martedì 30 dicembre 2014

Bilderberg, Ecco Tutti I Nomi Degli Italiani Che Hanno Partecipato Dal ’77 Ad Oggi: Giornalisti, Banchieri E Politici

Scorrere la lista degli italiani che hanno partecipato alle riunioni del Club Bilderberg dal 1977 ad oggi vengono i brividi. Perché spuntano nomi clamorosi, che nessuno si aspetterebbe di trovare
in questo elenco. Tra giornalisti, politici e banchieri – secondo quanto riportato dal Corsivo Quotidiano, che ringraziamo per l’eccellente lavoro svolto – ecco persino Tina Anselmi, che presiedette la Commissione contro la P2. Siamo sicuri che ci abbia raccontato proprio tutto sugli amici di Gelli?

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TINA ANSELMI
partecipò nel: 1977
in qualità di: giurista, politico; massima esperta italiana in logge massoniche
segni particolari: decapitò la P2 con la sua commissione; fu vicepresidentessa dell’Unione Europea Femminile.
CARLO SARTORI
partecipò nel: 1977
in qualità di: dirigente RAI
segni particolari: diventerà presidente di RAISAT nel 2003
NINO ANDREATTA
partecipò nel: 1978
in qualità di: ministro del bilancio
segni particolari: amico di Aldo Moro, fu richiamato a fare il ministro del biancio nel 1992, dopo lo scandalo Tangentopoli.
PAOLO SAVONA
partecipò nel: 1978
in qualità di: Direttore Generale della Confindustria di Guido Carli
segni particolari: sarà A.D. di BNL e Capo del Dipartimento per le Politiche Comunitarie. Il 17 novebre 2010 affermò che sull’Euro si sbagliava e ne chiederà al Presidente del Consiglio l’uscita.
STEFANO SILVESTRI
partecipò nel: 1978, 1979, 1980, 1981, 1982, 1997
in qualità di: presidente Istituto Affari Internazionali
segni particolari: Consulente della Difesa
VITTORIO BARATTIERI
partecipò nel: 1979
in qualità di: direttore generale produzione industriale per il Ministero dell’Industria.
segni particolari: coinvolto nello scandalo Tangentopoli
NICOLA TUFARELLI
partecipò nel: 1979
in qualità di: manager industriale
segni particolari: lavorò per FIAT e Olivetti
LUIGI BARZINI
partecipò nel: 1980
in qualità di: giornalista e scrittore
segni particolari: scrisse per Il Corriere della Sera, La stampa, L’Europeo
GIORGIO BENVENUTO
partecipò nel: 1980
in qualità di: sindacalista, segretario generale della UIL
segni particolari: segretario nazionale del PSI
LUIGI FERRI
partecipò nel: 1980
in qualità di:giursta
segni particolari: Docente di Diritto Università di Bologna, amico di Prodi.
ROMANO PRODI
partecipò nel: 1980, 1981, 1982, 1987, 1990, 2009
in qualità di: Politico ed economista
segni particolari: è il capo del governo che ha fatto entrare l’Italia nell’Euro.
BARBARA SPINELLI
partecipò nel: 1980, 1993
in qualità di: giornalista e scrittrice
segni particolari: È stata la compagna di Tommaso Padoa Schioppa banchiere ed ex ministro, fu coofondatrice de “La Repubblica”
VIRGINIO ROGNONI
partecipò nel: 1982
in qualità di: Ministro dell’Interno
segni particolari: Fu promotore, insieme a Pio La Torre di una legge che introduceva il reato di associazione mafiosa (Legge Rognoni-La Torre) e di una norma che prevedeva la confisca dei beni ai mafiosi
MARIO MONTI
partecipò nel: 1983, 1984, 1985, 1986, 1987, 1988, 1989, 1990, 1991, 1992, 1993, 1994, 1995, 1996, 2001, 2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011
in qualità di: membro permanente della Trilateral, ect…ect…
segni particolari: bocconiano, feticista delle tasse
PAOLO ZANNONI
partecipò nel: 1983, 1985, 1986, 1987, 1988, 1989, 1990, 1992
in qualità di: banchiere
segni particolari: affiliato Goldman Sachs
UMBERTO CAPPUZZO
partecipò nel: 1985
in qualità di: Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano
segni particolari: fino all’81 è stato Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri; é strano vederlo seduto allo stesso tavolo con alcuni politi della DC corrotti.
GUIDO ROSSI
partecipò nel: 1985
in qualità di: giurista, massimo esperto di transazioni finanziarie
segni particolari: nel 2006, fu il commissario straordinario FGCI durante Calciopoli. Assegnò lo scudetto all’Inter tra mille polemiche.
GIOVANNI SARTORI
partecipò nel: 1985
in qualità di: Politologo
segni particolari: Massimo esperto mondiale di politologia, ha ricevuto ben 1o lauree honoris causae dalle principali università italiane.
ANTONIO MACCANICO
partecipò nel: 1986
in qualità di: Segretario Generale della Repubblica
segni particolari: Cavaliere di Gran Croce del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio
TOMMASO PADOA SCHIOPPA
partecipò nel:- 1986, 1998, 2005, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010
in qualità di:dirigente del Fondo Monetario Internazionale
segni particolari: Ha ricoperto le più alte cariche di tutte le autorità finanziarie italiane ed europea
