venerdì 28 novembre 2014

Non vaccinate i vostri figli. Raccolta di 200 studi scientifici.

Vaccini, leucemia e linfomi
  • Bichel, “Linfoadenite post-vaccinale che progredisce in un caso di Hodgkin”, Acta Med Scand, 1976, Vol 199, p523-525
  • Stewart AM, “Eziologia della leucemia infantile”, The Lancet, 16 ott. 1965, 2:789-790
  • Glathe H, “Evidenza di attività cancerogena del substrato vaccinale”, Development Biol Std, 1977, 34:145-148
  • Bolognesi DP, “Potenziale virus della leucemia da vaccini”, Canad. Research, feb. 1976, 36(2): 655-656
  • Colon VF, “Necrosi vaccinale quale chiave di linfoma linfatico”, Geriatrics, dic. 1968, 23:81-82
  • Park-Dincsoy H, “Scomparsa dei linfociti in un caso di cancrena vaccinale”, Laval Med, gen. 1968, 39:24-26
  • Hugoson G, “Comparsa di leucosi bovina a seguito di vaccinazione Babesiosis”, Bibl Haemat, 1968, 30:157-161
  • Hartstock, “Linfoadenite post-vaccinale: iperplasia del tessuto linfoide che simula i linfomi maligni”, Cancer, aprile 1968, 21(4):632-649
  • Allerberger F, “Un’epidemia di linfoadenite suppurativa connessa con vaccinazioni BCG in Austria, 1990/1991″, Am Rev Respir Disorder, agosto 1991, 144(2) 469
  • “Tumori maligni come complicazione ritardata di vaccinazioni”, Arch Derm, Vol 98, 1968
Vaccini e alterazioni cromosomiche
  • Knuutila S, “Maggiore incidenza di alterazioni cromosomiche e di Sister Cromatid Exchange (SCE) in linfociti in vivo di 12 pazienti vaccinati contro la varicella”, Hum Genet, 23 feb. 1978; 41(1):89-96
  • Cherkeziia SE, “Disfunzioni dell’apparato dei cromosomi della murena indotti per vaccinazione con un complesso di vaccini antivirali”, Vopr Virusol, sett. 1979, (5):547-550
Vaccini ed autoimmunità
  • “Autoimmunità indotta da vaccino”, Journal of Autoimmunity 1996 Vol 9
  • Romanov VA, “Ruolo dei processi autoimmuni nella patogenesi delle lesioni post-vaccinali del sistema nervoso”, Zh Mikrobiol Epidemiol Immunobiol, ott. 1977, 10:80-83
  • Grachev VP, “Formazione di auto-anticorpi in animali da laboratorio dopo iniezione con virus di diversa virulenza”, Acta Virol (Praha), luglio 1973, 17:319-326
  • Vautier G, Carty JE, “Artrite reumatoide acuta poitiva all’analisi del siero a seguito di antiepatite B”, Br. J. Rheumatol., 1994; 33:991
  • Movsesiants AA, “Studi sperimentali sull’abilità di diversi ceppi di virus vaccinali nell’indurre la formazione di autoanticorpi”, Vopr Virusol, maggio-giugno 1975; (3):297-302
  • Hassan W, Oldman R, “Sindrome di Reiter e artrite reattiva nella salute di assistenti sociali dopo le vaccinazioni”, Br. Medical J., 1994, 309: 94
  • Negina IP, “Formazione di auto-anticorpi a seguito della vaccinazione con diversi tipi di vaccini tifoidi”, Zh Mikrobiol Epidemiol Immunobiol, maggio 1980; (5):69-72
Vaccini e diabete
  • Polster H, “Diabete insipidus dopo la vaccinazione per la varicella”, Z Aerztl Fortbild (Jena), 1 aprile 1966, 60:429-432
  • Sinaniotis, “Diabete mellitus a seguito della vaccinazione antiparotite”, Arc Dis Child, 1975, 50:749.66
  • Patan, “Grave diabete mellitus post-vaccinale”, Ter Arkh, luglio 1968, 40:117-118
  • Classen JB, “La modalità temporale della vaccinazione ha un effetto sullo sviluppo del diabete in roditori”, Autoimmunity, 1996, 24:137-145
  • Classen JB, “Epidemia di diabete e vaccinazioni anti-epatite B”, N Z Med J, 109(1030):366, 27 sett. 1996
  • Classen JB, “Vaccinazione infantile e diabete mellitus”, N Z Med J, 109(1022):195, 24 maggio 1996
  • Poutasi K, “Vaccinazioni e diabete”, N Z Med J., 26 luglio 1996;109(1026):283
  • Dokheel TM, “Una epidemia di diabete infantile negli Stati Uniti? I dati raccolti”, Diabetes Care, 1993, 16:1606-1611
  • Parent ME, “Vaccinazioni con Bacille Calmette-Guerin ed incidenza di diabete mellitus a Montreal, Canada”, Diabetes Care, maggio 1997; 20(5):767-772
  • House DV, Winter WE, “Diabete autoimmune. Ruolo dei markers di auto-antigeni nella predizione e prevenzione del diabete mellitus,” Clin Lab Med, sett. 1997, 17(3):499-545
  • Zeigler M, “Auto-anticorpi nel diabete mellitus di tipo 1″, Z Arztl Fortbild (Jena), agosto 1994; 88(7-8):561-5
Allergie e reazioni anafilattiche a vaccini
  • “Reazioni allergiche a vaccini anti-tetano, difterica, influenza e poliomielite”, Annals of Allergy, Vol. 20, 1962
  • “Anafilassi dovuta a vaccinazioni”, Can Med Assoc J., vol 134, feb. 1986
  • Bernard JG, “Complicazioni alla vaccinazione e reazioni cutanee allergiche in individui giovani”, Rey Corps Sante Armees, feb. 1962; 3:35-46
  • Smith RE, “Reazioni allergiche ai materiali di immunizzazione in bambini ed approccio alla diagnosi”, Ann Allerg, dic. 1965; 23:600-603
  • Erdmann G, “Allergia alla vaccinazione”, Muenchen Med Wachr, 16 giugno 1961; 103:1217-1219 & 103:1256-1259
  • Kreinin LS, “Effetto allergizzante sugli organi respiratori della vaccinazione con aerosol e delle rivaccinazione contro tifoide e tetano”, Zh Mikrobiol, agosto 1968, 45:130-132
  • Fedotova AM, “La patogenesi di manifestazioni di allergie non specifiche durante le vaccinazioni”, Pediatria, gen. 1967; 46:56-60
  • D’Iakova RM, “Reazioni allergiche in bambini”, Pediat Akush Ginek, gen.- feb. 1966, 1:20-21
  • Isacson P, “Reazioni allergiche associate a vaccini virali”, Prog Med Virol, 1971, 13:239-270
  • Kantchourine, AK, “Ruolo di reazioni allergiche ritardate nella patogenesi delle complicazioni post-vaccinazione tifica”, Rev Franc Allerg,, gen.-marzo 1969, 9:19-24.
