martedì 1 marzo 2016

Trolling & Homeopathy, la diffamazione mediatica dell'omeopatia

Fonte: lastampa.it
La medicina omeopatica è sottoposta ad una articolata campagna di diffamazione e di discredito che coinvolge pazienti e medici
CATEGORIE: Omeopatia

omeopatia
La medicina omeopatica è sottoposta ad una articolata campagna di diffamazione e di discredito che coinvolge pazienti e medici
"Calunniate, calunniate: qualcosa resterà" questo sosteneva Francis Bacon filosofo inglese del Seicento. così comincia un articolo di Federico Rampini sul tema del trolling, delle calunnie che impazzano sul web. Continua citando la famosa aria del Barbiere di Siviglia: "la calunnia è un venticello / un'auretta assai gentile / che insensibile, sottile / leggermento, dolcemente / incomincia a sussurrar. / Piano piano, terra terra / sottovoce, sibilando / va scorrendo, va ronzando;/  nelle orecchie della gente / s'introduce destramente / e le teste ed i cervelli / fa stordir e fa gonfiar".
Rampini sostiene che la diffamazione sia un meccanismo malefico che gli antici conoscevano bene. 

Leggere questo articolo mi ha ricordato, per similitudine, la situazione a cui è sottoposta laMedicina Omeopatica in questi periodi causa una grande, articolata campagna di diffamazione e di discredito che coinvolge pazienti e medici che la impiegano quotidianamente nei loro ambulatori. 

Non importa quanto diventino virali, le bugie restano bugie, sostiene Rampini. Così è per le accuse verso l'omeopatia portate da varie parti.  Si può discutere sulla sostenibilità scientifica dell'omeopatia ma senza i pregiudizi che molto attori in campo hanno su di essa. 

Noti professionisti che da più di 30 anni ripetono le stesse accuse, noti blogger che sono diventati dei maestri del trolling senza premurarsi di leggere, aggiornarsi su che cosa è successo in tutti questi ultimi anni. Sembrano ignorare i moltissimi lavori pubblicati in medicina veterinaria sulla efficacia della medicina omeopatica sugli animali che, meno dell'uomo, sono soggetti alla suggestione, all'effetto placebo. O ancora di più i lavori nel campo delle fitopatologie dove i risultati sono a dir poco entusiasmanti per i risultati a favore dell'omeopatia. Ma l'obiettivo di queste forze non è far luce sulla scienza ma è il trolling duro e puro contro l'omeopatia. 

Chiediamoci perchè quei professionisti arrivati, docenti di chiara fama o ginecologi (forse per la poca clientela) sgomitano per poter essere i più rigidi e intransigenti detrattori di una medicina che da più di 200 anni ha salvato milioni di persone dalla morte fin dai tempi in cui il colera sterminava intere collettività. 

Penso che l'origine della calunnia come del moderno trolling  abbia solo due matrici: il cinismo supportato da uno scetticismo patologico oppure l'interesse economico. 

Per la prima ipotesi poco possiamo fare: è come cercare di riempire un buco nero o come farsi ascoltare da chi non vuol sentire o è sordo. Non c'è nessuna volontà o disponibilità a raggiungere la verità.  Assistiamo soltanto ad una monotona ripetizione  delle stesse criticheormai superate. E' un problema umano. Ci sono soggetti che vedono solo la possibilità di distruggere e mai di costruire. 

L'altra origine invece è molto più socialmente preoccupante. Per denaro io sostengo o affosso una tesi di cui so poco o non mi interessa sapere molto. Qualcuno mi dirà: "sei una mammola, ma dove vivi? In una realtà parlamentare nazionale dove a decine i nostri rappresentati "saltano il fosso" e cambiano colore politico per denaro senza ormai neppure vergognarsi, come fai ancora a stupirti?" 

Io mi stupisco ancora e credo nell'onestà intellettuale, credo che una professione come quella del medico, debba avere un'etica che non si possa tradire miseramente per denaro. 

Ma tutto ciò che in questi ultimi anni ho letto sui racconti di alti dirigenti fuoriusciti dalle case farmaceutiche riporta l'esatto contrario. 

Si parla di una strategia di marketing che ha come unico obiettivo la vendita dei farmaci a tutti: malati e sani.  Davanti a tutto il prodotto e l'introito economico senza alcuna preoccupazione per l'etica. Questo lo scenario: le più famose testate scientifiche alla mercè delle case farmaceutiche, direttori scientifici fuoriusciti che confessano che l'interesse economico ha deviato la bussola morale dei medici e così via. 

Chi sostiene l'esistenza di un cosiddetto "complotto globale" viene dileggiato o trollato (si dirà così!) da più parti ma forse, dopo gli ultimi eventi del mondo bancario  e finanziario che naturalmente sono legati a filo doppio con le case farmaceutiche e con le grandi multinazionali alimentari, qualcosa di possibile potrebbe esserci. 

Persino la Monsanto ha un reparto che si occupa di screditare le ricerche e gli studi critici verso i loro prodotti. 

La Monsanto è una  tra le più potenti multinazionali al mondo, specialista in erbicidi e defolianti, quella per intenderci che nel 1960 ha prodotto il famigerato "agente arancione", uno dei più temibili defolianti usati durante la guerra in Vietnam. Da oltre 10 anni si dedica alla manipolazione genetica, brevettando, insieme all' Astra-Zeneca (casa farmaceutica) sementi che si possono usare per un solo raccolto, innestando la cosiddetta "tecnologia della morte" che priva le comunità agricole della loro secolare conoscenza di salvare i semi.  
Risultato di questa operazione è favorire un regime di monopolio sulle sementi che nutrono il mondo, e di renderne uniche beneficiarie le multinazionali del settore. 

