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domenica 30 novembre 2014

COSA SUCCEDE NEI CIELI DEL MONDO? (Con la collaborazione di Scie Chimiche: Informazione corretta)


Da tempo i cieli di molti paesi del mondo, da aerei sconosciuti sono rilasciate scie chimiche. Diversamente dagli aerei civili (e per questo si pensa che siano aviogetti militari), i quali su rotte predeterminate rilasciano scie di condensa[1] le scie chimiche riscontrate sono di natura gelatinosa.
Che questo fenomeno, non sia frutto di deliri complottisti lo dimostra che nel maggio 2008 l’amministrazione comunale del Comune di Savignano sul Rubicone (provincia di Forlì-Cesena, Emilia Romagna) ha denunciato la pericolosa realtà delle scie chimiche, seguita a giugno da quella di Sant’Angelo di Romagna.[2]
I governi continuano, interrogati, a tacere (e a mentire) su questo fenomeno.
C’è da chiedersi, se non sono aerei civili, allora sono militari. E se sono militari che scopo hanno? C’è una militarizzazione dei cieli in atto?
Oppure la più tremenda delle domande, siamo di fronte a un esperimento di massa, dove le persone umane sono delle cavie?






cap. 1
La storia insegna: l’anno già fatto

   Nel 1900 alla benzina fu aggiunto il piombo, elemento di cui ai tempi era ben nota l’elevata tossicità. Questo manovra si poté compiere solo grazie all’avallo di tutti governi: nessun ministero di nessuna nazione si oppose a questa pratica criminale. Solo in tempi recenti si è deciso di fare marcia indietro, quando mezzo secolo dopo i dati epidemiologici ha confermato con tragica evidenza ciò che si sapeva già: il piombo è molto tossico e non si dovrebbe respirare. Alla fine la verità è venuta a galla, ma nel frattempo i polmoni di qualche miliardo di persone sono stati avvelenati col piombo.
Un altro tragico esempio è stato l’utilizzo dei vaccini di mercurio. Anche il mercurio è un metallo la cui tossicità è assodata da tempo immemore, eppure negli anni ’40 del secolo scorso s’inizia a utilizzare un composto del mercurio come “conservante” (in sostanza tutti i vaccini, compresi quelli somministrati obbligatoriamente ai neonati). Da allora s’iniziano a registrare sindromi autistiche che prima erano conosciute e tutta una serie di altri disastrosi effetti collaterali dei vaccini: molti di essi sono imputabili al mercurio di cui è noto l’effetto tossico sul sistema neurologico (specie quando esso è in formazione come avviene per gli infanti) e sul sistema immunitario. Ancora una volta per di più di mezzo secolo l’avvelenamento è andato avanti e si è posto un freno a esso solo quando la mole di dati sugli effetti negativi dei vaccini al mercurio ha confermato con tragica evidenza, quanto si sapeva già: il mercurio è un metallo pesante molto tossico e non va somministrato (mai per nessuna ragione) a un essere umano.

USA: una storia di esperimenti segreti su cavie umane.[3]
1950: Il Dipartimento della “Difesa” inizia a pianificare lo scoppio di ordigni nucleari in aree deserte e a monitorare i problemi di salute e il tasso di mortalità delle persone residenti nelle vicinanze.
In un esperimento per determinare quanto suscettibile potesse essere una città americana a un attacco con armi biologiche (questa è la motivazione ufficiale, ma dal mio modesto punto di vista non è credibile), la marina degli Stati Uniti diffonde una nuvola di batteri sopra la baia di San Francisco. Molti abitanti di San Francisco si ammalarono manifestando sintomi simili a quelli della polmonite.
1951: Il Dipartimento della “Difesa” inizia dei test all’aria aperta usando agenti infettivi batterici e virali. I test sono durati fino al 1969 e c’è il serio rischio che esseri umani nelle zone circostanti siano stati esposti a tali agenti.
1953: L’esercito statunitense rilascia nuvole del gas solfato di zinco e cadmio sulle città di Winnipeg, St. Louis, Minneapolis, Fort Wayne sulla valle del fiume Monocracy nel Maryland, e a Leesburg in Virginia. L’intento è di determinare quanto efficacemente si potessero disperdere degli agenti chimici.
Sono condotti esperimenti congiunti fra l’esercito, la marina e la CIA nella quale decine di migliaia di persone a New York e a San Francisco sono esposte a Batteri Serratia marcescens e a Bacillus glogigii, trasportati dall’aria.
Un’odiosa serie di 36 test sono condotti sui cittadini della città di Winnipeg Canada. Il governo statunitense ha mentito al sindaco di Winnipeg, assicurandolo che i test non fossero tossici e che erano necessari a un progetto di difesa. Il reale scopo di questi test organizzati dalla CIA era di valutare la percentuale di persone in cui si poteva indurre chimicamente il cancro.
La CIA inizia il famigerato progetto MKULTRA, il programma finalizzato al controllo mentale e alla modificazione del comportamento. In sei dei sottoprogetti furono eseguiti degli esperimenti su cavie umane non consenzienti.
1955: La CIA, in un esperimento per verificare la sua capacità di infettare la popolazione umana con armi biologiche, rilascia sulla città di Tampa Bay (Florida) dei batteri provenienti dall’arsenale militare.
L’Army Chemical Corps (la divisione chimica dell’esercito) continua la ricerca sull’LSD, studiando il suo uso potenziale come agente chimico inabilitante. Più di 1000 cittadini statunitensi partecipano ai test, che continuano fino al 1958.
1956: Militari statunitensi rilasciano zanzare portatrici dell’infezione della febbre gialla sulle città di Savannah (Georgia)  e Avon park (Florida). Dopo ogni test membri dell’esercito spacciandosi per ufficiali sanitari del servizio pubblico controllano le vittime per verificare gli effetti dell’operazione.
Anni ’60: Viene attuato un progetto di nome Project Shad: jet della Marina si levavano nella notte da un remoto atollo del Pacifico, spruzzando una nuvola di aerosol lunga 100 miglia su cinque rimorchiatori. In seguito gli uomini irrorati si ammalarono (guarda caso già negli anni ’60 una scia chimica).
1965: La CIA e il Dipartimento della “Difesa” danno inizio al progetto MKSEARCH, un progetto per sviluppare le capacità di manipolare il comportamento umano attraverso l’uso di farmaci che alterano la mente.
Ad alcuni prigionieri della prigione statale Holmesburg di Philadelphia viene somministrata diossina, il componente altamente tossico dell’Agent Orange usato in Vietnam. In tale cavia involontaria si è poi verificato lo sviluppo di malattie tumorali, il che indica che l’Agent Orange è (com’è sempre stato sospettato) un agente cancerogeno.
1966: La CIA inizia il progetto MKOFTEN, un programma destinato a testare gli effetti tossicologici di certi famarci sugli esseri umani e sugli animali.
L’esercito statunitense disperde la variante niger del Bacillus subtilis per tutta la metropolitana di New York City. Più di un milione di cittadini furono esposti quando gli scienziati dell’esercito (che sono dei nazisti e degli autentici emuli di Mengele) buttarono giù le provette di batteri dalle grate di ventilazione.
1967: La CIA e il Dipartimento della “Difesa” danno vita al progetto MKNAOMI, successore del progetto MKULTRA.
1969: Il 9 giugno 1969, il dottor D.M. McArtor, a quei tempi direttore della sezione Ricerca e tecnologia per il Dipartimento della Difesa, è comparso di fronte al sottocomitato per gli stanziamenti economici del Congresso federale per richiedere un finanziamento di un progetto per la produzione di un agente biologico artificiale per il quale gli esseri umani non avessero acquisito un’immunità naturale. Il dottor McArtor richiese un finanziamento di 10 milioni di dollari per produrre tale agente nel corso dei successivi 5-10 anni. Gli atti del Congresso rivelano che secondo tale piano lo sviluppo di tale patogeno, avrebbe avuto la caratteristica della nuova malattia sarebbe dovuta essere quella che “di essere refrattaria alle difese immunitarie ed alle terapie note” .
Fra il 1969 e il 1970 furono programmati 103 test, ma fino adesso il Pentagono ha confermato che solo 12 siano stati realmente compiuti 3.
1970: Il finanziamento per l’agente biologico artificiale (quello richiesto nel 1969 da McArtor) è ottenuto come testimonia il documento H.R. 15090. Il progetto, sotto la supervisione della CIA è portato avanti dalla Divisione Operazioni Speciali a Fort Detrick, la struttura militare topo secret che si occupa di armi biologiche.
Gli Stati Uniti intensificano lo sviluppo di armi etniche (Military Review, novembre 1970), progettate per colpire selettivamente ed eliminare determinati gruppi etnici con agenti che siano nocivi solo a chi è portatore di alcune caratteristiche specifiche del DNA (SE NON è NAZISMO QUESTO).
1975: La sezione sugli studi virali di Fort Detrick ’Center (Centro di Fort Detrick per la ricerca nel campo della guerra biologica) è rinominato Fredrick Research Facilities (impianto Fredrick per la ricerca sul cancro) e posta sotto la supervisione del National Cancer Institute (in teoria un Istituto Federale per la ricerca e la cura del cancro). È qui che inizia uno speciale programma di ricerca sul rapporto tra virus e cancro da parte della marina USA, probabilmente per sviluppare virus cancerogeni. È anche qui i virologi isolano (o dichiarano di isolare, giacché non seguirono le procedure standardizzate riconosciute come valide ai fini dell’isolamento di un retrovirus) il retrovirus HTLV (da notare, un centro di ricerca per la guerra biologica è utilizzato all’interno di un programma di “lotta contro il cancro” inaugurato da Nixon; uno dei responsabili del golpe fascista di Pinochet in Cile; forse sotto la voce di “lotta contro il cancro” in realtà s’intendeva finanziare la guerra biologica?).
Le audizioni al Congresso  del 1975, 1977 e del 1994 confermano (con tanto di dettagli nauseanti) che il Dipartimento della Morte (ipocritamente chiamato Dipartimento della “Difesa”) ha usato il popolo americano come cavia umana  sin dalla seconda guerra mondiale. Il professor Rutgers Leonard Cole ha collezionato da rapporti dell’esercito statunitense una lista degli orrori sugli agenti biologici e chimici furtivamente testati sulle popolazioni degli USA e del Canada.
1977: Nelle audizioni al Senato sulla ricerca scientifica (in particolare su quella medica) si conferma che 239 aree popolate sono state contaminate da agenti biologici fra il 1949 e il 1969. Alcune delle aree includevano città come San Francisco, Minneapolis e St.Louis
1978: Test per un vaccino sperimentale contro l’epatite B condotti dal CDC (Center for Disease Control ovvero l’ente federale per il controllo delle malattie), iniziano a New York, Los Angeles e San Francisco. Gli annunci con cui si reclutano i volontari per la sperimentazione parlano esplicitamente di soggetti omosessuali su cui testare i vaccini (sembra che questi vaccini sperimentali una volta messi in commercio abbiano contribuito ad abbassare le difese immunitarie della popolazione omosessuale americana, contribuendo insieme all’uso di droghe come i poppers [4] ed all’abuso di antibiotici (come il Bactrim)[5]  all’insorgenza della sindrome denominata AIDS).
1986: Un rapporto al Congresso rivela che l’arsenale di armi biologiche possedute al tempo dal governo USA include: virus modificati, tossine naturali e agenti che sono alterati dall’ingegneria genetica per cambiare il carattere immunologico in modo da essere resistenti alla prevenzione vaccinale.
1987: Il Dipartimento della “Difesa” ammette che, in disprezzo di un trattato che bandisce la ricerca e lo sviluppo di agenti biologici, esso continua a eseguire ricerche in 127 strutture e università in tutta la nazione.
1990: Più di 1500 bambini neri e ispanici di Los Angeles ricevono un vaccino sperimentale per il morbillo in cui utilizzo, non era mai stato approvato negli Stati Uniti. Il CDC ammette che tempo dopo che i genitori non furono mai informati che i vaccini iniettati ai loro figli fossero sperimentali (e magari si offendono se li accusa di essere dei nazisti).
1994: Con una tecnica di tracciamento del gene, il dottor Garth Nicolson presso il MD Anderson Cancer Center di Houston, Texas, scopre che molti reduci della prima Guerra del Golfo (1991) sono stati infettati con un ceppo alterato di Mycoplasma incognitus, un microbo comunemente utilizzato nella produzione di armi biologiche.
Aeroplani militari iniziano a diffondere un gel sulla piccola città di Oakville. Tutti gli abitanti si ammalano manifestando sintomi d’influenza e polmonite. Alcune persone che sono ricoverate all’ospedale restano ammalate per mesi. Gli animali domestici e gli animali di cortile muoiono. Il gel è stato analizzato da numerosi laboratori privati e pubblici che hanno trovato in esso cellule umane e orribili batteri, fra i quali una versione modificata dello pseudonomas  fluorescens,citato in più 160 documenti militari come un batterio sperimentale studiato per la guerra batteriologica.
Il senatore John D. Rockefeller pubblica un rapporto che rivela che per almeno 50 anni il Dipartimento della “Difesa” ha utilizzato centinaia di migliaia di uomini del personale militare come soggetti di esperimenti, molti dei quali consistevano nell’esposizione intenzionale a sostane pericolose. Fra queste: l’iprite, i gas nervini, le radiazioni ionizzanti, gli psicofarmaci, gli allucinogeni e le droghe.
1995: Il governo statunitense ammette di avere offerto ai criminali di guerra giapponesi che avevano eseguito esperimenti su cavie umane durante la seconda guerra mondiale, l’impunità (e una ricompensa in denaro) in cambio d’informazioni sulle loro ricerche nel ramo delle armi biologiche.
Il dottor Garth Nicolson, scopre le prove che gli agenti biologici utilizzati durante la prima guerra del Golfo sono stati fabbricati a Houston (Texas) e Boca Raton (Florida) e sperimentati su prigionieri nelle carceri nel Texas.
1996: Il Dipartimento della “Difesa” ammette che i soldati che hanno combattuto nella prima guerra del Golfo sono stati esposti ad agenti chimici.
1997: 89 membri del Congresso degli Stati Uniti d’America firmano una lettera in cui chiedono un’inchiesta sulle armi biologiche che hanno portato alla Sindrome del Golfo.
La giornalista medica Ermina Cassani riporta 29 casi di rilascio di agenti biologici nello Stato dell’Utah. Dove le squadre HAZMAT per i pericoli biochimici sono dovute intervenire per disinfettare le feci col cloro. Nello Utah si trova il tristemente famoso Dugway Proving  Gounds, un centro usato per condurre test chimico-biologici dove centinaia di impiegati hanno contratto sintomi simili a quelli dei veterani della guerra Golfo, come rivela una testimonianza rilasciata a un comitato governativo nel 1977.
1999: Ermina Cassani ha condotto indagini sulle testimonianze provenienti da tutti gli Stati Uniti d’America su simili orribili sostanze lanciate sul terreno da aeroplani che volavano a bassa quota. Cassani ha indagato su 30 casi simili fra gli anni 1998 e 1999. Nel 1998 ha ottenuto un
campione che aveva l’aspetto di sangue disidratato, “piovuto” su una casa del Michigan, dove si è trovato il bacillo pseudonomas, lo stesso usato a Oakville. Esso può essere la causa di orribili malattie infettive e perfino di casi di shock fatale a causa delle proprietà fluorescenti di tale agente biologico.
Jonathan Moreno del Clinton’s Commitee on Human Radiation Experiments (E’ il comitato creato da Clinton sugli esperimenti radioattivi sull’uomo), conferma nel suo libro Undue Risk (Rischio non richiesto), decenni di criminale sperimentazione da parte dei servizi segreti militari sui civili, usati come cavie umane inconsapevoli e non consenzienti.
2001: Il capitano Joye Riley si oppone a un gruppo di ufficiali del governo della Louisiana, dove le forze armate erano intenzionate a condurre test con agenti infettivi all’aria aperta, in netto contrasto con la volontà della popolazione. Ella ha audacemente detto a loro che gli unici atti di terrorismo mai condotti sul suolo americano sono stati quelli perpetrati dallo stesso governo USA, parole fin troppe vere! 

Esperimenti in Gran Bretagna[6]
   Il Ministero della “Difesa” britannico ha trasformato una gran parte dell’isola in un gigantesco laboratorio  per la realizzazione di una serie di esperimenti per testare agenti infettivi sulla popolazione. In molti di questi test (c’è un rapporto governativo ufficiale che parla dei test effettuati fra il 1940 e il 1979)si  rilasciarono micro-organismi e sostanze potenzialmente pericolose sulla popolazione senza che i cittadini ne fossero informati. Mentre i dettagli di alcuni esperimenti segreti sono emersi negli ultimi anni, un rapporto di 60 pagine rivela nuove informazioni su più di 100 esperimenti segreti.
Questo rapporto rivela che al personale militare furono date istruzioni di riferire a qualsiasi “investigatore curioso” che gli esperimenti erano parte di progetti di ricerca sul clima e sull’inquinamento dell’aria. La motivazione ufficiale da parte del Ministero della “Difesa” era che questi test dovevano a servire a stimare la vulnerabilità della Gran Bretagna nell’eventualità che i russi rilasciassero nuvole di germi mortali sul paese (roba da ridere).
Nella maggior parte dei casi durante gli esperimenti non furono usate armi biologiche, ma degli agenti che gli scienziati pensavano che potessero imitare quelli biologici e che il Ministero della “Difesa” sosteneva fossero innocui. Tutte storie, le famiglie che vivono in determinate zone del paese e che hanno avuto bambini con difetti congeniti, chiedono un’inchiesta pubblica (tuttora mai fatta).
In un capitolo del rapporto “Gli esperimenti con particelle fluorescenti” rivela come tra il 1955 e il 1963 aerei volarono dal nord-est dell’Inghilterra alla punta della Cornovaglia lungo le coste meridionali e occidentali sganciando sulla popolazione enormi quantità di solfuro di zinco e cadmio. I composti chimici andarono alla deriva per migliaia nell’entroterra e la loro fluorescenza permise di monitorarne la diffusione. In un altro test, durante il quale si utilizzò solfuro di zinco e cadmio, un nebulizzatore fu rimorchiato lungo una strada vicino a Frume, nel Sommerset, dove riversò il composto chimico per un’ora.
Mentre il governo ha insistito nell’affermare l’innocuità di tale composto chimico, il cadmio è riconosciuto come una causa di cancro al polmone tanto che durante la seconda guerra mondiale esso fu considerato come un’arma chimica.
In un altro capitolo intitolato “Esprimenti di copertura di grandi aree”, il Ministero della Difesadescrive come tra il 1968 e il 1968 più di un milione di persone lungo la costa meridionale dell’Inghilterra, da Torquay alla New Forrest, furono esposte a batteri fra i quali e.coli e bacillus globigii, che simula l’agente dell’antrace. Questi rilasci provenivano da una nave militare, l’Icewhale, ancorata di fronte alla costa del Dorset, che spruzzava i microorganismi in un raggio di 5-10 miglia.
Il rapporto rivela anche dei dettagli inerenti agli esperimenti DICE nel Dorset meridionale tra il 1971 e il 1975.  Questi esperimenti coinvolsero scienziati statunitensi e britannici che spruzzarono nell’aria massicce quantità di batteri di serratia marcescens, insieme con un agente che simulava l’antrace e al fenolo.
Batteri simili sono stati rilasciati nel “Test di sabotaggio” fra il 1952 e il 1964. Questi erano test per determinare la vulnerabilità all’attacco dei grandi edifici statali e del trasporto pubblico. Nel 1956 i batteri furono rilasciati nella metropolitana londinese all’ora di pranzo lungo la Linea nord tra Colliers Wood e Tooting Broadway. I microorganismi si diffusero lungo un tragitto di 10 miglia. Prove simili furono condotte in alcuni tunnel che scorrono al di sotto di edifici  governativi a Whitehall.
Gli esperimenti che furono condotti tra il 1964 e il 1973 compresero l’attaccare dei germi alle ragnatele che c’erano nelle cassette della posta per controllare come essi sarebbero sopravvissuti in ambienti differenti. Questi furono eseguiti in una dozzina di località dell’Inghilterra.

  


















Le attuali strategie belliche del pentagono

   Per tutta la seconda guerra mondiale, gli U.S.A. spesero complessivamente 321 miliardi di dollari solo nel 2001 ne hanno speso 291,1 miliardi di dollari.
Il Pentagono fece sapere che però era ancora tropo poco, per la ricerca e la realizzazione di strumenti “difensivi” tecnologicamente avanzati ci sarebbero voluti almeno 30 miliardi di dollari. Grazie all’11 settembre si spesero per R&S nel settore militare ben 52,7.

Vediamo alcuni capitoli di spesa militare U.S.A. nel periodo 2001-2003:
Spesa per singola forza armata in miliardi di dollari:
2001
2002
2003
U.s. Army
61,7
80,9
90,9
U.s. Navy
91,7
98,8
108,3
U.s. Air Force
85,2
94,3
107
   Gli U.S.A. più di qualsiasi altro paese imperialista deve annualmente sostenere la loro guerra mondiale, per mantenere la loro egemonia. Dal Medio Oriente all’Asia, dall’Europa all’America Latina, allo spazio siderale la presenza di basi aeree e navali, soldati, satelliti militari, flotte navali, centri d’addestramento, missioni segrete e covert actions, radar e sistemi d’intercettazione, spie e microspie, richiede un grosso impegno affinché l’egemonia del dollaro sia preservata e imposta.
  Il programma Joint Vision 2010 (JV 2010) ha l’obiettivo di “stimolare le varie forze armate a ragionare in termine di dominio globale dallo spazio agli abissi del mare”.[7]
L’U.S. Army sta lavorando alla realizzazione del progetto Objective Force che in linea generale dovrebbe raggiungere l’obiettivo di proiettare e sostenere una brigata da combattimento in qualsiasi angolo del pianeta entro 4 giorni dall’ordine, una divisione in 5 giorni, 5 divisioni entro 30 giorni. Per fare ciò si punta a una “standardizzazione” delle varie unità eliminando le attuali distinzioni (peraltro presenti in tutti gli altri eserciti) tra unità leggere (parà, fanteria d’assalto, fanteria leggera, ecc.) e unità pesanti (corazzate, d’artiglieria ecc.) con l’obiettivo di creare un nuovo esercito composto da divisioni identiche e autonome in grado di accorpare capacità di controllo e comando, comunicazione, computer, intelligence, sorveglianza e ricognizione, ma soprattutto con necessità logistiche enormemente ridotte grazie alla prevista riduzione del 50-70% del peso dei veicoli.
Buona parte degli investimenti è quindi rivolta alla realizzazione di questa prima fase di standardizzazione che dovrebbe portare al così detto Army XXI. Una seconda fase si protrarrà sino al 2025 per finire il progetto complessivo attraverso l’approntamento del cosiddetto Army After Next.
Per far ciò che riguarda l’U.S. Navy il sotto progetto di riferimento, è stato definito Forward From The Sea e prevede la realizzazione e mantenimento delle cinque funzioni principali: controllo dei mari e supremazia marittima, capacità di proiezione dal mare verso terra, deterrenza strategica, capacità di trasporto e presenza navale avanzata. In particolare è stato riconfermato il ruolo dei gruppi di battaglia che comprendono portaerei che sono delle vere e proprie basi aeree avanzate dalle quali svolgere tutte le operazioni del caso senza dover chiedere eventuali autorizzazioni di paesi alleati/allineati per l’utilizzo o l’accesso a basi situate in territorio extra-nazionale.
L’US Marine Corps e l’US Navy in particolare ritengono di vitale importanza raggiungere un buon livello nella dotazione e impiego di munizionamento così detto “intelligente” e lamentano una certa arretratezza sia nel campo dei sistemi d’arma che missilistici.
Da segnalare che il programma Urban Warrion che i Marines stanno approntando, comprende particolari tecniche di combattimento in ambiente urbano accompagnate da relative strumentazioni hi-tech come visori e sistemi di comunicazione integrati. L’ambiente urbano-metropolitano è, infatti, considerato (anche dall’Esercito col suo programma Land Warrion XXI) l’ambiente principale delle guerre presenti e, soprattutto future.
Il programma dell’Aviazione (USAF) ha anch’esso un titolo non meno altisonante e guerrafondaio: Global Engagement: A Vision For The 21 st. Century (Ingaggio Globale: una visione per il 21°secolo). Facilmente prevedibile l’obiettivo: dominare il cielo e lo spazio in stretta integrazione con le altre armi.