  • Bawa YS, Wahi PL, “Encefalomieliti allergiche derivanti da vaccinazioni: rapporto di 10 casi”, Indian J Med Sci, Apr 1961;15:290-297
  • Nazareth B, “Reazioni sistemiche allergiche ai vaccini giapponesi per l’encefalite”, Vaccine, maggio 1994, 12(7):666
  • Ehrengut W, “Allergia vaccinale, vaccinia sistemica e vaccinia ulcerosa”, Presse Med, 4 luglio 1964, 72:1957-1958
  • Koval’skala S, “Proprietà anafilattogene di vaccini aDT, PDT e aPDT”, Zh Mikrobiol, gen. 1969; 46:65-71
  • Egorova NB, “Reazioni anafilattiche e titoli di antigeni a seguito di vaccinazione anti-tetano”, Zh Mikrobiol, aprile 1968, 45:63-68
  • Ovens H, “Anafilassi dovuta a vaccinazioni nello studio medico”, Can Med Assoc J, 15 feb. 1986, 134(4):369-370
  • James LP, “Anafilassi sistemica fatale”, NEJM, 19 marzo 1964; 270:597-603
  • Proctor JW, “Reazione Anafilattoide a BCG intralesionale”, The Lancet, 15 luglio 1978, 2(8081):162
  • Kelleher PC, “Reazione anafilattoide dopo vaccinazione tifoide”, Am J Med, dic. 1990, 89(6):822-824
  • Leung AK, “Anafilassi al vaccino DPT”, J R Soc Med, feb. 1985; 78(2):175
Vaccini e demielinizzazione
  • “Sclerosi multipla e vaccinazioni”, British Medical Journal, aprile 1967
  • Nadler JP, “Sclerosi multipla e vaccinazione antiepatite B”, Clin Infect Dis, 1993; 17: 928-29
  • Herroelen L, “Demielinizzazione del sistema nervoso centrale a seguito di vaccinazione anti-epatite B”, The Lancet, 9 nov. 1991, 338(8776): 1174-1175
  • Paradiso G, “Neuropatia multifocale demielinizzante a seguito di vaccino anti-tetano”, Medicina (B Aires), 1990, 50(1):52-54
  • Kaplanski G, Retornaz F, Soubeyrand J, “Demielinizzazione del sistema nervoso centrale a seguito di vaccinazione anti-epatite B e HLA haplotype.” J Neurol Neurosurg Psychiatry, giugno 1995; 58(6):758-759
  • Matyszak MK, Perry VH, “Demielinizzazione del sistema nervoso centrale a seguito risposta di ipersensibilità ritardata nel tempo al bacillo Calmette-Guerin”, Neuroscience, feb. 1995; 64(4):967-977
  • Tornatore CS, Richert JR, “Demielinizzazione del CNS correlata con il vaccino anti-rabbica”, The Lancet, 2 giugno 1990; 335(8701): 1346-1347
  • Adams JM, “Neuromielite ottica: grave demielinizzazione a seguito di vaccinazione anti-varicella”, Rev Roum Neurol, 1973, 10:227-231
Vaccini, convulsione ed epilessia
  • Hirtz DG, Nelson KB, Ellenberg J H, “Epilessia a seguito di vaccinazioni infantili”, Pediatr 1983 Jan; 102(1):14-18
  • Cherry JD, Holtzman AE, Shields WD, Buch D, Nielsen, “Vaccinazione da prtosse e caratteristiche dei primi attacchi epilettici in neonati e bambini,”J Pediatr, giugno 1993; 122(6): 900-903
  • Coplan J, “Attacchi epilettici a seguito di vaccinazioni,” J Pediatr, sett. 1983;103(3):496
  • Barkin RM, Jabhour JT, Samuelson J S, “Vaccinazioni, epilessia e conseguenti valutazioni,” JAMA, luglio 1987; 258(2): 201
  • Griffin MR, “Rischio di attacchi epilettici a seguito di vaccino morbillo- parotite- rosolia”, Pediatrics, nov. 1991; 88(5): 881-885
  • Griffin MR, “Rischio di epilessia ed encefalopatia a seguito di vaccinazione con il vaccino difteria- tetano- pertosse”, JAMA, marzo 1990; 263(12): 1641-1645
  • Cizewska S, Sluzewski W, “Vaccinazioni e attività epilettica seguita con EEG”, Neurol Neurochir Pol., sett.- dic. 1981, 15 (5-6): 553-557
  • Huttenlocher PR, Hapke RJ, “Valutazione di epilessia intrattabile nell’infanzia”, Ann Neurol, nov. 1990; 28(5):699-705
  • Blumberg DA, “Gravi reazioni associate al vaccino difteria.- tetano- pertosse: dettagliato studio di bambini con epilessia, episodi ipotonici iporesponsivi , elevati febbri e pianto continuo”, Pediatrics, giugno 1993; 91(6): 1158-1165
  • Baraff LJ, “Neonati e bambini con convulsioni ed episodi ipotonici-iporesponsive a seguito di vaccinazione anti-difterica- tetano- pertosse”, Pediatrics, giugno 1988; 81(6):789-794
  • Jacobson V, “Relazione della vaccinazione anti-pertosse sulla comparsa dell’epilessia, convulsioni febbrili ed infezioni del sistema nervoso centrale: uno studio epidemiologico”, Tokai J Exp Clin Med 1988;13 Suppl: 137-142
  • Ballerini, Ricci B, “Complicazioni neurologiche delle vaccinazioni, con particolare riferimento alle sindromi epilettiche”, Riv Neurol, luglio-agosto 1973, 43:254-258
  • Wolf SM, Forsythe A, “Epilessia e ritardo mentale a seguito di attacchi febbrili nell’infanzia,” Acta Paediatr Scand, marzo 1989; 78(2):291-295
  • “Epilessia a seguito di vaccinazioni infantili”, J. of Pediatrics, Vol 102, n.1
Vaccini e danni neurologici
  • Nedar PR, Warren RJ, “Patologie neurologiche riportate a seguito di vaccinazioni per il morbillo”, Ped., 1968, 41:997-1001
  • Biron P, Montpetit, Infante-Rivard C, Lery L, “Miastenia grave a seguito di anestesia generale e antiepatite B”, Arch Intern. med 1988; 148: 2685
  • Landrigan PJ, Whitte J, “Patologia neurologica a seguito della vaccinazione del morbillo”, JAMA, 26 marzo 1973, v223(13):1459-1462
  • Turnbull HM, “Encefalomielite a seguito della vaccinazione”, Brit Jour Exper Path, 7:181, 1926
  • Kulenkampff M, “Complicazioni neurologiche del vaccino anti-pertosse”, Arch Dis Child, 1974, 49:46
  • Strom J, “Ulteriori casi di reazioni avverse a vaccini tripli, specialmente di natura cerebrale”, Brit Med Jour, 1967, 4:320-323
  • Berg JM, “Complicazioni neurologiche della vaccinazione anti-pertosse”, Brit Med Jour, 5 luglio 1958; p 24
  • Bondarev VN, “Alterazioni del sistema nervoso in bambini dopo la vaccinazione”, Pediatria, giugno 1969; 48:20-24
  • Ehrengut W, “Conseguenze delle vaccinazioni sul sistema nervoso centrale”, Lancet, 31 maggio 1986; 1(8492): 1275-1276
  • Provvidenza G, “Un caso di benigna atassia acuta del cervelletto nell’infanzia”, Arch Ital Sci Med Trop, 43:189-194, aprile 1962
  • Katsilambros L, “Il fenomeno di apatia in uomini ed animali dopo l’iniezione di viruis in dosi molto elevate”, Rev Med Moyen Orient, 20:539-546, nov.- dic. 1963
  • Bondarev VN, “Alterazioni del sistema nervoso in bambini dopo le vaccinazioni”, Pediatria, giugno 1969; 48:20-24
  • Badalian LO, “Lesioni vaccinali del sistema nervoso in bambini”, Vop Okhr Materin Dets, dic. 1959, 13:54-59
  • Lorentz IT, “Polineuropatia sensoria post-vaccinale con mioclonus”, Proc Aust Ass Neurol, 1969, 6:81-86
  • Trump RC, White TR, “Atassia del cervelletto presumibilmente dovuta al vaccino del morbillo”, JAMA, 1967, 199:165-166
  • Allerdist H, “Complicazioni neurologiche a seguito della vaccinazione al morbillo”, Inter Symp, Brussels, 1978, Development Biol Std, Vol 43, 259-264
  • Finley KH, “Patogenesi di encefalopatia causata da vaccinazioni, Variola e morbillo”, Arch Neur and Psychologist, 1938; 39:1047-1054
  • Froissart M, “Acuta meningoencefalite immediatamente dopo la vaccinazione antinfluenzale”, Lille Med, ott. 1978, 23(8):548-551
  • Pokrovskaia N, “Complicazioni neurologiche in bambini a seguito di vaccinazioni alla varicella”, Pediatriia, dic. 1978, (12):45-49
  • Allerdist H, “Complicazioni neurologiche a seguito di vaccinazioni al morbillo. Valutazione dei casi tra il 1971 e il 1977″, Monatsschr Kinderheilkd, gen. 1979, 127(1): 23-28
  • Naumova RP, “Encefalite che si sviluppa a seguito delle vaccinazioni senza una reazione locale della pelle”, Vrach Delo, luglio 1979, (7):114-115
  • Goswamy BM, “Complicazioni neurologiche a seguito della vaccinazione alla varicella”, J Ass Phys India, gen. 1969, 17:41-43
  • Schchelkunov SN, “Il ruolo dei virus nell’induzione di encefalomielite allergica”, Dokl Akad Nauk SSSR, 1990, 315(1): 252-255
  • Walker AM, “Eventi neurologici a seguito di vaccinazione anti- difterica- tetano- pertosse”, Pediatrics, marzo 1988; 81(3):345-349
  • Shields WD, “Correlazione tra vaccinazione anti-pertosse e comparsa di patologie neurologiche: uno studio epidemiologico,” J Pediatr, nov. 1988; 113(5):801-805
  • Wilson J, “Complicazioni neurologiche delle vaccinazioni DPT nell’infanzia”, Arch Dis Child, ott. 1973; 48(10): 829-830
  • Iakunin IA, “Complicazioni del sistema nervoso nei bambini a seguito di vaccinazioni preventive”, Pediatriia, nov. 1968; 47(11):19-26
  • Greco D, “Studio con controllo su encefalopatie associate con la vaccinazione anti-difterica e tetano in Campania, Italia,” Bull World Health Organ 1985; 63(5):919-925
Le malattie che i vaccini dovrebbero prevenire, vengono anche indotte dai vaccini!