La Monsanto ha la reputazione di screditare scienziati, esperti e anche i giornalisti che osano parlare contro di loro. 

E’ stato a lungo pensato che la peggiore corporation del mondo, avesse un intero dipartimento dedicato a far tacere i suoi critici, ma nessuno aveva alcuna prova di questo. 
Questa prova è arrivata dalle parole del dottor William Moar, un dipendente della Monsanto  che ha ammesso per la prima volta, che la società utilizza un’incredibile quantità di tempo e denaro, per screditare gli esperti che parlano male della società. (the Ecologist 1999).

L'omeopatia è seguita da milioni di persone nel mondo e ciò disturba perchè, facendo guarire molti malati cronici che sono invece una fonte continua di ricchezza per la medicina convenzionale,  insinua il dubbio che la verità della medicina ufficiale non sia l'unica e  assoluta, induce a cambiare l'igiene di vita e l'alimentazione della popolazione, si rivela una vera medicina preventiva. In altre parole sottrae in modo sempre più ampio e costante risorse economiche agli attuali attori della scena sanitaria contemporanea. 
Se fossimo davvero delle "mammole", degli sprovveduti, penseremmo che le case farmaceutiche siano diverse dalla Monsanto . 

Da un recente report dell' ECHAMP, la European Coalition on Homeopathic & Anthroposophic Medicinal Products scopriamo che il settore omeopatico nel 2015 ha continuato a crescere in Europa del 6% all'anno. Passato da un valore di 600 milioni nel 1995, al 1,24 miliardi di € nel 2013.   Eppure tutti i mass media continuano a dare l'omeopatia in sofferenza con una fuga dei pazienti verso cure più efficaci e sicure.  La verità è l'esatto opposto.  

Oltremodo, se davvero l'omeopatia stesse tramontando, perchè mai si dovrebbero investire tutte queste  risorse per pubblicare libri, fare conferenze, firmare articoli contro di essa. I costi sono molto alti. Sarebbero  tempo e risorse sprecate perchè l'omeopatia, secondo loro, sarebbe già sul viale del tramonto. Invece gli investimenti, in questo ultimo anno si sono intensificati. 

Forse qualche idea sulle motivazioni di chi utilizza la medicina omeopatica la troviamo nelle parole accorate di un articolo che ho ritrovato casualmente riordinando una cartella di files di qualche anno fa. 
Era il 2007 e  Daniela Salvucci su Natura & Benessere pubblicava un articolo dal nome "l'altra faccia della luna".  Raccontava  così le sue esperienze di paziente omeopatica: 

"Ho conosciuto la Medicina omeopatica diversi anni fa e all'inizio - forse un po' come tutti - non vi riponevo molta fiducia, tanto da credere, come avviene ancora oggi, che tale terapia potesse curare solo "piccoli mali" e che, se non faceva bene, sicuramente non danneggiava. Poi, però, ho dovuto affrontare un primo grande problema che oltretutto non mi riguardava in prima persona, ma coinvolgeva mio figlio ancora piccolo. Cosa fare? L'omeopatia, anche se non fa male... guarisce? Eccomi, quindi, davanti ad una scelta. Per se stessi si può decidere, ma per il proprio figlio? La legge parla chiaro: l'omeopatia non è riconosciuta, non è scientifica. E se non funziona? Allora ho pensato: proviamo! Semmai torniamo indietro, anche se l'altra Medicina, quella "convenzionale", l'avevamo già provata. Ed è cosi che ci si accorge che funziona.
Pur essendo a conoscenza del fatto che il meccanismo di funzionamento non è ancora stato dimostrato, come paziente che ha vissuto questa esperienza di cura sulla propria pelle e su quella dei propri figli, posso testimoniare la scientificità della medicina omeopatica basandomi sulla riproducibilità del fenomeno nel tempo. Se a mio figlio, colpito da una febbre molto alta caratterizzata da "volto rosso, pupille dilatate, pelle asciutta e calda, assenza di sete, piedi freddi, ghiacciati, labbra gonfie e rosse" (è bene ricordare che ogni malato esprime la propria malattia in maniera peculiare e personale), veniva somministrato un rimedio non appropriato, ad esempio Gelsemium sempervirens (farmaco omeopatico preparato con "Gelsomino americano", diluito e dinamizzato), la febbre non passava; se, invece, gli facevo assumere il rimedio Belladonna, "adatto in quella occasione", allora sì, la febbre scendeva immediatamente. E questa risposta si verificava ogni volta che il bimbo aveva quel tipo di febbre e quei particolari sintomi. Infatti, la pianta officinale di Belladonna (Atropa), se assunta da una persona sana, sviluppa sintomi  patologici "simili" a quelli prima descritti. Questo è il fascino dell'omeopatia: funziona "solo" se i sintomi del paziente sono  "simili" ai sintomi del "medicamento", secondo il principio hahnemanniano del "simile che viene curato dal simile". 

