mercoledì 24 febbraio 2016

Meningitec: qualche chilo di bufale.

[Scritto da Stefano Montanari]   Tra divertimento e preoccupazione, per puro caso leggo un articolo intitolato Il Ritiro del Meningitec pubblicato in un blog chiamato Bufale Un Tanto Al Chilo (http://www.butac.it/ritiro-meningitec/).
Io non ho idea di chi sia l’autore di quel testo, ma ci trovo un piccolo concentrato di ciò che rende Internet uno strumento pericoloso quando è usato senza il dovuto spirito critico. L’autore, evidentemente un tale tanto intriso di grottesca presunzione quanto privo di qualunque conoscenza scientifica oltre che di qualunque esperienza sul tema che tratta, sparacchia sciocchezze che sarebbero semplicemente ridicole se non fossero pericolose. Per rendersi conto della statura culturale del personaggio basta soffermarsi un attimo sulle disquisizioni a proposito dei corpi estranei. Secondo questo “luminare”, un corpo estraneo non è tale se non misura almeno qualche centimetro. Da dove costui desuma la nozione resta avvolto nel mistero, ma non c’è nulla di più ospitale di Internet e affermazioni deliranti come questa acquisiscono dignità di verità rivelata. In fondo – afferma il personaggio – quello che si trova nei vaccini è robetta piccina e, dunque, che male volete che faccia? Venticinque anni di ricerca spazzati via al tavolino del bar.
Naturalmente non pretendo che questo signore vada a leggersi un po’ della letteratura scientifica dell’ultimo decennio, se non altro perché temo che non ne capirebbe una parola. Né, a maggior ragione, arriverei mai a pretendere che analizzi tanto i vaccini quanto i reperti bioptici, autoptici e chirurgici di persone ammalate. Giusto per informazione, io di vaccini ne ho analizzati 28, Meningitec compreso per incarico di una procura della Repubblica, e di reperti patologici oltre 2.000.
Sono assolutamente sicuro che nessuno abbia pagato il tale per scrivere ciò che ha scritto. Nessuno, infatti, si varrebbe di stravaganze del genere buone solo a squalificare e a coprire di ridicolo chi potrebbe avere interesse a spingere l’uso dei vaccini. Né perdo tempo a criticare le tante sciocchezze che costui distribuisce ad un pubblico presumibilmente della sua statura intellettuale e culturale, limitandomi solo a consigliare chiunque di fare molta attenzione prima di prendere per oro colato tutto ciò che arriva sullo schermo del computer. A volte le bufale vengono consegnate a chili. Fonte: http://www.stefanomontanari.net/sito/blog/2735-meningitec-qualche-chilo-di-bufale.html

Le bufale dell'OMS per i conflitti d'interesse. In Italia abbiamo anche i siti antibufale gestiti da medici corrotti.


Influenza A, l’eccessivo allarmismo
di chi aveva interessi (economici) in gioco
Le dichiarazioni degli esperti sono state più pesanti rispetto alle fonti ufficiali: soprattutto se chi parlava aveva «conflitti»


La responsabilità di aver “gonfiato” mediaticamente la pandemia da virus influenzale H1N1 del 2009, la cosiddetta “suina”, non va tanto (o soltanto) alle autorità. Se il tono di molti articoli è risultato in quei mesi eccessivamente allarmistico, rispetto alla gravità con cui la malattia effettivamente si stava manifestando sul campo, la colpa è stata soprattutto di molti esperti. I loro conflitti di interessi li hanno infatti spinti a enfatizzare nelle interviste ai giornali la necessità di ricorrere al vaccino o di accumulare scorte di antivirali quando ormai era già evidente che l’andamento dell’infezione non era - fortunatamente - quel che era sembrato nelle primissime settimane, sulla base delle informazioni provenienti dal Messico. - È quanto emerge da una ricerca pubblicata online sul Journal of Epidemiology and Community Health, in cui alcuni ricercatori britannici hanno passato al setaccio giornali di diversa natura e posizione politica pubblicati nel Regno Unito tra l’aprile e il luglio 2009, il periodo cioè in cui furono prese le più importanti decisioni nei confronti della pandemia. «Abbiamo selezionato 425 articoli da testate di ogni tipo catalogandoli in base alle fonti citate, alla valutazione di quale fosse il rischio per la popolazione secondo ciascuna fonte e dall’atteggiamento nei confronti di vaccini e farmaci antivirali - spiega Kate Mandeville, del Dipartimento di sviluppo e salute globale della London School of Hygiene and Tropical Medicine, che ha coordinato il lavoro -. Ma poi abbiamo anche esaminato quali potessero essere i conflitti di interesse degli accademici intervistati, secondi solo ai portavoce ministeriali come fonte di informazione, e abbiamo scoperto che il 30 per cento di loro riceveva denaro a vario titolo dalle aziende produttrici di antivirali o vaccini».