  • Nkowane, “Poliomielite paralitica associata a vaccini, USA, 1973- 1984″, JAMA, 1987, Vol 257:1335-1340
  • Quast, “Malattia simile a parotite indotta da vaccini”, 2nd Int Symp on Immun, Development Bio Stand, Vol 43, p269-272
  • “Vaccinazioni associate con poliomielite”, The Lancet, marzo 1994, Vol. 343
  • “Poliomielite ed inoculazione profilattica contro difteria, pertosse e varicella”, The Lancet, dic. 1956, p. 6955
  • (Vaccinazioni DPT e della varicella aumentano l’incidenza di polio)
  • Green C, “Un caso di epatite associato a terapia con Etretinate e vaccino anti-epatite B”, Dermatologica, 1991, 182(2):119-120
  • Shasby DM, “Epidemia di morbillo in una popolazione ad elevato grado di vaccinazione”, NEJM, marzo 1977, 296(11): 585-589
  • Tesovic G, “Meningite asettica a seguito di vccino per morbillo, parotite e rosolia”, The Lancet, 12 giugno 1993, 341(8859):1541
  • Johnson RH, “Infezione nosocomiale da vaccinazione”, West J Med, ott. 1976, 125(4):266-270
  • Malengreau M, “Ricomparsa di infezione da morbillo, parotite e rosolia a seguito di vaccinazioni: gli adolescenti dovrebbero essere rivaccinati?” Pedaitric, 1992; 47(9):597-601
  • Basa SN, “Poliomielite paralitica a seguito di vaccinazione DTP. una rassegna di 16 casi”, J Indian Med Assoc, 1 feb 1973, 60:97-99
  • Landrigan PJ, “Morbillo in bambini dell’Illinois precedentemente vaccinati”, Ill Med J, aprile 1974, 141:367-372
  • Na, “Poliomieliti associate a vaccinazioni”, Med J Aust, ott. 1973, 2:795-796
  • Pathel JC, “Tetano a seguito di vaccinazione per la varicella”, J Pediatr, luglio 1960; 27:251-263
  • Favez, G, “Grave infezione tubercolotica a seguito di revaccinazione da varicella”, Praxis, 21 luglio 1960; 49:698-699
  • Quast U, Hennessen, “Malattia simile a parotite indotta da vaccino”, Intern Symp on Immunizations, Development Bio Stand, Vol 43, p 269-272
  • Forrest JM, “Rosolia undici mesi dopo la vaccinazione”, The Lancet, 26 agosto 1972, 2:399-400
  • Dittman S, “Morbillo atipico dopo vaccinazione”, Beitr Hyg Epidemiol, 1989, 1, 25:1-274 (939 ref)
  • Sen S, “Poliomielite in bambini vaccinati”, Indian Pediatr, maggio 1989, 26(5): 423-429
  • Arya SC, “Fallimento dell’anti-epatite B”, Vaccine, aprile 1989, 7(2): 164-165
  • Lawrence R, “Rischi di Zoster dopo vaccinazione da varicella in bambini con leucemia”, NEJM, 3 marzo 1988, 318(9): 543-548
Inefficacia dei vaccini
  • Hardy GE, “Fallimento del programma di vaccinazione delle scuole nell’arrestare una epidemia cittadina di morbillo”, Amer J Epidem, marzo 1970; 91:286-293
  • Waters VV, “Fattori di rischio per il morbillo in una popolazione vaccinata”, JAMA, 27 marzo 1991, 265(12): 1527
  • Cherry JD, “Uno studio clinico e sierologico di 103 casi di fallimento del vaccino del morbillo”, J. Pediatr, maggio 1973; 82:801-808
  • “Indagine dell’epidemia di morbillo in una popolazione scolastica totalmente vaccinata con analisi sui titoli di antigeni prima e dopo la rivaccinazione”, Pediatr Infec Dis Journal, 1993, 12
  • “Perdita degli elevati livelli di antigeni creati con il vaccino del morbillo”, The Lancet, 1992, Vol 340
  • “Fallimento nel piano di eradicazione del morbillo”, Arch Intern Med, 1994, vol 154
  • “Un’epidemia di morbillo in un college dove bisogna vaccinarsi prima dell’iscrizione”, Am J of Pub Health Vol 81 no 3
  • “Epidemia grave di morbillo in una popolazione ad elevato grado di vaccinazione”, American Journal of Epidemiology, 1989, Vol 129, n.1
  • “Insistente epidemia di morbillo nonostante prevenzione e misure di controllo appropriate”, American Journal of Epidemiology, Vol 126, n.3
  • Jilg W, “Fallimento della vaccinazione anti-epatite B”, Dtsch Med wochenschr, 12 ott. 1990; 115(41):1514-1548 & Dtsch Med Wochenschr, 16 nov. 1990, 115(46):1773
  • Plotkin SA, “Fallimento a proteggere del vaccino del morbillo,” J Pediatr, maggio 1973; 82:798-801
  • Bolotovskii V, “Incidenza di morbillo tra bambini specificatamente vaccinati”, ZH Mikrobiol Epidemiol Immunobiol, 1974; 00(5):32-35
  • Landrigan PJ, “Morbillo in bambini precedentemente vaccinati nell’Illinois”, Ill Med J, aprile 1974; 141:367-372
  • Strebel P, “Un’epidemia di pertosse in una comunità urbana altamente vaccinata”, J Trop Pediatr, marzo 1991, 37(2): 71-76
  • Gilchrist A, “Vaccinare non significa sempre immunizzare”, Med J Aust, 6 maggio 1991, 154(9):638
  • Daniel JC, “Il paradosso del polio: uno dei due vaccini antipolio è stato largamente abbandonato negli USA, l’altro è la causa principale della malattia stessa”, Science, aprile 1986, p 37-39
  • Forrest JM, “Fallimento della vaccinazione per la rosolia nel prevenire tale infezione”, Med J Aust, 15 gen. 1977; 1(3): 77
  • Coles FB, “Una epidemia di influenza A (H3N2) in pazienti ricoverati in cliniche con un programma di vaccinazioni a tappeto”, J Am Ger Sociologist, giugno 1992, 40(6):589-592
  • Hartmann G, “Insuccesso della vaccinazione anti-epatite B”, Dtsch Med Wochenschr, 17 maggio 1991, 116(20): 797
  • Buddle BM, “Fallimento dei vaccini e contagio da virus”, Am J. Vet Research, feb. 1984, 45(2):263-266
  • Mathias RG, “Pertosse nonostante la vaccinazione”, Can J Pub Health, marzo-aprile 1978; 69(2):130-132
  • Osterholm MT, “Inefficacia del vaccino Haemophilus b nel Minnesota”, JAMA, 9 sett. 1988; 260(10: 1423-1428
  • Johnson RH, “Infezione nosocomiale da vaccino”, West J Med, ott. 1976, 125(4):266-270
Vaccini e SIDS (morte infantile improvvisa)
  • Na, “Vaccinazione DPT e morte improvvisa infantile in Tennessee”, USA Dept HEW, MMWR Report, 23 marzo 1979, vol 28(11): 132
  • Arevalo, “Necrosi vaccinale: rapporto di un caso fatale”, Bol Ofoc Sanit Panamer, agosto 1967, 63:106-110
  • Connolly JH, Dick GW, Field CM, “Un caso di vaccinia progressiva fatale”, Brit Med Jour, 12 maggio 1962; 5288:1315-1317
  • “Caratteristiche di morti infantili improvvise (SIDS) post-vaccinazione DPT”, Neurology, aprile 1986
  • Aragona F, “Insufficienza adrenale acuta fatale causata da apoplessia bilaterale delle ghiandole adrenali a seguito di vaccinazioni anti-polio”, Minerva Medicolegale, agosto 1960; 80:167-173
  • Moblus G, “Riscontri anatomici patologici in casi di morti a seguito delle vaccinazioni da polio e DPT”, Dtsch Gesundheitsw, 20 luglio 1972, 27:1382-1386
  • Na, “Vaccinazioni e morti improvvise”, The Lancet, 25 sett.1982
  • “Mortalità infantile a seguito di vaccini con elevati titoli di morbillo”, The Lancet, Vol 338, 1991