Se ogni rimedio fosse composto solo da glucosio o da lattosio oppure da alcool, qualsiasi medicamento potrebbe far passare la febbre e guarire il paziente, producendo il cosiddetto effetto placebo. Invece, proprio in virtù della mia esperienza personale, la medicina omeopatica funziona; e funziona davvero, soltanto se il medicamento è quello adatto a quel tipo di febbre, in quel dato momento, con quei particolari sintomi di quel determinato malato. Talvolta si poteva verificare che, facendo assumere al bambino il rimedio, cioè quel niente o quella acqua fresca, come viene definita l'omeopatia da chi non la conosce, egli avesse un miglioramento, ma non una guarigione. Se invece, sempre su consiglio dell'omeopata, gli somministravo un sorso, ogni ora, di una soluzione dello stesso rimedio (6-8 globuletti in 250 cc. di acqua), questa volta più diluito e dinamizzato, mio figlio, grazie alla maggiore diluizione, guariva. L'esperienza di mio figlio mi ha consentito, così, di capire che è fondamentale ricorrere sempre al medico in grado di distinguere la febbre di Bryonia alba da quella di Eupatorium perfoliatum, quella di Aconitum napellus da quella di Mercurius solubilis e così via: varie tipologie febbrili che solo con il tempo e con tanta passione ho anch'io iniziato a riconoscere. 

Quante volte ho dovuto "nascondere" che stavo curando patologie considerate "serie" con rimedi omeopatici; quante volte ho dovuto dire "bugie" raccontando che, ovviamente, stavo usando l'antibiotico o il cortisonico e non altro; quante volte ho temuto di essere "denunciata" per il fatto di non curare i miei figli ma di danneggiarli. Quando sta male un bambino, peraltro, non sono solo i genitori a prendersene cura, ma interviene l'intero circondario: nonni, parenti, amici, vicini tutti presi da spirito umanitario, pronti a sconsigliarti di ricorrere all'omeopatia. Se somministri ai tuoi figli un farmaco "convenzionale", l'accettazione è totale: tutti comprendono le tue paure verso le controindicazioni le quali, però, vengono soffocate con un "pazienza, fa parte della cura" (oltretutto è legale). 

Se per caso, però, i tuoi familiari vengono a sapere che fai assumere a tuo figlio dei globuletti nei quali non c'è "niente" secondo la Scienza di Stato, e magari il bambino è stato colpito da una polmonite, beh allora tutti quelli che non conoscono l'omeopatia sono pronti a criticare. Eppure ipertensione arteriosa, extrasistole, ipertiroidismo, eczema, allergie, herpes, cistiti, coliche renali, cefalee, polmoniti, congiuntiviti, otiti, ascessi tonsillari, orticaria, piorrea sono solo alcune delle patologie - e non mi sembrano piccole cose - che in questi anni i componenti della mia famiglia hanno scelto di curare con la medicina omeopatica. In tutto questo tempo ho scoperto che esiste il malato e non la malattia; ho capito che, per guarire effettivamente dalla propria patologia, va curata la causa che l'ha determinata e non solo l'effetto (cioè la malattia); va dunque curato l'individuo nella sua totalità psico-fisico-ambientale. Ho sofferto, lottato, gridato, soffocato, nascosto; in questi diciotto anni ho difeso la medicina omeopatica e, tuttora mi trovo ancora a lottare contro pregiudizi, diffamazioni e "persecuzioni".
Ma, si può credere che se la medicina omeopatica non avesse funzionato, i pazienti sarebbero rimasti ad essa fedeli per oltre duecento anni, visto che pagano di tasca propria sia in termini di salute che di spesa? Quale convenienza essi avrebbero avuto nel continuare a difenderla, se non avessero ottenuto risultati positivi? A volte, però, è più facile lasciare che "gli altri" non credano a ciò che vedono piuttosto che convincerli che ciò che stanno vedendo sia la "verità". Questa è "l'altra faccia della luna". Siamo un "popolo nascosto" che ha dovuto adattare la propria libertà di scelta terapeutica - cioè il "diritto alla salute" così tanto enfatizzato dall'articolo 32 della nostra Costituzione - alla realtà di una nostra emarginazione voluta dallo Stato. 

Siamo considerati i "diversi", non siamo visti, ma "svisti" da tutti, perché o non fanno caso alla nostra esistenza, e quindi siamo invisibili, o ci attaccano dicendo che siamo "visibilmente" incoscienti. Personalmente continuo a lottare e continuerò a farlo con tutti i mezzi a mia disposizione, al fine di giungere al riconoscimento di questa Medicina: perché questa è la Medicina o, quantomeno, la Medicina è una. Mi auguro, quindi, che lo sforzo congiunto dei pazienti soddisfatti dall'omeopatia possa, al più presto, far ottenere la pari dignità a questa medicina con un riconoscimento da parte dello Stato, con finanziamenti destinati alla ricerca scientifica e con l'apertura di aree dedicate alla didattica universitaria. L'Italia fa parte dell'Unione europea e in molti Paesi, come l'Inghilterra, la Francia, la Germania, il Belgio e l'Olanda, da tempo questa Medicina è praticata, riconosciuta ed anche rimborsata dal Servizio Sanitario Nazionale, lasciando libertà di scelta al cittadino: è tempo che ciò avvenga anche in Italia." 