RENATO RUGGIERO
partecipò nel:1986, 1987, 1990, 1991, 1992, 1993, 1994, 1995, 2000
in qualità di: Direttore del WTO
segni particolari: Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica, dell’ordine di San Michele e
San Giorgio, dell’ordine del Sacro Tesoro, dell’ordine di San Gregorio Magno, del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio
GAETANO SCARDOCCHIA
partecipò nel: 1986, 1987
in qualità di: direttore de La Stampa
segni particolari: Scrisse l’inchiesta che fece dimettere il Presidente del Consiglio, Giovanni Leone, nel 1976
LUIGI SPAVENTA
partecipò nel: 1986
in qualità di: Presidente del Comitato scientifico-consultivo sulla gestione del debito pubblico istituito dal Ministro del Tesoro, Giuliano Amato
segni particolari: Ministro del Bilancio, Parlamentare del PCI
ALFREDO AMBROSETTI
partecipò nel: 1986, 1987, 1994, 2000, 2003, 2004
in qualità di: Economista
segni particolari: Fondatore dell’ European House, Organizzazione segreta sulla falsa riga della Trilaterale
LUIGI CALIGARIS
partecipò nel: 1987
in qualità di: Membro della Commissione Parlamentare Affari Esteri
segni particolari: Iscritto al Partito Liberale, nel 94 si candida con Forza Italia
GUIDO CARLI
partecipò nel: 1987
in qualità di: Ministro del Tesoro
segni particolari: Parlamentare della Democrazia Cristiana, Presidente della LUISS, Università romana, che alla sua morte, prese il suo nome
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CARLO AZEGLIO CIAMPI
partecipò nel: 1987
in qualità di: Governatore Banca d’Italia
segni particolari: nel 99 diventa Presidente della Repubblica
FRANCESCO CINGANO
partecipò nel: 1987
in qualità di: Presidente MedioBanca
segni particolari: Ricopri tutti i più alti ruoli della Finanza Italiana
RAUL GARDINI
partecipò nel: 1987, 1989, 1990
in qualità di: Amministratore Delegato Montedison ed Enimont
segni particolari: Si suicidò quando venne scoperto il giro di tangenti in cui era coinvolto
FRANCO REVIGLIO
partecipò nel: 1987
in qualità di: Ministro del Bilancio
segni particolari: Presidente ENI
CESARE ROMITI
partecipò nel: 1987
in qualità di: A.d. FIAT e consigliere RCS
segni particolari: Nel 2000 condannato a undici mesi e dieci giorni di reclusione per falso in bilancio, finanziamento illecito dei partiti e frode fiscale. Percepì 105 miliardi di lire di buona uscita dalla FIAT.
ALESSANDRO VANZETTO
partecipò nel: 1987
in qualità di: Alto Dirigente FIAT e BNL
segni particolari: Nessuno
ENRICO BRAGGIOTTI
partecipò nel:1989, 1990
in qualità di: Banchiere
segni particolari: Pricipale autore della trasformazione del sistema bancario italiano verso la globalizzazione finanziaria, in particolare inizia la privatizzazione delle banche nazionali.
FILIPPO MARIA PANDOLFI
partecipò nel: 1989
in qualità di: Ministro dell’Agricoltura
segni particolari: Fu durante il suo mandato che vennero istituite le tanto contestate “quote latte”
GIAMPIERO CANTONI
partecipò nel: 1991
in qualità di: senatore (Forza Italia)
segni particolari: Bocconiano, Cavaliere del Lavoro per il Credito
GIANNI DE MICHELIS
partecipò nel: 1991
in qualità di: Parlamentare del PSI
segni particolari: Coinvolto nel processo di Tangentopoli: L’attività di corruzione per cui De Michelis fu condannato, come precisato dal Tribunale, “alimentava il suo principesco stile di vita sia pubblica sia privata»
SERGIO ROMANO
partecipò nel: 1992
in qualità di: Storico, scrittore e diplomatico
segni particolari: Grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana
MARCO TRONCHETTI PROVERA
partecipò nel: 1993, 2004
in qualità di: Manager Gruppo Falck, Pirelli e Telecom
segni particolari: Con i suoi 5,664 milioni di euro di stipendio annuo è il terzo manager italiano più pagato d’Italia.
FRANCO BERNABÈ
partecipò nel: 1994, 1996, 1998, 1999, 2000, 2001, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011, 2012
in qualità di: Amministratore Delegato di Eni e Telecom Italia
segni particolari: È membro storico dello steering committee del Bilderberg
INNOCENZO CIPOLLETTA
partecipò nel: 1994
in qualità di: Economista e dirigente d’azienda
segni particolari: Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, é stato nel C.d.A di 13 aziende tra cui le Ferrovie Dello Stato.
MARIO DRAGHI
partecipò nel: 1994, 1995, 2001, 2002, 2003, 2004, 2008
in qualità di: Presidente Bankitalia e BCE
segni particolari: Grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana
WALTER VELTRONI
partecipò nel: 1996
in qualità di: Parlamentare
CARLO ROSSELLA
partecipò nel: 1997
in qualità di: giornalista, direttore del tg5
segni particolari: Fu iscritto al Partito Comunista, prima di incontrare Berlusconi
EMMA BONINO
partecipò nel: 1997
in qualità di: Commissario Europeo ed Eurodeputata per il governo Prodi