CONFLITTI D’INTERESSI - D’altra parte per fare ricerca ormai spesso si deve ricorrere a finanziamenti privati, ed è difficile trovare esperti che riescano a portare avanti il loro lavoro in maniera del tutto indipendente. Il guaio è quando questi legami non vengono esplicitati e condizionano i ricercatori, come infatti è capitato in quel caso: «Solo in tre articoli è stato reso noto ai lettori il conflitto di interessi degli intervistati - prosegue la studiosa -. Quando poi questi esperti si sono espressi sul rischio che la popolazione correva a causa del virus H1N1, in più della metà delle volte la loro valutazione è stata più allarmistica rispetto a quella ufficiale riportata nello stesso articolo, e questo soprattutto quando a parlare erano appunto gli accademici legati all’industria». Ecco perché è importante che questi interessi, quando ci sono, siano messi nero su bianco.

IL PRECEDENTE - A un anno di distanza dalla controversa dichiarazione di pandemia da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, un’inchiesta condotta dal BMJ e dal Bureau of Investigative Journalism aveva già dimostrato che dietro questa decisione c’era l’ombra di grossi interessi economici. Alcuni dei più importanti consulenti dell’autorità internazionale, perfino quello che in prima persona aveva stilato il rapporto sull’uso degli antivirali nella pandemia, erano strettamente legati alle aziende farmaceutiche che ne avrebbero tratto maggior profitto: dai 7 ai 10 miliardi di dollari soltanto per i vaccini, secondo la banca di investimento JP Morgan. Lo scandalo ha contribuito a minare la fiducia del pubblico nei confronti delle autorità sanitarie, tanto che uno studio pubblicato su Eurosurveillance mostra che in Francia l’atteggiamento ostile della popolazione nei confronti dei vaccini in generale è schizzato alle stelle dopo la pandemia da H1N1: se nel 2000 lo condivideva solo l’8,5 per cento dei cittadini, nel 2010 aveva raggiunto oltre il 38 per cento.

IL FUTURO - Eppure si sa che il rischio di una pandemia grave è reale: potrebbe essere provocata dal riassortimento periodico dei virus influenzali o da nuovi agenti infettivi emergenti, ma in ogni caso la diffusione dell’infezione sarebbe oggi molto facilitata dallo scambio di merci e persone tra i continenti, impensabile fino a un secolo fa. Davanti a questa evenienza non ci si può far trovare impreparati, come si rischia di essere proprio per la diffidenza creata nel pubblico dagli eventi del 2009. Per studiare questi fenomeni e cercare di mettere a punto un modello di comunicazione più trasparente ed efficace, rimediando agli errori del passato, la Commissione europea ha quindi finanziato un progetto, chiamato TELL ME (Transparent communication in Epidemics: Learning Lessons from experience, delivering effective Messages, providing Evidence). Perché quella del 2009, che si è rivelata solo una prova generale, ci faccia arrivare più preparati davanti a una possibile futura pandemia, e non disarmati come chi, dopo troppi “al lupo, al lupo!”, ignora ogni segnale di allarme.