La crescente militarizzazione dello spazio.
   Con il programma denominato National Missile Defense, affidato al neo costituito Missile Defence Agency, che prevede la messa a punto nell’arco di 5 anni di 100 intercettatori extraatmosferici, di 5 radar di allerta e un radar speciale, l’amministrazione Bush affossa gli accordi di non proliferazione nucleare, proseguendo la politica della precedente amministrazione Clinton che aveva approvato, a suo tempo i capitoli di spesa per lo sviluppo del sistema anti-missile.
L’intenzione è di creare una quarta forza arma spaziale completamente indipendente e strettamente connessa alla difesa anti-missile. È verso questa direzione bisogna vedere riorganizzazione dell’aviazione come forza non più solamente aerea ma appunto aero-spaziale. Un percorso obbligato; a loro tempo la marina e l’aviazione ebbero lo stesso tipo di genesi: diventarono armi indipendenti nel momento in cui diventò strategico il controllo dei rispettivi ambienti. La militarizzazione totale del pianeta sarà così compiuta: dalla terra al mare, dal mare all’aria, dall’aria allo spazio.
In occasione dell’approvazione del bilancio federale del 2000, l’amministrazione Clinton istituiva una commissione per l’organizzazione e la pianificazione della sicurezza spaziale degli Stati Uniti.[8]A presiedere tale commissione era posto (guarda caso) Donald Rumsfeld, mentre 8 dei 12 membri erano generali in pensione.
Nel gennaio 2001, la commissione rendeva noti i risultati del suo lavoro. Lo spazio diventa definitivamente ambiente d’interesse militare alla stessa stregua di terra, mare e cielo. Gli USA devono occuparlo e acquisire la superiorità necessaria per impedire a qualsiasi altra potenza d’installarvisi. Attraverso l’uso militare dello spazio possono conquistare per sé la supremazia illimitata in tutti gli altri ambienti. La commissione rilevava che l’attuale situazione, dove l’interesse spaziale è frammentato per le singole forze armate, come per la marina che già ha suoi satelliti in orbita, genera o può generare doppioni nelle acquisizioni e l’incompatibilità dei vari mezzi e sistemi. Per questa ragione i compiti di occupare e “difendere” lo spazio dovrebbe essere assegnato a un comando indipendente. Le ricerche e lo sviluppo dovrebbero arrivare a: a) aumentare le capacità di controllo e avvertimento in caso d’attacco; b) accrescere le misure protettive e difensive, i sistemi di prevenzione e neutralizzazione, le capacità di proiezione rapida di potenza; c) modernizzare le capacità di lancio; d) lanciare un programma scientifico inerente l’uso di  tecnologie che permettano la costruzione di veicoli da lancio riutilizzabili.
Dal punto di vista organizzativo la suddetta commissione ha elaborato dieci raccomandazioni:
1)    L’arma spaziale sarà sottoposta all’autorità del presidente degli Stati Uniti.
2)    Il presidente deve essere affiancato da un consiglio spaziale.
3)    Deve essere formalizzato, all’interno del Consiglio di Sicurezza un coordinamento tra le varie agenzie d’intelligence per la definizione delle attività spaziali.
4)    Il segretario della difesa e il direttore della CIA si devono incontrare regolarmente per indirizzare la politica spaziale di sicurezza nazionale, i suoi obiettivi ecc.
5)    Deve essere designato un sottosegretario alla difesa spaziale che coadiuvi il segretario della difesa nelle questioni spaziali e in quelle di coordinamento con i servizi segreti.
6)    Il comando spaziale deve essere distinto dai comandi delle altre armi.
7)    I sistemi spaziali dovranno garantire la possibilità di svolgere operazioni indipendenti o a supporto degli interventi delle altre forze armate. Per far ciò sarà necessario costituire uno Space Corps. Nel breve periodo l’Air Force avrà il compito di formare ed equipaggiare queste forze spaziali. Nel lungo periodo tali unità potranno dipendere da un dipartimento militare per lo spazio indipendente.
8)    Al sottosegretario dell’Air Force è affidata la direzione del National Reoconnaisance Office (agenzia che si occupa di rilevazioni di vario tipo utilizzando satelliti in orbita) e delle acquisizioni spaziali.
9)    Il segretario della difesa e il direttore della CIA devono dirigere i processi di ricerca e sviluppo rivolti alla creazione di nuovi metodi per la raccolta delle informazioni.
10)                      Aumentare le spese per il personale coinvolto nel programma spaziale per migliorarne l’organizzazione.

L’importanza della tecnologia spaziale per le guerre sulla terraferma è stata dimostrata quando gli U.S.A nel 2003 attaccarono l’Iraq, l’uso dei satelliti spaziali fu fondamentale. Nell’attacco iniziale il 70% delle armi utilizzate erano guidate sugli obiettivi dalla tecnologia spaziale.
Ma non ci sono solo gli Stati Uniti a essere dentro la competizione per il dominio dello spazio. Quando Bush, durante l’annuale settimana “Teniamo lo spazio per la pace” organizzata da Global Network, annunciò la “nuova” politica dello spazio, dando via libera al Pentagono perché sviluppasse armi spaziali offensive in grado di distruggere i satelliti delle altre nazioni. La Cina rispose l’11.07.2007 compiendo un test che portò nello spazio un proiettile portato da un missile balistico lanciato dalla base di Xichang nella Cina sudorientale che distrusse un vecchio satellite meteorologico cinese.[9] Ma già nel 2006 la Cina aveva provato un cannone laser antisatellite contro un satellite spia U.S.A.[10] La Cina è dal 2003 una potenza dello spazio quando è riuscita a portare con mezzi propri il primo cinese nello spazio con la missione Shenzou 5.
Il 18 aprile 2004 la Cina ha lanciato nello spazio il suo primo nano satellite il Naning 1. I nano satelliti hanno il vantaggio di essere difficilmente individuabili e quindi non possono essere colpiti facilmente dalle nuove armi antisatelliti. Essi sono molto importanti dal punto di vista militare.
In questa competizione spaziale si affaccia l’India.
L’india è il paese asiatico con il maggior numero di satelliti ambientali in orbita (7) e con la maggior quantità di satelliti per telecomunicazioni (11). L’uso non è solo per l’agricoltura, la meteorologia, la sanità, l’educazione, ma anche militari (pensiamo al conflitto perenne con il Pakistan e contro la guerra popolare condotta dai maoisti).
Nell’ottobre del 2008 l’India ha lanciato Chandrayaan 1, la sua prima sonda lunare.
Chandrayaan 1 appena giunto a destinazione ha lanciato una misonda appuntita che si è conficcata nel suolo lunare per studiarlo, mentre dall’orbita ha censito i minerali distribuiti nelle varie regioni. “Fra qualche decennio – aggiunge Madhavan Nair direttore del progetto – quando le colonie sulla Luna saranno realtà, l’India sarà partecipe dell’avventura”. [11] C’è da dire niente male come ambizione per un paese che ha problemi drammatici come 450 milioni dei suoi abitanti che vivono sotto la soglia della povertà.
La Luna deve interessare tanto poiché il Giappone nel settembre 2007 spedì il Kaguya e nell’ottobre dello stesso anno Pechino inviava Chang’-1.
Questa corsa verso la Luna è in atto da tempo. Nel gennaio 2004 Bush rilancia la NASA verso le sabbie seleniche dopo gli sbarchi di quarant’anni prima. E se Bush ha chiesto la costruzione di una colonia sulla Luna, la stessa aspirazione è coltivata non solo come abbiamo visto da New Delhi, ma anche da Pechino e da Tokio.
La Luna deve interessare davvero tanto, visto che nell’ottobre 2009 la NASA ha lanciato un missile nel polo sud della Luna.[12] Ufficialmente le motivazioni di quest’operazione sono la “ricerca di tracce di acqua”. Molto probabilmente, uno dei motivi di quest’affanno sulla Luna sono probabilmente le risorse naturali che ci sono nell’ostro satellite. Soprattutto l’Elio-3 di cui si ha bisogno per far funzionare i futuri reattori a fusione nucleare.
Nel frattempo la militarizzazione dello spazio procede celermente, nel giugno del 2010 è in orbita e transita regolarmente ogni 90 minuti sopra (guarda caso) l’Iran, l’Afghanistan e il Pakistan UN minishuttle senza piloti.[13] Si chiama X-37B, ed è guidato da un centro dell’Air Force in Colorado ed è dotato di sensori molto potenti e sensibili rispetto a quelli di un satellite normale. A scoprirne l’esistenza sono stati gruppi di osservatori spaziali che avevano cominciato a monitorare quella specie di stella luminosa capace di ruotare intorno alla Terra ogni 90 minuti, percorrendo l’orbita che passa, sopra l’Iran, il Pakistan e l’Afghanistan. Interpellato dal New York Times il Pentagono, si è limitato a confermare l’esistenza di X-37B, ma ha ufficialmente escluso che il minishuttle possa essere considerato in alcun modo una sorta di un nuovo armamento spaziale.
Gli Stati Uniti stanno formano “partnership” spaziali con altri paesi come il Canada, l’Italia, il Giappone, l’Inghilterra e Israele e attirare la loro industria aerospaziale in questi costosissimi progetti.
L’esplorazione dello Spazio è stata e lo è tuttora un fattore di sviluppo delle forze produttive. Ma tale sviluppo non si deve vedere soltanto nelle macchine spedite nello spazio (né tantomeno nella pattuglia degli “eroi” che rischiano la pelle), ma piuttosto nell’organizzazione molto centralizzata e nello stesso tempo distribuita in tutto il tessuto produttivo che lega tra di loro centinaia di migliaia di uomini, i quali sono coinvolti  in un processo di socializzazione del lavoro portato al massimo. Centinaia di migliaia di persone che hanno concentrato i loro sforzi sincronizzati in modo tale che macchine inizialmente rozze e imperfette sono state in grado di estendere i sensi umani oltre i confini del sistema solare. Il telescopio Hubble ha esteso il senso della vita ancor più in là, fino ai confini dell’universo conosciuto.
Questa socializzazione delle forze produttive si sviluppa nell’ambito dei rapporti di produzione capitalisti. Sviluppo in cui la classe dominante, la borghesia, non è più una classe in ascesa ma decadente.
   Questa decadenza storica non comporta necessariamente una decadenza del pensiero scientifico, se per scienza s’intende un sistema coerente di nozioni che permette di nozioni che permette di conoscere e modificare la natura. Il problema nasce dal fatto che la borghesia si accaparra e asservisce le migliori forze intellettuali (tra i quali gli scienziati).    






La rivoluzione negli affari militari.

   Revolution of Military Affairs Information (RMA-Iwar) è il termine che definisce il complesso che starà alla base delle strategie militari U.S.A.
L’impressione che si ricava è che la RMA parta non tanto da tecnologie date quanto dalla mutata situazione politica che induce gli strateghi a fornire un preciso indirizzo alla ricerca tecno-scientifica, seguendo il seguente schema: mutate condizioni politiche, geopolitiche e strategiche —-> Rivoluzione negli affari militari —–> sviluppo nuove tecnologie necessarie a supportare la RMA.
Una conferma di questo schema è che la realizzazione della RMA e quindi, concretamente, della ristrutturazione delle Forze Armate è fissata nel medio – lungo periodo (2010-2025) e che molte tecnologie indicate sembrano uscite da un libro di fantascienza. Dico fantascienza, quando è certo che in qualche laboratorio blindato qualche scienziato, sta già sviluppando piani di ricerca in tal senso.
Nella tabella qua sotto la RMA – Iwar è suddivisa in obiettivi e nei due stadi (2010 – 2020) necessari che dovrebbero servire per raggiungerli, attraverso specifiche tecnologie e dottrine.

OBIETTIVI1° STADIO (ENTRO IL 2010)2° STADIO (ENTRO IL 2025)
Ridurre il rischio di perdite   e danni collaterali mediante:Piattaforme “Stand –Off”.
Dominio dell’informazione.
Spazio, satelliti.
Difesa Anti-Missile
Robotica.
Armi non letali.
Psicotecnologie.
Difesa cibernetica.
Applicare gli sforzi su:Centro di gravità.Sistemi interconnetterono.
Ottimizzare il coordinamento   delle operazioni attraverso:Miglioramento sistemi C31.
Tecnologia spaziale.
Impego di computer e GPS.
Digitalizzazione del campo di   battaglia.
Uso di armi “intelligenti”

Microtecnologia.
Nanotecnologia.
Sistemi “brillanti”.
Nuovi modelli organizzativi   centrati su:Task Force.
Combined Joint Task Force.
Coalizioni ad hoc.
Struttura uni-forza armata.
Iperflessibilità.



Per decifrare la tabella è necessario fornire una piccola legenda dei principali termini impiegati:

1)    Sistemi Stand-Off: sono i sistemi d’arma che possono essere lanciati da postazioni navali terrestri e da aerei a grande distanza verso l’obiettivo e quindi tendenzialmente irraggiungibili dal fuoco nemico. Ne sono un esempio, i missili balistici, i Cruise, i missili aria –terra con autoguida sull’obiettivo.
2)    Piscotecnologia: è la tecnologia che emula, estende e amplifica le funzioni senso-motorie, psicologiche e cognitive della mente. In campo militare le psicotecnologie dovrebbero consentire ai comandanti di manipolare oltre che le percezioni e il credo dei propri soldati, anche quelle dell’avversario e dei media televisivi.
3)    Difesa Cibernetica: la ciberwar si prefigge due obiettivi. Il primo consiste nel paralizzare il ciclo decisionale dell’avversario, mentre il secondo punta a sottomettere l’avversario senza combattere, mediante operazioni letali e non letali che possono comprendere il blocco di:
1)    Sistemi informativi.
2)    Reti informatiche.
3)    Borsa, sistemi bancari e delle telecomunicazioni.
4)    Trasporti di superficie e del controllo del traffico aereo.
5)    Produzione e distribuzione di energia.
Nel giugno del 2010 il Pentagono ha formalmente nominato il suo primo cyber-generale della sua storia: il generale a quattro stelle Keith Alexander è stato nominato del Cyber Comand, il comando che ha lo specifico compito di combattere sulle reti informatiche. La nomina di Alexander segue l’assegnazione da parte del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti di 30.000 uomini aggiuntivi ai cosiddetti “fronti della guerra informatica”. In totale sotto il Cyber Comand operano 90.000 uomini. Questa divisione cibernetica cominciata sotto Bush si è rafforzata sotto Obama.
4)    Centro di gravità: è la caratteristica capacità o la località dalla quale il nemico o le forze amiche traggono la loro libertà di azione, la forza fisica di azione o la volontà ci combattere. Il centro di gravità quando attaccato ed eliminato, porta alla sconfitta del nemico oppure alla ricerca della pace attraverso negoziati. I centri di gravità possono essere: la massa delle forze nemiche, la sua struttura di comando e controllo, il consenso dell’opinione pubblica, la volontà, la leadership, la struttura della coalizione. Con l’avvento delle reti informatiche e dei sistemi neurali artificiali, il concetto del centro di gravità sarà sostituito dai cosiddetti sistemi interconnessi.
5)    Sistemi interconnessi: si fondano sulle reti informatiche e dovrebbero garantire la sopravvivenza della rete stessa poiché i nodi sono distanti tra loro e sfruttano un’autonoma capacità di riconfigurare il sistema.
6)    Nanotecnologie: tecnologia di miniaturizzazione.
7)    Sistemi brillanti: sono l’evoluzione dei sistemi d’arma intelligenti, mediante l’implementazione delle nanotecnologie, dei sistemi esperti e delle reti neurali.
8)    Reti Neurali Artificiali: sono una nuova generazione della tecnologia dell’intelligenza artificiale che tende a emulare la fisiologia del cervello umano basato sulla connessione di neuroni biologici. Una Rete Neurale Artificiale è formata da un certo numero di nodi computerizzati collegati in una rete mediante interconnessioni (detti anche neurodi).
Inoltre, entro il 2025, con il secondo stadio della RMA, è previsto lo sviluppo di altri due tipi di guerra (che non sono indicati direttamente nella tabella): la Guerra Meteorologica e Guerra Genomica.
1)    La Guerra Meteorologica prevede l’utilizzo di prodotti chimici per provocare, in campo avversario, forti piogge e inondazioni. In tali casi l’avversario è impossibilitato a condurre qualsiasi tipo di operazione militare.[14]
2)    La Guerra Genomica è una guerra condotta nel campo della genetica. Si tratta di individuare, nella mappa dei geni (DNA) di un popolo/etnia, i punti deboli da attaccare mediante virus e batteri, frutto di biotecnologie. Gli effetti, che comprendono influenza, diarrea, infezioni e altro, potrebbero colpire certi determinati popoli/etnie.[15]









LE GUERRE AMBIENTALI SONO COMINCIATE

  E’ ufficiale, un giornale milanese[16]  informa che il Department of Homelland Security (USA) ha avviato un progetto per studiare le possibilità di far cambiare rotta a un uragano ed evitare le conseguenti devastazioni come accade in molte zone del mondo. In questo progetto sono stati investiti oltre due milioni e mezzo di dollari. Ora possiamo immaginarci quale arma tremenda, se si ha la possibilità di fare deviare gli uragani, magari contro uno “stato canaglia” (il ciclone che tempo fa ha devastato la Birmania fa pensare).

Programma HAARP.
  Il dibattito sul riscaldamento globale patrocinato dalle Nazioni Unite fornisce un’immagine parziale del cambiamento climatico; lo studioso canadese Michel Choussudovsky denuncia da tempo che il clima mondiale può essere modificato come parte di una nuova generazione di sofisticate “armi non letali”.
   Negli U.S.A., la tecnologia è stata perfezionata all’interno del programma High Frequency Active Auroral Research Program (HAARP) coma parte dell’iniziativa di Difesa Strategica, meglio noto come Guerre Stellari, avviato nei primi anni ottanta sotto l’amministrazione Reagan.  HAARP è stato presentato come un programma di ricerca scientifica e accademica. Da documenti militari negli U.S.A. sembra suggerire che il principale obiettivo di HAARP è sfruttare la ionosfera come un modo per alterare i modelli climatici così come per disturbare i radar e le comunicazioni avversarie.[17]
La scienziata statunitense Rosalie Bertel denuncia che HAARP fa parte di un sistema integrato di armi che ha conseguenze ambientali potenzialmente devastanti: è in continuità con cinquant’anni di crescenti e intensi programmi di distruzione rivolti allo studio e controllo della parte più alta dell’atmosfera. Gli effetti di queste armi includono l’accrescimento delle tempeste e la deviazione dei fiumi di vapore dell’atmosfera terrestre per produrre siccità o inondazioni mirate.
La base principale di HAARP occupa un’estesa area a Gakona, in Alaska, sul cui terreno è installata una serie di 180 piloni d’alluminio alti 23 metri, su ognuno dei quali si trova una copia di antenne per la banda alta, in grado di trasmettere onde ad alta frequenza fino a una distanza di 350 km. Queste onde sarebbero indirizzabili verso zone strategiche del pianeta, sia terrestri sia atmosferiche.
Come si diceva prima HAARP è parte dell’Iniziativa Difesa Strategica. Le capacità derivate dalla combinazione HAARP/Laboratorio Spaziale/Missili di spedire sulla terra quantità d’energia è comparabile a quella di una bomba nucleare, che viene lanciata attraverso laser o raggi a particelle.
Oltre alle modificazioni climatiche, HAARP può avere altre funzioni: può contribuire al cambiamento climatico attraverso il bombardamento massiccio dell’atmosfera con raggi ad alta frequenza. Ma le onde di ritorno a bassa frequenza e ad alta intensità possono colpire il cervello delle persone (lo spettro di un nuovo campo di battaglia mentale è reale) e non sono da escludersi anche effetti sui movimenti tettonici.[18] Questi movimenti sono responsabili delle deformazioni subite dalle rocce dopo la loro formazione, della loro traslazione rispetto al luogo di formazione e del loro assetto strutturale. I terremoti, l’attività vulcanica, la formazione delle montagne e l’espansione degli oceani dipendono dal movimento reciproco tra le placche. Il terremoto che ha colpito la Cina durante il periodo delle Olimpiadi, con tutte le polemiche anticinesi, è una pura coincidenza? Con HAARP, oltre a queste funzioni, potenzialmente sarebbe possibile:
-         Mettere a tappeto tutte le comunicazioni nel mondo, ma mantenere attivi i mezzi di comunicazione di chi controlla HAARP.
-         Istituire un ELF (Extremeley Low Frequency communications), gruppo di comunicazioni su un canale di bassissima frequenza per le lunghe distanze e per le applicazioni sott’acqua.
-         Attivare a distanza un gran numero di esplosioni elettromagnetiche, non nucleari, indirizzate verso un target (armamenti EMP Electro Magnetic Pulse – armamenti a impulso elettromagnetico).

Appagando gli interessi economici e strategici degli U.S.A. HAARP potrebbe essere utilizzato per modificare selettivamente il clima in differenti parti del mondo col risultato di destabilizzare i sistemi agricoli ed ecologici. HAARP è in sostanza un’arma di distruzione di massa.

Alle origini del progetto.
   Negli anni ’80 B. J. Eastlund fisico texano del MIT di Boston, ispirandosi alle scoperte di Nikola Tesla[19] registrò negli U.S.A. il brevetto n. 4.686.605 denominato “metodo ed attrezzatura per modificare una regione dell’atmosfera, magnetosfera e ionosfera terrestre”, cui ne fece seguire altri undici. In uno di questi era descritta la proprietà riflessiva della ionosfera per utilizzi come “sistemi di raggi energetici”, “esplosioni nucleari graduali senza radiazioni”, “sistemi di rilevamento e distruzione di missili nucleari” e “sistemi radar spaziali”.
Alcune di queste invenzioni furono acquisite dall’ARCO, proprietaria di ampie riserve di gas naturale n Alaska, le quali potevano in questo modo essere riconvertite in energia elettrica ridistribuitile tramite la ionosfera ai propri clienti sparsi in tutto il mondo. La visione di Tesla di distribuire energia elettrica senza fili e gratis nelle case di tutto il mondo stava per essere realizzato, ma era distorta dalla scienza asservita al capitale. Inoltre, queste invenzioni rendevano possibile di manipolare il clima, quindi creare pioggia quando era  necessario per favorire l’agricoltura o neutralizzare fenomeni distruttivi quali tornado e uragani.
A questo punto entra in scena ufficialmente il governo U.S.A.; tutti i brevetti d’Eastlund furono dapprima sigillati sotto un ordine di massima segretezza, per poi passare all’E-Systems, una delle maggiori fornitrici di tecnologie avanzate ai servizi segreti di molte potenze, assorbita poi dalla Raytheon, una delle quattro maggiori fornitrici dell’esercito U.S.A., produttrice dei missili Tomahawk, Stinger e dei famigerati Bunker Bustler.
Secondo le scoperte d’Eastlund, dirigendo la potenza di HAARP verso uno specifico punto della ionosfera la farebbe riscaldare al punto innalzarla fisicamente, in modo da creare un rigonfiamento molto riflettente, definito da lui “effetto lente”, in grado di convogliare i raggi sulla terra con effetti devastanti: la potenza di tali onde sarebbe tale da provocare modificazioni molecolari dell’atmosfera, causando – ha secondo delle frequenze .- come si diceva prima appunto cambiamenti climatici, disgregazione dei processi mentali umani ed effetti sui movimenti tettonici.

Strategie globali.