  • Goetzeler A, “Encefalite fatale da vaccinazione anti-polio”, Muenchen Med Wschr, 22 giugno 1961, 102:1419-1422
  • Fulginiti, V, “Sindrome di morte infantile improvvisa, vaccinazioni anti-difterica- tetano e pertosse e visite dal dottore: casualità, correlazione e causa ed effetto?”, Pediatr Infect Disorder, gen.-feb. 1983, 2(1): 7-11
  • Baraff LJ, “Possibile associazione temporale tra vaccino anti- difteria- tetano- pertosse e SIDS, morte infantile improvvisa”, Pediatr Infect Disorder, gen.- feb. 1983, 2(1): 5-6
  • Reynolds E, “Risultato fatale di un caso di eczema da vaccinazione”, The Lancet, 24 sett. 1960, 2:684-686
  • Apostolov, “Morte infantile dopo ipertermia da vaccinazione”, J Clin Path, marzo 1961, 14:196-197
  • Bouvier-Colle MH, “Confronto di mortalità tra i due sessidopo vaccinazione al morbillo”, Rev Epidemiol Sante Publique, 1995; 43(1): 97
  • Stewart GT, “Morti infantili dopo vaccino triplo”, The Lancet, 18 agosto 1979; 2(8138): 354-355
  • Flahault A, “Sindrome di morte infantile improvvisa e vaccinazioni anti-difterica, tetano, pertosse e polio”, The Lancet, 12 marzo 1988; 1(8585):582-583
  • Mortimer EA, “DTP e SIDS”, Am J Public Health, agosto 1987; 77(8):925-926
Vaccini e sordità
  • Kaga, “Perdita totale unilaterale di funzioni uditive e vestibolari quali complicazioni da vaccinazione al morbillo”, Int J Ped Oto, feb. 1998, 43(1):73-73
  • Nabe-Nielsen W, “Sordità totale unilaterale come complicazione della vaccinazione MPR (morbillo- parotite- rosolia)”, Scan Audio Suppl, 1988, 30:69-70
  • Hulbert, “Perdita di udito bilaterale a seguito di vaccinazione a morbillo e rosolia in un adulto”, NEJM, luglio 1991, 11; 325(2):134
  • Healy, “Vaccino della parotite e sordità”, Am J Disorder Child, giugno 1972; 123(6):612
  • Jayarajan Sedler, “Perdita di udito a seguito di vaccinazione al morbillo”, J Infect, marzo 1995; 30(2):184-185
  • Pialoux P, “Vaccinazioni e sordità”, Ann Otolaryng (Paris), dic. 1963, 80:1012-1013
  • Angerstein W, “Danno all’udito e all’equilibrio a seguito di vaccinazioni”, Gesundheitswesen, maggio 1995, 57(5): 264-268
  • Brodsky S, “Perdita di udito sensorio-neuronale a seguito di vaccinazione al morbillo”, Int J Ped Oto, nov. 1985; 10(2):159-163
  • Koga, “Sordità acuta bilaterale a seguito di vaccinazione MPR”, Nippon Jibiin Gakkai Kai, agosto 1991; 94(8): 1142-5
  • Seiferth LB, “Sordità a seguito di anti-polio orale: rassegna e casi clinici”, HNO, agosto 1977; 25(8): 297-300
Vaccini e disfunzioni renali
  • Jacquot C, “Rischio renale nelle vaccinazioni”, Nouv Presse Med, 6 nov. 1982, 11(44):3237-3238
  • Tan SY, “Glomerulonefrite associata a vaccinazione”, BMJ, 23 gen. 1993, 306(6872):248
  • Pillai JJ, “Coinvolgimento renale in associazione con varicella post-vaccinazione”, Clin Infect Disorder, dic. 1993, 17(6): 1079-1080
  • Eisinger AJ, “Disfunzione renale acuta dopo TAB e vaccinazione anti-colera”, Br Med Journal, 10 feb. 1979, 1(6160):381-382
  • Silina ZM, “Cause di complicazioni renali postvaccinali in due neonati”, Pediatria, dic. 1978, (12):59-61
  • Na, “Albuminurie”, Concours Med, marzo 1964, 85:5095-5098
  • Oyrl A, “Possono le vaccinazioni danneggiare i reni?”, Clin Nephrol, 1975, 3(5):204-205
  • Mel’man Nia, “Lesioni renali dopo l’uso di vaccini”, Vrach Delo, ott. 1978; (10): 67-9
  • Silina EM, “Alcune patologie dei reni in bambini nel primo anno di età a seguito di vaccinazione da varicella e somministrazione di vaccino anti-difterite- pertosse- tetano”, Vopr Okhr Materin Det, marzo 1968; 3(3):79-80
Vaccini e patologie della pelle
  • Illingsworth R, “Rash cutanei dopo vaccino triplo”, Arch Dis Child, sett. 1987; 62(9):979
  • Lupton GP, “Lupus eritematoso discoide causato da vaccinazione alla varicella”, J Am Acad Dermatol, ott. 1987; 17(4):688-690
  • Kompier AJ, “Alcune malattie della pelle causate dal virus vaccinale [varicella]”, Ned Milt Geneesk T, 15:149-157, maggio 1962
  • Weber G, “Lesioni della pelle a seguito delle vaccinazioni”, Deutsch Med Wschr, 88:1878-1886, S7, sett. 1963
  • Copeman PW, “Complicazioni cutanee da vaccinazioni alla varicella”, Practitioner, 197:793-800, dic. 1966
  • Denning DW, “Rash cutanei dopo vaccino triplo”, Arch Disorder Child, maggio 1987, 62(5): 510-511
Manca qualche altro organo?
Cuore
  • “Complicazioni miocardiche delle vaccinazioni”, Annals of Clinical Research 1978 Vol 10
  • Perez Diaz R, “Pericardite post-vaccinazione: 2 casi clinici”, Rev Cuba Med, 1:49-54, luglio- agosto 1962
  • Larbre F, “Miocardite acuta fatale a seguito di vaccinazione da varicella”, Pediatrie, apr.-maggio 1966, 21:345-350
  • “Morte improvvisa tra reclute finlandesi [a seguito di danni cardiaci da vaccini]”, British Med Journal, 1976
Polmoni
  • Chudwin DS, “Coinvolgimento dei polmoni in vaccinia progressiva”, West J Med, maggio 1981, 134(5):446-448
Fegato
  • Lilic D, “Disfunzione al fegato e anticorpi al DNA dopo la vaccinazione anti-epatite B”, The Lancet, 5 nov. 1994, 344(8932):1292-1293
(L’antiepatite B è data per proteggere il fegato dalla malatita, giusto? Ebbene causa anche danni al fegato!)
Occhi
  • Goldman A, “Reazione vaccinale oculare”, Med J Aust, 30 nov. 1968, 2:921-922
  • Rennie AG, “Ocular Vaccinia”, The Lancet, 3 agosto 1974, 2:273-275
Altre voci
  • Cockwell P, Allenm MB, Page R, “Vasculite correlata al vaccino dell’epatite B”, Br. Med Journal, 1990, 301: 1281
  • Fried M, Conene D, Conzelmann M, Steinemann E, “Uveite a seguito di antiepatite B”, The Lancet, 1987; 2: 631-32
  • Wise RP, Kiminyok P, Salive ME, “Perdita di capelli dopo vaccianzioni di routine”, JAMA, 1997; 278: 1176-78
  • Stickl H, “Valutazione del danno vaccinale”, Med Welt, 14 ott. 1972, 23:1495-1497
  • Sterler HC, “Epidemie di ascessi da streptococco gruppo A a seguito di vaccinazioni DTP”, Pediatrics, feb. 1985, 75(2):299-303
  • DiPiramo D, “Formazioni di ascessi al sito dell’inoculazione del bacillo Calmette-Guerin (BCG)”, Riv Med Aeronaut Spaz, luglio- dic. 1981, 46(3-4):190-199
  • Goolsby PL, “Eritema nodoso a seguito di vaccino antiepatita B Recombivax”, New Engalnd J. Med., 1989, 321: 1198-99
  • Caileba A, “Shock associato a sindrome di coagulazione intravascolare disseminata a seguito di iniezione di vaccino DT.TAB”, Presse Med, 15 sett. 1984, 13(3):1900
  • Na, Deutsch J, “Cambiamenti di temperatura dopo vaccinazione tripla nell’infanzia”, Padiatr Grenzgeb 1976;15(1):3-10
  • (Considerando che la tiroide controlla il nostro metabolismo basale sembrerebbe che i vaccini alterano, deprimendola, l’attività tiroidea).
