giovedì 12 marzo 2015

Zenzero potente antidolorifico senza gli effetti collaterali dell’ibuprofene e dell’aspirina

Molteplici sono le proprietà
terapeutiche dello zenzero, ne
abbiamo parlato largamente, ottimo
rimedio contro le nausee, antivirale,
digestivo, antiossidante, una radice
ricca di virtù. Oltre a ciò può
essere antidolorifico , ottenendo
effetti addirittura migliori rispetto
all’aspirina , l’ibuprofene e il
naprossene .
I ricercatori della University della Georgia
hanno svolto uno studio a riguardo che ha
coinvolto un gruppo di 74 studenti divisi in tre
gruppi. Il risultato di questo studio ha
evidenziato il potere antidolorifico dello
zenzero in misura superiore ad un
antidolorifico chimico. L’autore dello studio
Chris Black , PhD, professore di kinesiologia alla Georgia College e all’ Università di Stato ,
spiega che gli studi confermano che lo zenzero è un agente anti – infiammatorio , il quale blocca
lo stesso enzima che farmaci come l’aspirina , ibuprofene e naprossene bloccano, ma senza
dannosi effetti collaterali che potrebbero avere i farmaci allopatici.
I ricercatori hanno diviso un gruppo di 74 studenti in tre gruppi , e ha dato loro a uno zenzero
crudo , a un altro zenzero riscaldato , e a un altro placebo . I due gruppi che avevano utilizzato
zenzero, dopo un esercizio fisico hanno dimostrato un 25% in meno di dolore muscolare
rispetto al gruppo che aveva assunto il placebo.
Ecco un’ ennesima conferma dei poteri di questa radice, che può anche essere coltivata
facilmente in casa.

venerdì 27 febbraio 2015

I Tribunali italiani che nel 2014 hanno sentenziato su vaccini e autismo...

giovedì 26 febbraio 2015


vaccine devastating

by Mary Holland J.D.

Il 23 settembre 2014, il tribunale di Milano ha riconosciuto  ad un bambino, un risarcimento per autismo indotto dai vaccini.
(QUI il documento legale italiano). Un vaccino infantile contro 6 malattie infantili [esavalente] ha causato autismo permanente nel bambino e il danno cerebrale.

Come gli USA [l'autrice dell'articolo è americana] l'Italia ha un programma nazionale per il risarcimento da danno vaccini per dare supporto finanziario a coloro che subiscono danni da vaccinazioni obbligatorie e raccomandate .

Il bambino italiano in questione ricevette tre dosi  del prodotto GlaxoSmithKline [vedi note a fine articolo] , Infanrix Hexa, un vaccino esavalente somministrato nel primo anno di vita.Queste dosi sono state somministrate  da marzo ad ottobre 2006. Il vaccino è per proteggere [tradurre debitamente dalla lingua orwelliana...] i bambini dalla difterite, epatite B,
infezioni da Haemophilus Influenzae tipo b (Hib), pertosse, poliomielite, tetano. 


In aggiunta a questi antigeni, tuttavia,  il vaccino conteneva anche thimerosal, un conservante che contiene mercurio, alluminio, un adiuvante ed altri ingredienti tossici. Il bambino cosi è regredito in autismo, poco dopo aver ricevuto le tre iniezioni.

Quando i genitori presentarono denuncia per un risarcimento, prima verso il Ministero della Salute, come veniva richiesto di fare, il Ministero la respinse. [ma no, sorprendente!] . Percio', la famiglie fece causa al Ministero in una corte di giurisdizione generale, una opzione che in America non abbiamo nella stessa forma.