* CONFLITTI D’INTERESSE
Roberta Villa è responsabile della diffusione di TELL ME
per Zadig, partner del progetto
20 novembre 2013 (modifica il 20 novembre 2013)

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Fonte: http://www.corriere.it/salute/13_novembre_18/influenza-a-chi-gridava-al-lupo-lupo-aveva-troppi-conflitti-d-interesse-34351a12-5067-11e3-b334-d2851a3631e3.shtml

Successo per il convegno "Vaccinazioni: non un atto di fede"



Dati, informazioni, grande attenzione da parte del pubblico per il convegno "Vaccinazioni: non un atto di fede" che ha visto sabato 20 febbraio il tutto esaurito al cine-hall Odeon di Firenze.



Terra Nuova vuole ringraziare di cuore tutti coloro che sabato 20 febbraio hanno preso parte al convegno che si è tenuto a Firenze su un tema di grande interesse per la cittadinanza e che oggi vede non poche tensioni.

Fondamentale per i contenuti è stata la collaborazione con Assis, Associazione di studi e informazione sulla salute. E un grazie va alla redazione tutta di Terra Nuova, che ha unito le forze perché l’organizzazione funzionasse al meglio.

Informiamo che gli atti del convegno verranno inviati a tutti i presenti e saranno disponibili nella nostra libreria online terranuovalibri.it una volta terminata la trascrizione degli interventi. «Quello di sabato è stato per Terra Nuova un punto di arrivo, ma anche l'inizio di un percorso - ha spiegato il vicedirettore di Terra Nuova, Nicholas Bawtree - E’ un punto di arrivo perché ci siamo resi conto che, dopo quasi quarant’anni di impegno appassionato per divulgare uno stile di vita eco-sostenibile, Terra Nuova è diventata un punto di riferimento in Italia su questo fronte. Si tratta di un grande privilegio, ma anche di una grande responsabilità. Cerchiamo ogni giorno di essere all'altezza di questo ruolo quando lavoriamo con passione per creare il nuovo numero della rivista o un nuovo libro. E’ l’inizio di un percorso perchè speriamo che questo congresso sia il primo di una serie di incontri su temi importanti che riguardano tutta la comunità».
«La grande partecipazione di sabato è il chiaro segno di un bisogno diffuso di informazione e del rapporto talvolta difficile tra i cittadini e le istituzioni sanitarie - ha aggiunto il vicedirettore di Terra Nuova - Quello dei vaccini è un tema delicato e complesso, di enorme attualità e interesse, in particolare per i genitori, che sono preoccupati da quello che si sente dire sulla potenziale pericolosità di certe malattie da una parte, e di alcuni vaccini dall’altra, e che pertanto cercano risposte. Terra Nuova ha sentito doveroso aprire un confronto su questo argomento, portando sul palco oggi medici e operatori che negli ultimi anni hanno sollevato dubbi, rilevato criticità, ipotizzato rischi sull’attuale utilizzo della vaccinoprofilassi di massa o comunque di alcune vaccinazioni, affinché possano mostrare pubblicamente le proprie conclusioni e dimostrare che queste si fondano su studi ed evidenze scientifiche. La speranza è che questo susciti l’attenzione dei medici e degli studiosi che sostengono l’importanza e la sicurezza dell’immunoprofilassi attiva di massa e soprattutto la loro disponibilità ad un prossimo confronto magari in questo stesso luogo. Terra Nuova ha fatto un primo tentativo nella direzione del dialogo: abbiamo invitato a questo congresso numerosi rappresentanti delle istituzioni sanitarie, ma non siamo riusciti ad averli qua. Siamo però certi che ci sia lo spazio per un confronto serio e pacato, nella consapevolezza che non esistono verità assolute e che è sempre utile, per non dire necessario, confrontarsi liberamente e nel pieno rispetto delle opinioni dell’altro. Iniziamo quindi questo percorso, augurandoci di rafforzare ulteriormente l’alleanza tra cittadini consapevoli, organi di informazione indipendenti e luoghi di libera espressione, per trovare insieme soluzioni concrete alle piccoli e grandi questioni del nostro tempo. Senza smettere mai di farci delle domande».