Questa è la voce dei milioni di cittadini che sono stanchi di sentirsi derisi per le loro scelte, è la voce di una grande massa di medici che dopo anni di impiego della medicina omeopatica nella propria pratica clinica con successo e soddisfazione del paziente sono stufi di essere minacciati  di essere radiati, addirittura, dagli Ordini dei Medici come sostiene una delirante proposta del Prof Silvio Garattini che, probabilmente, prima di far dare alle stampe dai suoi collaboratori il suo ultimo libro contro l'omeopatia tanto pubblicizzato , non ha mai avuto tempo di leggere i lavori scientifici del Prof. Vittorio Elia, fisico chimico dell'Università di Napoli  o della Prof. Lucietta Betti, fitopatologa dell'Università di Bologna o del Prof. Paolo Bellavite, anatomopatologo dell'Università di Verona. Tutte le loro pubblicazioni dimostrano chel'Omeopatia NON è acqua fresca

La questione rimane ampiamente aperta. Ma un dato è certo: l'omeopatia continua a crescere in Europa. Nel 2015 il 60% dei tedeschi, il 56% dei francesi, il 50% degli austriaci o il 33% degli spagnoli,  utilizzando i rimedi omeopatici hanno fatto come consiglia Rampini al termine del suo articolo: preferiscono chi è portatore di una visione positiva, non ascoltano e non leggono chi vuole convincerli che il bene del mondo è solo una facciata. 

http://researchinhomeopathy.org/database/fundamental-research/
http://researchinhomeopathy.org/database/fundamental-research/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/clinical-research/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/drug-proving/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/drug-standardization/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/veterinary/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/agro/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/dentistry/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/literary-research/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/primary-health-care-research/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/editorials/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/surveys/  tratto da http://www.informasalus.it/it/articoli/diffamazione-mediatica-omeopatia.php

La cura del limone

Vi proponiamo una cura speciale a base di limone che sfrutta tutte le molteplici proprietà di un frutto che è da sempre considerato una vera e propria panacea universale.

dietalimoneLe principali proprietà terapeutiche del limone
Alcalinizzante, Antiacido gastrico, Antianemico, Antiatritico, Antigottoso, Antipruriginoso, Antireumatìco, Antisclerotico (contro la senescenza), Antiscorbutico, Antisettico, Antivelenoso, Attivatore dei globuli bianchi (difese immunitarie), Battericida, Calmante, Carminativo (aiuta ad espellere i gas in eccesso), Depurativo, Disintossicante, Diuretico, Emostatico, Febbrifugo, Fluidificante sanguigno, Ipotensore (abbassa la pressione tropo alta), Remineralizzante, Rinfrescante, Stimolatore gastro-epatico-pancreatico, Tonico cardiaco, Tonico del sistema nervoso e simpatico, Vermifugo.

La cura è consigliata a chi soffre di

Infezioni polmonari, intestinali, frequenti malattie infettive, insistenti stati febbrili e malaria, debolezza, inappetenza, reumatismi, artritismo, gotta, renella e calcoli, gastrite – ulcera gastrica – acidità, digestione difficile – aerofagia, scorbuto, arteriosclerosi, varici – flebiti – capillari fragili, iperviscosità sanguigna, obesità, ipertensione, stati tubercolari, demineralizzazione, riflessi deboli – esaurimento, anemia, itterizia, vomito – nausea, insufficienza epatica – pancreatica, congestione, emofilia, emorragie – epistassi frequente, gas intestinali, dissenteria, vermi – asma, influenza, mal di testa.
In generale la cura è adatta come prevenzione delle epidemie influenzali, nelle convalescenze, per favorire la crescita dei bambini.

La cura è sconsigliata a chi soffre di

Malattie renali, insufficienze epatiche, rachitismo, artrite cronica avanzata o altre affezioni che compromettono la capacità dell’organismo di trasformare l’acido citrico.
In generale la cura non va applicata né ai bambini né alle persone molto anziane e neppure a chi ha una salute molto delicata.
In ogni caso vi invitiamo a consultare sempre il vostro medico prima di iniziare la cura.

Metodo e avvertenze importanti

La cura ha una durata massima di 30 giorni, compresi 6 giorni di mantenimento con la dose minima.
La cura deve essere seguita, attenendosi rigorosamente al calendario e alle dosi indicate: le dosi non vanno aumentate.
Durante la cura sarebbe bene non mangiare altri alimenti molto ricchi di vitamina C come kiwi o arance, né caramelle o pasticche o altri integratori contenenti vitamina C. I limoni, freschi e ben maturi, devono essere spremuti e bevuti subito. Ricordatevi sempre che il limone fresco perde molte delle sue proprietà se lasciato all’aria qualche ora.
La cura può essere ripetuta dopo minimo cinque-sei mesi, meglio ancora un anno, soprattutto dopo la seconda volta. Chiedete sempre consiglio al vostro medico.

In che cosa consiste

La cura consiste nel bere ogni mattina, rigorosamente a digiuno, una spremuta di limone puro, cioè non diluita in acqua. Aspettate almeno 30 minuti prima di fare colazione o assumere altre bevande o cibi. Ogni giorno si aumenterà progressivamente la dose di un limone fino alla metà della cura. Raggiunta la dose massima, si comincerà a diminuire la dose giornaliera progressivamente di un limone al giorno.