>>> tutto l'articolo qui: http://thelivingspirits.net/big-pharma/vaccini-e-autismo-i-tribunali-italiani-che-si-sono-pronunciati-in-merito.html   Vaccine horrors: Medical mutilation of innocent children exposed in GRAPHIC photos of "safe" vaccines gone horribly wrong

Shock Video! Gov. Caught Lying About Vaccine Dangers


giovedì 26 febbraio 2015

Rapporto sulla Geo-ingegneria


giovedì 26 febbraio 2015

Rapporto sulla Geo-ingegneria

La CIA vuole usare la geoingegneria a fini militari 
La CIA vuole usare la geo-ingegneria a fini militari

Alan Robock, collaboratore dell’IPCC, lancia l’allarme: i servizi segreti siano trasparenti nelle loro intenzioni riguardo alla geo-ingegneria. 
(Rinnovabili.it) – «Ho paura che la CIA o altre agenzie possano usare la geo-ingegneria per scopi militari». Non è un mitomane a lanciare questo appello, bensì un climatologo di fama mondiale che ha contribuito ai report dell’IPCC. Si chiama Alan Robock, lavora alla Rutgers University nel New Jersey, e si occupa di geo-ingegneria da anni. Adesso ha deciso di venire allo scoperto: teme che i servizi di intelligence stiano finanziando la ricerca sul cambiamento climatico per sapere se le nuove tecnologie possano essere usate come armi. Lo scienziato ha chiesto alle agenzie governative di essere trasparenti circa i loro reali interessi di modificare il clima del pianeta.
Leggi l'intero articolo QUI
Geoingegneria «irresponsabile e irrazionale» per la NAS- 
Geo-ingegneria "irresponsabile e irrazionale" per la NAS
Le tecniche di manipolazione del clima sono palliativi pericolosissimi. Così Gli scienziati americani condannano la geoingegneria che fa gola ai governi.
(Rinnovabili.it) – Irresponsabile e irrazionale. Il giudizio della National Academy of Sciences sulla geoingegneria è categorico. A supporto della tesi sono stati pubblicati ieri due rapporti sulle tecniche di contrasto al riscaldamento globale che prevedono lamanipolazione del climauno prende in esame il sequestro del carbonio (CCS) e l’altro la riflessione delle radiazioni solari per raffreddare il pianeta. La relazione in due volumi ha richiesto 18 mesi di lavoro e un team di 16 scienziati.
 
Essi non hanno escluso l’idea di condurre ulteriori ricerche per un argomento considerato tabù fino a qualche anno fa, ma hanno ampiamente sconsigliato di cercare soluzioni alternative alla riduzione delle emissioni attraverso una conversione del modello energetico.
«Il fatto che gli scienziati stiano valutando interventi tecnologici sul clima dovrebbe rappresentare un campanello d’allarme – ha detto Marcia McNutt ex direttrice della US Geological Survey – Dobbiamo sforzarci di più per ridurre le emissioni, che è il metodo più efficace e meno rischioso di combattere il cambiamento climatico. Ma più a lungo aspettiamo, più è probabile che avremo bisogno di implementare alcune forme di rimozione della CO2 per evitare i peggiori impatti dei cambiamenti climatici».
Leggi l'intero articolo QUI 


Harvard punta sulla geoingegneria confessandone i rischi 
Hrvard punta sulla geo-ingegneria confessandone i rischi
Un team di scienziati sostiene che rilasciare acido solforico nella stratosfera aiuterebbe a gestire il global warming. Ma non nega i rischi della geo-ingegneria.
(Rinnovabili.it) – Il riscaldamento globale è una realtà ormai inoppugnabile accettata da quasi tutto il mondo scientifico, così come la sua origine antropica. Ma sui temi della mitigazione vi è molto meno consenso, soprattutto quando si parla di geo-ingegneria, ossia di quell’insieme di tecniche di manipolazione del clima con l’intento di rallentare l’aumento delle temperature.
Una delle proposte più controverse per rallentare l’aumento delle temperature sulla Terra è di modificare l’atmosfera con tecniche SRM (Solar Radiation Managment). In particolare, alcuni scienziati ritengono che dovrebbe essere possibile compensare l’effetto di riscaldamento dei gas serra riflettendo un maggior quantitativo di radiazione solare nello spazio.
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Il conflitto fra chi aspira al benessere e chi difende il proprio è il paradigma di questo secolo. La manipolazione dell'ambiente ne è il fronte centrale. Da Cartagine all'Iraq, via Vietnam, si distrugge la natura per annientare il nemico. E se stessi.
Le Cassandre che per decenni hanno annunciato tutti i disastri ambientali inimmaginabili, la fine delle risorse energetiche, il depauperamento delle superfici coltivabili, l'avanzata della desertificazioni e la fine dell'aria respirabile stavano per essere consegnate alla storia dei cattivi profeti perché nessuna delle loro previsioni sembrava in tempi storicamente misurabili. Ma oggi le cassandre non devono fare alcuno sforzo d'immaginazione o di persuasione: bastano due giorni di caldo in più per convincere tutti che l'estate prossima si andrà a fare i bagni al Polo Nord e due giorni di pioggia in più per anticipare un ritorno alle palafitte.

