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domenica 3 aprile 2016

NWO ATTO FINALE: PARIGI, BRUXELLES E ROMA?


Di Alessandro De Angelis –
Prima di leggere l’articolo ci preme sottolineare una cosa importante, il popolo ebraico è stato usato come vittima sacrificale nella seconda guerra mondiale da parte di persone senza scrupoli che durante le guerre si arricchirono finanziando entrambi gli schieramenti. Da quando infatti nel 1913 è stata istituita la Federal Reserve, sono iniziate una serie di guerre, tra cui prima e seconda guerra mondiale e quella del Vietnam. Nel 1914 parte dal conflitto tra britannici e tedeschi la prima guerra mondiale: l’America inizialmente dichiarò per bocca del suo Presidente Wilson la neutralità, cercando però ogni scusa per entrare in guerra. Difatti i banchieri internazionali volevano l’entrata in guerra degli USA per incrementare i loro guadagni, costringendo lo Stato a chiedere alla banca centrale denaro in prestito pagandogli così interessi su capitali enormi. Il consigliere del Presidente Wilson, il colonnello Mouse, amico di banchieri, in una conversazione documentata con il ministro degli esteri inglese, parla di come riuscire a far entrare in guerra l’America. Grey gli chiese: “Cosa farebbero gli americani se i tedeschi facessero affondare una nave da crociera con passeggeri americani a bordo?” House rispose: “Credo che una vampata d’indignazione colpirebbe gli Stati Uniti e questo sarebbe sufficiente di per sé a farci entrare in guerra.”
7 maggio 1915, una nave americana chiamata Lusitania viene portata sulle acque territoriali tedesche piene di navi militari, fu silurata dai sottomarini tedeschi e 1800 persone rimasero uccise. L’America entrò in guerra! Morirono 323.000 americani e J.D. Rockfeller guadagnò 200 milioni di dollari, pari a 1,9 trilioni di dollari attuali, e 30 miliardi di dollari spesi dagli americani, molti dei quali presi a prestito dalla Federal Reserve con l’aumento dei profitti dei banchieri internazionali.
II Guerra Mondiale: 7 dicembre 1941 il Giappone attacca la flotta americana a Pearl Harbor e l’America entra in guerra. Il Presidente Franklin Roosvelt dichiarò che quel giorno sarà ricordato come il giorno dell’infamia. Dopo 60 anni si viene a sapere che quell’attacco era noto da settimane e deliberatamente provocato. La famiglia Roosvelt era proprietaria di banche a New York già dal 18esimo secolo e lo zio Fredrik era un membro del Consiglio della Federal Reserve. Henry Stimson ufficiale del Segretario di guerra di Roosvelt annota il 25 novembre 1941 un dialogo con Roosvelt: “Il problema era come avremmo potuto manovrarli, affinché fossero loro a far partire il primo attacco”, riferendosi ai giapponesi che dovevano aggredire per primi. Nei mesi precedenti Pearl Harbor, Roosvelt fece di tutto per provocare l’aggressione giapponese, bloccando le importazioni di petrolio in Giappone e congelando gli investimenti giapponesi in America. Rese di pubblico dominio che gli USA finanziavano la Cina e fornivano aiuti militari all’Inghilterra, entrambi schierati in guerra contro il Giappone, violando le regole internazionali di guerra. Tre giorni prima dell’attacco Roosvelt fu informato dai servizi segreti australiani di truppe giapponesi in movimento verso Pearl Harbor, ma Roosvelt li ignorò e 2.400 militari americani furono uccisi. Dopo questo massacro un milione di americani si offrirono volontari in guerra, mentre prima erano tutti contrari. Un altro caso eclatante è l’IG Farber che produceva l’84% degli esplosivi. Bene, in America uno dei partner della IG Farber era la Stand Oil Company di J.A. Rockfeller, che produceva un additivo speciale senza il quale gli aerei tedeschi non potevano essere operativi, e che fruttò 20 milioni di dollari alla sua compagnia; egli fu inoltre responsabile del bombardamento di Londra, in quanto senza quell’additivo gli aerei tedeschi non avrebbero potuto volare. Inoltre l’ascesa al potere di Hitler fu finanziata da una banca di New York, la Union Banking Corporation, che lo rifornì anche in tempo di guerra di risorse materiale e riciclava il denaro dei nazisti, tanto da essere poi denunciata e condannata per violazione dell’embargo per avere nel suo caveaux milioni di dollari nazisti sporchi di sangue anche americano. Il direttore e vicepresidente della Union Bank era Prescott Bush, padre e nonno di due presidenti americani, compreso l’ultimo George W. Bush. 1933 i banchieri internazionali dichiararono guerra ad una Germania sull’orlo del tracollo finanziario a causa di una gravissima crisi economica (come potete constatare dall’articolo di giornale Daily Express datato Venerdì 24 Marzo 1933 riportato qui a fianco), costringendo Hitler ad un attacco senza precedenti verso la popolazione ebraica.