Terapia d’urto

Calendario da 1 fino a 12 limoni ogni giorno per 30 giorni (compresi 6 giorni di mantenimento)
  • Lunedì 1° giorno: il succo di 1 limone
  • Martedì 2° giorno: il succo di 2 limoni
  • Mercoledì 3° giorno: il succo di 3 limoni
  • Giovedì 4° giorno: il succo di 4 limoni
  • Venerdì 5° giorno: il succo di 5 limoni
  • Sabato 6° giorno: il succo di 6 limoni
  • Domenica 7° giorno: il succo di 7 limoni
  • Lunedì 8° giorno: il succo di 8 limoni
  • Martedì 9° giorno: il succo di 9 limoni
  • Mercoledì 10° giorno: il succo di 10 limoni
  • Giovedì 11° giorno: il succo di 11 limoni
  • Venerdì 12° giorno: il succo di 12 limoni
  • Sabato 13° giorno: il succo di 12 limoni
  • Domenica 14° giorno: il succo di 11 limoni
  • Lunedì 15° giorno: il succo di 10 limoni
  • Martedì 16° giorno: il succo di 9 limoni
  • Mercoledì 17° giorno: il succo di 8 limoni
  • Giovedì 18° giorno: il succo di 7 limoni
  • Venerdì 19° giorno: il succo di 6 limoni
  • Sabato 20° giorno: il succo di 5 limoni
  • Domenica 21° giorno: il succo di 4 limoni
  • Lunedì 22° giorno: il succo di 3 limoni
  • Martedì 23° giorno: il succo di 2 limoni
  • Mercoledì 24° giorno: il succo di 1 limone

Mantenimento (6 giorni)

  • Giovedì 25° giorno: il succo di 1 limone
  • Venerdì 26° giorno: il succo di 1 limone
  • Sabato 27° giorno: il succo di 1 limone
  • Domenica 28° giorno: il succo di 1 limone
  • Lunedì 29° giorno: il succo di 1 limone
  • Martedì 30° giorno: il succo di 1 limone

Terapia leggera

Calendario da 1 fino a 7 limoni al giorno per 21 giorni (compresi 6 giorni di mantenimento)
  • Lunedì 1° giorno: il succo di 1 limone
  • Martedì 2° giorno: il succo di 2 limoni
  • Mercoledì 3° giorno: il succo di 3 limoni
  • Giovedì 4° giorno: il succo di 4 limoni
  • Venerdì 5° giorno: il succo di 5 limoni
  • Sabato 6° giorno: il succo di 6 limoni
  • Domenica 7° giorno: il succo di 7 limoni
  • Lunedì 8° giorno: il succo di 7 limoni
  • Martedì 9° giorno: il succo di 6 limoni
  • Mercoledì 10° giorno: il succo di 5 limoni
  • Giovedì 11° giorno: il succo di 4 limoni
  • Venerdì 12° giorno: il succo di 3 limoni
  • Sabato 13° giorno: il succo di 2 limoni
  • Domenica 14° giorno: il succo di 1 limone

Mantenimento (6 giorni)

  • Lunedì 16° giorno: il succo di 1/2 limone
  • Martedì 17° giorno: il succo di 1/2 limone
  • Mercoledì 18° giorno: il succo di 1/2 limone
  • Giovedì 19° giorno: il succo di 1/2 limone
  • Venerdì 20° giorno: il succo di 1/2 limone
  • Sabato 21° giorno: il succo di 1/2 limone

Non spaventatevi per le quantità e soprattutto non preoccupatevi per il vostro stomaco!

Ricordatevi sempre che, contrariamente a quanto in genere si è soliti pensare, il limone è un naturale antiacido gastrico. Il suo gusto è dato da acidi organici che non restano allo stato acido nelle cellule. Anzi, l’uso favorisce la produzione di Carbonato di potassa (o Carbonato di potassio), utile nella cura delle gastriti. Fonte : http://www.limmi.it/la-cura-del-limone/