Continua a leggere QUI 


Geoingegneria un rischio per miliardi di persone 
Geo-ingegneria un rischio per miliardi di persone. 
L’Università di Oxford ha definito irrealistico investire oggi nella geoingegneria. Costi troppo alti e rischi non calcolati nel dettaglio.
(Rinnovabili.it) – La geoingegneria non è la panacea per il global warming, e spargere sale marino o solfato in atmosfera per riflettere la luce non è una strategia cui aggrapparsi per combattere il cambiamento climatico. Non lo affermano i tanto derisi detrattori delle scie chimiche, ma l’Università di Oxford. In un suo studio, dopo aver valutato gli ostacoli a livello di governance e regolamenti, l’ateneo conclude che i costi sono letteralmente irrealistici.
«Prendete con le pinze tutto ciò che sentite pro e contro la geoingegneria – dichiara Steve Rayner, professore di Scienza e Civiltà ad Oxford e principale indagatore del Climate Geoengineering Governance project – È quasi certo che questa scienza non sarà né una toccasana né un vaso di Pandora».
Continua a Leggere QUI.

La scienza è in mano ad una casta - La notizia più ignorata del momento.


Le principali riviste scientifiche distorcono il processo scientifico e rappresentano una «tirannia» che va spezzata.
Questo il giudizio del premio Nobel per la medicina 2013.


La denuncia è grave, a maggior ragione perché è la cosa che ha pensato di dire Randy Schekman al Guardian il giorno stesso in cui ha ricevuto il premio Nobel e quindi non solo nel momento più importante per la carriera di un ricercatore, ma anche nel momento di massima visibilità. Ma non basta, la dichiarazione di Schekman era stata preceduta di un paio di giorni da quella di un altro autorevolissimo scienziato, Peter Higgs, notissimo teorizzatore del bosone di Higgs, che sempre al Gurdian aveva denunciato il sistema delle pubblicazioni scientifiche.

Ma se la dichiarazione di Schekman è clamorosa, altrettanto clamoroso è il silenzio con il quale è stata inghiottita dalle testate che si occupano di divulgazione scientifica, alcuni quotidiani le hanno almeno dedicato il “minimo sindacale” come Il Corriere della Sera “Schekman: «Le principali riviste scientifiche danneggiano la scienza»” (poco più che un trafiletto) e l’Unità “Il Nobel Shekman: “Boicottiamo Science e Nature”“, altri hanno però vistosamente dimenticato di pubblicarla.

Ma ancor più vistosa è la “dimenticanza” da parte di soggetti che fanno della divulgazione scientifica il loro argomento centrale, non una parola sull’autorevole denuncia da parte delle solite testate come Le Scienze, Oggiscienza, Query, Pikaia e perfino Focus e Ocasapiens, in genere così attente a difendere la buona scienza scegliendosi però bersagli comodi e banali come i creazionisti della Terra giovane o qualche stravagante di turno ...





E allora per vedere commentato in modo decente quanto detto da Schekman dobbiamo andare su Wired, un periodico che si occupa in genere di scienza tenendo conto delle sue implicazioni più ampie, per leggere un articolo intitolato “Il Nobel che vuole boicottare le riviste scientifiche“, che inizia con le seguenti parole:

"La scienza è a rischio: non è più affidabile perché in mano a una casta chiusa e tutt’altro che indipendente…
Le principali riviste scientifiche internazionali – Nature, Cell e Science – sono paragonate a tiranni: pubblicano in base all’appeal mediatico di uno studio, piuttosto che alla sua reale rilevanza scientifica. 
Da parte loro, visto il prestigio, i ricercatori sono disposti a tutto, anche amodificare i risultati dei loro lavori, pur di ottenere una pubblicazione."