  • “Reazioni avverse assocaiti con i vaccini infantili diversi da pertosse e rosolia”, JAMA, Vol 271, n.20
  • “Danni da vaccino”, The Lancet, gen. 1997, v.1
  • “Pratiche di vaccinazioni di pediatri e loro correlazione con i livelli di immunizzazione”, Arch Pediatr Adolesc med, Vol 148, feb. 1994
  • “Depressione della sensibilità al tubercolino a seguito di vaccinazione al morbillo”, American Review of Respiratory Diseases, 1964 Vol 90
  • “Sintomi comuni dopo vaccinazioni DTP e antipolio”, Arch Dis in Child, ott.-dic. 1991, vol 66
  • “Dermatomiosite e vaccinazioni”, The Lancet, maggio 1978
  • “Gli enormi costi delle cause di compensazione aumentano il prezzo dei vaccini infantili”, The Lancet, giugno 1986, p.1339
  • “Complicazioni delle vaccinazioni”, Ped in Review, Vol 18, N.2, 1997
  • “Vaccinazioni ripetute: possibili effetti avversi”, Annals of Intern. Med, 1974, 81; 594-600
Fonte: http://www.losai.eu/non-vaccinate-i-vostri-figli-raccolta-di-200-studi-scientifici/#sthash.bacIKgd4.dpuf

sabato 15 novembre 2014

La Matrix, il Complottismo e l’Essere Umano

In questo post si tratteranno in dettaglio alcune regole basiche per incrementare il potere interiore e la consapevolezza. Inizieremo quindi un percorso irriverente, denso di informazioni scomode che inevitabilmente provocheranno a qualcuno un certo fastidio, pertanto se decidete di proseguire nella lettura, fatelo sapendo che l’intento non è quello di convincere chi è privo dei due elementi sopracitati ma di confermare a chi è già sulla buona strada ciò che intimamente ha sempre riconosciuto. Vista la portata degli argomenti esposti, sconsiglio inoltre a chi è abituato alle rapide interpretazioni di proseguire con la pretesa di comprendere.
LA MATRIX
La vita è delineata da un insieme di esperienze, non sempre positive come molti ormai avranno capito. Imbrigliarla, far si che viverla diventi un cammino felice e denso di significato non è cosa da tutti e dipende fondamentalmente dall’approccio personale e, più in grande, dall’orientamento della società che, come vedremo, spesso condiziona il singolo. Fin qui tutto abbastanza noto. Ma quanti approcci esistono alla vita, o meglio, in quanti modi possiamo viverla? In verità solo in due modi: consapevolmente, imparando a gestire la realtà e scegliendo la via migliore per noi stessi, consci che tale via spesso non è priva di resistenze e di ostacoli, o inconsapevolmente, seguendo la via che altri scelgono per noi, uniformandoci alla tendenza dalla maggioranza. Ma chi crea queste tendenze? Un’entità che chiameremo convenzionalmente “Matrix”, ispirandoci all’omonimo film. Mi spiegherò meglio. La Matrix è il sistema sociale in cui viviamo. Un ingegnoso meccanismo in grado di pilotare le coscienze, un sistema che esiste grazie al consenso e che si assicura tale consenso procacciandoselo in qualsiasi modo, essenzialmente senza destare sospetti sui fini che si prefigge.
Esistono due fondamentali modelli di sistema, quello socialista che nega la libertà di scelta e quello capitalista che schiavizza. Quest’ultimo, a ben pensarci, esprime la nostra condizione. La menzogna e la disinformazione sono mezzi molto efficaci per vendere ad esempio un certo prodotto e per riuscire nell’intento occorre creare il mito non solo della sua utilità ma anche della sua insostituibilità. In sostanza, che si tratti di prodotti o di altro, sono molto più utili dei consumatori fedeli che dei consumatori consapevoli. Il motto diventa quindi: “se noi lo produciamo, voi dovete comprarlo” o anche “se noi lo diciamo, voi dovete crederci”. Il sistema è molto intelligente ed esso ci usa mentre crediamo di godere dei suoi frutti. L’obiettivo è creare un bisogno che porti a desiderare ciò che è vantaggioso per il sistema stesso e tutto viene poi mantenuto grazie a rapporti di dipendenza che di solito si fissano con la ripetizione.
Le “merci” che ci circondano sono prodotte non tanto perché senza di esse non ci si potrebbe arrangiare, ma perché qualcuno le produce, qualcun’altro le vende e tutti hanno bisogno di trarne dei profitti. Siamo ostaggi di questo meccanismo e come in una fattoria mangiamo quello che ci danno o facciamo quello che ci dicono di fare. Il comando che ci viene dettato subliminalmente è simile al seguente: “siediti al tuo posto di lavoro e sacrificati se viene richiesto. Crea i prodotti del sistema e consuma quello che ti fornisce. Rispetta le regole e fai come fanno tutti. Se tutti lo fanno, lo pensano, allora è giusto. Non farti venire in mente di abbandonare le file, saresti un diverso, l’importante è solo che tu sia connesso e che usi i gadget che ti fanno sentire parte del sistema. Non cercare altre strade, non farti strane domande, non ne hai bisogno, verrai diretto poiché il tuo compito è eseguire gli ordini formando in te stesso i necessari riflessi condizionati che ti rendono un bravo ingranaggio. Non ti serve più energia ma solo quella sufficiente a fare funzionare tutto secondo i piani del sistema. Lasciati controllare, segui i modelli che ti vengono dati e obbedisci”.
consumismo-dominio-essi-vivono-02
tratto da “Essi vivono” di J. Carpenter
Va da sé che chi osa anche solo trasgredire di poco viene subito bollato, denigrato o deriso a meno che non ci si possa servire di lui producendo reazioni che potrebbero tornare utili al disegno globale. Signori, come avrete intuito, siamo tutti in un bel pasticcio! Esistono tuttavia dei modi per convivere con il sistema senza trasformarsi in un cyborg dalla personalità piatta e conformata. Per riprendere il controllo di se stessi è necessario mantenersi consapevoli. Qualcuno potrebbe obiettare che in una collettività non c’è altro modo di vivere la vita anche se in realtà sarebbe più corretto dire che non ci sono state date altre vie e che pertanto non abbiamo idea di quali potrebbero essere le alternative. Tutto sembra filare liscio così com’è e gli “effetti collaterali” che osserviamo e a cui siamo diventati ormai insensibili sono dopotutto il prezzo da pagare. Nulla di più falso. Ma procediamo per gradi.
L’obnubilazione della coscienza umana è già ad uno stadio avanzato ed è la modalità preferita dalla Matrix per influenzare e dirigere la massa. Ciò avviene di norma attraverso l’informazione, il cibo e le condizioni ambientali. Premetto che spiegare certe faccende in modo semplice e diretto non sarà un’impresa facile, in ogni caso, vale la pena tentare se questo può essere d’aiuto anche solo a pochi, dato che solo una minoranza di individui sarà in grado di recepire simili informazioni, così come sempre una minoranza di individui già se ne serve per manipolare e pilotare la maggioranza. Su quest’ultimo gruppo sono già state spese molte parole e non è il caso di affrontare nuovamente la questione, come ripeto, chi sta leggendo queste righe, con molta probabilità, conosce l’entità del problema o ne ha comunque un barlume. Prima di scendere in particolari però occorre affrontare un altro tema, piuttosto attuale e controverso.
IL COMPLOTTISMO
Complottismo e complottista sono dei neologismi oggi molto utilizzati di cui troviamo traccia sui principali dizionari con un’accezione che, guarda caso, ne inficia i propositi. L’editore Hoepli, ad esempio, lo definisce come “la tendenza a vedere complotti dappertutto, anche senza fondamento, che spesso si manifesta come fissazione e mania”; Wikipedia si esprime in merito confermando che “si tratta di una definizione che ha origine nella cultura americana e che negli anni recenti si è diffusa in varie parti del mondo per fare riferimento a un’ampia classe di costruzioni ipotetiche dove la fantasia ha un ruolo dominante. Queste teorie solitamente attribuiscono la causa di un evento all’azione di cospiratori, offrendo spesso una ricostruzione artefatta degli avvenimenti, con accuse di insabbiamento delle indagini nei confronti delle istituzioni preposte”; ancora l’Enciclopedia Treccani definisce chi lo sostiene come “chi o che ritiene che dietro molti accadimenti si nascondano cospirazioni, trame e complotti occulti”.