segni particolari: Commendatore Della Legion d’Onore
LUIGI CAVALCHINI
partecipò nel: 1998
in qualità di: rappresentante permanente dell’ Italia presso l’ Unione europea
segni particolari: Ambasciatore a Parigi, ha un cane che sembra Chubecca
RAINER MASERA
partecipò nel: 1998
in qualità di: Ministro del Bilancio
segni particolari: Grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana
DOMENICO SINISCALCO
partecipò nel: 1998, 2004, 2005, 2007, 2009
in qualità di: Direttore Generale del Tesoro
segni particolari: Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana
FRANCESCO GIAVAZZI
partecipò nel: 1999 , 2004
in qualità di: Economista e scrittore
segni particolari: Nel 2005 pubblica il libro Lobby d’Italia
PAOLO FRESCO
partecipò nel: 1999, 2000
in qualità di: manager FIAT, Dirigente General Electric
segni particolari: Uomo fidato di Agnelli
ALESSANDRO PROFUMO
partecipò nel: 1999
in qualità di: Presidente Monte dei Paschi di Siena, nel C.d.A. di Unicredit
segni particolari: Accusato di frode fiscale nel 2012 per una maxi evasione messa in piedi da Unicredit e dalla banca inglese Barclays per 245 milioni di euro, attualmente rinviato a giudizio.
GIANNI RIOTTA
partecipò nel: 2000, 2001, 2004
in qualità di: Scrittore e giornalista
segni particolari: Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana
GIULIO TREMONTI
partecipò nel: 2000, 2004, 2006, 2008, 2011
in qualità di: Ministro dell’ Economia
segni particolari: Fautore dei Tremonti Bond,nati per fronteggiare in Italia gli effetti della crisi: si tratta di contributi in denaro utilizzabili dalle banche per garantire credito alle imprese
GIAN MARIA GROS PIETRO
partecipò nel: 2001
in qualità di: Presidente di Autostrade S.p.A
segni particolari: Ha guidato la liquidazione dell’IRI
RODOLFO DE BENEDETTI
partecipò nel: 2003, 2004
in qualità di: C.d.A. Gruppo Editoriale l’Espresso
segni particolari: nel 1999 da vita all’azienda Sorgenia
MARCO PANARA
partecipò nel: 2003
in qualità di: Scrittore
segni particolari: Autore del libro “La Malattia dell’ Occidente”
CORRADO PASSERA
partecipò nel: 2003, 2004
in qualità di: Manager d’azienda e banchiere
segni particolari: Ministro del governo Monti; Nel giugno 2012 Passera viene iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Biella. I reati imputatigli sono di natura finanziaria e risalgono al 2006
ROBERTO POLI
partecipò nel: 2003
in qualità di: Presidente della Rizzoli-Corriere della Sera S.p.A. e di Publitalia ’80 S.p.A.
segni particolari: E’ anche membro della Trilateral
PAOLO SCARONI
partecipò nel: 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2010, 2011
in qualità di: Amministratore Delegato ENI
segni particolari: Arrestato nel 92 per Tangentopoli, nel 2006 per aver inquinato il Po, da A.D. Enel ed attualmente è iscritto nel registro degli indagati per aver ricevuto una tangenti per appalti ENI da 11 miliardi di dollari in Algeria
FERRUCCIO DE BORTOLI
partecipò nel: 2004
in qualità di: Direttore del Corriere della Sera
segni particolari: Lascia la direzione del Corriere nel 2003, La vicenda é stata molto chiacchierata e mai chiarita
LUCIO CARACCIOLO
partecipò nel: 2004
in qualità di: Esperto di geopolitica e saggista
segni particolari: Scrive editoriali e commenti di politica estera per il Gruppo Editoriale L’Espresso
GABRIELE GALATERI
partecipò nel: 2004
in qualità di: Presidente Assicurazioni Generali e Telecom Italia
segni particolari: Cavaliere della Legio d’Onore e del Lavoro
CESARE MERLINI
partecipò nel: 2004
in qualità di: Vice Presidente Esecutivo del Consiglio per le Relazioni fra Italia e Stati Uniti
segni particolari: Nessuno
IGNAZIO VISCO
partecipò nel: 2004
in qualità di: Direttore Generale Bankitalia
segni particolari: Cavaliere di Gran Croce, Commendatore e Grande Ufficiale dell’ordine dei Cavalieri al merito della Repubblica Italiana
JOHN ELKANN
partecipò nel: 2005, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011, 2012
in qualità di: Manager FIAT
segni particolari: Nipote di Agnelli
FULVIO CONTI
partecipò nel: 2010, 2012
in qualità di: Presidente ENI
segni particolari: Grande sostenitore dell’Energia Nucleare in Italia
GIANFELICE ROCCA
partecipò nel: 2012
in qualità di: Vice presidente di Confindustria
segni particolari: Cavaliere del Lavoro
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LILI GRUBER
partecipò nel: 2012
in qualità di: Giornalista
segni particolari: Chiese in trasmissione a Monti se fosse un massone
ENRICO LETTA
partecipò nel: 2012
in qualità di: portavoce di Monti
segni particolari: Lusi, tesoriere del PD, ha dichiarato che parte dei soldi del partito sono stati intascati indebitamente dai politici del PD, facendo tra gli altri il nome di Letta.