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Dalla traduzione dell’articolo proposto qui a fianco si legge:
La Giudea dichiara guerra alla Germania: gli ebrei di tutto il mondo uniti in azione.
L’intera Israele sparsa per il mondo si unisce per dichiarare guerra economica e finanziaria alla Germania. L’apparizione della Svastica come simbolo della nuova Germania ha dato nuova vita all’antico simbolo di guerra di Giuda. Quattordici milioni di ebrei sparsi in tutto il mondo si stringono come un sol uomo per dichiarare guerra alla Germania, persecutrice dei loro compagni di fede. Il commerciante ebreo abbandonerà la sua casa, il banchiere la sua attività di scambio economico, il mercante i suoi affari e il mendicante la sua umile baracca, al fine di unirsi nella Guerra Santa contro il popolo di Hitler!”
Il giornale ebraico Natscha Retsch rincarava la dose:
La guerra contro la Germania sarà condotta da tutte le comunità ebraiche, dalle conferenze, dai congressi […] da ogni singolo ebreo. La guerra contro la Germania darà nuova linfa ideologica ai nostri interessi e li promuoverà, il che richiede che la Germania sia totalmente distrutta! Per noi ebrei, il pericolo è rappresentato dall’intero popolo tedesco, dalla Germania intesa sia a livello collettivo che individuale. Essa deve essere ridotta per sempre all’impotenza… A questa guerra noi ebrei dobbiamo partecipare, con tutta la forza e la potenza che abbiamo a nostra disposizione”.
Una manovra dei banchieri internazionali che coinvolsero, loro malgrado, la popolazione ebraica, che divenne vittima sacrificale della ritorsione di Hitler che era appena diventato cancelliere, e non aveva ancora il potere assoluto che ebbe in seguito ed era a capo di una nazione economicamente e industrialmente distrutta; inoltre nessuna azione politica contro gli ebrei era ancora stata intrapresa né lontanamente pensata. Furono i banchieri ad emettere la prima delle dichiarazioni di guerra che portarono alla Seconda Guerra Mondiale, grazie all’appoggio dei mass media loro asserviti. Ed era una dichiarazione di guerra di enorme peso, visto il loro potere economico e finanziario con cui controllavano già allora la maggior parte dei beni del pianeta. Sappiamo poi come andò a finire, e dopo aver indebitato ulteriormente gli stati nei loro confronti, grazie ai finanziamenti che gli avevano dato, il nuovo piano di azione era già pronto. Difatti nel 1944 si decise che solamente il dollaro dovesse avere la controvertibilità in oro e le altre monete potessero essere scambiate con il dollaro che faceva da garante. Gli USA invece stamparono quasi 90 miliardi di dollari, creando un’inflazione globale, senza avere il controvalore in oro. Così, quando l’URSS la Francia e la Cina restituirono i dollari agli Usa chiedendo in cambio l’oro, costrinsero il presidente Nixon, il 15 agosto 1971, a far cadere la convertibilità del dollaro con l’oro, facendo sì che la moneta perdesse il suo effettivo valore. La finanza si aspettava il default, ma non avvenne in quanto le persone accettavano la moneta come strumento di scambio per i beni e i servizi che le persone producevano sulla fiducia, anzi sul fatto che il popolo fosse ignaro di quello che era successo. Così si diede inizio alla grande truffa e nel 1981 il Ministro del Tesoro Andreatta ed il governatore della Banca d’Italia Ciampi tolsero l’obbligo alla banca di acquistare tutti i titoli di stato che venivano emessi e quindi di finanziare il debito pubblico, che passò così in soli dieci anni da 142 miliardi (dai 16 miliardi del 1971, perché lo stato finanziava la crescita attraverso l’emissione dei titoli) a ben 850 miliardi di debito – questa volta reale, in quanto contratto verso altri istituti bancari privati. Ma a che pro finanziare lo stato attraverso l’emissione dei titoli quando invece poteva direttamente stampare denaro con la sua zecca tipografica? Se lo stato a dei debiti con imprese o servizi statali da pagare gli sarebbe bastato stampare denaro per estinguerlo, ma la verità era che i banchieri avevano progettato il golpe e, in barba alla costituzione italiana, iniziarono la cessione ad enti privati delle quote di Banca d’Italia, che verrà forzatamente legalizzata grazie al tradimento dei politici, verificatosi nel 1992 con la legge 35/1992 dal Ministro del Tesoro Guido Carli, ex governatore della banca in questione. Nel 1992, solo il 5% delle quote di Banca d’Italia era rimasto di proprietà dello stato, mentre il restante 95% era andato in mano a banche private che le avevano acquistate dai principali gruppi bancari, quali Comit, Credito Italiano e Banco di Roma, che ne garantivano la maggioranza pubblica. Gli acquirenti autorizzati