al Presidente della Repubblica  Mattarella, alla Ministra della Salute Lorenzin, aver incontrato la Prefetta di Caltanissetta Maria Teresa Cucinotta, alla quale proprio in questi giorni, apprese le date di misurazione del campo elettromagnetico presso la base Nrtf di Niscemi, hanno inviato una nuova lettera per un nuovo incontro sollecitandola a prendere in considerazione cosa potrebbe avvenire nel momento in cui tutte le antenne e il sistema MUOS saranno accesi. Per Samanta Cinnirella, Marianna Garofalo e Monia La Iacona "la questione MUOS ha aperto tante di quelle coscienze che ha completamente stravolto il concetto classico di mamma" dicono di non sentirsi più madri serene di poter vivere la quotidianità come nulla accadesse attorno a loro "ma madri tradite e pronte a lottare con chi doveva garantire loro la vita e la pace".
Mettersi in gioco come donne non è una cosa semplice, il lavoro, i figli da seguire nella loro crescita, i compiti a casa, una casa da portare avanti, le lavatrici. La lotta diventa quando seguita con decisione e in maniera risoluta un’altra attività, un altro lavoro. Raccontano di aver avuto non pochi problemi per questo, discussioni ed anche subire i commenti sul loro impegno che definiscono «egoistico» perché "vede sacrificarci per tutti  e affinché un giorno i nostri figli possano vivere  sereni".
"La verità - dice Marianna perché in fondo non si tratta di egoismo ma di altruismo - è che non c’è madre che non veda gli occhi di suo figlio negli occhi di qualunque altro bambino, e questa è una forza, una forza per poter cambiare le cose e per poter pensare che il coraggio, che tutte le madri hanno, possa essere contagiato per combattere per questioni che stanno diventando fondamentali ,come i diritti che pensavamo d'avere".
Anche Monia fa la spola da Caltagirone a Niscemi da quando si è impegnata nella lotta contro le antenne e le parabole che come giganti occupano una parte della Sughereta di Niscemi oramai resa arida, recintata da chilometri di filo spinato e controllata dal via vai degli hummer americani, dice "avevamo gli occhi bendati e non ci eravamo accorte di cosa stava accadendo accanto a noi, abbiamo preso coscienza e consapevolezza che nessuno poteva difenderci, uno Stato assente e sordo,  che ci ha costretto a scendere in piazza per rivendicare i nostri diritti fondamentali sanciti in una Costituzione violata e calpestata", con amarezza pronuncia una frase: "quando abbiamo provato a coinvolgere altre mamme qualcuno ha insinuato che siamo "portate" a questo tipo di lotta, ma non capisco cosa vogliano dire, l’unica cosa a cui sono portata é al rispetto degli altri e dei valori veri e se sono “portata” a qualcosa  si tratta di proteggere i miei figli, la loro e la mia salute, la loro serenità senza se e senza ma".

Insomma, cimentarsi nella lotta non è un mestiere facile, forse non per tutti perché prevede una buona dose di coraggio e sacrificio, quello che molte donne dedicano nelle forme  che possono ovunque si combatta per la pace, la salute, l’ambiente. Nei prossimi giorni le antenne Nrtf ed il MUOS verranno accesi, cosa accadrà è incerto, non si è mai verificata una situazione simile prima e le valutazioni su cui si fondò il rilascio delle autorizzazioni nel 2011 erano solo previsioni e supposizioni, oggetto oggi di controversia. Le misurazioni che sarebbero dovute avvenire il 13 e 14 febbraio come deciso dal collegio di verificatori non ebbero luogo perché da un colloquio tra la Prefettura di Caltanissetta, Asp, Arpa, Vigili del Fuoco e Comune di Niscemi emerse che questi in caso di una emergenza non avrebbero in quella occasione saputo affrontarla. Le donne No MUOS e tutti i cittadini come di Niscemi, del circondario e altrove si domandano cosa sia cambiato in cosi breve tempo. Come è stato scritto alla Prefetta di Caltanisetta “Il timore per questa verifica è diffuso e oggetto di un allarme preoccupante tra la popolazione”. http://www.ilpapaverorossoweb.it/