Insomma, tutto lascia intendere che chi si interessa di tali teorie o tenta di indagare sulla realtà ufficializzata dal sistema sia una sorta di trasgressore, un sovversivo, un fomentatore, un essere degno di disprezzo. Ora, non so chi di voi ricorda l’opera di George Orwell, 1984, ma tutto questo a me suona tanto di neolingua. Nello scenario orwelliano il fine specifico della neolingua non è solo quello di fornire, a beneficio degli adepti dell’ideologia dominante, un mezzo espressivo che sostituisce la vecchia visione del mondo e le vecchie abitudini mentali, ma di rendere impossibile ogni altra forma di pensiero. Una volta che la neolingua fosse stata radicata nella popolazione e la vecchia lingua completamente dimenticata, ogni pensiero eretico (cioè contrario ai principi del sistema) sarebbe divenuto letteralmente impossibile, almeno per quanto attiene a quelle forme speculative che derivano dalle parole.
Invito caldamente, in special modo i sostenitori delle versioni ufficiali (per par condicio denominati convenzionalisti), a guardare fino alla fine un filmato davvero eloquente che centra la questione e forse vale più delle mie parole. L’autore Mason Massy James affronta il dibattito sul complottismo con rara e fredda lucidità. A voi le dovute considerazioni.: link video: https://www.youtube.com/watch?v=vQR2FmP7WVo
Per contro, parallelamente al complottista, nasce un’altra figura ad esso contrapposto e ormai ugualmente nota al popolo di internet, il debunker (altro neologismo). Vediamo come lo definisce questa volta Wikipedia: “un debunker (in italiano demistificatore) è un individuo che mette in dubbio e smaschera affermazioni false, esagerate, anti-scientifiche o pretenziose. I debunker spesso focalizzano la loro attenzione sui fenomeni ufologici, affermazioni sul paranormale, medicina alternativa, eventi miracolistici, ricerche compiute al di fuori del metodo scientifico o solamente pseudoscientifiche. Il termine debunker è attribuito a chi esplica la propria attività di “smascheratore” attraverso ricerche, scritti (articoli o libri), conferenze e seminari, o si cimenta comunque in attività con lo specifico intento di appurare la validità di affermazioni dubbie, strane o anomale. Debunking è l’atto del confutare, basandosi generalmente su metodologie scientifiche, un’affermazione o ipotesi”.
Non notate niente di strano? Per quanto sia indubbiamente legittimo che esista sempre l’opportunità di operare un confronto atto a evitare fraintendimenti o che chicchessia diffonda a priori la sua versione dei fatti senza alcun fondamento, questo personaggio emblematico che dovrebbe occuparsi, in un certo senso, di verificare una data realtà, appare già da una prima lettura come un paladino della giustizia, un’autorità che si prefigge di ristabilire l’equilibrio. Ma siamo davvero certi dell’imparzialità di un debunker? Non potrebbe essere lui il vero “disinformatore”, colui che invece difende a tutti i costi e senza alcun fondamento la verità ufficiale al fine di mantenere un certo “ordine pubblico”, magari pagato dalle stesse istituzioni che hanno interesse a mantenere le cose come sono o solo per il fatto che il potere conferitogli dalla sua posizione glielo consente? Ora, non sarebbe giusto fare di tutta l’erba un fascio, sicuramente esistono persone corrette e scorrette da ambo le parti e conservare sempre un sano e ragionevole dubbio probabilmente è l’atteggiamento migliore, per chi può e vuole permetterselo ovviamente. Tuttavia, per chi ha già avuto a che fare con personaggi del genere le idee sono abbastanza chiare, mentre purtroppo per chi ha il forte bisogno di essere rassicurato e di tornare, per così dire, all’ovile, al comfort del proprio status quo, le cose pare non stiano così. Rimando ad un breve ma simpatico articolo di Massimo Mazzucco dal sito Luogocomune che da, a ragion veduta, la sua opinione sull’argomento: link.
L’ESSERE UMANO
Dunque, torniamo a noi, in tutti i sensi. L’essere umano è un organismo assai complesso, ovvero, nella sua interezza possiede una parte fisica (visibile, grossolana) e una parte metafisica (invisibile, sottile). La parte fisica include il corpo, il suo metabolismo e la sua forza, mentre la parte metafisica, include la coscienza, la volontà e l’energia vibrazionale. Tutto è strettamente correlato e interdipendente. Non mi dilungherò sul perché o il percome le cose stiano così, al lettore esigente consiglio di documentarsi in merito, la letteratura che tratta questi temi è vastissima. Basti sapere che le tossine che ne possono minare la salute sono di diversa natura e perciò possono contaminare ambedue le sfere che ne determinano l’insieme. Va tenuto bene a mente che tutto quello che intossica crea dipendenza. Infatti, come precedentemente accennato, la Matrix agisce principalmente sulle dipendenze dell’individuo e lo schiavizza modificando le sue esigenze funzionalmente alle tre componenti primarie: l’informazione che assimila, il cibo che ingerisce e l’ambiente in cui si muove.
Fatta questa distinzione preliminare, poniamoci una domanda: cosa serve ad un uomo per essere in grado di disporre autonomamente del proprio destino? Sono tre cose semplici ma allo stesso tempo difficili da ottenere: una coscienza libera, una volontà libera e un’energia libera. Il sistema, affinandosi nel tempo come un organismo dotato di vita propria, ha imparato a limitare questi fattori in tre modi: offuscando la coscienza, catturando l’attenzione e bloccando l’energia. Queste condizioni imposte dall’esterno sono destinate ad aumentare e contribuiscono a generare quella tensione crescente e poco chiara che tutti noi ad un qualche livello stiamo percependo.
L’unico antidoto a questa tensione è la consapevolezza. La consapevolezza è la possibilità di orientarsi con lucidità nella realtà circostante e rendersi conto di dove si è, di cosa si sta facendo in un determinato momento, del perché e del fine per cui lo si sta facendo. La Matrix cerca in tutti i modi di relegarci al ruolo di batteria di alimentazione, di ingranaggio, e  se la sfera di attività si restringe anche la coscienza ristagna in un campo ristretto. Alla fin fine, tutto in natura tende ad atrofizzarsi se non viene utilizzato. Inoltre, ad aggravare le circostanze, vengono instillati con cura degli stereotipi sociali che creano tra l’essere umano e la collettività una sorta di sincronizzazione che prende il nome di massificazione. Come? Vediamolo attraverso un classico esempio: viene mostrata un’immagine “patinata” di qualcosa che agisce come esca, da tale immagine si giunge ad una deduzione che viene presentata al nostro giudizio, poi viene spiegato lucidamente che questa cosa è irraggiungibile a meno che non si lavori duramente, si dimostri di essere i migliori o si abbiano delle conoscenze. Se si concorda su tutti i punti si forma un’opinione, se molti la condividono lo stereotipo è stato acquisito e l’IO scardinato e livellato. Vengono così ideati falsi fini, falsi modelli di successo e le persone pensano che a questi standard ci si debba conformare a discapito della proprie vere attitudini che spesso restano ignote. Come risultato l’uomo, oppresso da questo stato di cose, accetta il quadro proposto nella configurazione del suo mondo e si immerge in un sogno penoso dove tutto intorno a lui è ostile e difficile da ottenere. Questo è un modo per bloccare l’energia e creare il pressing che ci obbliga a inseguire le mete designate dalla Matrix. Ovviamente, a chi non potrà raggiungerle viene consigliato di rassegnarsi all’insoddisfazione dando “importanza” al fatto di non essere tagliato per alcun successo. In definitiva, che siate un ingranaggio insoddisfatto o un ingranaggio soddisfatto, poco importa, consegnerete la vostra energia al sistema e lui se ne nutrirà.