HAARP fa parte di una serie di armamenti che dovrebbero consentire all’imperialismo U.S.A. il dominio globale su tutta la terra e sulle sue risorse.
Già nel 1970 Brzezinski, (che fu consigliere della sicurezza ai tempi di Carter) scriveva nel libro Tra due Età: “La tecnologia renderà disponibile ai leader delle principali nazioni di compiere guerre segrete che richiederanno l’impiego di un esiguo numero di forze di sicurezza (…) Tecniche di modificazione climatica potranno essere impiegate per produrre prolungati periodi di siccità o tempesta”. Risalgono, infatti, a quei tempi, seppur in forma rudimentale, i primi studi concernenti, la guerra climatica, come il Progetto Popeye[20] per estendere la stagione dei monsoni in Vietnam.
Nel 1996, durante l’amministrazione Clinton, l’Air Force americana lancia un programma di sperimentazioni dal titolo Il clima come forza moltiplicatrice: possedere il clima entro il 2025, il quale propone nuove risorse e tecnologie aventi lo scopo di assicurare agli Stati Uniti il controllo del clima entro il 2025 e diventare la potenza aerea e spaziale dominante: “Nel 2025 le forze aerospaziali USA potranno avere il controllo del clima se avranno capitalizzato le nuove tecnologie sviluppandole nella chiave delle applicazioni di guerra (…) Dal miglioramento delle operazioni degli alleati e dall’annullamento di quelle del nemico tramite scenari climatici “su misura”, alla completa dominazione globale delle comunicazioni e dello spazio, la modificazione climatica offre a chi combatte una guerra, un’ampia gamma di possibili modi per sconfiggere o sottomettere l’avversario”.[21] Questo documento suggerisce anche l’utilizzo di nanotecnologie per creare nubi artificiali telecomandabili composte da elementi computerizzati capaci di rimanere sospese nell’aria e di comunicare tra loro, asserendo candidamente che “l’impatto psicologico di simili mezzi può rilevarsi straordinario in numerose situazioni”.
Durante le operazioni NATO nei Balcani contro la Repubblica Federativa Jugoslava, sono state avvistate nuvole nere materializzarsi da cieli perfettamente blu, e surreali tuoni e fulmini che hanno terrorizzato la popolazione. E’ stato notato che durante questo periodo, che nel cielo sopra la Serbia era stato perforato, inducendo i sistemi piovosi a evitare la regione.
Nel 1976 l’Enciclopedia Militare Sovietica espone il rischio che gli Stati Uniti, per via elettromagnetica o astronautica, possano modificare il clima dell’Eurasia lacerando lo strato di ozono sopra l’URSS. L’Unione Sovietica si accorda poi con gli USA affinché sia proibito l’uso dei cambiamenti climatici ambientali a scopo militare.
Il 5 febbraio 1998 la sottocommissione “Sicurezza e disarmo” del Parlamento europeo chiede cheun organismo indipendente valuti l’impatto sull’ambiente e l’ecologia di HAARP.  Gli USA non partecipano e non inviano alcun loro delegato. La loro risposta è stata: la commissione non è competente a porre il problema: segreto militare. Nella relazione sull’ambiente depositata il 14 gennaio 1999 sulla sicurezza e la politica estera della commissione per gli affari esteri, il Parlamento Europeo si dimostra preoccupato per l’utilizzo delle risorse militari (in particolare del sistema HAARP) che arrecano danni irreparabili all’ambiente. In questo documento,[22] il sistema H.A.A.R.P. viene descritto come: La commissione per la protezione dell’ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori: considera il SISTEMA MILITARE USA di manipolazione ionosferica, H.A.A.R.P., con base in Alaska – che è solo una parte dello sviluppo e dell’impiego di armi elettromagnetiche ai fini della sicurezza sia interna che esterna – un esempio della più grave minaccia militare emergente per l’ambiente globale e la salute umana, dato che esso cerca di manipolare a scopi militari la sezione della biosfera altamente sensibile ed energetica, mentre tutte le sue conseguenze non sono chiare.
Nel 2002, il Parlamento Russo, la Duma, rilascia un documento firmato da 188 deputati nel quale si sostiene che l’esercito statunitense aveva programmato di collaudare le tecniche per intervenire sul clima dal sito in Alaska e in altri due siti: I membri delle commissioni riportarono che gli USA avevano deciso di collaudare tre siti del genere. Uno di questi si trova nel territorio adibito ai test militari in Alaska e i test completi avrebbero dovuto cominciare agli inizi del 2003. Il secondo e il terzo si trovano in Groenlandia e in Norvegia. Quando questi siti, in Alaska, Groenlandia e Norvegia, diverranno operativi, si creerà una linea chiusa con un potenziale fortissimo in grado di influenzare i mezzi vicini alla terra. [H.A.A.R.P. è, ndr] un esperimento su vasta scala, e al di fuori di ogni controllo internazionale, per guastare gli apparecchi di comunicazione installati su mezzi e missili spaziali: un’arma capace di provocare gravi interruzioni sulle reti elettriche, sugli apparecchi di pompaggio degli oleodotti e di provocare danni alla salute mentale di popolazioni di intere regioniSotto il programma HAARP, gli Stati Uniti stanno creando nuove armi geofisiche integrali, che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza. Il significato di questo salto è comparabile al passaggio dall’arma bianca alle armi da fuoco, o dalle armi convenzionali a quelle nucleari.”[23]

Fenomeni metereologici atipici: Corea del Nord, Cuba, Afghanistan e Iraq.
Corea del Nord
   Dal 1995 la Corea del Nord è stata colpita da alluvioni e siccità ricorrenti; 220.000 persone sono morte a causa della carestia che ne è derivata, secondo le cifre ufficiali di Pyongyang. Secondo gli Stati Uniti i morti a causa della carestia sono 2 milioni.
La prima grande alluvione avvenne nel 1995.
Anche nel 1999 si sono susseguite siccità e alluvioni. La grave mancanza di acqua causata dalla siccità nel 1999 ha rovinato i raccolti. La temperatura dell’acqua nelle risaie supera i 40 gradi e le piante di riso appena nate appassiscono. Muoiono anche quasi tutte le pianticelle e i semi del granturco. Nel giugno 2001 si è verificata una grande siccità, che ha indebolito le coltivazioni, con precipitazioni che hanno raggiunto solo il 10% dei livelli normali. Pochi mesi dopo, a ottobre, ci sono state alluvioni molto estese che hanno distrutto i raccolti di riso e reso difficile la distribuzione del cibo. Ecco un esempio delle conseguenze di queste alluvioni: I funzionari della provincia di Kangwon – un’area già afflitta dalla mancanza di cibo – dicono che l’impatto della pioggia torrenziale e dell’alluvione è stato devastante. Le precipitazioni in ottobre dovrebbero raggiungere i 20mm circa, ma nelle aree maggiormente colpite sono caduti 400mm di pioggia in sole 12 ore. “È stata la peggiore alluvione verificatasi dal 1910,” ha dichiarato Kim Song Hwan, a capo del Comitato per il recupero dei danni causati dall’alluvione nella regione”. (BBC,23 ottobre 2001, http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/asia-pacific/1614981.stm).


Cuba.
   Cuba è stata colpita per diversi anni da siccità ricorrenti. Nel 1998 le precipitazioni nella parte orientale dell’isola hanno raggiunto livelli minimi, come non accadeva dal 1941. Un comitato delle Nazioni Unite ha stimato che 539.000 persone, di cui 280.000 dalla ridotta disponibilità di cibo o dai ridotti introiti dovuti alla perdita dei raccolti. Alcune conseguenze esaminate sono state: carestia in alcune aree; perdite fino al 14% del raccolto della canna da zucchero piantata lo scorso anno e una riduzione dei raccolti piantati la primavera ecc.
   (Fonte http://www.reliefweb.int/w/rwb.nsf/0/2975570e60ff2a7685256680005a8e2d?)
Nel 2003 una terribile siccità ha colpito la parte occidentale di Cuba.
Tra maggio e giugno 2004 il paese è stato colpito dalla peggiore siccità nella sua storia:
 “Una grave siccità che interessa la parte orientale di Cuba ha eroso il 40% delle terre coltivate, causato la morte per mancanza di cibo di milioni di vacche e costretto 4 milioni di persone a contare ogni singola goccia  d’acqua consumata”. È la peggiore siccità verificatasi negli ultimi 40 anni. “La siccità ha ridotto i livelli delle acque sotterranee di quasi tre metri negli ultimi 10 anni, prosciugando più di 5.000 pozzi nella provincia”,  ha dichiarato Leandro Bermudez, geologo e vice presidente dell’Istituto nazionale per le risorse idriche di Cuba. (MSNBC, 21 giugno 2004http://msnbc.msn.com/id/5262324).
L’Afghanistan e le ex-repubbliche sovietiche dell’Asia centrale.
La peggiore siccità nella storia dell’Afghanistan si è verificata nei tre anni precedenti il furibondo attacco condotto dagli Stati Uniti contro il paese, dal 1999 al 2001. La ripresa dell’agricoltura negli anni ’90, all’indomani della guerra tra Afghanistan e Unione Sovietica, a quel punto si è bloccata.
Ha seguito dell’invasione del 2001 gli Stati Uniti rifornirono l’Afghanistan di grano geneticamente modificato e fertilizzanti appropriati per questo genere di piante, descritte come molto resistenti alla siccità. La donazione di grano OGM portò anche alla destabilizzazione dell’economia dei piccoli coltivatori poiché le varietà OGM non si riproducevano in loco. Nel 2002 il paese fu devastato dalla carestia, quasi non menzionata dai media.
Condizioni simili, anche se meno gravi, investirono anche le ex-repubbliche sovietiche del Kazakhstan, Kyrgyzstan, Tajikistan, Turkmenistan e Uzbekistan.
Come in Afghanistan, nel Tajikistan le infrastrutture sono state distrutte dalla lunga guerra civile con i fondamentalisti islamici. Da allora la peggiore siccità degli ultimi 74 anni ha distrutto i raccolti in gran parte della nazione, rendendo circa la metà della popolazione, in totale 6,2 milioni di abitanti, vulnerabile alla fame e alle malattie; il numero ha raggiunto quasi i 3 milioni lo scorso anno.  L’unico settore dell’economia a non essere danneggiato è stato il traffico di droga. Dal Tajikistan transita una percentuale compresa tra il 65% e l’85% dell’eroina contrabbandata proveniente dall’Afghanistan, che è il maggiore produttore al mondo. (http://www.americanfreepress.net/../drought__desperation_breed_vio.html).
A causa della scarsità di pioggia (2001), i livelli più bassi a memoria d’uomo, ampie zone dell’Iran, dell’Uzbekistan, del Pakistan e del Tajikistan si sono trasformate in deserto, i pozzi scavati da decenni si sono prosciugati e gran parte del bestiame è morta.
Questi eventi rispecchiano in pieno le preoccupanti previsioni concernenti, i cambiamenti climatici secondo i quali gli stati lungo l’antica Via della Seta subiranno innalzamenti delle temperature maggiori rispetto a ogni altra parte del mondo. Entro la fine del secolo, la temperatura aumenterà di 5°C in una zona, dove già regolarmente si superano i 40°C.
Nella ricerca, pubblicata lo scorso anno dal Tyndall Centre for Climate Change Research dell’Università dell’East Anglia, si suppone che nelle nazioni asiatiche dal Kazakhstan all’Arabia Saudita la temperatura aumenterà di due volte più che in altri posti. “Alcuni stati”, è stato aggiunto “inclusi Uzbekistan, Tajikistan, Afghanistan e Iran, [dovranno affrontare] la carestia“.
Nel Tajikistan le Nazioni Unite hanno richiesto degli aiuti per evitare il disastro. “Sono necessari sostanziosi aiuti stranieri o ci sarà una carestia su vasta scala”, ha detto Matthew Kahane, il coordinatore per gli aiuti umanitari delle Nazioni Unite, parlando dalla capitale, Dushanbe: “Il livello delle precipitazioni non è mai stato così basso in 75 anni. Le famiglie sopravvissute lo scorso anno vendendo mucche e galline non hanno altri mezzi ora. Alcune persone hanno venduto i vetri delle finestre di casa e le travi di legno dei tetti per raccogliere del denaro per il cibo”.(The Guardian, 30 ottobre 2001,http://www.guardian.co.uk/famine/story/0,12128,736902,00.html ).
Iraq.
   Nel 1999 si è verificata in Iraq la peggiore siccità del secolo, che ha avuto come conseguenza quella di creare una maggiore dipendenza dalle importazioni di cereali che rientrano nel programma petrolio in cambio di cibo. C’è stato un crollo di più del 70% della produzione nazionale di grano, orzo e altri cereali, che ha contribuito a indebolire ulteriormente l’economia del paese, già paralizzata dalle sanzioni economiche e dai bombardamenti degli alleati, anche negli spazi aerei proibiti. Una situazione simile (anche se meno grave) si è verificata in Siria e Iran, e ha provocato notevoli crolli della produzione agricola.
Se un generale afferma che…
   Il Tenete Generale Fabio Mini, non è l’ultimo attivato, ha svolto all’interno dell’esercito italiano incarichi importanti: ha comandato tutti i livelli di unità meccanizzate, dal plotone alla brigata. E’ stato comandante della Brigata Legano durante l’operazione Vespri Siciliani, nel 1992 dopo gli attentati a Falcone e Borsellino. E nel 2001 è stato comandante del Comando Interforze delle Operazioni nei Balcani. E’ membro delle Conferenze Mondiali Pugwash[24] e del Comitato scientifico di Limes. E proprio sul quaderno speciale n. 2001 di questa rivista in un articolo molto eloquentePerché combattiamo ancora[25] ci informa che la “La lotta istituzionale si deve rivolgere anche in questo campo (parla della propaganda e della disinformazione n.d.a.e non sarà semplice è indolore” dove il dissenso è equiparato alla spazzatura. Afferma ancora: “i cinquemila di New York non sono morti invano e la guerra al terrorismo in Afghanistan e altrove è giusta e doverosa”.
Ebbene lo stesso generale in un’intervista rilasciata a Radio Base[26] il 21 febbraio 2008 dice dell’esistenza della guerra ambientale. Gia in suo articolo precedente su Limes n. 6 del 2007[27]parla dello stesso argomento. In quest’ultimo documento fa affermazioni molto forti del tipo: “Si tendono a giustificare le emissioni di chi produce ricchezza e si tende a criminalizzare coloro che inquinano per il solo fatto di dover respirare, scaldarsi, cuocersi un piatto di minestra o soltanto tentare di emanciparsi. Molti si chiedono: se non producono ricchezza che respirano a fare? Se assorbono risorse e inquinano per produrre cose che mi fanno concorrenza perché farli continuare?”  e ancora Il fatto è che oggi più che mai esistono lavolontà, la capacità e le tecnologie per “possedere” l’ambiente, per devastarlo o proteggerlo, ma comunque per usarlo ai fini politici ed egemonici”. Ci informa che sin dagli anni quaranta un professore australiano, Thomas Leech, preside della facoltà d’ingegneria di Auckland in Nuova Zelanda e assegnato durante la seconda guerra mondiale all’esercito neozelandese, condusse esperimenti per conto degli americani e degli inglesi cercando di provocare onde anomale in corrispondenza di particolari bersagli nel Pacifico. Gli esperimenti rimasero segreti e non si elevarono oltre il livello di minionde di marea nella zona di Whangaparaoa, a nord di Auckland nel periodo 1944-45. Il loro principio si basava sulla detonazione di cariche esplosive sottomarine, ma la “bomba tsunami” di Leech ufficialmente non fu mai resa operativa. E’ certo che gli americani dopo la guerra proseguirono gli esperimenti realizzando a un nuovo campo d’applicazione della guerra e una nuova metodologia dello studio dei terreni e delle esplorazioni geologiche utilizzando le onde sismiche.
In questo documento c’è un’altra notizia interessante è che le grandi compagnie petrolifere e minerarie stanno scandagliando il fondo marino e le esplorazioni si avvalgono anche di test sismici provocati da esplosioni controllate. Ma la notizia che dovrebbe fare rabbrividire è che le compagnie americane premono per essere autorizzate ad impiegare minitestate nucleari e ordigni a penetrazione e aggiunge Mini non è detto che non ci siano già riuscite. Mini rileva che quando c’è un terremoto lungo la faglia tettonica, l’attenzione si sposta sulle compagnie petrolifere che stanno eseguendo ricerche e trivellazioni lungo la stessa faglia a distanza di migliaia di chilometri. È accaduto per il terremoto Kobe, per quello di Santo Stefano del 2003 a Bam in Iran e per lo tsunami indonesiano. In questi due ultimi casi c’è da rilevare che si trattano di due aree a maggioranza islamica. E’ sembrato strano dopo lo tsunami, l’invio di aiuti americani fu sottoforma di una missione militare nella provincia ribelle di Aceh, dove da tempo la Exxon Mobil cerca di avere una base permanente per lo sfruttamento delle considerevoli risorse minerarie e d’idrocarburi.




cap. 2
Scie chimiche

Su un fenomeno come quello delle scie chimiche diventa naturale, a chiedersi a quale scopo hanno, perché i “nostri” governi “democratici” dovrebbero avvelenarci. Però se ci si ragiona un po’ su, molti degli scopi di questa possibile operazione di avvelenamento potrebbero  risultare comprensibili. Ad esempio l’alluminio, il piombo e i fluoruri sono velenosi per il sistema neurologico, e giacché tali sono ottimi per tenere a bada la popolazione, per annebbiarne le menti; ovviamente chi dirige quest’opera di avvelenamento cerca di tutelarsi dai suoi stessi veleni comprandosi ville in campagna, evitando cibi e farmaci contaminati da alluminio e mercurio (e probabilmente utilizzando periodicamente una terapia che serve a disintossicarsi).
Per chi gestisce il potere con lo scopo di arricchirsi sfruttando il lavoro altrui, un cittadino in buona salute, con un pensiero lucido, capace di filtrare le informazioni che riceve dall’esterno sottoponendole a un vaglio critico, è pericoloso. Poiché sono quel tipo di persone che possono prendere coscienza delle menzogne dei potenti e far crollare un sistema sociale fondato sul profitto, dove povertà, disoccupazione, violenza, e sfruttamento sono all’ordine del giorno.
Per conto è facile immaginare quanto possa essere comodo a chi ci governa avere sotto di sé una massa di cittadini malaticci, con la mente annebbiata, poco istruiti e senza alcuna abitudine al pensiero critico.
Se tutto ciò potrebbe apparire una follia, bisognerebbe sentire le parole pronunciate da Antonio Di Pietro alla televisione locale Canale Italia,[28] con le quali ammette con evidente imbarazzo l’esistenza  delle scie chimiche attribuendole (con un incredibile giro di parole) all’attività militare delle basi USA-NATO presenti nel nostro territorio:
“Domanda del telespettatore: Mi piacerebbe che le facesse chiarezza davanti a tutti gli italiani e a tutto il parlamento su due elementi che assillano gli italiani, e poi vorremmo sapere come mai degli aerei della NATO ci sorvolano sopra la testa rilasciando le scie chimiche con metalli pesanti e bario?
Di Pietro: Immediatamente, sul signoraggio bancario questo è uno scandalo davvero, il signoraggio bancario è peggio di un’estorsione, è peggio di un’estorsione perché legalizzato.
   Con riferimento invece alla questione degli aerei qui è un problema ancora più complesso; i nostri spazi, ma non solo i nostri spazi, i nostri siti marini e terrestri ancora oggi sono occupati (Soru sta facendo una grande battaglia), sono occupati da realtà militari non italiane. Ora, che ci debba stare dislocato nel territorio mondiale dei luoghi di ammassamento, accumulamento e detenzione, per l’amore di Dio, ma che debba essere tutto questo fatto senza nemmeno il coinvolgimento, noi in Italia non sappiamo neanche se e quante bombe atomiche abbiamo.
Conduttore della trasmissione: Pare che ne siano…
Di Pietro: Ce nei siano…
Conduttore della trasmissione: Pare, si è parlato di Aviano, insomma…
Di Pietro: Ma non è possibile che altri decidano per noi, è una limitazione di sovranità, dopo di che tutti noi dovremmo assumerci le nostre responsabilità, ci mancherebbe altro. Tutti quanti vorremmo, io sento dire molte persone, non ci deve stare… ho sentito dire alcune discussioni di programmi la polizia deve essere disarmata; eh mi piacerebbe pure a me.
Conduttore della trasmissione: è un utopia.
Di Pietro: Però voglio dire, restiamo con i piedi per terra.
Conduttore della trasmissione: Non occorrerebbe la legge penale se gli uomini fossero angeli.
Di Pietro non solo non nega l’esistenza delle scie chimiche (è ciò nel linguaggio dei politicanti borghesi è già fin troppo esplicito), ma ha pure tirato in ballo le basi USA-NATO affermando che lì si può fare quello che si vuole. Ha poi giustificato questa triste realtà facendo intuire che purtroppo come la polizia ha le sue armi, così gli eserciti hanno bisogno delle loro…
   Anche il senatore Ciccanti dell’UDC estensore di un’interrogazione parlamentare sulla questione, ha ammesso la realtà del progetto militare delle scie chimiche intervenendo alla trasmissione Rebus di Odeon TV.[29]
In tale intervista televisiva Ciccanti parte dal punto di vista che il problema delle scie chimiche sia reale e che i militari nascondano la verità; nella sua interrogazione parlamentare al Ministero della “Difesa” e a quello della “Salute” chiede, infatti, quali siano esattamente le sostanze disperse sulla popolazione e sul territorio italiano e quali siano le reali finalità del progetto militare segreto delle scie chimiche.
Cosa sono e cosa non sono
   a scarso di equivoci bisogna precisare che non stiamo parlando di inquinamento dei gas di scarico dei motori degli aerei ma di irrorazione da parte di aerei cisterna,  e che si tratta di un fenomeno tremendo che mette a rischio là salute di tutti noi.
L’evidenza del fenomeno
   Questo fenomeno di rilascio di veleni altamente tossici per gli esseri umani tramite il rilascio di scie chimiche da parte di aerei cisterna militari avviene continuamente sulla nostra testa, in tutti i paesi aderenti alla NATO (e non solo, perché anche in Russia succede la stessa cosa).
Se questi aerei fossero civili, come mai mancano dei segni d’identificazione? E perché devono essere invisibili ai radar? Esiste un radar da costi accessibili, l’AirNav radar,[30]  che è stato è stato utilizzato ripetutamente per verificare che i voli civili siano rivelati, mentre questi voli occulti non sono mai stati visti dal radar in questione.
I velivoli tradizionali impiegano i trasponders (mode S)[31] nelle varie modalità ed un dispositivo chiamato TCAS (Traffic Collision Avoided System): con tali apparati, i trasponders dei vari aerei s’interrogano direttamente in modo tale che, se si hanno problemi di comunicazione con la torre di controllo, il pilota è in grado di conoscere l’eventuale presenza di un velivolo in rotta di collisione già a 50 miglia nautiche di distanza”.
Ora, il punto è il seguente: gli aerei impegnati nelle operazioni di aerosol clandestine, pur essendo avvistati distintamente a sorvolare l’area di copertura del radar, non inviano alcun tipo di segnale identificativo riconoscibile dall’apparecchiatura, tarata sui voli civili e commerciali regolari.
Il caso del 28 dicembre 2007 è, seppure importante come prova, anomalo, in quanto l’aeromobile (inizialmente proveniente da Nord/Nord Ovest) è stato comunque intercettato dall’apparecchiatura elettronica, che ne ha fornito i dati di quota, velocità, direzione, longitudine, latitudine etc. Insomma, forse siamo di fronte ad una falla del sistema di oscuramento elettronico presumibilmente gestito dal sistema di controllo satellitare, visto che, normalmente questi aerei risultano invisibili alRadar AirNav, al contrario di quanto avviene per tutti gli aerei di linea che, nelle vicinanze (le rotte civili non passano sopra Sanremo, ma costeggiano il litorale ed il radar lo conferma) percorrono il corridoio aereo loro assegnato. Un ipotesi plausibile, e che si trattava dell’invio di dati da parte di un “velivolo fantasma”, come nel caso degli aerei adoperati dalla C.I.A. per trasportare, segretamente, persone accusate di “terrorismo”?[32]
Paradossalmente questi elementi sono di grande rilievo, perché il fatto che gli aerei chimici non segnalano la loro presenza negli standards civili sopra menzionati, dimostra, seppure indirettamente, attraverso un incrocio e confronto di dati, che essi non sono velivoli per il trasporto passeggeri o per quello di merci.
Qualcosa dunque non quadra e il Radar AirNav dimostra, inequivocabilmente, che i sorvoli a bassa quota sono di origine militare o quanto meno non si riferiscono a velivoli per il trasporto di passeggeri o merci.
Le condizioni per la formazione di scie di condensa
   Le scie di cui stiamo parlando si vedono a volte per pochi secondi nel cielo, ma molto spesso sono scie permanenti, che restano nel cielo perfino per sette ore, pian piano sfilacciandosi e allargandosi, come non era mai successo prima di qualche anno fa.
Le scie di condensa, infatti, a causa di alcune leggi della fisica che non sono ancora cambiate, possono restare in cielo per una manciata di secondi, eccezionalmente anche per pochi minuti,perciò quando si vede delle lunghe strisce visibili nel cielo dopo il loro rilascio non ci possono essere dubbi: solo un rilascio intenzionale di composti chimici può generare quell’effetto.
Cerchiamo di chiarire ulteriormente su cosa sono le scie di condensazione: in inglese, il termine “contrails” indica l’abbreviazione di “condesation trail” ovvero “scia di condensazione”.
Le scie di condensazione sono le scie rilasciate dagli aerei, formate dal vapore acqueo e gas  di scarico immessi nell’atmosfera fredda dai motori caldi degli aerei. La loro formazione è legata a specifiche condizioni atmosferiche:
1)    Temperatura inferiore a -40°.
2)    Umidità relativa non inferiore al 70%.
3)    Quota di almeno 8 Km.
Quanto durano queste scie? “La lunghezza e l’intensità di una scia di condensazione dipendono dalle condizioni atmosferiche, dal tipo e dalla velocità dell’aereo. Le tipiche scie di condensazione variano dai 9 ai 28 Km (da 5 a 15 miglia marine) di lunghezza, e una trentina di metri di diametro. Le scie di condensa si formano generalmente tra 7500 e 1800 metri di altitudine, a temperature molto basse (-40 °C)”.[33]
Facciamo adesso un semplice calcolo fisico-matematico: se la velocità è data da v=s/t (spazio percorso diviso il tempo impiegato a percorrerlo) e quindi un aereo, che viaggia a una velocità di 6.000 Km/h (tipica velocità di crociera) per percorrere 9 Km impiega un tempo pari a 9/600 ore  = 0.015 ore = 0,9 minuti = 54 secondi, mentre per percorre 28 Km impiega un tempo pari a 28/600  = 2,8 minuti = 2 minuti e 48 secondi. Se per caso un aereo viaggiasse a una velocità molto più bassa (ad esempio 300 Km/h) il risultato sarebbe il doppio rispetto a quello precedente, ma sono ben pochi aerei che colano a una simile velocità.[34]
Nonostante i dati sulla formazione delle scie di condensa siano basati su osservazioni di 50/70 anni (pensiamo all’incredibile numero di voli militari durante la seconda guerra mondiale ma anche in tutte le guerre successive, che da soli hanno permesso di raccogliere una massa di dati impressionante) adesso tanti negazionisti delle scie chimiche si arrampicano sugli specchi per affermare che le condizioni specificate (durata massima della scia pochi minuti, quota di formazione  fra gli 8 e i 12 Km, necessità di una umidità relativa almeno del 60/70% e contemporaneamente di una temperatura esterna minore di -40°) non sarebbero più valide, che ulteriori studi avrebbero permesso di comprendere come le scie di condensa si formino anche a quote inferiori, a temperature superiori, anche con bassa umidità relativa.
Questa manovra sulla formazione delle scie di condensa è avvenuta in maniera concomitante con l’apparire di scie anomale (scie persistenti, scie che oscurano il sole, scie in quantità mai vista fino ad allora, rilasciate da aerei che non seguono rotte civili) ci vuole poco a comprendere come quei poteri che stanno dietro l’operazione delle scie chimiche stiano tentando di riscrivere persino le leggi della fisica per tentare di camuffare la loro opera di irrorazione.
Questi aerei che volano bassi, a quote non idonee alla formazione di scie di condensa, in giorni troppo caldi (temperature non idonee alla formazione di scie di condensa), mostra che il progetto scie chimiche si avvale di due tipi differenti di composti da spruzzare nel cielo tramite aerei cisterna: a volte gli aerei rilasciano scie che persistono fino a 7 ore, mentre altre volte rilasciano composti che si disperdono più rapidamente nell’aria. Ma anche quelle che sembrerebbero autentiche scie di condensa (solo perché scompaiono dopo una manciata di secondi) sono quasi sempre irrorazioni velenose, lo si capisce dalle traiettorie dei voli (fuori da ogni rotta civile), dalla bassa quota alle quali si vedono. Per altro dopo continui passaggi delle “scie evanescenti” il cielo si opacizza fino a diventare biancastro.