L’accusa di “tirannia” lanciata da un neo premio Nobel dovrebbe in ogni caso meritare la massima attenzione, ma così come si usa fare per i critici di minore visibilità la tecnica è la stessa: ignorare per non dare visibilità alle idee. Ma Schekman aggiunge dell’altro, qualcosa che da sempre andiamo sostenendo:


"Queste riviste, dice lo studioso, sono capaci di cambiare il destino di un ricercatore e di una ricerca, influenzando le scelte di governi e istituzioni.

Ma il suo laboratorio (all’università di Berkeley in California) le boicotterà – ha detto al Guardian –, evitando di inviare alcun genere di ricerca.

Sfruttano il loro prestigio, distorcono i processi scientifici e rappresentano una tirannia che deve essere spezzata, per il bene della scienza." Almeno così la pensa il Nobel."

La scienza con le sue dichiarazioni è un’autorità tale da influenzare le scelte di governi e istituzioni, e se è manipolabile da parte di chi detiene il comando delle principali testate scientifiche è automaticamente vero che le affermazioni su temi sensibili possono essere orientate in base alle convenienze dei governi stessi o delle istituzioni. Le dichiarazioni di Schekman supportano dunque indirettamente che su temi come il Global warming, la pandemia H1N1, l’eugenetica e tutte le implicazioni della visione malthusiana dell’evoluzione, la possibilità di orientare gli studi in un senso “conveniente” è reale.

L’episodio della dichiarazione di Schekman mostra che però neanche per un Nobel per la medicina è facile denunciare i problemi della scienza, figurarsi per soggetti enormemente meno visibili. 

La denuncia di Schekman rappresenta però un incentivo ad andare avanti per tutti coloro che ritengono la scienza una realtà preziosa che deve essere difesa dalle strumentalizzazioni e da qualsiasi tentativo di piegarne i risultati a vantaggio di interessi particolari.

L'ultima 'rapida' inversione del campo magnetico terrestre


Cosa succederebbe se, un giorno, ci accorgessimo che l’ago della bussola punta a Sud invece che a Nord? 

In realtà, non è poi così tanto strano come può sembrare perché ilcampo magnetico terrestre si è invertito più volte nel corso della storia del nostro pianeta. Il campo magnetico di dipolo, analogo a quello di una barra magnetica, rimane costante per migliaia o milioni di anni e poi, per ragioni che non sono ancora completamente note, si indebolisce e di tanto in tanto inverte la sua direzione su tempi scala dell’ordine di qualche migliaio d’anni. 
Oggi (maggio 2014 NdC), un nuovo studio condotto da un gruppo di ricercatori associati a università italiane, francesi e americane dimostra che circa 786 mila anni fa l’ultima inversione del campo magnetico terrestre avvenne molto rapidamente, addirittura in meno di un secolo, confrontabile quindi con la vita media di un essere umano. I risultati di questo studio sono stati pubblicati sulla rivista Geophysical Journal International

La scoperta arriva da nuove prove che suggeriscono che l’intensità del campo magnetico terrestre sta diminuendo ad un ritmo 10 volte più veloce di quanto ci si aspetta, una possibile evidenza per cui si potrebbe prevedere una prossima inversione dei poli nell’arco di qualche migliaio di anni. L’inversione magnetica viene causata sostanzialmente dai processi di convezione presenti nel nucleo di ferro della Terra e nonostante sia un evento che avviene su scala planetaria, tuttavia non ci sono catastrofi documentate che siano riconducibili alle inversioni magnetiche del passato ...


Simulazione del campo magnetico terrestre tra e durante le inversioni.