Gli effetti di un fegato intossicato o che lavora lentamente

FegatoNon seguire una dieta equilibrata si ripercuoterà sul funzionamento del nostro fegato, che non produrrà bile e causerà una cattiva digestione e un cattivo assorbimento dei principi nutritivi
Vi è mai capitato di svegliarvi con occhiaie, alito cattivo e pancia gonfia? Tutti noi abbiamo giornate migliori e giornate peggiori ma, a volte, questi sintomi sono accompagnati da stanchezza e da poca voglia di mangiare.
È chiaro che qualsiasi disturbo è il sintomo di una problematica di fondo che non deve per forza di cose essere grave. Tuttavia, è sempre meglio evitare di ricorrere all’autodiagnosi e all’automedicazione.
In primo luogo, dobbiamo sforzarci di prenderci maggiormente cura di noi stessi, di migliorare il nostro stile di vita e la nostra alimentazione. Se notiamo che questi disturbi continuano a perseguitarci, allora dobbiamo immediatamente consultare un medico.
È abbastanza comune, infatti, che questi problemi abituali derivino da un fegato intossicato.
Scopriamone di più leggendo questo articolo.
Gli effetti di un fegato che lavora lentamente
Ci sono periodi in cui commettiamo degli eccessi: mangiamo troppi alimenti ricchi di grassi, poca frutta e verdura, beviamo poca acqua, facciamo una vita troppo sedentaria o gestiamo una quantità di stress troppo elevata.
Tutto ciò causa piccoli scompensi nel nostro organismo che saranno evidenziati esternamente dalla comparsa di occhiaie, alito cattivo e pancia gonfia.
Vediamo nel dettaglio da cosa possono essere causati tali sintomi:
  • Mangiamo male da qualche settimana e, dopo poco tempo, ci rendiamo conto di soffrire già di stitichezza.
  • Quest’alimentazione inadeguata fa sì che il nostro flusso sanguigno si riempia di tossine, cellule morte ed elementi di scarto che si fermano nel fegato e che, in condizioni normali, verrebbero sintetizzate.
  • Questo accumulo fa saturare la capacità depurativa del fegato che quindi non riesce a espletare le sue funzioni con normalità.
  • Un fegato lento non permette che si produca abbastanza bile.
  • Se non c’è abbastanza bile, la digestione non può essere svolta in modo adeguato, i grassi non vengono scomposti e i principi nutritivi non vengono assorbiti in maniera corretta dall’intestino.
  • Una cattiva digestione provoca malessere e gonfiore addominale.
  • Un fegato che non funziona bene produce stanchezza e dunque occhiaie, oltre ad un cambiamento di colore della nostra pelle.
Questi problemi possono essere passeggeri. Tutti quanti abbiamo vissuto periodi di malessere generale e ne abbiamo portato i segni attraverso le occhiaie e quel fastidioso sapore in bocca di mattina.
Se si tratta di qualcosa di temporaneo, possiamo risolvere il problema migliorando le nostre abitudini e l’alimentazione, ma non aspettate e recatevi dal medico se vedete che questo problema si presenta in modo ricorrente.
Occhiaie, alito cattivo e pancia gonfia: come risolvere questi problemi?
Rimedio con limone e carciofi
Per prima cosa, dobbiamo depurare il fegato e favorire l’adeguato funzionamento della nostra digestione. Per far ciò, possiamo, ad esempio, assumere per circa 10 giorni questo rimedio a base di acqua di cottura di carciofi e limone. Prendete appunti!
Ingredienti
  • 2 carciofi
  • 1 litro d’acqua
  • 1 limone
Preparazione
  • È molto semplice. Cuocete i carciofi fino a farli diventare morbidi. Mettete da parte l’acqua di cottura.
  • Una volta raffreddata, aggiungete il succo di un limone e trasferite tutto il contenuto in una bottiglia di vetro. Bevete il liquido durante tutto l’arco della giornata. Il primo bicchiere a digiuno e gli altri prima di ogni pasto.
Insalata per ottimizzare il funzionamento del fegato
Sarebbe importante preparare tutti i giorni, o in giorni alterni, questa buonissima insalata con verdure amare e principi nutritivi di cui il fegato ha bisogno per rigenerarsi.
Ingredienti
  • 100 gr di cavolo rosso
  • Una tazza di cavoli tagliati a pezzetti (80 gr)
  • Una carota piccola grattugiata
  • Una tazza di spinaci (30 gr)
  • 3 noci
  • ½ avocado
  • Un po’ di prezzemolo triturato
  • 8 uvette
  • Un po’ di finocchio
  • ½ pera a pezzetti
  • Il succo di mezzo limone
  • 1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva (25 gr)

