Ombre nei fondali: la Sicilia nella morsa della guerra ibrida tra NATO e Russia
CATANIA – Non è solo una questione di confini o di sorveglianza di routine. Quello che sta accadendo in queste ore nel Canale di Sicilia è l’ennesimo capitolo di una "guerra dei segnali" che vede l’Isola come prima linea di un conflitto invisibile. Mentre dai radar della base di Sigonella decollano i P-8A Poseidon per dare la caccia al sottomarino russo Krasnodar, la vera partita si gioca a centinaia di metri sotto il livello del mare.
Il Krasnodar, soprannominato il "Buco Nero" per la sua capacità di sparire ai sonar, non si trova nelle nostre acque per una semplice esercitazione. Nel contesto geopolitico attuale, la presenza di unità subacquee di Mosca vicino ai nodi critici del Mediterraneo solleva interrogativi inquietanti sulla sicurezza dei cavi sottomarini per le telecomunicazioni e delle condotte energetiche che alimentano l'Europa.
Oltre la superficie: il rischio sabotaggio
Le ultime vicende, che vedono anche tensioni crescenti nel Mar Nero e nel Golfo, suggeriscono che il Mediterraneo centrale sia diventato il terreno di prova per nuove strategie di pressione. La capacità del sottomarino russo di stazionare in prossimità di snodi vitali non è solo una dimostrazione di forza, ma un messaggio diretto alla resilienza del sistema occidentale.
Sigonella risponde con la "grammatica della sorveglianza", ma la frequenza di questi avvistamenti – dopo i casi analoghi dell'estate scorsa – indica che la pressione russa sulla Sicilia non è più un evento sporadico, bensì una strategia di permanenza.
Un'Isola al centro del mirino
Se da un lato la tecnologia alleata tenta di neutralizzare la minaccia silenziosa del Krasnodar, dall'altro resta il dato politico: la Sicilia è oggi il sensore più esposto di un’Europa che fatica a proteggere i propri fondali. La "Caccia a Ottobre Rosso" nelle acque di casa nostra ci ricorda che la pace, nel 2026, si gioca sulla capacità di vedere ciò che il nemico tenta disperatamente di nascondere nell'abisso.
Salvatore Calleri - Ufficio Stampa

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