a comprare i titoli di stato erano banche commerciali primarie ed istituzioni finanziarie private quali IMI, Monte dei Paschi, Unicredit, Goldman Sachs, Merryl Linch. Il gioco era fatto: in pochi anni il debito – ad oggi – ha superato i 2000 miliardi di euro, grazie al tradimento dei politici che iniziarono in maniera concertata con i banchieri a svendere il patrimonio dello stato e dei cittadini a prezzi da saldo e, non contenti ancora, legalizzarono, con l’ennesimo tradimento verso il popolo, la privatizzazione della Banca d’Italia, grazie al governo Prodi che, il 16.12.2006, modificò lo statuto della banca all’articolo 3, facendo sì che essa non fosse più un ente di diritto pubblico, come dovrebbe essere in uno stato democratico. Un Prodi che fu candidato addirittura tra i candidati del M5S alle votazioni in rete per il candidato alle Quirinarie per la candidatura a presidente della repubblica, arrivando secondo dietro Imposimato. Non solo, ma il M5S invece di chiedere il debito detestabile in quanto esiste lo strumento giuridico per farlo, mette nel suo programma economia la riduzione del debito attraverso il taglio agli sprechi, e di sovranità monetaria e nazionalizzazione di banca d’Italia neanche l’ombra. A questo punto come cittadini italiani abbiamo deciso di creare un Movimento Nazionale di Liberazione per l’Italia, si badi bene non di rivoluzione, ma di liberazione dalla dittatura dell’oligarchia bancaria del nuovo ordine mondiale, senza divisioni politiche, di religione od altro, che si basa su un programma semplicissimo:
1)Sovranita monetaria 2)una sola banca del popolo 3)debito detestabile 4)restituzione e nazionalizzazione di tutte le grandi industrie che ci hanno sottratto con la truffa del debito pubblico 5)processo a tutti i politici che ci hanno venduto in mano alla dittatura della BCE togliendo la sovranità allo stato 6) via vitalizi e stipendi d’oro ai politici traditori 7)tasse al 10% e finanziamenti per la scuola, sanità, bonifica del territorio ecc 8)reddito di cittadinanza fino a quando non rimetteremo in moto l’economia 9)ripristino della scala mobile.
Chi siamo? Solamente quella parte del popolo che non va più a votare nessun partito, stufa di essere presa in giro; siamo quelli che non vogliono più pagare tasse per sovvenzionare stipendi d’oro, pensioni e vitalizi ai politici traditori; siamo quelli che non vogliono andare in pensione dopo morti visto che hanno fatto in modo di far tornare la mortalità ai livelli del 1943, in piena guerra mondiale; siamo quelli che non vogliono vedere i loro figli precari senza possibilità di potersi costruire una famiglia; siamo quelli che non vogliono un paese pieno di immigrati, grazie al piano Kalergj dell’NWO, che lotteranno con i nostri figli per un salario da fame; siamo quelli che hanno capito che la strategia del terrorismo è un piano che parte da lontano al fine di militarizzare le città per poi dare pieno potere alla polizia europea, con la scusa di servizi segreti inefficienti, e che potrà anche uccidere chi cercherà di contrastare questo disegno di dittatura dei banchieri in quanto struttura sovranazionale che non può essere indagata e processata dagli stati dell’U.E.. Hanno colpito Parigi, Bruxelles in quanto simbolo finanziario dell’Europa per crearsi un alibi ed ora toccherà a Roma come simbolo religioso mondiale? Prevenire è meglio che curare, questi falsi alibi non funzionano. Cittadini Italiani, riprendiamoci l’Italia e poi libereremo l’intera Europa, siamo stati la culla della civiltà insieme alla Grecia ed ora siamo diventati schiavi di queste famiglie sioniste di banchieri? Basta con i pensionati costretti ad emigrare per poter campare ed ai nostri figli costretti all’estero per trovare lavoro, riprendiamoci il presente ed il futuro, per noi e per le generazioni future. Noi non emigriamo, siamo qui a dare battaglia, loro sono poche centinaia di persone che hanno in mano metà della ricchezza dell’intero pianeta, noi centinaia di milioni di uomini che si sono fatti dividere dal denaro, dalle religioni, dai partiti politici e via dicendo e che ora hanno deciso di unirsi sotto un’unico intento: riprendersi la libertà, la dignità e la nostra terra.
Chiediamo la vostra iscrizione al gruppo Movimento Nazionale di Liberazione per l’Italia, fate aderire anche i vostri amici, non siamo un partito politico, questo movimento siete voi, quelli che si riconoscono nel programma di cambiamento ormai improcrastinabile.
Alessandro De Angelis cittadino di una nazione che sta perdendo la propria identità nazionale.
Fonte http://apocalisselaica.net/nwo-atto-finale-parigi-bruxelles-e-roma/

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