Preparazione
Ci interessa, prima di tutto, assumere questi ingredienti crudi, dunque non dovremo cucinare né le carote né gli spinaci. Basterà lavarli bene. L’unica cosa che bisogna fare è tagliare le verdure, la pera e l’avocado a pezzi piccoli e condire il tutto con il succo di mezzo limone e un cucchiaio di olio extra vergine di oliva.
Questa insalata è davvero deliziosa. Provatela!
Un infuso di zenzero ogni pomeriggio
Prendere subito dopo mangiato un infuso di zenzero vi farà molto bene, faciliterà la vostra digestione e vi aiuterà a depurarvi dalle tossine.
  • La radice di zenzero contiene monoterpeni, sesquiterpeni e gingeroli, potenti antiossidanti che aiutano il fegato a espletare le sue funzioni.
  • Lo zenzero ci permette di stimolare la trasformazione del colesterolo in acido biliare, in questo modo ridurremo il livello di colesterolo cattivo o LDL e miglioreremo la nostra digestione.
Cercate di bere ogni pomeriggio una tazza di questo infuso medicinale. Se vi prenderete cura della vostra alimentazione evitando le pietanze ricche di grassi, aumentando l’assunzione di verdure fresche e acqua, eviterete senza alcun dubbio le fastidiose occhiaie, l’alito cattivo e la pancia gonfia.
Fonte: viverepiusani.it tratto dal magnifico sito www.ecplanet.com

martedì 8 marzo 2016

ROCKEFELLER ALL'ONU: BISOGNA RIDURRE LA POPOLAZIONE MONDIALE!

     Crisi economica,vaccini,inquinamento, cibo spazzatura,geoingegneria  clandestina,scie chimiche. E' in atto uno sterminio segreto diretto alla popolazione globale. L'ISTAT conferma che nel 2015 in Italia ci sono stati piu' di 58000 decessi rispetto al 2014,numeri da guerra secondo qualche giornalista,una guerra segreta che le Elite hanno deciso di intraprendere gia' da qualche decennio. ( Agenda 21) Guardatevi bene con attenzione il video, e vi renderete conto che si tratta di una atroce verità.

Alcune letture consigliate ;)

I Piani Segreti del Club Bilderberg
€ 17.5
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€ 8.9003
Il Club Bilderberg - Nuova EdizioneVoto medio su 46 recensioni: Buono
€ 12.9