Le ammissioni dell’esistenza del fenomeno
   Il primo paese al mondo dove ufficialmente si è notato e protestato per le scie chimiche fin da quando furono osservate per la prima volta, è stato il Canada nell’inverno del ’98. I cittadini di una piccola città chiamata Espanola a causa della crescente preoccupazione si rivolsero al governo dell’Ontario e il ministro dell’Ambiente fu forzato a condurre dei test sulla qualità dell’aria. A un meeting del 29 agosto ’99, egli rassicurò la cittadinanza che l’aria era sicura, ma la commissione d’inchiesta creata per lo studio del fenomeno si rifiutò di pubblicizzare i risultati delle analisi. Per questo motivo scoppiò una rivolta popolare; questa vicenda fu raccontata anche dalle news nazionali della CBC. Nel novembre ’99 la gente di Espanola firmò una petizione e la presentò al Parlamento di Ottawa, lamentandosi degli aerei che scaricavano alluminio e particelle di quarzo sopra la città. Essi sapevano di questo, perché un cittadino di Espanola aveva prelavato dei campioni di neve e li aveva portati per farli esaminare al North West Laboratory dell’Ontario.Quando questi campioni furono esaminati, i chimici del laboratorio trovarono livelli di alluminio sette volte superiori al limite preventivo nell’acqua potabile e molte particelle di quarzo. Nella petizione i cittadini chiesero di non essere irrorati con queste sostanze, chi stesse svolgendo simili attività e perché le stesse facendo. L’Air Force statunitense disse di essere estranea a tutto ciò, nonostante che i cittadini di Espanola avessero molte foto che mostravano aerei cisterna americani che rilasciavano lunghe scie sopra la loro comunità.
45 giorni dopo la presentazione della petizione, il governo canadese rispose ai cittadini di Espanola, negando ogni responsabilità, dicendo che “non sono i nostri aerei” a irrorare il cielo, e i militari canadesi dissero di non avere informazioni su alcun paese che avesse chiesto dei permessi per tale attività. Qualcosa di più si seppe quando nel dicembre del 2000, quando un signore di nome Terry Stewart si accertò della situazione con i militari e rispose con un breve messaggio telefonico, dove si affermava che quello che i cittadini di Espanola avevano denunciato era frutto di un’operazione militare congiunta tra Canada e Stati Uniti.



Brevetti sulla manipolazione climatica
   Per chi avesse dei dubbi che ciò possa realmente succedere, bisogna sapere che i primi brevetti sulla manipolazione climatica risalgono agli anni ’20 del secolo scorso.
Numero brevetto
Anno
Nota
1338342
1920
Procedimento e apparato per la produzione di nuvole, nebbie o foschie   artificiali
1619183
1927
Procedimento per la produzione di nuvole di fumo da aerei in   movimento
1665267
1928
Procedimento per la produzione di nebbia artificiale
1957075
1934
Equipaggiamento per l’irrorazione aerea
2409201
1946
Mistura per la produzione del fumo
2550324
1951
Procedimento per il controllo climatico
2582678
1952
Apparato per la disseminazione di materiali dagli aerei
2614083
1952
Mistura per la creazione di fumi schermanti a base di cloruri   metallici
2633455
1953
Generatore di fumo
2908442
1959
Metodo per la dispersione di nebbie e nuvole naturali



Le ammissioni del CNR
   Il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) ammette la manipolazione climatica tramite aerosol climatica tramite aerosol e radiazioni elettromagnetiche. [35]
Vediamo i punti salienti di queste ammissioni:
“ Meteorologia Dinamica.
Temi di ricerca applicata riguardano la modellistica della turbolenza e della dispersione degli inquinanti nello strato limite planetario,[36]  la modellistica di previsione meteorologica a breve, medio e lungo termine, la modellistica globale meteo-climatica, anche accoppiata atmosfera-oceano (…). Le tematiche principali riguardano lo studio del comportamento del sistema climatico terrestre, rivolgendo particolare attenzione ai processi fisici che definiscono gli scambi di energia tra superfice terrestre ed atmosfera e i processi d’interazione della radiazione solare e della radiazione terrestre con l’atmosfera del nostro pianeta.[37] In questo contesto, le attività di ricerca sono principalmente dedicate (1) allo studio dei vari processi fisici capaci di generare variazioni di notevole rilevanza sul bilancio di energia del sistema climatico terrestre, ed in particolare la forzatura radiativa da aerosol e nubi ed della modellistica (fisica e chimica) degli aerosol e degli altri costituenti atmosferici reattivi sulle scale locali e regionali[38] e (2) alla ricostruzione ed analisi delle serie storiche di dati climatici e meteorologici , con il fine di trarre accurate informazioni sulle variazioni climatiche avvenute nel passato e di ricavare utili indicazioni sulle previsioni dei futuri cambiamenti climatici. (…)
Processi atmosferici.
   Questa Sezione comprende settori di forte interesse per le problematiche del clima e dell’ambiente: (1) Chimica dell’atmosfera: Le attività di ricerca si articolano schematicamente su tre filoni fra loro interdipendenti: i) interazione aerosol/nubi, chimica delle nubi ed effetti sul clima; ii) fisica e chimica dell’aerosol in diverse regioni del globo ed effetti sul clima; iii) modelli chimici di trasporto a scala regionale (2) Nubi e precipitazioni: L’interesse di questo gruppo riguarda aspetti cruciali dello studio delle nubi, delle precipitazioni, e, dei sistemi precipitanti, senza restrizione di scale o di metodologie. I temi principali sono: a) microfisica delle nubi e fisica dell’aerosol atmosferico,[39] b) formazione delle precipitazioni, con particolare interesse alla grandine ed alla fisica del ghiaccio atmosferico, c) interazione fra onde elettromagnetiche ed idrometeore,[40] anche come base per la radarmeteorologia fondamentale, d) meteorologia da satellite e Nowcasting, per la stima dell’intensità di precipitazione e lo studio del ciclone extratropicale. 3) Aerobiologia: attività di studio del materiale biologico aerodisperso e negli confinati ,[41]  immissione, trasporto e diffusione, interazione con altro materiale particolato. Viene gestita la rete di campionamento del materiale biologico per i ministeri della Sanità e dell’Ambiente”.[42]

Che cosa contengono le scie chimiche
   Secondo gli studi effettuati, con le scie chimiche vengono sparsi nell’aria: alluminio, bario, quarzo, cobalto, manganese, silicio, torio, arsenico, piombo, mercurio, uranio, zinco, stronzio, rame, selenio, titanio, fosforo, calcio, dibromuro di etilene (pesticida messo al bando in quanto considerato cancerogeno), cloruro di acetilcolina,  batteri pesudomonas aeruginosa, pesudomonas fluorescens, batteri serratia marcescens, streptomiceti, virus, retrovirus, batteri, micoplasmi, funghi, spore, muffe, parassiti nematodi (ovvero vermi), globuli di sangue essiccato, sostanze sedative, fibre,  polimeri.
Le fibre a base di silicio che sono state osservate al microscopio elettronico dalla dottoressa Staninger sono fin troppo simili ai filamenti che fuoriescono dal corpo delle persone colpite dal morbo di Morgellons,[43] un’orribile malattia in tremenda espansione negli USA. Si tratta di una malattia che per anni è stata negata l’esistenza, ma di recente è stata riconosciuta come una reale patologia da parte dell’organismo federale CDC (Centro per il Controllo delle Malattie). È da tenere conto che negli USA le irrorazioni aeree sono iniziate da più di 10 anni rispetto all’Europa.



Perché manipolano il clima?
   Una volta esisteva un sito per controllare (ora per ora) i parametri di umidità relativa e la temperatura alle diverse quote. Grazie a esso si poteva scoprire da soli anche in giorni in cui le scie sono numerosissime le condizioni fisiche per la creazione di scie di condensa, non sono verificate. Il sito era http://weather.uwyo.edu/upperair/europr.html ma dalla primavera del 2008 il sito è stato modificato e adesso permette di conoscere solo i valori medi di umidità e temperatura nel corso di 12 ore (dato completamente inutilizzabile ai fini di una verifica). Siccome i dati che il sito rendeva pubblici servivano completamente a dimostrare scientificamente che le scie di condensa non si potevano formare quasi mai, qualcuno deve avere fatto pressione perché le cose cambiassero. Da notare la singolare situazione di un servizio fornito da un’istituzione universitaria (University of Wyoming) invece di migliorare, diventa più scadente e approssimativo col passare del tempo. Evidentemente troppe persone utilizzavano quel sito per smascherare gli avvelenatori e ciò ha dato troppo fastidio a chi gestisce l’operazione delle scie chimiche.
Stanno distruggendo le coltivazioni per impiantare Ogm?
   Una delle cose che si può notare osservando il cielo con costanza è la dissoluzione delle nubi portatrici di pioggia tramite l’uso di opportuni composti chimici dispersi da aerei (fra i quali probabilmente trimetilalluminio e sali di bario, che sono igroscopici). Quando le nuvole se ne vanno nel cielo, appaiono le solite scie, a volte con inusuali (per normali voli di linea) linee curve. Nel 2008 è mancata la pioggia quando era utile, mentre è arrivata al momento sbagliato al tempo del raccolto. Sembra che facciano di tutto per far crollare la produzione dei cereali e degli altri beni alimentari.
Nel frattempo le api stanno scomparendo, e la causa è da attribuirsi non solo alle onde elettromagnetiche emanate dai vari ripetitori (per telefonia, TV, radio), ma ai veleni e ai parassiti irrorati tramite scie chimiche. Senza api le piante non sono impollinate e i raccolti sono a rischio; diceva correttamente Albert Einstein che se le api dovessero scomparire alla razza umana, resterebbero 5 anni di vita.
Attenzione, quando i cereali non cresceranno più (e nel frattempo il loro prezzo aumenta vertiginosamente a causa delle speculazioni finanziarie, in altre parole il prezzo dei cereali viene gonfiato ad arte) si dirà che il rimedio sta nell’uso  di sementi OGM, che sono pericolose per l’essere umano in quanto disegnati per scopi ben diversi da quello che dicono. Se prima stanno alterando il clima per poi promuovere la vendita degli OGM è facile vedere degli scopi oscuri e nefasti dietro a questa manovra, probabilmente gli OGM del prossimo futuro saranno disegnati espressamente per causare alterazioni genetiche nel DNA umano (si è già visto che le piante OGM possono causare alterazioni genetiche nei batteri simbiotici delle api facendole ammalare). Tutto questo potrebbe apparire un tremendo racconto di fantascienza ma purtroppo simili atrocità sono già successe (come abbiamo all’inizio delle sperimentazioni su esseri umani negli USA e in Gran Bretagna). Guarda caso, nel 2008, l’UE a causa dei rincari alimentari apre agli OGM.[44]
In un articolo apparso sul quotidiano Repubblica del 19 maggio 2008, a firma di Alberto D’Argenio, si dice:
prodotti agricoli Secondo la Commissione Ue tra settembre 3006 e febbraio 2008 i prezzi dei prodotti agricoli calcolati a livello planetario del 70 per cento.
il grano Il grano è il prodotto agricolo il cui prezzo è salito di più: è infatti balzato del 113% negli Stati Uniti ed è quasi raddoppiato  (+ 93%) in Europa.
la soia americana Forte incremento anche per il prezzo della soia americana che, in base ai calcoli del Commissione Ue, da settembre 2006 è aumentato dell’83%.
il riso thailandese Nei mesi scorsi c’è stato allarme per l’incremento del prezzo del riso, tanto che in India è stato vietato l’export. Il prezzo del riso thailandese aumentato del 52%
   Le cause (…)
il maltempo Il balzo dei prezzi alimentari è legato anche al maltempo: per la Fao gli stock mondiali di cereali nel 2008 scenderanno ai minimi degli ultimi 25 anni.
le coltivazioni transgeniche  Per rispondere all’impennata dei prezzi degli alimentari, la Commissione Ue non esclude di ricorrere agli Ogm, cioè  alle controverse coltivazioni transgeniche”.
Per affrontare correttamente il problema inerente, la genetica e gli organismi genericamente modificati, bisogna avere chiara la visione che si ha del rapporto essere umano/natura.  Diceva  a proposito Engels: “Noi non dominiamo la natura come un conquistatore domina un popolo soggiogato, che non la dominiamo come chi è estraneo ad essa, ma che noi le apparteniamo come carne, sangue e cervello e viviamo nel suo grembo: tutto il nostro dominio sulla natura consiste nella capacità, che ci eleva al di sopra delle altre creature, di conoscere le sue leggi ed impiegarle nel modo più appropriato” (F. Engels, Antidhuring).
Perciò alla faccia di molti pseudo marxisti che secondo un’errata concezione produttivistica hanno ripreso la concezione di A. Smith, che sognava una società
composta di produttori, che avrebbe fornito il più gran numero di cose e di conseguenza il massimo di plusvalore.

Questa ricerca del massimo profitto non può che provocare disastri. La siccità, tanto per fare un esempio è una realtà grave che interessa l’intero pianeta Terra. A essa è collegato il processo di desertificazione di vaste aree dell’Africa e dell’Asia. La causa unica ed esclusiva dell’attuale situazione è data dal mantenimento del Modo di Produzione Capitalistico, basato sul perseguimento del massimo profitto. Il saccheggio violento, selvaggio, distruttivo della Natura ha una ben precisa, esatta, logica: l’appropriazione del valore insito nei beni naturali, trasformati poi dal processo produttivo e incorporato nel costo della merce, abbassando così il costo della merce e ottenendone un sovrapprofitto. L’emissione di gas nocivi dell’equilibrio climatico, è determinato dal fatto che nel ciclo produttivo sono utilizzate sostanze a più basso costo ma che hanno un particolare grado di difficoltà di smaltimento, tutto ciò consegue che s’interrompe e si altera gravemente il ciclo della riproduzione naturale e quindi s’impoveriscono le risorse naturali a disposizione della vita sulla Terra, a disposizione del ciclo naturale della riproduzione. Avviene così che il processo naturale della riproduzione si attua in sempre più precarie condizioni, in sempre più povere condizioni, con alterazioni a cascata su tutti i sistemi di vita e tutti assieme determinano la degenerazione del sistema di vita o ecosistema.

In campo agricolo l’uso sconsiderato di fertilizzanti e degli altri prodotti chimici (diserbanti, coloranti ecc.) ha inaridito il terreno, impoverendolo e ha alterato il ciclo
d’interscambio di ossigeno-anidride carbonica oltre che le condizioni climatiche con le relative piogge acide. Questi prodotti “agricoli”, sono in realtà dei veleni, essendo
assorbiti dal terreno filtrano poi tramite falde acquifere nei corsi dei fiumi che gettandosi a mare avvelenano i fiumi prima e il mare poi. E questo causa un impoverimento della fauna e della flora marina, che assolvono un ruolo vitale nel più generale equilibrio dell’ecosistema.

Tutto questa sta dimostrando che la sopravvivenza del Modo di Produzione Capitalista richiede la morte e la distruzione di tutto quanto è Vita in qualsiasi forma essa esista sulla Terra. Di conseguenza sul piano spirituale esso produce solo teorie distruttrici della socialità degli uomini e come sparge veleni materiali nel pianeta, così sparge di veleni spirituali nelle coscienze degli uomini: da una parte con teorie violente, individualiste, assurde, irrazionali e dall’altra con sostanze come le droghe che intaccano la vita intellettuale e affettiva degliuomini e delle donne. Per questi motivi il problema di superare il Modo di Produzione Capitalista si pone come problema vitale.

Una delle conseguenze della crisi di sovrapproduzione in atto (fatto che non si fa sufficientemente notare) è la sovrapproduzione nel campo agricolo. Esistono specifiche politiche agricole e disposizioni legislative atte a mantenere la produzione circolante entro certi limiti al fine di mantenere alto il prezzo e tramite la politica dell’ammasso si ritira dalla circolazione la produzione in sovrappiù per poi distruggerla. Sono note le distruzioni dei pomodori, come sono note anche le pesanti sanzioni contro i contadini del nord-est italiano il cui crimine era di produrre una quantità maggiore di latte rispetto alle quote di produzione a loro assegnate. Le celle frigorifere dei vari paesi europei sono piene di derrate alimentari ritirate dal commercio per mantenere alti i prezzi e agire così da freno alla caduta del profitto in questo settore e in seguito distrutte o se sono deteriorate le si da ai popoli del Tricontinente, scaricando i costi di tale vendita sulla bilancia commerciale e ridistribuire così tale surplus agli industriali del settore.

Bisogna mettersi bene in mente, che quando parliamo di prodotti come il mais, il pomodoro, la frutta, la carne ecc. non parliamo di merci qualsiasi ma di prodotti vitali per la sopravvivenza fisica della specie umana. Essi quindi devono avere ben precise ed esatte qualità proteiche e organolettiche funzionali al complesso sistema fisiologico dell’essere umano.

Nel processo di produttivo, vanno distinti i due settori: il settore I° che è quello che produce i mezzi di produzione e il settore II° che è quello dei beni di consumo. I tempi di ciascun settore sono la risultante dei tempi di circolazione dei singoli capitali ivi impiegati e quindi anche dal livello della scienza e della tecnica. L’agricoltura occupa per intero il I settore, poiché fornitrice di tutte le materie prime che sono fornite nel processo produttivo. I settori fondamentali di tale processo sono quello manifatturiero e quello agricolo. Questi due settori hanno due diversi tempi di circolazione con il settore agrario che marcia almeno due marce in meno, ha cioè, tempi più lenti, dati dai vincoli naturali: semina, stagionatura, raccolta, clima terreno.

Questo significa che tale settore costituisce una sacca ove ristagnano capitali e il tempo di rotazione inchiodato dai limiti naturali del processo produttivo. Questo ha determinato la minore valenza della teoria del valore-lavoro nell’agricoltura, dove vige la teoria della rendita differenziata, che si è andata nel tempo contraendosi a favore della teoria del valore-lavoro, man mano che il processo produttivo agricolo era omologato al sistema produttivo capitalistico: la penetrazione capitalista nelle campagne era determinata dal processo di meccanizzazione e dallo sviluppo della chimica nell’agricoltura.

La ricerca scientifica inerente alla Genetica, per quanto attiene la manipolazione genetica, ha consentito di abbattere drasticamente tali limiti naturali, accelerando il processo di circolazione e di rotazione in questo settore e nel più generale processo di autovalorizzazione del capitale, con un consequenziale innalzamento del profitto e del valore dei capitali investiti in tale settore, innalzandone la produttività capitalisticamente intesa. Si ottiene così un similare andamento in questi due fondamentali settori.

L’origine dell’invadenza su scala mondiale del capitalismo nell’agricoltura, nasce dal fatto che negli anni ’70 e ’80 il capitale che era accumulato in eccesso è stato dalla borghesia riversato principalmente versi i paesi dipendenti sotto forma di prestiti.

Uno dei risultati è stato quello di devastare su scala mondiale e in modo irreversibile le primitive strutture agricole esistenti dedite prevalentemente a un’economia agricola di autosufficienza (e rendendo così “esuberi” miliardi di uomini e donne).

La maggiore subordinazione di questi paesi al mercato capitalista mondiale, comporta che il capitale per valorizzarsi deve abbattere tutti i tempi morti. Il processo produttivo costituisce solo un necessario intermezzo tra il momento d’investimento dei capitali per la produzione e quello del rientro maggiorato del capitale investito. Da qui nasce la necessità dell’elemento del continuo rivoluzionamento dei mezzi di produzione.

E’ dalla necessità di battere i limiti naturali che il processo produttivo nel campo agricolo che ha comportato, entro il più generale movimento di assoggettamento e omologazione di tale settore ai tempi di rotazione e circolazione del capitale, che ha determinato lo sviluppo della particolare branca della scienza della Genetica, ossia di quella inerente la Manipolazione Genetica in campo agricolo. Le piante geneticamente modificate che interagiscono con l’ambiente e tramite le quali e sulle quali agisce il processo non solo della sintesi clorofilliare, ma l’intero interscambio ossigeno-anidride carbonica- azoto, e quindi tali piante scaricano in questo processo i loro veleni nell’ambiente, proprio ed esattamente nel loro processo di crescita e maturazione. Avvelenano non solo il terreno ma anche l’aria e la vita animale giacché interferiscono nel processo della riproduzione per gemmazione e impollinazione.

Ancora Haarp

dunque le antenne del progetto HARRP insieme con altre antenne minori (che sembra siano spuntando come funghi un po’ dappertutto, magari camuffate ripetitori della telefonia mobile) e alle scie chimiche, fanno parte di un progetto che ha la finalità di controllare il tempo (ad esempio controllare le formazioni nuvolose). La prova si può trovare nel cielo, dove sempre più spesso le nuvole appaiono, ondulate, come se fossero sagomate da un’onda: il particolato metallico rilasciato dalle scie chimiche insieme alle emissioni alle emissioni elettromagnetiche di grande intensità è un segno evidente della manipolazione climatica in azione.

Sappiamo con certezza che queste tecnologie possono servire a causare terremoti o altri disastri naturali, sia indirizzando le emissioni sul nucleo della terra (influendo così sul magnetismo terrestre) che indirizzandole sulla ionosfera. Probabilmente l’hanno fatto più di una volta negli anni; sono sotto gli occhi di tutti le trombe d’aria e gli uragani che continuano a flagellare con sempre maggiore frequenza il mondo intero.

Se tutto questo può apparire fantascienza, proviamo a interrogarci coma mai nei primi anni del XXI secolo ci sono stati tre grossi terremoti e tutti nel giorno 26 dicembre? Strano vero? La probabilità che ciò succeda è dell’ordine di 1/365* 1/365 (bisogna dire però che prima o poi nella lunghissima storia della terra, anche se una probabilità per quanto piccola che sia porta al verificarsi di questa e altre coincidenze). Del resto abbiamo già visto prima le esplicite dichiarazioni del generale Mini.

Pe non restare sul vago vediamo la notizia dell’agenzia Knight-Ridder, pubblicate dal Sunday World Tulsa, Oklahoma, il 10 dicembre 1989: “ San Jose, California – Un ricercatore della Stanford University ha dichiarato giovedì’ scorso  che le insolite onde radio registrate qualche ora prima  del terremoto di Loma Frieta potrebbero  essere usate un giorno per prevedere in anticipo l’arrivo di un sisma.
   Tre ore prima  che avvenisse il terremoto, uno strumento usato dai ricercatori di Stanford proprio nei pressi dell’epicentro del sisma ha registrato dei segnali di grande potenza, i più potenti che avesse mai rilevato in due anni di lavoro. Le onde continuarono fino al momento in cui avvenne il terremoto, allorquando venne a mancare la corrente elettrica e lo strumento si spese.
     “Abbiamo visto cose alquanto insolite che non riusciamo a spiegare” ha dichiarato Arman Bernardi,  membro dell’equipe di ricercatori della Stanford University che, per pura coincidenza, stava studiando comunicazioni sottomarine.
   Lo strumento, sistemato una casa a Corralitos, cominciò a registrare un forte aumento di onde radio a frequenza bassissima, 12 giorni prima del terremoto.
   Antony Fraser-Smith, il capo dell’équipe di ricercatori dell’équipe,   non sa spiegare come la terra possa aver generato onde radio, ma si dice convinto che queste siano collegate al terremoto.
  Un geologo del governo ha però gettato acqua sul fuoco, invitando a non fare congetture riguardo alle rilevazioni dei ricercatori di Stanford.
   Per Malcom Johnston, del Servizio Geologico Usa, “E’ abbastanza comune che accadano cose strane (poco prima del terremoto), si tratta di pura coincidenza”.