giovedì 18 dicembre 2014

ECCO PERCHE’ NESSUNO SI RIBELLA AL SISTEMA!!!

                                   Ti sei mai chiesto perché nessuno reagisce di fronte all’infame ondata di oppressione e abuso di ogni tipo che stiamo subendo? Non rimani perplesso del fatto che non succede assolutamente nulla, viste le tante rivelazioni di casi di corruzione, ingiustizia, rube
rie e prese in giro della legge e della popolazione in genere, alla quale si è rubato letteralmente il presente e il futuro? Ti sei mai chiesto perché non scoppia una rivoluzione di massa e perché tutti sembrano essere addormentati e ipnotizzati? 
In questi ultimi anni ogni tipo di informazioni che dovrebbe aver danneggiato la struttura del Sistema fino alle sue fondamenta, è stata resa pubblica, eppure questa stessa struttura continua a essere intatta senza neppure un graffio superficiale. Questo rende palese un fatto veramente preoccupante che sta sotto il nostro naso e al quale nessuno presta attenzione.
Il fatto che CONOSCERE LA VERITA’ non importa a nessuno, sembra incredibile, ma i fatti lo confermano giorno dopo giorno.

L’informazione non è rilevante.
Rivelare i più oscuri segreti e renderli di dominio pubblico non produce nessun effetto, nessuna risposta da parte della popolazione per quanto i segreti siano terribili e scioccanti.
Per decenni abbiamo creduto che chi lottava per la verità, gli informatori capaci di svelare fatti nascosti o mettere in piazza i panni sporchi potevano cambiare le cose, potevano alterare il divenire della storia.

Siamo cresciuti in realtà, con la convinzione che conoscere la verità era cruciale per creare un mondo migliore e più giusto e di chi lottava per rivelare il nemico più grande dei potenti tiranni.
E forse per un periodo è stato così.
Oggi, però, "l’evoluzione" della società e soprattutto della psicologia di massa ci ha portato a un nuovo stato di cose: uno stato mentale della popolazione che non avrebbe osato immaginare il più alienato dei dittatori. Il sogno di ogni tiranno della faccia della terra: non dover nascondere né occultare niente al suo popolo.

Poter mostrare pubblicamente tutta la sua corruzione, malvagità e prepotenza senza doversi preoccuparsi di alcuna risposta da parte di quelli che opprime. Questa è la realtà del mondo in cui viviamo. E se credete che questa sia un’esagerazione, osservate voi stessi ciò che vi circonda.
Il caso della Spagna è lampante. Un paese immerso in uno stato di putrefazione generalizzato, divorato fino all’osso dai vermi della corruzione in tutti gli ambiti:
  • giuridico
  • industriale
  • sindacale
  • politico (soprattutto)
Uno stato di decomposizione che ha ecceduto tutti i limiti immaginabili, fino a infettare con la sua pestilenza tutti i partiti politici in maniera irreparabile.
Eppure, nonostante siano resi pubblici continuamente tutti questi scandali di corruzione politica, gli Spagnoli continuano a votare per la maggior parte gli stessi partiti politici, dando tuttalpiù alcuni dei loro voti a partiti più piccoli che non rappresentano in nessun modo una possibilità reale.
Ecco l’allucinante caso della Comunità Valenciana, la regione più rappresentativa del saccheggio vergognoso perpetrato dal Partito Popolare e dove, nonostante tutto, questo partito di autentici fuorilegge e banditi continua a vincere le elezioni con maggioranza assoluta.
Una vergogna inimmaginabile in nessuna nazione minimamente democratica.
E sfortunatamente il caso di Valencia è solo un esempio in più dello stato generale del paese: lì abbiamo il caso indegno dell’Andalusia dominata da decadi dall’altra grande mafia dello stato, lo PSOE, che con i suoi soci del Sindacato e l’appoggio puntuale della Sinistra Unita hanno rubato a piene mani per anni e anni.
il caso della Catalogna con "Convergència i Unió", un partito di baroni ladri d’élite, tanto per dare un altro esempio. E potremmo continuare così per tutte le comunità autonome o il governo proprio centrale dove le due grandi famiglie politico-criminali del paese, PP e PSOE, si sono dedicate a saccheggiare senza alcuna moderazione.
nonostante siano stati resi pubblici tutti questi casi di corruzione generalizzata, siano state rivelate le implicazioni delle alte sfere finanziarie e industriali con il tacito consenso del potere giuridico, la dimostrazione che in forma attiva o passiva riguarda il Sistema in tutti gli ambiti e si rende impossibile la creazione di un futuro sano per il paese, nonostante tutto ciò, la risposta della popolazione è stata... non fare niente.
La cittadinanza ha risposto al massimo con "l'esercitare il legittimo diritto di manifestazione", un’attività molto simile a quella che fa la massa quando la sua squadra di calcio vince una competizione ed esce per strada a celebrarla.  Nessuno ha fatto niente di effettivo per cambiare le cose, salvo un piccolo spuntino.
Nel caso della corruzione venuta alla luce in Spagna e l’inesistente reazione della popolazione, è un solo esempio tra i tanti nel mondo. Adesso riportiamo il caso dello sport di massa, sotto pressione per il sospetto di corruzione, di manipolazione di dopaggio e per la molto probabile adulterazione di tutte le competizioni sotto il controllo commerciale delle grandi marche…nonostante questo, continuano ad apparire in televisione con un seguito sempre più numeroso.
Tutto ciò si impoverisce davanti alla gravità delle rivelazioni di Edward Snowden  e confermate dai governi in causa che ci hanno detto in faccia alla luce di riflettori che tutte le nostre telefonate , le attività sui social networks, il nostro navigare in Internet è controllato e che ci stiamo dirigendo inesorabilmente verso l’incubo del Grande Fratello vaticinato da George Orwell nel "1984".
E la cosa più allucinante è che "una volta filtrate" queste informazioni, nessuno si è preoccupato di ribatterle. Tutti i mezzi di comunicazione, i poteri politici e le grandi imprese di Internet implicate nello scandalo, hanno confermato pubblicamente come un qualcosa di reale e indiscutibile questo stato di sorveglianza. L’unica cosa che hanno promesso, in maniera poco convincente e a mezza bocca che non continueranno a farlo…e si sono permessi anche di darci alcuni dettagli tecnici!