Le forme pensiero incidono sulla qualità della nostra salute


Cervello - DNAQuando una persona è molto ansiosa o depressa, è probabile che la malattia, oltre ad agire a livello psicologico, scateni una serie di sintomi fisici.
La nostra mente è tanto potente da permetterci di influire sul nostro stato fisico. Negli ultimi anni abbiamo visto come la porta tra corpo e mente si apre di pari passo, essendo queste due parti relazionate in modo molto più stretto di quanto possiamo immaginare.
Tutti noi ci siamo ammalati e abbiamo avuto la sensazione che la malattia fisica provocasse una sorta di “incarceramento” della nostra mente.
La sentivamo più pigra e pesante del solito, si rifiutava quasi di pensare.
Gli studi effettuati negli ultimi anni ci dicono che uno stato di benessere mentale si associa ad uno stato fisico migliore, tanto dello stato reale dello stesso, quanto della percezione che abbiamo di esso.
Sembra che l’ordine e la speranza che dimorano nelle nostre idee abbiano la capacità, tramite il funzionamento del nostro sistema nervoso, di trasformarsi in un migliore stato fisico.
Spiegato al contrario, questo significa che siamo più inclini a contrarre malattie quando la nostra mente è squilibrata, ovvero che l’ansia e la depressione sono malattie mentali che possono contribuire alla comparsa di sintomi fisici indesiderati.
Come funziona il processo di trasformazione?
Pensiamo per un attimo a quei momenti in cui ci sentiamo ansiosi. Il nostro cuore inizia a battere più forte e più velocemente del solito, le nostre mani iniziano a tremare e, spesso, si inizia a sudare.
Tutti questi sono sintomi che compaiono perché è la nostra mente che fa muovere il nostro corpo, alterando le costanti in un modo simile a quando cominciamo a fare attività fisica.
Tuttavia, c’è una differenza molto grande: l’esercizio non si produce. Il corpo difficilmente può liberarsi di tutta quell’energia che si sta producendo e che comporta una pressione enorme sul nostro sistema nervoso.
Le vene e le arterie che si diramano nei nostri muscoli si dilatano appena e, inoltre, il nostro cuore inizia a pompare moltissimo sangue.
Cosa succede allora?
Immaginate che una moltitudine di macchine circolino in autostrada e che, improvvisamente, l’autostrada finisca e tutte le macchine debbano passare per una strada secondaria. Il risultato è un collasso quasi sicuro.
È la stessa identica cosa che succede al nostro corpo.
Abbiamo un cuore che invia macchine e macchine, e il resto del corpo incapace di assorbirle. Se questa situazione persiste per poco tempo o non è particolarmente intensa, l’ingorgo poco a poco si risolve.
Tuttavia, quando l’intensità è continua e molto forte, possono scaturirne gravi danni.
Una delle relazioni più evidenti è quella del funzionamento del nostro sistema cognitivo con la forza del nostro sistema immunitario.
Quando la nostra mente non funziona bene, è molto comune che si rivolti contro lo stesso corpo e che potenzi internamente qualche attacco che si ripercuoterà all’esterno.
In questo senso, la nostra mente è come un computer e il nostro sistema immunitario un antivirus. Se il nostro computer funziona male, disattiva l’antivirus, rendendo l’accesso dei virus molto più facile.
Questa debilitazione, inoltre, non si presenta quando soffriamo di stress, ma quando lo stress scompare.
Che ruolo svolge il nostro cervello?
Non bisogna dimenticare che, dietro le nostre idee e i nostri pensieri, esiste un collegamento chimico con il nostro sistema biologico. Una struttura fondamentale è l’ipotalamo, che svolge un ruolo molto importante nella regolazione ormonale.
La peculiarità di questa piccola struttura è che è tremendamente reattiva di fronte ai nostri pensieri, che si tratti di ricordi, interpretazioni di stimoli presenti o anticipazioni di fatti futuri.
Così, il nostro ipotalamo può svegliarci in modo da agire più velocemente, rilassarci per addormentarci o potenziare la sensazione di piacere.
Che influenza ha la nostra condotta?
Fino ad ora abbiamo parlato di come la mente può influire in maniera diretta sul nostro corpo, ma non dobbiamo dimenticare qualcosa di altrettanto importante, quanto si verifica tramite la nostra condotta. Facciamo un esempio:
Tutti attraversiamo tappe della vita che non sono particolarmente allegre o motivanti. Difatti, anche se non abbiamo mai sofferto di depressione, alcune delle sensazioni che sperimentiamo durante questi periodi assomigliano a quelle che si producono quando si soffre di questa malattia, anche se è più comune che non siano tanto intense, né ripetitive.
Ebbene, in questi periodi una delle cose che facciamo è abbandonare alcuni aspetti della nostra cura personale. In questo senso, uno dei è la dieta. Sacrifichiamo gli alimenti che ci piacciono meno e che solitamente sono i più sani a favore di quelli che ci danno piacere.
Perché lo facciamo? È una questione di equilibrio. Tramite il gusto, proviamo ad ottenere il piacere che ci sembra di aver perso in altri aspetti della vita.
Sfortunatamente, l’immagine delle ragazze delle serie televisive sedute sul sofà, che mangiano vaschette intere di gelato dopo una rottura amorosa, è reale.
È il nostro modo nocivo per far si che l’ipotalamo restituisca alla nostra mente la sensazione di benessere che abbiamo perso. È il nostro modo per evitare che compaiano pensieri negativi. Un modo controproducente per la salute del nostro corpo.
Tuttavia, la perdita di questo equilibrio non è l’unico motivo per cui trascuriamo la nostra dieta. Un altro fattore importante è che con la tristezza perdiamo la motivazione.
Le ragioni (i pensieri) che prima ci sembravano importantissime per prenderci cura di noi stessi, adesso possono essere passate in secondo piano rispetto a ciò che ha provocato in noi tristezza e ci tormenta.
Azioni che prima ci sembravano quotidiane, adesso sembrano costarci care. Cerchiamo di semplificare la nostra routine, come andare al supermercato una volta usciti da lavoro, sostituendolo con una pizza a domicilio, di gran lunga più semplice.
Il rovescio della medaglia
Fino ad ora abbiamo parlato di come i pensieri negativi ci debilitano, ma esiste, come in ogni cosa, il rovescio della medaglia. Vari studi realizzati su persone malate hanno dimostrato che un atteggiamento mentale positivo ha reso possibile un pronostico di miglioramento.
Questo può avvenire grazie all’azione diretta dei pensieri tramite la biochimica corporea oppure tramite l’intervento di strumenti di controllo della malattia, come la realizzazione di esercizio fisico o la cura della dieta.
Vi invitiamo a prendervi cura al massimo della vostra salute mentale, perché, tramite questa, animerete il resto del vostro corpo. Che ne dite, ne vale la pena?

lunedì 29 febbraio 2016

Danni da Vaccino? Obbligo di indennizzo e non solo

Articolo di “Il Sole 24 ore”.
Ma i vaccini non erano totalmente sicuri? Come mai l’esistenza della 210/92?
In caso di danno da vaccino lo stato è costretto a risarcire?
Ricordiamo il contenuto della legge 210/92:
“Chiunque abbia riportato, a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di un’autorità sanitaria italiana, lesioni o infermità, dalle quali sia derivata una menomazione permanente dell’integrità psico-fisica ha diritto a un indennizzo da parte dello Stato, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla presente legge”. 