Nell’aprile 1997 il ministro della “difesa” USA , William S. Cohen dichiarò : “Altri si stanno occupando anche di una sorte di eco-terrorismo attraverso il quale essi possono alterare il clima, causare terremoti, fare esplodere vulcani attraverso l’uso a distanza di onde elettromagnetiche”.

Il ministro Cohen fece quest’affermazione a una conferenza su “Terrorismo, armi di distruzione di massa e strategia degli U.S.A” nella sua veste ufficiale di ministro statunitense, dove utilizzò la parola “stanno” e non la parola  “potrebbero”. Per altro ha precisato in seguito: “E’ reale, questo è il motivo per il quale dobbiamo o intensificare i nostri sforzi”.

Saremmo degli stupidi e degli allocchi se credessimo davvero alla storiella che il governo USA possa essere messo in ginocchio da terroristi che usano armi così sofisticate che richiedono mega-impianti tecnologici da dove emettono onde elettromagnetici. Se si ha un minimo di conoscenze di come si muove l’imperialismo USA, si sa molto bene del viziaccio di attribuire ad altri le sue malefatte (come gli attentati dell’11 settembre 2001 creati ad arte e attribuiti ai “terroristi islamici”), queste dichiarazioni di Cohen sembra alludere alla realtà di certe armi, al fatto che esse siano in dotazione all’esercito USA, che poi le abbiano già usate il sospetto, è forte.
L e antenne del progetto HAARP e le altre attrezzatture che con esse lavorano in sintonia emanano forti campi elettromagnetici. Con la terra sotto, e lo strato metallico sopra ci troviamo tutti in un immenso forno a microonde che sta alterando il clima terrestre. Altro che effetto serra, stanno cuocendo a fuoco lento la Terra con tutti i suoi abitanti e come alibi utilizzano le emissioni di CO2, utilizzando come testimonial un personaggio come Al Gore.

In realtà sembra che siano le attività notturne degli aerei cisterna che spruzzano a tutto spiano scie persistenti approfittando del buio (come dei licantropi nelle notti) impediscano l’escursione termica, incrementando così l’effetto serra, che è quindi originato da ben altro che non emissioni di CO2.

Dieci anni prima degli annunci sul “global warming causato dall’anidride carbonica”, gli scienziati attribuivano  al CO2 il raffreddamento della terra tanto che nel 1980 si prevedeva una nuova glaciazione a causa delle amissioni di anidride carbonica.

Il rapporto che fece un organismo internazionale come l’I.P.C.C. (International Panel on Change, ovvero l’osservatorio internazionale sul Cambiamento Climatico) nasce dall’esigenza di coprire i veri responsabili del surriscaldamento del pianeta e degli sconvolgimenti climatici. Le pressioni del governo degli Stati Uniti furono notevoli, nonostante l’opposizione di un centinaio di scienziati, i quali accusavano i relatori del rapporto di stilare un documento falso utile solamente alle lobbies militari.[45]

Il riscaldamento globale va dunque attribuito in parte alla maggiore attività solare (tutti i pianeti del sistema solare sono più caldi) ed in gran parte alle emissioni elettromagnetiche delle antenne del sistema HAARP che in sinergia con le scie chimiche trasformano il nostro bel pianeta in un immenso forno a microonde.

Una presenza inquietante: troppi elicotteri in volo a quote bassissime
   Quello che dirò adesso potrebbe sembrare tratto dal copione di un film del tipo X-FILE. Ma in giro ci sono troppi elicotteri, che volano a quote basse, per lo più elicotteri neri, che sembrano all’apparenza normali elicotteri di vigili del fuoco o di altri organismi. Chi li ha osservati ha notato l’assenza di contrassegni identificativi e alcune volte (come se non bastasse) ne sono stati osservati alcuni rilasciare scie (gli elicotteri non possono mai lasciare scie).
Non si sa quale sia il loro scopo, ma una cosa è certa, accompagnano costantemente le irrorazioni, non è sicuro ancora se per monitorarle o per coadiuvarle con qualche altra diavoleria; ad esempio potrebbero servire per operare una scansione tridimensionale del territorio[46] a scopi militari.

Un’ipotesi da non scartare è che vadano in giro con dei dispositivi elettronici che servano a influire sia sul corpo sia sulla psiche delle persone, in sostanza a condizionare psicologicamente le persone.

Tutto ciò non è fantascienza, armi del genere dono già state pubblicizzate e sono in dotazione all’esercito USA. Un valido esempio delle nuove tecnologie di morte si trova nella proposta di legge presentata dal deputato dell’Ohio Dennis Kucinich. Il suo infruttuoso Space Persevation Act del 2001, mirava a bandire le seguenti armi: Armi elettroniche e psicotroniche, armi ad alta quota ad emissione di onde di bassa frequenza, armi elettromagnetiche soniche ed ultrasoniche, armi laser, armi strategiche tattiche ed extraatmosferiche, armi chimiche, biologiche e tettoniche, [47] – scie chimiche.[48]

Negli USA qualcuno ha osservato che questi elicotteri sono in grado di emettere, energia ad alta intensità da antenne oppure da  bracci, fissati alla plancia degli elicotteri. Questa energia lampeggia ad alta intensità di scatti a gruppi di 4-6 impulsi e poi si ripete un secondo o due più tardi. È più semplice vedere questi lampi durante la notte naturalmente, ma questo bombardamento di impulsi elettronici viene effettuato anche durante il giorno.

Altra possibilità è che questi elicotteri concorrano a disperdere a bassissima quota (a volte volano sulle nostre teste appena sopra i tetti delle case) agenti infettivi o che servano per progetti di controllo/spionaggio. Abituare le persone presenza costante di questi elicotteri potrebbe servire in un prossimo futuro: nel caso scoppino rivolte contro il governo (a causa della crisi economica per esempio) tali elicotteri potrebbero garantire un efficacissimo servizio di repressione e di controllo del territorio.

La presenza di misteriosi elicotteri notturni, non viene segnalata solamente negli USA o in Europa, ma anche in altri paese come il Perù.  C’è una denuncia viene da un documento del Comitato Centrale del PCP 4° dell’aprile 2010: “Hanno contrattato con consiglieri israeliani, la CIA non è bastata; il Mossad dice: servono per la lotta antisovversiva elicotteri notturni con più potenza di fuoco, questo richiede più soldi dal parlamento, hanno cambiato le funzioni dei giudici nelle zone di emergenza, ora lo fa direttamente la polizia e c’è una nuova legge – la cosiddetta “dell’impunità” con la quale la polizia è autorizzata a sparare senza rispondere per questo”.

In questo documento ci sono due aspetti da analizzare: il primo è quello della legislazione antisovversiva che ricorda quella dei territori palestinesi occupati e la seconda quello degli elicotteri notturni.
Questi elicotteri ufficialmente usati per scopi “antisovversivi”, in realtà sono usati per scopi di controllo e forse per qualcosa di più tremendo. Questi elicotteri sono stati visti a Lima dal 2008, dove giravano in cerchio attorno alle aree più popolate. Dopo che sono passate sopra le case delle persone benestanti, gli abitanti cominciano ad acquistare medicine (che è escluso per la maggioranza della popolazione di Lima).

Ora le forze di polizia hanno la capacità tecnica per rintracciare persone dagli elicotteri: sono in grado di vedere elettronicamente la loro firma del DNA sullo schermo di un computer. Questo è uno dei motivi perché nei vari paesi si è desiderosi di raccogliere un campione di DNA, dalle salive in ogni occasione. In seguito il DNA è digitalizzato ed entra nelle banche dati informatiche governative e può essere monitorato o usato per torture psicotroniche.[49]

Questo documento del PCP fa pensare anche alla forte integrazione che c’è tra strategie militari della NATO e quelle israeliane. Nell’aprile 2001 Israele firma al quartier generale della Nato a Bruxelles l’accordo di sicurezza, impegnandosi a proteggere le informazioni classificate che riceveranno dalla cooperazione militare. Nel giugno 2003 il governo italiano stipula con quello israeliano un memorandum d’intesa per la cooperazione nel settore militare che prevede tra l’altro lo sviluppo congiunto di un nuovo sistema di guerra elettronica. Nel febbraio 2005 il segretario generale della Nato compie la prima visita ufficiale in Israele, dove incontra le massime autorità militari israeliane per “espandere la cooperazione militare”. Nel marzo dello stesso anno si svolge la prima esercitazione navale congiunta Israele – Nato. In giugno, la marina Israeliana partecipa a un’esercitazione Nato del Golfo di Taranto. In luglio le truppe israeliane partecipano a un’esercitazione Nato “antiterrorismo” che si svolge in Ucraina. Nell’ottobre del 2006, Nato e Israele concludono un accordo che stabilisce una più stretta collaborazione israeliana al programma Nato “Dialogo mediterraneo”, il cui scopo è “contribuire alla sicurezza e stabilità della regione”. In tale quadro “Nato e Israele si accordano sulle modalità del contributo israeliano all’operazione marittima Nato Active Endeavour”. Israele è così premiato dalla Nato per l’attacco e l’invasione del Libano. Le forze navali Israeliane, che insieme con quelle aeree e terrestri hanno appena martellato il Libano con migliaia di tonnellate di bombe facendo stragi di civili, sono integrate nelle operazioni Nato che dovrebbe combattere il “combattere il terrorismo nel Mediterraneo “.
Il 2 dicembre 2008, circa tre settimane prima del criminale attacco a Gaza, la Nato ratifica il “programma di cooperazione individuale” con Israele. Esso comprende “controterrorismo”, tra cui scambio d’informazioni tra i servizi segreti; connessione di Israele al sistema elettronico Nato; cooperazione nel settore degli armamenti, aumento delle esercitazioni militari congiunte Nato – Israele; allargamento della cooperazione nella lotta contro la proliferazione nucleare (tutto da ridere, perché Israele è l’unica potenza nucleare della regione, non solo, ha rifiutato di firmare qualsiasi trattato di non proliferazione). L’11 gennaio 2009, due settimane circa dopo l’attacco delle forze militari a Gaza con il relativo massacro della popolazione civile, il segretario generale della Nato si reca in visita ufficiale in Israele nell’ambito del “Dialogo mediterraneo” (l’umorismo è molto diffuso negli alti vertici militari). Nel suo discorso afferma che “Hamas, con i suoi continui attacchi di razzi contro Israele, si è addossato la responsabilità delle tremende sofferenze del popolo che dice di rappresentare”.
Nell’ambito della cooperazione Nato – Israele, l’Italia è centrale.
La cooperazione militare Italia – Israele è stabilito dalla legge n. 94 del 17 maggio 2005. La cooperazione tra i ministeri della difesa e le forze armate dei due paesi riguarda l’importazione, l’esportazione e il transito di materiali militari, l’organizzazione delle forze armate, la formazione/addestramento. Sono previste a tale scopo riunioni dei ministri della difesa e dei comandanti in capo dei due paesi, scambio di esperienze fra gli esperti, organizzazione delle attività di addestramento e delle esercitazioni. In tale quadro, quando nel marzo 2005, ci fu la prima esercitazione congiunta Nato – Israele nel Mar Rosso, a guidare la flotta era la marina italiana. Chissà se in quell’occasione si esercitarono ad assaltare anche le navi disarmate dei pacifisti.
E in questo quadro di rafforzamento imperialista nell’area del Mediterraneo e del Medio Oriente, a Sigonella, il 20 gennaio 2009 quando tutti gli occhi dei media sono puntati all’inauguration day di Obama, s’inaugura il sistema Nato Ags. Questo sistema, spiega il comunicato ufficiale servirà a sorvegliare non il territorio Nato, ma il “terreno”, fornendo importanti funzioni “prima e durante le operazioni Nato” in altri paesi. Esso sarà “uno strumento chiave per rendere più incisiva la Forza di risposta della Nato (Nrf)”: poiché deve fornire il quadro dettagliato del territorio da occupare, permettendo anche di “individuare e prendere di mira veicoli in movimento”. Ciò sarà reso possibile da vari tipi di piattaforme aeree e stazioni di controllo terrestri. Si tratta del più sofisticato sistema di spionaggio elettronico, finalizzato non alla difesa del territorio della Nato, ma potenziamento della sua capacità offensiva “fuori aerea”, soprattutto quella mediorientale.
Tutto ciò ha origine dal fatto che dalla prima guerra del Golfo del 1991, si è sviluppata la tendenza alla guerra imperialista contro i popoli oppressi del sud del mondo. Approfittando del vantaggio determinato dal crollo del revisionismo dell’Est e di fronte alle prime avanguardie dell’offensiva strategica della Rivoluzione Proletaria Mondiale (Perù, Filippine ecc.) l’imperialismo scatena un’offensiva controrivoluzionaria generale. Quest’offensiva controrivoluzionaria generale non nega la tendenza alla rivoluzione e all’accentuarsi della lotta di classe a livello internazionale, ma cerca di contrastare queste tendenze e di prevenire l’ampliamento.
Su Israele sarebbe bene fare dei ragionamenti. Essa non è certamente il cuore del sistema capitalista, ma svolge la funzione di laboratorio, dove si sperimentano soluzioni politiche e militari estreme e dove si compie quello sporco lavoro che gli Stati Uniti e le altre potenze occidentali preferiscono delegare. Ha pure il compito di sperimentare nuove armi su palestinesi e libanesi, senza che l’indignazione e il discredito ricada direttamente su chi queste armi le producono, soprattutto gli Stati Uniti, ma anche Francia, Inghilterra e Italia.
   Tra il 2006 e il 2009 le forze armate israeliane hanno utilizzato armi sperimentali nelle operazioni militari all’interno della Striscia di Gaza. L’ha rivelato una ricerca condotta dall’Università Sapienza di Roma, dall’Università Chalmer in Svezia e dall’ateneo di Beirut e coordinata dal New Weapons Research Group (Nwrg). Le lesioni prese in considerazione dagli esperti sono state quelle che hanno causato carbonizzazione, bruciature superficiali, bruciature al fosforo bianco e amputazioni. L’analisi delle ferite ha riportato una presenza elevata di numerosi elementi chimici di molto superiore a quella dei tessuti non danneggiati. In tutti i tipi di ferite presi in considerazione, è stata trovata traccia di piombo e uranio e di altri elementi in grado di causare: patologie croniche dell’apparato respiratorio, renale e riproduttivo e della pelle e mutazioni genetiche negli animali, nell’uomo e nei feti.[50]
Alcuni esempi del tipo di armi usate: “Gerusalemme – Una jeep si dirige verso la folla dei manifestanti inferociti, teatro dell’ennesima protesta antisionista organizzati da militanti per la causa palestinese. Si ferma a mezzo chilometro di stanza: esce un soldato con l’uniforme israeliana, armato di una scatoletta bianca apparentemente innocua.  Pochi attimo ed un suono assordante squarcia l’aria: la folla riottosa, in preda al panico, si tappa le orecchie e si contorce dal dolore. È l’ultima arma segreta in dotazione da tempo all’esercito israeliano, utilizzata pubblicamente dopo molti anni di sperimentazioni. Il ”canone sonico” appositamente pensato per disperdere grandi gruppi di persone, battezzato Screamer, è un dispositivo non letale in grado di emettere fastidiosissime frequenze ad altissimo volume. Senza colpo ferire, questa arma può provocare convulsioni, nausea e terribili cefalee anche a centinaia di metri di distanza. Fonti non ufficiali parlano dell’esistenza di una versione ancora più potente di questo insolito cannone, capace di far vibrare gli organi del bersaglio fino a provocare emorragie. Secondo un quotidiano di Gerusalemme, l’uso dello Screamer è avvenimento senza precedenti che rappresenta un significativo cambio di paradigma nelle tattiche di guerriglia urbana. Nonostante molti stati in tutto il mondo posseggono armi simili, nessun esercito ne aveva mai  azzardato l’uso di un numero esercito ne aveva mai azzardato l’uso su un numero così elevato di soggetti. L’esperimento di Bil’in, dicono le autorità, ha acuto “esito positivo”: non ci sono stati feriti gravi”.[51]
Nel maggio 2006, il canale televisivo italiano Ray News 24 ha trasmesso un’inchiesta fatta da giornalisti in Iraq riguardante l’uso di un nuovo  tipo di arma sperimentale.[52] Questa ultima consiste di raggi di onde elettromagnetiche corte simili alle onde prodotte dai dispositivi a microonde utilizzati per uso domestico.
Questo tipo di raggi è diretto su obiettivi umani. Quando la persona colpita, i nervi sotto la pelle ne sono coinvolti, portando alla paralisi del sistema nervoso. Inoltre, le microonde alzano la temperatura corporea attraverso il riscaldamento dell’acqua nelle cellule. Questo tipo di arma causa lo smembramento delle parti corporee colpite e ciò che somiglia a bruciature su diverse parti del corpo, mentre i medici non riescono a trovare alcuna parte solida della bomba. Bret Wagner, il direttore del Research Institute California, ha definito quest’arma il raggio della morte. Wagner indica che: “Quest’arma lavora alla velocità della luce ed è capace di colpire obiettivi da una grande distanza, esponendo gli esseri viventi a microonde che alla loro esplosione”. Ciò spiegherebbe i grandi danni che i medici hanno osservato esaminando i cadaveri. Inoltre l’inchiesta televisiva sull’Iraq parla di riduzione della massa corporea dei cadaveri risultante dall’uso di quest’arma. Wagner attribuisce all’esposizione ai raggi elettromagnetici anche la fusione e l’aspetto distorto di macchine e autobus presenti sulla scena della battaglia. L’ex segretario alla difesa Donald Rumsfeld ha confermato che gli USA hanno sviluppato questo tipo di armi.  Le “bombe svuotanti” svuotano i corpi dall’aria, fermando il respiro della persona portando a un immediato attacco cardiaco.[53]
Tornando agli elicotteri senza insegne, essi sono un elemento comune da persone che ritengono di essere state rapite dagli “alieni”, nelle persone che sono state coinvolte in questa esperienza, si riscontra spesso nei loro racconti molte omissioni, volute o meno, che rappresentano un ostacolo per la ricerca, poiché racconti monchi non possono fornire un quadro completo e attendibile del fenomeno. Una possibile spiegazione lo si potrebbe trovare nelle esperienze virtuali note il con il termine Virtual Reality Scenario (VRT), ossia scenari di realtà virtuale, indotti dall’esterno, che per il soggetto interessato diventa una realtà oggettiva. L’individuo può sperimentare una determinata situazione attraverso un input sensoriale totale e reagire con spontanee risposte fisiche ed emotive, anche se nella realtà si trova sdraiato su di un lettino per esami clinici o sta dormendo nel suo letto senza ricevere alcun segnale esterno che lo disturbi.
Secondo uno scienziato austriaco il professor Helmut Lamner, i falsi rapimenti alieni sono eseguiti da militari: “dobbiamo cercare di comprendere qual è il programma che si cela dietro il fenomeno delle abductions aliene e qual è lo scopo delle MILAB. C’è un forte interesse dei militari nello sviluppo d’impianti cerebrali, bio-chip per la realtà virtuale, proiezione d’immagini oleografiche, dispositivi di occultamento e armi che alterano la mente”.[54]
Uno dei possibili scopi delle MILAB è che si tratti di esperimenti inerenti il controllo mentale e comportamentale.
In un documento del 1996 dell’Aereonautica Militare Statunitense (USAF) denominato Air Force 2005e più precisamente nella sezione intitolata Information Operations: A New War (Una nuova capacità di combattimento), dove sono presi in esame gli scenari tecnologici per il 2025. In questo rapporto si accenna alla possibilità di microscopici chip nel cervello, i quali svolgerebbero due funzioni:
1)    Il bio-cip impiantato connetterebbe l’individuo a una rete di sistemi satellitari in orbita a quota attorno alla terra, creando un’interfaccia  tra la persona impiantata e incredibili risorse informatiche. L’impianto rilascerebbe le informazioni elaborate dalla rete direttamente al cervello dell’utente.
2)    Il bio-chip potrebbe creare una visualizzazione mentale dell’ambiente circostante generata dal computer e basata sulla richiesta dell’utente. La visualizzazione sarebbe di 360°, non più limitata dal campo visivo umano, e permetterebbe al pilota di un aereo da caccia di porsi in una zona di guerra a lui perfettamente visibile. Inoltre, una vasta gamma di armi sarebbe collegata al sistema satellitare, permetterebbe agli utenti impiantati, in possesso di autorizzazioni speciali (i soldati cibernetici), di usare direttamente queste armi. Questo significa che un soldato potrebbe mantenere la vista nella maniera normale, con più una sfumatura d’informazioni che identifichino e descrivano oggetti specifici, non rientrano direttamente nel suo campo visivo.
Si può osservare da tali studi che la ricerca sulle human-brain-macchine (cervello umano/macchina) è impianti di realtà virtuale, è già stata intrapresa.
Dal Centro Informazioni Tecniche di Fort Belvoir, Virginia, emerge un fascicolo, Information Warfare, che studia le informazioni olografiche, i dispositivi di occultamento e mimetica multispettrale che fornirà ai militari capacità strategiche. È questa la tecnologia più promettente atta a creare ambienti fittizi che un avversario potrebbe credere reali. E’ uno strumento ideale per le operazioni di PSYWAR (guerra psichica) dove si tenta di influenzare le persone che sono bersagliate, proiettando immagini olografiche trasmettono l’effetto desiderato. Agli inizi degli anni ’80 il dottor Eldon Byrd era a capo di un progetto americano sulle armi elettromagnetiche. Gran parte di queste ricerche erano condotte nell’Istituto DI Ricerca Radiobiologica di Bethesda (Maryland). Scopo di queste ricerche era di rilevare le attività elettriche del cervello e il modo di influenzarle. Usando onde a frequenze molto basse per stimolare il cervello che rilascia alcune sostanze chimiche capaci di regolare il comportamento umano. Questo sistema applicato agli esseri umani usati come cavie provocava immediatamente nausea e sintomi influenzali.
Ritorniamo adesso ai presunti “rapimenti alieni” molte persone coinvolte in queste esperienze come tratto di comune di esse, hanno riscontrato i seguenti elementi: gli elicotteri senza insegne appunto, l’apparizione di strani furgoni e veicoli nelle vicinanze delle abitazioni dei rapiti, l’esposizione a campi magnetici che disorientano e il trasporto a strutture segrete dopo essere stati drogati.
L’attività degli elicotteri senza insegne iniziò tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70 e sembrava essere connessa ai casi di mutilazione animale.[55] In quel periodo, gli elicotteri mostrarono solo un vago interesse verso le persone “rapite dagli alieni”. L’attività degli elicotteri iniziò ad aumentare in relazione alle abductions dagli anni ’80 in poi. Anche in Inghilterra negli anni ’70 stata riportata una forte attività di elicotteri fantasma, ma sembra che il loro interesse verso le mutilazioni animali e gli adotti sia limitato al nord America.
Da qui si possono formulare delle ipotesi. Che esiste una task force militare che opera fin dai primi anni ’80 che è coinvolta in un’attività di monitoraggio e nel sequestro di persone. Una cosa certa è che questa task force si avvale di un’avanzatissima tecnologia per il controllo mentale.