E quale è stata la risposta della popolazione mondiale quando è stata rivelata questa verità? Quale è stata la reazione generale di fronte a queste rivelazioni?
Nessuna.
Tutti continuano ad essere assorbiti dal loro smartphone, continuano a rotolarsi nel dolce fango dei social network e continuano a navigare nelle acque infestate di Internet senza muovere nemmeno una falange di un dito… A cosa serve, allora, dire la verità?
Nel caso ipotetico che Edward Snowden o Julian Assange siano personaggi reali e non creazioni mediatiche con una missione segreta, a cosa sarebbe servito il loro sacrificio?
  • Che utilità ha accedere all’informazione e rivelare la verità se non provoca nessun cambiamento, alterazione, trasformazione?
  • A che serve conoscere in forma esplicita e documentata il fatto chel’energia nucleare può solo portare disgrazie come dimostrato dai terribili incidenti di Chernobyl e Fukushima, se queste rivelazioni non provocano nessun effetto?
  • A cosa serve sapere che le banche sono enti criminali dediti al saccheggio di massa, se continuiamo a utilizzarle?
  • A cosa serve sapere che il mangiare è adulterato e contaminato da ogni tipo di prodotti tossici, cancerogeni o transgenici, se continuiamo a mangiarli?
  • A cosa serve sapere la verità su qualsiasi fatto importante se non reagiamo per quanto gravi siano le sue implicazioni. 
Non inganniamoci da soli per quanto sia duro accettare tutto questo. Affrontiamo la realtà così com’è… Nella società attuale, conoscere la verità non significa nulla

Informare sui fatti che veramente succedono, non ha nessuna reale utilità; anzi la maggior parte della popolazione è arrivata a un livello tale di degradazione psicologica che come dimostreremo, la rivelazione della verità e accedere all’informazione, rafforzano ancora di più la loro incapacità di risposta e l’inerzia mentale.

La grande domanda è: perchè? Che cosa ha portato tutti noi a quest’apatia generale?
E la risposta, come succede sempre quando ci rivolgiamo domande di questo tipo, è tra le più inquietanti. Ed è in relazione con il condizionamento psicologico cui è sottoposto l’individuo della società attuale. I meccanismi che disattivano la nostra risposta quando accediamo alla verità per quanto scandalosa possa essere, sono semplici ed effettivi. E sono nella nostra vita quotidiana.

Tutto si basa su un eccesso d’informazione.
E’ un bombardamento degli stimoli così esagerato che provoca una catena di avvenimenti logici che finiscono con lo sfociare in un’effettiva mancanza di risposta: in pura apatia.
E per lottare contro questo fenomeno è bene conoscere come si sviluppa il processo…



COME SI SVILUPPA IL PROCESSO?
Per prima cosa dobbiamo capire che questo stimolo sensoriale che riceviamo è carico d’informazioni.

Il nostro corpo è predisposto alla percezione e alla lavorazione di stimoli sensoriali, ma la chiave del tema sta nella percezione di carattere linguistico dell’informazione, per linguistico sta a indicare ogni sistema organizzato con il fine di codificare e trasmettere informazione di ogni tipo.
Per esempio, ascoltare una frase o leggerla comporta la sua entrata nel nostro cervello a livello linguistico. Ma lo stesso avviene quando guardiamo il logo di un’impresa, l’ascolto delle note musicali di una canzone, guardare un segnale del traffico o udire la sirena dell’ambulanza, tanto per darvi alcuni esempi…

Oggi, una persona è sottoposta a migliaia di stimoli linguistici di questo tipo solo durante un giorno; molti li percepiscono in forma cosciente, ma la grande maggioranza in forma non cosciente che deve essere elaborata dal nostro cervello.
Potremmo dividere il processo di captare ed elaborare questa informazione in tre fasi:
1.      percezione
2.     valorizzazione
3.     risposta
Percezione.
Indubbiamente, in tutta la storia dell’umanità, apparteniamo alla generazione che ha la capacità più grande di elaborare informazioni a livello celebrale, con potere di differenziare soprattutto a livello visivo e auditivo.
Man mano che nascono e crescono nuove generazioni acquisiscono una maggiore velocità di percezione dell’informazione. Una dimostrazione di quanto affermato la ritroviamo nel cinema.
Guardate un vecchio film western di John Wayne, una scena qualsiasi di azione per esempio una sparatoria. E poi guardate una scena di sparatoria o di inseguimento di macchine di un film odierno. Una qualsiasi scena d’azione di un film attuale è piena di successioni rapidissime di primi piani di breve durata.

Solo in 3 o 4 secondi si vedranno diverse figure:
il volto del protagonista che guida, quella del compagno che grida, la mano sul cambio della macchina, il piede che spinge il pedale, la macchina che schiva un pedone, l’inseguitore che slitta, il cattivo che afferra la pistola, che spara dal finestrino, ecc... e ogni primo piano sarà durato al massimo una decina di secondi.
Le immagini si succedono a tutta velocità come gli spari di una mitragliatrice. Eppure siete in grado di vederle tutte e di elaborare il messaggio che contengono.