La patologia contratta dal bambino a seguito di vaccinazione obbligatoria costringe il ministero della Salute al risarcimento.
La Corte di cassazione con l’ordinanza n. 3545/2016 , oltre a chiarire il principio generale ha voluto fornire una serie di chiarimenti utili anche da un punto di vista pratico.

Chi si accolla la responsabilità ?

È stato precisato che il soggetto responsabile a erogare la somma a titolo di risarcimento è il dicastero e non la Regione.
Questo perché sulla base dell’articolo 123 del Dlgs 112/1998 è previsto che siano conservate dallo Stato le funzioni in materia di ricorsi per la corresponsione degli indennizzi a favore di soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati.
E il contenuto della norma vale anche a seguito del trasferimento alle Regioni di compiti e funzioni in tema di indennizzo (a opera dei Dpcm 8 gennaio 2002 e 24 luglio 2003) e di attribuzione a queste della competenza residuale in materia di assistenza pubblica.
Quindi “così come il ministro della Salute decide in sede amministrativa pronunciandosi sul ricorso di chi chiede la prestazione assistenziale in esame, analogamente è nei suoi confronti che va proposta l’azione giudiziaria con cui il danneggiato rivendica  l’indennizzo”.

Quantificazione della somma

I Supremi giudici – dopo aver chiarito chi fosse il soggetto responsabile – hanno affrontato l’aspetto più spinoso del risarcimento, dalla quantificazione alle modalità di corresponsione. A tal proposito la Cassazione ha richiamato l’articolo 1 della legge 210/1992 secondo cui “Chiunque abbia riportato, a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di un’autorità sanitaria italiana, lesioni o infermità, dalle quali sia derivata una menomazione permanente dell’integrità psico-fisica ha diritto a un indennizzo da parte dello Stato, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla presente legge”.
L’indennizzo previsto dalla norma consiste in un assegno, reversibile per quindici anni (determinato nella misura di cui alla tabella B allegata alla legge 29 aprile 1976 n. 177, così come modificata dall’articolo 8 della legge 111/1984). Si tratta di un emolumento cumulabile con ogni altra somma corrisposta a qualsiasi titolo. E’ stato, inoltre chiarito che al soggetto cui l’indennizzo sia stato già concesso è corrisposto, a domanda, per il periodo ricompreso tra il manifestarsi dell’evento dannoso e l’ottenimento dell’indennizzo un assegno una tantum nella misura pari, per ciascun anno, al 30 per cento dell’indennizzo complessivo dovuto con esclusione di interessi legali e rivalutazione monetaria.

Conclusioni

Nel caso concreto pertanto è stata seccamente bocciata la tesi della Corte territoriale che non solo non aveva riconosciuto l’indennizzo espressamente previsto dalla legge 210/1992 ma aveva negato anche l’indennizzo una tantum del 30 per cento dovuto per il periodo ricompreso tra l’evento dannoso e l’ottenimento dell’indennizzo stesso.
Fonte. www.sanita24.ilsole24ore.  tratto da http://www.vacciniinforma.it/?p=4092

venerdì 26 febbraio 2016

Infiammazione: 5 rimedi naturali

 L’infiammazione acuta è la naturale risposta immunitaria del nostro organismo al danneggiamento dei tessuti. Quando cadiamo dalla bici per esempio la ferita si gonfia, si arrossa e la senti infiammata. Questo è segno che il tuo sistema immunitario sta lavorando sulla ferita inviando globuli bianchi per riparare il tessuto. In questo caso l’infiammazione è positiva. Senza di essa non riusciremmo a guarire la ferita e rischieremo di morire.
– L’infiammazione cronica invece è la risposta immunitaria del nostro organismo ad una raffica di fattori inquinanti ambientali, fisici e mentali che si presentano come cattiva alimentazione, prodotti chimici, tossici e stress che attaccano e avvelenano il nostro corpo. Quando il nostro corpo viene colpito da tutto questo il nostro sistema immunitario e’ sovraccarico di lavoro e confuso e non riesce piu’ a fare la differenza tra noi e le tossine che inquinano il nostro corpo. Cosi nell’intento di eliminarle ci priva di energia e distrugge ed elimina anche le nostre cellule sane insieme a quelle danneggiate.


Il risultato? Stanchezza cronica ed un corpo fertile per ogni genere di malattie. 

Alcune cause dell’infiammazione cronica

L’infiammazione cronica è la conseguenza di numerosi fattori e abitudini, tuttavia la maggior parte di essi sono sotto il nostro controllo e possiamo evitarli o sostituirli. Dai un’occhiata a questa lista. Qualcosa ti suona familiare?
  • Cattive scelte alimentari come: alimenti raffinati, troppi prodotti di origine animale (quelli prodotti negli allevamenti sono i peggiori) bevande ricche di zucchero, grassi trans e l’eccesso di alcol.
  • Problemi di salute intestinale
  • Allergie alimentari
  • Infezioni croniche (batteri, virus, lieviti, parassiti)
  • Stress e stanchezza
  • Stile di vita sedentario
Ci sono numerose altre cause, tuttavia queste sono le maggiori. Tutte queste cose, a lungo termine, mettono a rischio la tua salute.