È dalla fine della seconda guerra mondiale a oggi, diverse equipe di neuropsichiatri e ingegneri elettronici, ingaggiati dai vari apparati governativi-militari, soprattutto da quello statunitense, si sono affannati di condurre talvolta, esperimenti classificabili come crimini contro l’umanità, e non mi riferisco solo alle atrocità perpetrate dai nazisti tedeschi
Questi esperimenti prevedevano, tra l’altro, l’irraggiamento di vasti territori in varie parti del mondo, con onde elettromagnetiche ad alta intensità, modulabile secondo determinati parametri.
Il capostipite di queste equipes fu lo spagnolo Prof. Juan M. R. Delgado, che già subito dopo la seconda guerra mondiale si dette da fare, coperto dal regime fascista spagnolo, per capire come poteva essere influenzata la vita degli esseri umani, agendo sul loro cervello attraverso sonde o altro.
Questo “esimio” luminare, Direttore della Clinica Neuropsichiatria Universitaria dell’Università di Yale, negli Stati Uniti, dopo aver studiato come controllare la mente umana attraverso sonde impiantate nel cervello, dirottò la sua attenzione sulla Stimolazione Elettrica Cerebrale Diretta (ESB), abbracciando il più vasto settore degli effetti biologici dei campi magnetici (Correnti Oblique).
Il seguente Brano è tratto dalle pagine 89-96 del libro di DELGADO “Controllo fisico della Mente – Verso una Società Psicocivilizzata” edito nel 1969 (Il titolo è tutto un programma!):  “Ora si sta colmando la lacuna, (si riferisce alle lacune della scienza biomedica fino a quel tempo), è già possibile equipaggiare animali od esseri umani con dispositivi chiamati stimoricevitori, programmati per la trasmissione e la ricezione di comunicazioni elettriche da e per il cervello nei soggetti attivi (li distingue da soggetti repressi!) La micro miniaturizzazione di alcuni componenti elettronici, ci permetterà di costruire uno strumento più efficace nel controllo dei parametri eccitativi tramite un’accurata telemetria cerebrale, attuata con tre sensori installati in tre punti diversi del cervello, stimolando all’uopo precise aree, in seguito a determinati segnali elettrici di attività cerebrale.
E’ ragionevole speculare che in un futuro ormai prossimo, gli stimoricevitori possano provvedere ad un controllo pressoché totale dell’individuo, interfacciando il proprio sistema neuro-fisiologico con un computer remoto, causando peraltro un’azione reazione tra neuroni e strumenti, la quale rappresenterebbe una nuova tendenza nel campo del controllo medico a distanza delle funzioni neuro-fisiologiche
.”[56]

Quindi, il “nostro” (si fa per dire ovviamente) Delgado, con i soliti e crudeli esperimenti sugli animali e sugli esseri umani, ha continuato a coltivare questa sua “passione”, ora negli Stati Uniti, ora in Spagna, suo Paese natale. Ma soprattutto, ha messo a punto ulteriori tecniche di controllo mentale, sia individuale che di massa.  Un particolare esperimento, consisteva nell’impiantare nel cervello di una piccola scimmia, alcuni elettrodi, collegati a un radiocomando, i quali, essendo collegati nelle aree cerebrali, sede del comportamento, avrebbero, se stimolati, avuto diversi effetti. Infatti, nell’esperimento in questione, la scimmia viene fotografata un attimo prima di inviarle un impulso cerebrale radiocomandato.

Un altro esperimento consisteva di mettere in gabbia con lo stesso sfortunato primate, un pupazzo dalle sembianze umane, onde testare la reazione dell’animale. L’animale appare vistosamente impaurito dalla presenza del pupazzo. Un istante dopo, viene inviato alla scimmia, un impulso cerebrale radiocomandato. A questo punto diviene aggressiva e si scaglia addosso al pupazzo, senza apparente motivo.

Come si vede, basta stimolare alcune zone del cervello  per fare si che da pacifico, un essere vivente diventi, a comando, aggressivo e micidiale.
Purtroppo, non finisce qui. In una lettera dell’IBM- settore Tecnologia Avanzata indirizzata al Dipartimento dei Penitenziari americani il redattore esponeva le proprie paure circa una recrudescenza del crimine con l’avvento del terzo millennio. Egli passava quindi a descrivere un piccolo gioiello della tecnologia, capace di risolvere i problemi d’aumento della criminalità.[57]  Questo dispositivo doveva essere impiantato sotto la cute dell’individuo prescelto, ed una volta installato, l’operatore remoto decideva il destino del malcapitato. Il relatore di questa lettera afferma che il proprio Dipartimento ha sperimentato questo microchip, denominato “Neural Chip 2020”, su detenuti del Fronte di Liberazione Messicano, detenuti nelle carceri del Texas.  Su due di loro, agendo sui settaggi remoti del chip, sono state inibite le funzioni del sonno, al punto che per quattro giorni non hanno dormito. Ad altri due è stato inibito lo stimolo della fame per una settimana. Uno dei restanti, quello più pericoloso di tutti, è stato provocato fino all’eccesso, ma non ha mai reagito.
L’esposizione del microchip continua illustrando le tecniche e la zona della prevista collocazione sottocutanea, nonché le motivazioni da addurre per non far trapelare nulla all’ignaro portatore.






Ma  quale sono le finalità di questo progetto?

Quello che è certo, è che questo progetto è collegato a degli scellerati progetti di modificazione climatica e di mantenimento del dominio globale da parte dell’imperialismo USA. Il controllo climatico ha un ovvio utilizzo per ottimizzare le proprie operazioni militari e ostacolare le manovre del nemico ma può essere utilizzato anche per altri fini: come si diceva prima per favorire il mercato degli OGM. Se si rendono sempre più difficili le condizioni per la coltivazione delle colture tradizionali togliendole il sole e l’acqua (e magari diffondendo qualche parassita) si crea il presupposto per i “nostri” governi affermino (mentendo) che la soluzione alla penuria sono i semi OGM.
Di sicuro le multinazionali degli OGM (con la Monsanto in testa) possono trarre grandi profitti da questa operazione di avvelenamento, come le multinazionali farmaceutiche, alle quali si regala un mondo di persone sempre più afflitta da piccoli e grandi acciacchi e sempre più bisognose di cure.
Le scie chimiche non hanno solo l’obiettivo di creare le condizioni che giustifichi la diffusione di sementi OGM, ma sono anche un mezzo per generare una crisi alimentare che vada di pari passo con quella economica.
La diffusione delle scie chimiche sembra essere uno strumento polivalente che persegue diversi obiettivi, ma forse la diffusione della cosiddetta “polvere intelligente”.[58]  o smart dust, nell’aria, nell’acqua e nel cibo che ingeriamo (e che quindi accumuliamo nel nostro organismo debilitandolo) potrebbe essere uno degli obiettivi principali di questo progetto. Sappiamo che tali nanofibbre anno una funzione di spionaggio sensoriale.
Potrebbe essere che tra gli scopi della loro diffusione ci sia un agghiacciante scopo: quello di alterare le percezioni e i comportamenti degli essere umani (magari in sinergia con determinate frequenze elettromagnetiche diffuse nell’aria). Nel già citato documento Owning the weather in 20025 si legge: “Il sistema di acquisizione del bersaglio implica la capacità di prendere decisioni per scoprire i cambiamenti nei valori personali dell’avversario. I cambiamenti nelle emozioni di un capo, nei pensieri e negli schemi di riferimento, sono di grande riferimento per un sistema strategico di attacco.  Le tecnologie che penetrano nella mente di un avversario per ottenere informazioni preziose, richiedono progressi straordinari  (…).
   Piattaforme sulla terra entro il 2025 potranno fare affidamento su strumenti nanotecnologici che si ridurranno a piattaforme di dimensioni microscopiche. Queste piattaforme potrebbero essere inserite attraverso agenti umani, l’acqua o il cibo oppure per mezzo di irrorazione aerea che impiega UAVs (droni). Microsensori più sottili di un capello umano potrebbero  trasmettere dati all’archivio informatico di Delphi, per mezzo di UAVs o sistemi satellitari”.
Insomma l’aeronautica statunitense sta studiando come diffondere, nanosensori che possono essere inseriti nelle persone all’interno del loro corpo, nelle abitazioni e nelle apparecchiature elettroniche per formare una rete di sorveglianza globale.













cap. 3
Cosa fare?

   Prima di tutto bisogna comprendere che l’operazione è clandestina, se tutti sapessero la verità ci sarebbe un risveglio generale di massa delle coscienze e i nostri governanti, non dormirebbero sogni tranquilli perché le masse toglierebbero ogni fiducia a questo sistema di oppressione mascherato di democrazia e cercherebbe di riprendere in mano le sorti della propria vita.
Perciò uno dei primi e fondamentali passi è informare e demistificare questo sistema.
Un sistema, che attraverso i suoi intellettuali organici, ha alimentato nell’immaginario collettivo dell’Occidente che il capitalismo dopo il crollo del “campo socialista” fosse l’unica strada di produrre benessere e sviluppo. In questo senso è possibile osservare come alcune caratteristiche fondamentali del neoliberismo, come la riduzione delle tasse e la privatizzazione, che sono storicamente prerogative dei partiti di destra, conservatori e moderati sono adesso diventati dei modelli di politica economica anche per i partiti di “sinistra”.
L’assenza di chiari riferimenti ideologici, inoltre, ha favorito un’estetizzazione della politica, portandola sul terreno del marketing come qualsiasi altro prodotto (non è un caso che si parla di mercato della politica). Il ricorso alle strategiche commerciali di comunicazione comporta anche una maggiore dipendenza della politica  dagli investimenti privati che sono necessari al finanziamento di campagne elettorali, all’acquisto di spazi sui quotidiani, di spot radiofonici e televisivi. Sebbene il fenomeno sia più visibile negli USA, è una caratteristica comune in tutte le democrazie borghesi.
Tutto questo viene percepito negativamente dagli elettori, che sempre di più rinunciano sempre più numerosi a votare. Alle elezioni politiche italiane del 13-14 aprile 2008, per esempio, si è verificato un incremento di astensionismo (+ 3,1%), di tuta storia repubblicana. La rinuncia al voto nasce non tanto dalla rinuncia della politica, ma dalla sua non volontà (che spesso viene scambiata per incapacità) di rispondere alle esigenze dei cittadini.
Media e rete come strumento del dominio di classe
   Giornali e tv hanno una funzione  di mediazione della realtà (se non di mistificazione), divenendo responsabili della imposizione di certi argomenti e priorità nel dibattito pubblico, ma hanno anche una funzione di integrazione sociale che spinge gli individui ad aderire alle opinioni più diffuse per la paura dell’esclusione. Questo nasce dal fatto che esiste un controllo delle classi dominanti sui media non solo dal punto strutturale ma anche funzionale.
I media stessi sono un’industria orientata al profitto che negli ultimi trent’anni ha attraversato un processo di fusioni e acquisizioni. Contemporaneamente si è verificata una crescente sovrapposizione tra la proprietà della grande industria e quella dei media: sempre più le banche e grandi gruppi d’investimento hanno acquistato partecipazioni nelle società editoriali, imponendo, di fatto, un controllo dei media.
Dal punto di vista funzionale i media dipendono dalla vendita di spazi pubblicitari all’industria e per questo, i contenuti devono essere in grado di attrarre la massima attenzione dell’audience. Sono esclusi a priori, perciò, quei temi sgraditi agli inserzionisti, come i problemi ambientali, lo sfruttamento del lavoro minorile e delle risorse ecc.[59] Gli stessi notiziari sono condizionati dalla dipendenza delle fonti delle notizie che sono prevalentemente offerte dai portavoce o dagli addetti alle pubbliche relazioni del mondo politico e imprenditoriale, i cui protagonisti costruiscono nei media il consenso alle proprie posizioni.
Con Marx possiamo ben dire “Le idee della classe dominante sono in ogni epoca le idee dominanti cioè la classe che è la potenza materiale dominante della società è in pari tempo la sua potenza spirituale dominante. La classe che dispone dei mezzi della produzione materiale dispone con ciò, in pari tempo, dei mezzi della produzione intellettuale, cosicché ad essa in complesso sono assoggettate le idee di coloro ai quali mancano i mezzi della produzione intellettuale. Le idee dominanti non sono altro che l’espressione ideale dei rapporti materiali dominanti, sono i rapporti materiali dominanti presi come idee: sono dunque l’espressione dei rapporti che appunto fanno di una classe la classe dominante, e dunque sono le idee del suo dominio”.[60]  Perciò non bisogna meravigliarsi  di quanto dice Ben Bagdikian, giornalista preside emerito della Scuola di Giornalismo dell’Università della California di Berkeley : “Ogni anno ciascuna azienda spende miliardi in spazi commerciali televisivi il cui unico scopo è modificare il comportamento umano. Presubilmente le multinazionali più sofisticate non continuerebbero a spendere miliardi di dollari se non pensassero di non riuscire ad alterare il comportamento umano a loro vantaggio”. [61]
Mi sembra ovvio che con questo tipo d’informazione argomenti come le guerre ambientali o le scie chimiche siano affrontate in maniera corretta.
Ma l’informazione è anche un’arma.  Con l’estensione delle relazioni globali del capitalismo le guerre si sono evolute (come spero di aver dimostrato). Nella lotta sociale, quella parte che rientra nel contenitore generale concettuale di “sicurezza”, diventa sempre di più una lotta armata, in cui concorre una miriade di forze parassitarie securitarie, dagli agenti del fisco alle guardie giudiziarie addette ai sequestri e agli sfratti, ai vari istituti vigilanza per edifici pubblici, banche e via di seguito in un lungo elenco che va fino al buttafuori delle discoteche. Quello delle armi è divenuto il mercato più redditizio per le potenze occidentali. E naturalmente allo stato attuale anche uno dei settori di maggiore occupazione, pubblica e privata, dove la realtà del parassitismo si tocca per mano, se si considera che una moltitudine di esseri umani viene stipendiata per costringere altri esseri umani, anche massacrandoli, a produrre per loro, a pagare forzatemene un affitto impossibile, a indebitarsi o ammazzarsi di lavoro per pagare le estorsioni continue per colmare i buchi delle banche e i debiti dello Stato.
Proprio perché le guerre non mirano certo a procurare il consenso delle popolazioni mediante l’esercizio della ragione e della verità, bensì a piegarne la volontà con la forza (che tuttavia non può essere sempre bruta violenza armata) ecco che assume un ruolo sempre più determinante la conquista dei cuori e della psiche mediante i miti, che spesso e volentieri muovono la volontà dei popoli. Sarebbe ingenuo attribuire questo comportamento alla scarsa razionalità dei popoli, o alla naturale limitatezza delle masse o alla propensione dell’opinione pubblica verso le leggende piuttosto che verso la verità e dunque a bere tutto quel che si propina.  Il fatto è che la borghesia, che ha alle spalle una lunga storia rivoluzioni contro il mondo feudale e contro  l’oscurantismo religioso, ha imparato che i miti sono delle vere e proprie leve che s’imprimono profondamente nella psiche collettiva per incarnarne speranze e muovere le volontà ad agire.
   I miti sono tali che, una volta penetrati in profondità nelle coscienze, costituiscono una forza difficilmente scardinabileQuello dell’11 settembre  (l’attentato alle Torri gemelle di New York) è a tutti gli effetti un mito, realizzato  con le più sofisticate e collaudate tecniche di comunicazione mediatica, che ha imbastito menzogne e confusione con briciole di verità, sensazionalismo e paura. Che poi, col tempo,  questa costruzione si sia riveli un colabrodo, non ha più importanza: quel che conta è la prima impressione, quella che muove il consenso e la volontà delle masse. In quella zona della psiche che gli psicologi chiamano inconscio dove non si distingue un’idea o un’immagine  vera da una falsa. Dove  impressioni e gli effetti sono ugualmente reali e per lo più sono previsti da chi manipola e veicola le informazioni e i messaggi. E vale la ben nota massima del ministro nazista della propaganda J. Goebbels: “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà un verità”. Goebbels non aveva inventato niente, già Hegel nella sua formulazione filosofica[62] e soprattutto il medico e fisico francese Gustave le Bon, che ha fatto scuola osservando le tecniche della manipolazione mediatica già nel 1895, quando i mezzi di comunicazione di massa non erano neppure all’alba del loro sviluppo: “L’affermazione pura e semplice, svincolata da ogni ragionamento e da ogni prova, costituisce un mezzo sicuro per far penetrare un’idea nello spirito delle folle. Quanto più l’affermazione è concisa, sprovvista di prove e di dimostrazioni, tanto maggiore è la sua autorità (…) Tuttavia (l’affermazione) acquista una reale influenza soltanto se viene ripetuta di continuo, il più possibile, e sempre negli stessi termini. Napoleone diceva che esiste una sola figura retorica seria, la ripetizione. Ciò che si afferma finisce, grazie alla ripetizione, col penetrare nelle menti al punto da essere accettato come verità dimostrata. (…) La cosa ripetuta finisce con l’incrostarsi nelle regioni profonde dell’inconscio, in cui si elaborano , in cui si elaborano i moventi delle nostre azioni, così si spiega la forza straordinaria della pubblicità”.[63]
Nell’intervento “umanitario” della NATO in Libia si è assistito alla costruzione di un mito mediante pezzi di verità, luoghi comuni razzisti, un misto di ignoranza e disprezzo, e una fiumana di menzogne, di disinformazione, forzature della realtà affermate, visualizzate e ripetute nei grandi mezzi di e tanta emotività  suscitata con immagini  di famigerate (e falsarie) fosse  comuni e di “massacri “inventati di civili da parte di un tiranno: lo ammette anche il vescovo cattolico di Tripoli, mons. Giovanni Martinelli, che un po’ tardivamente a cose fatte, denuncia le morti di civili provocate dai bombardamenti dei “volenterosi”. Ma le verità tardive, lasciano il tempo che trovano, non mutano gli stati d’animo collettivi e non li mutano neppure i rapporti internazionali, riadatti da commissioni internazionali che si sono recate sul posto per attingere dati informativi obiettivi.[64]
Un altro aspetto da rilevare sono le connessioni pericolose che ci sono nella rete. Il movimento Cyberpunk, guidato da Julian Assange, che difende la crittografia come mezzo per difendere i diritti civili e la sovranità del popolo, opera una profonda mistificazione in quanto non prevede un ampio processo di mobilitazione politica di massa per sconfiggere le grandi multinazionali che controllano la rete.
Marcos Dantas professore presso la Scuola di Comunicazione (ECO) dell’Università Foderale di Rio de Janeiro (UFRJ) in un’intervista pubblicata nell’edizione del 15/04/2013 di UFRJ Plural, bollettino elettronico del Coordinamento della comunicazione della UFRJ[65] afferma in merito alle multinazionali che operano nel settore: “Queste società possiedono informazioni sulle scelte educative, religiose e politiche, che lo Stato non ha”. In questa intervista, Dantas afferma che il 70% delle comunicazioni sono nelle mani di una sola società americana: Level 3 Comunications. A suo parere, ciò che finanzia la costruzione d’immense infrastrutture fisiche, necessarie al funzionamento di internet è il capitale finanziario.
UFRJ Plural – Molti di coloro che difendono e contribuiscono a costruire un internet libero, come Julian Assange, fondatore di Wikileaks, temono che esso diventi il centro per la sorveglianza dei cittadini da parte degli Stati imperialisti. Quale è la sua opinione a riguardo?
Marcos Dantas – Penso che sia una preoccupazione importante, lucida e necessaria. Ma, a questo proposito, esiste anche il controllo della vita dei cittadini da parte delle grandi multinazionali capitaliste. Non interessa solo lo Stato. Vorrei dire che lo Stato è molto meno preoccupante. Questo perché. Se lo Stato è democratico, può anche essere sorvegliato dai cittadini. Le grandi società private no. La gente non sa quello che si fa coi suoi dati. E le organizzazioni private non solo controllano e rendono tali informazioni la fonte di un sacco di soldi, ma possono avere un controllo etico e politico sugli individui. E, alla fine, essere di informazioni per lo Stato stesso.
UFRJ Plural – L’informatica sulla privacy di Google è stata bersaglio di critiche. All’inizio di questo mese alcuni governi europei hanno deciso di investigarla ulteriormente. Perché?
Marcos Dantas – Essi temono che aziende come Google, Facebook, Microsoft, E Apple sostituiscano lo Stato nel controllo del cittadino.  Ed iniziano a prendere in considerazione le informazioni da tenere e come guidare le pratiche delle persone in funzione dei loro interessi e non dell’interesse pubblico. Queste società non sono pubbliche e, oggi, sono in possesso  di un’enorme quantità di informazioni su tutti noi ogni giorno, abitudini e gusti, che lo Stato non ha. Esse hanno informazioni sulla nostra salute, il nostro livello di istruzione, le nostre scelte politiche, religiose. Cose che lo Stato non ha. Con questo, ora hanno il potere di guidare la vita dei cittadini.
UFRJ Plural – Gli utenti di Google e dei social network, in particolare Facebook, hanno idea dell’utilizzo delle loro informazioni private per ottenere profitti, sopra le loro teste?
Marcos Dantas – No. Ti dirò un caso personale che sto vivendo in momento. Pochi giorni fa, ho comprato uno smartphone più moderno. E ho appena scoperto che se voglio trasferire in file da numeri di telefono che sono sul mio computer al dispositivo, devo gettarlo in una nuvola informatica (cloud computing ndt)  controllata da Microsoft. La commessa ha detto che è possibile fare questo trasferimento solo in questo modo.  Ma io non fornirò le mie informazioni private ed i miei contatti a Microsoft. Sono stato molto chiaro. Ho detto che non me ne faccio nulla della nuvola. Io vivo sulla Terra, non tra le nuvole. Quindi, non voglio trasferire i miei dati a Microsoft.
UFRJ Plural – Questo si verifica per qualsiasi sistema operativo?
Marcos Dantas – Ne ho comprato uno con Windows Phone (sistema operativo mobile sviluppato da Microsoft) marchio Nokia. Ma con il sistema Android è la stessa cosa. Quando qualcuno compra uno smartphone, la prima cosa che fa è la connessione a internet. Apri un indirizzo su Google, se Android o Microsoft, se Windows Phone. Da allora in poi, ogni trasferimento che viene fatta dallo smartphone, caricare un dato o impostare un ordine del giorno, passerà attraverso i server di queste due società. Per esempio, se segnassi su un apparecchio l’ordine del giorno dell’intervista che stiamo facendo, sarebbe registrata da Microsoft. Vale a dire, la mia vita quotidiana è controllata. Quando le persone usano lo smartphone per qualsiasi tipo di operazione, non hanno la consapevolezza che stanno lavorando gratis per queste aziende. E’ il plusvalore più assoluto che esista al mondo, un lavoro gratuito per arricchire Bill Gates. E’ un potente trasferimento di informazioni attraverso le quali, queste organizzazioni, possono controllare il mondo.
UFRJ Plural – Ma non c’è il rischio che le informazioni migrino verso Stati a carattere imperialista per farne un controllo politico sui cittadini?
Marcos Dantas – Non ho alcun dubbio che nella storia degli Stati Uniti, le grandi aziende, nel corso dei secoli, dai tempi della famosa Standard Oil, sono sempre state strumenti della politica imperialista statunitense. E viceversa, cioè, lo Stato ha aperto la strada per l’espansione delle sue grandi imprese. Le nuove società americane come Google e Microsoft, se già non lo sono, saranno strumenti del potere imperialista, una simbiosi perfetta.
UFRJ Plural – Ci sono iniziative di rete con potenziale libertario, come Wikileaks e anche siti e blogger che fanno circolare informazioni omesse dai media tradizionali. Queste iniziative non sono ancora in grado di controbilanciare l’influenza che il grande capitale ha su internet?

Marcos Dantas – No, perché sono basate su principi, nella mia valutazione, fuorvianti. Non pongono la critica del capitale come fondamento delle loro proposte. Se ciò non accadrà, queste iniziative rimarranno su un piano idealista. Ovviamente, permetteranno di attirare l’attenzione e metteranno in guardia la società che un altro mondo è possibile, il che è un aspetto positivo. Ma esse non mettono in discussione il cuore del problema, il fatto che chi alimenta questo ingranaggio sono i rapporti di produzione capitalistici e del capitale.

UFRJ Plural – La primavera araba è ricordata come esempio di ciò che internet può essere, anche al servizio di movimenti di massa democratici, un nuovo modo di fare politica. Qual è la sua opinione a riguardo?

Marcos Dantas – In realtà hanno sovrastimato queste tecnologie. Sono state usate come mezzo di comunicazione, quindi sono molto efficienti. Invece di prendere il telefono per chiamare qualcuno per un incontro, posso utilizzare Twitter o Facebook e farlo con molta più velocità. Ma le grandi manifestazioni non sono spontanee. Vi faccio un esempio di un tempo in cui internet non esisteva. Nel 1968, uno studente, Edson Luis,  fu ucciso a Rio de Janeiro e una settimana dopo 100.000 persone erano in strada per protestare contro la dittatura militare. Ma questo fatto è stato solo la scintilla che ha generato una mobilitazione straordinaria. Era già in atto da tempo un processo di dibattito politico tra studenti universitari, come tra i partiti politici clandestini attivi. Se, ipoteticamente, discussioni e riunioni che dovevano vagliare le azioni di resistenza fossero avvenute nelle reti di amicizia su Facebook, la polizia sarebbe arrivata subito dopo la prima riunione. Un altro esempio è stato quando Collor (de Mello, presidente del Brasile 90/92 ndt) era imputato e invitò il popolo ad indossare i colori verde oro. Come già per la mobilitazione contro il governo, i brasiliani usarono invece il nero come protesta, in una manifestazione nazionale che non ha avuto bisogno di Twitter o Facebook per accadere. E nella Primavera araba uno dei leader delle proteste in Egitto era un dirigente di Google. Questo dice tutto.

UFRJ Plural – Può essere considerato preoccupante che tutte le comunicazioni internet in America Latina verso l’Europa o l’Asia passino dagli Stati Uniti?

Marcos Dantas – Peggio di così. Circa il 70% delle comunicazioni via internet nel mondo sono nelle mani di una sola società americana chiamata Level 3 Communications.

UFRJ Plural – Come funziona?