Ma una volta che si diventa consapevoli del blocco energetico in atto metà del lavoro è fatto. L’altra metà consiste nel riprendere il controllo del flusso di energia che era ristagnato grazie all’azione consapevole. Quando il flusso viene finalmente riavviato, le soluzioni arrivano in genere da sole, in itinere, proprio perché la coscienza può disporre di nuova energia libera, vedere con chiarezza e dirigere la volontà. L’algoritmo di auto-liberazione può essere così riassunto: individuare lo stereotipo che opprime, rimuoverlo diventandone consapevoli e togliendogli importanza, creare un flusso di azioni coerenti a un nuovo fine in accordo con la propria ragione e il proprio IO. Se non è subito chiaro, ponendosi in una posizione di osservazione, il vostro autentico fine verrà svelato; cercare nervosamente qualcosa in sostituzione del vecchio falso stereotipo non porterebbe a nulla. Occorre una certa pazienza e un’intenzione stabile nonché la conservazione dei presupposti energetici per consentire e mantenere tali atteggiamenti. Va tenuto bene a mente che il vostro passato, con tutti i relativi fallimenti, non conta come non contano le esperienze altrui, ciò che conta è soltanto il presente in cui potete agire e il futuro che volete raggiungere.
La vita è uno specchio, l’avrete sentito dire molte volte. La realtà non è altro che il riflesso ritardato della vostra forma-pensiero, lo specchio riflette ciò su cui si fissa maggiormente la vostra attenzione e quindi concentrando l’attenzione sul vostro fine questo prenderà forma nello strato del vostro mondo. Avere un’immagine, un’intenzione chiara e focalizzata verso il fine da raggiungere è la cosa più importante per attrarre la realtà che volete. Altra cosa importante da fare è verbalizzare la vostra intenzione, come se deste un ordine allo specchio; fatelo frequentemente, senza sentirvi stupidi, scrivetelo, pensatelo questo vostro futuro ma eseguite questa semplice operazione come se si trattasse del presente, di una situazione che state già vivendo, che avete già acquisito. L’esperienza ordinaria suggerisce che sono le azioni concrete ad avere un impatto decisivo nel mondo materiale ma, in un universo duale come il nostro, la componente metafisica è comunque presente e necessita anch’essa di considerazione. La coscienza e i pensieri esercitano allo stesso modo un’influenza sulla realtà oggettiva che ci circonda e questo è il motivo per cui il sistema ne vuole il controllo.
Quanto appena detto riguarda sostanzialmente la sfera dell’informazione, cosa da cui tutti siamo in un certo qual modo dipendenti. Per informazione, intendo tutto ciò che subdolamente costituisce uno stimolo all’adeguamento. Con i mezzi posseduti dall’odierno sistema, mettere in circolo le tossine appropriate per creare nuove forme-pensiero e dipendenze, è ovviamente più facile rispetto a qualche decennio fa. Con le attuali tecnologie, mezzi come Internet divengono un’arma a doppio taglio e, per quanto essa sia più difficile da controllare rispetto ad un quotidiano, una rete televisiva o qualsiasi altro singolo mezzo informativo acquistabile dai direttori della Matrix, oggi, con i Social Network la diffusione (e il monitoraggio) di un’opinione stereotipata avviene alla velocità della luce .
Veniamo ora ad un altro elemento da cui siamo dipendenti: il cibo. Tante cose si sono dette sul cibo che mangiamo e, a prescindere dalle diete complicate che si affrontano per apparire conformi ai cliché di bellezza e di salute fisica che vengono imposti, il rilievo che assume questo elemento è determinante per liberare l’energia utile a raggiungere il proprio scopo. Forse non tutti sanno cosa significhi realmente sentirsi bene e pieni di carica, né quante e quali persone abbiano dedicato considerevoli sforzi per informarci su quale sia il miglior metodo per assumere gli alimenti che la natura ci offre. Parlo di natura perché sia chiaro che, volenti o nolenti, siamo con essa tutt’ora in sintonia e, in virtù di ciò, le azioni che nascono da una comprensione parziale delle sue leggi avranno come unico risultato il disequilibrio. Avrete sicuramente già sentito la citazione del filosofo Ludwig Feuerbach: “Noi siamo quello che mangiamo”. Per dirla brevemente, da quello che mangia un essere umano possiamo rilevare se è in armonia o meno con i principi della natura. In realtà il cibo non condiziona solo il fisico ma anche la coscienza ed il modo di pensare. Tutto sommato non è poi così difficile intuire che in un corpo affaticato e inquinato, in genere, dimora una mente altrettanto affaticata e inquinata.
L’ingegnere francese Andrè Simoneton dimostrò, servendosi di strumenti come un contatore Geiger, una camera ionizzante di Wilson e il Biometro di Bovische, che le radiazioni emesse da un organismo sano si aggirano sui 6500 Angstroms (verso l’infrarosso) e che al di sotto di tale valore compare la malattia. Ne conseguì che alcune radiazioni erano utili a mantenere una buona salute mentre altre erano nocive:
tabella-radiazioni-alimentari-bis
Per mantenere la vibrazione ad una lunghezza d’onda superiore ai 6500 Angstroms, il nostro organismo deve continuamente adattarsi all’influenza di numerose tipologie di radiazioni come quelle dovute a pensieri, emozioni, alimentazione, medicamenti, oltre a quelle cosmiche, solari, lunari, terrestri, per non parlare di quelle emesse dalle moderne apparecchiature di cui ci circondiamo. Pertanto, il ruolo rivestito dagli alimenti, dalle bevande, dallo stile di vita e dall’ambiente in cui si vive diventa assai rilevante. Prove di laboratorio, effettuate su animali, hanno dimostrato che gli alimenti sintetici (le cui sostanze producono assuefazione), pur fornendo un’alimentazione sufficiente dal punto di vista calorico, non bastano per fornire uno sviluppo corretto e naturale. Questo significa che, oltre ai consueti costituenti, gli alimenti devono anche possedere delle vibrazioni energetiche capaci di sostenere la vita. Una volta fatte queste considerazioni, Simoneton, con lo stesso sistema analizzò e suddivise i principali alimenti in diverse categorie sulla base del loro potere nutrizionale e vibrazionale. Ne risultò la seguente tabella:
tabella-cibi-Simoneton
Va comunque detto che, per conservare le proprietà vibrazionali, gli alimenti superiori devono essere consumati freschi, al giusto grado di maturazione e che una dieta opportunamente dissociata e alcalinizzante, cioè basata sulla compatibilità dei cibi e l’assunzione di alimenti non acidi, preserva la salute dell’organismo e previene la maggioranza delle patologie conosciute, soprattutto quelle croniche. Per correggere le abitudini alimentari è sempre consigliabile procedere per gradi onde scongiurare spiacevoli inconvenienti o incappare in fanatismi controproducenti. In fin dei conti, realizzare un simile cambiamento ha come scopo il recupero dell’energia e non ulteriori stress.
Sarebbe utile parlare anche di acqua e di movimento ma, per motivi di spazio, le materie saranno trattate in un altro articolo. Per ampliare invece il discorso inerente al mantenimento della forza vitale, che come abbiamo detto è strettamente legata alla possibilità di influenzare il corso degli eventi, accennerò ad una formula molto interessante detta l’equazione di Ehret (inventore dell dieta senza muco). Il concetto è davvero elementare e fa capire da dove trae origine questa forza:
L = C – R
dove L è la forza vitale, C è la capacità energetica, R è il carico; “C” in realtà è un’incognita poiché rappresenterebbe l’energia che muove il “meccanismo” umano. Si tratta di un parametro sconosciuto giacché nessuno sa con certezza da dove un organismo vivente tragga questa energia. Possiamo tuttavia considerare tale valore come un insieme di fattori determinati al contempo dalla forza fisica, dall’energia Qi innata e dalla forza dello spirito. “R” è il valore che esprime il lavoro speso principalmente per la digestione del cibo morto e la rimozione dei prodotti del metabolismo. Nell’organismo che si ciba in prevalenza di sostanze morte e acide si instaura un processo necrobiotico che da luogo alla putrefazione e allo sviluppo di tossine. Quando ciò accade, il corpo in sostanza non ha più la piena capacità di dedicarsi al ripristino e allo sviluppo ma deve far fronte ad una miriade di problemi secondari, dal mantenimento del pH allo stoccaggio delle sostanze di rifiuto. Il processo necrobiotico, a differenza di quello probiotico (a favore della vita), si svolge in tempi lenti, è una cogestione, un fardello che il corpo deve sopportare e che richiede un notevole dispendio di risorse. Nel soggetto medio, che predilige cibi cotti e derivati da processi industriali, “R” assume sempre più rilevanza proprio perché questo immane lavoro nel tempo aumenta, le riserve vitali si riducono e la quantità dei prodotti di scarto non smaltiti si accumula. Se “R” diventa maggiore o uguale a “C”, la vita cessa. L’analogo tecnico di questa equazione viene utilizzato per determinare la potenza reale di una vettura che è pari alla potenza del suo motore meno tutte le spese e le forze di resistenza. Quando la forza di resistenza supera la potenza della vettura, questa si arresta.