OLIO DI PALMA – E’ iniziata la pubblicità su tv e giornali non fatevi ingannare

olio-di-palma
E’ L’OLIO VEGETALE PIU’ USATO AL MONDO, non solo nei prodotti alimentari, ma anche nel settore cosmetico, energetico, farmaceutico e persino nella produzione di mangimi. I suoi danni non sono solo alla salute ma anche al pianeta, ed è per questo che sempre meno persone ed aziende scelgono di evitarlo. Ma i produttori corrono ai ripari. Gli spot dell’olio di palma sulle reti televisive Rai e Mediaset sono iniziati il 28 febbraio 2016 e proseguiranno per tre settimane. Il budget rimane una notizia riservata ma deve ammontare a qualche milione di euro, visto che il programma prevede anche due settimane di inserzioni a tutta pagina sui giornali e altre tre settimane di banner in rete. I finanziatori sono tutte le aziende e associazioni che producono schifezze, ovvero cibi industriali che non hanno nulla di buono tranne che per le tasche di chi li produce, e sono: Ferrero, Unilever, Nestlé e Unigrà, Aidepi, Assitol (Associazione italiana dell’industria olearia che raggruppa le principali aziende del settore che producono olio extravergine di oliva, olio di semi e margarine), Associazioni Prodotti e Preparazioni alimentari aderenti ad Aiipa (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari).
PERCHE’ FA MALE. Sotto accusa nel caso dell’olio di palma è un acido grasso saturo denominato acido palmitico che aumenta i livelli del colesterolo ed innalzana i rischi di coronopatia, secondo quanto rilevato da oltre 50 studi scientifici pubblicati nel 2014 su The American Journal of Clinical Nutrition. Uno studio pubblicato su Lipids nel 2014 si dimostra il legame tra olio di palma e incremento di sostanze infiammatorie circolanti nel sangue favorendo l’infiammazione cronica che porta allo sviluppo di varie patologie come le cardiovascolari, l’aterosclerosi, il diabete e anche alcuni tumori. La coltivazione dell’olio di palma sta distruggendo le foreste pluviali del sud-est asiatico, provocando incendi che durano mesi, facendo scomparire decine di migliaia di ettari di foresta, costringendo all’evacuazione migliaia di persone e determinando la morte degli oranghi.PERCHE’ ALLORA VIENE USATO? Perché è conveniente per le aziende sia economicamente che a livello produttivo. La coltivazione della palma rende moltissimo, per cui il raccolto su una certa superficie di terreno dà molto più olio rispetto ad esempio alla soia o al girasole che richiederebbero più spazio. Inoltre è un grasso solido come il burro e quindi rende gli alimenti cremosi e permette anche di conservarli più a lungo.

COME RICONOSCERLO
Indicare la sua presenza all’interno dell’elenco degli ingredienti riportati sulle confezioni dei prodotti alimentari non è obbligatorio, infatti se trovi scritto “olio vegetale” è quasi al 100% olio di palma. Infatti siccome le aziende sanno che i consumatori stanno venendo a conoscenza del pericolo, preferiscono mascherarlo. Si trova principalmente nei prodotti da forno come biscotti, pane confezionato, cracker, grissini e fette biscottate (convenzionali, ma spesso purtroppo anche “biologiche”), ma anche di creme dolci spalmabili, patatine fritte e snack salati e condimenti. I problemi della salute sono stati evidenziati anche dall’Istituto Superiore di Sanità che in un documento del 26 febbraio 2016 indica un eccesso di assunzione di acidi grassi saturi nei bambini (+49%) dovuto in misura rilevante all’uso generalizzato del palma. E’ stato osservato che per superare il limite giornaliero di olio di palma basta mangiare più di 4 biscotti (e considerato che ormai è non solo nei dolci è facilmente superabile). Evitare l’olio di palma non rappresenta unicamente una questione di salvaguardia della salute, ma anche di rispetto dell’ambiente e del pianeta. La produzione di olio di palma è infatti causa di deforestazione e di distruzione degli habitat naturali degli animali che popolano le foreste di luoghi come Indonesia, Malesia, Uganda e Costa d’Avorio e della sottrazione alle popolazioni native di territori da esse abitati da sempre.
Redatto da Pjmanc: www.ilfattaccio.org tratto da sapereeundovere.com