Marcos Dantas – A rigore, per come funziona internet, ci vuole una grande struttura fisica. Il mondo virtuale è mera ideologia. Sono necessari cavi, satelliti, torri, server in tutto il mondo. E’ una struttura molto costosa. Fare un blog è cosa abbastanza a buon mercato, basta averne il tempo, ma non sarebbe possibile senza questa struttura fisica, che richiede miliardi di dollari di capitale. Dato che è molto costosa, poche organizzazioni al mondo possono fare gli investimenti necessari per costruirla e farla funzionare. O lo Stato costruisce questo tipo di struttura e oggi non lo fa più o lo faranno le grandi società finanziarie. E questo è esattamente il capitale finanziario che si trova dietro Level 3 Communications, AT & T, British Telecom e Telefonica. In sostanza, le strutture di comunicazione servono al capitale finanziario nei trasferimenti di fondi in tutto il mercato mondiale.

UFRJ Plural – Queste reti passano allora attraverso i centri di potere del capitale finanziario?

Marcos Dantas – Sì e ovviamente i centri del potere militare. A partire dal tempo della telegrafia, questa infrastruttura ha sempre avuto, sopra l’equatore, una direzione orizzontale, cioè Stati Uniti, Europa e sempre più, il Giappone. Nel sud del mondo ha una direzione sud-nord, dal Sud America verso gli Stati Uniti e l’Europa. Poi, naturalmente, se vi è una grave crisi internazionale, questa impostazione può pesare sulla bilancia. Se il Brasile vuole fare comunicazione oggi con l’Africa, dovrà passare necessariamente attraverso l’Europa.

UFRJ Plural – Julian Assange afferma che la Cina sta offrendo ad alcuni paesi africani la costruzione di una dorsale per le infrastrutture di accesso a internet in cambio di grandi contratti commerciali. E si punta alla possibilità di istituire un nuovo colonialismo del XXI secolo. Come valuti questo problema?

Marcos Dantas – Proprio allo stesso modo, nel XIX secolo, gli inglesi hanno costruito le ferrovie in Brasile e Argentina. In Brasile, a San Paolo, per il trasporto del caffè. E in Argentina, a Buenos Aires, per la carne. In India, hanno costruito una ferrovia importante perché avevano bisogno di spostare il loro esercito, perché la lotta era dura. Pertanto, i media sono sempre stati uno strumento fondamentale per il potere geopolitico. E la Cina sta costruendo una potenza geopolitica alternativa agli Stati Uniti, guardando i loro interessi molto ben considerati. Sa dove si può espandere e con molta intelligenza.

UFRJ Plural – Perché?

Marcos Dantas – Perché l’Africa è un continente che è stato completamente abbandonato dall’Occidente, dopo essere stato saccheggiato fino allo sfinimento. E’ un fastidio per il grande capitale avere a che fare con questa regione. Quando stanno per uccidersi in una guerra e gli umanisti cercano di intervenire per prevenire il genocidio, quale è la reazione del grande capitale e dei suoi governi? Lasciano che si uccidano! Questo è ciò che sempre accade in varie parti dell’Africa. Sono intervenuti in Mali perché c’è l’uranio, la materia prima che interessa alla Francia, perché il 70% dell’energia del paese è nucleare. Così la Cina, con la vecchia strategia di muoversi verso l’anello più debole, è in espansione in Africa per costruire delle teste di ponte per un progetto strategico di lungo periodo.

UFRJ Plural – Vi è un controllo sotterraneo, invisibile, della grande rete. Ma ci sono tentativi di rendere ufficiale il controllo dei contenuti prodotto su internet. E’ il caso di due leggi che sono state in discussione al Congresso degli Stati Uniti, Stop Online Piracy Act (SOPA) e Protect IP Act (PIPA, Prevenzione delle minacce online alla creatività economica e furto della proprietà intellettuale). Perché queste iniziative non si sono realizzate?

Marcos Dantas – Nonostante i miei amici cyber-attivisti pensino che abbia a che fare con la loro lotta, che condivido e ritengo importante, la ragione è però un’altra. Il fatto è che il grande capitale non è ancora d’accordo su come fare questa regolamentazione. E la SOPA lo ha mostrato molto bene. Da una parte Hollywood e dall’altra Google. Mancano ancora alcuni accordi politici e giuridici tra le grandi aziende capitaliste affinché queste leggi si facciano.

UFRJ Plural – E quali sono queste divergenze?

Marcos Dantas – La questione più importante per il capitale oggi non è la terra, ma il diritto intellettuale. Si tratta di brevetti, marchi, diritti d’autore. Il capitale oggi si muove sopra un tipo di valore che non è merce, vale a dire qualcosa di appropriabile e mutevole. Quando il panettiere vende una mezza dozzina di pani, il cesto resta senza sei unità di pane. E la cassa del fornaio è aumentata con i soldi usati per comprare il pane, frutto del lavoro della persona che li ha acquistati. C’è stato vero scambio, uno scambio equivalente. Quando il cinema mette un film sul mercato, rimane con un film in meno sullo scaffale. Vi è una capacità infinita di riprodurlo. Qui non c’è scambio, ma una licenza. Quindi, abbiamo bisogno di creare sistemi per garantire che le persone che vedono il film non lo possano replicare a costo zero. Questo sistema in linea di principio è il riconoscimento del diritto d’autore.

UFRJ Plural – E per garantirlo è richiesta una serie di controlli?

Marcos Dantas – Sì. Poiché il riconoscimento del diritto d’autore, di per sé, non garantisce che le persone non “piratino”, si creano strutture fisiche per questo, come il DRM [Dispositivo per limitare la diffusione e la duplicazione di copie di contenuti digitali]. Un altro tipo di controllo è l’accesso ai contenuti tramite pagamento, come è il caso della Pay TV o nuovi sistemi smartphone. Le strutture sono create per garantire che le persone abbiano accesso solo a una canzone o un film, se hanno un particolare terminale collegato ad una rete pagata. Questo tipo di commercializzazione su cui si basa la redditività di Hollywood ed altre industrie culturali ancora non si adatta ancora, per intero, ad un altro modello di business proposto da Google, per Apple e, infine, per aziende nate nel sistema reticolare cioè, nel sistema di rete.

UFRJ Plural – Dimmi di più su questo nuovo modello.

Marcos Dantas – La redditività di questo modello di business che Google sta cercando di costruire è totalmente fondata su informazioni e la negoziazione di tali informazioni. Si tratta di un modello che difende la liberazione delle pratiche sociali, vale a dire, le persone possono fare quello che vogliono sulla rete. Ma, come abbiamo detto prima, tutto questo movimento è monitorato, manipolato, trattato con potenti algoritmi, con l’obiettivo di vendere informazioni.

UFRJ Plural – E quelle leggi che prevedono il blocco di siti web accusati di violazione del copyright potrebbero andare contro questo modello?

Marcos Dantas – Esattamente. Google propone un’alternativa. Vi faccio un esempio. Se tutti avranno uno smartphone, dovrà essere collegato a un negozio, che sia i Tunes, Nokia o Samsung. Analogamente, anche il lettore Blu-ray [evoluzione del lettore dvd, ndt] deve essere collegato ad un negozio. Nel momento in cui tutti saranno sulla rete, sarà loro possibile costruire questo patto.

UFRJ Plural – Il movimento Cypherpunk sostiene la crittografia come mezzo per preservare i diritti civili delle persone e anche la sovranità e l’autodeterminazione dei popoli. Come valuta questa proposta?

Marcos Dantas – Può essere un’alternativa interessante, ma come già insegnava Norbert Wiener, il codice è una questione di tempo. In primo luogo, è una cosa che richiede un investimento tecnico, un’organizzazione che lavora per la crittografia. I grandi Stati nazionali ci lavorano sopra in funzione di interessi strategici. Ma gli Stati Uniti in questo momento, mostrano grande preoccupazione perché dicono di subire gli attacchi di cyber-invasori. E quasi non vi è paese più crittografato degli Stati Uniti. Quindi, non so se questo è il problema.

UFRJ Plural – E qual è la questione?

Marcos Dantas – Penso che dovremmo passare attraverso un processo politico che metta in discussione il potere del grande capitale che controlla la rete di grandi dimensioni e che da lì controlla la vita dei cittadini.”.

Detto questo tutti colo che propagandano la “democrazia elettronica” sono in realtà dei ciarlatani o dei mistificatori al servizio del grande capitale.



Come si esercita l’influenza della borghesia sul potere politico.

   Le vie sono diverse. Uno, attraverso le cosiddette lobby che esercitano pressioni sull’opinione e sul legislatore attraverso uffici stampa o società esterne di consulenza in grado di mettere in piedi, per ogni campagna, decine di professionisti delle pubbliche relazioni. Secondo un rapporto di Pubblic Citizen, il numero dei lobbisti operanti a Washinton è quasi raddoppiato dal 1999 al 2006, salendo da 16.000 a 35.000 operatori con circa 17.000 aziende impegnate nel settore.[66]
Ma il metodo più efficace per favorire questo legame è quello dell’affiliazione personale. La biografia di molti politici è emblematica, che da dirigenti di agenzie e amministrazioni governative, passano ai consigli di amministrazione delle grandi imprese, e viceversa,  in un balletto di incarichi denominato revolving doors (porte girevoli). Secondo un rapporto della Center for Responsive Politics nel 2009 l’industria ha arruolato almeno 70 ex membri del Congresso, nonché 900 ex impiegati del governo federale.[67]
L’amministrazione Bush J. È un caso emblematico di quello che stiamo dicendo poiché conteneva più ex amministratori delegati di qualsiasi altro governo in passato e ha visto un numero considerevolmente alto di legami con la Monsanto (guarda caso):
1)    Clarence Thomas era un avvocato della multinazionale prima di diventare Giudice della Corte Suprema, proprio quella che ha assegnato la presidenza a George W. Bush nel 2001, al momento della conta delle schede incerte nelle elezioni contro il candidato democratico Al Gore.
2)    Anne Veneman era nel consiglio di amministrazione di Calgene, azienda della Monsanto, prima di diventare Segretario dell’Agricoltura.
3)    Ronald Rumsfeld era stato nel consiglio di amministrazione della casa farmaceutica Scarle, prima di diventare Segretario della “Difesa” sotto l’amministrazione Bush.
4)    Tommy Thompson ha ricevuto una donazione di 50.000 dollari dalla Monsanto durante la campagna elettorale, poi vista, per il posto di Governatore del Wisconsin, per poi essere nominato sempre da Bush Segretario ai Servizi Sociali e alla salute.
5)    Rufus Fraley, tra ideatori della soia transgenica Roundup Ready, resistente all’omonimo erbicida, è stato nominato consulente tecnico del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti.
E poi, come ben diceva Craxi, la politica costa, o meglio la politica in una società borghese costa. Pensiamo solamente ai costi per la pubblicità elettorale (soprattutto quella televisiva). Un seggio al Congresso o al Senato degli Stati Uniti può arrivare a costare milioni di dollari. Secondo il Center for responsive politics, alle elezioni del 2012 John Boehner, repubblicano e presidente della Camera, ha speso 21 milioni di dollari, provenienti da grandi imprese a partire dalla AT&T inc. La presidenza ovviamente molto di più. Obama ha speso 1,1 miliardi.[68] Tra i maggiori contribuenti ci sono multinazionali e grandi banche, Obama è stato sponsorizzato da Microsoft, e Google. Com’è evidente. Questo sistema favorisce i candidati più ricchi e quelli appartenenti o maggiormente collegati all’élite economica. Inoltre, l’uso di svolgere le primarie, alle quali può partecipare anche chi non appartiene allo stesso partito, tende a favorire i candidati “centristi” che rappresentano le posizioni che sono fortemente e organicamente all’establishment. In pratica, la competizione elettorale tende a trasformarsi da un momento di sintesi, a livello politico-rappresentativo, delle tensioni  e delle lotte tra le classi e gruppi sociali diversi, a competizione all’interno delle élite del potere. E come si diceva prima, non bisogna meravigliarsi dl calo del tasso di partecipazione alle competizioni elettorali.
L’altro fattore che sta alla base della costruzione dell’élite imperialisti è militare. La propaganda asfissiante di una minaccia di guerra o del terrorismo (ed è proprio vero che l’informazione è un’arma) conferisce ai militari una posizione di privilegio e giustifica il controllo che essi esercitano, politicizzandoli. L’integrazione tra militari, grandi corporation e politici è stata favorita con l’entrata in guerra degli USA nel 1941. Politici, militari e industriali stabiliscono un contatto diretto nella gestione e nel coordinamento nella gestione e nel coordinamento dello sforzo bellico a livello industriale e militare, rafforzandolo dopo il 1950 con l’inizio della cosiddetta guerra fredda contro l’URSS e il Movimento Comunista.
Tutto ciò ha favorito nello stabilizzarsi di un’economia di guerra. Il capitalismo USA, si potrebbe benissimo definirlo un capitalismo militare, in cui coincidono gli interessi dei grandi magnati con quelli dei “signori della guerra” in uniforme, inserito in un sistema di democrazia formale molto indebolita. L’integrazione dei militari con i grandi imprenditori relega i politici di professione a un ruolo sempre più subordinato.
Bisogna avere chiaro per comprendere bene qual è l’origine del potere.
Marx ci viene incontro. L’origine del potere e del dominio nella società non è la politica o la forza fisica (se mai questi sono degli strumenti), ma la divisione in classi sociali. Basata sui rapporti in cui gli uomini entrano in rapporto per riprodurre la vita materiale.  Le classi sono dominanti o dominate a seconda della posizione che occupano in tali rapporti. La classe dominante è la classe economicamente dominante, perché controlla i mezzi di produzione e dirige il processo produttivo e si appropria del plusvalore prodotto dei lavoratori.
Marx analizzando la società descrive il capitale come una forza impersonale, dominata da “spiriti animali”, come un movimento funzionante secondo meccanismi oggettivi. Il Modo di Produzione Capitalistico è caratterizzato dall’accumulazione allargata, che continuamente rimuove e distrugge ogni tipo di limite e vincolo al mercato e alla massima produzione di profitto. Il capitalista è il “funzionario necessario e dominante”,[69]  l’agente di questa formazione, rappresentando la personificazione del capitale contrapposto al proletariato. Ogni capitalista, di ogni sfera della produzione è considerato come azionista del capitale sociale complessivo e pertanto interessato al grado di sfruttamento di tutta la classe lavoratrice, alla produttività di tutto il capitale. Per questa ragione: “(…) I capitalisti, pur comportandosi come falsi fratelli quando si fanno la concorrenza, costituiscono tuttavia una vera massoneria nei confronti della classe operaia”.[70]  Dallo sviluppo del capitalismo, che porta alla centralizzazione della proprietà in poche mani, al monopolio ed alle società per aioni giganti, deriva  la “trasformazione del capitalista realmente operante in semplice dirigente, amministratore di capitale altrui e dei proprietari di capitale in puri e semplici proprietari, puri e semplici capitalisti monetari. (…) Nelle società per azioni la funzione (dirigente) è separata dalla proprietà del capitale”. [71] Quindi i capitalisti non solo si comportano come una associazione segreta, una massoneria nei confronti del resto della società, ma perdono ogni ruolo  attivo sperandosi dalla direzione del processo produttivo affidato ad una nuova élite di super-manager, pur mantenendo uno stretto controllo sulla direzione complessiva dei processi e sulla proprietà delle imprese, anche con quote relativamente piccole di capitale, attraverso complicati sistemi di intrecci societari.  I capitalisti tendono “(…) a ricostituire una nuova aristocrazia finanziaria, una nuova categoria di parassiti nella forma di escogitatori di progetti, di fondatori e di direttori che sono tali solo di nome; tutto un sistema di frodi e di imbrogli che ha per oggetto la fondazione di società, l’emissione ed il commercio di azioni”.[72]
In tale trasformazione il sistema finanziario ricopre un ruolo fondamentale, perché “il credito permette al capitalista o a colui che è tenuto in conto dal capitalista, di disporre completamente, entro certi limiti, del capitale e della proprietà altrui e per conseguenza del lavoro altrui. (…) Il capitale stesso che si possiede in realtà oppure nell’opinione del pubblico diventa sola la base per la sovrastruttura creditizia”. [73]
Un quadro descritto da Marx che sembra ispirato dalla storia recente caratterizzata dagli scandali, come nei casi di Enron, Parmalat e MPS, dalle acquisizioni di società a forte leva con il sistema delle scatole cinesi, come nel caso di Tronchetti  Provera con Telecom, dalla continua creazione e scoppio di bolle speculative, da quelle di internet nel 2001 a quelle mutui sub prime del 2007.
Come è da considerarsi organismi come il Bildeberg e la Trilaterale?  Poiché c’è un’ampia letteratura su questi organismi e bene fare chiarezza.
Ogni società e ogni classe hanno le sue forme di organizzative. Persino il modo di fare la guerra differisce da una società all’altra e da una classe all’altra. Lo stesso principio vale per il Gruppo Bildeberg e la Commissione Trilaterale. Esse sono le organizzazioni della Borghesia Imperialista.
Si potrebbe benissimo dire che la Borghesia Imperialista è una frazione interna della classe borghese formatosi nello sviluppo capitalistico degli ultimi cinquant’anni. Essa è la frazione dominante, la sintesi più avanzata della classe borghese. Essa si costituisca alla fine della seconda guerra mondiale, quando si ricostruisce un’economia mondiale, ma è soltanto a partire dagli settanta che si afferma pienamente. Essa è legata al passaggio del capitalismo nella sua fase di mondializzazione. In parole semplici se nella sua fase nazionale, le imprese sono in prevalenza legate al mercato interno e a quello estero per le esportazioni, nella fase multinazionale prevalgono le imprese che non solo esportano merci ma soprattutto capitali, distribuendo le proprie unità produttive all’estero. Nella fase attuale le imprese non solo presenti con investimenti e impianti produttivi a livello internazionale, ma anche il loro capitale ha una provenienza internazionale. In sostanza, mano a mano che l’accumulazione mondiale si allarga, i capitali di varia provenienza tendono a integrarsi ed intrecciarsi in modo sempre più stretto ed ampio. In sostanza la Borghesia Imperialista è costituita da quelle persone che esprimono relazioni ad alta integrazione internazionale. Essa è l’agente dell’accumulazione capitalistica. La borghesia imperialista è la frazione della classe borghese che rappresenta il capitale in forma più pura. Infatti, l’essenza del capitale è la più completa libertà di movimento. Pura accumulazione insofferente di ogni vincolo. Per questa ragione la borghesia imperialista è lo strato superiore della borghesia. Gli altri settori della borghesia, quelli che fanno riferimenti ai capitali di piccole e medie dimensioni e i grandi capitali che rappresentano gradi di sviluppo più vecchi del capitale e non hanno ancora fatto il salto qualitativo a livello mondiale, gli sono subordinati. Naturalmente questo non vuol dire per niente che il dominio della borghesia imperialista sugli altri settori sia incontrastato, assoluto e inarrestabile.  Né tantomeno che l’aspetto nazionale e soprattutto lo Stato nazionale sdiano tout court siano diventati irrilevanti ed ininfluenti. Ma, soprattutto, contrariamente a quanto affermano le ingenue teorie del complotto, non si tratta di un entità che manovra la realtà a suo piacimento.
La borghesia imperialista, essendo l’agente del capitale, ne riflette la natura, caratterizzata da tre aspetti:
1)    L’unico scopo e direzione che ha è quello dell’accumulazione allargata del capitale, cioè la produzione di profitto senza limiti.
2)    La tendenza al gigantismo ed alla centralizzazione della proprietà in pochi mani.
3)    La molteplicità, cioè la suddivisione in singoli capitali in continua concorrenza fra di loro.
La Borghesia Imperialista, non è esente da contraddizioni e accanite lotte interne, che sono un effetto delle contraddizioni del Modo di Produzione Capitalistico stesso. Anzi, con la crisi e con la crescita della centralizzazione e del gigantismo la lotta diventa sempre più accanita. In sintesi, anche la Borghesia Imperialista è composta da “fratelli nemici”, fratelli quando si tratta di opporsi agli avversari, nemici quando si tratta di  spartirsi la torta, specialmente quando questa si riduce. In questo senso, il Bildeberg e La Trilaterale assolvono anche la funzione di camere di compensazione delle contraddizioni tra capitali e settori di capitali.

L’impatto piscologico
   Avendo coscienza che le scie chimiche e le guerre ambientali sono fenomeni reali e pericolosi per il futuro da incubo che intorno stanno attuando (clima manipolato, siccità, diffusione di epidemie artificiali, mancanza di sole per le coltivazioni, effetto serra, introduzioni di alimenti geneticamente modificati, aumento delle malattie respiratorie e neurologiche, delle malattie auto-immuni, delle allergie, diffusione di pericolose nanofibbre sensoriali che possono provocare terribili  malattie) bisogna affrontare un nodo essenziale, ovvero l’impatto psicologico di questa operazione e la tendenza diffusa fra le gente di negare persino la più elementare evidenza .
La gente (soprattutto nei paesi imperialisti) preferisce chiudere gli occhi piuttosto vedere il male che ci sovrasta, come hanno fatto molti ebrei durante i primi anni del regime nazista, i quali ignorando le parole scritte nero su bianco da Adolf Hitler nel Mein Kamps  rimasero intrappolati in Germania continuando a ripetersi frasi del tipo: “io sono tedesco quanto sono ebreo, non possono farmi del male”, “io ho combattuto per l’esercito tedesco nella prima guerra mondiale e sono stato persino decorato, non oseranno colpirmi” e così via.
Il risultato di questo autoinganno (di cui trova testimonianza nei romanzi autobiografici scritti da ebrei tedeschi scampati all’olocausto) è stato che intere famiglie invece che fuggire (o combattere) quando erano ancora in tempo per evitare la persecuzione sono state fagocitate dai campi di concentramento.
È preferibile credere di vivere in un mondo migliore, è difficile essere coscienti di vivere una realtà nella quale la classe dominante ti avvelena, cerca di controllarti, di schiacciarti. Ma la cosa più dura da digerire del progetto delle scie chimiche come quella del controllo mentale è che ti costringe a rimettere in discussione la tua visione del mondo, e spesso ti costringe a rimettere in discussione la tua vita stessa.
Se prima magari si pensava che qualche partito (o movimento, tendenza, associazione) di centro, destra o di sinistra, potesse prendersi del futuro e portare avanti le tue rivendicazioni adesso ti trovi di fronte ad un panorama nel quale il silenzio è complicità di tutto l’arco politico (ufficiale e non) è evidente. Ci si trova davanti a un governo Berlusconi sotto il quale sono iniziate le scie chimiche, a un governo Prodi sotto il quale il progetto è stato notevolmente intensificato, un nuovo governo Berlusconi sotto il quale l’intensificazione è mantenuta tale e quale.
Se prima avevi fiducia nella medicina ufficiale o nell’azione di denuncia di qualche gruppo ambientalista, o all’onesta degli scienziati, adesso ti trovi in un mondo in cui il silenzio (ma che sarebbe meglio dire complicità) della scienza e della medicina ufficiale e delle associazioni ambientaliste (dal WWF alla Legambiente) è palese (e sospetto).
La teoria della dissonanza cognitiva ci aiuta a capire meglio certe dinamiche.[74]   ci sono studi che mostrano cosa succede quando ci sono delle incoerenze tra le proprie esperienze /e le credenze basate su di esse e quelle raccontate da altri. In uno studio effettuato nel 1956 (Festinger, Riecken and chachter, 1956) su una setta che aspettava la fine del mondo. La fondatrice della setta annunciò di avere ricevuto un messaggio dai Guardiani dello spazio profondo. Un certo giorno si sarebbe stato un’enorme inondazione. Si sarebbero salvati solamente i veri fedeli, che sarebbero stati raccolti a mezzanotte del giorno prefissato da dischi volanti. Quando giunse il “giorno del giudizio”, tanto atteso, i membri della setta si riunirono in attesa del cataclisma annunciato. L’orario previsto per del disco volante arrivò e passò, la tensione cresceva col il passare delle ore. Alla fine la leader della setta ricevette un altro messaggio: il mondo era salvo come premio della fiducia dei fedeli, ci furono scoppi di gioia, e i credenti diventarono più fedeli che mai.
Visto il fallimento di una profezia, ci sarebbe aspettati l’opposto. Una contraddizione di un evento dovrebbe presubilmente portare all’abbandono delle credenze che hanno condotto a quella previsione. Ma la teoria della dissonanza cognitiva dice altrimenti. Con l’abbandono della convinzione che ci fossero i Guardiani, la persona che una volta l’aveva creduto avrebbe dovuto accettare una dissonanza dolora tra lo scetticismo attuale e le sue precedenti credenze e azioni.
La sua precedente fede sarebbe ora apparsa veramente sciocca. Alcuni membri della setta erano andati così lontano da perdere il lavoro e spendere tutti i loro risparmi; senza la fede nei Guardiani azioni del genere avrebbero in retrospettiva perso il loro significato. Alla luce dei nuovi eventi, la dissonanza sarebbe stata insopportabile. Fu ridotta di significato con il credere nel nuovo messaggio che sosteneva la convinzione originale. Poiché altri membri della setta lo accettarono senza indugio, la convinzione fu addirittura rafforzata. Ora potevano pensare a se stessi non come dei matti, ma come a risoluti e leali membri di un gruppo piccolo e coraggioso che aveva salvato il mondo.
Insomma tutti quelli che non vogliono credere dell’esistenza delle scie chimiche o del controllo mentale, per non mettere in discussione tutto ciò in cui si crede, le loro certezze si comportano un poco come i fedeli della setta che aspettavano i Guardiani che cercano di adattare la loro interpretazione della realtà con le loro credenze e speranze. E chi ci governa e ci avvelena quotidianamente, conosce benissimo la psicologia di massa e fa di tutto per utilizzare certi meccanismi, facendo spuntare come funghi i cosiddetti  “debunker” (disinformatori) che scrivono sui giornali, intervengono nei media, che tengono conferenze per spiegare a noi tutti che ciò che vediamo sono solo scie di condensa. Un’altra attività di questi personaggi è di screditare chi afferma l’esistenza delle scie. Ma l’obiettivo principale dei  “debunker”  è quello di suggerire un metodo per ridurre il disagio psicologico, per ridurre appunto la dissonanza cognitiva: offrono una finta via d’uscita alle nostre ansie e alle nostre paure, è come se mettessero davanti  a delle persone affamate un succulento  piatto di cibo. Ma bisogna fare attenzione, il cibo che offrono è avvelenato, infatti se non ci preoccupa per il disastro in atto , forse vivremo per un certo periodo tempo sereni, per svegliarci di colpo in un mondo da incubo in cui tutto va a rotoli.
La denuncia di tutte queste situazioni costringe volenti o no a prendere atto di cose non si vuole credere (o che non si vuole credere che fossero arrivate fino a questo punto) che esistono manovre occulte gestite da società segrete come la P2 o strutture militari segrete come Gladio. A credere che sia stato messo in piedi un sistema incredibile di propaganda e di lavaggio del cervello che passa anche attraverso messaggi indirizzati ai bambini più piccoli per instillare l’idea ad esempio che quelle scie bianche degli aerei siano una normalissima realtà a credere che esiste una rete di complicità fra potere politico ed economico, magistratura, forze dell’ordine, mass media esercito, scienza e medicina istituzionale (a domandarsi dove sono quelli del CNR e dell’ASL, non sanno più fare le analisi dell’aria e dell’acqua).
In sostanza ci sarebbe, porsi in maniera corretta e onesta l’osservazione di questi fenomeni, oggettivamente conduce a una presa di coscienza. Si cambia idea sulla politica (complicità di gran parte delle istituzioni e dei politici), sulla scienza (troppi scienziati asserviti e complici), sui mass media (che disinformano e mentono), sui rapporti tra nazioni (le varie nazioni sembrano contrapporsi sulle scenario globale di fatto collaborano allo stesso piano criminale, dagli USA alla Russia passando per la Cina, tutti paesi che sono irrorati da aerei cisterna) e persino la validità di molte terapie mediche convenzionali (quando abbiamo compreso che lo scopo di questo sistema che ci opprime è quello di farci star male, non di guarirci, e poi il complice silenzio della quasi totalità dei medici è indicativo).
Certo è difficile vivere in un mondo completamente diverso da quello che si sperava che fosse. Ma il mondo quello reale, non è quello che vogliamo, e se vogliamo un mondo diverso bisogna abbandonare i vecchi schemi e costruirne dei muovi ma soprattutto bisogna combattere. Non è facile, è faticoso e urtante dal punto di vista psicologico ma non ci sono altre vie di uscita.
ma si tratta di scegliere letteralmente tra un futuro di un autentica libertà e la schiavitù, tra un futuro di vita ed un futuro di morte, il prezzo di pagare sarà doloroso, ma quello che si può ottenere in cambio è soprattutto la speranza di mondo migliore.