di Terra Nuova

La medicina cinese può aiutare la memoria

Vuoti di memoria
Quando le dimenticanze si susseguono, milza e reni possono avere un ruolo chiave. Ecco cosa fare
Non ricordi i numeri di telefono, dimentichi le chiavi di casa? Insomma, negli ultimi tempi la memoria perde “piccoli colpi. Ma a te, che sei sempre stata super efficiente, anche queste minime distrazioni mettono ansia.
Da che cosa possono dipendere? «Prima di pensare a un disturbo neurovegetativo si può indagare il problema con un esperto di medicina cinese», suggerisce Claudio Corbellini, neurologo e medico agopuntore a Milano e Pavia.
Il ruolo della milza
«Spesso queste dimenticanze sono il risultato di uno squilibrio energetico della milza», spiega l’esperto. «Quest’organo si “scarica” quando si rimugina troppo sugli stessi problemi e ci si preoccupa per mille cose. È come se lo stress mentale consumasse la capacità di pensare provocando, di conseguenza, vuoti di memoria e deficit di concentrazione ».
Altri sintomi di un indebolimento della milza sono stanchezza, confusione mentale, desiderio di dolci. Per la medicina cinese, però, gli zuccheri peggiorano l’energia della milza e quindi andrebbero evitati. Per ricaricare l’organo indebolito prenditi qualche minuto di tranquillità un paio di volte al giorno, magari all’inizio e alla fine della tua giornata. Massaggia il punto di agopuntura “milza 6”, che si trova sulla parte interna della gamba, quattro dita sopra l’osso della caviglia.
Il ruolo del rene
Il timore di non farcela o di non avere tempo sufficiente può indebolire il rene, l’organo sede delle energie vitali. «Per adattarsi ai cambiamenti della vita di oggi è necessaria la massima efficienza, a volte non si riesce a mantenere il ritmo ed ecco che compaiono i vuoti di memoria. In questi casi aiutano riposo e tecniche di rilassamento, ma una tecnica nuova ed efficace è quella che prevede sedute di agopuntura vibrazionale, che abbina agli aghi dei diapason terapeutici», assicura l’esperto.
Per allenare la concentrazione prova anche l’esercizio yoga del trataka. Poni una candela accesa a circa un metro di distanza in linea retta dagli occhi. Fissa la fiamma al centro, dove la luce è più intensa, e mantieni lo sguardo fermo, senza sbattere le palpebre fin quando gli occhi iniziano a lacrimare. Ripetilo tutti i giorni.
I rimedi verdi
Possono essere presi da soli o abbinati, in base ai risultati: lo deciderà il medico esperto di cure dolci.
>il ginkgo “ossigena” il cervello. Questa pianta, leggendaria per la sua longevità, ha un’attività dimostrata sulla circolazione cerebrale. Prendilo in estratto secco, 120-240 mg al giorno per almeno otto settimane (la dose la decide il medico).
>il ginseng rinforza i neuroni. Contiene sostanze che aumentano la produzione di ormoni antistress. Prendilo titolato in ginsenosidi al 20%, in capsule (250-500 mg al giorno) o nella forma tradizionale: una puntina di estratto molle. Evita questa terapia se sei ansiosa o ipertesa.
>i fiori australiani danno energia mentale. Prova sette gocce due volte al giorno di Concentration, un mix a base di bush fuchsia, isopogon, jacaranda, paw paw, sundew (Australian bush flower essences).
Articolo pubblicato sul n. 3 di Starbene 2016 in edicola dal 05/01/2016.
Autrice: Rossana Cavaglieri / Fonte: starbene.it  ricopiato da ecplanet.com

domenica 21 febbraio 2016

Beatrice Lorenzin, il ministro della salute in Italia,fa una pessima figura nel programma Piazza Pulita

L'imbarazzante performance del ministro della salute Lorenzin ...
                     

L'imbarazzante performance del ministro della salute Beatrice Lorenzin a Piazza Pulita: Non sa che la pertosse è un batterio, NON un virus ("che cammina e saltella!")
Non sa, o finge di non sapere, che l'esavalente NON è obbligatorio.

Dati sparati a cavolo dalla nostra ministra, raccolti in un video.

Fatelo diventare virale. Tratto da La Leva di Archimede.org http://www.laleva.org/it