Farmaci di nuova generazioni con microchip

Smart pillL'età del microchip medicinale è alle porte.
Novartis - tra le più grandi industrie farmaceutiche al mondo - ha annunciato di stare lavorando ad un progetto finalizzato all'incorporamento di microchip all'interno di farmaci di nuova generazione, per creare la tecnologia smart pill. Tale nanotecnologia è stata loro concessa su licenza dalla Proteus Biomedical di Redwood City, California.
Una volta attivato dallo acido dello stomaco, il chip inizia il suo lavoro di rilevamento e trasmissione dati ad un ricevitore indossato dal paziente. Lo stesso ricevitore è in grado altresì di inviare i dati via internet ad un medico
L'idea è quella di creare pillole intelligenti in grado di percepire ciò che accade dentro l'organismo e fornire tali informazioni al medico curante. Novartis ha previsto di iniziare ad applicare tale tecnologia nei suoi farmaci destinati a contenere il rischio di rigetto nei trapianti di organi, e poi espanderla ad altri prodotti. La stessa tecnologia in breve tempo sarà presumibilmente adottata da altre società per l'impiego in altri tipi di farmaci.
I MIGLIORI PROPOSITI...
A prima vista sembra tutto fantastico, ma i lettori di Natural News senza dubbio si staranno ponendo un sacco di domande.
Per cominciare, Novartis non sembra affatto intenzionata ad effettuare alcun test clinico circa i problemi di sicurezza derivanti dalla ingestione di un microchip.
"Novartis non ha in programma di condurre studi clinici ad ampia scala per testare questi nuovi prodotti", riferisce Reuters.
Qui mi sorge un dubbio: non è forse vero che un siffatto chip dovrà per forza di cose contenere sostanze chimiche e metalli pesanti? Per effettuare una trasmissione di dati dovrà essere dotato di una fonte di alimentazione, ossia una microscopica batteria o un condensatore di qualche tipo. Ebbene, i materiali utilizzati nei condensatori e nelle batterie, che io sappia, sono tossici, e dunque sarebbe preferibile non ingerirli.
LA RISERVATEZZA DEI DATI
Un altro grosso problema con i microchip trasmittenti è legato alla riservatezza. Se questi chip diffonderanno informazioni, probabilmente le stesse potranno essere captate da qualsiasi cosa nelle vicinanze, tra cui individui potenzialmente senza scrupoli oppure organizzazioni che potrebbero sfruttarli illecitamente.
Ad esempio, supponiamo che una farmacia installi un rilevatore sulla sua porta d'ingresso al fine di monitorare gli avventori. Potrebbe teoricamente adoperare i dati per determinare le condizioni di salute del cliente e poi agire per 'spingere' alcuni prodotti piuttosto che altri.
Gli agenti governativi potrebbero essere equipaggiati con 'scanner di microchip farmaceutici'. Le informazioni ottenute potrebbero essere utilizzate in violazione della privacy attraverso la loro condivisione con altri enti pubblici, o addirittura essere vendute a società di marketing di terze parti.
Nutro molti dubbi sul fatto che i dati trasmessi potranno essere criptati, dal momento che la crittografia richiede reale potenza di elaborazione, e non vi è spazio che per una singola fonte di alimentazione CPU allo interno di tali microscopici processori. Molto probabilmente trasmetteranno un segnale che potrà essere rilevato e decodificato abbastanza facilmente.
RICORDATI DI PRENDERE LE MEDICINE
Ma la parte eclatante riguardo questi farmaci microchippanti è che saranno utilizzati anche per assicurarsi che la gente assuma puntualmente le proprie medicine.
Le compagnie farmaceutiche perdono miliardi di dollari l'anno (nelle loro menti) a causa dei pazienti che semplicemente dimenticano di prendere le loro pillole.
Naturalmente, spesso la ragione di tali dimenticanze deriva dagli stessi farmaci, molti dei quali provocano danni alla funzione cognitiva, ma questa è un'altra storia.