Cap. 1
[1] Le scie di condensazione (in inglese, contrail) o scie di vapore sono nuvole artificiali di vapore acqueo che possono formarsi durante il passaggio degli aerei. Possono formarsi in due casi:
  1. I gas di scarico      dell’aereo aumentano la percentuale di umidità dell’aria e questo può      portare alla condensazione del vapore acqueo.
  2. Le ali dell’aereo      causano una diminuzione della pressione dell’aria circostante e quindi una      diminuzione di temperatura che può causare la condensazione del vapore      acqueo.
Oltre al vapore acqueo le emissioni provocate dagli aerei contengono biossido di carbonio, ossidi di azoto, monossido di carbonio, idrocarburi come il metano, solfati, particolato. Le scie di condensazione più comuni sono dovute alla rapida condensazione del vapore acqueo nei gas di scarico del velivolo durante la navigazione in alta quota, dove la temperatura esterna è molto bassa.
[2]  Scie chimiche, scatta l’allerta bipartisan, La Voce Cesena, Sabato 31 maggio 2008.

[3] Versione originaria statunitense http://www.rense.com/general36/history.htm

[4] I poppers, anche noti come pop, sono una serie di sostanze stupefacenti, con proprietà tossiche, assumibili per inalazione, appartenenti alla classe dei nitriti alchilici usate in passato per diversi scopi farmacologici.
Il popper è solitamente un composto di nitrito di amile, nitrito di etile o nitrito d’isobutile, ed è contenuto, con diversi nomi commerciali, in piccole bottiglie di vetro. Il nome deriva dal verbo onomatopeico inglese to pop, il suono provocato dall’apertura della fiala di vetro in cui nel passato veniva commercializzato questo prodotto. Il popper si è diffuso inizialmente nell’ambiente dei sexy shop, soprattutto inglesi, ed è giunto nell’Europa continentale, negli anni ’90, parallelamente al consumo di altre droghe sintetiche. I poppers sono legali in alcune nazioni europee come, la Francia e l’Inghilterra, e sono generalmente venduti nei sexy shop. In medicina è stato usato, opportunamente dosato, come antidoto negli avvelenamenti cianidrici, e in passato come farmaco anti-angina prima di essere soppiantato dalla nitroglicerina, di maggior durata d’azione e dalla maggiore sicurezza nell’utilizzo.
Gli effetti dei poppers (definiti generalmente come rush) sono molto brevi, ma intensi; durano circa 1 minuto (30/50 secondi) e sono seguiti da un forte aumento del battito cardiaco e da una brusca caduta della pressione arteriosa con conseguente sensazione di abbassamento delle funzioni psico-fisiche. Gli effetti collaterali sono forte sensazione di caldo, perdita di coscienza, danni nasali, cefalee intense e gravi aritmie.
Si assume tramite aspirazione nasale e produce:
  • afflusso di sangue al cuore ed al cervello;
  • vasodilatazione,      intensa sensazione di calore e benessere;
  • euforia.
Il popper aumenta il battito cardiaco troppo velocemente e può provocare attacchi di nausea, vomito, perdita di coscienza, alterazioni della vista e, in persone predisposte, disturbi cardiaci molto gravi. Ove assunto insieme ad ecstasy, anfetamine, cocaina, il rischio di attacchi cardiaci aumenta notevolmente, anche nei soggetti in perfetta forma fisica. Si è sostenuto (a ragione) che con l’uso dei popper potesse aumentare la possibilità di trasmissione del virus dell’HIV, suppostamente a causa dell’intensa eccitazione, dello sbandamento e dell’eccessiva euforia, che avrebbero potuto condurre, in queste condizioni, ad esempio all’uso errato del preservativo o al disuso dello stesso. Sono possibili danni anche irreversibili alla mucosa nasale (in caso di consumo protratto o di contatto del popper liquido con la mucosa).
[7] Pietro Gianvanni, Il Bilancio 2001 del Pentagono, Panorama Difesa, maggio 2000.

[14] Per quanto riguarda la Guerra Meteorologica, vedere l’articolo di Michel Chossuvsky, Guerre Climatiche: Haarp High Frequency Aural Research Program, suwww.intermarx.com/ossinter/clima.html.

[15]  Molto probabilmente questo progetto è la continuazione delle ricerche che negli anni ’80 del XX secolo, il governo sudafricano (quello dell’apartheid) eseguì. Questo programma di guerra biologica, chiamato Project Coast, aveva l’obiettivo di preparare un’arma genetica mirata a colpire la popolazione nera. Stesse ricerche in questo campo, sono state compiute anche da Israele.

[16] City martedì 6 maggio 2008.

[17] Air University of the US Air Force, AF 2025 Final Report, http://www.au.au.mil/au/2025/

[18]  Nicholas begich and Jean Manning, The Military’s Pandora’s Box, Earthpulse Press,http://www.xyz.net/nohaarp/earthlight.htmlSee also the HAARP home page athttp://www.haarp..alaska.edu/

[19] Nikola Tesla (in cirillico Никола Тесла) (1856 – N. 1943) è stato un fisico, inventore e ingegnere croato naturalizzato statunitense nel 1891.
[20] Detta anche operazione Popeye. Questo progetto ha operato dal 20 marzo 1967 al 5 luglio 1972. L’obiettivo era estendere la stagione dei monsoni sul Vietnam del Nord e sugli itinerari di rifornimento dei Vietcong (la famosa pista Ho Chi Min) impedendo l’uso di strade e sentieri. La zona iniziale delle attività (Laos e Vietnam del Nord) fu estesa e ridisegnata per includere zone del Vietnam del Sud e della Cambogia. È presumibile che l’Operazione Popeye abbia contribuito alle catastrofiche inondazioni nel Vietnam del Nord, nel 1971 che ha colpito più del 10% del paese. Fonti:www.fabiofeminofantascience.org/RETROFUTURE/RETROFUTURE20.html

[21] Roberto Toso www.luogocomune.net.

[24] Conferenze mondiali di scienziati per il disarmo con generali dell’esercito!.  È proprio un paradosso. Piuttosto che pacifisti sarebbe meglio dire pacifinti.

[25] Per leggere l’intero articolo http://www.kelebekler.com/occ/mini.htm

[28] Lo spezzone di video di questa intervista lo si può trovare su internet all’indirizzohttp://it.youtube.com/watch?v=zIG3BpdJSwU

[31] Nelle telecomunicazioni, il termine transponder è la contrazione di Transmitter responder, a volte abbreviato in XPDR, XPNDR, TPDR, ha i seguenti significati:
  • un dispositivo      automatico che riceve, amplifica   e ritrasmette un segnale      su una frequenza differente;
  • un dispositivo      automatico che trasmette un messaggio      predeterminato in risposta ad un segnale ricevuto e predeterminato;
  • un      ricevitore-trasmettitore (ricetrasmettitore) che genera un segnale in      risposta ad una specifica interrogazione.
[33] The Camouflage Handbook, AAFWAL-TR-86-1028 Wright-Patterson AFB, Ohio: Air Force Wright Aeronautical Laboratories, 1986.

[34] Se non si fosse ben compreso questo calcolo, può seguire agevolmente il ragionamento seguendo la verifica dei calcoli precedenti (che consiste sostanzialmente nell’eseguire il calcolo inverso). Se un aereo che viaggia a 600 Km/h forma una scia di condensa che persiste per 54 secondi, quanto sarà lunga la scia che si vede nel cielo? Ebbene nel si vedrà il vapore (condensato) che è fuoriuscito dal motore negli ultimi 54 secondi, e quindi ci sarà condensa di vapore sia subito dietro il motore che lungo il tragitto percorso in quel lasso di tempo. Poiché la velocità è per definizione pari a v = s/t, invertendo la formula (moltiplicando entrambi i membri per t si ottiene vt = s, o che è lo stesso s = vt. Moltiplicando quindi la velocità dell’aereo per il tempo si ottiene la lunghezza della scia, bisogna solo fare attenzione ad utilizzare unità di misura coerenti (se usiamo la velocità espressa in Km/h dobbiamo misurare in ore anche l’intervallo di tempo). Abbiamo già visto che 54 secondi corrispondono  a 0.015 ore e quindi la lunghezza della scia che generata da un aereo che viaggia a 600 Km/h è data dal prodotto 600 x 0,015 che corrisponde esattamente ai 9 Km  di partenza ed abbiamo quindi verificato la correttezza dei calcoli.

[36] Domanda, saranno solo inquinanti che vengono dal basso o anche inquinanti che sono irrorati dall’alto?.

[37] Questa frase fa venire un atroce sospetto: che questi apprendisti stregoni alla fine otterranno il brillante risultato di modificare il livello d’irraggiamento sulla terra?

[38] Questa è la prova che studiano come alterare tramite aerosol, il clima, come modificare il tasso di radiazione solare che arriva a noi e alle piante di cui ci nutriamo.

[39] Insomma, come far piovere a comando con l’uso di aerosol, ovvero  col rilascio intenzionale di prodotti chimici sopra le nubi tramite aerei cisterna , insomma utilizzando le scie chimiche.

[40] Ecco qua, l’uso delle onde elettromagnetiche per manipolare il clima.

[41] C’è da augurarsi che fra questo materiale disperso nell’atmosfera non ci  siano parassiti o batteri geneticamente modificati che secondo molti studiosi vengono dispersi dagli aerei cisterna tramite le scie chimiche.

[43] La sindrome, o mordo, di Morgellons è una “misteriosa” malattia che si presenta, generalmente, con disturbi di tipo cutaneo: prurito, sensazione di punture di spillo, fitte improvvise e dolenti, piaghe, eruzioni cutanee permanenti e soprattutto strane fibre filamentose sulla superficie della pelle che, in taluni casi, fuoriescono spontaneamente. Molti dei pazienti affetti dal morbo provano una strana sensazione di bruciore diffusa su tutto il corpo, altri parlano di “insetti” che corrono appena sotto la superficie della pelle. Altri, ancora, lamentano dolori muscolo-scheletrici e una sensazione di affaticamento generale. Dunque, una sintomatologia complessa e ambigua, tanto da far pensare ad una malattia immaginaria, conseguenza di gravi disturbi di natura psicologica. Infatti, la sindrome sembra avere effetti notevoli sull’emotività e sulla cognizione dei pazienti. Tuttavia, questi effetti potrebbero essere considerati contemporaneamente causa e conseguenza di Morgellons. La prova concreta che smantella l’ipotesi psicologica viene dalla presenza reale e non fittizia di strane fibre filamentose che fuoriescono dalla cute, molto simili alle fibre di polietilene e granuli neri. Il tutto è reso ancor più strano dal colore delle fibre: Blu. La sindrome di Morgellons è un morbo particolare, raro, molto ambiguo e incomprensibile. Bollato per anni dalla comunità scientifica come una patologia psichiatrica, il Morbo di Morgellons è ora oggetto di studio da parte dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), l’organo statunitense di ricerca e prevenzione della malattie. Lo studio, condotto in collaborazione con la divisione di ricerca del consorzio medico  Kaiser Permament e della California del nord, va a colmare anni di fenomeni di autoaggregazione spontanea di persone colpite dagli stessi sintomi. La maggior parte dei pazienti, liquidati come matti e accusati di procurarsi da soli le lesioni, si è riunita dal 2002 in una fondazione, la Morgellons Research Foundation, creata da Mary Leitao, che ha anche coniato il nome del morbo su una patologia simile descritta nel 1600.  Il sito della fondazionewww.morgellons.org, aperto a tutti coloro che vivono un’esperienza di Morgellons, conta più di 11.000 iscritti, la maggior parte abitanti in California, Texas e Florida:  tutti riportano strani fenomeni della pelle come forte prurito, granuli catramosi e filamenti bluastri, rossi e traslucidi che emergerebbero dalle lesioni.
La statunitense Mary Leitao è stata la prima a trattare il caso. La donna, infatti, nel 2001 osservò strani comportamenti nel figlio di 2 anni che cominciò a mostrare piccole piaghe sotto un labbro e avvertendo la presenza di inquietanti insetti che glieli avrebbero causate. La Leitao, ex tecnico di laboratorio, esaminò le piaghe al microscopio, dichiarando la presenza di fibre di vario colore. È stata proprio lei a codificarne la sintomatologia e a battezzare il morbo con il nome di uno studio risalente al diciassettesimo secolo, in cui si faceva riferimento a un bambino francese affetto dagli stessi disturbi. Nel sito la signora Leitao descriveva minuziosamente gli inquietanti sintomi della misteriosa malattia e alla fine la comunità medica la accusò di aver costruito una messa in scena. Ma alla intraprendente signora giunsero ben settemila mail di persone che accusavano gli stessi sintomi, dichiarandosi anch’essi malati di Morgellons. Come riporta il resoconto diagenziastampaitalia.it, una tra le poche persone che hanno esaminato scientificamente il morbo di Morgellons è Randy Wymore, un neuro scienziato del Center for Health Science dell’Università di Oklahoma Wymore ha ricevuto da diverse persone dei campioni di fibra fuori uscite dalla loro pelle. Anche se i campioni presentavano una certa somiglianza tra loro, secondo il parere del neuro scienziato queste non erano paragonabili a nessun’altra fibra sintetica o naturale conosciuta. Wymore, inoltre, chiese alla squadra di polizia forense “Tulsa” di esaminarle. La squadra ha identificato le strutture chimiche delle fibre e le ha confrontate con la loro banca dati costituita da ben 800 campioni. Le fibre in questione non coincidevano con nessuna di quelle del database, pertanto si è ricorsi alla cromatografia gassosa per compararle con 90.000 composti organici. Anche in questo caso, le fibre non hanno dato riscontri tali da poter coincidere con i composti. La squadra di polizia è giunta pertanto alla conclusione che le fibre sono “ignote”, fatte di elementi sconosciuti e non certo provenienti da vestiti a stretto contatto con le croste di ferite. Le fibre, infatti, bruciate a 700 gradi, si sono annerite ma non distrutte. Wymore chiese anche al capo reparto di pediatria dell’ospedale universitario di Oklahoma, Rhonda Casey, di osservare alcuni pazienti. Eseguendo la biopsia delle superfici della pelle lesionate e di quelle sane, usando un dermatoscopio, la dottoressa Casey è stata in grado di osservare le fibre sotto la pelle dei malati e di ritrovarle unite sia ai tessuti sani sia a quelli danneggiati, identificando, tra l’altro, la varietà di colori di tali filamenti. Oltre a ciò, la stessa dottoressa ha riferito il caso di una giovane ragazza con una lesione sulla gamba dalla quale spuntavano fibre nere, confermando l’impossibilità, da una parte della giovane, di essersi cagionata ella stessa una ferita simile. Questi sono alcuni dei casi riscontrati (il maggior numero dei malati è negli Stati Uniti) ma, anche nella nostra nazione, ci sono stati diversi casi che gli esperti riconducono alla Sindrome di Morgellons.

[45] Vedere sito www.tankerenemy.com

[46] Il laser a scansione (o laser scanner) sono dispositivi capaci di emettere un impulso elettromagnetico (il laser) e di ricevere il segnale riflesso, misurando l’intervallo di tempo trascorso e quindi la distanza tra lo strumento ed il punto rilevato. Viene usato nei seguenti ambiti: Archeologia – Architettura – Ingegneria – Topografia Beni Culturali -Modellazioni industriali – Navale – Forense – Dentale.

[47] Le armi tettoniche sono le armi capaci di innescare terremoti artificiali, da questa proposta fatta si desume che l’esercito USA possiede queste armi, d’altronde non si è notato quanti terremoti in questi ultimi tempi?

[48] Questa espressione fu stralciata nella versione successiva, perché troppo esplicita.

[49] Gli elicotteri spia sono una realtà che si sta diffondendo in tutti i paesi. A Milano, grazie ai finanziamenti del Ministero della Salute e del Ministero dell’ambiente il Comune di Milano avrà a disposizione due esemplari di elicotterini (dal costo di 50.000€) prodotti da un’azienda tedesca specializzata in tecnologia bellica. Il dispositivo volante è munito di un sistema GPS satellitare, che è direttamente collegato a un furgone della polizia municipale di Piazza Beccaria (sede dell’Assessorato alla Mobilità e Ambiente) che smista le immagini per competenze a carabinieri, polizia, protezione civile e 118. Milano è la prima città in Europa (ufficialmente perché ufficiosamente è un altro discorso) che potrà contare per il controllo del territorio su un occhio elettronico voltante, perché al mondo, solo Los Angeles ha ufficialmente (perché ufficiosamente è un altro discorso) ha un dispositivo simile. Minielicotteri per sorvegliare i cieli di MilanoLibero, 20.062008

[58] Il Pentagono la definisce “Ia tecnologia strategica dei prossimi anni“. Un giorno cambierà Ia nostra vita; intanto sta già cambiando il modo di fare la guerra. Il pulviscolo intelligente è fatto di miriadi di computer microscopici. Ognuno misura meno di un millimetro cubo ma incorpora sensori elettronici, capacità di comunicare via onde radio, software e batterie. Invisibile e imprendibile, la polvere di intelligenze artificiali si mimetizza nell’ambiente e capta calore, suoni, movimenti. Può essere diffusa su territori immensi e sorvegliarli con una precisione finora sconosciuta. Sa spiare soldati standogli incollata a loro insaputa, segnala armi chimiche e nucleari, intercetta comunicazioni, trasmette le sue informazioni ai satelliti. Dietro la polvere intelligente c’è uno dei più potenti motori del progresso tecnologico americano, la Defense Aduanced Research Projects Agency (Darpa) che è stata all’origine di innovazioni fondamentali, compreso Internet. E’ il braccio scientifico del ministero della “Difesa”, gestisce finanziamenti federali distribuendoli alle migliori università, che in cambio collaborano ad accrescere la supremazia degli Stati Uniti nelle tecnologie avanzate. Per la smartdust la Darpa si è affidata al dipartimento d’ingegneria elettronica e informatica di Berkeley diretto da Shankar Sastry. Ci lavorano gli scienziati Kris Pister, David Culler e un ricercatore italiano, Bruno Sinopoli. Gli elementi di base della loro costruzione sono i Merns, micro-elactro-mecanical systems. Sono micro-computer che integrano capacità di calcolo, parti meccaniche figlie della nano-robotica, più i sensori elettronici: cioè termometri, microfoni miniaturizzati, nasi e microspie che captano movimenti o vibrazioni. I Mems esistono da tempo, ora le ricerche ne hanno perfezionato la produzione a costi sempre più bassi e questo apre l’opportunità per usarli in quantità enormi. I progressi della miniaturizzazione rendono i micro-apparecchi sempre più affidabili e ne allungano la vita, le batterie possono alimentarsi con le variazioni di temperatura o le vibrazioni. Il lavoro degli scienziati californiani ha fatto fare ai Mems il salto verso la polvere intelligente. “Il risultato finale sono network invisibili disserninati nell’ambiente – spiega Bruno Sinopoli – che interagiscono fra loro e trasmettono informazioni”. I Mems potrebbero fare la loro comparsa anche incorporati nelle nuove tute da combattimento dei marines. È un altro progetto per il quale il Pentagono ha stanziato 700 milioni di dollari: fabbricare una tuta leggera fatta di nuovi materiali adatti alle condizioni nel deserto, ma dotata di sensori intelligenti nelle sue fibre. Una corazza agile per i climi torridi, capace di fermare i veleni delle armi chimiche e di monitorare la salute dei militari esposti ad aggressioni batteriologiche. I sensori elettronici visibili ai raggi infrarossi garantiscono poi il riconoscimento tra i soldati americani nei combattimenti notturni, in modo da evitare le vittime del “fuoco amico”. A finanziare ricerche sulle applicazioni della smart dust con i fondi federali non c’è più solo il Pentagono. Ora è sceso in campo anche un fondo di venture capital che nella Silicon Valley tutti conoscono bene: si chiama In-Q-Tel ed è una filiale della Cia.
Cap. 3
[59] E quando sono inseriti, le responsabilità non sono del Modo d Produzione Capitalista, ma dei singoli membri.

[60] Marx, L’Ideologia tedesca.

[61] B. H. Bagdikian, The Media Monopoly, Beacon Press 1997.

[62] “Attraverso la ripetizione, ciò che inizialmente appariva solo come accidente e possibile, diventa qualcosa di reale e consolidato”, G. W. F. Hegel, Vorlesungen über die Philosophie der Geschhichte, in Sämtliche Werke,  Frommann, Stuttgart Bad Cannstatt, 1971, Bd. 11 p. 403.

[63] Gustav Le Bon, psicologia delle folle, Milano 1982, questo libro fu letto e studiato (per motivi opposti) da chi aveva a che fare con i fenomeni politici e sociali di massa, da Mussolini a Lenin, oltre che dalle polizie di tutti paesi.

[64] Una di queste è THE NON GOVERNMENTAL FACT FIDING COMMISSION ON THE CURRENT EVENTS IN LIBYA, il cui report è opera di Paolo Sensini, Quello che ho visto in Libia, inComedonschisciotte, 24.04.2011

[65] Tradotto dal Centro di Cultura e Documentazione e pubblicato nel sito www.resistenze.org

[66] Rapporto del Pubblic Citizen, The Bankrollers: Lobbysts’ Payment to Lawmakers They Court, 1998-2006.

[69] Karl Marx, Storia delle teorie economiche, Vol. II, Torino 1971, p. 192.

[70] Karl Marx, Il capitale, Libro III, Editori Riuniti, Roma 1980, p. 242.

[71]   C.s. pp. 518,519.

[72]  C.s.  p. 520.

[73]  C.s. p. 521

[74] Cognitive Consistency Basic Psychology, Norton 1983. Traduzione a cura di Martini.

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