Adesso rivedete il film di John Wayne. Non troverete successioni di scene a ritmo di mitragliatrice, ma successioni di scene dalla durata più lunga e con un campo visivo più ampio. Probabilmente uno spettatore dell’epoca di John Wayne si sarebbe sentito male vedendo un film attuale poiché non era abituato a elaborare tanta informazione visiva a tale velocità.  Questo è un semplice esempio del bombardamento di informazioni cui è sottoposto il cervello di ognuno di noi oggi rispetto a quello di una persona di cinquant’anni fa. 

Aggiungeteci tutte le fonti di informazioni che ci circondano, come la televisione, la radio, la musica, l’onnipresente pubblicità, i segnali del traffico, i diversi tipi di abbigliamento che indossano le persone che incrociamo per la strada e che rappresentano ognuna di loro, un codice linguistico per il tuo cervello, l’informazione che vedete sul cellulare, sul tablet, in internet e inoltre i vostri impegni sociali, le fatture, le preoccupazioni e i desideri che hanno programmato tu avessi, ecc. ecc.  …
Si tratta di un’autentica inondazione di informazione che il vostro cervello deve elaborare continuamente. Tutto questo con un cervello della stessa misura e capacità di quello spettatore dei western di John Wayne di cinquant’anni fa.
Per quanto ne sappiamo, sembra che il nostro cervello abbia la capacità sufficiente per percepire tali volumi di informazione e comprendere il messaggio associato a questi stimoli.
Il problema quindi non sta lì. Infatti, sembra che il nostro cervello ne goda poiché ci siamo trasformati in tossicodipendenti degli stimoli.
Il problema sembra risiedere nella fase che segue.

Valutazione.

Noi ci scontriamo con i nostri limiti quando dobbiamo valutare l’informazione ricevuta, cioè quando arriva l’ora di giudicare e analizzare le implicazioni che comporta.
Questo succede perché non abbiamo il tempo materiale per fare una valutazione profonda di quell’informazione.

Prima che la nostra mente, da sola e con i criteri chele sono propri, possa giudicare in maniera più o meno profonda l’informazione che riceviamo, siamo bombardati da un’ondata di stimoli che ci distraggono e inondano la nostra mente.
E per questa ragione che non arriviamo a valutare nella giusta misura l’informazione che riceviamo per quanto importanti siano le implicazioni che comporta.

Per capire meglio tutto questo, utilizzeremo un’analogia sotto forma di una piccola storia.
Immaginiamo una persona molto introversa che passa la maggior parte del suo tempo rinchiusa in casa. Praticamente non ha amici e non intavola relazioni sociali di nessun tipo.
Supponiamo adesso che questa persona vada al supermercato a comprare una bottiglia di latte e quando va a pagare gli cade per terra e la rompe causando grande scompiglio e macchiandosi i vestiti sotto gli occhi di tutti e della cassiera.
Quando questa persona torna a casa, isolata com’è e senza uno stimolo sociale, darà probabilmente un gran valore a quanto avvenuto al supermercato.
Si domanderà perché gli è caduto il latte e quale movimento falso abbia fatto perché questo avvenisse; si domanderà se la colpa fosse sua, o della bottiglia che era troppo spigolosa; nella sua testa analizzerà lo sguardo della cassiera e i gesti e i commenti di ogni cliente; osserverà anche le macchie sui vestiti e tenterà di indovinare ciò che hanno pensato gli altri di lui.
Si sentirà ridicola e giudicherà quel fatto meramente aneddotico molto più importante di quanto lo sia stato in realtà. Solo perché quella situazione ridicola al supermercato sarà il grande avvenimento del giorno o della settimana. E forse non lo dimenticherà mai per tutta la vita.

Adesso sostituiamo la persona introversa e senza relazioni con un modello opposto.
Una persona estroversa che passa tutto il giorno circondata da una gran quantità di persone e di fatti, interagendo freneticamente con clienti e compagni di lavoro, che parla al telefono, organizza incontri, compra, vende, fa riunioni, ride, si arrabbia e termina la giornata bevendo un bicchiere con gli amici.
Supponiamo che questa persona va a comprare il latte e anche a lei cade la bottiglia causando un gran scompiglio e macchiandosi i vestiti.
La sua valutazione dell’accaduto sarà solo aneddotica poiché rappresenta un evento in più tra tutti quelli a carattere sociale che sperimenta durante la giornata. E in poche ore se ne sarà dimenticata.
Una persona della società attuale, assomiglia molto al secondo modello, sottoposta a una grande quantità di stimoli sensoriali, sociali e linguistici.

Per noi, ogni informazione ricevuta è rapidamente digerita e dimenticata, portata via dalla corrente incessante dell’informazione che entra nel nostro cervello come un torrente.
Perché viviamo immersi nella cultura del "twit", un mondo dove ogni riflessione su un evento dura 140 caratteri. E questa è la profondità massima cui arriva la nostra capacità di analisi.
E’ per questa ragione, per la nostra impotenza di valutare e giudicare da soli il volume di informazione al quale siamo sottoposti, che l’informazione che ci è trasmessa, porta incorporata l’opinione che dobbiamo averne, cioè quello che dovremmo pensare dopo aver realizzato una valutazione approfondita dei fatti, cioè chi emette l’informazione risparmia al ricevente lo sforzo di dover pensare.