In parole povere, quali che siano gli elementi che compongono l’energia “C”, la forza “L” dipende direttamente dalle spese “R”. Sono quindi le spese a meritare l’attenzione principale, perché ridurre “R” è molto più semplice che aumentare “C”. Solitamente si usa aumentare il valore della capacità energetica dell’organismo con pratiche complesse e faticose. Ciò nonostante, il potenziale energetico può essere aumentato molto più facilmente liberando il corpo dal sovraccarico di lavoro cui è sottoposto per effetto dei processi necrobiotici in atto passando  a un tipo di metabolismo più congeniale e meno dispendioso, come la probiosi appunto.
Come è comprensibile, sarebbe riduttivo rifarsi solo a questi criteri, sull’alimentazione sono stati condotti parecchi studi che sarebbe bene approfondire in autonomia (a tal proposito si segnalano le opere di George Wilson, André Simoneton, André Bovis, Louis Kervran, Georges Lakhowsky, Arnold Ehret, Victoria Boutenko), anche perché trattare esaustivamente il tema non è lo scopo primario di questo post.
A questo punto i pezzi del puzzle stanno formando un’immagine più nitida. Il lettore attento avrà già capito che la Matrix non è uno scherzo e che le industrie dell’informazione, dell’alimentazione e della farmaceutica sono sinergicamente impegnate affinché il caro essere umano si comporti secondo le loro aspettative. Innumerevoli volte è stato detto, non solo dal sottoscritto, che per controllarci e renderci dipendenti, il sistema non ci vuole solo disorientati e malleabili ma anche deboli e malati. Non lo fa solamente per una mera questione di profitto, il fine supremo è il dominio assoluto.
Siamo giunti quasi al termine di questa analisi e ci occuperemo ora dell’ultimo, ma non meno importante, fattore su cui il sistema si è accanito per accelerare l’involuzione delle coscienze. Risulta ormai chiaro a tutti come le modificazioni ambientali abbiano raggiunto un livello critico e assai preoccupante. Per esser certi che l’uomo rimanga immerso nel suo sonno pressoché indistinguibile dalla realtà ed evitare il rischio di fornire risorse utili al risveglio, non sarebbe stato sufficiente agire solo attraverso l’informazione e il cibo. Il sistema ha così pensato bene di concepire delle sofisticate tecnologie per degradare l’ambiente. Di cosa si tratti è ampiamente spiegato in molti siti e in questa discussione ci soffermeremo più che altro su alcune conseguenze contingenti.
Il pianeta che ci ospita è un organismo vivente a tutti gli effetti. La Terra pulsa, emette frequenze benefiche, respira, si nutre, si rigenera, si adatta, reagisce, tende all’armonia e fa tutto questo non solo per se stessa ma anche per noi poiché il suo fine è ospitare e favorire la vita. Non è in competizione con gli altri pianeti e la sua esistenza è legata a un equilibrio che sovrintende tutto l’universo conosciuto. Gli unici potenziali pericoli dovrebbero provenire solo dallo spazio profondo o dall’esaurimento di quelle leggi che governano i corpi celesti. Nonostante ciò, viene sfruttata e aggredita dai suoi stessi figli, esseri impietosi e presuntuosi che forse, in un immediato futuro, credono di poter disporre di altri pianeti per continuare a prosperare, proprio come fanno i parassiti quando sono costretti ad abbandonare un corpo che hanno devastato. Distruggere l’ambiente consapevolmente per poi fingere di proteggerlo con blandi accorgimenti che poi si riveleranno inutili, significa insinuare nelle menti la certezza che tutto è perduto, che la natura è diventata minacciosa, che l’ultimo baluardo su cui poteva fondarsi la vita è venuto meno e che, se vogliamo sopravvivere, l’unica scelta sarà quella di attenersi agli ordini del sistema accettando quel che viene offerto con le modalità che vengono imposte. Ancora una volta la dipendenza dalla Matrix e dalle sue false soluzioni sembra essere l’unica via plausibile.
Sfruttare l’emergenza ambientale non punta solo a giustificare comportamenti politici e sociali che alimentano nell’immediatezza un certo business piuttosto che un altro, ma principalmente a creare il pretesto per l’attuazione di misure di sicurezza estreme e anticostituzionali su scala mondiale, ne sono esempi pratici gli OGM e il programma di depopolazione che molte potenze appoggiano. Creare consenso grazie al falso mito che l’ambiente non può più sopportare la massiccia presenza umana porterà presto a istituire un governo centralizzato e a legittimare queste operazioni coercitive nei confronti di qualsiasi nazione. Va inoltre considerato che un ecosistema malato e inquinato oltre misura non sarà più in grado di assicurare un adeguato sostentamento ai suoi abitanti, anche se questi saranno decimati.
Per quanto la colpa di tutto ciò venga sempre attribuita all’intera razza umana, in verità sarebbe da imputare a questi scellerati governanti e non a delle pedine inconsapevoli che non fanno altro che dormire e annuire a qualsiasi comando in cambio dei cosiddetti frutti del progresso. Distribuire la responsabilità evita di circoscriverle ai veri colpevoli ma, in quanto esseri consenzienti, forse non è del tutto sbagliato attribuire delle mancanze anche a chi riveste un ruolo passivo. La situazione pare essere ormai sfuggita di mano e chissà quale fantascientifico piano hanno in serbo i controllori del pianeta per salvarsi il posteriore dato che anche loro, inevitabilmente, appartengono al genere umano. Di sicuro operazioni come la realizzazione dei FEMA Camps o del Svalbard Global Seed Vault, lasciano presagire che qualcosa è nell’aria, e non parlo solo di smog.
CONCLUDENDO
Quelli appena illustrati sono solo alcuni degli espedienti che il sistema adotta per esercitare la sua supremazia. La verità sarebbe in effetti molto più articolata ma era mia premura rendere accessibili soltanto gli aspetti che ritengo prioritari. Giunti a questo punto, prima di concludere, porterò alla vostra attenzione un’ultima riflessione.
Poniamo per assurdo che questa notte, come per incanto, tutti i problemi di questo mondo spariscano, domattina come vi comportereste? Quasi certamente la maggior parte delle persone non saprebbe cosa fare e dove andare perché non è mai stata abituata ad avere un proprio obiettivo da raggiungere e un relativo modello da seguire. La Matrix se ne è impossessata da tempo, vincolandoci a dei surrogati e privandoci così della facoltà di immaginare il futuro che desideriamo. Ognuno di noi ha il bisogno innato di aderire a degli ideali e, solo dopo averne metabolizzato pregi e difetti, di trascenderli per trovarne di migliori, di più elevati. Da questo dipende la crescita intellettuale, la maturazione. Se non si riescono a superare gli schemi che non hanno più nulla da offrire se ne diventa succubi cadendo in quello stato che gli psicanalisti definiscono “psicosi edipica”. Quando invece non si dispone di un riferimento valido a cui adeguarsi si resta soli diventando succubi di se stessi e, in questo caso, si parlerebbe di “narcisismo”. Il complesso di Edipo conduce alla disperazione, il complesso di Narciso al disorientamento. Oggi viviamo prevalentemente nella seconda condizione, tutto il resto appartiene al mondo delle congetture. Non avere una meta definita è come aggirarsi in un territorio senza averne la mappa. Ci sentiamo smarriti perché la società si è trasformata troppo rapidamente e senza scaturire da un modello approvato. Il sistema si è, per così dire, auto installato e, fintanto che perdurerà il nostro sonno, ci terrà in pugno.
“Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa dove andare” (Seneca)
Riassumendo quanto indicato, per riprendere il controllo di se stessi e del proprio destino è indispensabile: incrementare la consapevolezza, recuperare l’energia vitale, riconoscere la propria unicità, orientarsi verso un fine compatibile, sostituire le forme-pensiero negative, compiere azioni coerenti con il fine prescelto e infine mantenere stabili i fattori appena descritti. Come afferma Vadim Zeland (ideatore del Transurfing), trasformandoci da ricevitori in trasmettitori non proietteremo più nello specchio il film che vediamo ma quello che vogliamo vedere!

Letture consigliate:
eBook – Scardinare il Sistema Tecnogeno (Vadim Zeland)
eBook – Transurfing Vivo. Oltre I Confini Della Matrix (Vadim Zeland)
Link di approfondimento:
http://www.procaduceo.org/it_ricerche/biofisica/biofi09.htm
http://www.mednat.org/alimentazione/energia_alim.htm
http://antoniovaccarello.wordpress.com/alimentazione-e-salute