Le conseguenze dell’infiammazione cronica

Con l’andare del tempo l’infiammazione cronica logora il sistema immunitario, il che porta a malattie croniche e altri problemi di salute, tra cui cancro, asma, malattie autoimmuni, allergie, sindrome del colon irritabile, l’artrite, l’osteoporosi ecc. Il tuo corpo inoltre appare molto più vecchio dei tuoi anni effettivi.
Purtroppo, questo tipo di problemi vengono spesso trattati solo con farmaci e chirurgia, pratiche che possono dare un sollievo temporaneo dai sintomi, ma che non vanno a trattare la radice del problema.
Inoltre, questi farmaci (ed i loro effetti collaterali) a volte sono in grado solo di aggiungere altri problemi di salute.


I seguenti suggerimenti ti aiuteranno a ridurre l’infiammazione naturalmente. Prova questi suggerimenti per alcuni giorni e nota come ti senti. Come sempre, la cosa più importante da ricordare per ottenere risultati soddisfacenti è la costanza.

Come ridurre l’infiammazione cronica

1. Mangia più cibi, interi, nutrienti e a base vegetale
Sostituisci gli alimenti infiammatori di cui ti ho parlato (zucchero raffinato e farina, cibi spazzatura – raffinati, i prodotti animali, etc.) e aggiungi una varietà di cibi integrali a base vegetale nella tua dieta. Assicurati che prima di arrivare nel tuo piatto il cibo non abbia fatto più di 2 o 3 passaggi.
Questi alimenti invaderanno il vostro corpo con le vitamine, i minerali, gli antiossidanti e le fibre di cui ha bisogno per nutrire la tue cellule e ridurre l’infiammazione cronica.

2.Focalizzati sulla salute dell’intestino
Se il tuo intestino è in cattive condizioni il sistema immunitario anche si trova in guai seri.
Un ottimo modo naturale per iniziare a prenderti cura di esso è consumando un cibo probiotico al giorno.
3. Individua e affronta le intolleranze, le allergie alimentari e le infezioni croniche (o nascoste).
Ignorare intolleranze alimentari e infezioni può essere controproducente. Se il tuo corpo combatte per eliminare questi fattori sicuramente questa battaglia alimenta l’infiammazione su base regolare.
Glutine, soia, latticini, uova e lievito sono tra i più comuni allergeni che potrebbero allertare il sistema immunitario ogni volta che ci si siede a tavola, questo perché sono alimenti di cui spesso e volentieri si abusa il consumo. Queste allergie possono essere identificate con un esame del sangue.
Ascolta il tuo corpo e tieni conto dei tuoi sintomi quando sei a tavola. Puoi scoprire eventuali cibi che ti danneggiano facendo attenzione alle reazioni del tuo corpo dopo ogni pasto.
Potrebbe essere necessario eliminare per un determinato periodo un cibo del quale hai abusato per poi reinserirlo in seguito come piccola parte di una dieta varia. A seconda dello stato di intolleranza tuttavia potresti anche dover non mangiare mai più i cibi ai quali risulti intollerante o allergico. Approfondisci questo discorso con il tuo medico.
Un’altro fattore di cui tenere conto è l’infezione cronica (batteri dannosi, virus, lieviti, parassiti).
Questi esseri potrebbero essere nascosti nel tuo corpo appena “sotto il radar” e potrebbero trascinare il sistema immunitario verso il basso.
Ci sono diversi test per individuarli, uno di questo è analizzando le proprie feci. Un controllo del genere ti aiuterà a creare un piano per eliminare l’infezione e ridurre cosi anche l’infiammazione.
4. Rilassati e riposa di più


Il tuo corpo lavora per ripristinarsi e riparare le tue cellule durante il sonno. La maggior parte degli esperti consiglia sette-otto ore di sonno a notte. Se dormi poco danneggi considerevolmente il tuo sistema immunitario e l’infiammazione lo mette a dura prova.
Lo stress va di pari passo con la mancanza di sonno e un’altra lunga lista di cose presenti nella nostra vita quotidiana. Purtroppo, quando sei stressato spesso, produci anche grandi quantità di cortisolo, ormone che favorisce infiammazione.
L’infiammazione cronica, si può ridurre notevolmente concentrandosi sulla riduzione dello stress, sia attraverso un buon sonno che grazie a pratiche come lo yoga, la meditazione, le lunghe passeggiate, meno tecnologia, una vacanza o un ritiro anche di soli 2 giorni soli con se stessi.
5. Riduci le tossine nei tuoi prodotti: alimentari, per la casa e per la cura personale
E’ molto dannoso per il nostro organismo assorbire sostanze chimiche, tossiche e pesticidi attraverso il tubo digerente e la pelle.
Riduci l’esposizione a queste sostanze mangiando cibi biologici, quando possibile e scegliendo prodotti per la cura della persona e per la pulizia non-tossici. 
Ci sono molti altri modi per ridurre l’infiammazione cronica, ma questi cinque suggerimenti sono un ottimo punto di partenza.
P.S. Se hai trovato utile questo articolo diffondi il messaggio, usa i pulsanti qui sotto per condividerlo con i tuoi amici e conoscenti.