Questo è il procedimento che utilizzano i grandi mezzi di comunicazione e in un mondo di individui autenticamente pensanti sarebbe tacciato di manipolazione e lavaggio del cervello.
La televisione è un esempio lampanteL’esempio degli onnipresenti incontri politicidove gli ospiti sono presentati come "opinionisti". La loro funzione è generare l’opinione che noi dovremmo costruire da soli.
Così il bombardamento di informazione continuo e incessante nel nostro cervello ci impedisce di giudicare adeguatamente il valore dei fatti, con un criterio nostro. Ci toglie il tempo che dovremmo avere per soppesare le conseguenze di un avvenimento e lo frammenta in pezzettini da 140 caratteri e lo trasforma in un giudizio breve e superficiale.
Risposta.
Una volta che la valorizzazione personale dei fatti è ridotta alla minima espressione, entriamo nella fase decisiva del processo, quella che è priva della nostra risposta.
Qui entrano in gioco le emozioni e i sentimenti, il motore di ogni risposta e azione.Frammentando e riducendo il nostro tempo, riduciamo la carica emotiva che associamo all’informazione.
Osserviamo le nostre reazioni: possiamo indignarci molto nel vedere una notizia in un notiziario, per esempio lo sgombero forzato di una famiglia senza mezzi, ma dopo pochi secondi siamo bombardati da un’informazione diversa che porta verso un’altra emozione superficiale e diversa che ci fa dimenticare la precedente.
Per esprimere questo in forma grafica e chiara: la nostra capacità di giudizio e di analisi è pari a un "tweet", la nostra risposta emotiva è pari a un emoticon.
E qui sta la chiave.
Qui rimane disattivata la nostra possibile risposta. Per capire meglio, torniamo all’analogia della persona introversa ed estroversa che rompeva la bottiglia di latte al supermercato.
La persona introversa chiuse nel suo mondo che ha dato un valore più profondo ai fatti avvenuti al supermercato continuerà a rimuginarci sopra più volte.        
Non dimenticherà facilmente le emozioni legate al ridicolo che ha provato in quel momento e con molta probabilità esporre continuamente le proprie emozioni finirà con provare un certo imbarazzo solo a ripensarci.        
E’ possibile che non torni per un certo periodo a fare spesa in quel supermercato, anche se implica il fatto di dover andare più lontano a comprare il latte; arriverà anche a provare repulsione per il luogo e le persone che l’hanno reso ridicolo.        
L’energia emotiva che ha messo su questo fatto concreto diventerà una reazione effettiva per il fatto. Invece, la persona estroversa tornerà al supermercato senza nessun problema poiché mentalmente quanto accaduto, non ha rilevanza emotiva; tuttalpiù arrossirà al vedere la cassiera o qualche cliente. La persona estroversa non intraprenderà azioni effettive e tangibili che derivano dal fatto della bottiglia di latte.
Oltre le valutazioni fatte su questi personaggi inventati, questi esempi ci servono per dimostrare che il bombardamento incessante dell’informazione cui siamo sottoposti finisce con lo sfociare in una frammentazione della nostra energia emotiva e perciò finiamo col dare una risposta superficiale o nulla.
E’ una risposta che per il momento in cui viviamo intuiamo che dovrebbe essere molto più contundente eppure non arriviamo a darla perché ci manca l’energia sufficiente per farlo. E tutti guardiamo disperati gli altri e ci domandiamo:  "Perché non reagiscono? Perché non reagisco?"
E questa impotenza alla fine diventa una sensazione di frustrazione e di apatia generale. Questa sembra essere la ragione per cui non avviene una Rivoluzione quando per la logica dei fatti dovrebbe essere già scoppiata. Si tratta quindi di un fenomeno psicologico. Questo è il meccanismo di base che interrompe ogni risposta della popolazione davanti ai continui abusi che riceve.
E’ la base sulla quale si poggiano tutte le manipolazioni mentali cui ci sottopongono oggi E’ il meccanismo psicologico che rende la popolazione docile e sottomessa.
Potremo riassumere il tutto così:
L’eccessivo bombardamento di informazioni ci impedisce di avere il tempo necessario per dare il giusto valore a ogni informazione ricevuta e, di conseguenza, associarla a una carica emotiva sufficiente per generare una reazione effettiva e reale.

COSPIRAZIONE O FENOMENO SOCIALE?
Non ha importanza se tutto questo fa parte di una grande cospirazione atta a controllarci o se siamo arrivati a questo punto per via dell’evoluzione della società, perché le conseguenze sono esattamente le stesse:
i più potenti faranno il possibile per mantenere attivi questi meccanismi e fomenteranno anche il suo sviluppo secondo le loro potenzialità solo perché ne ricevono benefici.
Rivelare la verità, in effetti, favorisce questi meccanismi.
Ai più potenti non importa mostrarsi come sono o svelare i propri segreti per quanto sporchi e oscuri siano. Rivelare queste verità occulte contribuisce in gran parte all’aumento del volume di informazione con il quale siamo bombardati.

Ogni segreto portato alla luce produce nuove ondate di informazioni che possono essere manipolate e rese tossiche con l’aggiunta di dati falsi, contribuendo così alla confusione e al caos dell’informazione e da qui arrivano nuove ondate secondarie di informazioni che ci stordiscono ancora di più e ci fanno sprofondare di più nell’apatia.