Per cui queste smart-pill saranno verosimilmente utilizzate per monitorare i pazienti in modo che possa essere loro 'gentilmente ricordato' di assumere le pillole al momento giusto. Nel settore del marketing, questa strategia è definita: "programma di continuità." E' un sistema per ottenere vendite ripetute su base regolare.
In questa ottica, le pillole con microchip arrecherebbero più vantaggi alle aziende farmaceutiche che ai pazienti. Ciò è particolarmente vero se si considerano i casi in cui i farmaci si rivelino dannosi per la salute umana - la esperienza è piena di medicinali che in seguito alla loro immissione sul mercato si siano rivelati estremamente pericolosi o addirittura mortali (qualcuno ha detto Vioxx?).
IN ARRIVO I RILEVATORI DI FARMACI (POLIZIA E LAVORO)
Da ciò potrebbe svilupparsi un altro interessante effetto collaterale: i datori di lavoro saranno in grado di realizzare o acquistare degli scanner da utilizzare nei colloqui con i candidati. (Una roba simile si potrebbe forse persino costruire in garage, con del materiale acquistato da Radio Shack).
Tutto ciò potrebbe rivelarsi utile per i datori di lavoro che preferiscano non assumere persone in cura farmacologica. Ti ricevo per un colloquio e nel frattempo in automatico eseguo la scansione dei tuoi dati trasmessi dal chip. Una luce rossa mi indica i risultati, e con calma ti dico che l'intervista è finita e che "ti faremo sapere." Con molti datori di lavoro oberati dalle spese di assicurazione sanitaria, questo potrebbe fornire un metodo semplice ed infallibile per evitare di prendere a bordo qualcuno che prima o poi possa comportare un onere finanziario ricadente sui piani di assicurazione sanitaria (dal loro punto di vista). Non mi trovo d'accordo con tale uso della tecnologia, ma si tratta di uno dei modi in cui potrebbe essere utilizzata.
La stessa polizia potrà utilizzare un dispositivo di scansione per determinare se un automobilista sulla scena di un incidente si trovi sotto gli effetti di un farmaco.
Ora, su questo tipo di utilizzo personalmente sono d'accordo. Le strade oggigiorno sono piene di gente poco lucida a causa dell'uso di farmaci. Il problema - per inciso - è più grave della guida in stato di ubriachezza, ma praticamente non si fa nulla per porvi rimedio. Il rilevamento sarebbe anche più facile di un test etilometro, dal momento che non richiederebbe alcuna azione da parte del soggetto esaminato. Il poliziotto si limiterebbe a schiacciare un pulsante, e potrebbe quindi determinare se l'esaminato faccia uso di farmaci non consentiti per la attività di guida. A quel punto il soggetto potrebbe essere arrestato con l'accusa di "guida in stato di alterazione farmacologica."
UN ALTRO MOTIVO PER NON ASSUMERE FARMACI
Ci sono chiaramente molte domande senza risposta e anche alcuni potenziali rischi, nella adozione di prodotti farmaceutici contenenti microchip. Per alcuni i problemi legati alla privacy costituiranno il fattore più importante; dopotutto chi mai potrebbe voler comunicare al mondo di essere in cura?
La maggior parte dei lettori di Natural News sa che la cosa migliore è evitare i farmaci. Il fatto che saranno presto dotati di microchip è un altro buon motivo per approcciarsi ad un metodo più olistico nella cura della nostra salute.
Non scommettere la vita (e la privacy) sulle pillole di Big Pharma. Scegli uno stile di vita sano, basato sui nutrienti, gli alimenti biologici, lo esercizio fisico regolare, evitando cibi artificiali (sintetici), prodotti chimici, e molto probabilmente non avrai mai bisogno di farmaci per tutta la tua vita.
Autore: Mike Adams/ Articolo originale: naturalnews.com / Fonte:ilquieora.blogspot.ch tratto da ecplanet.com/