Oggi, però, una tale inversione potrebbe causare il caos con la nostra rete elettrica, generando tutta una serie di scariche elettriche e cortocircuiti. E poiché il campo magnetico terrestre fa da scudo per proteggere la vita sulla Terra dalle particelle energetiche che provengono dallo spazio, principalmente particelle solariraggi cosmici, e che possono causare mutazioni genetiche, un indebolimento o una perdita temporanea del campo magnetico terrestre prima di una inversione permanente potrebbe aumentare i casi di cancro. 
In più, il pericolo per la vita potrebbe essere ancora maggiore se l’inversione dei poli venisse preceduta da lunghi periodi di instabilità dello stesso campo magnetico.

Il ‘Polo Nord’, cioè la direzione del nord magnetico, è stato invertito un milione di anni fa. Questa mappa mostra come, a partire da circa 789 mila anni fa, il Polo Nord abbia ‘vagato’, per così dire, intorno all’Antartide per diverse migliaia di anni prima di puntare all’orientamento che conosciamo oggi, dove il polo si trova da qualche parte nella regione artica. Credit: L. Sagnotti et al. 2014

Gli scienziati hanno eseguito varie misure dell’allineamento del campo magnetico negli strati di antichi sedimenti di un lago che sono ora visibili nel bacino di Sulmona nei pressi dell’Aquila, in Abruzzo. I sedimenti lacustri contengono strati di cenere che viene eruttata periodicamente da una vasta area di vulcani vicino ai colli Sabatini, al Vesuvio e ai colli Albani. 

I ricercatori italiani, guidati da Leonardo Sagnotti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma, hanno misurato le direzioni del campo magnetico che si sono “congelate” nei sedimenti accumulatesi sul fondo dell’antico lago. Il gruppo di ricercatori guidati da Paul Renne, direttore del Berkeley Geochronology Center e professore di scienze terrestri e planetarie presso la UC di Berkeley, hanno utilizzato la datazione radiometrica argon-argon, un metodo ampiamente utilizzato per determinare l’età delle rocce, che è tipicamente dell’ordine di qualche migliaio fino a qualche miliardo di anni, e per determinare l’età degli strati di cenere al di sopra e al di sotto dello strato di sedimenti allo scopo di registrare il periodo in cui si è avuta l’ultima inversione dei poli. Poiché i sedimenti lacustri sono stati depositati ad un ritmo elevato ma costante nel corso di 10.000 anni, il team è stato in grado di interpolare la data dello strato che mostra l’inversione magnetica, detta inversione Matuyama-Brunhes, ottenendo una data di circa 786 mila anni fa. 
Questo valore è molto più preciso di quello ricavato da studi precedenti che suggeriscono che l’ultima inversione sia avvenuta tra 770 mila e 795 mila anni fa. 

Il fatto più sorprendente è che l’inversione dei poli sarebbe avvenuta molto rapidamente, forse in meno di 100 anni. Dunque, non sappiamo se la prossima inversione avverrà improvvisamente e non sappiamo se lo farà come quella precedente. Questi dati sono stati poi confermati da Sebastien Nomade del Laboratory of Environmental and Climate Sciences in Gif-Sur-Yvette, Francia.

Che lo vogliamo o no, la scoperta mette qualche preoccupazione per la civiltà moderna e probabilmente aiuterà i ricercatori a capire meglio come e perché il campo magnetico terrestre inverte periodicamente la sua polarità. Secondo le analisi condotte dai ricercatori italiani, l’inversione del campo magnetico sarebbe stata preceduta da un periodo di instabilità durato poco più di 6.000 anni. Inoltre, il periodo di instabilità sarebbe stato caratterizzato da due intervalli di tempo, ciascuno di circa 2.000 anni, in cui sarebbe diminuita l’intensità del campo magnetico. E’ probabile che i rapidi cambiamenti di direzione del campo magnetico possano essersi verificati nel primo periodo di minima intensità, mentre la completa inversione di polarità, cioè quella che ha portato ad essere oggi la direzione del campo magnetico terrestre, sarebbe avvenuta verso la fine del secondo intervallo di minima intensità.