Se combattiamo quest’apatia, frutto della poca energia emotiva con cui cerchiamo di rispondere, con le tremende difficoltà che il sistema ci mette davanti quando è il momento di punire i responsabili, si generano nuove ondate di frustrazione sempre più forti che ci portano passo dopo passo alla resa definitiva e alla totale sottomissione.

Non ponetevi nessun dubbio: alle persone che ostentano il potere interessa bombardarvi con enormi volumi di informazioni il più superficiali possibili; perché una volta instaurata questa forma di interagire con l’informazione ricevuta, tutti noi ci trasformeremo in persone dipendenti da questo incessante scambio di dati.
l bombardamento di stimoli è una droga per il nostro cervello che ha bisogno di sempre più velocità per lo scambio di informazioni ed esige meno tempo per poterle vagliare.

Succede a tutti noi: ci costa sempre più fatica leggere un lungo articolo pieno di informazioni strutturate e ragionate. Abbiamo l’esigenza che sia stringato, più veloce, che si legga in una sola riga e che si possa ingerire come una pasticca e non come un lauto pranzo.

Il nostro cervello si è trasformato in un tossicodipendente da informazione rapida, in un drogato avido di continui dati da ingerire pensati e analizzati da un altro cervello in modo che noi non dobbiamo fare lo sforzo di fabbricare una nostra opinione complessa e contraddittoria.
Il fatto è che noi odiamo il dubbio perché ci obbliga a pensare. Non vogliamo farci domande. Vogliamo solo risposte rapide e facili. Siamo e vogliamo essere antenne riceventi e replicanti di informazioni come meri specchi che riflettono immagini esterne. Gli specchi però sono piani e non hanno vita propria, tutto quello che riflettono viene da fuori.
L’essere umano a gran velocità si sta dirigendo verso quello stato di fatto. Lo permetteremo?

CONCLUSIONE
Tutto quanto è stato scritto, forse non lo avreste voluto ascoltare. E’ poco stimolante ed è qualcosa di complicato e farraginoso, ma le complesse realtà non possono essere ridotte in un titolo ingegnoso di tweet.
Per intraprendere una profonda trasformazione del mondo, per iniziare un’autentica Rivoluzione che cambi tutto e ci porti verso una migliore realtà, dovremmo discendere nelle profondità della nostra psiche, fino alla sala macchine, dove si muovono tutti i meccanismi che determinano le nostre azioni e i nostri movimenti.
E’ lì che si risolve l’autentica guerra per il futuro dell’umanità.

Nessuno ci salverà facendo da un pulpito dei proclami brillanti e delle promesse per una società più giusta ed equa. Nessuno ci salverà raccontandoci una verità presunta o rivelandoci i segreti più oscuri dei poteri occulti.
Come abbiamo visto, l’informazione e la verità non sono importanti perché i nostri meccanismi di risposta sono invariati. Dobbiamo scendere fino a loro e ripararli; e per fare ciò dobbiamo sapere come funzionano. E non sarà necessario fare un complesso corso di psicologia: osserviamo con attenzione e ragioniamo da soli e potremo raggiungere il risultato.

Non si tratta di qualcosa di esoterico o basato su strane credenze dal carattere Mistico, Religioso o New Age. E’ pura logica: non c’è rivoluzione possibile senza una profonda trasformazione della nostra psiche a livello individuale perché la nostra Mente è programmata dal Sistema. 
Per cambiare quindi il Sistema che ci imprigiona, prima lo dobbiamo disinstallare dalla nostra mente.
Lo faremo? 

sabato 13 dicembre 2014

Tutti contro Rosario... Perchè?


Massima solidarietà a Rosario Marcianò. <<Attenzione! In questi gruppi che vanno a delinquere, infangando e denigrando persone come Rosario Marcianò, fa parte la migliore corruzione italiana, dal fisico cicap Angioni, al Meteorologo Pennellatore, al geologo Della Schiava, allo stalker Nigrelli, e altri simpatizzanti o facenti parte del Cicap, o dell'ordine dei Geologi, o Meteorologi tutti anche sotto falso nome per poter offendere e minacciare in modo più sicuro Rosario Marcianò uno dei migliori esperti di scie chimiche in Italia >>. "La vigliaccheria dei facenti parte di questi gruppi non ha limiti, neanche con le loro vigliacche pagine e blog di disinformazione ed di infangamento verso chi vuol dire la verità. Questa mia stessa pagina è copia di un'altra che ci disinformava. <<Nella foto gli assidui frequentatori di questi gruppi.. fatemi un piacere se potete.. a tempo perso.. segnalate il loro account per "falso" "COME FANNO CON NOI" e i loro gruppi.Per loro è normale.. non sono altro che degli esseri infidi!. grazie>>.
I gruppi che DISINFORMANO e che INFAMANO sono questi: https://www.facebook.com/groups/445226425497520/?fref=ts <> https://www.facebook.com/groups/39069322088/?fref=ts <> https://www.facebook.com/groups/141475369377847/?fref=ts https://www.facebook.com/groups/173320555181/?fref=ts https://www.facebook.com/groups/195892437207820/?fref=ts https://www.facebook.com/groups/disinformatico/?fref=ts <> https://www.facebook.com/groups/AmiciDelCicap/?fref=ts
FOTO DI "LA CUPOLA DEI TOPI".                                                                  Io ho firmato Firmala anche tu. Ethan. http://www.activism.com/it_IT/petizione/50-mila-firme-per-dire-basta-scie-chimiche/5099/fbinvitefriends/0